Esistono ancora i generi maschile e femminile? Oppure sono comprensioni obsolete del carattere sessuato dell'umanità, ormai superate e sostituite dalla riclassificazione in 5 o più « generi » legati all'orientamento sessuale?
Quando parliamo di persona umana, ci riferiamo ad una realtà ontologicamente sessuata, descrivibile, oggettivabile, o ad un'identità astratta, a un soggetto astratto, indefinibile, connotato primariamente dalla direzione del suo orientamento sessuale, dal suo desiderio a prescindere dal biologico e, in virtù di questo essere desiderante, portatore di diritti?
Evidenziando la trappola della falsa opposizione tra « natura-cultura » sottolineando i rischi della frantumazione dell'essere umano, in cui per il determinismo psichico la persona coinciderebbe con il suo « sentire soggettivo », per il determinismo socio-culturale il soggetto sarebbe solo il risultato di una costruzione socio-culturale, e per il determinismo biologico l'uomo equivarrebbe ai suoi geni.
Il testo vuole rimettere a tema la imprescindibile, reale unitarietà ed inestricabile interdipendenza di tutti questi fattori nella formazione dell'identità sessuata di ogni uomo e di ogni donna, smascherando le irragionevoli pretese dell'indifferenza del binario maschile/femminile portate avanti dall'ideologia gender.