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Famiglie d'altri Tempi - Vol. 1

Viaggio nel passato con le famiglie di paese

Mariano Berti



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Rivisto in data 23 Novembre 2016 - Questo volume, dal titolo Famiglie d'altri Tempi - Vol. 1, il cui autore è Mariano Berti, si trova nella categoria Archeologia e Storia e più dettagliatamente nella sottocategoria Storia contemporanea. Dato alle stampe dalla casa editrice Berti Mariano e venduto dal Dicembre 2003 , è attualmente in "Disponibilità: Immediata". Il valore del libro è pari a € 17,00.

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Le future generazioni, che ancora non ci sono, stanno correndo un rischio molto elevato di rimanere private di gran parte della loro memoria storica, a iniziare dalle notizie del proprio passato più recente. E' la stessa evoluzione della società, pur ricca di connotati positivi, a indurre questa possibilità: la rapidità delle relazioni personali ed interpersonali ed il bombardamento incessante di informazioni ricevute possono condurre, alla fine, ad un indifferentismo globale nei riguardi dell'informazione stessa, spiegabile con la difficoltà di stabilire una gerarchia di valori tra le innumerevoli notizie che la persona riceve in ogni momento della sua vita, attraverso molteplici strumenti. Insomma, la testa della gente, raggiunta da migliaia di notizie ogni giorno, entra in confusione. La stessa attività intellettiva, coltivata dalle persone maggiormente attrezzate culturalmente per affrontare la complessità della società delle comunicazioni, viene messa a dura prova e non sempre anche le menti più preparate e smaliziate hanno facilità a discernere ciò che va colto nella sua immediatezza e poi subito dimenticato da ciò che deve costituire sedimento della memoria personale, familiare o sociale, degno di essere trasmesso alla memoria collettiva.

In questo contesto evolutivo di rapidi cambiamenti vengono messe a repentaglio le identità. Se non si attuano iniziative metodiche ed organiche di elaborazione culturale della propria storia, si perverrà, progressivamente e sempre più accentuatamente, al risultato di una perdita di specificità identitaria anche nei singoli paesi che caratterizzano il territorio, correndo il rischio di non saperne cogliere le peculiarità e le diversità rispetto alle comunità contermini.

Ogni singola comunità locale ha elaborato nel tempo una propria storia particolare, fatta di mentalità che cambiano da luogo a luogo, di personalità tipiche che hanno influenzato la dinamica interpersonale, di forme cultuali e devozionali specifiche, di impegni sociali più o meno accentuati, di capacità di volontariato differenti da zona a zona, di tradizioni e costumi che pur inquadrati entro una comune dimensione veneta o provinciale rivelano significative varianti locali: questo insieme di combinazioni percettibili ed impercettibili costituiscono la ricchezza della diversità di una comunità rispetto alle altre. In questa società sottoposta a permanenti pressioni di livellamento del pensiero e dei comportamenti attraverso la massificazione delle comunicazioni e caratterizzata per una straordinaria mobilità consentita dai mezzi di trasporto a forte dimensione individualistica la vera sfida del futuro riguarda la capacità di conservare la ricchezza della propria identità, sia essa personale, familiare o comunitaria.

Senza nostalgie per un passato da non far più rivivere, che spesso era caratterizzato da sofferenze indicibili provocate dalla povertà e dall'ingiustizia sociale, lo sguardo rivolto al futuro può e deve trovare arricchimento dalla conoscenza della storia, senza pensare di ripeterla o di fermare l'evoluzione del progresso, ma per farne elemento di consapevolezza.

Pertanto, hanno ed avranno sempre più significato gli approfondimenti storici, le ricerche, la costituzione e le consultazioni degli archivi, la sistematica attività scolastica per la conoscenza del proprio passato, i convegni di studio, le conferenze divulgative, le pubblicazioni scientifiche a monte e la divulgazione a stampa a valle di essa. Negli anni Settanta-Ottanta il Veneto è stato caratterizzato dalla pubblicazione di numerose monografie di storia locale che, pur con diversa serietà e validità, costituivano un messaggio diretto di quella volontà di conservare la propria identità che le comunità locali allora esprimevano non solo attraverso le numerose pubblicazioni ma anche mediante altre iniziative, quali furono – ad esempio – le esposizioni sulla civiltà materiale contadina che si può dire animassero quasi ogni sagra paesana; nel momento in cui si trapassava da una società rurale tipicamente d'identità veneta verso una società dei consumi e dei costumi livellata su scala nazionale si assistette a quella presa di posizione interessante, con la quale le iniziative poggiate sul culto del passato significavano una volontà di tutela di alcuni valori caratterizzanti la società locale, anche se molto spesso questo messaggio non veniva esplicitamente elaborato.

