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Manuale della Certificazione energetica degli Edifici

Norme, procedure e strategie d'intervento

Gianni Silvestrini, Mario Gamberale, Giovanni Dall'ò


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Modificato in data 29 Novembre 2016 - Il prodotto, che si intitola Manuale della Certificazione energetica degli Edifici, redatto da Gianni Silvestrini, Mario Gamberale, Giovanni Dall'ò, ha come tema Bioarchitettura e fa parte della sottocategoria Risparmio energetico. Distribuito dalla casa editrice Edizioni Ambiente e venduto dal Febbraio 2008 , è in stato di "Disponibilità: 5 giorni". Il valore del libro è pari a € 48,00.

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Scritto da alcuni degli esperti italiani più qualificati, questo volume è un manuale essenziale per affrontare il tema più "caldo" del momento.

L'adozione della direttiva europea 2002/91 ha portato in primo piano il tema dell'efficienza energetica degli edifici, mettendo in luce il pesante ritardo del nostro paese nell'adeguare la qualità dell'edilizia esistente e di nuova costruzione a parametri altrove già operanti. Nello stesso tempo si sono evidenziate anche le enormi opportunità connesse alla sfida della più grande trasformazione che il nostro settore edilizio abbia mai affrontato.

Con gli obblighi previsti dai Dlgs 192/2005 e 311/2006 lo scenario si è definito e si entra nella fase della piena operatività; per rispondere alle nuove domande i professionisti devono quindi acquisire appieno la conoscenza delle norme e dei meccanismi procedurali che li rendono in grado di operare.

Il tema della certificazione energetica degli edifici è illustrata sia attraverso casi studio locali sia attraverso l'analisi e spiegazione delle norme nazionali. Dal ruolo del certificatore ai sistemi di accreditamento, i nuovi compiti di tecnici e professionisti vengono delineati con chiarezza, così come i percorsi formativi necessari e i compiti di enti locali e amministrazione centrale.

Ma la trattazione non si ferma qui, gli autori affrontano in due ampi capitoli le strategie di intervento sull'esistente e le tecniche di progettazione ecoefficiente per le nuove costruzioni.

Giuliano Dall'Ò, coordinatore del Gruppo di lavoro sull'efficienza energetica di Kyoto Club, è architetto e professore di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano. Direttore di SACERT, il primo sistema di accreditamento nazionale volontario di certificatori energetici, è direttore scientifico della rivista Progetto Energia.

Mario Gamberale, ingegnere, ricercatore dell'Università "La Sapienza di Roma" è un esperto di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Docente e coordinatore della sezione Fonti Rinnovabili del Master Ridef. È membro del Comitato Direttivo della Piattaforma europea sul fotovoltaico. amministratore delegato di AzzeroCO2 e direttore operativo del Kyoto Club.

Gianni Silvestrini, ricercatore del CNR, è direttore scientifico di Kyoto Club, della rivista QualEnergia e dell'omonimo portale. Ingegnere, coordina il Master Ridef del Politecnico di Milano e dello IUAV di Venezia. È stato consigliere sui temi dell'energia e dell'ambiente del Ministro dello Sviluppo Economico e direttore generale del Ministero dell'Ambiente. È presidente della sezione italiana Ecolabel del Comitato Ecolabel-Ecoaudit.

Certificazione energetica degli edifici

Ma veniamo alla certificazione energetica, uno strumento voluto dall’Europa per aumentare la trasparenza del mercato e fornire un’informazione chiara ai cittadini.

L’etichettatura energetica aveva già dimostrato la sua efficacia nel settore degli elettrodomestici. Solo dieci anni fa la percentuale dei frigoriferi di classe A (i migliori, secondo l’etichettatura della Ue che seleziona i prodotti in relazione alla loro efficienza energetica) era assolutamente marginale in Italia. La presenza di un’informazione chiara sui vantaggi economici legati ai bassi consumi è riuscita a orientare i consumatori talmente bene che nel 2008 le vendite totali di frigoriferi di Classe A hanno raggiunto il 41% e a queste si è aggiunto un 46% di vendite di prodotti A+ e A++, cioè ad altissima efficienza. Questa trasformazione del mercato non ha solo avvantaggiato i bilanci familiari, ma è stata anche positiva per l’economia del paese, con una riduzione dei consumi elettrici di quasi 5 miliardi di kWh/a, corrispondenti alla produzione di una centrale elettrica.

I risultati ottenuti nel mondo degli elettrodomestici spiegano il grande interesse della Commissione verso l’estensione al comparto dell’edilizia di questo elemento di trasparenza. Con in più la possibilità di fornire indicazioni preziose sugli interventi di miglioramento adottabili.

