E’ questo il nuovo romanzo di Enrico Marzetti, che segue “Rimetti a noi i nostri debiti”. Perno del racconto è il contrasto fra “biografia” che ci parla di vita, e “tumore” che troppo spesso ci parla di morte.
E’ il contrasto che attraversa, solca, impregna di sè tutte le pagine di questo libro: negli alti e bassi della vicenda personale dell’autore, nell’affondare e riemergere della speranza, nel confronto tra ciò che afferma la medicina ufficiale e quello che propone la Nuova Medicina Germanica.
E’ il contrasto tra il corpo, costretto a fermarsi su di una sedie a rotelle, e l’anima che invece continua, anzi inizia proprio in quel momento, a camminare, con coraggio e semplicità.
Donaci il coraggio e la semplicità – Biografia di un tumore, nuovo romanzo di Enrico Marzetti che segue Rimetti a noi i nostri debiti, è reso ricco e interessante da un contrasto che è già nelle parole del suo sottotitolo: “biografia”, che ci parla di vita, e “tumore”, che troppo spesso ci parla di morte. È il contrasto che attraversa, solca, impregna di sé tutte le pagine di questo libro; negli alti e bassi della vicenda personale dell’autore, nell’affondare e riemergere della speranza, nel confronto tra ciò che afferma la medicina ufficiale e quello che propone la Nuova Medicina Germanica, nell’eterna lotta tra la paura e l’amore.
È una toccante analisi sulle scaturigini della tossicodipendenza svolta dall’autore in base al proprio vissuto, fornendo le sue personali indicazioni su come sconfiggere questa subdola nemica, così come egli è riuscito a fare in maniera definitiva.
«…ritrovare quella tensione appassionata verso un nuovo significato da attribuire alla vita, per poter proseguire nuovamente e sentitamente l’avventura di essere vivi. Occorre ridare ai tossicodipendenti quella vibrante, bruciante e inebriante febbre di vita, perché il loro è un lento e inconsapevole lasciarsi morire; bisogna riaccendere il loro misero cuore spento perché la loro esistenza possa tornare ad essere un miracolo continuo che ogni giorno regala qualcosa di nuovo e inaspettato.»
«Il più grande medico di tutti i tempi curava e guariva i malati attraverso l’amore, infondeva nei loro cuori gioia e libertà, insinuava nel loro intimo una sensazione di unità, allontanava la paura dalla loro mente attraverso una terapia della pace e della serenità interiore.
Il suo sguardo penetrava direttamente nell’animo umano e lo denudava di ogni velo grigio, lo liberava da ogni paura; il suo corpo era pura armonia, ogni sua cellula un concentrato d’amore e chiunque lo guardava veniva assalito da brividi mistici.»