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Judo

Dizionario sintetico

Eisuke Oshima, Sakujiro Yokoyama



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Modificato in data 03 Dicembre 2016 - Il prodotto ha come titolo Judo, dell'autore Eisuke Oshima, Sakujiro Yokoyama, è disponibile nella categoria Terapie e discipline orientali, Arti Marziali. Realizzato da Edizioni La Comune e venduto dal Aprile 2008 , è attualmente in "Disponibilità: 2 giorni". Il costo è € 15,00.

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Alcuni brani tratti dal primo capitolo

Nel periodo feudale, il popolo del Giappone si allenava nelle arti militari, impiegando l’arco e le frecce, la spada e la lancia. Poiché talvolta capitava di combattere con degli avversari o di arrestare ladri ed altri generi di briganti, l’arte di difendersi o di attaccare con o senza il bastone corto o il coltello era ovviamente praticata un po’ ovunque.

Si sviluppò gradatamente con il passare del tempo e diede origine a varie scuole di jujutsu, taijitsu, yawara, torité, judo, ecc., che iniziarono a dar lezioni in vari luoghi utilizza sotto questi nomi. Così l’arte del combattimento senz’armi crebbe e si sviluppò per gradi, fino a diventare predominante in tutto il paese. Alcuni compresero i segreti di queste arti e fondarono delle proprie scuole mentre altri davano lezioni senza averne compreso i fondamenti, dando così impressioni sbagliate ai loro allievi. In tal modo, arti con lo stesso nome non sempre erano le stesse, ed anche la stessa arte poteva avere nomi differenti in luoghi diversi. E‘ perciò impossibile dire esattamente cosa fosse il jujitsu o il tai jitsu solamente dal nome. Comunque, ciascuna di esse era un’arte per la difesa e per l’attacco ed il loro unico obiettivo era ottenere la vittoria sul nemico.

Il prof.Kano riassunse tutte queste scuole, quali quelle che prendevano il nome di jujutsu, taijutsu,yawara, kogusoku, ecc. sotto il nome di jujitsu, di cui diede la seguente definizione:“Jujutsu é l’arte attraverso cui un uomo disarmato o con armi corte, attacca o si difende da un avversario, sia esso armato o meno.” In base a questa definizione, il principale obiettivo del jujutsu di quei tempi consisteva nell’ottenere la vittoria sul nemico.

I maestri e gli allievi studiavano intensamente l’arte del combattimento senza porre alcuna attenzione allo sviluppo del fisico o all’allenamento mentale. E’ pur vero che alcuni dei fondatori di queste scuole avevano corpi ben sviluppati e menti ben allenate, ma non praticavano con lo scopo di migliorare la mente e il fisico. Non era altro che il risultato naturale del loro costante allenamento l’avere un fisico sviluppato.

Alla fine dell’era Tokugawa, si ritrovarono in varie parti del paese diversi insegnanti, molti di loro competenti nella loro arte, é vero, ma senza che avessero alcuna capacità di insegnare come allenare la mente e il corpo.

Conseguentemente essi erano completamente incapaci di dimostrare il vero principio del judo e divulgarlo in giro. All’incirca in quel periodo, le armi, nel nostro paese, stavano subendo un profondo cambiamento. Arco e frecce furono sostituite da pistole e fucili, così come il combattimento corpo a corpo aveva ceduto il passo al combattimento fra truppe. Il risultato fu che i maestri di jujutsu non ebbero più richieste di insegnamento. Specialmente dopo la Restaurazione, tutti questi maestri persero la loro posizione ufficiale e furono costretti a cercarsi altri modi per sopravvivere alternativo a quello di insegnare.

La maggioranza di questi maestri era di mentalità rigida e più o meno tutti erano poco portati a cambiamenti nella loro vita, nè avevano talento in altri campi. Essi, perciò, non avevano modo di provvedere al proprio mantenimento. Sebbene alcuni provassero a far sopravvivere le scuole di jujutsu, erano pochi, se mai ce ne sono stati, quelli che si iscrivevano come nuovi allievi, e spesso quelli che stavano imparando interrompevano la pratica.

La gente comune non aveva di buon occhio ciò che sapeva di militare, perché tutti, di qualunque estrazione, subivano in pieno il fascino della civiltà occidentale, volendo troncare con tutto quanto poteva avere un legame con la passata era feudale, senza neppur valutare se fossero cose buone o cattive. Non essendoci altro da fare, date le circostanze, alcuni maestri di jujutsu si misero a far dimostrazioni qua e là unendosi a lottatori professionisti, riuscendo così, comunque con difficoltà, a sopravvivere.

Questo portò ad un graduale degrado dell’arte del jujutsu agli occhi del popolo. Era quindi facile immaginare che questa nobile e valente arte sarebbe andata inesorabilmente perduta da lì a breve termine. Ma quando il sig. Kano, fondatore e capo del Kodokan, prese la decisione ed iniziò ad insegnare judo, nel giugno 1882, il numero dei suoi allievi aumentò giorno dopo giorno, anno dopo anno, al punto che oggi possono essere contati a migliaia. Oltre a loro, ci sono circa non meno di 4 o 5.000 ragazzi che ora stanno imparando il judo nelle loro scuole o nei loro istituti, ricevendo lezioni da allievi del Prof. Kano.

Alcuni dei maestri di jujutsu delle vecchie scuole, che avevano smesso l’insegnamento della propria arte a causa del cambiamento dei tempi, ricominciarono a dare lezioni una dozzina di anni fa, vedendo il revival del judo. E alcuni di essi stanno addirittura praticando il Judo Kodokan, abbandonando il loro proprio stile originario. Inoltre il judo si é poi sviluppato non solamente attraverso il Giappone, ma anche all’estero.

Insegnanti sono stati mandati in Europa e in America. Stranieri sono arrivati in Giappone via mare per studiare il judo. Infine, esso si sta espandendo rapidamente in tutto il mondo, come un incendio nella prateria. Questo grande sviluppo del judo é dovuto, é vero, alla sua grande utilità, al suo grande valore e al suo essere uno splendido modo per sviluppare il fisico, ma non dobbiamo assolutamente dimenticare il fatto che esso é principalmente dovuto all’energia, alla perseveranza e alla onestà del Prof. Kano.

Per ottenere ciò, ha dovuto affrontare e superare molte difficoltà prima di rendere il judo così come é adesso. ...

Sakujiro Yokoyama (1864 - 1914) era un esperto di jujitsu, quando nel 1886 approdò al Kodokan come 112° iscritto, dove venne accolto come zuishuin, ossia "quasi collega", secondo le usanze del tempo. Sotto la guida di Jigoro Kano acquisì una profonda conoscenza del Judo Kodokan.

Scritto nel 1909, edito a Tokyo in lingua inglese nel 1915, questo testo, che a buona ragione si può definire uno dei primi libri di Judo, non era ancora stato pubblicato in lingua italiana.

EditoreEdizioni La Comune
Data pubblicazioneAprile 2008
FormatoLibro - Pag 207 - 13x19
Ultima ristampaGennaio 2009
Lo trovi in#Arti Marziali
Sakujiro Yokoyama

Sakujiro Yokoyama (1860 - 1938) Soprannominato "oni" (diavolo), per il suo carattere violento e aggressivo fu uno dei quattro "shitenno" (guardiani del tempio), preposti alla difesa fisica e... Leggi di più...

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