Tra la metà degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta, in Italia venne ideata un'impresa scientifica ai limiti dell'incredibile, ossia la realizzazione di uno strumento scientifico che andava aldilà anche della fantascienza corrente: il cronovisore, una macchina in grado di muoversi nel passato come una telecamera capace di frugare in ogni andito della storia dell'umanità, dai primordi a oggi. Tale misteriosa scoperta, guidata da un monaco benedettino, è scomparsa misteriosamente.
Questo studio è il primo che si pone il problema di fare la storia del cronovisore basandosi sui documenti storici sopravvissuti e disponibili, e naturalmente senza cadare nelle sabbie mobili della parapsicologia da rotocalco, della pubblicistica sensazionalistica o, peggio, della teologia applicata alla fantastoria contemporanea.
Le domande salienti a cui qui si cerca di dare una risposta sono chiare, e sono le stesse del lettore.