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La Strana Vita di Ivan Osokin - Libro

Peter D. Ouspensky



Prezzo: € 13,00

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Aggiornamento del 13 Novembre 2016 - Il prodotto, che ha come titolo La Strana Vita di Ivan Osokin - Libro, il cui ideatore è Peter D. Ouspensky puoi trovarlo in Letture e approfondisce l'argomento Romanzi. Stampato dalla casa editrice Edizioni I.te.r e pubblicato in data Giugno 2013 , attualmente è in "Fuori Catalogo". Il prezzo è di € 13,00.

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Concepito nel 1905 come una sceneggiatura cinematografica, pubblicato nel 1915 con il titolo di Ki-nemadrama, e rielaborato nel corso degli anni, questo breve romanzo contiene, in forma letteraria, gran parte delle idee del sistema al cui studio l'autore dedicherà l'intera vita.

Ivan Osokin, sull'orlo del suicidio a causa del fallimento della propria esistenza, riceve tuttavia l'opportunità di ritornare indietro nel tempo, all'età di quattordici anni, per poter così porre rimedio alle disastrose vicende della sua vita. Si troverà, suo malgrado, a dover far fronte all'impossibilità di riuscire a modificare gli eventi, ripercorrendo impotente la strada che lo condurrà al punto di partenza.

Solo allora scoprirà l'esistenza di una via d'uscita per smettere di "girare in tondo, come su una ruota"; ma ci sarà un prezzo da pagare, perché come lo stesso Ouspensky sosterrà in Un nuovo documento: "Per ottenere qualcosa bisogna dare in cambio qualche altra cosa. Non è possibile avere il nuovo e conservare il vecchio.

Il fardello sarebbe così pesante da impedire qualsiasi movimento."

APPROFONDIMENTI

Chi è Ivan Osokin?

Un ragazzo ordinario di circa ventisei anni dalla vita piuttosto stravagante che, in seguito a una delusione amorosa, decide di tentare il suicidio.

La sua vita è tuttavia dominata da un inspiegabile senso di non appartenenza e d'insofferenza per tutto quanto lo circonda. Dalla vita collegiale, allo studio, ai successivi rapporti con i rivoluzionari e con le donne, ogni cosa sembra interessarlo solo marginalmente, e solo per un breve periodo. Le stesse disavventure in cui s'infila frequentemente, sembrano essere una sorta di palliativo a uno stato che egli spesso definisce noia ma che nasconde un'insoddisfazione di fondo nei confronti della vita ordinaria. Osokin è un cercatore, non consapevolmente, ma proprio per questo un vero cercatore. Ecco perché, al culmine di tutte le disavventure che hanno segnato la sua breve esistenza, il protagonista di questa strana storia s'imbatte nella possibilità di mutare radicalmente il corso degli eventi.

È singolare che Ouspensky, nonostante il romanzo fosse stato scritto anni prima, abbia potuto pubblicare questo libro nello stesso anno in cui incontrò quello che sarà il suo maestro: G. I. Gurdjieff. L'incontro del protagonista con il mago, infatti, altro non è che l'approccio di un uomo con una condizione di scuola esoterica, cosa che l'autore ricercava intensamente e da lungo tempo. E molto spesso lo stato che porta un individuo a imbattersi in una scuola, non è di natura spirituale ma sprigionato da eventi e condizioni di carattere mondano. Osokin chiede aiuto al mago non perché è consapevole delle condizioni in cui si trova né tanto meno per cambiare il proprio stato in relazione a quelle condizioni, ma semplicemente perché desidera recuperare il rapporto con la donna che crede di amare. E con l'estrema arroganza propria di ogni essere umano, non chiede al mago le condizioni per un tale aiuto ma le detta egli stesso. Il mago, dal suo canto, osserva, sorride, asseconda. Lui sa bene che un desiderio ordinario non può portare alcun cambiamento all'interno della vita di un uomo, che lo scopo è tutto e che non si può avere uno scopo retto se non si è intravista, almeno per qualche attimo, la propria reale condizione. È per questo che esaudisce le richieste del giovane, creando le condizioni affinché egli possa rendersi conto che la sua vita, come quella di ogni altro essere umano, così com'è, si trova in balia degli eventi esterni e che nessuno può cambiare nulla, nemmeno se fosse in anticipo a conoscenza degli avvenimenti futuri.

