Jean Daniel
La Guerra e la Pace
Israele-Palestina. Cronache 1956-2003
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Esaurito
Descrizione di La Guerra e la Pace
La Guerra e la Pace è la raccolta di articoli che Jean Daniel ha scritto a caldo, sull’onda dell’emozione, durante quasi cinquant’anni di conflitto israelo-palestinese. Dall’incontro con Ben Gurion nel 1956, in un giovane Israele orgoglioso della sua fondazione e impavido di fronte alle minacce inevitabili dei vicini arabi che lo rifiutavano, al 2003 di Sharon, in un clima mondiale post 11 settembre in cui si affrontano un ebreo-americanismo e un islamismo radicale tentati dal famigerato scontro fra civiltà. In mezzo la guerra dei Sei Giorni e del Kippur, il Libano, la guerra del Golfo, l’assassinio di Rabin e il riconoscimento ufficiale da parte dell’OLP.
Attraverso lucide coordinate di pensiero, il libro descrive l’evoluzione del conflitto prima tra ebrei e britannici, poi tra ebrei e arabi, infine tra israeliani e palestinesi. Senza tralasciare l’ingrediente religioso: quello islamico, che cerca un riscatto dalle umiliazioni del colonialismo di un tempo e dell’arretratezza odierna; e quello ebraico, alimentato dai sensi di colpa dell’Occidente per gli orrori del nazismo.
Attento e sensibile, Jean Daniel ha sempre osservato la storia e i suoi attori con una potente lente d’ingrandimento, e queste sue cronache e interviste ci mostrano la sua grande attenzione alle ragioni dell’Altro, una equidistanza critica che gli permette di affrontare qualunque tema senza ipocrisia: le contraddizioni etiche dell’anima israeliana, le tante occasioni perse da Arafat, i voltafaccia dei Paesi arabi verso i palestinesi, le concessioni imprescindibili da ambo le parti perché possa esserci un futuro. Una scrittura appassionata ma mai disillusa, illuminista nella sua fiducia nell’uomo, una seria riflessione sui perché profondi e inestricabili di tanto odio e incomprensione che contrappone pochi milioni di uomini e destabilizza il mondo intero.
«In una situazione in cui il manicheismo è impossibile, in cui bene e male sono distribuiti su entrambi i fronti, in cui nessuno è veramente rivoluzionario, né veramente imperialista, in questa situazione dove in fin dei conti grandi nazionalismi storici, è giunto il tempo della lucidità responsabile.»