Sciascia diceva: “I mafiosi odiano i magistrati che ricordano”. I
Casalesi odiano anche gli scrittori che fanno conoscere a tutto il
mondo il loro vero volto.
– Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli
Non più e non solo vendette efferate, morti ammazzati per strada, faide
di paese: il nuovo volto della criminalità organizzata campana, la
nuova forma del potere mafioso, ha il colore dei soldi, si radica nei
corridoi di palazzo, si nasconde e prolifera dietro cifre a molti zeri
e l’anonimato delle operazioni finanziarie.
I boss – Michele Zagaria, Francesco Bidognetti, Antonio Iovine, FrancescoSchiavone
– sono diventati manager. Da Casal di Principe hanno risalito lo
stivale, attraversando l’Umbria delle aziende agricole, la Toscana
degli alberghi, l’Emilia Romagna dei locali notturni, fino alla Milano
di Piazza Affari. Un impero – quello dei Casalesi – che ha esteso le
sue attività al settore degli immobili, dei supermercati, dell’Alta
Velocità, intrecciando sempre più i propri affari con la vita della
società civile e con le grandi opere del nostro Paese.
Nella ricostruzione di una giornalista che è cresciuta a fianco della camorra e che dal 13 marzo 2008 vive sotto scorta, la scalata di una potenza sotterranea capace di muovere centinaia di migliaia di euro in contanti e tirare i fili di settori chiave dell’economia italiana.