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<title>Macrolibrarsi, sottocategoria  libri di Attualit&agrave;</title>
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<description>Macrolibrarsi, feed rss della sottocategoria  libri di Attualit&agrave;</description>
<language>it</language>
<category> libri di Attualit&agrave;</category>
<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 14:12:04 +0100</lastBuildDate>
    <item>
    <title><![CDATA[Sommersi dal Debito]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sommersi-dal-debito_49854.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><em><strong><span style="font-size: small;">Come salvare il bilancio dello Stato e perché farlo il prima possibile</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel  corso dell'ultimo  anno, il debito  pubblico italiano ha toccato il suo  picco storico, e  così ha fatto la  montagna di interessi che lo Stato  deve agli  investitori  internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una situazione insostenibile,  che oggi più  che mai  mette in pericolo la tenuta stessa del sistema  economico  nazionale a  rischio default, e con questo il benessere di  tutti i  cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo  libro, breve ed  esaustivo, spiega che  tuttavia è possibile riportare il  debito pubblico  a un livello  "sostenibile", come impongono il buon senso  e gli accordi   internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L'autore analizza le possibili soluzioni:  servono   lotta all'evasione, una riforma del fisco che garantisca  giustizia per   tutti i cittadini e una decisa opposizione alla  speculazione   finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso dell'ultimo anno, il debito pubblico italiano ha toccato il suo picco storico, e così ha fatto la montagna di interessi che lo Stato deve agli investitori internazionali.</strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Migrazione Globale - Libro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/migrazione-globale-libro_46109.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Perché milioni di persone ogni giorno</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>abbandonano il proprio paese nativo?</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Da chi vengono aiutate?</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Quali sono gli interessi politici ed economici</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>che stanno dietro a questi fenomeni migratori?</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Migrazione Globale, nato dall'esperienza che l'autore, il famoso giornalista Jeffrey Kaye, ha maturato direttamente sul campo</strong> (confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.) è un accurato<br />reportage, che ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: la viva voce dei migranti stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso le loro parole entriamo in contatto con il lato umano della migrazione: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, inoltre, fornisce un'accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un linguaggio molto chiaro, e uno stile avvincente, il famoso giornalista <strong>Jeffrey Kaye</strong> ci guida all’interno del mondo della migrazione, mostrandoci quegli aspetti del fenomeno, che normalmente vengono tenuti nell’ombra. <strong>Migrazione Globale fornisce un’analisi dei fenomeni migratori</strong>, non partendo da analisi “teoriche”, bensì lavorando “sul campo”, andando nelle zone calde: confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo accurato reportage, ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: <strong>la viva voce dei migranti stessi</strong>. Attraverso le loro parole entriamo in contatto con <strong>il “lato umano” della migrazione</strong>: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, però, non si limita a un mero rendiconto delle riflessioni dei migranti. Fornisce un’accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questi presupposti, Kaye indica anche la strada su cui ci si dovrà muovere, se si vorrà seriamente “gestire” il fenomeno della migrazione globale – impossibile da fermare completamente, in quanto presente da sempre nel genere umano.</p>
<h3>Anteprima Migrazione Globale LIBRO di Jeffrey Kaye</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando cammino per andare al supermercato, la mia attenzione si posa spesso su un particolare insignificante, nel panorama urbano: <strong>un comunissimo tombino</strong>. Ad attirarmi non sono il suo aspetto ordinario e la sua copertura in ghisa, tipici di un oggetto che serve solo a coprire le fogne, bensì le due scritte poste su di esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato vi è un semicerchio di lettere maiuscole che compongono la scritta "CITTÀ DI LOS ANGELES"; dall'altro vi sono tre parole, <strong>"PRODOTTO IN MESSICO"</strong>, che completano il cerchio, formando una faccia sorridente e dando vita a un effetto ottico probabilmente non previsto da chi ha disegnato o realizzato una banale copertura delle fogne.</p>
<p style="text-align: justify;">L'adoro. Non solo per la scelta estetica, voluta o no, di questo oggetto banale e di mera utilità pubblica, ma soprattutto per la palese dichiarazione di collegamento tra due Paesi in una città nella quale il 40% dei residenti (compreso me) è nato all'estero, in un momento in cui l'attenzione e il dibattito pubblico riguardano le questioni<strong>"da dove veniamo"</strong> e <strong>"quali confini abbiamo attraversato"</strong>. Nel corso della mia vita l'immigrazione è sempre stata un interesse costante, a livello sia professionale che personale.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-migrazione-globale-libro-di-jeffrey-kaye.php" target="_blank">Anteprima Migrazione Globale LIBRO di Jeffrey Kaye</a></p>
<h3 style="text-align: left;">Indice del libro</h3>
<ul>
<li>Ringraziamenti</li>
<li>Introduzione</li>
<li>Capitolo I – Esche e paraocchi</li>
<li>Capitolo II – Crescere le persone per l'esportazione</li>
<li>Capitolo III – I migranti nel mercato globale</li>
<li>Capitolo IV – Cambio di rotta: la fortuna gira</li>
<li>Capitolo V – Le agenzie di reclutamento e il mercato degli esseri umani</li>
<li>Capitolo VI – I trafficanti come fornitori di servizi per la migrazione</li>
<li>Capitolo VII – «Dipendiamo pesantemente dai lavoratori immigrati»</li>
<li>Capitolo VIII – Schiavitù e flussi di denaro</li>
<li>Capitolo IX – «Cercasi lavoratori» o «Non oltrepassare il confine»</li>
<li>Capitolo X – Scelte politiche, influenze e alleanze</li>
<li>Capitolo XI – Resa dei conti sud-occidentale</li>
<li>Capitolo XII – Sangue fresco e selezione nazionale</li>
<li>Capitolo XIII – «Divisi per la necessità di sopravvivere»</li>
<li>Indice analitico</li>
<li>Note</li>
</ul>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Le Riforme a Costo Zero]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/le-riforme-a-costo-zero_47812.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il ragionamento del <em>"non ci sono i soldi per fare le riforme</em>" apparentemente aristotelico e corretto - è invece profondamente sbagliato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per due motivi, che sono alla base della decisione di scrivere questo libro. Il primo motivo è interno al ragionamento stesso. In Italia il vento della crescita non tornerà mai a spirare in poppa senza un vero e proprio programma di riforme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paese è praticamente fermo da quindici anni: tre quinquenni durante i quali l'economia mondiale è cresciuta come mai in passato. Nonostante la violenza della crisi globale, il 2009 è stato per il mondo solo una breve parentesi. Da noi invece sembra un incubo lungo vent'anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il vento della crescita soffia in varie parti del mondo, ma non tornerà mai a soffiare in Italia se non cambiamo atteggiamento. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo errore nel ragionamento del "<em>non ci sono i sold</em>i" è invece un falso problema. Esistono moltissime e importantissime riforme che si possono fare "senza aumentare di un solo euro il debito pubblico". Sono le cosiddette Riforme a Costo Zero, il tema alla base di questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;">In quasi tutti i campi cruciali dell'economia, è possibile cambiare le cose senza chiedere il conto a Pantalone: perché è vero che di soldi ce ne sono davvero pochi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è anche vero che si possono fare importantissime riforme senza incidere sul bilancio pubblico. Richiedono solo di investire capitale politico nel cercare il consenso necessario. Una classe politica all'altezza può farcela. Gli ostacoli possono essere rimossi...</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Alla mia Sinistra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/alla-mia-sinistra_47815.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">"Avevo il dovere di scrivere questo libro. Perché ho due figli ventenni che affrontano, come tutti i loro coetanei, il mercato del lavoro più difficile dai tempi della Grande Depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché devo rispondere delle mie responsabilità: appartengo a una certa generazione della sinistra occidentale che ha creduto di poter migliorare la società usando il mercato e la globalizzazione. Ho voluto sfogliare il mio album di famiglia, la storia che ho vissuto con un pezzo della sinistra italiana, per capire le ragioni delle nostre sconfitte, quindi aprire una pagina nuova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Plutocrazia, tecnocrazia, populismo, autoritarismo sono i mali che minacciano le nostre democrazie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L'Italia è un piccolo laboratorio mostruoso di queste patologie.</p>
<p style="text-align: justify;">Avendo vissuto un'esperienza pluridecennale da nomade della globalizzazione - in Europa, in America, in Asia - ho il dovere di dire ciò che è accaduto all'immagine del nostro paese nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo raccontare dal mio osservatorio attuale nell'Estremo Occidente" quali sono i costi dell'era Berlusconi, e anche le radici profonde del berlusconismo, che gli sopravvivranno, i vizi di un'Italia "volgare e gaudente" con cui dovremo fare i conti anche dopo.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Che cosa farà questa Italia "da grande"?</strong></em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><em><strong>C'è ancora speranza? </strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla sinistra indico le possibili vie d'uscita</strong> attingendo alle mie esperienze nelle nazioni emergenti, dall'Asia al Brasile: <strong>perché non possiamo farci risucchiare in una sindrome del declino tutta interna all'Occidente</strong>."</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Inchiesta sul Lavoro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/inchiesta-sul-lavoro_47883.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Da sindacalista della Cgil, poi da ricercatore, professore di diritto del lavoro, avvocato, editorialista del "<em>Corriere della Sera"</em>, e per qualche tratto anche come politico in Parlamento, <strong>Pietro Ichino</strong> ha spesso sostenuto tesi scomode per l'establishment, di sinistra e di destra, contribuendo in modo incisivo all'evoluzione del sistema italiano delle relazioni industriali e raccogliendo tanto consensi ed entusiasmo quanto critiche e contestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per via delle sue proposte è stato accusato di eresia e addirittura di "intelligenza con il nemico", di essere cioè un portatore di idee liberiste infiltrato nel centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso un'avvincente inchiesta, un vero e proprio interrogatorio senza esclusione di colpi, Ichino risponde a tutte le obiezioni e le accuse ricevute in questi ultimi anni, messe in bocca a un immaginario interlocutore-inquisitore, affrontando i temi fondamentali del lavoro in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E grazie ad analisi precise ed esempi concreti mette a nudo i meccanismi segreti di un sistema drammaticamente ingessato, prigioniero dei propri tabù e delle proprie caste.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un paese in cui vige un regime di vero apartheid tra lavoratori protetti e non protetti, dove agli stabili regolari è riconosciuta una sorta di job property, mentre agli outsiders e ai new entrants, ben che vada, si offrono soltanto i posti di serie B, C e D, con un futuro pensionistico misero, destinato a maturare soltanto dopo i settant'anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema chiuso da un tacito accordo protezionistico...</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dossier Mondadori]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dossier-mondadori_47959.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La "<em>guerra di Segrate</em>" fra Berlusconi-Pininvest e De Benedetti-Cir per <strong>il controllo del gruppo Mondadori </strong>scoppiò alla fine degli anni Ottanta e si concluse all'inizio dei Novanta con la vittoria berlusconiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una vittoria ottenuta mediante la corruzione di un giudice, come attestano i documenti giudiziari qui riportati:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">la sentenza penale che nel 2003 ha condannato l'avvocato Cesare Previti (Fininvest) e il giudice Vittorio Metta per corru­zione in atti giudiziari (Silvio Berlusconi ha beneficiato della prescrizione);la sentenza civile di appello che nel 2011 (cioè vent'anni dopo) ha condannato la Fininvest berlusconiana a pagare a De Benedetti-Cir un risarcimento danni di oltre 500 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">In appendice, le rimostranze di Marina Berlusconi, presiden­te Fininvest-Mondadori, per la condanna in sede civile («In Ita­lia non esiste più la certezza del diritto»).</p>
<p style="text-align: justify;">E la replica del gior­nalista <strong>Marco Travaglio («La presidentessa della refurtiva»).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>MARCO TRAVAGLIO:</strong> «Tutto comincia nel 1988, quando Silvio Berlusconi, pic­colo azionista del gruppo editoriale Mondadori, ne tenta la scalata. Carlo De Benedetti, che con la Cir controlla il pacchetto di maggioranza, resiste all'as­salto e si accorda con gli eredi Mondadori-Formenton per acquistare il loro pacchetto azionario entro il 30 gennaio 1991. Poi però questi cambiano cavallo, e nel novembre 1989 si alleano col Cavaliere. Il quale, il 28 gennaio 1990, di­venta presidente del gruppo...».</em><strong><br /></strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Olos o Logos: Quanto Tempo ci Resta?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/olos-o-logos-quanto-tempo-ci-resta_42098.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Questo libro nasce dall’esigenza di contribuire al dibattito per lo sviluppo di una <strong>bioetica </strong>e di una <strong>biopolitica globali</strong>, per una definizione più completa del <strong>paradigma olistico</strong> che parta dalla tutela della<strong> salute ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo un’analisi interdisciplinare, che consideri la dimensione sistemica della realtà, può fornire modelli globali di riferimento per meglio definire e determinare quel <strong>paradigma olistico corpo-mente-natura</strong> il cui bisogno individuale e planetario è sentito ormai a tutti i livelli. Questa ricerca contiene una proposta formale di sistema politico “demo-aristocratico” capace di fornire gli elementi per l’elaborazione di nuovi e alternativi modelli di globalizzazione.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Spegniamo il Nucleare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/spegniamo-il-nucleare_42381.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1987 quasi l'80 per cento degli italiani ha votato contro il nucleare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Più di vent'anni dopo ancora stiamo pagando i costi e le conseguenze delle vecchie centrali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tragedia di Fukushima</strong> dimostra da sola a quali catastroﬁ si va incontro, anche in Giappone:  ﬁgurarsi in un Paese come il nostro a rischio sismico, ad alta densità di popolazione e ad ancora più alta densità di furbetti e speculatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Una possibilità diversa esiste: il ricorso alle fonti alternative - l'Italia è l'Arabia Saudita delle rinnovabili - e una politica di efficienza e risparmio energetico che molti comuni "<em>a Cinque Stelle</em>" hanno già messo in pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">È ora di indossare l'elmetto e scendere in piazza contro l'ennesima manipolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo tutti il <strong>dovere di informarci e combattere questa guerra in nome della democrazia, dell'ambiente e soprattutto del buon senso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché il prossimo incidente potrebbe esser l'ultimo, e nessuno ha il diritto di ipotecare il futuro nostro e dei nostri ﬁgli.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Amnesty International - Rapporto 2011]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/amnesty-international-rapporto-2011_43087.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2010 attivisti e giornalisti hanno utilizzato le nuove tecnologie per promuovere campagne a favore dei diritti umani in maniera innovativa e creativa</strong>. Si sono organizzati attraverso il mondo virtuale per far sì che la ricerca di una vita dignitosa si traduca in una richiesta realmente globale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Rapporto annuale di Amnesty International 2011 documenta la situazione dei diritti umani in 157 paesi e territori nel corso del 2010.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Rapporto descrive un mondo in cui le persone continuano a sfidare l'oppressione e ad affrontare chi viola i diritti umani, nonostante le molte misure repressive impiegate contro di loro. Questo Rapporto dimostra che le comunità più colpite dalle violazioni sono la vera forza motrice della lotta per la difesa dei diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro determinazione e caparbietà hanno ispirato milioni di persone e reso difficile per gii stati ignorare la sempre più forte richiesta di un cambiamento, che sia finalmente sostanziale e irreversibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo Rapporto è dedicato al loro coraggio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amnesty International</strong> fu fondata nel 1961 con la chiara missione di creare un movimento di solidarietà internazionale per combattere l'ingiustizia in ogni angolo del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinquanta anni dopo, il mondo è cambiato enormemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, come dimostra questo volume, oggi più che mai l'imperativo è quello di unire le forze per difendere i diritti umani.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Aftershock - il Futuro dell'economia dopo la Crisi]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__aftershock-il-futuro-dell-economia-dopo-la-crisi.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/aftershock-il-futuro-dell-economia-dopo-la-crisi_43204.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;">I ricchi sono sempre più ricchi.</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;"> I poveri sempre più poveri. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come ricorda Robert Reich, <em>"all'inizio del 2010, a poco più di un anno dal crollo, Wall Street ha elargito pacchetti retributivi a banchieri, trader e facoltosi dirigenti come se la crisi non ci fosse mai stata".</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro paese, è accaduta la stessa cosa: il gotha dell'economia si è spartito, e continua a farlo, liquidazioni e stipendi milionari, mentre il ceto medio si sente più insicuro e vulnerabile di prima.</p>
<p style="text-align: justify;">L'Italia, infatti, tra le economie avanzate, è divenuto il terzo paese con il maggior livello di diseguaglianza dei redditi. Se la politica tradizionale è incapace di risolvere i problemi dei cittadini e di attenuare il divario di ricchezza, saranno i demagoghi ad avere il sopravvento alimentando le preoccupazioni e le frustrazioni delle persone e incitandole a dare la colpa dei problemi economici agli stranieri e agli immigrati.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;">Che fare allora? </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;">Robert Reich propone un nuovo patto di base in grado di coinvolgere lavoratori,</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;"> Stato e imprenditori.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un patto che affronti le riforme strutturali, difenda i salari rimettendo al centro la questione del lavoro e lotti contro le iniquità determinate dal "grande business".</p>
<p style="text-align: justify;">Con una lucidità e una capacità d'analisi fuori dal comune, l'autore ripercorre la storia, le idee e gli uomini che hanno portato al cosiddetto "svuotamento" del ceto medio e rivendica come necessaria una nuova stagione di trasformazioni e cambiamenti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'altra Faccia di Obama]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-altra-faccia-di-obama.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-altra-faccia-di-obama.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-altra-faccia-di-obama_40014.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;">Chi è davvero Barak Obama? </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;">Che cosa si nasconde dietro l'immagine</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;"> di questo messia multirazziale che ha sedotto il mondo? </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Yes, We Can! è stato il suo slogan durante la campagna elettorale più dispendiosa della storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la nuova amministrazione democratica ha presto disatteso ogni promessa di cambiamento schierandosi dalla parte dei gruppi di potere. Simbolo del Sogno Americano, Obama è veramente un uomo del popolo salito alla ribalta per proprio merito? Oppure è l'ennesimo Presidente fantoccio comandato da un'elite di banchieri? Ombre sempre più compromettenti deformano l'immagine con cui ha abbagliato il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Appoggiato dai soldi delle banche e delle multinazionali, ha dovuto stringere accordi con imprenditori corrotti e terroristi per finanziare la sua fabbrica del consenso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per raccogliere voti ha fatto ricorso a tecniche di manipolazione mentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa nasconde la sua biografia piena di ombre? Il Presidente è un burattino nelle mani delle lobbies di Wall Street o un prescelto invischiato nei segreti della CIA e affiliato a gruppi occulti legati a Massoneria e Bilderberg?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esiste un Governo Ombra che decide le sorti degli Usa e del mondo per la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale di stampo fascista?</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'età dell'inganno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-eta-dell-inganno_42008.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Nei  due decenni passati<strong> Mohamed El Baradei</strong> ha ricoperto un ruolo chiave nei  conflitti più delicati del nostro tempo, mantenendo la propria  credibilità di interlocutore sia nel mondo arabo sia in Occidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Egiziano e strenuo oppositore del regime di Hosni Mubarak, nel 1997  viene nominato direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia  Atomica, rendendosi protagonista di battaglie diplomatiche in cui  denuncia l'ipocrisia del regime di non proliferazione nucleare,  l'assoluta non cooperazione dei servizi segreti, il continuo raggiro  delle regole a discapito dei concordati, della diplomazia e della  collaborazione dei Paesi in possesso di armamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando necessario,  nella sua veste di diplomatico, non ha esitato ad ammonire l'operato  degli inglesi, degli israeliani e soprattutto degli americani: nel 2003  smentì clamorosamente la presenza di un piano bellico nucleare di Saddam  Hussein.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i suoi sforzi nel controllo della  prolificazione delle armi nucleari, El Baradei e la sua agenzia hanno  ricevuto nel 2005 il Premio Nobel per la Pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per la prima volta in  un libro, racconta dei suoi dodici anni passati alla guida dell'AIEA: le  discussioni avvenute prima dell'invasione americana in Iraq, tra gli  ispettori Onu e Dick Cheney, Condoleeza Rice e Colin Powel.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste  di Mubarak, di Gheddafi, i difficili rapporti con Ahmadinejad, la  ricerca di diplomazia con Siria, India e lo scontro lacerante con  Israele. In questi giorni, mentre il suo libro è pronto per andare in  stampa, El Baradei ha infiammato, con i suoi interventi, Piazza Tahrir e  a lui si guarda come uno dei probabili candidati alle prossime elezioni  presidenziali egiziane.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Evitare la Trappola Nucleare - Fermiamo Mr Burns]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-evitare-la-trappola-nucleare_41754.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #008000;">1987:</span> con un referendum abrogativo gli italiani dicono NO al nucleare</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #008000;">2009:</span> nonostante la decisione del popolo sovrano,</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> il ritorno al nucleare diventa legge</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #008000;">2011:</span> un'imprevista catastrofe nucleare colpisce il Giappone, </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>con gravissimi rischi per decine di milioni di persone</strong></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Un libro che dimostra come l'ombra del nucleare sia ancora presente in Italia nonostante una nuova tragedia, forse superiore al disastro di Chernobyl, sta colpendo il Giappone.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Potrebbe essere questo l'inizio dell'abbandono di questa tecnologia relativamente giovane ma non ancora del tutto convincente?</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia, quella del nucleare mondiale, ancora costellata da censure, omissioni, carenze nei controlli e manipolazione dell'informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché la "<em>corsa al nucleare"</em>? A cosa serve più energia, quando i consumi sono in forte calo?</p>
<p style="text-align: justify;">In diminuzione a causa della crisi economica, dei miglioramenti tecnologici e della possibilità di risparmiare il 30% d'energia riducendo e, gradualmente, eliminando gli sprechi!</p>
<p style="text-align: justify;">L'Italia utilizzerà nuovamente l'energia nucleare nonostante la tragedia che ha colpito il Giappone? Oppure questa tecnologia, relativamente giovane<br />ma non ancora del tutto convincente, sarà abbandonata per sempre?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Una storia, quella del nucleare, ancora costellata da censure, omissioni, carenze nei controlli e manipolazione dell'informazione.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori <strong>Roberto Bosio e Alberto Zoratti</strong>, in questa edizione aggiornata di Come evitare la trappola nucleare presentano i limiti di questa energia, la gestione tutta italiana della rincorsa all'atomo, le alternative reali ad un futuro apparentemente già scritto, alla luce del disastro che ha colpito il Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualità e puntualità scientifica, case history e ricchi approfondimenti, rendono quest'opera un ottimo strumento per avvicinarsi al tema dell'incubo nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Una lettura che non si limita a rendere pubblica l'antieconomicità di questa energia o l'incapacità dell'industria di smaltire eventuali scorie radioattive, ma che traccia il percorso verso un sistema basato sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili, anziché su quelle fossili:<strong> l'unica alternativa possibile e realmente percorribile per combattere il mutamento climatico</strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">Nuova edizione aggiornata e ampliata del Libro</span> <span style="color: #0000ff;"> </span></strong><span style="font-size: medium;"><a href="libri/__fermiamo_mr_burns.php?pn=7" target="_blank"><strong> </strong></a></span><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__fermiamo_mr_burns.php" target="_blank">Fermiamo Mr. Burns</a></li>
</ul>
<h3>Anteprima Come Evitare la Trappola Nucleare LIBRO di Roberto Bosio e Alberto Zoratti</h3>
<p><em>«Sono profondamente preoccupato per la situazione nucleare, perché è imprevedibile. Prego che, grazie allo sforzo degli addetti, le cose possano non peggiorare ulteriormente».</em> È il 16 marzo 2011. In uno dei momenti più tragici della storia del <strong>Giappone </strong>dopo il genocidio di Hiroshima e Nagasaki, sua maestà imperiale Akihito si rivolge alla nazione. Il suo tono di voce è misurato, lo sguardo intenso: gli occhi dell’anziano imperatore incrociano virtualmente quelli di 80 milioni di persone, ferite, dopo il devastante terremoto, dalla<strong> tragedia biblica di un enorme tsunami</strong>, alla quale si è immediatamente sommato il terrore per una possibile <strong>tragedia nucleare</strong>.</p>
<p>Proviamo, solo per un attimo, a non considerare l’apocalisse che ha colpito il Giappone. Non per ridimensionarla, o dimenticarla, ma per cercare di dare spazio a una riflessione più attenta e pacata. Il discorso di Akihito non è stato soltanto un lampo di umanità nel buio del caos, ma anche il primo accenno di verità sulla terza piaga biblica, che rischia di abbattersi sul Sol Levante: <strong>il rilascio di radioattività dai reattori di Fukushima...</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-come-evitare-la-trappola-nucleare-libro-di-roberto-bosio-e-alberto-zoratti.php" target="_blank">Anteprima Come Evitare la Trappola Nucleare LIBRO di Roberto Bosio e Alberto Zoratti</a></span></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Centrali Nucleari. Chernobyl, Krsko, Fukushima e Dopo?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/centrali-nucleari-chernobyl-krsko-fukushima-e-dopo_41906.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>11 Marzo 2011:</strong> il <strong>Giappone</strong> viene funestato da una spaventosa catastrofe alle proprie <strong>centrali nucleari di Fukushima</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A due settimane di distanza un quotidiano di Trieste riporta le notizie di due blocchi alla vicina centrale atomica di Krsko, facendo cosi' riaffiorare il ricordo del falso allarme nucleare del 4 Giugno 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricordo di Chernobyl e' ancora vivo nella memoria storica.  Essere informati diventa non solo un diritto ma anche un dovere del cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume nasce da uno studio realizzato vent'anni fa da <strong>Giuseppe Nacci</strong> sui rischi legati alla centrale nucleare di Krsko.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Argomento drammaticamente attuale.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Una Nuova Cultura dell'Energia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/una-nuova-cultura-dell-energia_42358.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">In seguito a un incidente<strong> Luce Irigaray</strong> inizia, senza troppa convinzione, a praticare lo yoga. Sarà una scoperta e una rivelazione che modificherà profondamente la sua percezione del mondo.<strong> Filosofa e psicoanalista di cultura occidentale</strong>, si accosta sempre più alla filosofia orientale, diventa vegetariana, smette di fumare, adotta un nuovo ritmo di vita che comprende ogni giorno una passeggiata, la scrittura di una poesia e un momento di meditazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questi semplici gesti nasce un ripensamento sulla natura stessa dell'uomo. D'ora in avanti accoglierà e farà vivere quotidianamente il precetto fondamentale della cultura dello yoga: <strong>non nuocere, né agli altri né a se stessi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se<strong> la psicoanalisi e lo yoga contribuiscono a liberare l'energia</strong>, non  insegnano abbastanza come dedicarla a un compimento insieme <strong>globale </strong>e <strong> mondiale </strong>dell'identità umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Congiungere una cultura del respiro a  quella dell'amore può trasformare ognuno di noi in <strong>un ponte tra Oriente e  Occidente</strong>. Per porre i fondamenti di una comunità umana – in cui un  individuo non prevalga su un altro e una cultura non ne sottometta  un'altra – occorre inoltre coltivare il desiderio tra di noi in quanto  esseri non neutri, ma sessuati.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dunque di proseguire il  cammino aperto da certe figure dell'Oriente e dell'Occidente, il che  richiede questo <strong>nuovo passo dell'umanità</strong>.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Processo al Papa]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/processo-al-papa_42541.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Mentre centinaia di milioni di cattolici si rivolgevano al Papa come ad  una suprema guida morale, i loro figli venivano molestati a migliaia da  preti pedofili in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare che lo scandalo si  diffondesse presso l'opinione pubblica, di fatto il Vaticano ha protetto  questi preti. Sottraendoli alla giustizia ordinaria degli Stati, li ha  giudicati secondo il diritto canonico, in base a norme obsolete e prive  di reali sanzioni, sotto il vincolo assoluto del segreto pontificio.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso semplicemente riassegnati ad altri incarichi, dopo un inutile  periodo di terapia e penitenza, questi soggetti devianti sono stati  messi nella condizione di reiterare il proprio reato.</p>
