Il saggio si propone di ridare alla Vita Nuova la sua reale importanza che travalica il pur grandissimo valore letterario: è il più fulgido esempio di prosimetrum, abbinamento di prosa narrativa, saggistica e poesia, degno di un romanzo sperimentale ante litteram, ma è anche l’autobiografia del progresso spirituale di Dante, di cui ripercorre tutte le tappe fino dall’inizio del suo apprendistato (il primo incontro con Beatrice).
Per riuscire in questo intento era necessario restituire a Beatrice il ruolo che le compete, che va ben al di là della figura storica sostenuta dagli strenui difensori del livello letterale, e nello stesso tempo produrre le “prove”, ricavate dalle parole stesse di Dante, dell'appartenenza del poeta all'Ordine Templare.
Ed è proprio la Gnosi Templare la chiave di lettura necessaria per comprendere tutta l'opera di Dante al livello più alto, svelando gli apparenti “misteri” lasciati insoluti dall’interpretazione letterale.