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La Magia Celeste - Libro

Da occulta philosophia 1531

Enrico Cornelio Agrippa



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13 Novembre 2016 - Il prodotto, che è intitolato La Magia Celeste - Libro, elaborato da Enrico Cornelio Agrippa puoi trovarlo nella categoria Esoterismo, si trova nella sottocategoria Astrologia e oroscopi. Prodotto da Cerchio della Luna Edizioni e stampato nel mese di Febbraio 2014 , è attualmente in "Disponibilità: Immediata". Il prezzo è pari a Euro 18,00.

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CAPITOLO I

Della importanza delle scienze matematiche e di parecchie op erazioni meravigliose che si compiono col loro ausilio. Le scienze matematiche sono così necessarie alla Magia e hann o con essa tanti legami, che coloro che si occupano dell’una, trascurando le altre, perdono il loro tempo e non ne ricavano risultati apprezzabili, anzi non riescono a raggiungere mai gli scopi perseguiti.

Perché tutte le cose di quaggiù sono prodotte e governate con numero, peso, misura, armonia, movimento e luce e tutto quello che vediamo nel mondo inferiore ha radice e fondamento nelle scienze matematiche; e perciò mercé le sole scienze matematiche è dato produrre, senza intromissione di alcun potere naturale, operazioni Simili a quelle naturali, poiché, come dice Platone, sono cose che non partecipano ne della verità né della divinità, ma sono rassomiglianze concatenate l’una all’altra, come corpi che camminano e parlano senza esser dotati di potere animale, a similitudine degli idoli di Dedalo, chiamati automa, automata, di cui fa cenno Aristotile nel parlare dei tripodi con tre piedi di Vulcano e di Dedalo, che si muovevano da soli, che Omero dice si battessero fra loro e che le ggiamo servissero i convitati al banchetto dato da Hyarbas, il gimnosofista, sotto forma, di statue d’oro.

Si legge altresì nella storia di statue parlanti di Mercurio, del piccione volante di Archita fatto di legno, delle meraviglie ali Boezio narrate da Cassiodoro, Diomede che suonava la tromba in aria, il serpente d i rame che fischiava e gli uccelli capaci di modulare melodiose canzoni.

Miracoli di questo genere sono quelli dei simulacri forn iti dalla geometria e dall’ottica e noi ne abbiamo fatto menzione nel parlare degli elementi e precisamente dell’aria. Così si preparano diverse specie di specchi, concavi gli uni, convessi gli altri, che proiettano le immagini nell’aria e le fan no apparire simili ad ombre, come insegnano Apollonio e Vitellio ne i loro libri della Prospettiva e degli Specchi.

Si legge che il gran Pompeo riportò dall’Oriente a Roma, fra l’al tro bottino di guerra, un certo specchio nel quale si vedevano truppe armate e si preparano certi specchi trasparenti, che vengono cosparsi di dati succhi d’erbe e che brillano di luce artificiale, i quali pop olano l’aria tutt’intorno di fantasmi.

Io stesso so preparare due specchi reciproci, in cui, quando il sole spunta, è possibile veder e distintamente quanto esso rischiara entro la circonferenza di parecchie leghe.

Così quando un mago è versato nella filosofia naturale e nella matematica e conosce le scienze che ne derivano, l’aritmetica, la musica, la geometria, l’ottica, l’astronomia e quelle che si esercitano a mezzo di pesi, di misure, di proporz ioni, di giunzioni, nonché la meccanica, che è la risultante di tutte queste discipline, può compiere cose meravigliose che stupiscon o gli uomini più colti. Ancora oggi sono visibili le vestigia di antiche mirabili opere, quali le colonne d’Ercole e d’Alessandro, le porte Caspie, fat te di rame e ferro in modo che nessuna arte umana poteva abbatt erle, la piramide di Giulio Cesare che sorge a Roma nelle vicinanze del Vaticano, montagne artificiali elevate nel bel mezzo del mare, fortilizi e moli granitiche quali io stesso ne ho potuto vedere in Brettagna e quali si stenta a credere che sien o state innalzate per opera umana. Istoriografi degni di fede ci apprendono che con tali arti si sono un tempo forate rocce, co lmate valli, appianate montagne, scavate le viscere della terra, aperte trincee, deviati fiumi, congiunti e frenati mari, scrutati gli abissi oceanici, prosciugati laghi e stagni, create isole e altre congiunte alla terra ferma.