<p style="text-align: justify;">Una simile  condotta può configurare in capo al Papa una responsabilità di tipo non  solo morale ma anche giuridico? Può la Santa Sede godere di un'immunità  che la pone al di sopra della legge? Senza disconoscere i molteplici  meriti di tanti preti, Robertson affronta, da giurista e difensore dei  diritti umani e civili, uno dei peggiori scandali degli ultimi anni e,  attraverso di esso, quella consolidata condizione di potere e  privilegio, che ha nel tempo snaturato la genuina missione apostolica  della Chiesa cattolica.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Julian Assange: l'Uomo che fa Tremare il Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/j/julian-assange-l-uomo-che-fa-tremare-il-mondo_40143.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Storia e controstoria dell'uomo</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> che ha messo in crisi le diplomazie internazionali </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>e contro il quale l'intero Sistema mondiale </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>(governi, banche, giustizia...) si è coalizzato.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Julian Assange, deluso dall'esperienza universitaria appena conclusa  e, soprattutto, dall'ambiente accademico, arriva alla conclusione che la vera lotta insita nel genere umano non è tra destra e sinistra o tra fede e scienza ma, invece, tra l'individuo e le istituzioni (...) Praticamente non mangia e dorme ancora meno: è completamente assorbito dal progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta creata la struttura sulla carta, Julian si assicura un  provider Internet sufficientemente sicuro e in grado di resistere sia ad  attacchi informatici che a pressioni di ordine legale: è lo svedese  PRQ.se. Le informazioni passano quindi prima attraverso PRQ per poi  essere filtrate a un altro server sicuro in Belgio e, infine, arrivano  in altri server di segreta collocazione per essere archiviate. (...)</p>
<p style="text-align: justify;">L'idea, in pratica, è quella di creare una "versione  irrintracciabile" di Wikipedia, sulla quale i cittadini di ogni parte  del mondo possono pubblicare informazioni e documenti "segreti" atti a mettere in luce "comportamenti non etici di governi, aziende e istituzioni varie" e rimanere protetti dall'anonimato. (...)</p>
<p style="text-align: justify;">WikiLeaks si dimostra ben presto una realtà ramificata, di respiro  internazionale e, soprattutto, sempre più "presa sul serio" dai potenti  della terra che, non potendo più schernirla o sottovalutarla, devono  imparare a convivere con essa o, meglio, per citare Assange, devono  imparare "l'arte della trasparenza".</p>
<p style="text-align: justify;">Saggio introduttivo di <strong>Gianluca Barbera.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Se tutti i Cinesi Saltano Assieme]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/se-tutti-i-cinesi-saltano-assieme_41917.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Un problema che tocca da vicino tanto la Cina quanto l'Occidente nel suo  insieme; un racconto di viaggio toccante, che parla con la voce degli  abitanti di un paese che di solito percepiamo solo attraverso  stereotipi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutti i cinesi saltano insieme <strong>racconta la storia della più  importante crisi mai vissuta dalla Cina, e dal mondo.</strong> Acque contaminate,  emissioni inquinanti e un insaziabile appetito per le risorse  energetiche: il rapido sviluppo della Cina sta spingendo oltre il limite  lo sfruttamento del nostro pianeta, ponendo il paese di fronte a una  scelta che ci riguarderà tutti: accettare la catastrofe o tentare un  radicale cambiamento di rotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per provare a dare una risposta a questo dilemma, Jonathan Watts  ha viaggiato tra paradisi montani e aridi deserti, attraverso città  ecologiche, miniere di carbone e desolati scenari industriali, per  svelare le sfide che attendono le alte sfere del paese e i problemi e le  speranze di chi dovrà subire le loro decisioni.</p>
<p style="text-align: justify;">fl suo diario di viaggio è una lettura fondamentale per chiunque  si interessi di sviluppo economico, sicurezza energetica,  globalizzazione o sostenibilità. Non lancia un grido di terrore, ma  esprime la speranza che  al di là delle politiche messe in atto dai  governi, le scelte individuali possano davvero fare la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre attento all'aspetto umano delle vicende che racconta, Watts  traccia un ritratto vivido e affascinante di una terra troppo spesso  percepita come un'anonima macchina produttrice.<br /> <br /> <strong>Nessun lettore di questo libro, nessun consumatore al mondo   potrà rimanere indifferente di fronte allo scenario che queste pagine  tratteggiano.</strong><br /> <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jonathan Watts</strong>, come corrispondente per l'Asia del Guardian in  materia ambientale, si è recentemente occupato della Conferenza sul  clima di Copenaghen.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalista al premio per il miglior corrispondente  estero ai<strong> British Press Awards del 2006</strong>, l'anno seguente si è  aggiudicato il One World Media Award, assieme al suo assistente alla  ricerca. Nel 2009 è stato tra i vincitori del One World Media Award per  l'ambiente grazie a una serie di inchieste sulla crisi alimentare  globale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[India Spezzata]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/india-spezzata_17478.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Nel paese di Buddha e Gandhi i contadini si suicidano. E le donne non trovano acqua da dare ai figli. Ma in Occidente si continua ad alimentare l'illusione del miracolo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il volto dell'India è spezzato in due: quello fasullo dell'India "<em>splendente"</em>, nuova piattaforma tecnologica, futura superpotenza, e quello reale: l'India dei più poveri che pagano il prezzo dell'agricoltura industriale, dove acqua e cibo diventano mercé, più che diritto.</p>
<p style="text-align: justify;">In India le corporation brevettano le sementi costringendo i contadini a indebitarsi, privatizzano le risorse naturali, sfruttano le differenze culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Una speranza esiste: si chiama democrazia economica e il popolo indiano la conosce bene. Biodiversità come ricchezza, multiculturalità come risorsa, tradizione come futuro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Numeri del Terrore]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i-numeri-del-terrore_20814.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il terrorismo islamico è davvero la principale minaccia che incombe  sull'Occidente?</p>
<p style="text-align: justify;">È quello che l'amministrazione Bush ha voluto fard  credere per sette anni. Ma le statistiche oggi parlano chiaro: la  politica del terrore è solo un'illusione - II luogo in cui la minaccia  fondamentalista è veramente aumentata a dismisura è l'Oriente musulmano.</p>
<p style="text-align: justify;">Basandosi su statistiche ufficiali, <em>"I numeri del terrore</em>" racconta  come, dall'11 settembre in poi, la politica abbia manipolato l'opinione  pubblica presentando uno scenario da incubo che in realtà non esiste.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La  vera minaccia che incombe sull'Occidente è la disintegrazione del  sistema capitalista a causa delle politiche neoliberiste</strong> perseguite per  combattere una guerra contro ipotetici terroristi, politiche dirette a  ristabilire il primato dell'America neo-conservatrice su zone-chiave  come il Medio Oriente.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[C'è un'Italia Migliore]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/c-e-un-italia-migliore_38610.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Nichi Vendola è oggi il politico più discusso e amato nella sinistra  italiana</strong>, è il caso del momento, ha governato per cinque anni la Regione  Puglia puntando sui giovani, la cultura e l'ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha scritto  il Financial Times: "A una recente conferenza sull'energia solare, gli  investitori hanno definito la Puglia come la regione più attraente del  meridione d'Italia per una burocrazia meno ingombrante".</p>
<p style="text-align: justify;">In  questo libro <strong>ci sono le idee per cercare e trovare quell'Italia migliore  che in questi anni è stata sepolta dalla paura e da un governo  inadeguato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente il libro di Nichi Vendola che contiene le  proposte su ambiente, cultura, giovani, sanità, famiglia, giustizia.  Nelle pagine di C'è un'Italia migliore saranno trattati i temi che  faranno parte della piattaforma politica per la candidatura del leader  di Sinistra e Libertà alle prossime attese primarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fabbriche  di Nichi, con ben 80.000 iscritti, sono le associazioni che negli  ultimi mesi si sono diffuse in Italia e all'estero a sostegno del  progetto politico di Vendola.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I 99 Giorni che Travolsero il Cavaliere]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-99-giorni-che-travolsero-il-cavaliere.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i-99-giorni-che-travolsero-il-cavaliere_38737.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Un omanzo-saggio, con protagonisti i principali politici italiani che si  muovono, parlano e agiscono in maniera più che realistica durante i 99  giorni che portano alla caduta del Cavaliere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attentati, sesso,  violenza, lusinghe, ricatti, pedofilia e congreghe occulte si  intrecciano sullo sfondo cabalistico della lotta politica in vista delle  nuove elezioni </strong>che devono decidere le sorti dell'Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra tutta  fantasia, si tratta invece di uno scenario verosimile, per non dire del  tutto veritiero nell'immediato futuro, anche se per ora lo si può solo  illustrare in queste pagine esilaranti che oscillano tra la  rappresentazione grottesca e il thriller in cui la suspense cresce  intorno a un inquietante interrogativo: riuscirà la svolta autoritaria  ordita per consegnare il paese al Cavaliere?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ecco che accade qualcosa  di imprevisto e imprevedibile: qualcuno ribalta la situazione. Un  politico? Un santo? Un cherubino? Soltanto un uomo dalla naturale  dignità e coscienza civile, che si dimostra capace di restituire  all'Italia la piena democrazia dopo anni di potere personalistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi è  o chi potrebbe essere l'autore del miracolo? Ce lo dice questo romanzo  che svela oggi quel che avverrà domani.</p>
<p style="text-align: justify;">Si presenta come un giornalista  italoamericano inviato a Roma per un'inchiesta sulla pedofilia nella  Chiesa, ma qualcuno insinua che <strong>Philip M. Godgift</strong> sia il nome de plume  di due noti giornalisti italiani che hanno dovuto mascherarsi per non  incorrere nelle ire dei loro editori.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Soldi di Famiglia]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__soldi-di-famiglia.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/soldi-di-famiglia_38714.jpg" alt="" /> <p>Arner Bank, una piccola banca svizzera i cui  interessi spaziano dalla Sicilia delle speculazioni criminali alle  grandi speculazioni milanesi, e da lì fino ai più inviolabili paradisi  fiscali, come l'isola di Antigua. Una banca sconosciuta che annovera  tuttavia tra i suoi correntisti personaggi come Ennio Doris, Stefano  Previti e, soprattutto, Silvio Berlusconi, titolare del conto numero  uno.</p>
<p>Attraverso questo conto, Berlusconi gestisce una gran parte del  patrimonio personale e della sua famiglia, e da questo stesso conto  muove milioni di euro secondo traiettorie misteriose, e tuttavia  interessanti per le procure di Milano e Palermo.</p>
<p>In questa inchiesta,  nata da un servizio di Report che ha generato grande scandalo, Paolo  Mondani con l'aiuto di Paola Di Fraia segue per la prima volta,  rivelando particolari assolutamente inediti, il flusso di denaro del  nostro premier, in un viaggio che tra infinite società di comodo,  prestanome di lusso, e pericolosi soci in affari, getta una luce  inquietante sul modo in cui Berlusconi gestisce il proprio capitale  lontano dagli occhi di tutti, anche da quelli delle autorità.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Svastica Verde]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-svastica-verde_39285.jpg" alt="" /> <p><em>Quando vedo il Tricolore m'incazzo. Il Tricolore lo uso per pulirmi il culo.</em></p>
<p><strong>(Umberto Bossi)</strong></p>
<p><em>La Fininvest è nata da Cosa nostra. Berlusconi è l'uomo di Cosa nostra. </em></p>
<p><strong>(Umberto Bossi)</strong></p>
<p><em>Un paese civile non può fare votare dei bingo bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi. </em></p>
<p><strong>(Roberto Calderoli)</strong></p>
<p><em>L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Pec­cato che il forno crematorio del cimitero di S. Bona per loro non sia ancora pronto...</em></p>
<p><strong>(Piergiorgio Stiffoni)</strong></p>
<p><em>Non voglio casbe nel mio territorio. Non permetterò a nessuno di an­nacquare la razza Piave.</em></p>
<p><strong>(Giancarlo Gentilini)</strong></p>
<p>Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci facciamo to­gliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda.</p>
<p><strong>(Mario Borghezio)</strong></p>
<p><em>Berlusconi ha salvato il paese. </em></p>
<p><strong>(Umberto Bossi)</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Bidone Nucleare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/bidone-nucleare_39407.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><em>"Quando dicono che qualcosa è sicuro o buono per te, significa che è  sicuro o buono per loro. Se qualcuno proteggerà la tua vita e la tua  sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu."</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Irwin Bross</strong> oncologo di fama mondiale</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1987 gli italiani hanno detto no all'energia nucleare. Adesso in  molti criticano quella scelta, dettata dallo choc che seguì al disastro  di Chernobyl, e attribuiscono a timori infondati un presunto ritardo  rispetto ai Paesi nuclearizzati. Ma siamo davvero gli unici a dubitare  di ciò che gli altri accettano di buon grado? E poi, quanto costa  cambiare strada? Chi pagherà quest'energia "<em>pulita e sicura</em>"?</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Rossi, che segue da anni il piano governativo di rilancio  nucleare, ora giunto alla sua fase attuativa, fa un bilancio della  situazione consultando esperti e presentando documenti inediti. Parla  delle centrali che vogliono metterci in casa, le Epr, della francese  Areva, che tra sistemi di sicurezza mal progettati e crepe nella  struttura di contenimento fanno tremare i finlandesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Calcola quanto  ancora costino i vecchi impianti, anche sulla nostra salute. Smaschera  l'apparato di propaganda che vuole rassicurarci con una montagna di  bugie e fa i nomi della nuova "cricca" che ha reso il nucleare un  business estremamente redditizio. Ma soprattutto rivela per primo le  sedi italiane selezionate per lo smaltimento delle scorie.</p>
<p style="text-align: justify;">L'energia  atomica, elemento strategico nel rapporto Berlusconi-Putin, sembra  vantaggiosa solo per chi costruisce, gestisce e finanzia. In definitiva  solo l'utente finale non ha nulla da guadagnare e soldi e salute da  perdere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scorie radioattive, rischi per la salute, centrali pericolose messe in conto ai cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spacciato per anni come pulito, sicuro ed economico, il nucleare sta arrivando. Ecco a cosa l'Italia va veramente incontro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E i nomi di chi si sta arricchendo con i nostri soldi.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Aquila e il Cavaliere]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-aquila-e-il-cavaliere_39499.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Il terremoto dell'Aquila </strong>è stato segnato da tre fatti che lo rendono unico: il mancato allarme, l'allontanamento della popolazione dalla città e un doppio dopo terremoto. <strong>Uno mediatico,</strong> disseminato di "cose mai fatte al mondo", record e polvere di stelle; <strong>l'altro reale</strong>, quello di tutti i terremotati, cosparso di polvere, e basta. Su tutto la regia di un personaggio esagerato, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il grande illusionista, l'uomo che lascia precipitare le cose, convincendo tutti di averle risolte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sullo sfondo una popolazione dispersa e una città fantasma</strong>, ridotta a esperimento, a set cinematografico, inaspettata location per il G8; insieme al suggestivo "dalle tende alle case" e al progetto C.A.S.E., gli spot più efficaci della sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">E gli aquilani? Il terremoto, poi l'uomo delle new town: ambedue hanno fatto della città quello che hanno voluto, e loro hanno lasciato fare e taciuto. Com'è stato possibile?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo libro è la storia della tragedia di una città</strong>, della strana sorte dei suoi abitanti, del loro difficile risveglio e dell'osceno inganno di un miracolo inesistente barattato per un "miracolo incredibile mai verificatosi al mondo".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L'Aquila non è solo un problema locale, è la metafora di una nazione</strong>; è il tentativo di riscoprire, apprendere e reclamare a gran voce, in mezzo a macerie morali e materiali, l'arduo mestiere di cittadini.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Beppe Grillo is Back con DVD]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/beppe-grillo-is-back-con-dvd_40693.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Dopo aver lanciato il suo movimento politico, Beppe Grillo ritorna finalmente in teatro e con il caratteristico piglio polemico <strong>denuncia e mette in ridicolo le contraddizioni di un sistema obsoleto basato sulla corruzione sugli accordi sotto banco, sugli interessi privati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È perché i cittadini sono esclusi dalle decisioni che l'Italia è da anni in recessione, ha un debito pubblico galoppante e l'unica risposta che sa dare alla crisi energetica è progettare centrali nucleari.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Attraverso i temi a lui più cari (ecologia, rete, potere dal basso,</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> funzione sociale e civile della politica...), </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Grillo ci lancia un appello: indossate l'elmetto,</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> è arrivato il momento di riprenderci il Paese.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><img src="http://www.macrolibrarsi.it/img/tinyMCE_upload/grillo_is_back_catalog.png" alt="" /><br /></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">'<em>Grillo is back</em>' è lo spettacolo più visto in Italia nel 2011 di cui nessuno ha parlato, raccontato  in un libro e in un dvd.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Un concentrato di satira corrosiva</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> che con l'aiuto della magia bianca descrive il nostro Paese</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> come è realmente e ci trascina nel futuro.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><em>"Se in un mese non prendo denunce, i miei avvocati mi chiamano per dirmi: 'Grillo che cazzo stai facendo?'"</em><br /> <em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Beppe Grillo</strong></p>
<h3><span style="font-size: medium;"><strong>All'interno troverai</strong></span></h3>
<p><strong>DVD</strong></p>
<ul>
<li>Vedi Milano e poi muori prima</li>
<li>Le banche amano il mattone</li>
<li>Il manganello consapevole</li>
<li>Sbatti i mostri sulla Rete</li>
<li>Le istituzioni rubate</li>
<li>Woodstock a 5 Stelle</li>
<li>I rifiuti non esistono</li>
<li>L'ambiente ammalato</li>
<li>La metafisica del debito</li>
<li>Un Paese alla rovescia</li>
<li>Mi muovo, quindi sono</li>
<li>La libertà della Rete</li>
<li>Futuro fai da te</li>
<li>Privacy? Quale privacy?</li>
<li>Italia senza cervelli</li>
</ul>
<p><strong>LIBRO</strong></p>
<ul>
<li>Ciao Milano</li>
<li>La cricca e la cosca</li>
<li>Un popolo di santi ed eroi</li>
<li>Un paese a puttane</li>
<li>La fiera del cemento</li>
<li>Everyday is a V-Day</li>
<li>Un bel gioco dura poco</li>
<li>Metti un giorno (o tre anni) al Senato</li>
<li>Pace, amore, rock'n'roll. E non una cartaccia</li>
<li>Smaltimento all'italiana</li>
<li>Di nucleare e di altre storie</li>
<li>La metafisica del debito</li>
<li>C'era una volta la produzione di energia</li>
<li>In fondo al tunnel e ancora più giù</li>
<li>Il nuovo che avanza</li>
<li>Fiat: ieri, oggi e purtroppo anche domani</li>
<li>Tecnologia fatta in casa</li>
<li>La Repubblica dei dinosauri</li>
<li>La Rete è la risposta</li>
<li>La privacy è una vecchia storia</li>
<li>La salute della Rete</li>
<li>British do it better</li>
<li>Il suono del futuro</li>
</ul>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Sviluppo e Stabilità]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sviluppo-e-stabilita_41333.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Giampiero Cantoni dedica questo libro ai giovani. Si rivolge sia agli addetti ai lavori sia a chi voglia avere informazioni di prima mano sulle questioni economiche, finanziarie, politiche che ci toccano da vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un'analisi dell'Italia, in occasione del 150° anniversario dell'unificazione: le sue debolezze storiche, l'attuale crisi in corso e gli spunti per uscirne.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come scrive l'autore, "inutile gettare il sasso e ritrarre la mano, dando la colpa al 'sistema', alla 'società'.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cammino della 'ricostruzione' comincia solo nel momento in cui abbiamo la forza e la capacità di prenderci ciascuno le nostre piccole grandi responsabilità".</p>
<p style="text-align: justify;">I temi: ripensare il rapporto fra stato e mercato, oltre l'assistenzialismo, affrontando temi come la centralità costituzionale e lo statuto dell'impresa; la liberalizzazione dei servizi locali; il federalismo fiscale tra centralità della famiglia ed equità; nuove regole e nuova etica per la finanza; un'azione politica fondata sui tre pilastri delle riforme: istituzionali, fiscali e della giustizia; la riforma dell'istruzione universitaria.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Cricca]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-cricca_42526.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">In Italia quando si nomina il conflitto d'interessi si pensa subito a <strong>Silvio Berlusconi</strong>, al suo strapotere televisivo e alle leggi ad personam, ma il Cavaliere è solo l'ultimo erede di un sistema consolidato che comprende tutti: politici, professionisti, manager, sportivi, giornalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">I casi si sprecano: magistrati che si arricchiscono con gli arbitrati, rettori universitari che amministrano gli atenei come beni di famiglia, imprenditori finanziati da banche di cui sono azionisti, società di brokeraggio presiedute dai loro clienti, medici che diventano strumento per aumentare i profitti delle case farmaceutiche, deputati e senatori che piegano con destrezza le leggi ai loro disegni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sergio Rizzo</strong> conduce un'inchiesta attenta e senza precedenti nella giungla di enti, ministeri, aziende statali e parastatali e ordini professionali alla scoperta di una classe dirigente abituata a usare l'interesse pubblico per portare avanti i propri affari.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro-denuncia sulla situazione di un Paese che è diventato il paradiso dell'impunità.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[100 e più Buone Ragioni contro il Nucleare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cento-e-piu-buone-ragioni-contro-il-nucleare_43020.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Quanti luoghi comuni o inesattezze circolano sul ritorno all'energia nucleare?</p>
<p style="text-align: justify;">Questo manuale di base, chiaro e agile, si propone di fornire un'informazione adeguata su quali gravi conseguenze comporti effettivamente questa scelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attraverso 101 voci essenziali vengono analizzate nel dettaglio tutte le problematiche sanitarie, ambientali, militari ed economiche connesse con l'impiego dell'energia atomica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come dimostra la tragica vicenda di Fukushima, la scelta nuclearista è in realtà antieconomica e ci espone tutti a rischi gravissimi e irreversibili, che le future generazioni continuerebbero a pagare per secoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giorgio Ferrari</strong>, tecnico nucleare autore dell'introduzione, sostiene che <em>"i cittadini italiani devono avere chiaro qual è il pateracchio che caratterizza il tentativo di ripresa in Italia dei programmi nucleari, addomesticando una tecnologia così delicata, complessa e densa di rischi al diretto controllo del potere politico"</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto quello che vorreste sapere sul nucleare, e che il Governo non vi dice, potrete trovarlo in questo libro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Wikileaks]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/w/wikileaks_38314.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>La rete è libera</strong> e non segue le regole finora conosciute dell’informazione. Wikileaks ne è la dimostrazione più evidente e dirompente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Centinaia di migliaia di documenti segreti hanno messo in imbarazzo i governi di tutto il mondo,</strong> a partire dagli Usa, coinvolgendo anche l’amministrazione di Obama. Un vero e proprio fenomeno mondiale, che vede milioni di utenti connettersi al portale creato dall’enigmatico Julian Assange e consultare una mole poderosa di materiale finora sconosciuto o solo immaginato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una rivoluzione dell’informazione ai tempi del web 2.0, una finestra finalmente spalancata sugli orrori delle guerre, sui soprusi dei governi e delle multinazionali, sulla corruzione</strong> e sul reale funzionamento delle diplomazie. Nulla sarà più come prima dopo Wikileaks.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Mia Sinistra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-mia-sinistra_39071.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>L'ambivalenza dello sviluppo globalizzato apporta progressi materiali  in  tutti i campi ma è gravida, al tempo stesso, di sottosviluppi   spirituali e morali.</strong> Tende a standardizzare le culture così diverse del   pianeta secondo il modello occidentale, svilendo le loro virtù e i loro   saperi, e ci pone in una crisi planetaria, quella dell'umanità che non   riesce ad accedere all'Umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlare oggi di «sinistra» come  fa Edgar Morin</strong>, uno dei più grandi  pensatori viventi, dovrebbe portarci  a concepire una via d'uscita dalle  turbolenze di un'economia  capitalistica scatenata, dalla degradazione  della biosfera, dal montare  delle paure e dei razzismi, cogliendo la  possibilità, disponibile per  la prima volta nella storia dell'umanità,  di una comunanza di destino e  di una patria terrena comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni cultura  è fatta non solo delle sue  illusioni e carenze, ma anche di qualità e  ricchezze. </strong>Bisogna dunque  mondializzare, cioè favorire le cooperazioni  economiche, sociali e  culturali, e al tempo stesso demondializzare, cioè  alimentare le  vitalità locali, regionali e nazionali. Bisogna mirare  alle simbiosi  culturali capaci di unire ciò che ciascuna di esse ha di  meglio,  operando una metamorfosi che leghi in modo indissolubile l'unità  e la  diversità umane.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Si tratta, come con l'eleganza di una  grande passione civile ci  rammenta Morin, di ricostruire un "pensiero",  una cultura politica. Gli  strateghi della tattica si sono inabissati  nel proprio politicismo. I  custodi dell'ortodossia vigilano sulle tombe  e contemplano i cippi  funerari. La sinistra, viceversa, ha bisogno di  spazi aperti e di  ossigeno (ma anche lo scarso ossigeno del pianeta ha  bisogno di  sinistra!)».</em></p>
<p style="text-align: right;">(Dalla presentazione di <strong>Nichi Vendola</strong>)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Il  pensiero complesso che Morin ha saputo tanto profondamente  elaborare, e  incarnare nella sua stessa vicenda biografica, fa della  sensibilità  all'incertezza, all'ambivalenza e all'improbabilità non una  fonte di  impotenza, di cronica indecidibilità, ma una fonte di  sentimento di  appartenenza al mondo, di speranza nell'insperato, di  dialogica  generativa, di azione creativa.»</em></p>
<p style="text-align: right;">(Dalla postfazione di <strong>Mauro Ceruti</strong>)</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Gattopardi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i-gattopardi_37554.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Che le mafie abbiano connessioni e collusioni con parti del sistema economico, politico, giudiziario del Paese lo leggiamo da anni su libri e giornali; come pure ci sentiamo spesso ripetere, troppo genericamente, che la mafia è soprattutto una "<em>cultura mafiosa</em>". Non sappiamo però quali sono concretamente i ruoli dei diversi protagonisti, chi davvero fa cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Raffaele Cantone ce lo spiega in questa conversazione con Gianluca di Feo, mettendo in evidenza<strong> il nodo cruciale dell'intreccio, il circuito vizioso in cui le organizzazioni criminali, gli imprenditori, la società fanno "sistema" e traggono reciprocamente vantaggio gli uni dagli altri</strong>. Cantone, grazie a uno straordinario lavoro di ricerca giudiziaria, ricostruisce infatti la rete di connessioni messa in piedi dalla criminalità organizzata in Italia negli ultimi vent'anni, racconta nei dettagli quali sono i business, i mercati, le regioni, gli appalti, i clan e gli enti coinvolti nel circuito e qual è il ruolo svolto dai diversi protagonisti:<strong> i gattopardi</strong>, appunto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricostruzione di come funziona davvero il sistema criminale nel nostro Paese.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mignottocrazia]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mignottocrazia.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mignottocrazia_38079.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La bambina che avevo tanto atteso mi fu portata all'alba del 25 luglio 1963 ed ero in piedi di fronte a una grande finestra della clinica da cui si vedeva una Roma devastata da un nubifragio di mezza estate i cui effetti avrebbero fatto titolo sui giornali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dissi a Sabina appena nata: «<em>Io cercherò di farti avere una vita da essere umano libero e rispettato. Cercheremo di creare un mondo di gente libera che si rispetta e che rispetta le donne. Ci vorrà del tempo ma ce la faremo</em>». Poco meno di mezzo secolo dopo i carri armati della mignottocrazia avrebbero polverizzato quelle speranze e quel mondo, regalandoci l'era del massimo disprezzo per le donne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo, in fondo, era un libro atteso. Quasi doveroso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L'autore riconosciuto del termine “<strong>mignottocrazia</strong>” finalmente ci svela cosa realmente intenda con questa definizione ormai entrata nel lessico politico-giornalistico dell'Italia di oggi, e quali prove abbia a disposizione per confermare la sua “ardita” tesi. Sulle prove documentali, in verità, Guzzanti ha dovuto faticare poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La realtà della cronaca è sotto gli occhi di tutti.</strong> È probabile che, nel periodo in cui questo volume sarà sugli scaffali delle librerie, altre “testimonianze” usciranno a completamento del quadro. Per esempio, ci suggerisce l'autore, su quel nuovo palcoscenico delle “festazze” berlusconiane che pare sia il castello romano di Tor Crescenza, ennesimo luogo di delizie del Leader accanto alla leggendaria Villa Certosa, Arcore, o Palazzo Grazioli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma Guzzanti ci vuole offrire uno sguardo più ampio, una visione d'insieme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo, in realtà, è un saggio che interpreta gli ultimi vent'anni di storia del nostro Paese attraverso il ruolo, la fisionomia e l'immagine delle donne. Una categoria, quella del femminile, sempre essenziale per capire le evoluzioni di una società. Ma per l'Italia di questi decenni piuttosto sciagurati, assolutamente fondamentale, decisiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un'avvertenza: questo è un libro feroce.</strong> Che non risparmia niente a nessuno. Ma niente affatto cinico. Comincia con una scena d'amore. Ma è l'amore di un padre per una figlia, una figlia appena nata che il padre tiene delicatamente fra le braccia e alla quale promette un mondo nuovo e diverso. Poi la storia è andata in un altro modo, in un'altra direzione.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Italia s'è Mesta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-italia-s-e-mesta_38057.jpg" alt="" /> <h2 style="text-align: center;">Un ritratto della nostra malandata nazione attraverso i racconti dei giornalisti d’oltreconfine</h2>
<p style="text-align: justify;">"<em>Non è vero che la patria si difende senza discutere; la si difende discutendola, così come è discutendo la nostra società borghese e denunciandone noi stessi i difetti e le debolezze che la si puntella</em>”. Per il principe del giornalismo nostrano, <strong>Indro Montanelli</strong>, era questa “l’unica manifestazione veramente producente di patriottismo e di solidarietà”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un atto di profondo amore nei confronti di questa Italia malandata,<strong> Mariano Sabatini </strong>è andato in ricognizione di quel mondo parallelo, e per lo più sconosciuto ai lettori italiani, che è rappresentato dai corrispondenti stranieri che vivono nelle nostre città.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ampia rassegna de <strong>L’Italia s’è mesta compone un ritratto sentimentale</strong>, o se si vuole emotivo, <strong>della nostra nazione attraverso i racconti dei giornalisti d’oltreconfine</strong>: qual è stata la prima impressione che hanno avuto arrivando in Italia, come ci vivono, quali motivi di scontento o di entusiasmo li anima; che giudizio danno di Berlusconi e del berlusconismo o dell’invadenza della Chiesa nella politica italiana; se pensano che la sinistra saprà trovare una fortunata via di risalita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le “firme” di <em>Itar-Tass, Arte, The Herald, Business week, Frankfurter Allgemeine Zeitung, El Mundo, Le Figaro, CNN, BBC, Nouvel Observateur</em>, etc., dicono la loro sulle<strong> affezioni del Palazzo</strong>; le aberrazioni di una tv sempre più becera, volgare, faziosa; i tagli alla cultura e gli attacchi dei ministri Brunetta e Bondi ai cineasti italiani; il baratro su cui pencolano scuola, università e ricerca italiane…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se davvero l'Italia s’è mesta perché dell’elmo di Silvio s’è cinta la testa</strong> avremo, forse, alla fine di questo ideale viaggio anche la medicina per tornare a ridestarla.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Prendi i tuoi Soldi e... Scappa?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/prendi-i-tuoi-soldi-e-scappa_37192.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;">Se tutti andassimo a ritirare  i nostri soldi in banca,</p>
