Qualunque ragione si possa avere per credere in Dio, la logica non c'entra niente. Eppure nei secoli molti hanno sostenuto il contrario, elaborando "prove inconfutabili" della sua esistenza: dalla prova ontologica di sant'Anselmo al creazionismo, dalla famosa scommessa di Pascal all'universalità dei fondamenti morali, fino alle versioni cosmo-psicologiche in cui Dio viene assimilato all'Ordine della Natura o alla Bellezza.
Con intelligenza e irresistibile umorismo, Paulos esamina tutte queste cosiddette prove alla luce della sua logica stringente di matematico e, una per una, le demolisce.
II risultato sono altrettante acute e amenissime (ma non per questo meno rigorose) "prove dell'inesistenza di Dio", ovvero dimostrazioni che la fede è solo questione di fede.
O forse, aggiunge ironicamente Paulos, di credulità.