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La Decrescita prima della Decrescita - Libro

Precursori e compagni di strada

Serge Latouche



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Rivisto in data 23 Novembre 2016 - Questo volume, che ha come titolo La Decrescita prima della Decrescita - Libro, composto da Serge Latouche, compare nella categoria Attualità e temi sociali, in particolare approfondisce l'argomento Decrescita. Stampato da Bollati Boringhieri e pubblicato nel mese di Giugno 2016 , si trova in stato di "Disponibilità: Immediata". Il prezzo attuale è di Euro 13,60.

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Un inedito album di famiglia degli obbiettori di crescita. Una nuova storia delle idee.

Gli sbandieratori del produttivismo e dello sviluppismo - anche nella versione contrabbandata per «verde» o sostenibile - vorrebbero accreditare un'immagine settaria e marginale degli obiettori di crescita: un manipolo di utopisti tardomoderni con l'ossessione recessiva di far cambiare rotta alla civiltà. Ma la logica trionfante del «cresci o muori» non può certo invocare maggior realismo, proprio quando si profila lo schianto del pianeta sotto il peso ecologicamente e socialmente funesto di iperproduzione, iperconsumo e iperscarto.

Quell'insensatezza che oggi è diventata sinonimo di catastrofe viene da lontano, come chi in ogni tempo ne ha denunciato le storture che già si annunciavano mortifere. Si tratta di filosofi, poeti, economisti, romanzieri, politici, teologi, di cui Serge Latouche fa qui l'appello in quanto precursori, pionieri e compagni di strada.

Tutt'altro che gracile, l'albero genealogico della decrescita vanta il fior fiore del pensiero critico e della sapienza di diversi continenti, configurando una storia delle idee alternativa. In felice promiscuità vi prendono posto cinici, epicurei e buddhisti zen, decrescenti di città e decrescenti di campagna, mistici e anarchici naturisti, oppositori dell'industrialismo agli albori e antiglobalisti attuali.

Tra loro, anche qualche «infrequentabile» o inclassificabile. Da Diogene a Tagore a Orwell, da Fourier a Gandhi a Berlinguer, da Pound a Baudrillard a Terzani, si compone una schiera multiforme a cui Latouche ascrive a buon diritto la propria prospettiva di un'«abbondanza frugale, o prosperità senza crescita, in una società solidale».

Con gli obiettori di crescita, Latouche parteggia per la «sobria ebbrezza della vita» invocata da Illich, e continua a metterci in guardia dall'abisso.

Introduzione

  1. Prima o al di fuori della modernità
  2. Le guide e i pionieri: i critici della prima rivoluzione industriale
  3. La critica della società dei consumi e i fondatori dell'ecologia politica
  4. Romanzieri, poeti e giornalisti
  5. I politici
  6. Gli infrequentabili e gli inclassificabili

Elenco alfabetico dei precursori

Appendice. Compagni di strada e colleghi

Conclusione

Indice dei nomi

EditoreBollati Boringhieri
Data pubblicazioneGiugno 2016
FormatoLibro - Pag 202 - 11,5 x 19,5 cm
Lo trovi in#Decrescita

Introduzione

Il termine «decrescita» è stato lanciato, un po’ per caso, come uno slogan provocatorio nel 2001-02, per denunciare l’impostura dello sviluppo sostenibile.

La decrescita dunque non si è presentata come un concetto, e in ogni caso non come un concetto simmetrico alla crescita. Si tratta di uno slogan politico con implicazioni teoriche: la parola d’ordine della decrescita ha come oggetto soprattutto quello di sottolineare con forza l’abbandono dell’obiettivo della crescita per la crescita, obiettivo insensato il cui motore non è altro che la ricerca sfrenata del profitto da parte dei detentori del capitale e le cui conseguenze sono disastrose per l’ambiente.

A rigore, bisognerebbe parlare di «a-crescita», come si parla di «a-teismo», piuttosto che di decrescita. In effetti si tratta precisamente dell’abbandono di una fede, quella nel progresso, e di una religione, quella dell’economia, della crescita e dello sviluppo.

Il termine è entrato nell’uso corrente molto di recente nel dibattito economico, politico e sociale, anche se l’origine delle idee portate avanti dagli «obiettori di crescita» ha una storia e delle radici culturali chiaramente più antiche. Esistono quindi dei precursori della decrescita.

Perché è interessante riscoprire questi precursori, pubblicarli e leggerli, e chi sono esattamente?

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