Osokin torna quindi indietro all'età di 14 anni con la consapevolezza di un adulto, eppure, alle stesse condizioni risponde con le medesime reazioni. Il suo scopo si affievolisce nel tempo fino a sparire del tutto dietro una coltre creata dai dubbi e dall'impossibilità di cambiare alcunché. Egli è a tratti attraversato dalla consapevolezza, cui fa sempre seguito una spiacevole sensazione, della ripetizione dei propri errori, e tuttavia è proprio quella sensazione fastidiosa che respinge con forza, tuffandosi a capofitto negli eventi che lo condurranno alla rovina. Forze più grandi di lui lo conducono, nel corso degli anni, esattamente negli stessi luoghi, a imbattersi nelle stesse persone, a commettere le stesse, tragiche azioni. Osokin resta spettatore passivo degli eventi, come se non lo riguardassero direttamente ma stessero accadendo a qualcun altro, come se fosse seduto in poltrona, mentre davanti ai suoi occhi scorrono le immagini proiettate 'sullo schermo cinematografico.'

L'ineluttabilità degli eventi rende drammatica la narrazione, pagina dopo pagina, ogni volta che il protagonista viene nuovamente messo nelle condizioni di ripetere i suoi errori. Indicativo il fatto che Ouspensky abbia fatto in modo che ogni punto focale della vita del protagonista sia scandito dall'incontro con una donna, immaginaria o reale che sia.

È per la prima, giovanile infatuazione per Tanechka che Osokin perde l'opportunità di continuare a studiare, per un fugace flirt con Anna Stepanovna che viene espulso dalla scuola militare, per via delle tante Lulù, che ritorna, povero e privo di ogni titolo, a Mosca. È per il presunto amore per Zinaida che chiede di rivivere l'intera sua esistenza.  È come se queste figure femminili incarnassero la manifestazione stessa delle forze cosmiche che costringono Osokin a restare fermo esattamente dov'è, deviandolo costantemente dallo scopo che si era dato.

Il sesso, la famiglia, la vita ordinaria, e la mondanità in generale, tengono Osokin imprigionato, inebriandolo con le loro piacevoli sembianze. E di fronte a tanto desiderabili forme, egli non è in grado d'individuarle come forze contrarie al suo scopo ma piuttosto ognuna di esse non fa altro che renderne più debole e inconsistente il ricordo.

E così, a ogni avvenimento, la storia si ripete; il collegio, lo zio, la scuola militare, Parigi, Mosca, Zinaida. E questo ciclo continuo toglie ogni aspetto di volontà e genuinità tanto alle azioni che ai sentimenti di Osokin. Se per ogni azione è stabilita la corrispondente reazione, non c'è libertà, non c'è autonomia. Ouspensky evidenzia, attraverso la storia del suo protagonista, la meccanicità dell'essere umano, la sua schiavitù nei confronti delle circostanze esterne, la presunzione di poter fare e la continua dimostrazione del contrario da parte degli eventi. Tutto ricorre nella vita di Osokin come tutto ricorre in quella di ogni essere umano. Non esiste un uomo che possa ammettere di non aver commesso ripetutamente gli stessi errori, incontrato e amato le stesse donne, inciampato sugli stessi scalini in un costante reiterarsi delle medesime condizioni, così come non possa negare di aver potuto conoscere in anticipo le conseguenze delle proprie azioni. Nell'essere umano è impresso inequivocabilmente il principio della ricorrenza.

Attraverso il ricorrere delle azioni di un Osokin che torna indietro nel tempo, Ouspensky pianta il seme di un'idea ben più grande. Se ricorrono gli  avvenimenti è perché ricorre la vita stessa. Se è possibile conoscere il risultato delle proprie azioni è perché esse sono già state, ma sono state dimenticate, o negate, disintegrate da quell'evento di così grande portata che è la morte. Che sia egli stesso a ricorrere o gli elementi che lo compongono, sta di fatto che la vita di un essere umano si ripete inesorabilmente attraverso un percorso prestabilito che, in un'altra scala, lo stesso universo segue. Nel corso delle ricorrenze le stesse guerre, le stesse rivoluzioni e trasformazioni hanno segnato la storia su questo pianeta, in un ciclo che può essere interrotto solo dalla fuga di un singolo individuo dal meccanismo diabolico della meccanicità. Nello stesso preciso istante di sempre, Alessandro Magno entrerà a Persepoli mettendo fine all'impero di Dario, la testa di Luigi XVI sarà mostrata al popolo francese sancendo l'inizio della repubblica, nella stessa, luminosa giornata dell'aprile del 1902, Zinaida salirà sul treno per la Crimea, spingendo Osokin a far visita al mago. Ma lì, egli apprende che non tutto è inevitabile. Che esiste una via di fuga.

