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Cepus Dei - Libro

Il colpo di stato, la legge illegale che vieta la conoscenza.

Michele Bonetti, Massimo Citro



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Modificato il 26 Novembre 2016 - Questo prodotto, che si intitola Cepus Dei - Libro, elaborato da Michele Bonetti, Massimo Citro, è disponibile nella categoria Attualità e temi sociali, più precisamente nella sottocategoria Politica. Prodotto dalla casa editrice Uno Editori in data Maggio 2014 , attualmente è in "Disponibilità: Immediata". Il prezzo attuale è di € 15,73.

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Un libro-denuncia che farà tremare la classe politica italiana

svelando per la prima volta collusioni insospettabili

Dal coraggio di un medico e di un avvocato scaturisce un’inchiesta che per la prima volta svela i retroscena criminosi nel mondo dell’istruzione e non solo. Un inedito di scandali, corruzioni, intrighi, interessi economici, politici e finanziari, che dall’incostituzionale numero chiuso universitario hanno portato una casta di professori a mal-governare l’Italia.

Mafie accademiche, poteri privati, ordini professionali, fondamentalismo cattolico e, sopra a tutti, i vertici occulti delle più potenti lobby transnazionali e i loro regimi oligarchici non votati da alcun popolo.

Un libro per comprendere come e perché qualcuno ha deciso d’impoverire e annientare l’Italia, prendendo le mosse dal colpo di stato nell’istruzione universitaria.

Un libro per dire NO e per cominciare a reagire.

Un libro per indignarsi, un libro per porre fine allo scempio del sapere e della consapevolezza dei Cittadini italiani.

  • Dalla mercificazione delle cultura alle speculazioni delle Università italiane all'estero;
  • Dalla grattachecca del rettore Frati de La Sapienza, ai test opportunamente errati;
  • Dai ricorsi dell'udu, ai singoli casi di eroici studenti che hanno segnato con le loro gesta la Stagione dei Ricorsi;
  • Dalla mafia che specula sui test di ammissione, all'Opus Dei e al fondamentalismo cattolico, che vuole riprendersi il controllo dell'istruzione...
  • e tanto altro ancora...

Prefazione del Giudice Ferdinando Imposimato

Indice

PRIMA PARTE: Congiurati e truffatori

1. Un medico infiltrato nel sistema
2. Panta rei
3. Numero ottuso
4. Livello zero, le truffe
5. I segreti svelati

SECONDA PARTE: Chi sono i mandanti

6. Primo livello: mafie accademiche
7. La terza via del Numero chiuso: il CISIA
8. La truffa delle succursali all'estero
9. Secondo livello: il privato
10. La roccaforte di milano e l'agente segreto di Dio
11. Cepus Dei
12. Rocco e i suoi fratelli
13. Io non crollo!
14. Signori... si chiude!
15. La sai la grattachecca?
16. Terzo livello: il cupolone
17. Il quarto livello: Bilderberg & partners
18. Un'Italia a Numero chiuso
19. Sbirciando tra i politici: lo scacco del Numero chiuso

TERZA PARTE: La battaglia contro il Numero chiuso

20. Se avesse vinto Spartaco
21. Dell'indispensabile pensiero di Giovanni Stobeo
22. Venite a prenderci
23. Figli di un Dio minore
24. Le domande sbagliate e la tavola periodica
25. Pro bonus o contra bonus
26. L'ultima dea

La crisi dell'Università italiana

Il libro inchiesta di due coraggiosi ricercatori di verità Massimo Citro, medico, e Michele Bonetti, avvocato, affronta uno dei temi più importanti e negletti della nostra democrazia malata: quello del degrado dell'Università a scapito di centinaia di migliaia di studenti e delle loro famiglie, oltre che delle istituzioni politiche e amministrative e della scuola, che traggono la loro linfa vitale dalle varie università pubbliche e private, sempre più in preda al fenomeno della desertificazione.

Gli autori, attraverso un'inchiesta rigorosa basata su documenti, atti processuali, testimonianze e sulla loro esperienza diretta, acquisita mediante contatti con migliaia di studenti, offrono agli ignari italiani un quadro completo e inquietante della gravissima crisi che da anni affligge l'Università. I cui effetti si ripercuotono in modo devastante sulla selezione della nuova classe politica, sulla capacità dei professionisti e sulla qualità dei docenti.

Si tratta di un'indagine che rivela aspetti inediti o mai approfonditi delle cause dei mali dell'Università italiana, tra cui l'introduzione del "Numero chiuso" degli iscritti e degli esami preliminari attraverso prove consistenti in domande con risposte plurime tra cui una giusta e le altre errate.