<p style="text-align: center;">scopriremmo che non ci sono più!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abbiamo un futuro?</strong></p>
<p style="text-align: center;">Quello che è utile sapere sui  tuoi <strong>risparmi</strong>,</p>
<p style="text-align: center;">sulle <strong>banche </strong>e sull’<strong>attuale regime monetario</strong>.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Regime dei Padroni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-regime-dei-padroni_39016.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La Fiat di Sergio Marchionne è la cartina di tornasole dell'Italia del futuro. Giorgio Cremaschi, presidente della Fiom, il più combattivo sindacato italiano, descrive lo snodarsi di una vicenda che sta segnando il paese col piglio ironico del grande narratore e con la passione di chi non è disposto a rinunciare a dire la verità in cambio di facili compromessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il caso Melfi, Pomigliano, lo spostamento delle linee produttive di Mirafiori in Serbia, le fabbriche in Polonia, Brasile e Usa. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un impero fatto sulla pelle di chi lavora e finanziato con i soldi pubblici, un terremoto che coinvolgerà tutto e tutti. Il libro snocciola fatti e cifre su cui Cremaschi basa una denuncia aperta e spietata:<strong> l'Italia, da Berlusconi a Marchionne, si sta tramutando in un vero e proprio regime dei padroni.</strong></p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Emergenza! Protezione Civile e Democrazia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/emergenza-protezione-civile-e-democrazia_37062.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Che cosa hanno in comune il soccorso ad Haiti, le regate di Coppa America, il restauro del palazzo di Brera a Milano, le celebrazioni per il IV centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino, lo sgombero di alcuni campi rom, la realizzazione della Superstrada Pedemontana e la decisione di costruire nuove carceri?</p>
<p style="text-align: justify;">In apparenza nulla, eppure sono tutti interventi attuati dalla Protezione civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni, <strong>le competenze della Protezione civile si sono ampliate: dalla gestione dell'emergenza per calamità naturali alla ricostruzione successiva al disastro</strong>, alla realizzazione di grandi opere pubbliche, alla tutela dell'ordine pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa la procedura consolidata: il Presidente del Consiglio propone lo stato di emergenza, il Governo lo decreta, su proposta del Capo della Protezione civile, il Presidente del Consiglio adotta ordinanze in deroga alle norme vigenti, nomina un commissario incaricato degli interventi e destina le somme ritenute necessarie.</p>
<p style="text-align: justify;">L'allargamento progressivo delle competenze della Protezione civile e l'ampia discrezionalità della procedura delle ordinanze in deroga cui si fa abbondante ricorso rende più che mai lecito chiedersi che posto occupi la Protezione civile nell'odierno assetto istituzionale e se questo sistema parallelo di produzione normativa non sia in palese contrasto con gli equilibri democratici delineati nella Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">(Prefazione di <strong>Luciano Violante</strong>)</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Slow Economy]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/slow-economy-edizione-economica_36481.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Dopo la grande recessione che ha colpito il mondo intero, l'Occidente si  trova a fare i conti con un modello di crescita rivelatosi  fallimentare, centrato sulla corsa al consumo e sull'indebitamento, che  ha precipitato i cittadini nel caos e nella paura. Ma se a vacillare è  un intero modello di vita, l'Occidente può forse cogliere un'opportunità  di salvezza guardando a Oriente: a Paesi tornati a essere interlocutori  imprescindibili, in primo luogo Cina e India, ma non solo. È qui che  entra in gioco la<strong> Slow Economy</strong>: la via a uno sviluppo diffuso e  sostenibile. Volgendo sempre lo sguardo a una millenaria <strong>saggezza  orientale fatta anche di risparmio e frugalità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Federico Rampini</em> ripercorre i luoghi e le storie in cui Occidente e Oriente si sono  lasciati contagiare reciprocamente, in un avvincente viaggio nella  memoria e nel futuro. Un cammino intrapreso per avvicinarci a popoli e  luoghi tanto remoti e allo stesso tempo un tentativo di trarre da loro  qualche suggerimento che ci aiuti a trasformare l'uscita dalla crisi in  una autentica rinascita. Come la preziosa lezione del <strong>Bhutan</strong>, piccolo  Stato appollaiato sulle cime dell'Himalaya, che sembra aver trovato un  misuratore di benessere «alternativo» rispetto al PIL, il <strong>FIL</strong>: la <strong>Felicità interna lorda</strong>.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Agri-business - I Semi della Distruzione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/agri-business-i-semi-della-distruzione_33426.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Esiste un disegno preciso dietro alle pressioni economiche o militari con le quali un ristretto gruppo di potenti agisce nei confronti dei paesi poveri, obbligandoli a distruggere il proprio millenario sistema di produzione alimentare e a sostituirlo con uno basato sulle grandi fattorie industrializzate e sulla diffusione degli <strong>OGM</strong> (organismi geneticamente modificati).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo disegno si chiama <span style="color: #008000;"><strong>agribusiness, il business dell’industria alimentare</strong></span>, e ha come obiettivo il controllo del mondo attraverso il controllo della risorsa primaria per eccellenza: il cibo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008000;">Un’inchiesta rigorosa, dettagliata e  aggiornatissima. Un’analisi spietata della direzione in cui stiamo più o  meno inconsapevolmente andando. Un grido d’allarme per cambiare subito  rotta.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>F. William Engdahl</strong> è tra i più acuti osservatori del sistema globale, con un interesse particolare per la geopolitica. In questo libro ricostruisce la più pericolosa delle alleanze, quella che governa l’industria alimentare. Da una parte le multinazionali <strong>(Monsanto, Dupont, Syngenta, Dow Chemical, Cargill),</strong> dall’altra i poteri forti (<strong>Bilderberg Group, Triateral Commission e Council on Foreign Affairs, insieme al governo americano, alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale e al World Trade Organization</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mezzo i risultati devastanti dell’agribusiness: distruzione dei sistemi agricoli e di allevamento tradizionali, diffusione degli OGM, propagazione di virus o altre gravi malattie per la salute umana, dipendenza dell’agricoltura dei paesi poveri dalle multinazionali, crisi finanziarie, piani di controllo demografico.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Bufale Apocalittiche]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/bufale-apocalittiche_35685.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Bovini che impazziscono e diffondono raccapriccianti morbi cerebrali. Insetti metaforici quanto devastanti per qualunque sistema informatico del pianeta. Microrganismi in grado di contagiare l’uomo tramite polli, mucche, maiali o, pensate un po’, la posta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pandemia, strage, apocalisse: sono questi i termini piu ricorrenti sulla stampa all'alba del terzo millennio. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se poi ci toccano in ciò che abbiamo di piu caro, ossia il portafoglio, l'inquietudine diventa palpabile: il disgraziato passaggio all’euro e la folle corsa al rialzo del prezzo del petrolio sono lì a dimostrarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Su tutto, un unico denominatore comune: il terrore non corre più sul filo, ma sulla carta stampata, sui comunicati istituzionali e le dichiarazioni più o meno roboanti degli opinion makers di turno.</p>
<p style="text-align: justify;">Storie di ordinaria isteria? Psicosi globalizzate? Oppure "<em>pandemie dell'indecenza</em>" o banalmente bufale colossali?</p>
<p style="text-align: justify;">In uno scenario a metè tra il millenarismo medievale e il polpettone hollywoodiano, l'autore analizza il ruolo dei media, di enti pubblici e privati, di esperti e politici, dell’ipocondria di massa che dilaga, questa sì con la rapidità di un virus per poi lasciare che tutto scivoli lentamente nell'oblio in attesa di una nuova epidemia, ecatombe o attacco terroristico.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vatikanistan]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vatikanistan_34124.jpg" alt="" /> <p><strong>Benedetto XVI</strong> ha un indirizzo e.mail? Cosa fa “esattamente” tutto il giorno il papa? Perché il tasso di criminalità è più alto nella città del Vaticano che a San Paolo in Brasile? A che serve un ufficio dell’anagrafe, se tra le Mura Leonine vivono più single che in tutta Manhattan? E perché ci sono anche una stazione ferroviaria, un negozio “tax free”, ma un solo canale televisivo e nessun cinema? Cosa ha innescato la sottile rivalità tra guardie svizzere e gendarmeria vaticana? Qual è e come funziona il codice segreto in vigore nella Curia?</p>
<p><strong>Alexander Smoltczyk</strong> – giornalista da diversi anni corrispondente da Roma per il settimanale tedesco “<strong>Der Spiegel</strong>” – risponde a queste e a molte altre domande sulla vita all’ombra di <strong>San Pietro</strong>, fornendo al contempo utili informazioni pratiche e interessanti cenni storico-artistici sul patrimonio dello Stato della Chiesa.</p>
<p>In <strong>una sorta di guida informale</strong> – brillante nello stile ma anche attenta ai dati storici e statistici – l’autore ci svela le <strong>abitudini </strong>e gli aspetti meno conosciuti di chi vive in <strong>Vaticano</strong>, la <strong>giornata-tipo del papa</strong>, il ruolo delle <strong>donne </strong>tra le <strong>Mura Leonine</strong>, l’<strong>economia </strong>e le attività lavorative negli uffici, le tendenze della <strong>moda </strong>all’interno della <strong>Curia</strong>, i sistemi per entrare di nascosto nei luoghi di non facile accesso, e persino gli <strong>aspetti più piccanti della vita sentimentale e sessuale degli abitanti</strong> più in vista della città pontificia.</p>
<p><strong>“Vatikanistan” è quindi una sorta di “breviario” laico, in cui ci viene offerta una testimonianza diretta sui segreti, sui misteri, sulle particolarità che rendono così unico lo Stato più piccolo, più ricco e più potente del mondo.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Nel Mare ci sono i Coccodrilli]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli_34028.jpg" alt="" /> <p>Se nasci in <strong>Afghanistan</strong>, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo.</p>
<p>Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di <strong>Enaiatollah Akbari </strong>e l’incredibile<strong> viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia</strong>. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso.</p>
<p><strong>Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.</strong></p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Libro delle Epoche]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-libro-delle-epoche_28941.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Dopo aver guidato i lettori alla conoscenza del rapporto con l'aldilà nel Libro degli angeli, e con il proprio io più profondo nel Libro della personalità, Igor Sibaldi conclude il suo percorso di psicologia esoterica, spiegando il rapporto tra il singolo e la collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Per noi, tale collettività coincide con la civiltà occidentale che <em>"vive</em>" di fasi ricorrenti, lunghe settant'anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove siamo oggi? <strong>Sibaldi ci spiega che gli anni 2006-2012 sono quelli della ribellione, proprio come lo sono stati gli anni tra il 1934 e il 1940,</strong> quando è iniziata la Seconda guerra mondiale. Che cosa succederà dopo il 2012?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L'autore ci prepara al grande cambiamento.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dalla Società delle Api alle Città Stato del Futuro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dalla-societa-delle-api-alle-citta-stato-del-futuro_31953.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>U</strong><strong>n’opera atipica, assolutamente originale, che esprime in modo assai semplice un pensiero complesso e si propone di mostrare il legame che unisce la civiltà alla natura</strong>, l’identità delle leggi naturali e di quelle della ragione, l’industriosità umana come complemento dell’opera della Creazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che parla di api, di miele e di politica, di socialità e società, della spontaneità dell’ordine sociale e dei suoi nemici, tracciando inoltre l’idea del contratto sociale e politico nel corso dei secoli attraverso i suoi più brillanti intellettuali: Proudhon, Rousseau e Ardrey.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni autori nell'osservare le gravi contraddizioni e gli enormi squilibri generati dall’ordine sociale planetario, hanno indicato la necessità di sviluppare una logica diversa da quella che ha generato i problemi, un nuovo principio, una nuova garanzia, una nuova religione razionale, un nuovo contratto sociale, una nuova dimensione numerica e territoriale per gli Stati, una struttura economica e sociale radicalmente differente, una società non può che correggersi da sé stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cercare di dare riposte ad una sentita esigenza di rinnovamento culturale e politico l'autore, con linguaggio semplice e comprensibile a tutti, prende in considerazione la società delle api in rapporto alla società umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando approfonditamente la vita delle api domestiche ed i meccanismi genetici che sono all'origine del loro comportamento sociale, l'autore perviene alla conclusione che alcuni paragrafi delle informazioni genetiche dei batteri, delle api e dell'uomo siano simili e che agli effetti del miglioramento culturale e del comportamento che possono permettere una nuova dimensione dell'individuo, della società, della comunità e dello stato, sarebbe necessario rispondere a tre domande molto importanti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>quale è la natura della persona?</li>
<li>quale è la natura della società?</li>
<li>quale è la natura della politica?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il libro offre conoscenze e pone domande, più che dare soluzioni. Si avventura su una strada poco conosciuta ed incerta che è quella di tentare di dare risposte coerenti con le leggi della vita per risolvere gli attuali problemi politici ed economici che travagliano gli stati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una maggiore coerenza ed interconnessione dell'ordine sociale, economico e politico con le leggi conosciute della Natura</strong>, alfa ed omega dell'esistenza e fonte suprema di verità permetterebbe, inoltre, di avvicinarsi alla conoscenza della radice unica e della causa prima dell'esistente ed offrirebbe alle generazioni future nuovi cieli e nuove terre per il loro avvenire.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Protezione Incivile]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/protezione-incivile_33313.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><em>Le scosse di terremoto che continuano a scuotere l’Abruzzo non sono tali da preoccupare, ma purtroppo, a causa di imbecilli che si divertono a diffondere notizie false, siamo costretti a mobilitare la comunità scientifica per rassicurare i cittadini.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Guido Bertolaso</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span>31 marzo 2009 (sei giorni prima del sisma)</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Protezione civile, nata per proteggere gli italiani in situazioni di emergenza, è stata svuotata di ogni reale funzione, diventando un calderone di interessi finanziari che costa agli italiani due miliardi di euro all’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">È il cosiddetto “<em>modello Bertolaso”</em>: la gestione dei grandi eventi assimilata a quella delle crisi, il disprezzo totale per leggi e norme comunitarie, il budget illimitato e incontrollabile, il rapporto esclusivo con Berlusconi e Letta e prima ancora Prodi e Rutelli, la tentata trasformazione in Spa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato di un simile scempio è sotto gli occhi di tutti: un “sistema gelatinoso”, come è stato definito dai magistrati, fatto di imprenditori disonesti, appalti truccati e tangenti sessuali, che non solo non riesce a far fronte alle catastrofi, ma lucra su di esse arrivando perfino a festeggiare la notizia del terremoto abruzzese.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all’acquisizione di documenti riservati e ai colloqui con funzionari e operatori, Piero Messina racconta dalle origini fino alle ultime inchieste la storia scandalosa di una macchina mai all’altezza degli eventi, ma sempre puntuale alla spartizione dei soldi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Super Freakonomics]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/super-freakonomics_33449.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Nuovi casi, nuovi personaggi, nuove tematiche scottanti, </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>da trattare con il solito rigorosissimo metodo: </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>far parlare i numeri. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Levitt, economista eretico amante dei paradossi e nemico di tutti i luoghi comuni, questa volta fa a pezzi la tesi del riscaldamento globale, ci mostra come funziona l’economia della prostituzione (e quanto può rendere) e ci dice perché spesso si scelgono rimedi inefficaci e costosi invece di quelli utili ed economici. Non aspettatevi un sequel di “Freakonomics”: questo libro è molto, molto di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone amano lamentarsi, specialmente di quanto il mondo di oggi sia terribile e complicato rispetto a quello del passato. Quasi sempre si sbagliano.  Per l’essere umano “medio” il nostro secolo è molto più ospitale di qualsiasi epoca precedente.  Ma bisogna avere il coraggio di andare oltre il comune buon senso e diffidare sempre delle spiegazioni più ovvie.</p>
<p>Questo libro l’ha consigliato persino<strong> Bill Gates</strong> via Twitter ed è il seguito di <em><strong>Freakonomics.</strong></em></p>
<p>I due libri applicano la teoria economica agli eventi comuni; in questo nuovo volume sono raccontate un bel po’ di ricerche interessanti, tra cui: <strong>cosa succede se le scimmie imparano l’uso della moneta e perché in Cina i dottori si pagano quando si sta bene.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Frode Sportiva]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/frode-sportiva_33819.jpg" alt="" /> <p>La prima sentenza penale di Calciopoli, emessa dal Tribunale di Napoli il 14 dicembre 2009. Al termine del processo con rito abbreviato, il giudice ha condannato per frode sportiva e associazione a delinquere Antonio Girau-do (ex amministratore delegato della Juventus), Tiziano Pieri (ex arbitro), Tullio Lanese (ex presidente dell'Associazione italiana arbitri); e per frode sportiva l'ex arbitro Paolo Dondarini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>"gruppo Moggi"</em> «riuscì a determinare l'esito del campionato di calcio 2004-05, sia con riguardo all'assegnazione della vittoria finale alla Juventus (scopo principale del gruppo), sia con riguardo alla retrocessione in serie inferiore, cui illecitamente fu sottratta perlomeno la Fiorentina.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il perseguimento di tali scopi, i sodali ebbero a disposizione più arbitri, tra cui, per quanto riguarda questo processo, gli imputati Pieri e Dondarini, coautori di frodi sportive... Le condotte furono molto ben organizzate, reiterate per lungo tempo con mezzi tefficaci, tra cui le riunioni ideative e organizzative dei piani criminosi e anche con l'uso di strumenti, quali le schede telefoniche riservate, idonei a eludere i controlli da parte dell'Autorità giudiziaria, e talvolta con l'adozione di metodi (come il cambio di utenze per il medesimo soggetto) tristemente mutuati da ambienti criminali "classici".</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Colata]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-colata_33933.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><em>“Indignatevi, rapidamente. Non lasciate che deturpino il vostro bene più prezioso... Chiamate a raccolta tutti."</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca Mercalli, meteorologo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno).</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’Italia com'è e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la Sardegna di nuovo in mano agli speculatori, le Langhe trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle Alpi (costruiscono persino sulla Marmolada!), il Brenta violentato, gli affari della Chiesa nelle città liguri, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a Milano, di Caltagirone e dei soliti noti a Roma, la storia triste di Bagnoli. Neanche Siena e Firenze vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. Comitati di cittadini si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ferruccio Sansa</strong>, giornalista a «Il Messaggero», «la Repubblica», «la Stampa», è ora inviato de «il Fatto Quotidiano». Con Marco Preve "Il partito del cemento" (Chiarelettere 2008).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andrea Garibaldi,</strong> ha lavorato per vent’anni a «Il Messaggero». Dal 2004 è inviato speciale per il «Corriere della Sera» e si occupa prevalentemente di politica nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Massari</strong> scrive per «il Fatto Quotidiano» e ha collaborato con «la Repubblica»,«La Stampa», «il manifesto», «l'Unità», L’espresso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Preve</strong> è nato a Torino ma vive e lavora a Genova da quasi vent’anni come giornalista de «la Repubblica».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Salvaggiulo</strong>, trentatré anni, pugliese, ha lavorato nelle redazioni di «Libero» e «Il Giornale». Dal 2008 si è trasferito a Torino e lavora a «La Stampa», dove si occupa di cronaca, politica e società.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Censura 2010]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/censura-2010_34142.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Anche quest’anno il <strong>gruppo di informazione indipendente Project Censored</strong> ha raccolto in Censura le notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine dei giornali e dei telegiornali e che, invece, sono letteralmente scomparse, misteriosamente “<em>sfuggite”</em> alle maglie sempre più larghe del giornalismo mainstream.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni esempi:</p>
<p style="text-align: justify;">• La comunità internazionale si è pronunciata con forza per condannare i pescatori somali che compiono atti di pirateria e muovere loro guerra, ma al tempo stesso ha protetto con discrezione le flotte illegali, non denunciate e non controllate di tutto il mondo, che pescano di frodo e scaricano rifiuti tossici al largo delle coste del paese africano da quando è caduto il governo nazionale, ormai 18 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">• Robert Gates, ex-ministro della difesa del governo Bush e figura chiave nell’escalation della guerra in Iraq, è stato riconfermato da Barack Obama. Ma, nel settore della difesa, Gates è in compagnia di molti alti funzionari i cui presunti “decenni di esperienza” sono pieni di violazioni dell’etica, menzogne nei confronti del Congresso, profondi conflitti d’interesse e rimpasti all’interno del complesso industrial-militare statunitense.</p>
<p style="text-align: justify;">• L’Ecuador si dimostra un’incubatrice di idee e pratiche innovative: nel novembre del 2008 il paese è diventato la prima nazione a impegnarsi in una disamina della legittimità e della composizione del proprio debito estero. Una verifica indipendente ha documentato l’esistenza di centinaia di possibili irregolarità nei contratti di debito sottoscritti con prestatori internazionali senza scrupoli. Due mesi prima, nel settembre del 2008, il paese sudamericano riconosceva, per la prima volta nella storia del nostro pianeta, diritti costituzionali alla natura, aprendo la via a un nuovo sistema di protezione ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">• Gli attivisti per il diritto all’acqua hanno ampiamente criticato il Forum mondiale tenutosi a Istanbul alla fine di marzo del 2009. Il sito Web del Forum parla di “un’iniziativa aperta, partecipativa, con molti soggetti coinvolti”, in cui i governi, le ONG, le imprese e altri soggetti “promuovono rapporti e dibattiti, e tentano di trovare soluzioni per migliorare la sicurezza delle risorse idriche”. Tuttavia, il principale organizzatore dell’evento, il Consiglio mondiale dell’acqua, è dominato da due delle più importanti aziende private del settore idrico, Suez Environment e Veolia Environmental Services: chi critica l’iniziativa sottolinea gli evidenti conflitti di interesse a fronte di tematiche come l’accesso all’acqua o la sua privatizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Project Censored</strong> è un autorevole gruppo di ricerca sui media, attivo negli Stati Uniti e volto a promuovere il ruolo del “giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un’idea di Carl Jensen, docente della Sonoma State University, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Peter Phillips</strong> è professore di sociologia alla Sonoma State University, direttore di Project Censored e presidente della Media Freedom Foundation.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mickey Huff </strong>è professore associato di storia al Diablo Valley College, vice-direttore di Project Censored e della Media Freedom Foundation nonché coordinatore del Project Censored College e degli affiliati universitari alla Media Freedom Foundation (http://mediafreedominternational.org).</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Le Crisi Umanitarie Dimenticate dai Media 2009]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/le-crisi-umanitarie-dimenticate-dai-media-2009_32813.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong>Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La provocatoria Top Ten di Medici Senza Frontiere sulle crisi umanitarie più gravi e dimenticte dai media. La ricerca del'Osservatorio di Pavia sullo scenario dei TG italiani. L'ananlisi di esponenti del mondo scientifico e accademico: Maurizio Bonati, Giampaolo Calchi Novati, Silvio Garattini, Alessandro Gusman, Vittorio Emanuele Parsi, Riccardo Puglisi. Le voci di giornalisti in prima fila nel raccontare le crisi: Massimo A. Alberizzi, Daniele Mastrogiacomo, Enzo Nucci, Giovanni Porzio, David Rieff. La matita del cartoonist Bruno Bozzetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Rapporto di <strong>Medici Senza Frontiere</strong> sulle crisi umanitarie per la prima volta in un libro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Et Voilà i Robot]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/et-voila-i-robot_32984.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Macchine potenti, versatili e multiformi, capaci di aiutarci nelle attività più faticose, difficili, al limite dell'impossibile. Macchine che esplorano territori a noi inaccessibili, dai pianeti lontani alle parti più intime del nostro corpo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>I robot.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ci somigliano e come noi sanno imparare dall’esperienza, decidere in modo autonomo, muoversi in libertà, comunicare con il linguaggio e con la mimica. Presto li useremo come estensioni del nostro corpo, per migliorarci e renderci più sani e forti. E forse, domani, saranno simili agli organismi viventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal Golem a Terminator, è dalla notte dei tempi che l’umanità sogna queste creature immortalandole in figure di eroi salvifici o di mostri temibili nel mito, nella letteratura, nel cinema.</p>
<p style="text-align: justify;">E oggi questi figli dell’immaginazione e della conoscenza, questi simboli del legame inscindibile tra uomo e tecnologia approdano dal regno della fantasia alla realtà quotidiana, inaugurando quella che per gli esperti sarà l’era dei robot.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo pronti al loro debutto in società? Riusciremo a convivere con queste macchine senza divenirne schiavi? Sapremo farne un uso pacifico, per il bene dell’umanità e dei robot stessi?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo libro propone alcune riflessioni su questi temi, a partire dai robot di ultima generazione e dalle visoni di umanisti e scienziati di fama internazionale:</strong> il robotico Bruno Siciliano, i filosofi della scienza Guglielmo Tamburrini e Roberto Cordeschi, l’eclettico ingegnere scrittore Giuseppe O. Longo, i promotori della "<em>roboetica"</em> Gianmarco Veruggio e Fiorella Operto,  l’antropologa Daniela Cerqui, il bioingegnere Marcello Ferro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Piedi Nudi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/piedi-nudi_33019.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Per come ho scritto di sesso nei miei precedenti libri, cioè chiamando le cose col loro nome, qualcuno mi ha accusato di essere un pornografo. così voglio accontentare questo qualcuno con un libro "ponografico" per davvero, dove parlo a ruota libera di cazzi e di fiche nel mondo pallonaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso i mezzi di comunicazione, il potere continua a spacciare per vera la facciata di comodo dei calciatori maritini modello, monogami e padri di famigliaesemplari, salvo l'eccezione di qualche isolato Petrini pecora nera.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Disastro Americano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-disastro-americano_33253.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Chi è veramente Barack Obama?</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra espressione dell’establishment americano sempre uguale e guerrafondaio? Oppure il vero homo novus della politica internazionale? Per capirlo, molto dipenderà dalla sua capacità di svincolarsi dai pescecani della finanza di Wall Street. Al momento, però, sembra impossibile, perché il presidente ha voluto nel suo governo (o gli è stata imposta?) la squadra dell’ex ministro del Tesoro di Clinton, Bob Rubin.</p>
<p style="text-align: justify;">Figura di spicco della politica economica degli ultimi anni, Rubin è stato l’artefice dell’ingresso dei democratici a Wall Street: una lunga stagione di successi che si è tragicamente conclusa con il fallimento di Citigroup. Con la benedizione di Rubin, sono arrivati ai vertici dell’amministrazione Obama personaggi come Geithner e Summers, tra i principali responsabili della crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché Washington tace su quanto è accaduto e ancora non è intervenuta per cambiare le leggi che hanno reso possibili gli eccessi della finanza virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Margiocco</strong> traccia un bilancio del primo anno di mandato e delle incognite che Obama ha dovuto affrontare in campo economico. Del suo parziale successo, con la riforma sanitaria. E dei passi falsi compiuti finora sulla più importante e cruciale riforma finanziaria.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ad Ogni Costo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/ad-ogni-costo_31994.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Amato e odiato, discusso e discutibile, spina nel fianco di maggioranza e opposizione, Antonio Di Pietro manifesta coerentemente l’intenzione di rimanere fedele a sé stesso, a un codice etico su cui ha fondato il suo partito, che non lo rende né simpatico né disponibile a collaborare con le porzioni malate del nostro mondo politico e della nostra società civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma secondo molti è proprio Di Pietro, invece, l’uomo politico che maggiormente si è impegnato a definire obiettivi precisi, pratici e pubblici per migliorare il nostro Paese, e ad agire per realizzarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet ha permesso a una comunità numerosa di conoscere da vicino, giorno per giorno, le battaglie e le polemiche di cui si è reso protagonista. Le questioni politiche più e meno recenti (le intercettazioni, la RAI, Piazza Fontana, l’amnistia fiscale, le province, la privatizzazione dell’acqua, la privatizzazione della giustizia, Mills, Dell’Utri, Mangano...), la sua posizione in merito, ma anche le voci contrarie dei media e dei Palazzi, hanno trovato espressione nella rete, e oggi nelle pagine di questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Pietro apre così a tutti le finestre del suo blog, e continua – ad ogni costo – a parlare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Antonio Di Pietro è la kriptonite della politica italiana. Così come i frammenti del pianeta Kripton provocano gli effetti più strani su Superman, Di Pietro li produce sui reduci della Prima Repubblica, sugli orfani di Craxi e sui loro servi, sui ladroni di Stato riverginati dai media."</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalla prefazione di Beppe Grillo</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Grazie]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/grazie_32189.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Quasi il 10% del Pil italiano arriva dagli immigrati. Una famiglia su dieci dipende da una badante straniera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro - Provate a depennare questi nomi: Ibrahimovic, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi... Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio da solo rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini), tutta l’Italia andrebbe a rotoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi il 10 per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Abbiamo bisogno di loro. Anche la Chiesa, anche gli ospedali.</p>
