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Liturgia Infernale

Satana



Prezzo: € 7,00

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Update del 16 Novembre 2016 - Il volume, che si intitola Liturgia Infernale, realizzato da Satana che trovi nella categoria Esoterismo, più dettagliatamente nella sottocategoria Esoterismo. Editato da Il Ponte Vecchio e edito nel mese di Settembre 2010 , si trova in stato di "Non disponibile". Questo libro costa Euro 7,00.

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L’interrogativo sulla natura del Male è antico come il mondo, ma per la Liturgia infernale non vi è alcun dubbio: “Dall’alto dei cieli ci snerva / lo sguardo di un Dio sconosciuto / (…) Demonio ci spinge a osannare / il freddo di un male infinito”.

(Introito pag. 11).

L’origine del male risiederebbe, dunque, nella percezione di un Dio distratto ed indifferente: “Il vuoto l’ho sentito troppe volte / ci ho fatto un’abitudine perversa. / Cerco parole di preghiere stolte, / cerco parole di preghiera inversa.” (Lamentazione sulla nascita pag. 24); di un Dio astratto che serve a giustificare l’inadeguatezza della vita e la fralezza della condizione umana: “La vita è mediocre e frammentaria. / Così decreta, per autorità, / un’assurda esistenza che non varia / nella sua norma di infelicità.”

(Lamentazione sulla vita pag. 25).

Due divinità di opposta valenza simbolica si contendono da sempre le redini del comando, finendo per disarmarsi a vicenda e lasciare il mondo in preda ad un grave vuoto di potere e a un dolore che pare non conoscere tregua. Piegato dal grave fardello delle sofferenze, l’uomo da debole creatura diviene conseguentemente contraltare satanico del biblico Giobbe.

Il morbo malefico s’impadronisce a poco a poco del suo corpo, penetrando fatalmente nelle pieghe dell’animo, inducendolo a rinnegare Dio per spingerlo in un luogo inferico ed inconoscibile: “Ora mi porto addosso in tutto il corpo / le piaghe di una lebbra che mi appesta; / e l’anima malata io l’accorpo / ai mali della peste che m’infesta.”

(Lamentazione sulla vita pag. 25).

Desta inevitabile curiosità la pubblicazione di un libro di testi in versi e prosa che si annunciano come 'liturgia infernale'. E dal momento che l’autore cela la propria identità nientepopodimenoche dietro a quella di Satana, non è difficile incorrere per di più in qualche luogo comune.

L’anonimia, sia essa dettata dalla falsa modestia dell’autore oppure dall’estremo pudore di un soggetto infernale, rientra in maniera assonante nel gusto di una materia demoniaca e seduttiva, di un’atmosfera allucinata e stravolta.

E’ questo un libello indignato dai cui versi soffia un vento di rivolta contro un dogmatismo asettico e svincolato dalla realtà, che immette in una condizione esistenziale che non prevede altra via d’uscita se non la conversione al demonio: “il Diavolo è la guida naturale, / in un deserto vuoto d’intenzioni; / col mio silenzio di pietra tombale / innalzo a lui le mie lamentazioni.”

(Lamentazione sulla morte pag. 26).

Dopo secoli passati a cercare di esorcizzare il male, mediante l’esegesi dei testi sacri e l’insegnamento della dottrina religiosa, sembra essere venuto il momento di accettarne la presenza. Satana ha buon gioco nel dispiegare, in questo pur breve excursus letterario, una liturgia in forma parodistica di testi, inni, salmi e preghiere.

La struttura semantica dei versi, che costituiscono la parte preponderante del libro rispetto alla scrittura in prosa, non disdegna un recupero dello stile classico, che è costituito dalla sontuosità metrica e dai virtuosismi di parola e di rima. L’autore dispiega il proprio verbo in una variegata scelta di forme, passando dall’impiego degli schemi formali del sonetto ad un metrica più libera, per finire con un verso lungo, disteso e prosastico.

La sensazione che se ne ricava, a fine lettura, è quella di un primo drastico svuotamento della metafora infernale dai suoi contenuti dogmatici ed ideologici, e in senso lato di una sua riduzione alla dimensione del soggetto.

EditoreIl Ponte Vecchio
Data pubblicazioneSettembre 2010
FormatoLibro - Pag 46 - 14x21
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