Appare evidente, dimostrano i due instancabili ricercatori, che queste prove non siano significative né di bravura, se superate, né di impreparazione, se fallite. Ma sono solo strumento di discriminazione dei più capaci e dei privi di mezzi. Anzi la regola è che i più bravi siano penalizzati poiché privi di conoscenze nozionistiche, anche se dotati di forte personalità e capacità creativa.

Questo sistema produce risultati devastanti.

I dati sono eloquenti.

In dieci anni il numero degli iscritti si è ridotto di 58 mila unità. I laureati tra i 24 e i 34 anni sono il 21%, rispetto a una media europea del 38%. La spesa per l'Università in rapporto al prodotto interno lordo (PIL) ci penalizza fortemente, collocandoci al 35 posto su 37 paesi monitorati dall'Ocse.

Tutte le classifiche internazionali mostrano la secondarietà delle nostre università sulla scena mondiale.

Non solo. Nonostante i disservizi per gli studenti e nella didattica, siamo terzi in Europa per peso delle tasse universitarie. A fronte di una riduzione netta delle risorse finanziarie per l'università pubblica, le università private fruiscono di sempre maggiori risorse, con vantaggio per i ricchi e svantaggio per i poveri.

Inoltre, s'è innescato un meccanismo di selezione del corpo docente che si può definire irresponsabile, poiché rischia di paralizzare la vita accademica per i prossimi decenni, fornendo a una massa di abilitati, privi di garanzie, l'illusione d'incarichi prestigiosi, sottraendo agli atenei, ai docenti, ai ricercatori, alle future generazioni di studiosi ogni possibilità di programmare il futuro.

C'è chi, senza qualità, profitta delle involuzioni in atto per emergere.

In pochi seguono il metodo di Ippocrate: anamnesi, diagnosi, prognosi e terapia.

In pochissimi si pongono il problema di capire per correggere gli errori e governare la transizione, e non invece semplicemente di farsi trasportare dalle correnti esterne all'Università che l'hanno trasformata in una specie di mercato delle vacche.

Ciò che preoccupa è che non si colga nessuna volontà di capire le cause della crisi e di trovare i rimedi adatti; i maggiori responsabili sono gli inetti governanti, gli affaristi e i vertici delle università: anzi la questione universitaria non esiste nei programmi dei vari governi che si succedono. Il Governo in carica, ignorando la tragedia degli studenti, continua indisturbato a percorrere la sua strada verso il disimpegno, mentre si attende un intervento politico che corregga gli errori che stanno danneggiando intere generazioni di giovani, messi in condizioni di non accedere alle facoltà scientifiche e umanistiche.

Il libro ha messo in evidenza che il declino e la fuga dagli atenei di migliaia di giovani hanno cause ben precise che vanno ricercate nella serie di riforme sbagliate portate avanti dai governi di sinistra, di destra e delle larghe intese; riforme che si sono poste sul piano dell'efficientismo e del mercantilismo, in netto contrasto coi principi costituzionali, non limitabili o derogabili da artifìci meritocratici dietro cui si nasconde l'affarismo il clientelismo e l'arrivismo più smodato, resi possibili dal regime di autonomia riconosciuto alle Università.

Ed è vero che la nostra Costituzione (art. 33) riconosce l'autonomia universitaria, ma "a garanzia della libertà di insegnamento e di ricerca scientifica", e "nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato", in primo luogo dalla Costituzione repubblicana. Definisce un rapporto privilegiato tra la Carta fondamentale da un lato e autonomia statutaria dell'Università dall'altro, fermo restando il rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo, in specie degli studenti.

È evidente che l'autonomia degli ordinamenti universitari non autorizzi a fare operazioni di natura partitica o affaristica o di clientela, violando il diritto allo studio e l'eguaglianza dei cittadini.

Così il Giudice Ferdinando Imposimato apre la sua prefazione a Cepus Dei.

EditoreUno Editori
Data pubblicazioneMaggio 2014
FormatoLibro - Pag 496 - 14 x 20 cm
Lo trovi in#Attualità #Critica sociale #Storia contemporanea #Politica

Michele Bonetti iscritto all’Albo degli Avvocati di Roma dal 2005, da anni presta consulenza legale, giudiziale e stragiudiziale, a favore di privati, aziende e associazioni pubbliche e private,... Leggi di più...

Massimo Citro

Scrittore, storico e sceneggiatore, Massimo Citro lavora come medico e psicanalista a Torino. Dottore in Medicina e Chirurgia, dottore in Lettere Classiche a indirizzo storico, specialista in... Leggi di più...

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