<p style="text-align: justify;">In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigerini conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90 per cento di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare.</p>
<p style="text-align: justify;">E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare? Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. E a permettere a molti italiani imprenditori di continuare a lavorare e a guadagnare (anche in nero).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basta raccontare una giornata di lavoro in Italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Bolgia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-bolgia_32716.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong>INCHIESTA SUL POTERE MALATO, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA FOTOGRAFIA DELL'ITALIA BERLUSCONIANA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I roghi dei rifiuti ammassati sulle strade di Napoli si sono appena spenti, quando in un locale per banchetti sulla tangenziale si festeggia il compleanno di una diciottenne. Arriva un ospite "<em>a sorpresa"</em>: è l'uomo più ricco e potente d'Italia. Esplode lo scandalo. Si ripercuote su scala nazionale e internazionale. Crea scompiglio e sgomento. Conchita Sannino avvia da qui l'inchiesta sul potere malato.</p>
<p style="text-align: justify;">Osserva e registra ciò che la città mette in mostra, quello che insabbia e nasconde. Delitti, sommosse e incendi, rifiuti e scorie, la vita pubblica a pezzi, cortei di disoccupati e di auto blu.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella città, diventata banco di prova del nuovo governo, per magia i rifiuti scompaiono, ma la munnezza resta un pingue affare che la camorra gestisce con scaltrezza e collusioni eccellenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle indagini giudiziarie emerge il patto fra il gotha mafioso dei casalesi e il sottosegretario Cosentino, 'o Mericano, che ha in mente di scalare la Regione Campania. Interessi che convergono, la camorra che controlla, autorizza, e gestisce con più autorità dello Stato. Eppure il presidente aveva promesso: "Vita nuova per Napoli".</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure il presidente aveva cantato e giurato: "<em>Napoli è nel mio cuore</em>". E difatti nelle anticamere dei palazzi istituzionali le pretendenti, le favorite, le aspiranti candidate fanno ressa per accedere alla sua attenzione.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Populismo Autoritario]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/populismo-autoritario_32074.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Malgrado scandali, processi e un continuo braccio di ferro istituzionale (o forse proprio grazie a essi), la fortuna del populismo di Silvio Berlusconi – che dai primi anni Novanta, pur con alterne vicende, domina la crisi repubblicana in Italia – non conosce «cali». Nicola Tranfaglia, in questo suo saggio agile e incisivo, indaga le ragioni di tanto successo.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua analisi è sostenuta da una riflessione sui precedenti latinoamericani di Vargas in Brasile e Perón in Argentina, e sul peso del consenso nell’egemonia, secondo la lezione di Gramsci.</p>
<p style="text-align: justify;">Con grande chiarezza, l’autore ripercorre la vita e la carriera del leader del Popolo della Libertà, mettendo in luce particolari poco noti che aiutano a capire la psicologia del «capo» e perché il suo «modello» continua a riscuotere tanto consenso nell’Italia contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, da storico e intellettuale di sinistra, Tranfaglia stigmatizza gli errori che l’opposizione post comunista ha compiuto nell’ultimo ventennio e continua a compiere ancora oggi, e analizza le caratteristiche di fondo della destra berlusconiana oggi al potere. Una diagnosi severa e documentata del degrado della politica italiana e un’analisi illuminante dei problemi ancora insoluti nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Per comprendere l’attuale fortuna del populismo berlusconiano in Italia e la sua capacità di tenuta e di organizzazione del consenso, è necessario andare indietro nel tempo e cogliere quelle peculiarità della storia pre e post-unitaria che possono spiegare perché il nostro Paese si avvii a completare in questi ultimi anni la sua transizione verso un nuovo sistema elettorale e politico, scegliendo – e in parte subendo, come è ovvio – un regime populistico dei peggiori, quello che prevede Silvio Berlusconi come capo carismatico e indiscutibile, almeno fino a ieri.»</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Nicola Tranfaglia</strong><br /></em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Fare Business con Facebook]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fare-business-con-facebook_33486.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Facebook, con oltre 16 milioni di Italiani e più di 550 milioni di membri nel mondo, è la piattaforma ideale per chiunque voglia comunicare e condividere informazioni con amici e clienti, su scala globale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non esiste altro sito web capace di coinvolgere centinaia di milioni di utenti, dal computer e dal cellulare, in una piazza virtuale diventata ben più di un fenomeno di costume.</p>
<p style="text-align: justify;">Per queste ragioni Facebook è anche un luogo ideale per il business, dove le aziende possono "parlare" direttamente con i propri consumatori. Nell'era del Web 2.0, in cui la persona è in grado di produrre contenuti con facilità e di sviluppare un rapido passaparola su qualsiasi argomento, Facebook è l'ambiente dal quale chiunque si interessi al marketing, alla promozione o alla comunicazione non può più prescindere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalla grande multinazionale alla piccola e media impresa, ogni azienda può trarre enormi benefici dalla relazione con clienti, potenziali e reali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questa seconda edizione ogni funzione di Facebook è stata aggiornata con le ultime novità del social network, insieme a nuove opportunità sviluppate solo recentemente, come Facebook Luoghi e gli strumenti per integrare Facebook sul proprio sito.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Terremoto]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__terremoto.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/terremoto_39666.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong>Un libro corale di racconti ambientati a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Nei miei racconti, L'Aquila appare come un fondale su cui si   svolgono scene di quotidiana sofferenza, tragedia, sollievo, beffa,   crudeltà, miseria, oltraggio, dolcezza, solidarietà".</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico   Macioci utilizza il terremoto che ha colpito la sua terra come spunto   letterario per indagare l'essere umano e le sue piccole/grandi  tragedie</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> l'evacuazione di un edificio porta alla resa dei conti tra  due condomini per una questione di abuso edilizio; </li>
<li>dopo il disastro, un  uomo  perde la memoria e chiede a chi incontra che cosa sia accaduto,   suscitando reazioni rabbiose che non riesce a spiegarsi; </li>
<li>un ciccione sta   alla finestra di casa sua, nonostante il rischio di crollo, nella   speranza che tornino i gatti che era solito sfamare.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong> Con questi racconti   ambientati a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009, Enrico   Macioci compone un libro corale che ha una forza narrativa ed emotiva   impressionanti, difficili da dimenticare.<br /></strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guida alla Sopravvivenza]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida-alla-sopravvivenza.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guida-alla-sopravvivenza_28925.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong><em>Guida alla Sopravvivenza</em></strong> è un testo breve ed essenziale che offre i rudimenti per la sopravvivenza fisica in un mondo senza la tecnologia e, al contempo, getta le basi per una rinascita spirituale verso forme di pensiero diverse da quelle che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della nostra civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo spiega nel dettaglio come costruirsi un rifugio di emergenza, come coltivare frutta e verdura, come allevare animali e come pescare, come procurarsi l’acqua e sfruttare l’energia idrica, senza tralasciare l’importante parte dedicata all’organizzazione sociale e culturale delle nuove comunità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una lettura illuminante, capace di offrire un’approfondita analisi della civiltà tecnologica, ormai al collasso, e una concreta alternativa di vita: l’autosufficienza e il rispetto per l’ambiente di cui siamo parte.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Indice</h3>
<ul>
<li>Introduzione</li>
<li>1. Dove andare</li>
<li>2. Cosa portare con sé, come cavarsela nei primi tempi</li>
<li>3. Principi di sopravvivenza indefinita</li>
<li>4. Allenamento</li>
<li>5. Le erbe spontanee e i funghi</li>
<li>6. L'orto</li>
<li>7. L'allevamento</li>
<li>8. Le api</li>
<li>9. La pesca</li>
<li>10. Cenni di autodifesa</li>
<li>11. Lavori di manutenzione</li>
<li>12. L'energia</li>
<li>13. La piccola comunità</li>
<li>14. La sopravvivenza psicologica e culturale</li>
<li>15. Conclusioni</li>
<li>Postfazione, di Jean Dorst</li>
<li>Appendice – Manifesto per la Terra, di Ted Mosquin e J. Stan Rowe</li>
<li>Un Manifesto centrato sulla Terra (ecocentrico), di John A. Livingston</li>
</ul>
<h3>Anteprima Guida alla Sopravvivenza LIBRO di Guido dalla Casa</h3>
<p style="text-align: justify;">Ci sono diversi oggetti, che sarà bene avere con sé per la <strong>sopravvivenza</strong>.  La scala di valori di questi beni sarà ben diversa da quella  comunemente accettata oggi, quindi state attenti a cosa potrà esservi  veramente utile. Tutto ciò che richiede un supporto di servizi per  essere impiegato può divenire perfettamente inutile: gli apparecchi ad  alimentazione elettrica e le macchine che richiedono carburante, persino  il denaro stesso, potranno non valere più nulla. Forse faranno  eccezione gli oggetti di metallo prezioso, che potrebbero conservare il  valore di merce di scambio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà  invece essenziale disporre di tutto ciò che vi può coprire, tenere al  caldo e che potreste non trovare più per molto tempo. Non dimenticate  soprattutto...</p>
<p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-guida-alla-sopravvivenza-libro-di-guido-dalla-casa.php" target="_blank">Anteprima Guida alla Sopravvivenza LIBRO di Guido dalla Casa</a></span></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Europa s'è Rotta]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-europa-s-e-rotta.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-europa-s-e-rotta.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-italia-s-a-rotta_27954.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Ci avevano detto che il terremoto finanziario che aveva messo in ginocchio il mondo intero era ormai un ricordo e che era giunto il momento di guardare al futuro con ottimismo. Ma dalla primavera del 2010, dopo il crollo delle Borse e il default della Grecia, la domanda da porsi è un'altra: e se il peggio dovesse ancora venire? E se dopo la Grecia toccasse ad altri Stati? E se l'Italia non fosse così solida come ci hanno fatto credere? E se il sistema dell'euro che, dicevano, ci ha salvato dal tracollo, fosse invece vicino al collasso?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo viaggio nella crisi, fra agenzie di rating 'farlocche' e promesse da marinaio dei governi, fra balle e bolle, fra eurofallimenti e serial killer dell'economia reale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con un intervento di <strong>Massimo Fini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma il peggio non era passato?</strong> Ci avevano detto che il <strong>terremoto finanziario </strong>che aveva messo in ginocchio il mondo intero era ormai un ricordo e che era giunto il momento di guardare al futuro con ottimismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dalla primavera del 2010, dopo il <strong>crollo </strong>delle <strong>Borse </strong>e il default della <strong>Grecia</strong>, la domanda da porsi è un’altra: <strong>e se il peggio dovesse ancora arrivare?</strong> E se dopo la Grecia toccasse ad altri Stati? E se l’Italia non fosse così solida come ci hanno fatto credere? E se il sistema dell’euro che, dicevano, ci ha salvato dal tracollo, fosse invece vicino al collasso?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo viaggio nella crisi, fra agenzie di rating farlocche e promesse da marinaio dei governi, fra balle e bolle, fra eurofallimenti e serial killer dell’economia reale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per chi crede che il sistema economico si stia lasciando la crisi alle spalle dovrebbe ricredersi, perché i tempi si preannunciano ancora più carichi e difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi finanziaria, infatti, rischia di esplodere a livello sociale ed è oramai sotto gli occhi di tutti che le mosse di governi e banche si sono rivelate inefficaci e non decollano le tanto decantate nuove regole per agevolare i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione pesante ma che non è limitata solamente al nostro Paese, perché tutta l’Europa è coinvolta in questo clima negativa.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Se la Colpa è di Chi Muore]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se-la-colpa-e-di-chi-muore.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/se-la-colpa-e-di-chi-muore_30826.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Si tratta della prima cotroinchiesta dedicata all’Umbria Olii: ai quattro lavoratori rimasti uccisi all’esplosione di un silos è stato chiesto un risarcimento di 35milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente fa più scandalo. Nemmeno che lavorando si possa perdere la vita, nemmeno che le leggi sulla sicurezza del lavoro vengano regolarmente violate. Siamo anestetizzati da queste ingiustizie, abbiamo imparato a considerarle “normali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non possiamo non stupirci leggendo che le famiglie dei lavoratori caduti possano ritrovarsi a dover risarcire l’imprenditore “danneggiato” dalla scarsa esperienza dei loro cari. Se la colpa è di chi muore è destinato a scuotere le coscienze dei cittadini: Giuseppe Coletti, Tullio Mottini, Vladimir Thode e Maurizio Manili non sono soltanto 4 dei 1.300 lavoratori che vengono uccisi ogni anno nei cantieri e nelle fabbriche, ma sono dei cittadini assassinati due volte. La prima il 25 novembre 2006, durante l’esplosione dei silos dello stabilimento della Umbria Olii.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda quando l’amministratore delegato dell’azienda, e unico indagato nel processo penale per le loro morti, ha avanzato al tribunale civile una richiesta di risarcimento ai figli e ai famigliari delle vittime: 35 milioni di euro per i danni causati dalla loro imperizia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabrizio Ricci </strong>ricostruisce le drammatiche sequenze dell’incidente e le successive, grottesche vicende giudiziarie: assieme, offre uno spaccato della tragedia delle morti bianche e chiarisce quanto sia sicuro lavorare nel nostro Paese e a quale costo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Patto]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-patto.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-patto.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-patto_30947.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Sembra un film ma è una storia vera, e inedita, di cui pochissimo si è scritto e parlato.</strong> Un infiltrato dentro Cosa nostra negli anni delle stragi e all’inizio della Seconda repubblica. Un uomo d’onore al servizio dello Stato. Oggi le rivelazioni di <strong>Ilardo </strong>– raccolte dal colonnello <strong>Michele Riccio</strong> – sono alla base di un processo in corso a Palermo che vede come principale imputato il generale Mario Mori. Ilardo parla di patti e di arresti di capimafia (“In Sicilia i capi o muoiono o si vendono”). Fa i nomi. Cita Marcello Dell’Utri: “un esponente insospettabile di alto livello appartenente all’entourage di Berlusconi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra una storia sudamericana, ma accade in Italia. Meno di venti anni fa. E oggi, dopo le rivelazioni del figlio di Vito Ciancimino, molti all’improvviso parlano. Ilardo nel 1994 nessuno lo ascolta – a parte il colonnello Riccio, che registra tutto. Ed è incredibile perché proprio l’infiltrato porterà gli uomini del Ros nel casolare di Provenzano. Perché il boss non fu arrestato? Dice Mori ai magistrati di Palermo: “Non ricordo… tenga presente che io ero responsabile di una struttura quindi avevo una serie di problematiche…”. E il suo vice Mario Obinu: “Abbiamo localizzato il casale… (va considerata) la difficoltà tecnica di entrare, in quanto era costantemente occupato da pastori, mucche e pecore”. Risultato? Provenzano continuerà a trattare con i nuovi referenti politici della Seconda repubblica. E Ilardo sarà ammazzato dalla mafia nel 1996, pochi giorni prima di diventare ufficialmente pentito.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi si parla di misteri e ombre dietro le trattative tra <strong>Stato </strong>e <strong>Mafia</strong>. Ma non ci sono né misteri né ombre. Basta mettere in fila i fatti, come fanno gli autori in questo libro. Basta ascoltare Ilardo (ci sono i nastri con la sua voce).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È difficile da credere ma è tutto clamorosamente chiaro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br /></strong></p>
<p>"<em>Molti attentati addebitati a Cosa Nostra non sono stati commessi da noi ma dallo Stato. Voi lo sapete benissimo.</em>"<br /><strong>Luigi Ilardo, l’infiltrato</strong>. Le sue rivelazioni sono alla base del processo in corso a Palermo a carico dell’ex capo del Sisde e del Ros, generale Mario Mori, per la mancata cattura di Provenzano nel 1995.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Amnesty Internetional - Rapporto 2010 - La Situazione dei Diritti Umani nel Mondo]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amnesty-internetional-rapporto-2010-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amnesty-internetional-rapporto-2010-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/amnesty-internetional-rapporto-2010-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo_34137.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Il Rapporto Annuale 2010 di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 159 paesi e territori nel corso del 2009.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Rapporto ripercorre un anno in cui la richiesta di giustizia è sembrata per molti essere un ideale lontano, mentre la vita quotidiana delle persone continuava a essere dilaniata da repressioni, violenze, discriminazioni, giochi di potere e battute d'arresto politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il Rapporto celebra anche progressi concreti, rivelando come sia divenuto ormai sempre più difficile per i responsabili dei peggiori crimini assicurarsi l'impunità.</p>
<p style="text-align: justify;">La richiesta di giustizia non si limita più solo a garantire indennizzi per uccisioni o torture, ma si estende fino a occuparsi della negazione di tutti quei diritti necessari a ogni persona per vivere in dignità la propria vita.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000080;"><strong>Introduzione al Rapporto Annuale 2010 di Claudio Cordone,</strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000080;"><strong> Segretario Generale ad interim di Amnesty International</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gennaio e maggio del 2009, nello Sri Lanka, circa 300.000 civili sono rimasti intrappolati in una piccola striscia di terra, tra le Tigri per la liberazione della patria Tamil (Ltte) in ritirata e l'esercito che avanzava. Nonostante un crescendo di denunce di violazioni dei diritti umani, il Consiglio di sicurezza non è intervenuto. Almeno 7000 persone sono state uccise ma alcune fonti parlano persino di 20.000. Il governo dello Sri Lanka ha liquidato le notizie di crimini di guerra commesse dalle sue forze armate e ha respinto le richieste di un'indagine internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel contempo, non ha svolto alcuna inchiesta credibile e indipendente. Il Consiglio Onu dei diritti umani è stato convocato in sessione speciale, ma i giochi di potere hanno portato gli stati membri ad approvare una risoluzione proposta dallo Sri Lanka, in cui ci si complimentava per il successo ottenuto contro l'Ltte. Alla fine dell'anno, nonostante ulteriori prove di crimini di guerra e di altre violazioni dei diritti umani, nessuno era stato portato di fronte alla giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">È veramente difficile immaginare un fallimento peggiore nell'accertamento delle responsabilità di chi ha violato i diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo mi ha fatto tornare in mente l'introduzione al Rapporto annuale 1992. Intitolata "Farla franca con gli omicidi", questa denunciava i tanti paesi in cui leader civili o militari responsabili di aver ordinato o tollerato omicidi, sparizioni forzate, stupri sistematici e altre torture, non correvano alcun pericolo di essere chiamati a risponderne di fronte alla giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Sri Lanka figurava nell'elenco, in quanto il governo dell'epoca era venuto meno al dovere di sottoporre a procedimenti giudiziari i responsabili di decine di migliaia di esecuzioni extragiudiziali e sparizioni forzate, nella violenta reppressione dell'insurrezione interna degli anni 1988-90.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda è spontanea: è cambiato qualcosa negli ultimi due decenni? Se esaminiamo la situazione dello Sri Lanka nel 2009 o quelle della Colombia o di Gaza, sarebbe facile concludere che no, non è cambiato niente. E se cosÌ stanno le cose, perché ostinarsi a chiedere che i responsabili delle violazioni dei diritti umani siano chiamati a rispondere del loro operato? In questo modo, però, rischieremmo di perdere di vista gli importanti progressi fatti in meno di 20 anni che, nonostante sfide vecchie e nuove, rendono oggi più difficile a chi ha commesso dei crimini sfuggire alla giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero, il raggio d'azione della legge è lungi dall'essere totale. Alcuni casi sono fuori da ogni monitoraggio, in altri la giustizia ci mette troppo tempo. Ma ci sono dei progressi. Per di più, l'accertamento delle responsabilità è stato esteso dal tipico ambito della ricerca della giustizia per omicidi e torture, alle violazioni di diritti umani fondamentali come quello al cibo, all'educazione, all'alloggio e alla salute, diritti necessari per vivere in dignità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000080;"><strong>I risultati raggiunti</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Essere chiamati a rispondere per qualcosa che si è fatto, o qualcosa che si è mancato di fare, e che ha avuto conseguenze dirette su altre persone è un concetto ampio: lo si può usare, dal punto di vista politico, come nelle elezioni; oppure, da un punto di vista morale, per misurare i valori di una società.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli standard internazionali sui diritti umani si concentrano sulla cosiddetta "accountability" per definire una responsabilità di tipo giuridico. Le persone hanno dei diritti che devono essere previsti e protetti dalla legge. Coloro che detengono il potere hanno i doveri, a loro volta sanciti dalle leggi, di rispettare, proteggere e garantire i diritti individuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere chiamati a rispondere, sul piano giuridico, delle proprie azioni, è importante, soprattutto e in primo luogo, perché chi ha sofferto un danno ha diritto alla verità e alla giustizia. Le vittime e i loro familiari devono vedere i torti subiti riconosciuti e i responsabili chiamati a risponderne. Verificare se le vittime hanno titolo a ricevere un risarcimento, scoprire quanto è accaduto, da parte di chi e perché è tanto importante quanto portare di fronte a un giudice i responsabili delle violazioni commesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Accertare i fatti e chiarire le responsabilità aiuta anche a guardare avanti. Costituisce una forma di deterrenza nei confronti di chi ha commesso un crimine e anche una base su cui avviare riforme delle istituzioni statali e internazionali. Meccanismi efficaci ed efficienti in questo ambito possono aiutare gli stati a rendere migliori le leggi e la prassi e a verificare l'impatto di queste ultime sulla vita delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 20 anni, una campagna globale è riuscita a stabilire il ruolo della giustizia internazionale. Tra i suoi successi, c'è l'istituzione nel 1998 della Corte penale internazionale (Icc), ispirata dai tribunali internazionali che si occupano di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra nell'ex Jugoslavia e in Ruanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2009 è stato uno spartiacque: un capo di stato in carica, il presidente del Sudan Al Bashir è stato raggiunto da un mandato d'arresto emesso dall'Icc per cinque imputazioni relative a crimini contro l'umanità (omicidio, sterminio, trasferimento forzato di popolazione, tortura e stupro) e due imputazioni di crimini di guerra (per aver colpito la popolazione civile).</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del 2009, il procuratore dell'Icc aveva avviato indagini su tre situazioni deferite alla Corte dagli stati in cui erano occorsi i crimini, in Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana, e su una situazione deferitale dal Consiglio di sicurezza in Darfur, Sudan. Il procuratore aveva inoltre richiesto alla Camera preprocessuale di autorizzarlo ad aprire un'ulteriore indagine in Kenya. L'Icc ha chiamato a comparire, oltre al presidente sudanese, il capo di un gruppo armato del Darfur e ha emesso mandati d'arresto per un leader della milizia, per un funzionario governativo di alto profilo e per il presidente del Sudan, oltre che per i capi di gruppi armati operanti in Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. Si è trattato di passi avanti importanti per affermare il principio che tutti coloro che commettono crimini di guerra o crimini contro l'umanità devono essere chiamati a risponderne allo stesso modo, che siedano in un governo o appartengano ad altre forze.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente, il procuratore dell'Icc ha ampliato il raggio geografico d'azione del suo lavoro, avviando indagini preliminari su quattro situazioni al di fuori dell'Africa: Afghanistan, Colombia, Georgia e il conflitto di Gaza e del sud d'Israele del 2008-2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo di ratifica progressiva dello Statuto di Roma dell'Icc (110 stati alla fine del 2009) ha dato il via a riforme legali a livello nazionale per conferire alle corti locali giurisdizione su crimini di diritto internazionale, tali da consentire di incriminare presunti autori di reati quando si trovano all'estero, nel caso in cui, e solo nel caso in cui, beneficino dell'impunità nel loro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante alcuni passi indietro, registrati lo scorso anno, nello sviluppo di un sistema di giurisdizione universale, come l'appovazione in Spagna di una legge che restringe il suo ambito di applicazione, avvocati hanno avviato cause e alcune hanno registrato progressi presso i tribunali nazionali (nelle Americhe, in Europa e in Africa). In Sudafrica, a dicembre, due Organizzazioni non governative hanno contestato in tribunale la decisione delle autorità di non aprire un'indagine secondo la legge sulla giurisdizione universale del Sudafrica, in merito alle accuse di crimini contro l'umanità commessi in Zimbabwe da persone che era noto avessero visitato il Sudafrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine dell'anno, più di 40 stati, dal 1998, avevano emanato legislazioni per ribadire o ampliare la giurisdizione universale su crimini di diritto internazionale, contribuendo in questo modo a tappare una piccola parte della falla globale dell'impunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste indagini e questi procedimenti hanno trasformato il modo in cui i governi e l'opinione pubblica valutano i crimini di diritto internazionale. Sempre di più, questi casi sono visti per quello che sono: gravi reati che meritano di essere sottoposti a inchieste e processi, piuttosto che questioni politiche da risolvere per via diplomatica. Essendomi impegnato strenuamente, insieme ai miei colleghi, per assicurare alla giustizia l'ex presidente cileno Augusto Pinochet dopo il suo arresto a Londra nel 1998, sono particolarmente incoraggiato da questo cambio di prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutta l'America Latina, tribunali e governi stanno riaprendo le indagini su crimini a lungo occultati dalle leggi di amnistia. Questi sviluppi mostrano come, persino a distanza di decenni, e nonostante numerose amnistie e provvedimenti d'impunità emanati per bloccare le inchieste, la società civile continua a lottare per buttare giù gli ostacoli alla verità, alla giustizia e alla riparazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le molte sentenze che possono essere considerate pietre miliari, figura indubbiamente la condanna nell'aprile 2009 dell'ex presidente peruviano Alberto Fujimori, per crimini contro l'umanità. Questa ha dato un minimo di conforto alle famiglie di coloro che furono sequestrati, torturati e assassinati dalle squadre della morte in tre casi risalenti all'inizio degli anni Novanta. A ottobre, la Corte suprema dell'Uruguay ha stabilito che la legge d'amnistia prolungata alla fine degli anni Ottanta era nulla e priva di efficacia, in quanto non in linea con gli obblighi di diritto internazionale del paese. Alla fine dell'anno, in uno dei più importanti processi dopo il governo militare (1976-1983), i pubblici ministeri dell'Argentina hanno iniziato a presentare le prove a carico di 17 membri delle forze armate e della polizia accusati di torture, sparizioni forzate e omicidi all'interno della famigerata Scuola superiore di meccanica della Marina (Esma).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2009, la ricerca della giustizia è andata ben oltre l'America Latina. La Sierra Leone, per esempio, si è avvicinata alla riconciliazione col suo passato grazie alla conclusione di tutti i processi della Corte speciale per la Sierra Leone, tranne quello nei confronti dell'ex presidente della Liberia Charles Taylor, ancora in corso. In Asia, uno dei più truci comandanti dei khmer rossi è finalmente arrivato in un'aula di tribunale, per rispondere di crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi oltre 30 anni prima: Kaing Guek Eav, conosciuto anche come Duch, era il comandante dell'Ufficio per la sicurezza del carcere S-21, dove vennero torturate e uccise almeno 14.000 persone, tra l'aprile 1975 e il gennaio 1979. Si è trattato del primo processo celebrato dalle "Camere straordinarie dei tribunali della Cambogia", che in quanto tribunali temporanei devono lasciare il passo a un sistema giudiziario funzionante non appena possibile, ma che almeno permettono ai sopravvissuti di rendere note le loro sofferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche gli stati potenti hanno scoperto che non sempre possono sfuggire alla giustizia. Mentre alcuni stati europei hanno agito blandamente sulle violazioni dei diritti umani nel contesto della "guerra al terrore" diretta dagli Usa, a novembre un tribunale italiano ha condannato 22 agenti della Cia, un funzionario dell'Air Force statunitense e due agenti dell'intelligence italiana per il loro coinvolgimento nel sequestro di Usama Mustafa Hassan Nasr (Abu Omar), avvenuto nel settembre 2003 a Milano. Abu Omar era stato trasferito in Egitto, attraverso una rendition, e qui detenuto in segreto per 14 mesi e, come da lui denunciato, sottoposto a torture. Il processo ha avuto luogo in larga parte grazie alla determinazione dell'ufficio della procura milanese nel far rispettare la legge e nonostante le pressioni del governo a chiudere il caso e il fatto che nessuno degli agenti Usa fosse mai stato arrestato né tantomeno fosse presente in aula.</p>
<p style="text-align: justify;">L'esistenza dell'Icc ha portato una più seria attenzione persino in stati dove l'immunità avrebbe potuto essere garantita dalla mancanza formale di accettazione della giurisdizione della Corte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio Onu dei diritti umani ha istituito una missione indipendente di accertamento dei fatti, presieduta dal giudice sudafricano Richard Goldstone (già Procuratore dei tribunali penali internazionali per il Ruanda e l'ex Jugoslavia) e chiamata a indagare sulle presunte violazioni durante i 22 giorni di conflitto a Gaza e nel sud d'Israele, terminati nel gennaio 2009. Il rapporto Goldstone è giunto a conclusioni analoghe a quelle delle missioni di ricerca di Amnesty International, e cioè che sia le forze israeliane, sia Hamas (e altri gruppi palestinesi) avevano commesso crimini di guerra e forse anche crimini contro l'umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto Goldstone, sottolineando che "la prolungata situazione d'impunità ha dato luogo a una crisi della giustizia", ha raccomandato che se le due parti non avessero svolto indagini e portato i responsabili davanti alla giustizia, il Consiglio di sicurezza avrebbe dovuto esercitare la sua autorità e deferire il caso all'Icc. Nel novembre 2009, l'Assemblea generale dell'Onu ha dato alla parte israeliana e a quella palestinese tre mesi di tempo per dimostrare di essere intenzionati ad aprire indagini in linea con gli standard del diritto internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio di risposta rapida della comunità internazionale è stato l'istituzione, da parte delle Nazioni Unite, di una Commissione d'inchiesta sui fatti del 29 settembre quando a Conakry, la capitale della Guinea, 150 persone sono state uccise e molte donne stuprate in pubblico da parte di uomini delle forze di sicurezza, intervenuti per reprimere brutalmente una manifestazione pacifica in corso nello stadio. A dicembre, l'inchiesta ha concluso che erano stati commessi crimini contro l'umanità e ha raccomandato di deferire il caso all'Icc, che ha avviato un esame preliminare.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, gli ultimi 20 anni hanno visto una crescita esponenziale dei meccanismi di "giustizia transitoria", in molti paesi usciti da lunghi periodi di conflitto armato o di repressione politica e che hanno iniziato a fare i conti col loro passato, mediante differenti modelli di accertamento delle responsabilità. Nel corso del 2009, procedimenti di verità e riconciliazione e i loro aggiornamenti sono andati avanti in Liberia, Isole Salomone e Marocco/Sahara Occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Marocco è il solo paese dell'area Medio Oriente - Africa del Nord ad aver agito in questo modo, anche senza aver introdotto elementi di giustizia penale. Mentre ad Amnesty International raccoglievamo le informazioni utili per supportare questo processo, dopo decenni di ricerca su casi individuali, era chiaro a tutti noi che l'accertamento delle responsabilità debba andare di pari passo con quello della verità, se davvero si vuole ottenere una riconciliazione basata sulla giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tentazione rimane quella di dire che "il passato è passato" ma l'esperienza ha dimostrato che consentire ai responsabili di "farla franca con gli omicidi" può condurre a una pace precaria e di breve durata.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Orda Nera]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-orda-nera_28619.jpg" alt="" /> <p style="text-align: right;">“<em>È nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature.</em>”<br /> <em>Alexis de Tocqueville</em></p>