Stranamente, dopo un decennio circa di forte impegno per la salvaguardia dell'identità locale si è assistito ad un affievolimento di queste azioni. Un vero paradosso: su questo fronte c'è stata una specie di resa ed è avvenuta proprio nel momento in cui il bisogno di una risposta culturale era più alto, quando cioè grazie ai nuovi sistemi di comunicazione ed alle dinamiche dell'economia la società veneta si è vieppiù integrata nella dimensione globalizzante. E' pur vero che la qualità e la quantità della ricerca scientifica in campo storico si sono significativamente elevate, ma allo stesso tempo è subentrato un certo silenzio verso la società: le scuole hanno abbassato l'impegno verso la storia locale, le biblioteche hanno ridimensionato la quantità di conferenze in questo settore, molte persone giovani hanno abbandonato l'uso corrente del bilinguismo veneto-italiano per un uso della lingua nazionale molto spesso di una povertà lessicale accentuata e talora con effetti di vera ridicolaggine. E potremmo continuare...

Quel che è peggio, si è assistito alla rimozione della propria identità anche all'interno delle famiglie. Morti i vecchi, i successori non conoscono la propria genealogia oltre il limite dei nonni, non sanno da dove provenga la loro famiglia, da quanti anni, decenni o secoli abbia posto le radici nel paese dove vivono, hanno vaghi ricordi su episodi di vita significativi per i loro antenati avendone sentito il racconto durante qualche circostanza familiare ma senza la volontà di farlo proprio, assimilandolo per tramandarlo.

Se Mariano Berti avverte – e non da oggi – l'esigenza di fissare su carta la raccolta delle storie familiari del suo Comune è perché ha avvertito l'esigenza sociale e non solo sua personale per un'opera di questa dimensione. Egli si propone di rimediare a quell'affezione che ha colpito l'anima dei nostri contemporanei, quell'amnesia di massa verso la nostra storia che ci rende più poveri, che non ci permette di essere più noi stessi in forma piena e consapevole, che ci omologa e ci appiattisce su bassi livelli comuni.

Il suo lavoro ha il merito di inserirsi in un contesto di studi storici trevigiani ancora largamente carente nel settore prosopografico, caratterizzato solo per poche ricerche sulla storia delle famiglie (quelle più importanti e corrispondenti a criteri di una storia "aulica" che è pur sempre una porzione, pur importante, della storia). Mariano Berti dà un taglio nuovo: la sua indagine è una storia delle famiglie popolari. Può stare accanto, dignitosamente e con un proprio significato, alla storia delle grandi famiglie della nobiltà del trevigiano e del suo territorio, integrandola.

Il volume edita in veste organica una serie di contributi in parte già apparsi, nel corso degli ultimi anni, nella pubblicazione della Pro Loco di Paese. Si tratta di testi piacevolissimi, accattivanti nel loro stile, elaborati con partecipazione simpatica dell'autore verso le singole famiglie. Ma, al di là dello stile apprezzabile, queste storie di famiglie popolari rivestiranno grande importanza nel futuro delle comunità di Paese perché garantiscono la trasmissione di un sapere altrimenti destinato a cadere nell'oblio. Valga per tutte l'informazione dei cosiddetti "blasoni popolari" che Berti riporta accanto ai cognomi ufficiali (ad esempio, Barbisan detti "Bineti" o Zanoni detti "Brigata"): chi se li ricorda più? Eppure un tempo un po' tutte le famiglie portavano il "soprannome", per distinguere dei rami familiari che continuavano ad abitare nello stesso paese ma che ormai con passare delle generazioni avevano affievolito la loro parentela ed a tale scopo venivano dati degli epiteti che derivavano o da caratteristiche fisiche tipiche di quella famiglia oppure il cognome di chi aveva abitato in precedenza la casa dove il ramo familiare si era andato costruendo la sua autonoma esistenza.

Questa narrazione della storia delle famiglie popolari del Comune di Paese può ben rappresentare un esempio ed uno stimolo per tante altre comunità venete. I nuclei delle famiglie "storiche", o semplicemente più vecchie, hanno contribuito alla costruzione della storia e dell'identità dei loro rispettivi paesi.

La narrazione delle vicende familiari è stata elaborata dall'autore con la capacità, dimostrata a più riprese nel corso del testo, di inserirle nel quadro degli eventi nazionali e internazionali, richiamando il collegamento con vicende di portata generale come, ad esempio, la guerra o l'emigrazione transoceanica di fine Ottocento; in definitiva si può affermare con serenità ed autenticità che leggere le singolari vicende di ciascuna delle famiglie elaborate da Mariano Berti è un po' come leggere, indirettamente, la storia delle comunità di appartenenza, una storia locale non meno nobile né utile di tante storiografie generali.

Ivano Sartor

Storico, scrittore

EditoreBerti Mariano
Data pubblicazioneDicembre 2003
FormatoLibro - Pag 417 - 16,5x24
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Mariano Berti, è nato a Paese (Treviso - Italia). Scrittore   antroponimista, è corrispondente del settimanale della diocesi di Treviso "La Vita del Popolo" nonché autore di varie monografie... Leggi di più...

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