E benché tali cose sembrino esser tutte contrarie agli ordinamenti stabiliti dalla natura, pure son o state compiute e ancora oggi è dato scorgerne le vestigia. Il volgo opina che opere simili sieno state condotte a termine per intervento dei demoni, essendosi perduto sin il ricordo degli artefici di tante meraviglie e pochi essendo al caso di comprenderle e di scrutarle. Per lo stesso motivo d’incomprens ione, qualunque spettacolo meraviglioso è dai ciechi di spirito considerato come effetto di cause demoniache, mentre non sono altro che l’opera delle scienze naturali e matematiche. Così giudicherebbe chi ignorando la virtù magnetica vedesse la cala mita che attrae il ferro e lo tiene sospeso in aria, come un tempo era dell’idolo di Mercurio a Treviri, fatto di ferro e tenuto sospeso mercé un gioco di calamite nel bel mezzo della volt a, del tempio, il che è attestato dal verso seguente: Ferreus in mediis volitat caducifer auris. Alcunché di simile leggiamo riguardo all’idolo solare del tempio di Serapide in Egitto.

Non direbbe chiunque che sono opera dei demoni? Ma conoscendo il potere del magnete sul ferro, ce sserebbe ogni suo stupore e svanirebbe ogni scrupolo.

Ora, come i poteri naturali si acquistano mercé le cose naturali, co sì con le cose astratte matematiche e celesti noi conseguiamo i poteri celesti, ossia il moto, la vita, il senso, il discorso, i presagi e la divinazione stessa, cose tutte che non derivano d alla natura ma dall’arte. Si dice, per esempio, che sia, possibile costruire immagini che parlino e predicano l’avvenire, a somiglianza di quella testa d i rame menzionata da Guglielmo di Parigi, fusa sotto gli ausp ici di Saturno che parlava ed aveva voce schiettamente umana.

Certo dalla scelta d’una materia acconcia e d’un agente poderoso dipendono effetti sicuri e meravigliosi perché è assioma pitagorico che quanto più le cose matematiche sono più form ali delle fisiche, tanto più non attuali e quanto meno sono dipendenti nella loro essenza, tanto meno dipendono nel loro operare. Fra tutte le cose matematiche, i numeri sono i più formali e perciò sono anche i più attuali e ad essi, non solo i filosofi pagani ma benanco i teologi ebraici e cristiani, hanno attribuito virtù ed efficacia così nel bene che nel male.

CAPITOLO II.

Dei numeri del loro potere e delle loro proprietà. Severino Boezio dice che tutto quanto la natura ha procreato, sembra essere stato formato sotto il regime dei numeri e da essi sono provenuti la quantità degli elementi, le rivoluzioni dei tempi, il moto degli astri, la mutabilità del cielo. I numer i hanno dunque proprietà grandissime ed elevatissime e poiché le cose naturali racchiudono poteri occulti tanto grandi e in così tanta copia, non bisogna stupire se nei numeri si compendiano poteri ancora più grandi, più nascosti, più meravigliosi e più efficaci , dato che essi sono p iù formali e p iù p erfetti , insiti nei cor p i celesti , mescolati alle sostanze se p arate e p erciò dotati di una grandissima e semplicissima mescolanza con le idee nella mente divina, da cui ritraggono le più efficaci loro proprietà, e perciò valgono e possono molto per conseguire i doni demoniaci e divini, nel modo stesso con cui le qualità elementali nelle cose naturali valgono e possono molto per trasmutare.

Ma ancor più, tutto ciò che esiste e che si fa, sussiste pel potere di ce rti numeri. Perché il tempo il moto e l’azione e quanto è soggetto al temp o e al movimento, tutto è composto di numeri; le armonie e le voci sono anch’esse composte di numeri e di proporzioni e non sono valorizzate che da essi e le proporzioni provenienti dai numeri costituiscono, con le linee e i punti, i caratteri e le immagini proprie alle operazioni della magia per la giusta proporzione che intercorre fra essi, che declina alle estremità, come nell’uso delle lettere. Perciò tutte le specie delle cose naturali e sovranaturali vengono astrette in numeri determinati e, intuendo questo, Pitagora dice che tutto è composto dal numero e ch’esso distribuisce le virtù a tutte le cose.

