A scuola mediocre è chi galleggia tra il sufficiente e lo scarso, ultimo o quasi. In Italia i mediocri sono i primi della classe. In Italia comandano loro.
Il potere si celebra nei privé, gli appalti si vincono nei salotti, le università radunano famiglie (padre, madre, figlio, figlia) e il Parlamento accoglie anche le «favorite». Le more e pure le bionde.
Il mediocre per andare in alto ha solo bisogno di buone mani da tenere strette a una corda. Sei della cordata? Allora è fatta. Stanze chiuse, lucchetto alle porte. Chi è dentro non apre. Chi è fuori si arrangi.
C’è un Paese che vince. è immobile però. Appalti senza gara, cantieri senza fine, treni senza bagni, traghetti con la ruggine.
Di fronte sono ormeggiati gli yacht, splendore di mogano e brillanti. Questa Italia grassa e billionaire, dove la vita è sempre segnata da una griffe, dove i giovani senza talento sognano di diventare tronista e i talenti veri sono costretti a fuggire. E poi c’è l’Italia che perde, più veloce ma molto più debole. Costretta a pagare il prezzo di questo egoismo, a fare i conti con una realtà che la tiene in coda e la induce all’esilio.
Il rapporto fra queste due Italie sembra ubbidire a una equivalenza matematica: il potere dei mediocri misura esattamente la distanza che separa il talento dal successo.
Partendo da questa intuizione, Antonello Caporale, insieme con sette ragazzi che in tasca hanno solo un centodieci e lode, poco meno che talenti di carta, ha girato la Penisola per scoprire i volti e i luoghi dei mediocri, il meglio e il peggio dei due estremi della formula. Dal Trentino, con le mele d’oro e le scuole eccellenti, alle Marche, nell’azienda dove gli operai diventano imprenditori, a Montella, in Irpinia, dove si insegna in latino: raffinata scuola dei migliori. In mezzo, i boiardi dei vettori nazionali, i fallimenti di Alitalia, la rete di Comunione e Liberazione, il Parlamento dei nominati e le Regioni sull’orlo della bancarotta.
Chi comanda e chi patisce. Chi è fermo e s’ingrassa e chi corre e non si sfama. Due Italie, una sola storia. Un’inchiesta, forse un saliscendi: il diritto e il rovescio di un Paese che non si rassegna al suo declino.