<p>Ogni tanto, sull'onda di un episodio dì violenza, si torna a parlarne. La destra della destra, che non ha mai tagliato i legami con il passato nazifascista, è in continua espansione. Mentre l'ala istituzionale s'incamminava verso posizioni liberal-democratiche, una frangia multiforme ha proseguito senza deviare.</p>
<p>E se negli stadi le teste rasate continuano a punteggiare le tifoserie, per le strade delle nostre città gli skinheads ostentano croci celtiche, svastiche e macabri simboli fin troppo eloquenti. Respingono il diverso. Minacciano. Picchiano. Talvolta uccidono. Una massa sommersa che lavora sul campo, insidia i capisaldi storici della sinistra, ne infiltra gli spazi vitali. E si organizza militarmente per combattere una nuova guerra civile, etnica e razziale.</p>
<p>In tutto il mondo. "<strong>L'orda nera" racconta le nuove sigle, i luoghi, gli idoli, i riti, la storia e i miti di un movimento complesso, che conosce il web e cavalca il rock, che professa il rifiuto della globalizzazione, del cosmopolitismo, della contaminazione</strong>. In nome di una identità da affermare sopra tutto, da difendere a ogni costo. Per cui morire.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Sei Forme per Pensare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sei-forme-per-pensare_28631.jpg" alt="" /> <p>Nella nostra società dell’informazione siamo costantemente esposti a un’ampissima varietà di notizie, dati, indicazioni: quando lavoriamo, quando studiamo, quando leggiamo e quando semplicemente interagiamo con la realtà.</p>
<p>Le informazioni, quindi, non mancano; anzi, ne abbiamo a disposizione fin troppe. Il problema è sapersi orientare in questo oceano: come scegliere, soppesare e usare efficacemente le informazioni che ci servono.</p>
<p>Sei forme per pensare propone un sistema, basato sulle principali figure geometriche, per indirizzare consapevolmente la nostra attenzione nel processo di selezione e valutazione delle informazioni. Ogni figura è associata a un aspetto diverso dell’informazione che stiamo ricevendo — lo scopo, l’accuratezza, il punto di vista, l’interesse, il valore e il risultato — e ne permette così un esame sistematico. Dall’autore di Sei cappelli per pensare, un nuovo modo semplice, pratico ed efficace per migliorare la nostra mente.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Calder]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/calder_28710.jpg" alt="" /> <p><strong>Mostra di sculture dedicate all'arte di Alexander Calter</strong></p>
<p>In occasione della mostra, tutte le domeniche di novembre, Il Gioco del Lotto in collaborazione con i Servizi Educativi-Laboratorio d'arte dell'Azienda Speciale Palaexpo, offrirà ai bambini dai 4 agli 11 anni il laboratorio io gioco con l'Arte - Calder e Lionni. Una storia di amicizia.  Per i genitori è prevista la visita guidata gratuita alla mostra.<br /><br /><strong>I laboratori seguiranno le linee guida del percorso espositivo attraverso la visita della mostra</strong>: con linguaggio semplice e diretto si presenta una selezione di opere per familiarizzare con i temi, i materiali e i processi creativi dell'artista americano. I ragazzi incontrano così il testo artistico in maniera attiva, fanno domande e danno risposte sentendosi protagonisti. Bambini e ragazzi verranno invitati a elaborare un prodotto che nasce dall'incontro con l'arte di Calder e, attraverso la lettura di "Piccolo blu e Piccolo giallo", conosceranno Leo Lionni, autore del libro e amico di Calder.<br /><br />Anche per la mostra di Calder, Il Gioco del Lotto - Lottomatica ha commissionato la stampa di un libro dedicato ai più piccoli edito da ArteBambini, <strong>per avvicinarli, in modo divertente, al magico mondo dello scultore americano</strong>.</p>
<p><strong>Questo libro nasce dall'idea che l'arte possa contribuire positivamente al processo di crescita e di sviluppo dei bambini stimolando la loro fantasia.</strong></p>
<p>Sculture sospese, mosse dal vento. Leggere e casuali. La levità delle immagini evoca forze invisibili e musicali.<br />Questa è stata l’ambizione dell’arte di Calder. Abbandonare la staticità della scultura. Renderla vibrante, sottile, sensibile. Simile a una sinfonia aleatoria.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Funzionano i Servizi Segreti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-funzionano-i-servizi-segreti_29103.jpg" alt="" /> <p>Un libro che fornisce un’introduzione completa, appassionante, progressiva e persino, sotto molti aspetti, <em>pratica</em> a tutti gli aspetti della moderna attività d’intelligence.</p>
<p>Attingendo a molteplici esempi tratti dalle attività dei servizi italiani, statunitensi, israeliani, inglesi, francesi, tedeschi, cinesi, vaticani ecc., Aldo Giannuli, conduce il lettore in una strabiliante rassegna delle «missioni»: dall’ABC della manipolazione informativa e delle veline ai giornali, passando per l’omicidio e il rapimento, fino ai ben più complessi e inquietanti scenari della lotta al terrorismo, dei progetti eversivi, della guerra finanziaria, psicologica, culturale e delle altre guerre non convenzionali.</p>
<p>Ma Giannuli fa anche di più, ci fa scoprire i tanti modi in cui i servizi già oggi praticano «guerre a bassa intensità »: guerre invisibili e distruttive in cui nessun governo può fare a meno di investire risorse crescenti. Dunque nel cuore di ogni Stato, per democratico che sia, esiste chi non agisce in base alle leggi, ma gode di una licenza al «tutto per tutto», spesso servendo gli interessi di fazioni politiche, grandi imprese, poteri forti.</p>
<p>Fatto sta che, come dimostra Giannuli, i servizi «sono ormai un gorgo che risucchia sempre nuovi ambiti: la cultura, la comunicazione, la scienza, l’economia, la finanza, il commercio, l’immigrazione, la dimensione cognitiva». Siamo già al Grande Fratello? Ed esiste un antidoto a questo stato di cose?</p>
<p><strong>l testo è diviso in due parti: </strong></p>
<p><strong>la prima</strong>, più elementare, è rivolta ad un pubblico alle prime armi  e, dopo un breve capitolo storico, descrive le attività informative e le operazioni speciali dei servizi segreti;</p>
<p><strong>la seconda</strong> parte riguarda, invece il ruolo crescente dei servizi segreti nel Mondo. Quindi i nuovi tipi di guerra e le nuove sfide. Molta attenzione è dedicata al tema della guerra economica ed alla convergenza fra i servizi segreti statali e quelli privati delle multinazionali nel mondo dell’ipercapitalismo finanziario, quindi alla trasformazione dell’idea stessa di guerra che non è più riducibile al solo aspetto militare. Gli studi strategici, ormai intrecciano senza soluzione di continuità i dati militari con quelli politici, economici, sociali, finanziari, tecnologici ecc. e prendono in considerazione modelli operativi che mescolano indifferentemente i vari piani (dall’uso del terrorismo alle manovre di destabilizzazione finanziaria, dall’appoggio alla criminalità ed alla pirateria all’aggressione batteriologica o informatica) secondo le dottrine della “guerra asimmetrica”.</p>
<p>L’esito finale è il profilarsi del pericolo di una guerra coperta, asimmetrica, globale che ci obbliga a rivedere tutte le nostre chiavi di lettura politiche.</p>
<p>Il libro si conclude con un appendice che invita ad applicare queste nozioni alla tranquilla, rituale lettura mattutina del giornale, insieme alla colazione: “Cappuccino, brioche ed intelligence”  riporta alcune notizie uscite di recente sulla stampa proponendone possibili letture alternative, un po’ più maliziose. Il giornale letto come lo leggerebbe l’operatore di un servizio segreto. Beninteso: lo scopo non è quello di dire come effettivamente siano andate determinate vicende, ma quello di “leggere il giornale con gli occhiali dell’intelligence”, cioè come le leggerebbe  un operatore del settore mettendole in relazione con altre notizie precedenti e spesso dimenticate.</p>
<p><strong>Un gioco intellettuale che, però, può servire a renderci un po’ più pronti a misurarci con una realtà che cambia e nella quale i servizi segreti hanno un ruolo sempre maggiore.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Aldilà del Muro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/aldila-del-muro_29015.jpg" alt="" /> <p>Il 9 novembre 1989 Lorenzo Capellini era a Parigi quando arrivò la straordinaria notizia che da quella sera i berlinesi dell’Est avrebbero potuto varcare “il muro” e andare a Berlino Ovest senza problemi.</p>
<p>Atterrato all’aeroporto di Berlino, chiese al taxista di portarlo subito alla Porta di Brandeburgo: “Ho visto la felicità. Centinaia di persone abbracciate. La grande festa è durata tutta la notte.Ho assistito, poco più in là, all’apertura di un varco sulla Kreuzbergstrasse. Indimenticabile la gioia sui visi dei giovani che oltrepassavano il muro per la prima volta.Il giorno dopo sono andato in Potsdamer Platz: quella che un tempo era la più importante piazza della città, è ora una grande spianata desolata, una specie di terra in vague attraversato dal muro; qui ne avevano appena demolito un grande pezzo per far passare anche le scoppiettanti Trabant, mentre la gente passava incredula”.</p>
<p>In occasione del Ventennale della caduta del Muro di Berlino, si tiene a Milano da martedi 10a giovedì 26 novembre - presso il foyer dello Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano-</p>
<p><strong>la mostra fotografica</strong> “<strong>ALDILA’ DEL MURO. </strong>9 novembre 1989 - 9 novembre 2009” di Lorenzo Capellini, promossa dalla Provincia di Milano.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Aquila 2009. La Mia Verità sul Terremoto]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-aquila-2009-la-mia-verita-sul-terremoto_29113.jpg" alt="" /> <p><strong>Il 6 aprile del 2009, in Abruzzo, si è scatenata la furia del più inquietante dei fenomeni naturali. </strong></p>
<p>Quel giorno nulla fu risparmiato dalla violenza del terremoto e la regione venne annientata dal tremore della terra ma anche da un’inspiegabile ignavia: la stessa colpevole negligenza che, dopo il disastro, ha parlato di cemento armato fasullo e perizie geologiche ignorate nel nome del profitto.</p>
<p>In questo panorama desolante, Giampaolo Giuliani si è distinto per la serietà con cui ha lavorato per realizzare un sogno: mettere a punto un metodo attraverso il quale riuscire a prevedere i terremoti e, di conseguenza, predisporre i relativi piani di evacuazione. Per questo, mentre l’Abruzzo veniva scosso da uno sciame sismico definito innocuo dagli «esperti», Giuliani, confortato dalle sue ricerche, cercò in tutti i modi di avvertire le autorità dell’enorme rischio che L’Aquila stava correndo: una previsione destinata ad avverarsi ma che è costata al ricercatore una denuncia per «procurato allarme» e un trattamento degno di un criminale.</p>
<p>Oggi, attraverso questo libro, Giampaolo Giuliani mette nero su bianco la sua verità.</p>
<p>E con un linguaggio semplice ma rigoroso denuncia gli interessi grazie ai quali la scienza «ufficiale» si è rifiutata di prestare attenzione ai suoi studi e gli errori con cui la stessa Protezione Civile ha ignorato un allarme che avrebbe potuto risparmiare la vita di centinaia di persone. Un documento sconvolgente – ma vero – sul quale domina un grido inascoltato: «L’AQUILA SI POTEVA SALVARE».</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Patatrac!]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/patatrac_28871.jpg" alt="" /> <p>Da un anno parliamo solo di economia e di paure: la sicurezza, l’emergenza ambientale, ma soprattutto una crisi finanziaria gravissima, un «patatrac!» globale che gli esperti non avevano previsto e che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, ha fatto fallire numerose banche e industrie e creato milioni di disoccupati.</p>
<p>I potenti del pianeta e gli esperti si sentono in dovere di diffondere fiducia e dunque continuano a rassicurarci: ripetono che le cifre sono confortanti, la ripresa è in arrivo e malgrado qualche momentanea difficoltà tutto andrà per il meglio. Ma sono le stesse persone - politici ed economisti - che non hanno fatto nulla per avvertirci del disastro incombente e che ora stanno facendo troppo poco per informarci correttamente e per guidarci fuori dal tunnel. Restano vaghe persino le dimensioni complessive del tracollo finanziario, l’ammontare dei debiti e dei titoli spazzatura.</p>
<p>Roberto Vacca, con il suo straordinario talento di divulgatore e un’intelligenza che riesce a superare i luoghi comuni, ci aiuta a fare il punto. Traccia una diagnosi accurata e realistica e fotografa la situazione: un primo passo indispensabile per provare a vedere quello che accadrà nel futuro. Poi esamina i diversi scenari che abbiamo di fronte e quello che possiamo fare per sbrogliare una matassa davvero ingarbugliata e pericolosa. E ci ricorda con forza che per uscire davvero dalla crisi è necessario prima di tutto alzare il livello culturale medio della popolazione.</p>
<p>«Non pretendo di dare risposte complete a problemi epocali. Propongo risposte semplici basate su criteri accettati di contabilità, su considerazioni di buon senso e su analogie con eventi noti che si sono già verificati in passato. Descrivo anche previsioni quantitative, basate su formule empiriche, che forse possono suggerire quanto durerà la crisi in corso. Non sono certo profezie, ma scenari plausibili.</p>
<p>Anche se la storia non è davvero maestra di vita, pare che i processi di apprendimento esistano davvero. Proviamo a ragionare e a imparare.»</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Geopolitica delle Emozioni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/geopolitica-delle-emozioni_28870.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;">L’impatto emotivo della globalizzazione</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L’</strong><strong>Occidente</strong> – gli Stati Uniti e l’Europa – è dominato dalla cultura della paura.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I paesi arabi</strong> e il mondo musulmano sono chiusi dalla cultura dell'umiliazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La Cina, l’India</strong> e gli altri paesi emergenti sono animati dalla cultura della speranza.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;">L’Occidente riuscirà a superare le proprie paure senza rifugiarsi nel protezionismo e nel militarismo?</p>
<p style="text-align: center;">La variegata galassia musulmana riuscirà a liberarsi del suo retaggio di umiliazioni?</p>
<p style="text-align: center;">India e Cina potranno sostenere il loro sviluppo e mantenere viva la speranza?</p>
<p style="text-align: center;">E quale sarà l’impatto della crisi economica mondiale?</p>
<p>Nello Scontro delle civiltà Samuel Huntington aveva previsto che, dopo la guerra fredda, a originare la maggior parte dei conflitti non sarebbero state divergenze ideologiche o economiche, ma scontri culturali. In Geopolitca delle emozioni Dominique Moïsi dimostra che dopo l’11 settembre il mondo è diviso da fratture ancora più profonde. Oggi, spiega Moïsi, la situazione geopolitica è segnata da uno «scontro delle emozioni»: a plasmare il mondo contemporaneo sono la paura, l’umiliazione e la speranza.</p>
<p>In questi anni, sia gli Stati Uniti sia l’Europa sono stati dominati dalla paura dell’«altro», dal timore di perdere la propria identità, dalla mancanza di un progetto. I due pilastri dell’Occidente, invece di ritrovare unità per superare queste difficoltà, si sono scontrate duramente sulla maniera migliore per combatterle.</p>
<p>Gli arabi, e in generale il mondo musulmano, continuano a recriminare per le ingiustizie subite nel corso della storia, si sentono esclusi dai benefici della globalizzazione e sofforono per le dispute e per gli scontri civili e religiosi che dai loro paesi raggiungono la diaspora musulmana: quella che era una cultura dell’umiliazione rischia di trasformarsi in una cultura dell’odio.</p>
<p>Nel frattempo, l’Asia è riuscita a concentrarsi nella costruzione di un futuro migliore: rilevando il testimone da un Occidente dominato dall’America, si fa portavoce delle cultura della speranza.</p>
<p><strong>Geopolitica delle emozioni esplora questi tre diversi atteggiamenti e il loro impatto sui conflitti politici, sociali e culturali che stanno insanguinando il mondo.</strong> E pone una serie di domande fondamentali per capire quello che potrà accadere nei prossimi anni, offrendo una nuova analisi della globalizzazione: l’Occidente riuscirà a superare le proprie paure senza rifugiarsi nel protezionismo e nel militarismo? La variegata galassia musulmana riuscirà a liberarsi del suo retaggio di umiliazioni? India e Cina potranno sostenere il loro sviluppo e mantenere viva la speranza? E quale può essere l’impatto della crisi economica mondiale?</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Veleni di Stato]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/veleni-di-stato_29055.jpg" alt="" /> <p>”<em>Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza guerra mondiale, ma so che la Quarta guerra mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni.”</em></p>
<p><strong>Albert Einstein</strong></p>
<p>Nel 1941 l’Italia disponeva di uno dei più grandi arsenali di armi chimiche del mondo. Antrace, iprite, virus, batteri: la fabbrica dei veleni creati per costruire l’impero della dittatura fascista ha divorato vittime in Libia e in Etiopia, ha colpito i combattenti spagnoli che lottavano per la libertà, lasciando dietro di sé una scia di malattie e dolore. <br /><br />Ma la creazione di questi stessi veleni ha preteso un prezzo altissimo anche all’Italia: durante le fasi di sperimentazione, e poi con il concludersi della guerra, intere zone del nostro Paese sono state contaminate dagli esperimenti, ordigni sono stati abbandonati davanti alle coste delle Marche e della Puglia, testate letali sono state scaricate attorno a Ischia. Tutto ciò, a partire dal dopoguerra, è scivolato nel più assoluto silenzio.</p>
<p>Gianluca Di Feo ricostruisce la sorte delle fabbriche di queste sostanze e dei laboratori usati per studiare i distillati tossici e mai bonificati: nel Golfo di Napoli, sulla costa di Pesaro, sulle rive del Lago Maggiore, nei boschi della Tuscia. Industrie e depositi nascosti per decenni da ministri, generali, industriali, un segreto vissuto nel silenzio per generazioni. <br /><br />Attraverso documenti inediti e secretati, denunce inascoltate delle popolazioni, testimonianze e sopralluoghi, Di Feo compie un viaggio nell’abisso più nero della nostra storia. Un abisso ancora aperto.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Libro dei Fatti Matti 2010]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-libro-dei-fatti-matti-2010_29112.jpg" alt="" /> <p>Ancor più ricca e sorprendente dell'edizione 2009, torna in libreria l'agenda dei fatti più strani, curiosi e incredibili del mondo. Un'equipe di giornalisti ha monitorato, per il terzo anno. le notizie meno: tradizionali di giornali, siti web, radio e televisioni, spulciandole dai vari notiziari. <br /><br />Parola d'ordine: <strong>tenersi alla larga dalla politica, dalla cronaca più deprimente o dal pettegolezzo su vip e pseudo tali. </strong></p>
<p><strong>Largo, invece, a tutto ciò che genera stupore e buonumore.</strong></p>
<p>Dietro lo schermo delle notizie da prima pagina, spesso ripetitive e noiose, c'è un mondo insospettabile ma molto, molto più bizzarro e divertente. Insomma, anche quest'anno è un anno di fatti... da matti.</p>
<p><strong>Tutto da leggere, tutto da ridere. Buon divertimento.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Risveglio del Dragone]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-risveglio-del-dragone.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-risveglio-del-dragone_29057.jpg" alt="" /> <p>La Cina si è risvegliata e grazie alla sua millenaria cultura, al suo attivismo e alla scelta di avvicinarsi alla finanza e alle banche occidentali, sta sconvolgendo gli equilibri politico-finanziari che avevano caratterizzato il millennio appena terminato.</p>
<p><strong>È impensabile riuscire a comprendere il boom cinese senza conoscere i profondi cambiamenti che hanno interessato il sistema bancario e finanziario del Paese negli ultimi anni.</strong> <br /><br />Questo libro mostra come la crescita economica venga sostenuta da un modello di organizzazione di cui vengono presentati gli elementi principali - banche, Fondo sovrano, Banca centrale, politica monetaria - , descrivendone le modalità funzionali, strutturali e il procedere verso forme organizzative di tipo occidentale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Altra Casta]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-altra-casta.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-altra-casta.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-altra-casta_29263.jpg" alt="" /> <p>I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. L'autore sostiene che lo strapotere e l'invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano i più recenti sondaggi d'opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. <br /><br /><strong>L'immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta</strong>. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso. <br /><br />Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l'ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori.</p>
<p>Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell'intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Codice dei Rifiuti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-codice-dei-rifiuti_29397.jpg" alt="" /> <p>Uno strumento completo e sistematico a supporto degli operatori pubblici e privati che affrontano il nuovo scenario della gestione dei rifiuti.</p>
<p>Data la complessità della materia, l’Opera è stata strutturata in modo da facilitare al massimo il collegamento e l’integrazione tra i diversi documenti presenti, attraverso un sistema di parole-chiave, una serie di indici cronologici e analitici, nonché un repertorio di percorsi tematici.</p>
<p><strong>Legislazione</strong></p>
<p>Repertorio completo delle norme nazionali e comunitarie in materia. Tutti i testi sono annotati e armonizzati con le modifiche e integrazioni intervenute.</p>
<p><strong>Prassi</strong></p>
<p>Documenti di natura interpretativa ed esplicativa emanati dalle autorità competenti.</p>
<p><strong>Giurisprudenza</strong></p>
<p>Ampia raccolta di sentenze della Corte di Giustizia Ue e della Corte di Cassazione.</p>
<p><strong>Albo Gestori</strong></p>
<p>Principali delibere e circolari che disciplinano le varie modalità di iscrizione, autorizzazione e requisiti finanziari.</p>
<p><strong>Indici e appendici</strong></p>
<p>Strumenti di consultazione cronologica, analitica, per parole-chiave e per alcune filiere di gestione. In ciascuna sezione sono evidenziati i rinvii a una ricca documentazione complementare che è disponibile, costantemente aggiornata, nel sito reteambiente.it.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Disfatta del Medio Oriente]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-disfatta-del-medio-oriente_29449.jpg" alt="" /> <p><strong>Una rappresentazione devastante dell’abisso in cui è sprofondato l’Occidente per conquistare il Medio Oriente.</strong></p>
<p>Perché ci odiano?, un interrogativo che si sono posti in tanti dopo il fatidico 11 settembre 2001. Jeremy Salt, professore presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Bilkent University di Ankara, traccia in questo libro il retroscena essenziale per capire l’odierno Medio Oriente, narrando la lunga e sanguinaria storia dell’ingerenza occidentale nei paesi arabi.</p>
<p>Con uno stile chiaro e dettagliato, analizza i più importanti eventi che hanno plasmato quell’area geografica, a partire dalle colonizzazioni francesi in Algeria e inglesi in Egitto nel XIX secolo al conflitto israelo-palestinese e fino alla guerra in Iraq. Collegando tutti questi eventi, Salt dipinge un quadro dai colori aspri sulla campagna prolungata delle forze occidentali in Medio Oriente con qualunque mezzo possibile e con un costo di vite umane incalcolabile.</p>
<p>Grazie a un’accurata documentazione recuperata dagli archivi desecretati americani e britannici, questo libro rivela per la prima volta tutti i retroscena delle scelte politiche compiute fino a oggi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mafia Export]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mafia-export_29455.jpg" alt="" /> <p>Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi.</p>
<p>Brevi servizi che non lasciano traccia nell'opinione pubblica, assuefatta e indifferente.</p>
<p>In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita. Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c'è una realtà in cui narcotrafficanti della 'ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori "coccolati" in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent'anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario - in cui il fatturato annuo di 'ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell'"industria mafiosa" - si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo?</p>
<p>E fin dove sono arrivate? A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di "colonizzazione" economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dossier Padre Pio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dossier-padre-pio_29427.jpg" alt="" /> <p>La relazione del prefetto di Foggia (19 giugno 1919)</p>
<p>• La relazione del medico Amico Bignami (26 luglio 1919)</p>
<p>• Le tre relazioni di padre Agostino Gemelli (19 aprile e 2 luglio 1920, 6 aprile 1926)</p>
<p>• Il dibattito alla Camera dei deputati sulla strage del 14 ottobre 1920 a San Giovanni Rotondo</p>
<p>• Il rapporto del visitatore apostolico, monsignor Raffaello Rossi, con gli interrogatori di padre Pio (4 ottobre 1921)</p>
<p>• Gli ammonimenti del Sant'Uffizio (31 maggio 1923 e 24 luglio 1924).</p>
<p>Padre Agostino Gemelli: «Padre Pio presenta le note caratteristiche di una deficienza mentale di grado notevole... La suggestione esercitata (su di lui) dal padre Benedetto ha finito per creare uno stato morboso che fra le sue manifestazioni ha avuto anche le stigmate... Padre Pio a poco a poco è stato vittima a causa della suggestione collettiva che si è andata creando intorno a lui».</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Giornalismo Partecipativo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/giornalismo-partecipativo_32975.jpg" alt="" /> <p align="center"><strong>Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza  culturale, <br /> il servilismo e il carrierismo sono i  primi motori  di omologazione dei media  tradizionali. <br /> Una speranza viene da Internet. </strong></p>
<p align="center"><strong>Nella nebulosa informativa, i  “media personali  di comunicazione di massa”, dove milioni di <br /> liberi cittadini possono dire la propria, libertà <br /> di stampa  vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “<em>privilegio di stampa”</em>. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.</p>
<p style="text-align: justify;">La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il collateralismo tra mass media e potere è un consolidato processo storico e solo ciò che è vendibile è rappresentato, i media disegnano una società unidimensionale dove interi mondi sono oscurati, travisati o criminalizzati. In una società dove, usando le parole di Noam Chomsky, il giornalismo è “la fabbrica del consenso”, tutti i migranti sono delinquenti e tutte le donne aspiranti veline.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi etica ed economica della stampa è accelerata dal medium che incarna l’informazione del futuro: Internet. A 15 anni dall’arrivo dei giornali in Rete è tempo di ripercorrerne la storia: le edizioni digitali rappresentano finora un’occasione mancata, usata per abbassare i costi, precarizzare i giornalisti e omologare verso il basso il messaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Trent’anni di informazione digitale rappresentano però anche un parallelo processo di democratizzazione dell’informazione. La Rete offre sinapsi e tecnologia libera, rompendo la gabbia della concentrazione editoriale. Abbassando l’asticella permette a milioni di soggetti di far circolare notizie non filtrate dal mainstream.</p>
<p style="text-align: justify;">Con luci e ombre, da molto prima della nascita dei blog, del Web 2.0, dei social network, la Rete ha reso possibile un giornalismo diffuso e partecipativo, dal basso, ma non per questo meno verificabile. Se i media tradizionali si basano sulla cooptazione, il “giornalismo partecipativo” fonda la propria autorevolezza sulla revisione tra pari caratteristica della comunità scientifica e sulla comunicazione aperta. Siamo di fronte a un’erosione del latifondo mediatico e a una Riforma agraria dell’informazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Gennaro Carotenuto insegna Storia del giornalismo e dei nuovi media e Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con Radio3Rai e scrive per il trimestrale Latinoamerica dal 1992.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha collaborato con quotidiani come El País, La Stampa, La Jornada. Dal 1997 è analista di politica internazionale del settimanale uruguayano Brecha. Dal 1995 sperimenta il giornalismo partecipativo con un proprio sito personale: http://www.gennarocarotenuto.it. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo (Sperling&amp;Kupfer). Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Manuale Pratico della Transizione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/manuale-pratico-della-transizione_26512.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><em>“Se la vostra città non è ancora in transizione, ecco una guida che ci può aiutare. </em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><em>Abbiamo poco tempo e molte cose da fare”.</em></span></p>
<p>Popossiamo cambiare prospettiva e guardare gli eventi da un altro punto di vista. Trasformare una situazione apparentemente negativa in una grande occasione di cambiamento. <strong>Possiamo prepararci alla transizione</strong>. Perché un cambiamento ci sarà di certo e coinvolgerà il nostro stile di vita, fino ad ora basato sulla grande disponibilità di combustibili fossili a buon mercato.</p>
<p>E oggi, che il picco del petrolio non è più una teoria ma un’osservazione basata su dati storici, un mutamento radicale della nostra prospettiva è una necessità. O meglio un’opportunità.</p>
<p>Viviamo in un mondo totalmente dipendente dal petrolio e abbiamo raggiunto questa condizione senza pianificare cosa avremmo fatto dopo. Molte persone non pensano ancora a cosa succederà quando il petrolio terminerà o sarò diventato troppo costoso, ma un nuovo modo di pensare e agire ci mostra già come i cambiamenti inevitabili e profondi che ci attendono possano avere conseguenze positive. È l’approccio della transizione.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em><strong>Dal suo fondatore, il testo fondamentale del movimento<span style="color: #008000;"><strong> delle </strong></span></strong></em></span><strong><em><span style="color: #008000;"><span class="boxTxt"><strong>TRANSITION TOWNS</strong>.</span></span></em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em><strong>Una guida pratica per ogni comunità che desidera avviarsi verso la TRANSIZIONE.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em><strong>Un modo nuovo, positivo, ottimista e molto convincente di rispondere al futuro che ci aspetta.</strong></em></span></p>
<p>Il libro contiene un’appendice sulla nascita e sullo sviluppo del Movimento della Transizione in Italia, a cura di Ellen Bermann, presidente di Transition Italia.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Grande Vecchio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-grande-vecchio_27670.jpg" alt="" /> <p>C'è una lunga stagione della storia italiana in cui forze sotterranee e occulte si sono di volta in volta incrociate, sommate o scontrate con le forze visibili della politica, dell'economia, della società in una guerra segreta tra l'Occidente e il blocco comunista.</p>
<p>Una guerra a bassa intensità, non ortodossa, non convenzionale, che però ha provocato tantissime vittime e ha inquinato per sempre la vita della nostra Repubblica.</p>
<p>Oggi questa guerra è finita, ma la verità resta indicibile. E i processi - piazza Fontana, piazza della Loggia, Italicus, Gladio, P2 - si chiudono e si riaprono, senza quasi mai poter accertare in via definitiva i colpevoli.</p>
<p>Due generazioni di magistrati si sono spesi a cercare la verità. Sono sempre stati fermati poco prima di svelarla. Eppure, le loro inchieste e le loro sentenze hanno dimostrato che, senza l'intervento dei servizi e le coperture internazionali, non una delle stragi italiane sarebbe stata commessa e, se commessa, non sarebbe potuta rimanere impunita. E che solo guardandole tutte insieme se ne può capire il senso.</p>
<p>Perché il Grande Vecchio altro non è che un sistema di poteri. Nel quadro della guerra fredda e della sovranità limitata dell'Italia, alla legalità ufficiale si è sostituita una "legalità" sotterranea con regole inconfessabili che, al di là degli obiettivi iniziali, è cresciuta a dismisura: l'eversione di Stato ha nutrito la corruzione politica e si è saldata con la criminalità organizzata.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Effetto Caldo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/effetto-caldo_27998.jpg" alt="" /> <p>"Un grado fa la differenza: dal decimo al quindicesimo secolo la Terra ha subito un rialzo della temperatura che ha mutato drasticamente le condizioni ambientali. Un po’ come sta accadendo in questi decenni. «Piccoli» mutamenti di temperatura hanno, come dimostra Fagan, effetti impensabili sulla vita del genere umano. Nell’Europa occidentale le estati più lunghe hanno portato a raccolti più abbondanti e a una crescita demografica che è sfociata in una fioritura culturale eccezionale. Nell’Artico gli inuit hanno potuto stabilire relazioni commerciali attraverso il mare, nel Pacifico i polinesiani hanno raggiunto le isole più remote del loro orizzonte. Ma in molte parti del globo il rialzo delle temperature ha portato a siccità, fame e miseria. Le civiltà precolombiane furono praticamente annientate ben prima dell’arrivo dei conquistadores e nell’Africa subsahariana vennero meno le condizioni per la sopravvivenza umana...</p>
