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Julius Evola e la Libera Muratoria - Libro

Una Verità Scomoda

Fabio Venzi



Prezzo: € 12,00

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Aggiornamento del 25 Novembre 2016 - Questo prodotto, che è intitolato Julius Evola e la Libera Muratoria - Libro, creato da Fabio Venzi, è disponibile nella categoria Cospirazionismo e misteri e più dettagliatamente nella sottocategoria Massoneria. Dato alle stampe dalla casa editrice Settimo Sigillo Edizioni e pubblicato in data Gennaio 2010 , è in stato di "Fuori Catalogo". Il suo prezzo è Euro 12,00.

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Questo libro è un importante contributo alla conoscenza dei rapporti tempestosi che Evola ebbe con la Massoneria – e con i massoni: e, a questo proposito, due affiliati famosi vengono subito in mente, ossia René Guénon e Arturo Reghini.

L'Autore oltre a ricordare gli scontri (anche fisici) con Reghini sottolinea quelli prosastici con l'esoterista di Blois.

Infatti la garbata querelle tra Guénon e Evola, vergata nelle pagine di un concitato epistolario, è proprio sulla Massoneria come viatico tuttora valido a una realtà metafisica.

Il libro si conclude con l'episodio di Vienna, quasi fatale per Evola, e delle ricerche da lui messe in pratica su alcuni rituali considerati di grande importanza per la restituzione di quella massoneria "operativa" che supponeva fosse legata alla Tradizione. Rituali magici? L'Autore cerca di dare una risposta anche a questo quesito.

L'autore, Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia dal 2001, tenta di mostrare, in modo documentato, nella tesi centrale che circola in tutto il libro, che Evola articolò i giudizi negativi, sulla società segreta, non come è stato a volte sostenuto, semplicemente in forza di un pregiudizio antimassonico.

Al contrario, il filosofo rivolse le sue critiche prevalentemente alla massoneria "speculativa", sorta con la Gran Loggia di Londra nel 1717, sotto la spinta della cultura moderna e condizionata dal suo politicizzarsi in senso rivoluzionario. Il tradizionalista riconobbe, infatti, sempre una costitutiva dignità, alla massoneria "operativa" delle origini, organizzazione a tutti gli effetti iniziatica, che aveva le proprie lontane radici, nientemeno che nei Collegia Fabrorum di Roma.

Il carattere "mondano" della massoneria moderna inficiava, però, a giudizio del pensatore romano, le possibilità di quella iniziazione "virtuale", sulla quale aveva invece riposto speranze Guénon, ritenendola sic et simpliciter propedeutica a una fase "effettiva" di realizzazione.

Il libro ricostruisce i rapporti burrascosi che intercorsero tra Evola e gli ambienti massonici italiani, soffermandosi sulla figura di Arturo Reghini, maestro del neo-pitagorismo, dal quale Evola, a proposito delle origini della massoneria, dissentiva in quanto individuava una discendenza della Società segreta dal mithraismo, come via della realizzazione di Sé, piuttosto che dalla Scuola del Maestro di Samo.

In questa posizione, nel 1926, quindi nello stesso anno in cui pubblicò su Ultra, il saggio sui segreti di Mithra, Evola fu confortato dall'interpretazione di uno studioso, appartenente alla Società Teosofica, Charles Leadbeater. Lo stesso Venzi, del resto, ritiene che le fasi realizzative liberomuratorie e quelle del mithraismo siano consonanti, a partire dal simbolismo della pietra, che allude alla materialità corporea, dalla quale può scaturire la "Luce".

Sono, pertanto, gli studi dedicati ai Misteri mithraici a rappresentare il medium tra le opere filosofiche di Evola e quelle propriamente esoteriche e tradizionaliste: non casualmente, quella di Evola fu una filosofia della liberazione. Ciò in quanto, come ricorda, citando un nostro scritto lo stesso autore: "...l'io evoliano accade nella e come libertà, è un processo dinamico, indicato dalla via dell'individuo assoluto, che include affermazione e negazione, libertà e necessità, è possibilità assoluta.