Nella vita di ogni individuo esiste un punto nel quale si concentra tutta la possibilità di cambiamento; il gioco cui un uomo è sottoposto è quello della ricerca di quel punto. Dove si è sbagliato, dove si è perduta l'opportunità. La conoscenza non è sufficiente ad apportare un cambiamento nella vita di un individuo. Il fatto di sapere in anticipo come si svolgeranno gli eventi, non basta a impedire che a Osokin accadano esattamente le stesse cose. Quello che gli manca è il livello di essere corrispondente alla conoscenza di cui dispone. Quest'ultima può essere paragonata alla linea orizzontale su cui scorre il tempo della vita di un uomo, in cui a ogni punto, corrispondono una determinata serie di circostanze, di portata cosmica, che non possono dunque essere eluse. L'aumento del livello di essere, invece, corrisponde a un'elevazione in verticale, in un punto in cui quegli stessi eventi possono essere visti in maniera differente, attraverso un nuovo e più ampio punto di vista. Non più immersi nelle circostanze, diviene possibile operare un'azione consapevole, libera da alcune influenze esterne, un'azione non più meccanica. Ma una tale trasformazione, non può avvenire che in scuole create appositamente a tale scopo.

Ouspensky, che era ben consapevole di questa condizione dell'essere umano, negli anni precedenti il suo incontro con Gurdjieff viaggiò a lungo in Asia, Africa ed Europa alla ricerca di un maestro e una scuola dove poter 'sfuggire al labirinto di contraddizioni nelle quali viviamo,' perché '[...] mi ero reso conto che non potevano essere sufficienti gli sforzi personali, indipendenti, e che era indispensabile entrare in contatto con un pensiero reale e vivente, che deve pure esistere in qualche parte, ma con il quale abbiamo perso ogni contatto'.

Osokin torna dunque dal mago e stavolta scopre che non è stata la prima volta, ma viene a conoscenza del fatto che può essere l'ultima. In accordo con le idee della quarta via, Ouspensky sottolinea che ogni cosa non può procedere per sempre lungo una linea retta, ma è destinata ad ascendere o discendere. E l'ascesa, ovvero l'evoluzione, è possibile solo attraverso l'accettazione dell'aiuto di un lavoro di scuola. Il rifiuto o il misconoscimento porta invece all'oblio, alla perdita dell'opportunità.

Per questo, nel suo discorso finale, il mago parla a un Osokin apparentemente più consapevole, delle condizioni necessarie al cambiamento, mettendolo di fronte a una scelta drastica: la vita di sempre, in corsa sulle rapide che conducono alla morte e all'eterna ripetizione o il tentativo, all'interno di una scuola, di cambiare rotta, sottoponendosi alle condizioni d'insegnamento. E il mago non si accontenta di prendere con sé uno studente disperato ma pretende da lui una scelta consapevole. Ecco perché gli svela l'inaspettata disdetta da parte di Zinaida del matrimonio.

A quel punto Osokin deve decidere nonostante tutto. Sa ora che la vita è determinata da leggi che non può controllare, sa che ha l'opportunità di liberarsi di alcune di esse ma sa anche che può tornare a negare tutto, così come ha già fatto in passato. È in bilico tra i due fiumi, quello meccanico, involutivo e quello cosciente e evolutivo, nell'unico punto in cui un essere umano può esercitare il suo più grande dono o la peggiore delle condanne: il libero arbitrio.

EditoreEdizioni I.te.r
Data pubblicazioneGiugno 2013
FormatoLibro - Pag 189 - 15x21
Lo trovi in#Romanzi
Peter D. Ouspensky

P.D. Ouspensky, nacque a Mosca nel 1878. I suoi libri rivelarono la sua grandezza come matematico e pensatore e il suo vivo interesse per i problemi dell'esistenza umana. Dopo l'incontro con... Leggi di più...

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