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Il Professore della Speranza

Come Luigi Di Bella mi ha salvata

Maria Grazia Mancarella



Prezzo: € 12,00

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Revisione del 13 Novembre 2016 - Questo volume, intitolato Il Professore della Speranza, realizzato da Maria Grazia Mancarella puoi trovarlo in Medicina alternativa e si trova nella sottocategoria Manualistica Medicina Alternativa. Prodotto dalla casa editrice Edizioni Artestampa in data Luglio 2008 nei nostri magazzini è in "Non disponibile". Il costo di questo libro è pari a € 12,00.

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Un lungo calvario coronato da una sorprendente guarigione. Maria Grazia Mancarella si abbandona a un racconto approfondito a tratti delicato, a tratti provocatorio della sua storia di malata di cancro.

Vittima di un'esperienza umiliante di sofferenza, alla quale hanno contribuito reiterati episodi di malasanità, l'autrice non risparmia critiche ed espone le proprie convinzioni con animo fermo e spirito appassionato.

Senza pretese di scientificità, questo racconto vuole essere una testimonianza aperta e gridata di un percorso di dolore e di speranza, del quale le pagine di questo libro portano una cicatrice amara e indelebile.

Il libro, che è preceduto da una lunga e mirabile prefazione del famoso scrittore cattolico Don Alessandro Pronzato, ripercorre le tappe della storia di Maria Grazia.

Storia non solo della sua malattia, ma della sua evoluzione spirituale ed umana: infatti i temi affrontati sono vari e toccano diversi aspetti della vita e della società contemporanea.

Venticinquenne, l'autrice scopre di avere un nodulo al seno. La causa - questo un forte e motivato sospetto - risale a dieci anni prima, quando, affetta da una lieve forma di scoliosi risolvibile con ginnastica correttiva, si era sottoposta ad una radiografia per potersi avvalere delle prestazioni gratuite del Servizio Sanitario Nazionale: lo specialista si era momentaneamente assentato, "dimenticandosi" della ragazza, che era così rimasta esposta per dieci minuti alle radiazioni.

Il nodulo, dopo svariati esami di rito e pareri rassicuranti succedutisi per tre anni, evolve in un carcinoma duttale infiltrante, estirpato con una mastectomia all'Istituto dei tumori di Milano. Assorbita da questa lotta per la vita, Maria Grazia abbandona gli studi universitari, che completerà successivamente con il massimo dei voti alcuni anni più tardi. Il male, nonostante l'intervento radicale, cova sinistro, tanto che - nel frattempo si è sposata ed ha scoperto di essere in stato interessante - qualche medico consultato le consiglia di interrompere la gravidanza, cosa che lei rifiuta di fare, confortata anche da un consiglio di opposto tenore.

In realtà, a parte la gioia di dare alla luce una splendida bambina, i complessi eventi biologici connessi alla gravidanza apportano un temporaneo beneficio.

L'incontro con il MDB avviene inizialmente attraverso i mass media, che negli anni 1997 e 1998 si occupano di quello che viene definito il "caso Di Bella". Maria Grazia legge con interesse alcuni libri sullo scienziato e sulla sua opera, ma non le è possibile, in quel periodo convulso, contattarlo personalmente. Conquistata dalla sua figura di medico, uomo e di scienziato, rimarrà amaramente delusa dal confronto con una delle tante squallide figure di millantati allievi: una dottoressa di Bari ingioiellata come la statua di una santa portata in processione, che prescrive con la rapidità di una fotocopiatrice dietro pingue onorario, e che nel 2004 soggiornerà per qualche tempo nelle patrie galere. L'impressione negativa è così violenta che l'autrice, disgustata, rinuncia alla terapia.

La situazione però si aggrava gradualmente, cominciano i dolori, lo spossamento, la difficoltà a spostarsi per recarsi a scuola, dove insegna lingua e letteratura inglese. Ma iniziano anche le angosce interiori, il pensiero assillante per il marito e per quella creaturina che la osserva con occhio acuto e preoccupato. Molti di noi si dimenticano della propria infanzia e sottovalutano la capacità dei bambini di osservare e di comprendere: la bambina segue sempre la madre, spia le sue soffocate espressioni di dolore fisico e di disperazione, comprende il dramma che si sta svolgendo e che la coinvolge in prima persona. Appare, seppure in sfumata lontananza, l'effigie della morte:

"...un pomeriggio sul balcone di casa c'era un moscone morto. Lei, dopo averlo visto, aveva cercato di muoverlo per vedere se volava e poiché restava immobile, nonostante i suoi tentativi, era scoppiata in un pianto irrefrenabile".

Non è certo difficile immaginare i pensieri della piccola, come quelli della mamma, che solo la mattina successiva, dopo aver gettato il corpo dell'animaletto, riuscirà a convincerla che era volato via.

Proprio quando la situazione sembra precipitare irrimediabilmente, Maria Grazia, contro il parere dei parenti e con l'appoggio combattuto del marito, si rivolge ad un valido medico Mdb che risiede in un città vicina, e inizia la terapia.

A fare da contrappunto alla descrizione dei precedenti ricoveri in reparti ospedalieri ed alle commoventi esperienze umane maturate a contatto con altri compagni di sventura, ecco i primi segni del regresso del male: i dolori si attenuano come per magia, poi scompaiono; i primi controlli colgono i medici che esaminano le lastre in espressioni di incredulità che si fanno stupore quando, dopo otto mesi di terapia, non c'è più alcuna traccia del male.

Ma non si deve credere che il libro sia monotematico e riguardi solo descrizioni di esami e di ricoveri. La verità è che, a parte molte acute considerazioni sul mondo odierno, superficiale e dominato dall'egoismo, sul cinismo di certa medicina, sulle vicende della fallace sperimentazione del 1998, il libro non procede sul solco di una monotona cronologia, ma si accende di continui flash e bagliori. I bagliori dei sentimenti: dalla prepotente voglia di vita alla poesia del tripudio primaverile, dall'incanto di un tramonto alla comparsa di un arcobaleno proprio quando apprende dei primi risultati favorevoli, dall'angoscia dei momenti cupi, quando fissa con angoscia la sua bambina, alla riconquista della serenità.

Queste le ultime stupende righe che concludono il libro: "Non sono in grado di lasciare grandi beni a mia figlia, ma desidero trasmetterle in eredità questa storia. Non voglio che questa mia vicenda vada perduta nel nulla, fiduciosa che possa essere preziosa anche per gli altri e produrre i suoi buoni frutti. Dio, nel suo mutabile e segreto disegno, ha voluto farmi dono di questa straordinaria esperienza ed io, consapevole che questo dono non è una mia esclusiva, con rispetto e umiltà lo offro agli altri esseri umani perché solo a loro appartiene".

 

 

EditoreEdizioni Artestampa
Data pubblicazioneLuglio 2008
FormatoLibro - Pag 195 - 14,5x20,5
Lo trovi in#Manualistica Medicina Alternativa #Critica e denuncia al sistema sanitario #Cancro


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