I legami famigliari, si sa, sono spesso un po’ scomodi, solo in piccola
misura rassicuranti. Siamo tutti legati l’uno all’altro da un filo –
scrive Clara Sereni –, ma quando all’altro capo del filo c’è una
persona disabile tutto cambia. Perché chi è diverso fa più fatica a
vivere, e nessuno meglio di chi li accompagna attraverso le difficoltà
di ogni giorno può saperlo.
Come si sentono i genitori dei
disabili, così più esposti al giudizio della gente e alle inefficienze
della società? È vero che oggi sono più garantiti, che provano meno
vergogna? Come raccontano, i più fragili, la propria esperienza? Come
vivono il rapporto con loro i fratelli, le sorelle, i parenti più
prossimi? E quando a essere in difficoltà sono i genitori: cosa
significa allora esserne i figli? Storie d’amore in cui l’amore è più
forte e più caro. Storie d’amore in cui l’amore costa anche molto caro.
Storie da cui non sempre si può trarre un bilancio, storie che non
finiscono. Ma quando queste storie della vita trovano le parole,
possono anche scorrere via serene, sorprenderci, andare verso la favola
e il sogno.
Costruire un futuro, dare voce alla speranza: la
forma della lettera è più diretta, più sensibile alle contraddizioni,
più libera. Per questo sono lettere quelle che Clara Sereni ha chiesto
di scrivere a personaggi dello spettacolo, del giornalismo, della
letteratura e della politica, come Franco Amurri, Oliviero Beha,
Giovanni Maria Bellu, Gloria Buffo, Paola Cortellesi, Barbara
Garlaschelli, Valentina Locchi, Kicca Menoni, Pulsatilla, Lunetta
Savino, persone che con la diversità propria o altrui convivono. Perché
attraverso le loro testimonianze sia poi più facile capire e capirsi,
aiutare e aiutarsi, raccontare e raccontarsi. Anche per noi.