Il libro che ha maggiormente contribuito allo sviluppo del coaching, non solo come professione, ma soprattutto come cultura, viene riproposto oggi in una nuova edizione arricchita e aggiornata.
L’opera di Whitmore cambia la prospettiva attraverso la quale guardiamo noi stessi e gli altri, perché ci insegna che in ogni persona c’è molto di più di ciò che esprime in questo momento: c’è un potenziale infinito che aspetta solo di essere risvegliato.
Una lettura fondamentale per tutti, e in particolare per:
Dunque, quali sono i vantaggi, per il manager e per coloro che sono gestiti, di utilizzare il coaching invece che istruire, e quali sono per un’azienda i vantaggi di adottare quella che io chiamo una cultura del coaching?
• Miglioramento della performance e della produttività
Questo dev’essere quello principale: non useremmo il coaching se non funzionasse a questo scopo. Il coaching fa emergere il meglio dagli individui e dai team, cosa che il dare istruzioni non prova nemmeno a fare, quindi come potrebbe riuscirci?
• Crescita del personale
Come ho già aff ermato, far crescere i dipendenti non signifi ca mandarli a fare un corso di formazione una o due volte all’anno. Il modo in cui li gestisci o li farà crescere o li limiterà: sta a te scegliere quale usare.
Continua a leggere John Whitmore - I Molteplici Vantaggi del Coaching
Il contributo di Maslow non si limita alla sua gerarchizzazione dei bisogni (descritta nel Capitolo 13); insieme a Carl Rogers, egli fu tra i fondatori della psicologia umanistica, a volte definita la terza forza della psicologia emersa dopo la psicoanalisi, il behaviourismo e la psicologia cognitiva. Invece di studiare le malattie mentali e la patologia, come avevano fatto gli altri prima di lui, per farsi un’idea più approfondita della natura umana Maslow studiò persone sane, nel pieno delle loro facoltà. L’obiettivo della psicologia umanistica, che attribuiva grande valore alle emozioni, era la realizzazione del massimo potenziale umano mediante l’autoconsapevolezza. Generò molte nuove forme sperimentali di psicoterapia e negli anni Settanta penetrò in parte nel mondo degli affari. Influenzò in qualche misura la tendenza verso lo sviluppo personale, per quanto solo nel 1985 il libro di Daniel Goleman rese l’intelligenza emotiva non solo accettabile, ma anche desiderabile, al punto di costituire una necessità nel campo degli affari. La ricerca di Goleman indicò che l’intelligenza emotiva (EQ) aveva un’importanza doppia rispetto all’acutezza mentale (IQ) per il successo sul luogo di lavoro.
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lorella
molto interessante
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