Il meccanismo della certificazione energetica degli edifici in Italia era stato previsto in realtà già quasi venti anni fa nell’ambito della legge 10/1991, ma non era mai riuscito a decollare. Solo con il decreto legislativo 192/2005 di recepimento della direttiva 2002/91/Ce relativa al rendimento energetico nell’edilizia la situazione si è sbloccata.

L’utilizzo di questo strumento era in realtà stato sperimentato ancor prima della definizione della norma nazionale grazie a esperienze pilota nell’Alto Adige e in Lombardia.

La Provincia di Bolzano aveva infatti introdotto una norma che prevedeva che il fabbisogno termico invernale dei nuovi edifici non potesse essere superiore a 70 kWh/m2 anno, cioè un valore molto inferiore rispetto alla normativa nazionale. Interessante la reazione dei costruttori altoatesini. A un’iniziale preoccupazione per la possibile risposta del mercato è subentrato un vero entusiasmo. La casa di qualità energetica si vende bene e il giro d’affari è aumentato. Il successo è stato tale che il Comune di Bolzano ha ridotto il limite massimo a 50 kWh/m2 anno e le imprese locali si sono organizzate per esportare la competenza acquisita.

Un ruolo attivo d’avanguardia è stato svolto anche dalla Provincia di Milano, sull’onda del successo delle esperienze pionieristiche di alcuni Comuni lombardi, che è sfociato nella costituzione di SACERT, un organismo di formazione e certificazione delle competenze dei tecnici certificatori energetici degli edifici, diventato un punto di riferimento nazionale di questo settore.

Il primo recepimento della direttiva 2002/91/Ce aveva previsto un’interpretazione restrittiva limitata alla sola nuova edilizia, mentre con il successivo decreto legislativo 311/2006 si estendeva la certificazione anche al patrimonio esistente all’atto della compravendita degli appartamenti. A questa norma base avrebbero dovuto seguire dei decreti per definire le metodologie di calcolo e le modalità di identificazione della figura dei certificatori, essenziale per garantire una uniformità di impostazione degli interventi. Le “Linee guida nazionali” purtroppo sono state pubblicate con tre anni di ritardo, il 10 luglio 2009.

Nel frattempo, la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Provincia di Bolzano, la Liguria e la Toscana si erano dotate di una strumentazione propria in grado di gestire la certificazione. Inizialmente sembrava una fuga in avanti, in particolare da parte della Lombardia che aveva proposto un proprio metodo di calcolo. In realtà questo attivismo si è dimostrato utilissimo. Tanto più che nel 2008 il Governo ha eliminato l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica negli atti di compravendita o di locazione degli edifici esistenti e l’eliminazione della nullità dell’atto in caso di mancata presentazione della certificazione al compratore o al conduttore. Con questa decisione i cittadini venivano privati di un diritto, quello di conoscere la bolletta energetica dell’edificio che andranno ad acquistare o prenderanno in affitto.

La Commissione europea non è stata a guardare e ha richiesto alle autorità italiane informazioni su questo provvedimento e sulla sua compatibilità con la direttiva.

Nella confusione seguita a questo depotenziamento della certificazione, le Regioni che avevano emanato una propria normativa fortunatamente hanno continuato a prevedere l’obbligo di allegare la certificazione. Nel resto del paese invece il processo di certificazione si è rallentato. La pubblicazione delle Linee guida nel luglio del 2009 ha portato di nuovo l’attenzione sull’argomento e altre Regioni, come la Toscana, si sono attrezzate. Una ulteriore spinta viene con la proposta di revisione della direttiva 2002/91/Ce approvata alla fine del 2009 che, tra l’altro, prevede un rafforzamento del sistema delle certificazioni energetiche indicando la necessità che gli Stati si attrezzino per organizzare un sistema di verifiche.

 

EditoreEdizioni Ambiente
Data pubblicazioneFebbraio 2008
FormatoLibro - Pag 413 - 21x29
Data di pubblicazioneFebbraio 2010
Lo trovi in#Risparmio energetico #Energie Alternative #Bioedilizia

 Gianni SilvestriniRicercatore del Cnr, è impegnato da oltre 30 anni sul versante energetico sia nelle attività di ricerca che nelle politiche di diffusione delle tecnologie pulite. Come... Leggi di più...

 Mario GamberaleRicercatore dell’Università "La Sapienza" di Roma, dottore di ricerca in Energetica con specializzazione sulle tecnologie solari, dal 2000 è consulente del Ministero... Leggi di più...

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