«Chi, in futuro, vorrà capire e ricostruire le
tappe fondamentali dell’annus horribilis per la Giustizia italiana, il
2008, l’anno in cui il Csm, sospinto a viva forza dai poteri forti,
condannò due giudici giusti perchè nessun altro provasse mai più a
toccare certi santuari, non avrà che da sfogliare questo libro. Se, Dio
non voglia, nei prossimi anni i poteri forti coroneranno il sogno
piduista di mettere il guinzaglio alla magistratura indipendente e il
bavaglio alla libera stampa, troverà in questo libro l’inizio della
fine, il primo atto, la premessa, il punto di partenza della soluzione
finale. Perchè i cosiddetti “casi” De Magistris e Forleo hanno
costituito il banco di prova, il laboratorio di sperimentazione per un
regime nuovo e inedito: la democrazia autoritaria, la dittatura
democratica, la “democratura” fondata sulla fine della divisione dei
poteri, sul conflitto d’interessi istituzionalizzato, sull’assenza di
controlli della politica e l’economia, sulla definitiva sottomissione
dei controllori ai controllati».
Dalla Prefazione di Marco Travaglio
Italia. Ottobre 2007. Mentre imperversa il “caso” Luigi De Magistris –
il pubblico ministero che, indagando sugli intrecci tra politica e
malaffare, ha inquisito diversi magistrati ed è stato poi trasferito
dal Csm – Clementina Forleo decide di difenderlo pubblicamente.
Dinanzi a milioni di italiani parla di “poteri forti” e “solitudine del
giudice”. Punta il dito contro il potere giudiziario.
Pochi mesi prima aveva indicato nei vertici dei Ds – Massimo D’Alema,
Piero Fassino, Nicola Latorre – i “complici” della scalata Unipol alla
Banca Nazionale del Lavoro: a luglio la Forleo chiede al Parlamento di
poter utilizzare le loro intercettazioni, che saranno poi pubblicate
dai giornali, e creeranno parecchi problemi al nascente Partito
Democratico. Alla fine del 2007, suo malgrado, Clementina Forleo è
diventata il gip più famoso d’Italia.
Clementina è un “giudice contro” e non è iscritta a nessuna corrente
giudiziaria. Dal giorno in cui appare per la prima volta in televisione
– il 4 ottobre 2007, ospite della trasmissione Annozero condotta da
Michele Santoro – la sua situazione inevitabilmente precipita, fino al
trasferimento, da Milano a Cremona, “per incompatibilità ambientale
incolpevole”.
In questo libro, il primo a ricostruire una vicenda che finora abbiamo
letto solamente sui quotidiani, Antonio Massari prova a comprendere chi
sia il giudice Clementina Forleo e a inquadrare un periodo controverso
nella storia recente: il biennio 2005-2007 rivela un’importante
trasformazione, sia nell’universo politico del centrosinistra, sia
nell’organismo giudiziario che, con l’arrivo del governo Prodi e della
“pax mastelliana”, è molto meno reattivo, rispetto al governo
Berlusconi.
Massari segue la Forleo nelle sue vicissitudini, legge i verbali, gli
atti e le sentenze che la riguardano, ricostruisce la sua vicenda umana
e giudiziaria.
E la intervista a lungo, sui punti cruciali della sua storia. Da
quando, passeggiando per strada, in via Durini a Milano, protesta
contro i poliziotti che con modalità brutali hanno fermato un immigrato
che viaggiava sull’autobus senza biglietto; a quando riceve terribili
lettere di minaccia che le anticipano la morte dei suoi genitori,
insieme a buste che contengono proiettili, inviate a lei nello stesso
identico giorno in cui arrivano a De Magistris. Da quando – dopo gli
attentati terroristici di Londra, nel pieno della crisi internazionale
– distinguendo tra “guerriglia” e “terrorismo”, assolve l’indagato
Mohammed Daki, sospettato di essere vicino ad Al Qaeda e a Osama Bin
Laden; a quando, negli ultimi due anni, trasmette al Parlamento le
trascrizioni delle intercettazioni sulle scalate di Antonveneta, Bnl e
Rcs, scontrandosi irrimediabilmente con tutti i “poteri forti”.
Per la prima volta possiamo ascoltare la voce di tutti i protagonisti
del “caso Forleo”, grazie a una dettagliata disanima delle posizioni
opposte: accusa da una parte, difesa dall’altra. Ogni lettore, alla
fine di questa storia, potrà farsi un’idea di quanto è accaduto, a
partire dall’ottobre del 2007, non solo alla Forleo ma al nostro Paese.
Perchè, in fondo, tutto ruota intorno a un concetto complesso e intrigante: il dire la verità.
«Quando il re è nudo, quando si ha il coraggio di denudarlo...» ha
detto la Forleo in televisione. Ma ha trovato inorno a lei troppi re –
o aspiranti reganti – e troppi regni potenti: la politica, la finanza,
l’amministrazione della giustizia. La verità della Forleo li ha toccati
tutti.
giovanni
L'informazione oggi è un bene raro che va cercato meticolosamente.
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