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I Tarocchi come Via Iniziatica anche nella Divina Commedia - Libro

Guido Araldo



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Modificato il 19 Novembre 2016 - Il libro, che si intitola I Tarocchi come Via Iniziatica anche nella Divina Commedia - Libro, fatto da Guido Araldo, ha come tema Esoterismo e si trova nella sottocategoria Cartomanzia e pratiche divinatorie. Stampato dalla casa editrice Bastogi Editrice in data Febbraio 2014 , si trova in stato di "Disponibilità: Immediata". Il prezzo è attualmente pari a € 20,00.

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Il mito esoterico più antico a noi noto è forse quello orfico della creazione dell’uomo che corrisponde, concretamente, alla nascita in Occidente del concetto di anima.In origine Dioniso, munito di piccole corna come un capretto, era un villano assai zotico originario della Tracia, peraltro non molto gradito tra le alte sfere dell’Olimpo per il suo fare scherzoso ed irrispettoso..

Il suo simbolo, misteriosamente, era un albero senza rami: il phallus fonte di fertilità; la misteriosa forza che induce il seme a germogliare, il virgulto a salire e il pene virile ad inturgidirsi. A Dioniso era inoltre legata la leggenda che fosse stato l’inventore del vino: il bene più prezioso dell’umanità dopo il fuoco. Tutto lascia supporre che le vere origini di questo mito, relativo a un rozzo e selvaggio tracio, siano a Creta: culla della civiltà più antica, quella minoica.

Il mito più accreditato della sua nascita vuole che sia stato generato dall’amore “proibito” poiché fedifrago di Zeus e Persefone: il padre di tutti gli dei aveva fecondato la dea, simbolo botticelliano della primavera, assumendo le sembianze di un serpente. Anche in questo caso, come nel mito di Adamo ed Eva, ecco il serpente all’origine dell’umanità! Quando nacque, Dioniso era già un bel fanciullo, con l’eccezione di due piccole corna sulla fronte ad attestare quanto la sua natura fosse irruenta e selvaggia. Stranamente le stesse corna che si riscontrano in Mosè…Dioniso venne al mondo mentre era in corso una furibonda guerra tra gli Dei e i Titani…e in quella zuffa apocalittica si trovò involontariamente coinvolto.

I Titani nella loro offensiva erano prossimi all’Olimpo e molti Dei erano in fuga. Il mito vuole che Dioniso si sia lasciato distrarre dal suono di un sonaglio e, anche, dalla sua bellezza riflessa in uno specchio: doni, entrambi, di Hera che mal gradiva che quello sgorbio, frutto di un tradimento di Zeus, si aggirasse tra gli Immortali sull’Olimpo. Questa distrazione costò cara a Dioniso, poiché fu raggiunto dai Titani che scatenarono su di lui la loro furia: lo smembrarono e lo divorarono crudo! La reazione di Zeus, furibondo di fronte a tanta ferocia, non si fece attendere! Incenerì con le sue saette i Titani e Athena accorse a controllare se fosse possibile salvare, tra quelle ceneri fumanti, qualcosa del giovane dio divorato da quei mostri. Trovò il cuore palpitante!

A questo punto una domanda è lecita: sussiste un collegamento ancestrale, nonostante i secoli che si frappongono, con il culto barocco del Sacro Cuore di Gesù? Athena non si limitò a recuperare il cuore pulsante e integro di Dioniso, ma modellò con le ceneri dei Titani una bellissima statua dove deporlo e quella statua, appena fu terminata, si ravvivò.Un antichissimo simbolo di resurrezione, parallelo a quello egizio di Isi e Osiri. Secondo il mito orfico il primo uomo fu generato da un impasto delle ceneri malefiche dei Titani racchiudenti il cuore di Dioniso: autentica fiammella divina! E proprio da questo mito, di origine minoica con profondi influssi egizi, trasse origine in Grecia il concetto di anima. Orbene, essendo l’uomo un connubio tra malignità titanica e afflato divino, i mysteria orfici prevedevano la progressiva elevazione dell’uomo verso il divino tramite varie rinascite: la metempsicosi cara a Pitagora, a Platone e a tutte le religioni più antiche, a cominciare dall’induismo. Una teoria cosmologica cara anche ad Origene, padre della Chiesa, per quanto sconfessato da vari Concili.

Secondo gli antichi mysteria orfici la fiammella divina presente nell’uomo: il suo cuore dionisiaco, riesce a purificarlo consumando le ceneri titaniche attraverso le arti; principalmente con l’ausilio della musica e della poesia. Ecco le arti care ad Orfeo! Il mortale che tramite la musica e la poesia era in grado di ammansire le fiere, addolcire l’animo feroce degli uomini e accostarli agli Dei. Il primo mortale a scendere negli Inferi, per recuperare l’amata moglie Euridice, e a tornare tra i vivi anche se fallì nella sua missione, poiché non è lecito ad un morto tornare a rivivere, anche perché una vita è dura di per sé e due sarebbero insostenibili! Straordinaria, nella Chiesa delle origini, l’identificazione di Gesù con Orfeo, documentata nelle catacombe, a Roma, dei Santissimi Marcellino e Pietro. Forse la più antica rappresentazione di Gesù in sembianze umane!

(Dalla prefazione)

EditoreBastogi Editrice
Data pubblicazioneFebbraio 2014
FormatoLibro - Pag 160 - 16x24 cm
Lo trovi in#Cartomanzia e pratiche divinatorie
Guido Araldo

GUIDO ARALDO è nato a Saliceto (CN) da una famiglia presente in loco da secoli. Intensa e varia è stata la sua attività lavorativa: insegnante, poi capo gestione nelle Ferrovie dello Stato,... Leggi di più...

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