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Fauna Minore - Libro



Prezzo: € 18,00


04 Dicembre 2016 - Il volume, dal nome Fauna Minore - Libro, redatto da puoi trovarlo nella categoria Animali ed allevamenti, in particolare approfondisce l'argomento Altri Animali. Prodotto da Pazzini Editore e distribuito in data Febbraio 2012 nei nostri magazzini è in "Fuori Catalogo". Il suo prezzo è Euro 18,00.

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Dalla quarta di copertina:

"La Regione Emilia-Romagna ha approvato nel 2006 la legge n. 15 per la tutela della fauna miore regionale e, nel 2009, il relativo elenco delle specie particolarmente protette. Scientificamente, la fauna "minore" non esiste: le specie animali così definite (lamprede, pesci, anfibi, rettili, pipistrelli, altri piccoli mammiferi e tutti gli invertebrati) costituiscono, nel complesso, il 99% del nostro patrimonio faunistico. Tuttavia, il titolo della legge sottolinea la volontà di difendere un'immensa ricchezza biologica, storica e culturale troppo sottovalutata dalle norme italiane.
Il volume esamina le minacce cui è sottoposta la fauna regionale (inquinamento, scomparsa degli habitat, idonei, diffusione di specie esotiche invasive, cambiamenti climatici...), fornendo una serie di indicazioni utili alla salvaguardia ed all'incremento delle popolazioni minacciate.

Alcune azioni competono agli Enti di gestione del territorio, ma anche noi singoli cittadini possiamo adottare molti piccoli accorgimenti per rendere l'ambiente più favorevole ai piccoli animali, e, in definitiva, a noi stessi."

Introduzione di Luigi Boitani

Immaginatevi una spiaggia sabbiosa dove, su una distesa di granellini di sabbia, siano sparsi pochissimi sassolini un poco più grandi, più evidenti per la loro maggiore dimensione e il colore. Quei sassolini contribuiscono poco al paesaggio, massa, ruolo della spiaggia nel sostenere sia l'assalto del mare che quello di chi si stende a prender il sole. Eppure quei pochi sassolini si prendono inevitabilmente gran parte della nostra attenzione, magari li raccogliamo per portarli a casa, testimoni della nostra cura nell'osservare l'ambiente in cui siamo stati. Questa banale metafora aiuta a spiegare il dramma non di quei sassolini ma di quei milioni di piccoli granelli di sabbia che "fanno" la spiaggia, le danno una fisionomia e un ruolo: nessuno li nota se non come massa, nessuno si cura di notare la singolarità di ognuno di loro, pochi si curvano a terra per guardarli da vicino.

Immaginatevi ora che ognuno di quei granelli di sabbia sia una specie animale o vegetale che compone un ecosistema (la spiaggia) e quei sassolini siano invece le poche specie di maggiori dimensioni, quelle che attraggono la nostra attenzione forse perché più vicine a noi per forma, colori e dimensioni, parentele evolutive. Questi sono i rapporti di forza numerici tra le poche specie carismatiche sulle quali focalizziamo la nostra attenzione (e gli sforzi di conservazione) e tutte le specie meno visibili, "minori", che costituiscono la parte preponderante dei sistemi ecologici.

Questa fauna è fatta da una miriade di gruppi tassonomici sconosciuti al grande pubblico e spesso anche a buona parte degli esperti: il numero di specie è enorme, si stima che sulla terra ce ne siano circa 10 milioni, ma di queste solo poche migliaia sono vertebrati di medie e grandi dimensioni. Da un punto di vista statistico si potrebbe dire che i vertebrati siano un errore della evoluzione, uno spreco di energie in una direzione che probabilmente non avrà grande seguito evolutivo.
Una lettura superficiale della ecologia di gran parte degli ecosistemi, sia marini che terrestri, non riesce a cogliere che proprio la componente della fauna minore è quella che forma gran parte della biomassa vivente. Ad esempio, la massa di tutte le formiche del mondo è enormemente più grande della massa di tutti i vertebrati della terra. Ma molto più importante è considerare il ruolo ecologico della fauna minore: è il vero motore della vita sulla terra. I sistemi ecologici, la funzionalità dei cicli di nutrienti e dei flussi di energia, sono certo mantenuti dal contributo di tutte le specie ma il contributo è commisurato (in parte ma non solo) al loro numero. La fauna minore sostiene da sola gran parte della responsabilità del mantenimento delle condizioni vitali sulla terra, basterebbe questa constatazione per dirigere su questa componente degli ecosistemi tutta la nostra attenzione di conservazione.

Ma c'è di più. Dal punto di vista evolutivo, il percorso compiuto da ognuna di quelle specie minori per arrivare allo stadio in cui ora si trova è ugualmente lungo, prezioso e unico di quello fatto dalle specie di maggiore richiamo. In altre parole, il patrimonio genetico e la storia evolutiva di un elefante o di un orso sono, evolutivamente parlando, preziosi come quelli di uno sconosciuto anellide (verme !) del suolo o di una delle tante specie di fastidiosissimi moscerini. Non ha senso spendere energie per proteggere il lupo o lo stambecco se poi contemporaneamente lasciamo estinguere altre specie di fauna minore; dobbiamo imparare a pensare in maniera più olistica e attenta a tutte le componenti dei sistemi ecologici in cui viviamo.
Conservare la fauna minore non è facile. Non si trova il consenso sociale né le risorse per salvare un ragno peloso come si troverebbero per salvare un uccello colorato o un mammifero grazioso o maestoso. E' una realtà con cui fare i conti.

La strategia di conservazione delle specie minori non può seguire la strada usata per salvare le specie più carismatiche ma si deve muovere su altri binari. Non più progetti specie-specifici, ma programmi mirati agli habitat delle specie, sperando di raccogliere più frutti con la stessa azione diffusa sul territorio. E' l'unico modo per superare la scarsa capacità di attrazione delle specie e la insufficiente conoscenza della loro diversità. Ad esempio, pochi sanno che le circa 1000 specie di pipistrelli costituiscono un quarto (23 %) di tutti i mammiferi: la loro conservazione potrà seguire la via specie-specifica solo per pochissime più rare specie, ma il grosso dell'azione dovrà necessariamente puntare agli habitat preferenziali, alle aree di maggiore presenza e densità di specie e di individui. Purtroppo, per fare conservazione, è necessario disporre delle informazioni di base sullo stato di conservazione delle specie: in Italia non abbiamo nemmeno una Lista Rossa ufficiale dei Vertebrati, figuriamoci una della fauna minore ! Ma se lo Stato Italiano è latitante nel sostenere questo tipo di ricerche e di programmi di conservazione, alcune Regioni, come la Emilia Romagna, hanno preso iniziative concrete a sostegno delle specie neglette. Questo è il primo passo per un diverso approccio alla conservazione degli ecosistemi: non più solo specie carismatiche e di grandi dimensioni ma anche tutta la miriade di infaticabili lavoratori che, giorno e notte, stagione dopo stagione, fanno funzionare tutto il sistema dal quale dipendiamo anche noi uomini, ultimi arrivati e sbadati utilizzatori del lavoro altrui.

EditorePazzini Editore
Data pubblicazioneFebbraio 2012
FormatoLibro - Pag 187 - 16,5x23,5
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