Sono tanti i punti di vista da cui considerare la respirazione: in ostetricia una grande importanza è data alla funzione fisiologica e al respiro della partoriente.
Come possiamo intendere la respirazione in un contesto vitale più ampio?
E' possibile vivere per qualche tempo senza mangiare ed anche la mancanza di liquidi può essere tollerata per qualche giorno, ma se ci manca il respiro ci ritroviamo immediatamente in difficoltà.
La nascita di un nuovo abitante del nostro pianeta è sempre un momento carico di tensioni ed emozioni fino a che il neonato inspira per la prima volta. Possiamo osservare come la vita entra nel piccolo corpo con la prima inspirazione: la pelle assume una colorazione rosata, i muscoli sviluppano tono, gli arti si muovono ed anche il ritmo cardiaco diventa regolare. Il neonato comincia a partecipare al mondo esteriore con i suoi sensi (guardare, ascoltare, sentire).
Tutti questi sono i segni della vita.
E solo con il flusso del respiro che le forze vitali possono prendere possesso del corpo. Al momento della nascita, l'anima si collega con il corpo tramite la respirazione e alla fine della vita, con l'esalazione dell'ultimo respiro, la vita e la coscienza si affrancano dal corpo, perché il respiro è il vettore delle forze viventi e della coscienza.
La respirazione ci accompagna dalla prima inspirazione, alla nascita, fino all'ultima espirazione, alla morte.
La respirazione ha in sé un significato segreto, perché al respiro è legata un'azione profonda, come si può notare già dall'etimologia della parola: in italiano, infatti, la parola "respiro" ha la sua radice nella parola "spirito" e questo collegamento si riscontra anche in altre lingue.