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Ebook - Le Olimpiadi degli Affari

Pechino 2008 e tutte le altre (brutte) storie sulle sedi olimpiche

Roberto Bosio



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Cosa si nasconde dietro alla bandiera dai 5 anelli?

Anche le prossime olimpiadi di Pechino non si sottraggono a polemiche e critiche specifiche, ma che nella sostanza riguardano la manifestazione in sé che ha definitivamente perso il suo carattere di competizione sportiva per assumere invece un ruolo preminente nella mercificazione consumista del pianeta.

Come mai una manifestazione che auspica la relazione fra i popoli, il rispetto della natura e dei diritti della persona ha scelto paesi che violano costantemente tutti questi principi?
L'autore, dopo accurate indagini, svela i retroscena di quella che, in tutto e per tutto, si rivela come una vera e propria multinazionale commerciale, che viola sistematicamente i principi che sbandiera vendendo al meglio il proprio prodotto: le Olimpiadi.

Attraverso le pagine di questo e-book scoprirete che le Olimpiadi non sono un'opportunità culturale ed economica per la popolazione che le ospita, ma solo un enorme affare per multinazionali e i gruppi di potere che la gestiscono.


Indice:

Come ospitare un'Olimpiade
Al mercato dei voti
Da Tokyo 1964 a una pretendente sconfitta: Toronto 1996
Consulenti e prostitute
Le prime crepe del sistema
Il risveglio dei media
Un’azienda per ripulire una immagine
Il Comitato Olimpico Internazionale, un’organizzazione NON per tutti
La fine di un regno

Il passato
Berlino 1936: le Olimpiadi naziste
Città del Messico 1968: la contestazione
Juan Antonio Samaranch
Franchista al cento per cento
I “Premi Nobel” del CIO
Mosca 1980: inizia l’era del Doping
Doping di Stato: Germania Est e Cina
Doping made in USA

Gli anelli degli Agnelli
Sestriere 1997
Il popolo non–sovrano
La vittoria di Torino 2006
Il Toroc
I conti in tasca
I vincitori delle olimpiadi
... E gli sconfitti

Il presente
Una scelta sbagliata
Un Mondo, Un Sogno
Il Tibet
Condanne a morte
Sgomberi arbitrari
Promesse mai rispettate
Razzismo scientifico

Questione di prezzo
La fermezza del Comitato Olimpico Internazionale
Televisioni ed olimpiadi
I Partner Olimpici
La Coca–Cola
McDonald’s
Nike, Adidas, Reebok, Fila, Puma, Asics, Mizuno…


Un estratto dall'ebook:

Il mercato dei voti

Luglio 2004. La BBC trasmette un'inchiesta di “Panorama”.
New York, Parigi, Londra, Madrid e Mosca sono le città candidate ad ospitare le olimpiadi estive del 2012. Alcuni giornalisti del programma si fingono consulenti della fantomatica New London Ventures – una compagnia con forti interessi economici nell’est di Londra e a caccia di voti di membri del comitato olimpico internazionale (CIO) –, e riprendono con telecamere nascoste i loro incontri. Come quello con Gabor Komyathy, un ungherese con una solida reputazione tra le città in lizza per i Giochi Olimpici – ha aiutato Sidney nella corsa ai Giochi estivi del 2000...
Secondo questo agente, il denaro rappresenta la chiave per raggiungere il successo, e le sue strette relazioni con diversi membri del CIO possono portare voti. Afferma di poter assicurarne una ventina. Costano 200.000 euro l’uno (per un totale di circa 4 milioni di euro).
Un ritornello che si ripresenta nelle parole di Goran Takac – il padre era stato consulente di Juan Samaranch, l’ex–direttore del Comitato Olimpico Internazionale. Si occupa di design e ha lavorato per 17 città che si sono candidate ad ospitare le olimpiadi. Riceve i finti consulenti nel suo ufficio di Belgrado, e gli racconta che è il denaro a “creare i voti”.
Ci vogliono 4 milioni di euro, destinati in gran parte ad “oliare gli ingranaggi dei membri del CIO” ed influenzare tra i 15 ed i 20 voti, mentre a Takac andrebbero 3.600 euro al giorno per le spese.
L’agente serbo organizza anche un incontro tra i giornalisti e Ivan Slavkov – un membro bulgaro del CIO –, durante il quale, dopo aver detto di essere “aperto al negoziato”, discute su come i voti di altri membri CIO possano essere “comprati”.
Per completare il quadro mancano ancora due tasselli.
Anche se sospetta qualcosa, l’agente egiziano Mahmood el Farnawani viene filmato mentre afferma di aver assicurato – per 60.000 dollari – i due voti cruciali che hanno permesso a Sidney di vincere la battaglia per le olimpiadi del 2000, mentre altri otto sono andati – sempre grazie a lui e a 150.000 dollari – a contribuire alla vittoria di Salt Lake City nella corsa alle olimpiadi invernali del 2002. Ci vogliono 1,5 milioni di dollari per assicurare 14 voti, a cui va aggiunta la sua “parcella”: 25.000 dollari per quindici mensilità.
Le affermazioni dell’agente egiziano si collegano con le dichiarazioni di John Coates, il presidente del comitato olimpico australiano, che ha ammesso recentemente di aver offerto 70.000 dollari a due membri africani per sostenere progetti sportivi nei loro paesi.
“Ciò che facevamo rientrava nelle linee guida (stabilite dal CIO). Come ha fatto la Cina con il suo aiuto governativo e i suoi consolati, e Manchester attraverso la Millennium Foundation, così abbiamo fatto noi con gli accordi di cooperazione con il comitato olimpico africano”.
“Capii che dovevo fare qualcosa quando arrivai in un paese africano e mi dissero che la strada su cui viaggiavamo era stata costruita dai cinesi. In seguito trovai Bob Scott (della sfida di Manchester) che era arrivato prima di me per offrire finanziamenti ai progetti sportivi”.
Anche la vittoriosa sfida di Londra 2012 ha utilizzato questo mezzo, stanziando 15 milioni di sterline per offrire a tutti i comitati olimpici nazionali un training camp preolimpico in Inghilterra. Il pacchetto, oltre a biglietti di treno ed aereo gratuiti, prevedeva 60 sterline di telefonate gratuite.
L’ultimo agente incontrato – il kuwaitiano Muttaleb Ahmad – lavora nel cuore del movimento olimpico. È infatti direttore generale del consiglio olimpico dell’Asia, ovvero del governo di tutti gli sport dilettantistici del continente, gestore dei Giochi asiatici e parte del CIO. Si offre di usare i suoi collegamenti per cercare di ottenere degli incontri con una parte dei 23 membri asiatici.
Spiega che bisogna avvicinare i membri senza un appuntamento, poiché non possono incontrare persone connesse con le città in gara, e che i pagamenti ai membri del CIO dovranno essere fatti dalla stessa New London Ventures. Conclude non fornendo assicurazioni sul numero di voti che può garantire.
In un anno di lavoro la New London Ventures poteva assicurarsi 54 voti ed ottenere l’organizzazione delle olimpiadi.