<p>Fagan racconta una storia di lunghissimo periodo e, attraverso l’analisi del primo «Grande Caldo», mette in guardia da quanti si ostinano a sottovalutare il potere del clima sulla vita dell’uomo. La vulnerabilità di fronte alle condizioni climatiche è il vero pericolo per gli uomini d’oggi che, dissennatamente, accelerano il processo in atto anziché tentare di salvaguardare il precario equilibrio della vita sulla Terra."</p>
<p><em>"La storia affascinante dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze."</em></p>
<p><strong>New York Times</strong></p>
<p><em>"Una lettura stimolante e illuminante."</em></p>
<p><strong>Financial Times</strong></p>
<p><em>"Con un occhio rivolto al passato dell'umanità, Fagan lancia un serio avvertimento a quanti decidono di guardare al futuro."</em></p>
<p><strong>Publishers Weekly</strong></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Un brano</strong></span></p>
<p>"Il Periodo caldo medievale ci dice molte cose sul modo in cui gli esseri umani si adattano alla crisi climatica, e ci preannuncia lunghi periodi di siccità che accompagnano il riscaldamento. Siamo sulla soglia di un’epoca in cui l’estrema aridità colpirà gran parte della popolazione mondiale, oggi assai più numerosa, e in cui le sfide da vincere per adattarsi alla ricorrente penuria d’acqua e scarsità dei raccolti saranno infinitamente più complesse. Possiamo soltanto sperare che le nostre doti tipicamente umane di adattabilità, ingegnosità e opportunismo ci aiutino ad affrontare con successo quello che non può essere descritto se non come un futuro incerto e difficile."</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Governo dell'Ambiente]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-governo-dell-ambiente_27997.jpg" alt="" /> <p><strong>Il tema fondamentale del nostro secolo diventa, ogni giorno di più, il rapporto tra l'uomo e il pianeta in cui vive, tra speranze di benessere e ansie per i crescenti effetti dell'inquinamento e dei limiti delle risorse naturali.</strong></p>
<p>La questione è da tempo al centro delle politiche nazionali e delle relazioni internazionali. Non sorprende dunque che negli ultimi anni la politica e il diritto dell'ambiente si siano arricchiti di nuovi argomenti, nuove problematiche, nuove norme. Chi si occupa di ambiente, oggi, deve occuparsi anche di povertà, di commercio internazionale, di politica sanitaria... Su molte materie si accumulano leggi su leggi, altre restano scarsamente regolate, mentre di alcuni temi chiave, per esempio l'acqua, non si parla quasi.</p>
<p><strong><em>"Il governo dell'ambiente"</em></strong> offre una panoramica ampia, dei problemi con cui si deve confrontare chiunque abbia a cuore le tematiche dello sviluppo e della sostenibilità globale. Presenta i principi e le leggi che regolano il diritto ambientale, con particolare attenzione alla stratificazione storica che ha portato alle attuali normative.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Granduchi di Soldonia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i-granduchi-di-soldonia_27904.jpg" alt="" /> <p>Chissà che avrebbe fatto il vecchio zio Paperone - una logora redingote portata per anni, il timore di perdere anche un solo cent - di fronte al terremoto finanziario dell'ottobre 2008, che ha quasi dimezzato le ricchezze dei miliardari di tutti i Paesi!</p>
<p>Difficile immaginarlo, così come sarebbe difficile per lui, ricco di vecchio stampo, concepire i giochi di prestigio con i quali i nababbi di oggi hanno moltiplicato, e poi in parte bruciato, i loro patrimoni. Ma se la crisi ha ridotto al rango di semplici milionari quasi un terzo dei "signori nove zeri" inclusi nella lista annuale della rivista Forbes, non sono di certo loro a pagare il conto di un ventennio di finanza sconsiderata.</p>
<p>Che differenza c'è, in fondo, tra sedere in cima a una montagna di 4 miliardi di dollari e una di appena 3 o 2? Dunque, non solo non è vero che "anche i ricchi piangono" ma, a giudicare dagli sfarzi e dagli eccessi ai quali si abbandonano, gli Abramovich, gli Ismailov, i Mittal, i Mansour bin Zayed e gli altri membri dell'ultraesclusivo club dei "vergognosamente ricchi" non si vergognano affatto delle spregiudicate manovre che stanno all'origine delle loro fortune.</p>
<p>Anche questo libro di Antonio Caprarica è in un certo senso, come i precedenti, un diario di viaggio, ma in un Paese particolare, identificato da un unico confine: il livello del conto in banca. Percorrendo in lungo e in largo la terra di Soldonia, ci si imbatte in caveau rigurgitanti denaro, in regge da mille e una notte, in porti ingorgati da megayacht, nei luoghi dove si consumano i rituali, le follie e gli affari sporchi dell'élite che determina gli indirizzi dell'economia mondiale come i trend della moda, dell'abitare, del viaggiare.</p>
<p>Un itinerario denso di scoperte sorprendenti in un mondo molto lontano dalla Terra, dove "le proteste dei disoccupati e i cigolii dei cancelli delle fabbriche che chiudono sono solo rumori di fondo"</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[l'Onorata Società]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-onorata-societa_27905.jpg" alt="" /> <p><strong>Hai voglia a dire che per contrastare l’inefficienza italiana bisogna fare le riforme.</strong> Lo ripetono tutti, incessantemente. Ma poi le riforme, quelle vere, non si fanno. Colpa della politica? Senz’altro. Ma quella raccontata in queste pagine è un’altra storia.</p>
<p>Corporazione per corporazione, questa è un’odissea illuminante tra figli di, salotti buoni, intrecci perversi. Perché se le cause dell’inefficienza italiana hanno mille nomi – gerontocrazia, nepotismo, corporativismo… – questo viaggio nella cupola dell’«Italia che lavora» fa finalmente anche i cognomi: professionisti, imprenditori, uomini di finanza, docenti universitari, baroni della medicina.</p>
<p>Conoscete Giacomo Leopardi? Non il poeta, un suo omonimo, meno famoso ma sicuramente più potente: l’uomo che alla guida dell’Ordine nazionale dei farmacisti ha fatto il diavolo a quattro appoggiando la serrata dei camici bianchi. Avete mai sentito parlare di Dino Abbascià, il Leone di Bisceglie? Difficile. Eppure è lui che guida la fronda dei commercianti alimentari. E che dire di Riccardo Pedrizzi, il superlobbista delle assicurazioni? O di Giuseppe Rotelli, il re della sanità privata? E di cento altri sconosciuti ai più? Come funziona il partito degli appalti? E perché gli aerei non volano e i treni non arrivano in orario?</p>
<p><strong>Allineando vicende che fanno indignare e storie che ci costringono a sbellicarci di amare risate, questa stringente inchiesta dimostra perché, con tutta evidenza, la salvezza non giungerà dalla tanto celebrata società civile.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Economics 2.0]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__economics-2-0.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/economics-2-0_28460.jpg" alt="" /> <p>Come tutti ormai sappiamo, l'economia determina la nostra vita, dalla politica globale al prezzo di un paio di scarpe cinesi, alla qualità della vita dopo un intervento di bypass.</p>
<p>Le notizie sui mercati aprono il telegiornale e la fanno da padrone su carta e online. Ma come si esercita quest’influenza e come ci si può districare tra le teorie spesso incomprensibili (e contraddittorie) degli economisti?</p>
<p>Partendo dai lavori recenti dei pensatori più importanti di tutto il mondo – Philippe Aghion, Paul Krugman, George Akerlof, Gary Becker, George Loewenstein, ma anche molti studiosi italiani – il libro affronta, senza termini tecnici e formule, lo stato dell’arte della scienza economica in un ampio range di argomenti: dalla natura della felicità alle origini della crisi finanziaria.</p>
<p>Rigoroso, aggiornato, ma completamente privo di zavorre astratte, Economics 2.0 dimostra con successo che l'economia non è una scienza arida, ma esercita costantemente (e in modo spesso inaspettato) la sua influenza sulla vita reale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dossier Mangano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dossier-mangano_28713.jpg" alt="" /> <p>Il Boss mafioso Vittorio Mangano, stalliere nella villa ex Stampa di Arcore a metà degli anni Settenta, è uno dei tanti buchi neri della biografia di Silvio Berlusconi.</p>
<p><strong>Questo libro ricostruisce la biografia criminale di Mangano.</strong></p>
<p>Tutte le ombre di Cosa nostra sull’impero berlusconiano. Il boss mafioso Vittorio Mangano, “stalliere” nella villa di Arcore, e il tentato sequestro D’Angerio. I rapporti del berlusconiano Marcello Dell’Utri con esponenti dell’Onorata società. I sospetti di traffico di stupefacenti e di riciclaggio. Il pizzo delle antenne in Sicilia.</p>
<p>Le dichiarazioni di svariati collaboratori di giustizia...</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Roma Senza Fissa Dimora]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/roma-senza-fissa-dimora_28718.jpg" alt="" /> <p>Della mia prima notte per strada mi rimane soprattutto la stanchezza. E un certo senso di vergogna. Sento come il bisogno di nascondermi tra la folla, anonimo; non riesco a fermarmi, cammino avanti e indietro, in quel pullulare di genti, zaini a tracolla, borse, valigie e carrelli.</p>
<p>Mi accorgo subito che non è affatto difficile essere trasparente agli sguardi dei viaggiatori di passaggio in una stazione…”.</p>
<p>“<em>Questo réportage è importante anzitutto perché restituisce identità, storie e ‘corporeità’ a chi, pur non avendole perdute, è come se non le avesse più. Il libro di Del Grande dimostra che un giornalismo umano e del tutto privo di cinismo è possibile</em>”</p>
<p>(dalla prefazione di <strong>Stefano Trasatti</strong>).</p>
<p><strong>Un viaggio che attraversa i confini sociali non solo di una città, ma di un intero Paese.</strong></p>
<p>Un’esperienza incredibile, eppure reale, nella città degli oltre 6.000 esclusi e, al contempo, nella città che li esclude. A Natale. Questo ne è il racconto.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Generation Kill]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/generation-kill_28675.jpg" alt="" /> <p>I <strong>Marines </strong>del <strong>First Recon Battalion</strong>, il primo battaglione esploratori, hanno guidato l'avanzata nella guerra lampo in <strong>Iraq </strong>e sono stati tra le prime unità combattenti a conoscere gli orrori della guerriglia. Presuntuosi, coraggiosi, ostinati e per la maggior parte impreparati alle atrocità fisiche e psicologiche che avrebbero affrontato, i membri del "<strong>primo battaglione suicida</strong>", come sono stati soprannominati, rappresentano una nuova razza di soldati, cresciuti con l'hip-hop, la pornografia via Internet e i videogames. Un gruppo eterogeneo di ex giocatori di football, ex fumatori di marijuana, buddhisti e seguaci della New Age che trae ispirazione dai film di kung fu e dai talk show di Oprah Winfrey.</p>
<p><strong>Questo volume racconta la vera storia dei Marines entrati per primi in Iraq, fino alla liberazione di Nasiriyah, attraverso le parole del giornalista embedded Evan Wright, inviato della rivista "Rolling Stone", che li ha seguiti a bordo dell'Humvee più avanzato.</strong></p>
<p>Uno straordinario ritratto della guerra moderna, fatta di imprevedibilità, brutalità e cameratismo e un resoconto inquietante, toccante e divertente allo stesso tempo, da cui la HboFilms ha prodotto una serie televisiva di grande successo negli Stati Uniti, ora approdata anche in Italia.<strong><br /></strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lo Scisma]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lo-scisma_28661.jpg" alt="" /> <p>Ormai lo ammette perfino il papa: <strong>la Chiesa è divisa</strong>. Il referendum sulla fecondazione assistita, i drammi di Welby e di Eluana e la battaglia sul testamento biologico, i Dico e le unioni gay, la ricerca sulle staminali embrionali, la pillola abortiva RU486: su questi e altri temi si sono aperte lacerazioni profonde non soltanto tra laici e credenti, ma nel corpo stesso del mondo cattolico.</p>
<p>Prima <strong>Wojtyla </strong>e ora <strong>Ratzinger </strong>hanno scelto di contrastare la sfida del relativismo e della scienza con una ferrea restaurazione teologica e dottrinale che chiude la porta a ogni innovazione e discussione anche su questioni come il ruolo delle donne e il celibato dei preti, deludendo le aspettative di molti religiosi e accentuando il distacco dalla gerarchia di larga parte dei fedeli.</p>
<p>Dopo la "<strong>Variabile Dio</strong>", <strong>Riccardo Chiaberge</strong> prosegue il suo viaggio ai confini tra religione e modernità, esplorando il continente sommerso dei cattolici "<strong>disobbedienti</strong>" che testimoniano la loro fede nella vita quotidiana ma stentano a riconoscersi nella linea ufficiale della Chiesa: eremiti cistercensi, suore missionarie, preti di periferia, teologi eterodossi, parroci sposati. Ma anche imprenditori in tonaca, medici pellegrini a Lourdes, ricercatrici sulle frontiere della bioetica, storici, filosofi, intellettuali. E semplici fedeli, uomini e donne, delusi da un clero che si mostra inflessibile con i peccatori senza potere ma non altrettanto con i peccati dei potenti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Che Tempo che Farà]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/che-tempo-che-fara_28782.jpg" alt="" /> <p>Mai come oggi l'atmosfera terrestre, gli oceani e i continenti sono stati tanto sorvegliati dal punto di vista meteorologico e ambientale: le informazioni non mancano, anzi, sono talmente sterminate che è facile perdersi.</p>
<p>Tanto la stampa di casa nostra quanto quella internazionale pullula di titoli allarmanti che annunciano prossime catastrofi, ingigantendo dati già di per sé drammatici, oppure minimizzano o negano i cambiamenti climatici.</p>
<p>L'aumento della temperatura, il ritiro dei ghiacciai e l'innalzamento dei livelli del mare sono ormai fenomeni assodati, ma perché tutto ciò accade? In che condizioni vivremo fra cinquant'anni? I titoli che leggiamo sono esclusivamente frutto dell'allarmismo o stiamo davvero andando incontro a una mutazione climatica irreversibile, causata dall'uomo? Luca Mercalli, che ogni settimana dagli schermi della trasmissione "<em>Che tempo che fa</em>" racconta la meteorologia e i fenomeni climatici agli italiani, offre una serie di risposte, semplici ma scientifiche, alle svariate domande sul futuro che ci aspetta.</p>
<p>Tracciando una breve storia del clima sul nostro pianeta, con ampie sezioni dedicate al caso particolare dell'Italia, questo libro chiarisce i rischi che ci troveremo ad affrontare un domani non troppo lontano e propone alcuni accorgimenti da prendere fin da ora per limitare le emissioni di gas serra.</p>
<p>Perché, se non iniziamo subito a utilizzare gli strumenti di cui già disponiamo, difficilmente otterremo in seguito risultati apprezzabili.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[King Report III]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/k/king-report-iii_28958.jpg" alt="" /> <p>L'entrata in vigore del nuovo<strong> Companies Act n. 71 del 2008</strong> ("lo Statuto") e i <strong>cambiamenti avvenuti nelle tendenze internazionali in tema di governance </strong>hanno reso necessaria la stesura del terzo rapporto sulla corporate governance in Sud Africa.</p>
<p>Tale rapporto, indicato come King III, è stato redatto dal Comitato King (King Committee) e coadiuvato dai sottocomitati King.</p>
<p><strong>Indice</strong></p>
<ul>
<li>IX Prefazione all'edizione italiana di Toni Muzi Falconi</li>
<li>Introduzione e informazioni di base</li>
<li>Capitolo 1 - Leadership etica e corporate citizenship</li>
<li>Capitolo 2 - Consigli di amministrazione e consiglieri</li>
<li>Capitolo 3 - Comitati di audit</li>
<li>Capitolo 4 - La governance del rischio</li>
<li>Capitolo 5 - La governance dell'IT</li>
<li>Capitolo 6 - Conformità a leggi, regole, codici e standard</li>
<li>Capitolo 7 - Audit interno</li>
<li>Capitolo 8 - Il governo delle relazioni con gli stakeholder</li>
<li>Capitolo 9 - Reporting integrato e diffusione dei dati</li>
<li>Indice dei Principi</li>
<li>Glossario</li>
<li>Bibliografia</li>
</ul>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Apocalisse Quotidiana]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/apocalisse-quotidiana_28587.jpg" alt="" /> <p><strong>Apocalisse quotidiana raccoglie gli interventi pubblicati su The Guardian da George Monbiot, uno dei più autorevoli giornalisti investigativi britannici</strong>. Con grande lucidità e intelligenza, Monbiot smonta senza pietà i luoghi comuni e le bugie diffusi negli ultimi anni da conservatori e fondamentalisti di ogni latitudine. <br /><br />Il negazionismo sul riscaldamento globale, gli intrecci tra religione e politica, la natura del potere e dell’identità umana, la legittimità delle guerre, la giustizia sociale e i suoi legami con la salute dell’ambiente: sono questi alcuni dei temi su cui Monbiot interviene con passione e a volte con furore, rilevando le contraddizioni e le ipocrisie con cui si sostiene l’egoismo di una piccola parte degli abitanti della Terra.</p>
<p>Il fondamentalismo religioso, il negazionismo climatico, la guerra al terrore, le pratiche antidemocratiche d’istituzioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, il neocolonialismo dei call-center, il servilismo del giornalismo contemporaneo, la privatizzazione della sanità e dell’istruzione nei paesi occidentali, l’individualismo sfrenato figlio delle ideologie neoliberali: ogni giorno nel mondo si consuma un’apocalisse lenta e il più delle volte invisibile, perché lontana dalla nostra capacità di percepirla. <br /><br />Una situazione erede della cultura contemporanea dove i ricchi sono sempre più ricchi e potenti, e i poveri diventano ingranaggi inconsapevoli di questo assurdo quanto efficace meccanismo.</p>
<p>Unica via di salvezza: la conoscenza. Rintracciabile, tassello per tassello, nel puzzle di riflessioni eterogenee elaborato da George Monbiot, che ci permette, attraverso un processo induttivo, di realizzare un nuovo disegno di giustizia globale dove ognuno possa intravedere una via d’uscita per se stesso e per il pianeta.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Scelta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-scelta_29260.jpg" alt="" /> <p>"È ormai ben chiaro che abbiamo in mano tutti gli strumenti necessari per risolvere la crisi climatica.</p>
<p>L'unico ingrediente mancante è la volontà collettiva. Se intesa correttamente, la crisi climatica è un'opportunità senza precedenti di affrontare una volta per tutte molte cause persistenti di sofferenza e povertà, da tempo trascurate, e di assicurare alle generazioni future una vita più sana e più ricca da dedicare alla ricerca della felicità.</p>
<p>Un antico proverbio africano dice: 'Se vuoi andare in fretta, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai in compagnia'. Dobbiamo andare lontano... in fretta."</p>
<p><strong>(Al Gore)</strong></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guerra alla Terra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerra-alla-terra_29398.jpg" alt="" /> <p><strong>L'acqua nei Territori Occupati palestinesi. Il petrolio nel Delta del Niger. Il litio del Salar Uyuni, in Bolivia. Il territorio strategicamente fondamentale dell'Afghanistan. </strong></p>
<p>Per appropriarsi di ognuna di queste risorse naturali è stato scatenato un conflitto, anche a costo di devastare gli ecosistemi, affamare (e assetare) una popolazione o minare il territorio di un'intera nazione. La fame di ricchezza può passare sopra a tutto, anche alle conseguenze che queste azioni di rapina comportano.</p>
<p>Le risorse del pianeta sono un bene limitato di cui tutti noi dovremmo disporre, ma della disinvoltura con cui vengono danneggiate e sprecate difficilmente ci rendiamo conto.</p>
<p>Soprattutto quando il prezzo per la loro disponibilità viene pagato in un "altrove" che non è sotto i nostri occhi. Guerra alla Terra racconta questo mondo e ci fa capire che questa scomoda verità si trova appena dietro l'angolo, basta solo saper guardare. (Prefazione di <strong>Gino Strada</strong>)</p>
<p>“Guerra alla terra” prova a raccontare alcuni esempi del distorto rapporto tra uomo e natura nel mondo. Afghanistan, Delta del Niger, Territori Occupati palestinesi, Bolivia, cosa hanno in comune? Sono alcuni dei luoghi in cui la fame di ricchezza dei potenti della terra sta utilizzando lo strumento della guerra per appropriarsi delle risorse e del territorio in modo indiscriminato e selvaggio. E mentre esce il libro, nel nostro paese si imbocca la strada della privatizzazione dell’acqua. Un bene che non può avere padroni, esattamente come l’aria. Un bene essenziale, che deve essere di tutti, cioé pubblico.</p>
<p>Ma la scelleratezza dei nostri politici evidentemente non ha limiti e non ha pudore, e sceglie di svendere il bene collettivo più prezioso ben sapendo notarianniche è proprio sull’acqua che si stanno giocando le mosse della geopolitica internazionale, e che il controllo di questa risorsa sarà sempre più al centro degli interessi dei potenti del mondo – che sono i ricchi e non i governanti -  e quindi dei conflitti mondiali.</p>
<p>Sulla privatizzazione delle acque, e sul movimento per mantenerle pubbliche costruito dalla società civile in molti Paesi lo scontro con i governi è stato durissimo, e spesso, per fortuna, è stato vinto dal popolo. In Italia ci sono state esperienze importanti contro la privatizzazione dell’acqua, e anche nel nostro paese spesso la ragione e il buonsenso hanno prevalso sull’ingordigia.</p>
<p>Ma oggi il gioco si fa pesante: non è più un Comune più o meno grande che sceglie di sottrarre ai suoi cittadini di che dissetarsi. Oggi è il Governo a provare a fare l’interesse di qualche grande compagnia invece che quello dei suoi elettori e in generale degli italiani. Qualcuno sull’acqua è riuscito a camminare, ma spesso con l’acqua si scivola. E se si cade sull’acqua, a guerra alla terradifferenza di quanto si possa immaginare, ci si può far male. Speriamo che l’Italia segua l’esempio della Bolivia.</p>
<p> </p>
<p>E, per una volta, chiediamo ai nostri lettori di attivarsi contro quello che è il peggiore furto ai danni della collettività. Privare la gente del diritto all’acqua è davvero una scelta criminale, a cui ci di deve opporre con ogni mezzo lecito.</p>
<p> </p>
<p>(Maso Notarianni, “PeaceReporter”. Il libro: “Guerra alla terra, i conflitti nel mondo per la conquista delle risorse”, con prefazione di Gino Strada, è acquistabile a 14 euro attraverso il sito www.peacereporter.net).</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Wall Street: La Stangata]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/w/wall-street-la-stangata_29405.jpg" alt="" /> <p>La crisi economica e finanziaria è stata devastante e molto, in proposito, è stato scritto. Nonostante ciò non è ancora chiaro cosa sia davvero successo. Gianfilippo Cuneo, uno dei consulenti d’impresa più conosciuti e ora gestore di fondi</p>
<p>d’investimento, risponde alle domande di Fabio Tamburini, direttore dell’agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor, sul crollo del capitalismo finanziario e sui peccati capitali commessi dalle principali banche d’affari, dalle agenzie di rating, da revisori, autorità di controllo e dai cosiddetti consiglieri indipendenti.</p>
<p>Quali sono limiti e opportunità del capitalismo famigliare nel contesto di crisi attuale e in prospettiva? Quali gli errori, le omissioni e gli eccessi dei fondi di private equity? Tale «industria» ha ancora un futuro? E ancora: come si spiega il fallimento clamoroso dei gestori del risparmio? Perché hanno sbagliato? E, soprattutto, quali insegnamenti può ricavare il risparmiatore in un contesto economico di bassa crescita e crisi ricorrenti? Qual è il bilancio della stagione delle privatizzazioni? Quali sono state le occasioni mancate e gli errori fatti?</p>
<p>Vengono analizzate, infine, le opportunità che nascono dalla crisi: come conviene muoversi, quali sono le difficoltà da superare e i rischi che si corrono, come si devono gestire le aziende nel contesto di una situazione che durerà anni.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Negri, Froci, Giudei & Co.]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/negri-froci-giudei-co_29262.jpg" alt="" /> <p><em>“L’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura.”</em></p>
<p><strong>Franklin D. Roosvelt</strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">L’inondazione di odio in Internet, i cori negli stadi contro i giocatori neri, il risveglio del demone antisemita, le spedizioni squadristiche contro gli omosessuali, i rimpianti di troppi politici per “i metodi di Hitler”, le avanzate in tutta Europa dei partiti xenofobi, le milizie in divisa para-nazista, i pestaggi di disabili, le rivolte veneziane contro gli “zingari” anche se sono veneziani da secoli e fanno di cognome Pavan, gli omicidi di clochard, gli inni immondi alla purezza del sangue… Come a volte capita nella storia, proprio negli anni in cui entrava alla Casa Bianca il primo nero è rifiorita la pianta maledetta del razzismo, della xenofobia, del disprezzo verso l’altro che pareva rinsecchita nella scia del senso di colpa collettivo per il colonialismo, per le leggi Jim Crow negli Stati Uniti, per l’apartheid in Sudafrica e soprattutto per l’Olocausto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal terrore dei barbari alle pulizie etniche tra africani, dalle guerre comunali italiane al peso delle religioni, fino alle piccole storie ignobili di questi giorni, Stella ricostruisce un ricchissimo e inquietante quadro d’insieme di ieri e di oggi del rapporto fra “noi” e gli “altri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché “la storia documenta una cosa inequivocabile: l’idea dell’‘altro’ non è affatto assoluta, definitiva, eterna. Al contrario, dipende da un mucchio di cose diverse ed è del tutto relativa. Temporanea. Provvisoria”.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Le Banche e la Crisi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/le-banche-e-la-crisi_29408.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>La crisi attuale rappresenta anche un punto di svolta per la funzione del banchiere perché, a oltre vent'anni di distanza dalle prime innovazioni finanziarie e dalle prime turbolenze monetarie, la situazione è profondamente cambiata</strong>: non soltanto il presente è diverso dal passato più recente, ma porta anche con sé un futuro di radicale cambiamento, di maggiore etica e responsabilità per i banchieri e le istituzioni finanziarie, con le conseguenti esigenze di innovazione manageriale e imprenditoriale.</p>
<p><strong>Estratto del libro</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scriveva Guido Carli: "[...] Una delle manifestazioni della innovazione finanziaria è la produzione degli strumenti mediante i quali si trasferiscono i rischi da un operatore all'altro; si trasferiscono, non si eliminano; l'assuntore di ultima istanza sono e restano le autorità. Compete a loro determinare le regole di comportamento e vigilare sulla loro osservanza; spetta a loro intervenire quando la gravità dei sinistri non è compatibile con lo svolgimento ordinato dell'attività economica".</p>
<p style="text-align: justify;">"Quando le politiche economiche, monetarie e finanziarie non sono coordinate e quando non ne riesce possibile il coordinamento, esiste una linea di confine oltrepassando la quale la libertà di movimento dei capitali danneggia la libertà di movimento delle merci; le manipolazioni dei cambi, le elevazioni dei dazi divengono gli strumenti ai quali si affida la correzione degli squilibri".</p>
<p style="text-align: justify;">Chiosa infine Carli: "Alla presa di coscienza non sono seguite azioni coerenti".</p>
<p style="text-align: justify;">Parole e insegnamenti quanto mai attuali, oggi, ancora nel mezzo della più grande crisi finanziaria dagli anni trenta, che per certi versi ricorda altre crisi verificatesi negli ultimi vent'anni, ma con la differenza che la crisi attuale segna la fine di una tendenza di fondo, quella di un'espansione del credito in un mercato "fondamentalista", definito laissez-faire dai liberisti incalliti, secondo i quali i mercati devono essere lasciati liberi di agire, il sistema finanziario risulta intrinsecamente efficiente e determina il livello ottimale di capitale necessario a garantire la stabilità delle banche.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò, come abbiamo visto, è risultato falso e fuorviante nello stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le crisi cicliche del passato facevano parte di un processo di brusca crescita e decrescita altrettanto veloce (boom-bust); la crisi attuale è invece il culmine di un super boom durato più di venticinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scoppio di questa crisi [...] data ufficialmente dall'estate del 2007, quando le Banche Centrali sono dovute intervenire immettendo liquidità nel sistema bancario.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Malascuola]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__malascuola.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__malascuola.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/malascuola_27109.jpg" alt="" /> <p>Negli ultimi due decenni si sono succeduti tanti ministri dell'Istruzione, determinati a cambiare la scuola italiana.</p>
<p>Ognuno di loro aveva un'idea alla quale pareva particolarmente affezionato: abolire gli esami a settembre (D'Onofrio], rimettere gli esami a settembre (Fioroni), riformare gli esami di maturità (Berlinguer), riformare la riforma degli esami (Moratti), introdurre il modulo dei tre maestri per due classi nelle scuole elementari (Mattarella), tornare al maestro unico (Gelmini). È palpabile la sensazione che si tratti di un parlar d'altro, un cimentarsi con piccole questioni marginali, un gattopardesco cambiare i nomi delle cose, lasciando tutto immutato.</p>
<p><strong>I problemi veri non si affrontano: non si riesce, non si vuole, non si può. Non si può perché la scuola è da anni un tema di scontro politico</strong>.</p>
<p>Ormai però siamo all'allarme rosso. I livelli di formazione dei nostri alunni sono agli ultimi posti in Europa. E in certi casi le competenze dei docenti sono anche più basse. La dispersione e l'insuccesso hanno costi insostenibili. Insomma, siamo messi davvero male. Ma - insegnanti, genitori o studenti - la scuola tocca tutti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Bancarotta del Capitalismo]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-bancarotta-del-capitalismo.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-bancarotta-del-capitalismo.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-bancarotta-del-capitalismo_27319.jpg" alt="" /> <p>Appena vent'anni fa, con la caduta del muro di Berlino, crollava il regime comunista che aveva storicamente incarnato la sanguinosa e disumana dittatura del proletariato. Si innalzarono subito inni alla superiorità del capitalismo quale unico sistema economico capace di produrre libertà e progresso in utto il mondo.</p>
<p>Si è instaurata da allora, su tutto il pianeta, una vera e propria dittatura del capitale, alimentata dalla ricerca ossessiva del massimo profitto e da un selvaggio sistema bancario e speculativo, che ha fatto cedere che il mondo fosse ormai avviato verso la ricchezza infinita e generalizzata.</p>
<p>Dopo appena vent'anni questo sistema invincibile si è sgretolato improvvisamente, mostrando a tutto il mondo la misera morale che lo ha alimentato e la miseria economica che lascia in eredità al pianeta.</p>
<p>Se solo si avesse il coraggio di sgombrare il mondo dalle macerie lasciate da questa oscena dittatura, sotto le quali invece una moltitudine di "zombie" si sta già riorganizzando, si aprirebbe davvero una nuova stagione in cui potrebbe finalmente affermarsi l'unico sistema economico capace di produrre uno sviluppo duraturo e sostenibile: L' ECONOMIA UMANISTICA FONDATA SUL LAVORO E SULL'IMPRESA.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Legge Siamo Noi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-legge-siamo-noi_27299.jpg" alt="" /> <p>Ci sono giudici che hanno depositato sentenze con anni di ritardo e altri che hanno fatto con l'auto di servizio migliaia di chilometri per andare in vacanza. Ci sono giudici che hanno chiamato i carabinieri per non pagare il conto al ristorante e altri che hanno smarrito pratiche e fascicoli, vanificando anni di processi.</p>
<p>Ci sono giudici che hanno dimenticato in carcere imputati che avrebbero dovuto essere scarcerati. Tutti questi giudici sono stati processati dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).</p>
<p>Molti sono stati assolti perché, ad esempio, non si possono consegnare in ritardo le sentenze ma c'è quasi sempre una scappatoia, un alibi dietro cui trincerarsi: troppo lavoro, il sistema che non funziona, la separazione dalla moglie, la malattia grave di un congiunto.</p>
<p>Qualcuno, invece, non è sfuggito alla condanna del "Tribunale" dei colleghi. Sono centinaia i procedimenti disciplinari che si svolgono davanti al Csm: qualcuno, riguardante le esternazioni dei magistrati del Pool, è stato enfatizzato dai media. Ma sono casi rari: della stragrande maggioranza, invece, non si sa nulla. Sono processi che vengono celebrati nel silenzio e nel silenzio si chiudono.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[l'Intrigo Saudita]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-intrigo-saudita_27392.jpg" alt="" /> <p><strong>Petrolio, servizi segreti, loggia P2: una clamoroso caso di disinformazione</strong></p>
<p>Era il 1979 e l’Italia aveva un disperato bisogno di petrolio. La società saudita Petromin propose all’Eni un accordo molto vantaggioso per una fornitura energetica di tre anni. Il contratto, però, prevedeva il pagamento di una sostanziosa tangente. Un’intermediazione da 120 milioni di dollari autorizzata ufficialmente dal Governo, ma che molti politici di allora non vollero credere fosse destinata soltanto agli arabi. Scoppiò lo scandalo, alimentato da vivaci polemiche parlamentari e seguito con attenzione spasmodica dai giornali italiani e stranieri. Il contratto andò a monte e il presidente dell’Eni Giorgio Mazzanti fu costretto alle dimissioni.</p>
<p>Per oltre dieci anni si è indagato sulle responsabilità politiche della vicenda, sui destinatari dell’intermediazione e sulle incursioni dei servizi segreti e degli esponenti della loggia massonica P2. Le indagini del Parlamento e della magistratura si conclusero con l’assoluzione di tutti gli indagati, ma non fecero luce sui responsabili della trama che fu alimentata da un continuo e misterioso flusso di informazioni in parte vere e in parte chiaramente inventate allo scopo di colpire gli avversari politici e far saltare il contratto.</p>
