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"Nel paesaggio allucinato e selvaggio di un Messico antico e immutabile, fra le reminiscenze delle civiltà autoctone più remote, si placa il rumore della vita quotidiana, si dissolvono le preoccupazioni, gli affanni, le paure: si afferma, quindi, per regnare incontrastato, il silenzio interiore. Diviene così possibile attingere ad arcane energie, forze recondite dello spirito che la razionalità del moderno mondo occidentale ha soffocato, dimenticato, perduto. Solo il 'nagual', lo sciamano, è in grado di dispiegare e controllare questi misteriosi poteri e di compiere incredibili esperienze, condividendole con colui che ha scelto come apprendista. Può apparire contemporaneamente in luoghi diversi, trasformarsi in qualsiasi animale, ritardare la propria morte da quella altrui... E' don Juan, protagonista ancora una volta del nuovo "capitolo" della grandiosa saga narrativa di Castaneda."
L'ho letto anch'io, anche se ho fatto l'errore di iniziare da questo invece che dal primo "A scuola dallo stregone".
Credo che sia questo il motivo per cui ho incontrato delle difficoltà all'inizio.
Comunque, se si è soliti leggere di questi argomenti, ci si rende presto conto di avere tra le mani una perla di saggezza.
Buona lettura.
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uno,dei libri piu' belli,con la pratica e leggendo anche gli altri saprai che non è un racconto.
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