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Doveva Morire

Chi ha ucciso Aldo Moro - Il giudice dell'inchiesta racconta

Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato


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Rivisto in data 30 Novembre 2016 - Questo testo, denominato Doveva Morire, ideato da Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato, è stato inserito nella categoria Attualità e temi sociali, approfondisce l'argomento Critica sociale. Redatto dalla casa editrice Chiarelettere e pubblicato in data Febbraio 2008 nei nostri magazzini è in "Non disponibile". Il costo di questo libro è pari a Euro 15,60.

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No, nessuna dietrologia. Sembra che oggi in Italia non si possa parlare di Moro se non per dire che non c'è niente da dire.

Invece proviamo a mettere insieme tutto quello che sappiamo e soprattutto quello che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere. Fatti, documenti, testimonianze sono lì, davanti a noi. Non dietro.

Un magistrato e un giornalista tornano dopo 30 anni sul caso Moro, scoprendo inediti scenari e raccontando la storia dei 55 giorni che vanno dalla strage di via Fani alla morte del presidente democristiano.

In sette occasioni Moro poteva essere salvato, ma nelle stanze del potere qualcuno tramò invece perché venisse ucciso. Ordini di cattura bloccati, i collegamenti provati con la RAF, il ruolo di Cossiga, i verbali del Comitato di crisi nascosti per lungo tempo.

Trent'anni dopo, uno dei magistrati più impegnati a dipanare gli infiniti misteri del caso, ripercorre i meandri dell'inchiesta che lui stesso cominciò nove giorni dopo la morte dello statista e, ricollocando la sua esperienza in un contesto più ampio di avvenimenti, offre testimonianze e rivelazioni decisive.

Se ad assassinare il presidente furono le Br, i mandanti vanno cercati altrove. Bugie, omissioni, depistaggi, come la scoperta da parte dell'Ucigos della prigione di Moro tenuta nascosta alla magistratura.

Imposimato racconta chi c'era, chi sapeva. Ma chi muoveva i fili dei tre comitati di crisi del Viminale, pieni di uomini della P2? Quella di Aldo Moro fu una morte voluta da troppe persone e troppe fazioni, in lotta tra loro.

EditoreChiarelettere
Data pubblicazioneFebbraio 2008
FormatoLibro - Pag 344 - 14x20,5
Ultima ristampaDicembre 2010
Lo trovi in#Critica sociale

Fernando Imposimato, giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo (caso Moro, attentato al Papa, omicidio del Presidente del Csm Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e... Leggi di più...

Sandro Provvisionato

Sandro Provvisionato è nato a Milano il 15 gennaio 1951, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio dal 1972 come pubblicista e dal 1979 come professionista.Ha cominciato la sua attività... Leggi di più...

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luca pagni

Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano...

Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano anche che . Dal 19 aprile 1978 non venne pedinato Teodoro Spadaccini che gestiva la Renault 4 usata per l'assassinio ed il trasporto di Moro. Furono bloccati gli ordini di cattura emessi il 24 aprile 1978 contro pezzi da novanta del terrorismo, di cui molti presenti in via Fani per la strage. Molti documenti scomparvero o vennero manomessi come i documenti e le registrazioni video del processo delle BR a Moro. Andreotti, Zaccagnini e Cossiga sostengono che Moro non abbia mai manifestato timori di sorta, ma tra le carte ritrovate c’è anche un appunto del Sismi diretto al Ministero dell’Interno in cui si accenna alle dichiarazioni del caposcorta di Moro su qualcuno che controllava anche in vacanza i movimenti del Presidente DC. Carmine Pecorelli, vicino ai servizi segreti, alludette sul primo numero di Osservatorio Politico (OP) al possibile sequestro di Moro, prima del marzo 1978 e pure la Polizia sapeva che le BR volevano sequestrare a Roma un politico impo

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luca pagni

Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano...

Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano anche che . Dal 19 aprile 1978 non venne pedinato Teodoro Spadaccini che gestiva la Renault 4 usata per l'assassinio ed il trasporto di Moro. Furono bloccati gli ordini di cattura emessi il 24 aprile 1978 contro pezzi da novanta del terrorismo, di cui molti presenti in via Fani per la strage. Molti documenti scomparvero o vennero manomessi come i documenti e le registrazioni video del processo delle BR a Moro. Andreotti, Zaccagnini e Cossiga sostengono che Moro non abbia mai manifestato timori di sorta, ma tra le carte ritrovate c’è anche un appunto del Sismi diretto al Ministero dell’Interno in cui si accenna alle dichiarazioni del caposcorta di Moro su qualcuno che controllava anche in vacanza i movimenti del Presidente DC. Carmine Pecorelli, vicino ai servizi segreti, alludette sul primo numero di Osservatorio Politico (OP) al possibile sequestro di Moro, prima del marzo 1978 e pure la Polizia sapeva che le BR volevano sequestrare a Roma un politico impo

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luca pagni

rispondere Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato...

rispondere Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano che il sequestro Moro, partito come azione brigatista con l'appoggio della Raf e l'interesse di Cia, Kgb e Mafia, venne gestito dal Comitato di Crisi presso il Viminale.
Secondo Imposimato tutti prendevano ordini da Licio Gelli (Gran Maestro Venerabile della Loggia Massonica Propaganda 2) che contava almeno 52 tesserati nelle strutture di indagine, ed era amico di F. Cossiga e G. Andreotti. Tutti questi dopo il rapimento e la strage in via Fani il 16 marzo 1978, vanificarono le opportunità emerse per salvare Moro. La Polizia giunse alla porta della prigione di via Gradoli 96 per perquisizioni già il 18 marzo 1978 ma all’interno 11 sc. A suonarono il campanello senza irrompere come dall’ordine di perquisire TUTTI gli appartamenti. Imposimato denuncia che alla tipografia dove andava Moretti prima dell'assassinio, in via Pio Foà, l’Ucigos giunse il 28 marzo 2008 senza allertare ne la Procura di Roma ne la Digos, così come quando giunsero a via Monta

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