<p>Donato Speroni fa un attento lavoro di ricostruzione della storia, analizzandone le fonti e i documenti originali, attingendo agli atti delle indagini e riportando collegamenti e dialoghi tra i personaggi-chiave del panorama politico ed economico del paese. Testimonianze inedite raccolte oggi, tra cui l’intervista all’allora Presidente del Consiglio Francesco Cossiga e all’allora presidente dell’Eni Giorgio Mazzanti, ampliano il quadro e forniscono nuovi elementi all’indagine. Dopo trent’anni un’inchiesta precisa e dettagliata su una vicenda complessa, rimasta avvolta nella nebbia di ricostruzioni parziali e imprecise.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Presunto Colpevole]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/presunto-colpevole_27390.jpg" alt="" /> <p><em>"Io credo che prima di tutto sia bene non nuocere. È importante riconoscere i colpevoli ma prima vanno salvaguardati i bambini."</em></p>
<p>Massimo Ammaniti, la Repubblica.Essere accusati ingiustamente. Può capitare a tutti. Difficile difendersi, quasi impossibile se il reato di cui si è accusati è quello più tremendo e infamante: abuso sessuale di adolescenti. L’emozione ci travolge quando si parla di bambini. Il mostro sembra essere ovunque: a fronte di molti casi accertati e puniti, ce ne sono troppi altri “sbagliati”, con soluzioni tardive e danni psicologici ed economici enormi.</p>
<p>Questo libro prova a raccontare ciò che non vediamo. Una macchina burocratica che vale milioni di euro. Un affare per molti: associazioni, centri d’assistenza, consulenti, psicologi. E tante storie di affetti distrutti, di violenza psicologica (genitori divisi, bambini affidati, interrogatori infiniti).</p>
<p>Se davvero l’interesse ultimo di tutti gli attori in causa è difendere i bambini, i fatti qui raccontati documentano il contrario. Allora è necessario fermarsi e bloccare la macchina. Basta errori. Costano troppo cari. Questo problema, sebbene scomodo, ci riguarda tutti.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Senza Fondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/senza-fondo_27354.jpg" alt="" /> <p><strong>Settembre 2008: sette anni dopo la tragedia delle Torri Gemelle, una nuova catastrofe si abbatte sull'America e sul mondo. Terroristi? No, banchieri.</strong></p>
<p>Nei loro uffici lussuosi, nei loro aerei privati, nelle ville da mille e una notte comprate con i compensi da nababbi, gli appartenenti a questa ristretta élite internazionale drogata di stock option - intimi consiglieri di presidenti, capi di governo e ministri - hanno costruito un castello di carte abnorme, una struttura così alta e ramificata da far impallidire la torre di Babele: il mercato finanziario internazionale. Alfieri di un sedicente "sistema autoregolamentato", sprezzanti verso le rare Cassandre che da tempo suonavano le sirene d'allarme, questi apprendisti stregoni hanno continuato a mettere pietra su pietra.</p>
<p><strong>E il castello è cresciuto a dismisura con meccanismi sempre più complessi, generando soldi fatti con i soldi, stravolgendo ogni minima regola di buon senso...</strong> A partire da un'inchiesta sul dietro le quinte della crisi, una giornalista d'assalto ha raccontato in questo romanzo una vicenda ispirata ai racconti di un banchiere parigino sulla sua estate più lunga, iniziata tra le soffici lenzuola di un antico albergo londinese, dove una delle donne più belle del mondo si rivela straordinariamente informata, e chiusa con la scoperta, proprio nel giorno del crollo di Lehman Brothers, di un misterioso ammanco di 317 milioni di euro.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Economia Bastarda]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/economia-bastarda_27579.jpg" alt="" /> <p>Perché il petrolio e i diamanti fanno più danni rispetto al loro effettivo valore? Come mai il crollo finanziario in Argentina non ha interessato gli Stati Uniti? Perché in Africa non si produce cocaina? Usciremo dalla recessione? A queste e a molte altre domande risponde Alan Beattie nella sua innovativa, rivoluzionaria storia dell’economia globale. Una storia che sfata i miti secondo cui l’economia è incontrollabile, il capitalismo deve per forza fallire, alcune nazioni sono destinate a essere ricche e altre a rimanere per sempre povere, le religioni impediscono il progresso, la globalizzazione non può essere regolata. Perché il destino di ciascuna nazione, sostiene Beattie, non dipende da piani divini o congiunture astrali, ma semplicemente dalle scelte di ciascun governo. <strong>Beattie ci illumina su queste scelte: da quali ragioni sono dettate, e come interagiscono tra loro economia, storia, politica e vicende umane. E soprattutto, fa luce sulle decisioni che si stanno prendendo in questo momento, rivelandoci quali sono le nazioni che adottano valide strategie per risollevare la propria economia e quali invece dimostrano di non aver ancora imparato la lezione.</strong></p>
<p style="text-align: right;">"<em>Le analisi di Beattie mostrano fatti che di per sé possono essere uno stimolo al cambiamento. Date i fatti alla gente e la gente farà la cosa giusta</em>".</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Bono Vox, Leader degli U2</strong></p>
<p>Perché l’Argentina ha preso il largo e gli Stati Uniti si sono arenati?<br />Perché Washington D.C. non ha ottenuto il voto?<br />Perché l’Egitto importa la metà dei suoi alimenti base?<br />Perché nel caso di petrolio e diamanti il gioco non vale la candela?<br />Perché i Paesi islamici non si arricchiscono?<br />Perché i nostri asparagi vengono dal Perù?<br />Perché l’Africa non coltiva la cocaina?<br />Perché l’Indonesia si è evoluta nonostante un governo disonesto e la Tanzania è rimasta povera nonostante un governo onesto?<br />Perché i panda sono così inutili?</p>
<p>Uscire dalla recessione è possibile. Basta capire come ci siamo arrivati. E questo libro vi illuminerà!</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Petrolio Shock]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/petrolio-shock_27478.jpg" alt="" /> <p>Andiamoci cauti con l'Iran. Perché la situazione è molto più complicata di come ce la dipingono i media. E su una cosa non ci sono dubbi: <strong>far guerra a Teheran significherebbe mettere di nuovo in ginocchio l'economia globale</strong>.</p>
<p>Se il capitalismo è in preda a una delle crisi economiche più gravi della sua storia la colpa è di Bush e della sua folle guerra contro l'Iraq: la Casa Bianca voleva far crollare i prezzi del greggio, distruggendo I'OPEC, ma le cose sono andate diversamente. L'invasione e la conseguente paralisi dell'industgria petrolifera irachena hanno scatenato il terzo shock energetico della Storia. In America a paare davvero sono stati quelli che, nella torrida estate del 2008, con la benzina a quattro dollari il gallone, hanno dovuto scegliere se fare il pieno e la spesa o pagare il mutuo. La gente comune, insomma, il popolo dei subprime.</p>
<p>Ora Israele sembra pronto ad attaccare il tormentato Iran, quarto produttore mondiale di greggio nonché aspirante potenza nucleare. Ma ciò <strong>provocherebbe il quarto shock energetico in quarant'anni</strong>. Una prospettiva ben poco confortante, specie per l'Italia.</p>
<p>Le tesi di <strong>Gabriele Catania</strong> sono chiare, solide e suffragate da una mole di fonti, rese con stile agile: un autore che si afferma come uno degli analisti politico-economici più brillanti in circolazione.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Aquila non è Kabul]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-aquila-non-a-kabul_27633.jpg" alt="" /> <p>Se c'è un giornalista in Italia che può raccontare il <strong>terremoto d'Abruzzo</strong>, questo giornalista è<strong> Giuseppe Caporale</strong>.</p>
<p>Era lì Giuseppe, la notte del 6 aprile. Era lì, un'ora dopo la distruzione, che si aggirava fra i fantasmi di <strong>Onna </strong>e fra i vicoli bui della città dell'<strong>Aquila</strong>. Salivano ancora le voci dalle macerie, c'erano cadaveri ad ogni angolo di strada.</p>
<p>Era lì nei giorni seguenti, è rimasto lì a raccogliere le grida di dolore e di paura degli abruzzesi.</p>
<p>Giuseppe Caporale ha cercato di capire, ha indagato, ha anche scoperto quello che qualcuno voleva nascondere. Ha fatto il suo mestiere: scrivere. Senza timori, senza reticenze. Giorno dopo giorno sul suo giornale, "la Repubblica".</p>
<p>E poi, sei mesi dopo, è arrivato questo libro. Già il titolo - "<strong>L'Aquila non è Kabul</strong>" - annuncia che <strong>fra le sue pagine non troverete mai nulla di convenzionale o di scontato</strong>. Non troverete veline e non troverete sempre e solo verità ufficiali.<strong> È una cronaca "non autorizzata" del terremoto</strong>.</p>
<p>Giuseppe Caporale è stato un testimone oculare della tragedia abruzzese. Nel libro rivive il dramma fin dall'inizio, fin da quella notte quando anche a casa sua, a Pescara, la terra ha tremato e i tetti sembravano cedere, i muri crollare.<strong> È un diario. Il viaggio disperato fino ai paesi ai piedi dell'Aquila, i primi soccorsi, i morti e i vivi, i padri sopravvissuti ai figli, i feriti tirati fuori dai palazzi. Il racconto del dolore e poi il racconto della rabbia, i mancati allarmi e le tendopoli bollenti d'agosto, le case di sabbia venute giù e le inchieste giudiziarie, l'apocalisse d'Abruzzo e il dopo-terremoto in Molise</strong>.</p>
<p>Troverete questo e tanto altro nel libro di Giuseppe Caporale. Fino allo show di <strong>Berlusconi </strong>al <strong>G8</strong> di Lulio. Fino ai silenzi di <strong>Bertolaso</strong>. Fino alle promesse sulle nuove case. Forse ha ragione proprio lui, ha ragione Giuseppe: <strong>l'Aquila non è Kabul</strong>.</p>
<p><em>Attilio Bolzoni</em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Mistero Sindona]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-mistero-sindona_27673.jpg" alt="" /> <p><strong>È la storia dell’enorme potere terreno detenuto da una delle figure più misteriose e inquietanti del mondo della finanza internazionale.</strong></p>
<p>Il libro si basa su materiale di prima mano: interviste concesse a Tosches da Sindona a New York nel 1984 e poi nel supercarcere di Voghera nel 1985, oltre a diverse centinaia di pagine dattiloscritte di memorie fornite all’autore dallo stesso Sindona.</p>
<p>Con il talento del grande romanziere, Nick Tosches racconta la storia di un ambizioso giovane avvocato di Patti (la cittadina siciliana dove nacque nel 1920) che nel giro di pochi anni diventò uno degli uomini più potenti e ricchi del mondo (a metà degli anni ’70 il suo patrimonio ammontava a circa 500 milioni di dollari).</p>
<p>Chiesa Mafia e Stato affidavano a lui i loro investimenti.</p>
<p>L’impero di Sindona crollò sotto il peso degli scandali e dei crac finanziari (soprattutto la Franklin National Bank e il Banco Ambrosiano), fino al drammatico epilogo finale: quando muore il 22 marzo 1986 nel supercarcere di Voghera, due giorni dopo aver bevuto una tazza di caffè avvelenata al cianuro. Sfilano personaggi e scandali che hanno contraddistinto la storia italiana e internazionale: da Enrico Cuccia a papa Paolo VI, da Giulio Andreotti a Licio Gelli, da Richard Nixon a Gheddafi, dallo scià di Persia all’avvocato Ambrosoli (di cui quest’anno ricorre il trentennale della morte, avvenuta l’11 luglio 1979).</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Perdita dei Sensi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-perdita-dei-sensi_27676.jpg" alt="" /> <p>Nel libro postumo Ivan Illich propone una moderna «ascesi» basata sui valori dell'amicizia e della convivialità: una volontaria «riconquista disciplinata» della sensorialità per uscire dai «miraggi tecnogenerati» che limitano la nostra libertà.</p>
<p><strong><em>«La perdita dei sensi»</em>,</strong> pubblicato dalla Libreria Editrice Fiorentina, <strong>è la raccolta di testi di appunti da conferenze fra il 1987 e il 2002, anno della morte di Illich.</strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #99cc00;">Testi illuminanti, di stupefacente attualità: il grande «archeologo della modernità» esamina tutti i principali problemi che oggi stiamo affrontando: dalla «politica dello show» all'effetto perverso dei mass media e degli apparati burocratici e tecnocratici, dall'isolamento sociale all'insostenibilità umana, economica ed ecologica dell'attuale modello di sviluppo.</span></strong></span></p>
<p>Con la consueta libertà intellettuale, Illich delinea qui una «ecologia della percezione e dei sensi» che può ricostruire relazioni umane sostenibili e durevoli. Questo libro offre una summa del pensiero di Illich in modo ancor più suggestivo ed emotivamente carico rispetto ad altri testi, poiché si tratta della trascrizione di discorsi e lezioni.</p>
<p>Attraverso la sua viva voce, <strong>Illich propone una via di rinascita umana nel segno della responsabilità, radicalmente alternativa a quella propinata dall'imperante apparato tecnologico che ci mutila allontanandoci da noi stessi, dallo spirito e dalla natura.</strong></p>
<p>È un vero e proprio appello a superare «<em>la disumanità di un mondo senza rapporti con il suolo»</em>, l'«<em>impotenza programmata</em>» e la «<em>educazione alla sopravvivenza in un mondo artificiale</em>», che per Illich rappresentano la <em>«banalità del male»</em>.</p>
<p>Il libro propone chiavi di lettura originalissime, spiazzanti quanto feconde, in linea con le sfolgoranti intuizioni anticonformiste di Illich che da più di quarant'anni ribaltano tutte le interpretazioni correnti della società attuale.</p>
<p>In questa luce si possono leggere meglio anche fenomeni ed eventi che stiamo vivendo in questi anni, mesi e giorni: Eluana e cure terminali, accanimento terapeutico ed eutanasia (Illich parla di «<em>a-mortalità</em>» e dei «non luoghi» degli «im-morti», per i quali invita a pregare), Grande Fratello e veline in politica, esplosione dei social network surrogati dell'amicizia e di relazioni umane sfilacciate, videodipendenze e farmacodipendenze, globalismo e «glocalismo», sviluppo «sostenibile» e decrescita, fino alle «cliniche degli orrori» e alla più ardua battaglia di Obama, quella contro le lobby delle assicurazioni private sanitarie, della sanità privata e dell'industria farmaceutica e dei macchinari medicali.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[l'Arte Come Re-esistenza]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-arte-come-re-esistenza_27683.jpg" alt="" /> <p><strong>Nel fiume di notizie quotidiane e negoziati di pace moribondi, ben pochi sembrano conoscere le bellezze della comunità palestinese e la vitalità creativa della produzione musicale, artistica e letteraria. </strong></p>
<p>Eppure, leggendo questo libro, si scopre che in Cisgiordania, nella Gaza <em>"fondamentalista</em>" e nella Gerusalemme araba il talento abbonda: il violinista internazionale Ramzi Abu Radwan che lavora con i bambini dei campi profughi di Ramallah, i registi e gli attori del Teatro dell'Oppresso Ashtar, Zakariya Zubeidi e i ragazzi del teatro della Libertà di Jenin e mille altri ancora.</p>
<p>Cos'è l'arte per la Palestina? È resistenza ed esistenza al tempo stesso. L'arte racchiude l'identità e la creatività di un popolo che ha deciso di non farsi annullare dalla storia per abbattere lo stereotipo di "violento", "fanatico" e "terrorista" che gli è stato cucito addosso.</p>
<p><strong>Un libro di interviste, un documento su teatro, musica e circo come luogo di analisi e sperimentazione all’interno del conflitto palestinese.</strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Dall’introduzione delle autrici:</strong></p>
<p><em>Questo lavoro nasce da un incontro. Dalla nostra vita come volontarie in servizio civile per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII all’interno dei Territori Occupati Palestinesi. <br /> (...) <br /> Oggi la società palestinese è ferita e scoraggiata. Conflitto e violenza iniziano all'interno delle stesse famiglie, sulle strade, e si riflettono sulla situazione nazionale. L'occupazione israeliana ha peggiorato le condizioni di vita e instillato il seme del sospetto in seno alle comunità e alle famiglie.</em></p>
<p><em>E come spesso accade quando politica e media falliscono nell'analizzare la società e nel rappresentarla, nel comprenderne e comunicarne i bisogni più intimi, l'arte ci viene in aiuto. In un contesto come quello palestinese, in cui tutto è permeato e influenzato dalla politica, l’arte svolge il ruolo di rappresentare la realtà e trasmetterne problemi e complessità con una sensibilità estranea alla politica ufficiale.</em></p>
<p><em>Oltre che essere un'allegoria della vita e un canale di comunicazione, l'arte è in Palestina luogo di analisi, sperimentazione e progettazione.</em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Cura]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-cura_27730.jpg" alt="" /> <p>Con questo libro ha scelto di affrontare il difficile compito di far seguire ad una lucida denuncia, quella dei mali strutturali di cui soffre il nostro Paese, un decalogo dal quale ripartire: la cura, appunto. Una sfida da raccogliere, se riteniamo che questioni come la mancanza di mobilità sociale, di meritocrazia, di partecipazione del cittadino alla vita pubblica, di uguaglianza di fronte alla legge, vadano risolte senza ulteriori indugi.</p>
<p>Un pessimismo duro e compatto come una lastra di piombo. Ma la cura è possibile. Ecco un decalogo di proposte (dopo un'impietosa denuncia) per costruire una società basata sul merito, la legalità e l'uguaglianza. Un'uguaglianza dei diritti, dal basso. Troppi giovani bravi e onesti restano al palo. Troppe donne emarginate.</p>
<p><strong>Troppi singoli contro il concistoro delle lobby. Troppi spiriti liberi lasciati soli contro il conformismo dei partiti, dei sindacati, delle chiese. Serve una terapia d'urto.</strong></p>
<p>Cominciamo stabilendo una penalità per chi concorra a ottenere lo stesso lavoro dei propri genitori, il sorteggio al posto delle lottizzazioni, la rotazione delle cariche, l'ineleggibilità contro i conflitti d'interesse... E per promuovere realmente la democrazia inseriamo il referendum propositivo, la possibilità di revoca da parte degli elettori, la mozione di sfiducia verso rettori, dirigenti, presidenti... Per vincere la guerra c'è una camicia di gesso da mandare in pezzi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Paradiso all'Inferno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/un-paradiso-all-inferno_27729.jpg" alt="" /> <p>Chi sei? Chi siamo? <strong>In tempi di crisi e disastri queste domande sono questione di vita o di morte.</strong> Migliaia di persone sono sopravvissute all’uragano Katrina perché nipoti, zii, vicini di casa o perfetti sconosciuti li hanno raggiunti e nonostante il pericolo, tratti in salvo e perché un’armata di proprietari di barche più o meno grandi ha invaso New Orleans sfidando l’esercito americano e ha tirato giù dai tetti intere famiglie.</p>
<p>Centinaia di persone sono invece morte come conseguenza del disastro naturale perché altre persone, inclusa la polizia, i vigilanti, l’esercito e i media hanno deciso fosse troppo pericoloso evacuare i cittadini di New Orleans dalla città allagata e infetta, perfino portare in salvo i malati dagli ospedali pareva essere un eccessivo azzardo. L’uragano Katrina è stato un esempio estremo ed epico di quello che può accadere durante una calamità naturale.</p>
<p>Al risveglio dopo un terremoto, un bombardamento o una tempesta catastrofica, la maggior parte delle persone che ne è vittima si scopre altruista, impegnata quotidianamente per la propria cura e sopravvivenza e per quella degli altri.</p>
<p><strong>L’immagine di un’umanità egoista e impaurita, dopo un disastro naturale si affievolisce a favore di una riscoperta della solidarietà.</strong></p>
<p>Dall’altra parte però, coloro i quali sono chiamati istituzionalmente a proteggere, a salvare, a ripristinare l’ordine spesso non sono all’altezza del compito affidatogli ma convinti di essere dalla parte del giusto, continuano per la loro strada anche con misure estreme e violente. Dal terremoto di san Francisco del 1906 fino all’uragano Katrina che ha distrutto la città di New Orleans nel 2005, passando per l’11 settembre, lo tsunami del dicembre 2004 e altre calamità naturali che hanno sconvolte le vite di centinaia di migliaia di persone e devastato kilometri quadri di insediamenti, Rebecca Solnit restituisce la speranza. Anche nelle più nere avversità si può trovare una via di fuga, una possibile rinascita. Un paradiso all’inferno, appunto. Comunità solidali come quelle che racconta Rebecca Solnit hanno visto la luce anche in Abruzzo, subito dopo il terribile terremoto che ha devastato L’Aquila e molti paesi limitrofi, il 6 aprile 2009.</p>
<p><strong>Andrea Spila ci racconta, in un intenso capitolo che fa da appendice all’edizione italiana di Un paradiso all’inferno, la sua esperienza e i suoi incontri con la variegata umanità che ha immediatamente reagito al disastro senza aspettare l’aiuto dalle istituzioni e che ha contribuito alla rinascita di una società fatta di relazioni, mutuo soccorso e creatività.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Troppi Farabutti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/troppi-farabutti_27787.jpg" alt="" /> <p>«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.» Da più di sessant’anni l’articolo 21 della Costituzione è la suprema garanzia della libertà di espressione nel nostro Paese. Tuttavia, dal dopoguerra a oggi, la stampa italiana è stata costretta a difendersi dalle continue aggressioni di poteri, istituzionali e non, che hanno cercato di imbavagliarla. Perché e in che modo è stato messo in discussione un principio fondante dell’ordinamento repubblicano?</p>
<p>Quella che ci propone<strong> Oreste Flamminii Minuto </strong>– uno dei massimi esperti in Italia di diritto dell’informazione – è una risposta lucida e puntuale che individua le responsabilità di una magistratura incapace di cogliere la specificità giuridica dei reati d’opinione, di un mondo politico che fa di tutto per svilire la funzione dei media e piegarli ai propri scopi, e infine degli stessi editori e giornalisti che troppo spesso hanno rinunciato al loro compito di «cani da guardia della democrazia».</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Water Trips]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/w/water-trips_27860.jpg" alt="" /> <p>Un viaggio lungo le vie dell'acqua, esplorando le geografie parallele di tubi e canali, per arrivare, come gli antichi esploratori, alle nostre sorgenti, i fiumi e i laghi. <strong>E necessario, perché qualcuno - o qualcosa -ha manomesso il ciclo dell'acqua. </strong></p>
<p>Tra crisi idriche, inondazioni, desertificazioni e alterazioni in tutto il mondo è scattato l'allarme rosso. Cosa sta succedendo?</p>
<p>Questo libro, spiegando cosa sta accadendo in Italia, <strong>è una bussola per aiutarci a esplorare la nostra acqua.</strong> Capire cosa accade dietro ai nostri rubinetti significa capire le ragioni della crisi, comprendere le soluzioni offerte dalla scienza e riappropriarci della sostanza che ci permette di vivere.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come usare Meglio Google]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-usare-meglio-google_28495.jpg" alt="" /> <p>Google non è soltanto un motore di ricerca, è molto di più. <strong>È una piattaforma di scambio tra gli utenti, un insieme di servizi utili per il lavoro e il tempo libero,</strong> di nuove funzionalità che hanno reso necessaria la riscrittura completa di questa seconda edizione.</p>
<p>Tre sono i nuovi capitoli, dedicati a:</p>
<ul>
<li>Google, la “start page” personalizzata per avere sott’occhio le fonti di informazione preferite</li>
<li>Google Labs e i principali progetti in corso di sviluppo</li>
<li>Google e il web sociale, fatto di scambio, trasparenza e partecipazione.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Ma Google è anche un modello aziendale vincente che sollecita a interrogarsi su questioni fondamentali:</p>
<ul>
<li>sulla privacy e la riservatezza delle storie personali, dei dati, dei documenti</li>
<li>sulle nuove economie basate sulla condivisione e sulla cosiddetta “gift economy”</li>
<li>sulla compatibilità tra onestà, trasparenza e profitti</li>
<li>sul diritto d’autore e sul copyright di testi, video, immagini</li>
<li>sulla sopravvivenza dell’informazione tradizionale in un contesto rivoluzionato dal web.</li>
</ul>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[102 Minuti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/1/102-minuti.gif" alt="" /> <p>Ore 8.30. Dianne DeFontes sale all'89° piano della Torre Nord del World Trade Center. Non c'è ancora nessuno. Entra, chiude la porta e va alla scrivania. Mentre aspetta, beve il caffè e mangia uno yogurt. Si sente al sicuro con la porta chiusa, a quasi 300 metri d'altezza.<br /> Ore 8.46. Il volo 11 dell'American Airlines si abbatte contro la torre nord. La porta che doveva proteggere Dianne si spalanca all'improvviso. Si è appena scatenato l'inferno.<br /> Ore10.28. La Torre Nord crolla.<br /> 102 minuti separano il momento dell'impatto dal crollo. 102 minuti che hanno fatto la differenza tra la vita e la morte per 14.000 persone diventate parte di un dramma epocale.<br /><br /> Milioni di parole sono state pronunciate e scritte su quel giorno, ma sempre da una stessa prospettiva: dall'esterno. Jim Dwyer e Kevin Flynn hanno cambiato completamente il punto d'osservazione: il loro racconto è l'eco delle voci dall'interno. Un lavoro di ricostruzione straordinario, che si basa su centinaia di interviste, su migliaia di testimonianze orali e su un numero infinito di telefonate, di e-mail, di comunicazioni radio. E' un immenso "ponte di voci" che, per la prima volta, permette do penetrare in un labirinto di fuoco, fiamme, polvere, fumo, minuto per minuto, da ogni piano di due grattacieli in cui era rimasto qualcuno che poteva sperare. Destini che si intrecciano. Vite che si spezzeranno o si salveranno. Sforzo, paura, eroismo e pura, primordiale lotta per la sopravvivenza.<br /> Questa è la storia mai raccontata di migliaia di uomini e donne.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Secolo Imprevedibile]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-secolo-imprevedibile_27097.jpg" alt="" /> <p><em>«Uno straordinario libro di geopolitica e realpolitik che prevede un futuro disastroso per tutti i conformismi»</em>. <strong>Kirkus Reviews</strong></p>
<p><strong> Il mondo cambia, ogni giorno più rapidamente e verso direzioni sempre meno prevedibili</strong>. Percepire questo cambiamento, accettare l’idea che la realtà è un sistema complesso in continua evoluzione, dove sempre più spesso ciò che sembrava impensabile diventa inevitabile, è oggi la sfida più importante.</p>
<p>Ogni decisione contraria, ogni resistenza, ogni rifiuto di adattarsi all’ambiente circostante continuerà a produrre i risultati disastrosi che stiamo vivendo. Solo negli ultimi venti anni abbiamo assistito al concretizzarsi di eventi su scala globale che nessun leader mondiale aveva neppure lontanamente previsto. È crollata l’Unione Sovietica. La più grande guerra della storia contro il terrorismo non solo non lo ha eliminato, ma al contrario continua a creare ulteriori terroristi.</p>
<p>I tentativi di fermare la proliferazione nucleare incoraggiano gli Stati ad accelerare la corsa verso la bomba atomica. Le decisioni prese per scongiurare una crisi finanziaria mondiale finiscono per garantirne l’arrivo. I trattati di pace in Medio Oriente inaspriscono ulteriormente il conflitto. La lista di eventi drammatici che finiranno per condizionare il nostro futuro è ancora molto lunga, situazioni in cui le nostre migliori intenzioni e i loro terribili risultati coesistono in un’orribile doppia danza.</p>
<p>La visione del mondo come sistema complesso e in continuo adattamento implica da parte nostra un cambiamento di ruolo, da architetti di una struttura che credevamo di gestire e controllare, a giardinieri di un ecosistema vivo e sempre mutevole. Il secolo imprevedibile raccoglie questa scommessa, raccontando non solo la necessità ormai vitale di diversi punti di vista sulla realtà, ma soprattutto auspicando la nascita di nuovi protagonisti, consapevoli e sensibili alle trasformazioni repentine del mondo, insomma una generazione che cerca il cambiamento, lo vuole, che agisce convinta che il corso della storia sia dalla propria parte.</p>
<p><strong>Questo libro è un saggio straordinario per ricchezza di informazioni e stimoli alla riflessione, ricco di interviste a personaggi cruciali del nostro tempo come, tra gli altri, un leader di Hezbollah, il creatore della Wii, il finanziatore di Google, l’ex capo dei servizi segreti israeliani. </strong></p>
<p>Un testo importante che si iscrive nella migliore tradizione del giornalismo americano, indispensabile per ridefinire il presente e iniziare finalmente a immaginare un futuro diverso.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Coraggio che Manca]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-coraggio-che-manca_26431.jpg" alt="" /> <p>“In Italia la Politica vera esiste ancora,<br /> con la P maiuscola, fatta di tante persone<br /> che vogliono cambiare le cose, partecipare,<br /> costruire insieme il futuro. Il coraggio c’è,<br /> basta sapere dove cercarlo.”<br /> <br />Ha detto: “Io non ho sponsor, io sono quella che sono e devo crearmi uno spazio sul campo”. E lo spazio si è creato, eccome. È Debora Serracchiani e i numeri parlano per lei: con oltre 144.000 preferenze – 9600 più di Berlusconi, 6500 più di Bossi – è stata eletta per il Pd al Parlamento europeo e da militante di provincia è diventata la stella nascente della politica italiana. <br /><br />Un giorno ha preso la parola in un’assemblea nazionale di partito per dire forte e chiaro ai vertici del Pd un “basta!” che ha fatto centro dove avevano fallito in molti. Le sue parole schiette, il suo sorriso di speranza, non hanno risvegliato solo una platea dormiente, ma un intero partito. <br /><br />Dalla Spagna l’hanno definita l’Obama d’Italia, le televisioni se la contendono, il popolo di internet non fa che parlare dell’“effetto Debora” e dopo averla applaudita l’ha sostenuta e votata.<br /> Oggi Debora è in Europa e ci racconta come è riuscita a far tornare a tanta gente la voglia di immaginarsi il futuro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Inverno Italiano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/un-inverno-italiano_26596.jpg" alt="" /> <p><em>"Questi politici sempre più si considerano intoccabili. Il loro motto è: ‘Io pozzu fari e disfari e cuntu non aiu da dari’".</em></p>
<p><strong>Andrea Camilleri</strong></p>
<p>Chi meglio di Andrea Camilleri può raccontare la tragicommedia che stiamo vivendo? Saverio Lodato ha dato voce al più popolare scrittore italiano, che commenta giorno per giorno, dal novembre 2008 al maggio 2009, fatti, misfatti, personaggi e figurine che hanno invaso le cronache di giornali e tv.</p>
<p>Ecco in scena le bravate di “Piccolo Cesare” insieme con il terremoto e la passerella elettorale, l’infinita emergenza extracomunitaria e i provvedimenti disumani del governo, la pena e lo sciacallaggio sul dramma di Eluana, la Chiesa di Tettamanzi (ma anche quella del papa), l’incivile polemica sul biotestamento, la ridicola censura a Vauro, il lodo Alfano che grazia Berlusconi…</p>
<p>Un Camilleri controcorrente, tra storia e cronaca, tradizione e racconto. Con il gusto di trovare le parole giuste per ribaltare la grammatica di quello che siamo diventati.</p>
<p>Andrea Camilleri ha pubblicato oltre cinquanta volumi tra romanzi storici e civili, romanzi polizieschi e la serie con il commissario Montalbano. È tradotto in più di trenta lingue. I suoi libri più recenti (2009): "La danza del gabbiano" (Sellerio); "Il sonaglio" (Sellerio); "Il cielo rubato. Dossier Renoir" (Skira).</p>
<p>Saverio Lodato è giornalista e autore di famosi libri sulla mafia. "Il ritorno del Principe" (con Roberto Scarpinato, Chiarelettere); "Trent'anni di mafia" (nuova edizione, Bur); "La mafia ha vinto" (con Tommaso Buscetta, Mondadori). Con Andrea Camilleri ha scritto "La linea della palma" (Rizzoli).</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Papi uno Scandalo Politico]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/papi-uno-scandalo-politico_26677.jpg" alt="" /> <p><em>Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni</em>. Veronica Lario</p>
<p>La distinzione fra pubblico e privato è manichea: un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.</p>
<p>Augusto Minzolini, oggi direttore del Tg1, 29 ottobre 1994</p>
<p>Così si sceglie la nuova classe politica italiana. Prima nelle residenze del Cavaliere, poi al Parlamento europeo o negli enti locali. Tra escort, ballerine, modelle e tanta musica. Dal vivo.</p>
<p>Uno spettacolo come in tv, quella che piace al premier. Con l’aggiunta di personaggi alla Gianpi Tarantini, grande navigatore nel mare della politica truccata a colpi di mazzette e party da jet set, tra cocaina e frequentazioni pericolose. Telefonate su telefonate e testimonianze dirette. A partire da quella di Patrizia D’Addario, la squillo all’ultimo momento esclusa dalle elezioni europee.</p>
<p>Questo libro ricostruisce fatti privati che diventano pubblici ed espongono Papi-Silvio a ogni sorta di ricatto, trascinando l’Italia al punto più basso del suo discredito internazionale.</p>
<p><strong>Peter Gomez</strong> è inviato de "L’espresso". È autore, con Marco Travaglio, di Regime, Inciucio, Le mille balle blu, pubblicati da Bur. Con Lirio Abbate ha pubblicato I complici (Fazi 2007).</p>
<p><strong>Marco Lillo</strong> è giornalista de "L’espresso". Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha scritto Bavaglio (Chiarelettere 2008).</p>
<p><strong>Marco Travaglio</strong> è autore, tra l’altro, di Mani sporche (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez), Se li conosci li eviti (con Peter Gomez) e Italia Annozero (con Vauro e Beatrice Borromeo) pubblicati da Chiarelettere. Di grande successo il suo spettacolo teatrale Promemoria (libro e dvd, Promomusic).</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Grande Depressione Del XXI Secolo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-grande-depressione-del-xxi-secolo_26853.jpg" alt="" /> <div class="catDescrizione">
<p><strong>Gli ultimi mesi del 2008 e il 2009 segnano l'inizio della fine della prosperità di quasi ogni mercato. Siamo entrati in una svolta mai vista</strong>. Le tre grandi bolle che negli ultimi decenni stanno esplodendo - mercati azionario, immobiliare e materie prime - hanno tutte raggiunto il loro picco e si stanno sgonfiando contemporaneamente.</p>
<p>Questo libro spiega la "<em>Tempesta Perfetta</em>" che avrà luogo quando il picco dei prezzi del petrolio si scontrerà con i trend di consumo generazionale nel 2010, portando a una più grave caduta sia dell'economia globale sia dei singoli investitori.</p>
<p>Ecco alcune delle sue previsioni:</p>
<ul>
<li>L'economia sembrerà riprendersi dalla crisi subprime e dalla recessione minore a metà 2009 - "la calma prima della vera tempesta". </li>
<li>L'economia entrerà in una crisi più profonda tra la metà del 2010 e l'inizio del 2011. </li>
<li>L'oro e i metalli preziosi in un primo tempo sembreranno un riparo, ma alla fine crolleranno dopo la metà fino alla fine del 2010. </li>
</ul>
<p>La tua vita sta per cambiare per motivi al di fuori del tuo controllo. Non puoi cambiare la direzione dei venti, ma puoi aggiustare le tue vele!</p>
<p><em>"Dent ha sempre insistito sul fatto che questo grande boom sarebbe terminato col 2008-2009. Ora vede un prossimo crollo più grande che potrebbe devastare il tuo portafoglio". </em>- <strong>David Bach</strong>, Autore del bestseller <strong>L'Automatic Millionaire</strong></p>
</div>