Da Tokyo 1964 a una pretendente sconfitta: Toronto 1996

Quella che vi abbiamo raccontato non è un’invenzione giornalistica. Tanto è vero che il CIO, a pochi giorni di distanza dalla trasmissione del programma della BBC (si era alla vigilia delle olimpiadi di Atene), ha deciso di privare (provvisoriamente) Ivan Slavkov dell’insieme dei suoi diritti, prerogative e funzioni di membro del CIO, e ritirato l’accredito per i Giochi ai quattro agenti ripresi dalle telecamere nascoste della BBC. Qualche giorno dopo i quattro sono stati dichiarati “personae non gratae all’interno del movimento olimpico e ha raccomandato a tutti i membri della famiglia olimpica di non (...) trattare con loro”.
Il 7 luglio 2005, la commissione etica del Cio ha definitivamente allontanato Slavkov dal movimento olimpico. Fino ad allora aveva comunque mantenuto la sua carica di presidente del comitato olimpico bulgaro.
Non è una novità. Come racconta Andrew Jennings in The New Lord of the Rings, già negli anni cinquanta si cercava di “influenzare” i componenti del CIO. I giapponesi volevano ospitare le olimpiadi del 1964, e per aumentare le loro possibilità di successo, ogni membro del CIO aveva un’accompagnatrice – per lo più si trattava di studentesse universitarie di lingue – che si curava di ogni bisogno del suo ospite. Questa facilitazione venne pienamente sfruttata, e per chi non bastava c’erano le professioniste. Vicino al posto che avrebbe poi ospitato lo stadio olimpico, c’era un hotel a cinque stelle riservato ai membri del CIO. Offriva un solo servizio: eleganti prostitute, e i signori delle olimpiadi ed i loro amici della stampa estera non dovevano pagare nulla per i loro servizi. Il giornalista Eric Aldin verificò la notizia ed era tutto vero. “Erano veramente di alta classe” raccontò in seguito ad Andrew Jennings, “erano così belle, così sofisticate, così intelligenti. Erano la crema di ciò che Tokyo aveva da offrire”.
I membri del CIO avevano gradito a tal punto l’accoglienza da assegnare alla città la Coppa Olimpica per i “loro sforzi nella riuscita preparazione dei Giochi”.
Col tempo le cose si sono evolute. Nel 1991, Toronto era stata sconfitta nella corsa per le olimpiadi estive del 1996. Il loro tentativo era costato 14 milioni di dollari ed era stato supportato dagli sforzi di tremila volontari. Le cinque pretendenti sconfitte (oltre alla città canadese, Melbourne, Belgrado, Manchester ed Atene) più Atlanta avevano speso 85 milioni di dollari per andare alla caccia dei voti che avrebbero dovuto dare loro i Giochi.
Come erano stati spesi questi soldi? Toronto aveva deciso di farne un resoconto al comitato olimpico internazionale (CIO). Dei 69 membri che avevano visitato la città canadese, trenta avevano ritenuto essenziale portarsi dietro la moglie, mentre ventuno erano accompagnati da altri ospiti. Ventisei avevano infranto le regole.
“L’abuso più spudorato” raccontò Henderson, “è stata l’appropriazione indebita relativa alle spese di viaggio e dei biglietti aerei”. L’imbroglio seguiva questo schema: prima si acquistavano biglietti di andata e ritorno in classe economica, e quindi si chiedeva il rimborso affermando di aver viaggiato in prima classe, oppure si domandavano dei biglietti di ritorno in prima classe – che venivano subito convertiti in denaro.
Questi imbrogli, o “abusi” – come li chiamava Henderson –, erano costati a Toronto 800.000 dollari. E non era finita. In più di un’occasione ci si aspettava che la città candidata pagasse “tutte le spese fatte non solo dai membri, ma anche dai loro ospiti”. e, aggiunse Henderson, “sfortunatamente molti membri del CIO si aspettavano di ricevere regali al di sopra e al di là di quello che chiunque avrebbe giudicato essere cortese... Denaro, gioielli o altri articoli facilmente convertibili in denaro venivano sottointesi in diverse occasioni”.


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EditoreArianna Edizioni eBook
Data pubblicazioneGiugno 2008
FormatoDownload - Pag 72 - Ebook in Formato Elettronico PDF - No carta
FilePDF (1172 kb)
ProtezioneWatermark (+ informazioni)
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Roberto Bosio

Roberto Bosio è professore di scuola superiore e autore di diversi libri tra cui I giochi del potere (Macro Edizioni, 2006), Decolonizzare l’immaginario (EMI 2004), WTO. Dalla dittatura del... Leggi di più...

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