Per Evola la necessità è ancora sempre possibile, il negarlo limiterebbe l'essenza dell'io: per la qual cosa la libertà è o un momento del processo o un modello cui tendere, o sul quale costruire un percorso esistenziale."(pag. 25, tratto da Studi evoliani 2008, "Filosofia della liberazione e impero interiore: l'utopia evoliana", pp. 71/72, Fondazione Julius Evola 2009).

La coscienza dell'individuo evoliano è aperta, dinamica, platonicamente sintonizzata sui ritmi cosmici e, perciò, "ordinata". Modello di perfettibilità divina se non per l'intera comunità, almeno per la comunità dei "persuasi" alla quale, di diritto, appartiene. Venzi conclude sostenendo che: "Questo è anche il fine del percorso liberomuratorio (pag. 25). In realtà, ciò ci pare il fine perseguito da ogni antropologia tradizionale.

Peraltro, i dubbi di Evola riguardo alla massoneria moderna e le Società segrete contemporanee sono chiariti in altro luogo del libro in questione, quello relativo alla collaborazione evoliana alla Vita Italiana, la rivista di Giovanni Preziosi. Dagli articoli comparsi sul periodico tra il 1937 e il 1942, si evincono le ragioni del radicalizzarsi della critica di Evola alla massoneria, basate sulla decadenza moderna e illuminista della stessa organizzazione e sull'esser, in seguito a ciò, divenuta parte essenziale nella Cospirazione internazionale. Comunque sia, questo interessante volume ha il merito di porre il lettore di fronte al problema dell'iniziazione nel mondo moderno.

La soluzione evoliana ci pare lontana da quella di Guénon, ma è prossima alla proposta di Eliade, Jung e Neumann. Per gli uomini d'oggi, inseriti nell'orizzonte storico, l'iniziazione può anche essere attivata casualmente, attraverso un processo che Culianu chiamò "rituale del destino". È la condizione degradata del nostro tempo a sottoporci ad "ordalie iniziatiche", a prove dalle quali si esce trasformati, senza dover sperare in sopravvivenze, ormai improbabili, di "catene" regolari.

Certamente, il capitolo più significativo del libro è quello conclusivo, dedicato all'analisi della presenza di Evola a Vienna e all'incidente qui occorsogli, che lo lascerà paralizzato alle gambe, per il resto della vita. Venzi avanza al riguardo tesi, in precedenza già sostenute da altri studiosi, mettendo insieme documenti disparati e appartenenti a periodi diversi. Nell'articolo che segue Gianfranco de Turris, come è costume esegetico della Fondazione Evola, si interroga criticamente sulla tesi di Venzi, il quale sostiene che il filosofo della Tradizione si sarebbe trovato nella capitale austriaca, non per reperire e studiare fonti bibliografiche, al fine di dare alle stampe una Storia delle Società segrete, ma per riattualizzare antichi rituali massonici.

Il lettore attento del contributo del Segretario della Fondazione Evola comprenderà che, in fondo, si tratta di una tesi plausibile, ma la documentazione fornita da Venzi risulta, per alcuni aspetti, lacunosa e insufficiente a sostenere, in termini definitivi, la veridicità della posizione ora ricordata.

De Turris con questo scritto fornisce un ulteriore contributo alla contestualizzazione storica della vita e del pensiero di Julius Evola.

EditoreSettimo Sigillo Edizioni
Data pubblicazioneGennaio 2010
FormatoLibro - Pag 128 - 15x21
Ultima ristampaGennaio 2011
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FABIO VENZI (Roma, 1961) si e' laureato in Sociologia presso l'Universita' "Sapienza" di Roma. Si occupa da sempre di studi sulla Libera Muratoria e sociologia delle religioni. Dal 2001 e' Gran... Leggi di più...

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