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Il Lume Eterno

Un'Opera rarissima del principe di San Severo

Gian Carlo Lacerenza



Prezzo: € 7,75

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Modificato in data 07 Novembre 2016 - Questo testo, che si intitola Il Lume Eterno, dell'autore Gian Carlo Lacerenza, compare nella categoria Cospirazionismo e misteri e in particolare approfondisce l'argomento Massoneria. Distribuito dalla casa editrice Bastogi Editrice e stampato nel mese di Ottobre 2009 , in questo momento è in "Non disponibile". Il titolo in questione ha un costo di € 7,75.

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Raimondo di Sangro (75845 byte) Una figura di uomo da rivalutare, alla luce di nuove scoperte. Numerosi documenti(tra cui molti autografi del Principe),sono stati riportati alla luce,mostrandolo come un uomo dalle notevoli Conoscenze,uno scienziato,inventore di particolari macchine idrauliche e pirotecniche,un uomo di vasta cultura...Un Alchimista?

Presso l'Archivio Notarile di Napoli sono stati rinvenuti alcuni documenti,tra cui il testamento olografo,mentre altri sono stati ritrovati presso una Collezione privata ed il lavoro è stato portato avanti dalla studiosa Clara Miccinelli.

Si sa che Raimondo Maria dè Sangro,Principe di San Severo e duca di Torremaggiore(FG),dove era nato,nel 1750 unificò le Logge Massoniche napoletane sotto un unico indirizzo,quello Scozzese.Qualche suo biografo gli attribuisce,a torto,l'immissione in Italia della Massoneria stessa ma questo non corrisponde al vero. Così facendo,le sue propagandate idee di Libertà e di rinnovamento,finiranno per ridursi però ad una Elite esclusiva,con l'introduzione degli Alti Gradi (previsti -appunto- dal Rito Scozzese).Personaggi dei ceti più alti:"fratelli"appartenenti alle classi nobiliari,militari,ecclesiastiche e perfino di Corte.

 

"I fondamenti egualitari e libertari a cui si erano ispirate le prime logge napoletane della Massoneria Inglese,venivano quindi fagocitate dalle pratiche occultistiche e alchemiche a cui venivano iniziati i "fratelli"...". Nello 'Statuto'scritto di suo pugno, all'art.12 si definisce la somma di 40 ducati d'oro (più tre mensili per ogni adepto)da versare all'atto dell'iscrizione,quindi una cifra che non molti potevano permettersi. L'art.8 privilegiava l'elezione ad un numero ristretto di 8 Eletti per la Loggia dei Gradi Superiori,più naturalmente la figura del Gran Maestro,quindi 9 e questo ricorda i primi fondatori dell'Ordine del Tempio(i Nove Cavalieri Templari).Sulla lapide viaria che è stata a lui intitolata(la piazza principale di Torremaggiore) si legge" Chimico e matematico".

G.C.Lacerenza ci descrive il 'messaggio'che Raimondo dè Sangro ha voluto trasmetterci." Trovare la pietra, nascosta nella luce,sublimando la luce nascosta.Quanto ai modi per realizzarlo,egli con la sua consueta liberalità ha voluto benevolmente indicarceli nella sua Cappella gentilizia,per il disinganno e l'educazione degli animi volti a ottenere il completo dominio sul proprio destino,esponendone i misteri con sincerità e zelo;e anche un pizzico di pudicizia,però,velata".

Vediamo di 'entrare'in questa Cappella,che il Principe volle abbellire e utilizzare per 'criptarvi il suo sapere ermetico.Essa fu costruita nel 1590 nel giardino del palazzo della famiglia dè Sangro-al quale era collegata da un cavalcavia che rovinò nel 1889- per volere di Gian Francesco,per ospitarvi le tombe di famiglia.Rinnovata dal figlio Alessandro nel 1608-'13,fu decorata da Raimondo.In tutta la Cappella si susseguono,infatti,stupende sculture che raffigurano i personaggi della nobile famiglia ognuna con un proprio elogio,oltre a marmi policromi ed affreschi (la "Gloria dello Spirito Santo")eseguiti da Francesco Maria Russo nel 1749 per ornare la volta,e che da allora non hanno mai necessitato di restauro:colori ancora vivi che il Principe stesso realizzò con bile,vescica,urina ed interiora di animali.

Lavori di rinforzo alla volta furono in realtà eseguiti negli anni 1988/'90 a causa del terremoto del 1980,e durante gli stessi,sarebbe stato scoperto un locale collegato a cunicoli e profonde grotte.

Nel maggio 1990 dei ladri trafugarono un dipinto ovale con l'effigie del principe,che era collocato tra due putti in gesso vicino all'altare,ma l'opera venne recuperata nel luglio 1991 e ci si accorse che qualcuno aveva tentato di 'restaurarla'di nascosto: purtroppo per gli 'ignoti', l'esecutore del dipinto aveva usato dei colori talmente particolari('oloidrici')-da una formula ideata dallo stesso Raimondo- da rendere inefficace qualsiasi tentativo!

Raimondo dè Sangro era ossessionato dall'immortalità e a tal proposito -nel suo laboratorio-si dedicava a vari esperimenti.Nella cripta  della cappella si conservano,in un armadio, due corpi alquanto singolari:sono definiti 'macchine anatomiche'. Sono due scheletri,uno di sesso maschile e uno femminile,che hanno la caratteristica di avere ancora la rete sanguigna che sarebbe stata 'solidificata'con un procedimento inventato dal Principe. Pare accertato che egli iniettò,nel 1739,una soluzione alchemica nei due corpi già cadaveri acquistati dal medico palermitano Giuseppe Salerno,suo 'complice'.I corpi sarebbero ricoperti da una cera (d'api?)colorata e montata su armature di ferro e spago. L'obiettivo doveva essere quello di conservare i corpi per l'eternità,mummificandoli, ma il sistema fallì e le carni si deteriorano e solo il sistema cardiocircolatorio rimase integro.

EditoreBastogi Editrice
Data pubblicazioneOttobre 2009 - in lingua originale: 1756
FormatoLibro - Pag 101 - 14x20,5
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Gian Carlo Lacerenza

Gian Carlo Lacerenza, docente di Lingua e letteratura ebraica biblica e medievale (laurea triennale e specialistica).   Formazione e carriera 1983-1988 – Formazione universitaria presso la... Leggi di più...

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