Proclo sentenzia: il numero sussiste sempre e Si ritrova in tutto: nel nome, nelle proporzioni, nell’anima, nella ragione e nelle cose divine. Temistio e Boezio e Averroe di Babilonia, con Platone, lodano tanto i numeri da giudicare che senza la loro conoscenza non possa esservi vera filosofia, intendendo parlare del numero razionale e formale e non di quello materiale e sensibile o vocale, del numero dei mercatanti, di cui né i Pitagorici ne gli Accademici ne lo stesso Agostino fanno menzione. Essi parlano invece della proporzione che risulta dal numero, che chiamano numero naturale formale e razionale, e da cui provengono i più grandi misteri sia nelle cose naturali che nelle divine e celesti. Con tale specie di numero si arrivano a scoprire e a conoscere tutte le cose conoscibili; per suo mezzo ci si avvicina di più alla profezia naturale e l’abate Gioacchi no stesso ha potuto profetizzare mercé i numeri formali.

CAPITOLO III

Quanto sieno grandi i poteri posseduti dai numeri, co sì nelle cose naturali che in quelle soprannaturali. Non solo i più famosi filosofi, ma anche i dottori cattolici, tra cui Girolamo, Agostino, Origene, Ambrogio, Gregorio Nazianzeno, Atanasio, Basilio, Ilario, Rabanus, Beda e altri, assicurano che nei numeri si nasconde un potere efficace ed ammirabile. Perciò Ilario, nei Suoi Commentari sui Salmi, dice che i Salmi sono stati redatti dai settanta secondo l’efficacia dei numeri. Rabanus, scrittore assai illustre, ha composto un libro dei poteri dei numeri. I poteri dei numeri si riscontrano del resto nell’erba detta pentafillo, che per la proprietà del quinario resiste ai veleni, fuga i demoni, contribuisce all’espiazione del le colpe e una delle sue foglie, presa nel vino due volte al giorno, guarisce dalla febbre effimera, mentre tre foglie combattono la febbre terzana e quattro la febbre quartana e lo stesso effetto è ottenibile coi semi d’eliotropo o girasole, presi a dosi di t re o di quattro grani. Così pure la verbena somministrata nel vino gu arisce le terzane, se è stata tagliata alla sua terza articolaz ione e le quartane se è stata tagliata alla quarta articolazione.

Il serpente percosso una volta con una canna muore, ma percosso una seconda volta s’invigorisce.

La causa di tutto ciò risiede nella proporzione che i diversi numeri hanno con le diverse cose .

Una meraviglia sperimentata del settenario si riscontra nel maschio nato settimo di figli tutti maschi, che guarisce le scrofol e col tocco o con la parola. E una ragazza nata settima facilita i parti. Naturalmente non si tratta qui del Numero naturale, ma della ragione formale che è nel numero e bisogna sempre tener presente che non nei numeri parlati e del conteggio, ma in quelli razionali formali e naturali sono distinti e contenuti questi sacramenti di Dio e della natura. Chi arriva ad amalgamare i numeri pronunciati e naturali coi numeri divini e ad armonizzati in una medesima consonanza, potrà dar vita ad opere meravigliose e giungere a conoscere co se mirabili. I pitagorici pretendevano pronosticare mercé i numeri dei nomi e se in essi non si cullasse alcun mistero, Giovanni non avrebbe detto nell’Apocalisse: che colui che ha intelletto conti il numero del nome della bestia, che è il numero dell’uomo.

Tale maniera di contare è in grande onore presso gli ebrei e i cabalisti, come vedremo meglio in seguito. Diremo subito però che le unità significano le cose divine, le decine le cose celest i, le centinaia le cose terrestri e le migliaia quelle dei sec oli da venire.

Oltre a ciò, tenendo presente che le parti dello spirito sono congiunte insieme, secondo la loro media aritmetica, in ragione della loro identità o dell’eguaglianza della loro grandezza o della loro eccedenza; che il corpo, di cui le parti sono differenti, è composto secondo la media geometrica; che l’an imale stesso, che forma un tutto con l’anima e col corpo, è composto secondo la media armonica; tenendo presente tutto ciò, si può stabilire che i numeri operano principalmente sull’anima, le figure geometriche sul corpo e i concenti armonici sull’animale stesso.

 

EditoreCerchio della Luna Edizioni
Data pubblicazioneFebbraio 2014
FormatoLibro - Pag 177 - 19,5x25,5
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