<p>Uscito in questi giorni negli Stati Uniti e già ai primi posti delle classifiche del «Publishers Weekly» dei libri più venduti, questo libro prevede gli effetti della grande depressione economica iniziata nel 2009 e spiega la “tempesta perfetta” che ribalterà drasticamente il modo di agire degli investitori di qualsiasi livello.</p>
<p><strong>Nonostante le drammatiche previsioni, Harry Dent, famoso autore ed esperto finanziario, sostiene che esistono delle vere opportunità per superare questa situazione e offre consigli efficaci che permetteranno alle famiglie, alle aziende e agli investitori di gestire nel modo corretto il loro denar</strong>o.</p>
<p><em>“…E CADERE IN PIEDI!”</em></p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Censura 2009]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__censura-2009.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/censura-2009_27636.jpg" alt="" /> <p><strong>Come ogni anno, Censura raccoglie le notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine di tutti i giornali e telegiornali del mondo e che, invece, sono letteralmente e scrupolosamente “scomparse”</strong>.</p>
<p>Ecco qualche esempio:</p>
<p>• L’industria dell’energia e delle armi nucleari e gli enti governativi che sovrintendono alle attività nucleari stanno operando affinché grandi quantità di terreni e materiali contaminati dalla radioattività vengano riclassificati come “non radioattivi”. Non vogliono infatti pagare per isolare le scorie – che comprendono metallo, cemento, asfalto, plastica, terreni, attrezzature ed edifici – e hanno deciso di inviarle nei siti di stoccaggio ordinari o persino di riciclarle a scopo commerciale, col rischio che finiscano in oggetti di uso quotidiano.</p>
<p>• Oggi nel mondo esistono 27 milioni di schiavi, una cifra senza precedenti. Il commercio di esseri umani contende al traffico di droga e al contrabbando d’armi il triste primato di principale attività criminale del pianeta.</p>
<p>• L’addestramento segreto degli eserciti e della polizia latinoamericana, che un tempo avveniva nelle famigerate Scuole delle Americhe, è stato decentrato e sono nate le ILEA (International Law Enforcement Academy). Ci sono ILEA a Budapest, a Bangkok, a Gaborone, in Botswana; e a Roswell, in New Mexico. E ovviamente ci sono ILEA sparse in tutta l’America Latina. Qui, protetti dall’immunità alle accuse di crimini contro l’umanità, ogni anno 1.500 ufficiali apprendono presunti metodi “anti-terrorismo”, tra cui la tortura e le tecniche di esecuzione.</p>
<p>• L’indipendenza del Kosovo dalla Serbia non porterà né indipendenza né qualsivoglia forma di autogoverno. L’Unione Europea ha inviato nella regione 1.800 figure specializzate per contribuire alla nascita delle istituzioni del nuovo Kosovo. Al contempo la KFOR, la forza NATO di stanza nella regione, dispone di 16.000 soldati con completa sovranità. L’unica grande costruzione finora realizzata è stata Camp Bondsteel, la più grande base militare americana d’Europa.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Club Bilderberg - Nuova Edizione]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-club-bilderberg-libro.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-club-bilderberg_25255.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><strong><span style="font-size: small;">“Scopri chi governa veramente l'Italia... nella seconda edizione aggiornata del Club Bilberberg di Daniel Estulin”</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Finalmente la seconda edizione aggiornata del libro che racconta la storia dell'organizzazione segreta più potente al mondo.<br />Potrai scoprire gli importanti protagonisti della vita politica,finanziaria e industriale italiana ed europea che ne fanno parte,</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>da Mario Monti a Mario Draghi, dalla famiglia Agnelli a Romano Prodi e tanti altri…</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: small; color: #003300;">Siamo davvero sicuri che vogliamo affidare il nostro futuro politico ed economico a loro?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><br />I<strong>l Club Bilderberg presenta una delle più potenti e segrete organizzazioni del mondo</strong>. Dal 1954, una volta all’anno, questo gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l’Hotel Bilderberg</strong>, in una piccola cittadina olandese. Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato di un’indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, l’impressionante inchiesta di Daniel Estulin svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><strong><span style="font-size: small;">Super protetta dalle forze di polizia,</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><strong><span style="font-size: small;"> la classe dirigente globale detta legge su politica, economia e questioni militari. </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La dettagliata opera di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nei maggiori misteri della storia recente</strong>, dal Piano Marshall allo scandalo Watergate e come in questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale, presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche. Estulin colpisce questa organizzazione proprio dove fa più male: la priva della segretezza, della discrezione e dell’ombra di cui si è sempre servita e di cui necessita per attuare i suoi piani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Club Bilderberg</strong>, tradotto in 50 lingue e diffuso in oltre 70 Paesi, è diventato in poco tempo un bestseller internazionale, di cui è anche prevista la versione cinematografica.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Anteprima della nuova edizione Il Club Bilderberg LIBRO di Daniel Estulin</h3>
<p style="text-align: justify;">Da quando la prima edizione statunitense di <strong>The True Story of the Bilderberg Group</strong> fece la sua esplosiva apparizione nel settembre 2005, molte cose sono cambiate nell’era della politica del potere globale. All’epoca vivevamo in un mondo unipolare con un solo centro di autorità e un solo centro di forza. Alla fine del 2011 le cose sono nettamente diverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non viviamo più in un mondo con un unico padrone militare.</strong> La minaccia che l’umanità di oggi si trova ad affrontare proviene dall’usurpazione del potere da parte di leader di terrorismo finanziario; la folle fase finale di un progetto che dura da secoli e si propone di neutralizzare lo sbalorditivo successo delle conquiste del Concilio di Firenze del 1439-1440, che aveva provvisoriamente riunificato i riti orientali e occidentali della Chiesa cristiana.</p>
<p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-della-nuova-edizione-il-club-bilderberg-libro-di-daniel-estulin.php" target="_blank">Anteprima della nuova edizione Il Club Bilderberg LIBRO di Daniel Estulin</a></span></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<h3 style="text-align: left;"><span class="boxTxt">Mario Monti, un pezzo del Club Bilderberg made in Italy</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span class="boxTxt"><strong>Mario Monti, il nuovo Primo Ministro italiano</strong> dopo l’era Berlusconi, <strong>fa parte del Club Bilderberg</strong>. E cosa sia questo esclusivisssimo Club lo spiega bene lo scrittore e giornalista spagnolo Daniel Estulin che ne ha fatto il centro della sua vita professionale. Arianna Editrice ha già pubblicato la prima versione del suo libro, Il Club Bilderberg appunto, e a breve uscirà con un’edizione aggiornata.<br /></span></p>
<p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/mario-monti-un-pezzo-del-club-bilderberg-made-in-italy.php" target="_blank">Mario Monti, un pezzo del Club Bilderberg made in Italy</a></span></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Separati in Patria]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__separati-in-patria.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/separati-in-patria_26041.jpg" alt="" /> <p style="text-align: left;"><em>Spesa sociale al Nord, sprechi sanitari al Sud.<br />Lega al Nord, Pd al centro, Pdl al Sud.<br />Partite Iva al Nord, lavoro nero al Sud.<br />Dai servizi alle infrastrutture, dalla politica all’istruzione <br />la secessione d’Italia è già in atto.<br />Come fermarla ?</em><br /><br />Chi minaccia (o promette) secessioni può risparmiarsi la fatica: l’Italia è già spaccata. Almeno in due. Nord e Sud sono mondi diversissimi, che a volte si odiano, quasi sempre non si capiscono e di sicuro non sembrano appartenere allo stesso Paese. E se si può sorridere di striscioni e cori da stadio come “Garibaldi, perché?”, i numeri delle impari opportunità sono serissimi: il reddito medio in Val d’Aosta supera i 18.000 euro, in Basilicata non arriva agli 11.000. <br /><br />La Lombardia ha circa 27.000 posti nei suoi asili nido, il Molise poco più di 200. Un processo in appello può durare 369 giorni a Bolzano, 2185 a Reggio Calabria, dove però alcune procure sono sotto organico fino a un devastante 100 per cento. E così via in altri campi: istruzione, amministrazione pubblica, lavoro, persino lo sport. <br /><br />Non stupisce che in un anno 120.000 cittadini siano emigrati da un’Italia all’altra: è uno stato di emergenza. La classe politica lo sa? Certo, ma proviene quasi esclusivamente dal Nord, visto che al Sud sembrano non fidarsi più dei politici meridionali.<br /><br /><strong>In questo libro, Giovanni Floris ci accompagna alla scoperta della penisola che crediamo di conoscere, analizzando le realtà sconcertanti, i dati preoccupanti, le curiosità e gli scandali di una nazione la cui unica gestione unitaria efficiente a volte sembra quella del crimine organizzato. <br /></strong><br />L’Italia che sogna il federalismo e pratica l’evasione, l’Italia che chiede la meritocrazia e cerca le scorciatoie, l’Italia che si sente diversa da sé ma che a se stessa è uguale da 150 anni. E che ha la possibilità di una riscossa, legata a un salto di volontà: rimettere in moto una politica pigra e affrontare riforme coraggiose. L’inno nazionale che cantiamo è stato adottato in via provvisoria nel 1946. Forse è ora di rendere definitiva, e soprattutto operativa, l’unità d’Italia.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Proprietà Intellettuale e i Brevetti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-proprieta-intellettuale-e-i-brevetti_26025.jpg" alt="" /> <p>La proprietà intellettuale è una branca del diritto che comprende il Diritto d'Autore e la Proprietà Indistriale, ed è strettamente collegata al concetto di brevetto, che a livello internazionale protegge dalla copiatura un'idea che può portare a una produzione e a un guadagno concreto.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Bellezza e l'Inferno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-bellezza-e-l-inferno_26013.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La bellezza e l’inferno: fra questi poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus si estende il campo di forze frequentato da Roberto Saviano, il luogo che genera la sua visione della vita, dell’impegno e dell’arte.<br /><br />Introdotti da una prefazione dell’autore, gli scritti raccolti in questo volume tracciano un percorso tanto ricco e vario quanto riconoscibile e coerente. Dal ragazzo che muove i primi già maturi passi nell’ambito della letteratura e della militanza antimafia fino allo scrittore affermato che viene invitato all’Accademia dei Nobel di Stoccolma e abbracciato dai terremotati in Abruzzo, Roberto Saviano resta se stesso.<br /><br />Ci racconta di un campione come Lionel Messi, che ha vinto la sfida più grande, quella contro il suo stesso corpo; di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c’era altro modo per tapparle la bocca; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring odora di rabbia e di riscatto; di Miriam Makeba, venuta a Castel Volturno per portare il suo saluto a sei fratelli africani caduti per mano camorrista; di Enzo Biagi, che lo intervistò nella sua ultima trasmissione; di Felicia, la madre di Peppino Impastato, che per vent’anni ha dovuto guardare in faccia l’assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; e di tanti altri personaggi incontrati nella vita o tra le pagine dei libri, nelle terre sofferenti e inquinate degli uomini o in quelle libere e vaste della letteratura.<br /><br />Pagina per pagina, <strong>Saviano ribadisce la sua fiducia in una parola che sappia scardinare la realtà, opporsi a qualunque forma di potere, farsi testimone della certezza che “la verità, nonostante tutto, esiste”.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Iraq - Una Questione Aperta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/iraq-una-questione-aperta_26821.jpg" alt="" /> <p>L'Iraq: una terra e una società, un'identità complessa e frantumata fatta di contraddizioni insolubili; una storia infinita, di cui Saddam Hussein non è che l'ultimo dei prodotti. Attraverso un'attenta e documentata analisi, l'autore, ufficiale riservista al seguito della missione italiana "Antica Babilonia" in veste di Consigliere Politico e di Tribal Affairs Officer, conduce il lettore tra le pieghe di una questione che resta ancor oggi aperta.</p>
<p>Alcuni degli approfondimenti che compongono il volume sono apparsi, dal 2004 ad oggi, su Limes, rivista italiana di geopolitica.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[PMI: Vincere la Crisi in 4 Mosse]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__pmi-vincere-la-crisi-in-4-mosse.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/pmi-vincere-la-crisi-in-4-mosse_27098.jpg" alt="" /> <p><strong>Una guida veloce che spiega in modo molto pratico come si può dare un forte impulso all'organizzazione aziendale con strumenti semplici e con costi limitati. Indispensabile per ogni imprenditore che desidera rilanciare la propria azienda.</strong></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<tr>
<td>
<p>Migliorare l'organizzazione aziendale recuperando efficienza e riducendo i costi non solo è possibile, ma è necessario. Ogni PMI italiana può sfruttare questo difficile momento per trasformare gli attuali problemi in opportunità e rilanciare la propria attività, creando le basi per una ripresa stabile e duratura.</p>
<p><strong>Ecco 4 mosse efficaci e immediatamente operative per vincere la crisi con investimenti ridotti.</strong></p>
<p>1. Velocizzare il ciclo degli acquisti: portali fornitori, movimentazione wireless delle merci, riduzione scorte e migliore flusso finanziario.</p>
<p>2. Snellire i flussi commerciali e utilizzare efficacemente CRM ed E-Commerce per trovare nuovi clienti senza "perdere" gli attuali (qualcuno sta cercando i tuoi prodotti).</p>
<p>3. Introdurre la pianificazione di produzione e il controllo "in tempo reale" delle risorse aziendali, ottimizzando le scorte ed evolvendo dalla gestione del "mancante" all'MRP-II.</p>
<p>4. Applicare in azienda i "miracoli" della telefonia IP integrandola con il sistema gestionale e con i nuovi sistemi per il controllo delle mail.</p>
</td>
</tr>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td background="/img/vetrina_07.gif"><br /></td>
<td colspan="2" valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr valign="middle">
<td width="27&quot;"><span class="testo-piccolo"><a class="testo-piccolo" onclick="javascript:window.open('segnala.asp?codice=9788863450866', 'Segnala', 'width=350, height=250, top=100, left=100')" href="http://www.libriprofessionali.it/it/schedaprodotto.asp?codice=9788863450866"><img src="http://www.libriprofessionali.it/img/segnala.gif" border="0" alt="" /></a></span></td>
<td><a class="testo-piccolo" onclick="javascript:window.open('segnala.asp?codice=9788863450866', 'Segnala', 'width=350, height=250, top=100, left=100')" href="http://www.libriprofessionali.it/it/schedaprodotto.asp?codice=9788863450866">Segnala ad un amico </a></td>
<td width="34&quot;"><span class="testo-piccolo"><a class="testo-piccolo" onclick="javascript:window.open('stampa_articolo.asp?codice=9788863450866', 'StampaArticolo', 'width=600, height=500, top=100, left=100, scrollbars=yes')" href="http://www.libriprofessionali.it/it/schedaprodotto.asp?codice=9788863450866"><img src="http://www.libriprofessionali.it/img/stampa.gif" border="0" alt="" /></a></span></td>
<td><a class="testo-piccolo" onclick="javascript:window.open('stampa_articolo.asp?codice=9788863450866', 'StampaArticolo', 'width=600, height=500, top=100, left=100, scrollbars=yes')" href="http://www.libriprofessionali.it/it/schedaprodotto.asp?codice=9788863450866">Stampa scheda articolo </a></td>
<td><br /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><span class="titolo">PMI: VINCERE LA CRISI IN 4 MOSSE</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span class="testo">Recuperare efficienza e ridurre i costi con le nuove tecnologie, l'organizzazione "lean" e i nuovi software di gestione aziendale</span></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="25%" valign="top"><span class="testo-piccolo"> <a class="testo-piccolo" onclick="javascript:window.open('zoom.asp?img=9788863450866.jpg','Zoom','width=120, height=170')" href="javascript:void(0);"><img style="border: 1px solid Black;" src="http://www.libriprofessionali.it/img_articoli/9788863450866.jpg" border="0" alt="" /></a> <br /> <br />
<div><a class="testo-piccolo" onclick="javascript:window.open('zoom.asp?img=9788863450866.jpg','Zoom','width=120, height=170')" href="javascript:void(0);">ZOOM <img src="http://www.libriprofessionali.it/img/zoom.gif" border="0" alt="" align="middle" /></a></div>
</span></td>
<td width="30"><br /></td>
<td valign="top">
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="testo"><strong>Autore: </strong> <a class="testo" style="text-decoration: underline;" href="http://www.libriprofessionali.it/it/ricerca_risultati.asp?txtAutore=Frascari+Stefano&amp;tipo_arrivo=autore">Frascari Stefano</a><br /> <a class="testo" style="text-decoration: underline;" href="http://www.libriprofessionali.it/it/ricerca_risultati.asp?txtAutore=Battaglini+Lorenzo&amp;tipo_arrivo=autore">Battaglini Lorenzo</a><br /></td>
</tr>
<tr>
<td class="testo"><strong>Editore: </strong><a class="testo" style="text-decoration: underline;" href="http://www.libriprofessionali.it/it/ricerca_risultati.asp?txtCasaEd=IL+SOLE+24+ORE+PIROLA&amp;tipo_arrivo=casaed">IL SOLE 24 ORE PIROLA</a></td>
</tr>
<tr>
<td class="testo"><strong>Data di pubblicazione: </strong> 23/06/2009</td>
</tr>
<tr>
<td class="testo"><strong>Pagine: </strong>179</td>
</tr>
<tr>
<td class="testo"><strong>Reparto: </strong><a class="testo" style="text-decoration: underline;" href="http://www.libriprofessionali.it/it/prodotti.asp?classe=ECO">Economia Mercati Finanziari</a></td>
</tr>
<tr>
<td class="testo"><strong>Argomento: </strong> <a class="testo" style="text-decoration: underline;" href="http://www.libriprofessionali.it/it/prodotti.asp?classe=ECO&amp;classe2=ECO00">Tutto il Reparto</a> ,                                              	<a class="testo" style="text-decoration: underline;" href="http://www.libriprofessionali.it/it/prodotti.asp?classe=ECO&amp;classe2=ECO01">Gestione e Controllo</a></td>
</tr>
<tr>
<td class="testo-piccolo"></td>
</tr>
<tr>
<td class="testo-piccolo">
<div></div>
<br /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<!-- 
<tr>
<td class="descrizione">&nbsp;</td>
</tr>
-->                               
<tr>
<td align="right">
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><br /></td>
<td width="100">
<div><span class="testo"><strong>Prezzo </strong>: </span><span class="prezzo">€ 22,00</span></div>
</td>
<td width="30"><br /></td>
<td class="descrizione" width="100">
<div><form action="aggiungi.asp" method="post"> <input name="cod_articolo" type="hidden" value="9788863450866" /> <input src="http://www.libriprofessionali.it/img/carrello.gif" type="image" /> </form></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><span class="descrizione">Migliorare l'organizzazione aziendale recuperando efficienza e riducendo i costi non solo è possibile, ma è necessario. Ogni PMI italiana può sfruttare questo difficile momento per trasformare gli attuali problemi in opportunità e rilanciare la propria attività, creando le basi per una ripresa stabile e duratura. Ecco 4 mosse efficaci e immediatamente operative per vincere la crisi con investimenti ridotti. 1. Velocizzare il ciclo degli acquisti: portali fornitori, movimentazione wireless delle merci, riduzione scorte e migliore flusso finanziario. 2. Snellire i flussi commerciali e utilizzare efficacemente CRM ed E-Commerce per trovare nuovi clienti senza "perdere" gli attuali (qualcuno sta cercando i tuoi prodotti). 3. Introdurre la pianificazione di produzione e il controllo "in tempo reale" delle risorse aziendali, ottimizzando le scorte ed evolvendo dalla gestione del "mancante" all'MRP-II. 4. Applicare in azienda i "miracoli" della telefonia IP integrandola con il sistema gestionale e con i nuovi sistemi per il controllo delle mail.</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Quello che Conta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/q/quello-che-conta.jpg" alt="" /> <p align="justify"><em>“Che cosa sta realmente accadendo al mondo? Che cosa sta accadendo a ognuno di noi? Cosa è vitale e urgente fare?          Le risposte sono raccolte in questo libro straordinario e commovente.</em>”</p>
<p align="justify">- <strong>Isabel Allende</strong></p>
<p align="justify"><strong>La fotografia può mettere a nudo e interpretare la realtà, anticipare la discussione pubblica e spingere all’azione. </strong><br /><br /> Quello che conta dimostra come la fotografia con coscienza sociale possa scatenare il dibattito pubblico, sponare il cambiamento e sensibilizzare il pensiero collettivo.</p>
<p>Quello che conta propone diciotto storie di stringente attualità affrontate da importanti fotoreporter (tra cui Sebastiao Salgado e James Nachtway) e autorevoli giornalisti sulle grandi questioni del nostro tempo: il cambiamento climatico, l’AIDS, il genocidio in Darfur, la tragedia di Chernobyl, l’iniqua distribuzione della ricchezza, la dipendenza mondiale da petrolio, il dramma delle spose bambine e molto altro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Prendo i Soldi e Scappo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/prendo-i-soldi-e-scappo_26052.jpg" alt="" /> <div class="column_nine floatleft"><strong>Tavolo verde. La pallina gira, il croupier alza gli occhi pronto ad annunciare il numero vincente. I vincitori sono sempre loro, i banchieri</strong>. <br /><br />I signori che puntano i 1395 miliardi di euro dei risparmiatori italiani e che non restano mai a mani vuote. Quali sono le regole del gioco? La fortuna è davvero bendata o, beffarda, la sua mano fruga solo nelle tasche dei correntisti? <br /><br />Dallo scandalo Cirio e Parmalat in poi le banche infestano i portafogli di titoli spazzatura e, mentre si concedono con il contagocce a chi non ha santi in paradiso, largheggiano con le imprese decotte ma con «<em>agganci giusti»</em>. <br /><br />Se il credito concesso non torna indietro, viene rimpacchettato e riproposto come merce nuova alla cara vecchia clientela. E il cerchio si chiude. <br />Dal salvataggio di AirOne nascosto tra le pieghe di quello di Alitalia alle incredibili avventure di Romain Zaleski, passando per storie misconosciute come il crac di Opengate, La Veggia e Parmatour, Francesco Bonazzi e Bankomat svelano le vere regole del gioco, quelle per cui nessuna banca resta mai con il cerino in mano. Incroci incestuosi, conflitti d’interessi, inettitudine professionale, autoreferenzialità dei vertici. Un’impunità pressoché totale. <br /><br /><strong>Attraverso il racconto dei loro peccati capitali ecco l’altra faccia dei nostri banchieri. </strong><br /><br />Il potere forte della nazio ne, davanti al quale si piegano politici, indu - striali, magistrati, giornalisti… E la pallina continua a girare: «<em>Les jeux sont faits, rien ne va plus»</em>.</div>
<div style="clear: both; line-height: 1px; font-size: 1px; height: 1px;"></div>
<div></div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vaffanbanka!]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vaffanbanka-n-e.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vaffanbanka_26168.jpg" alt="" /> <p>Ironico, divertente, illuminante: un rimedio pratico contro il diffuso analfabetismo finanziario. 10 edizioni in 6 mesi.<br /><br />Benchmark è il nome di uno sciatore svedese?<br />In Borsa, meglio la Canalis o la Seredova?<br /><br />Dopo lo strepitoso successo, torna in edizione aggiornata l’imprescindibile manuale salvavita (o almeno salvaportafoglio) che si propone di spiegare alcuni temi-chiave dell’economia e della finanza in maniera chiara e accessibile come mai prima d’ora. Le verità nascoste che governano i mercati finanziari, le azioni da comprare o da evitare, la scelta di un mutuo o di un fondo pensioni: finalmente le risposte a quello che avreste sempre voluto sapere sull’economia e non avete mai osato chiedere. <br /><br /><strong>Nell’aggiornamento tutte le regole d’oro per uscire dalla crisi.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Crack]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__crack.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__crack.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/crack_21987.jpg" alt="" /> <p>Com'è possibile che il disastro concentrato in un settore dei mutui, gli ormai famigerati subprime loans, abbia congelato il mercato del credito, provocato il fallimento di storici istituti bancari e portato il mercato sull'orlo di un collasso finanziario senza che nessuno degli operatori sia intervenuto?</p>
<p>Eppure i moniti e le grida di allarme da parte degli osservatori all'inizio del 2007 non sono mancati. Tra coloro che avevano previsto il disastro c'è l'avvocato ed ex banchiere <strong>Charles Morris</strong>, che in questo libro descrive come la nascita della cosiddetta "finanza strutturata", l'assenza di regole, il grande successo del mercato dei derivati e, infine, l'importanza crescente della matematica finanziaria nel trading abbiano contribuito ad alimentare la bolla creditizia la cui implosione sta creando danni incalcolabili. Ciò che rende unica questa crisi, sottolinea Morris, è che "l'innovazione finanziaria" ha permesso di convertire istantaneamente la bolla dei mutui ipotecari in una fonte di finanziamento per la spesa dei consumatori, raddoppiando in questo modo l'ammontare del debito.</p>
<p>Oggi il valore degli asset è di gran lunga inferiore alla piramide di debiti che è stata costruita sulla loro base e questo genera un problema di solvibilità, non di liquidità. Inondando il sistema con sempre più credito le istituzioni pubbliche rischiano di peggiorare la situazione.</p>
<p>Tuttavia, la degenerazione dell'innovazione finanziaria non può da sola spiegare la grave crisi che stiamo vivendo. Le cause profonde vanno ricercate nelle politiche perseguite dagli Stati Uniti e nelle ideologie che le hanno ispirate: "Stiamo assistendo agli ultimi giorni di un altro ciclo politico-ideologico durato venticinque anni: il rantolo del capitalismo finanziario selvaggio propagandato dalla Scuola di Chicago".</p>
<p>Questo sistema finanziario ipertrofico, conclude Morris, deve fare una drastica cura dimagrante e ritornare a vendere beni e servizi reali. Affinchè ciò accada, però, è necessario un periodo di recessione: prima lo affronteremo, meglio sarà.</p>
<p>«<em>Un libro provocatorio che ricostruisce storicamente le dinamiche del mercato fino al suo collasso e la colpa miope dei suoi operatori».</em><br /><strong>«THE ECONOMIST»</strong></p>
<p>«<em>Charles Morris ci offre una diagnosi dettagliata e inesorabile della crisi finanziaria».<br /><strong>«THE NEW YORK TIMES»</strong></em></p>
<p>«<em>Un libro agile e brillante. Pochi scrittori sono in grado di rendere comprensibili e perfino affascinanti i dilemmi della finanza».</em><br /><strong>«THE NEW YORK TIMES BOOK REVIEW»</strong></p>
<p>«<em>II racconto straordinario e drammatico dell'orrore in cui è sprofondato il mercato del credito. Perché è così marcio, come ci siamo arrivati e perché ci vorrà molto tempo per uscirne».</em><br /><strong>«THE WALL STREET JOURNAL»</strong></p>
<p><em>«Gli interventi della Federai Reserve per fronteggiare la crisi non servono che a rinviare il momento della verità, quello in cui qualcuno pagherà di tasca propria»</em>.<br /><strong>«HERALD TRIBUNE»</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[365 Modi per Cambiare il Mondo]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__365-modi-per-cambiare-il-mondo.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__365-modi-per-cambiare-il-mondo.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/3/365-modi-cambiare-mondo.jpg" alt="" /> <p><strong>Best seller in tutto il mondo, questo libro ha rivoluzionato
l'universo dell'attivismo sociale, ecologico e umanitario.</strong></p>
<p>L'idea di
partenza è semplice, ma geniale: creare una banca dati di azioni
rivolte a migliorare lo stato del mondo. Il suo ideatore, Michael
Norton, un'autorità mondiale nel campo del volontariato, ha selezionato
qui 365 idee, una per ogni giorno dell'anno, alcune semplici e alla
portata di chiunque, altre un po' più impegnative, ma tutte ugualmente
efficaci.</p>
<p>Ma attenzione, questo non è solo un libro traboccante di
idee, informazioni e siti utili: è la combinazione vincente per
disinnescare una bomba.</p>
<p>Sotto gli effetti di un'impennata demografica,
surriscaldato per le conseguenze dell'inquinamento, teatro di conflitti
e disuguaglianze, il pianeta è davanti a una svolta.</p>
<p>Il modo per
salvarlo in realtà è uno solo: considerarci tutti come parte di un
ecosistema, avviando un modello di società in cui ambiente, economia e
giustizia sociale siano finalmente connessi tra loro. "<em>365 modi per
cambiare il mondo</em>" offre spunti di azione in ogni campo: creatività e
cultura, democrazia e diritti umani, integrazione, impresa e
occupazione, globalizzazione e consumo, salute, sviluppo
internazionale, pace, volontariato, giovani...</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guida al Mutuo su Misura]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida-al-mutuo-su-misura.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guida-mutuo-su-misura.jpg" alt="" /> <ul>
<li>Come trovare il mutuo giusto? A chi chiedere informazioni? </li>
<li>Quali sono i
passi da compiere? </li>
<li>Come tutelarsi da rischi e imprevisti? </li>
</ul>
<p>Nonostante il periodo economico difficile, le persone vogliono e
devono continuare a progettare il proprio futuro, ma per farlo hanno
bisogno di strumenti adeguati per confrontarsi con le mutevoli
condizioni di mercato. <br /> <br /><strong>Le 100 pagine salvavita di '<em>Guida al mutuo su misura</em>' forniscono a
tutti, anche non esperti, in modo chiaro e sintetico, gli elementi per: </strong></p>
<p>- accendere un mutuo per l’acquisto della casa, scegliendo quello più adatto alle esigenze di ciascuno <br />- sostituire il proprio mutuo con un altro, usufruendo delle opportunità offerte dalla legge <br />- richiedere un finanziamento per ottenere nuova liquidità <br />- valutare costi, rischi e benefici (anche fiscali) delle diverse opzioni presenti sul mercato.</p>
<p></p>
<p></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lost in PD]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__lost-in-pd.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lost-in-pd.jpg" alt="" /> <p>Un anno e mezzo dalla nascita e il Pd è già a rischio sopravvivenza.</p>
<p>Eppure era stato annunciato come il partito del XXI secolo, destinato a
durare per decenni. Il partito "fratello maggiore" degli italiani:
comprensivo, affidabile, generoso.</p>
<p>La versione tricolore del "change"
di Obama, con i suoi loft, summer school, yes we can. Il progetto più
ambizioso di cambiamento mai messo in campo dalla sinistra. Invece, in
pochi mesi, il sogno si è mutato in incubo. Quello che doveva costruire
un nuovo immaginario simbolico è diventato un partito per sottrazione:
senza linea, senza bandiere, senza identità.</p>
<p>Doveva aprire una nuova
stagione, è rimasto ostaggio della solita guerra per bande.</p>
<p>Doveva
rappresentare l'alternativa politica e culturale, nell'Italia dominata
dal Cavaliere. E si è trasformato, al contrario, in un berlusconismo
minore. Abbandonando a se stessi i militanti, gli elettori e i milioni
di italiani che non vogliono morire con "meno male che Silvio c'è".
Sono loro i "Lost in Pd" raccontati da Marco Damilano. I naufraghi
dell'opposizione, i dispersi del Partito democratico. Questo libro è il
film della scommessa mancata, con i protagonisti e i comprimari. I
Capibastone. I Demo-leghisti del Nord, attratti dalla secessione.</p>
<p>Le
Ombre rosse, nella riserva indiana delle regioni centrali. Gli
Sfrantummati del Sud, in mano ai signori delle tessere. Gli Abatini, i
giovani desiderosi di rivolta, ma incapaci di sfida. L'ossessione
mediatica dei leader che scambiano l'applauso dei giornali con il
consenso della gente. La fuga degli intellettuali. E poi gli scandali,
i tradimenti. Le speranze e le delusioni. Nei prossimi mesi per il Pd
guidato da Dario Franceschini c'è il punto di non ritorno, ma anche
l'occasione di riprovarci, se solo tenterà di dare voce al bisogno di
opposizione e di modernità. Altrimenti la sfida sarà persa davvero, e
non solo per il Partito democratico. <strong>È tutta la democrazia italiana che
corre il pericolo di essere Lost. Perduta.</strong></p>
<p>Chi ha perso le elezioni del 2008?</p>
<p>Tutti, nessuno escluso, perché è
stata sconfitta l'idea stessa della rappresentanza.La politica, sempre
più autoreferenziale, ha smarrito la capacità di leggere la società,
sopravvalutando l'importanza delle varie lobby italiche e
sottovalutando quella del cosiddetto paese reale.</p>
<p>Di fronte a un'Italia
malata si è tentata la carta del rimedio omeopatico: candidare un
giovane per ringiovanire la casta, o un generale per conquistare le
caserme... Un'inchiesta per raccontare personaggi, storie, luoghi della
crisi della rappresentanza.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Nuovi Mostri]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-nuovi-mostri.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nuovi-mostri-beha.jpg" alt="" /> <p><em>“Siamo spettatori
universali: il dissolvimento delle democrazie in oligarchie mediatiche
è all'opera non solo in Italia ma in tutto il mondo.”</em><br /><strong>Hans Georg Gadamer</strong><br /><br />C’era
una volta. C’era una volta chi si dava come compito quello di incalzare
il potere e di controllarlo: un’élite temuta e ascoltata. C’erano una
volta i “<em>maestri</em>”, i Pasolini, i Moravia, gli Sciascia, i Calvino, ma
anche i Bobbio, i Galante Garrone, gelosi custodi del libero pensiero.
E ora?<br /><br />L’Italia non potrebbe essere quella che è senza la
complicità del sistema mediatico e grazie all’assenza degli
intellettuali, “<em>una categoria – scrive Beha – più del portafogli che
del pensiero</em>”. A cominciare dai giornalisti.<br /><br />Ma è il quadro
d’insieme che preoccupa. (“<em>Stiamo rispondendo a Obama con Geronzi</em>”): un
gigantesco concorso di colpa, che attraversa molte categorie
professionali, in nome del denaro e in virtù di una normalizzazione
della banalità da troppi accettata. Il resoconto di Beha, lucido ma non
rassegnato, ci induce a reagire, così come molte associazioni di liberi
cittadini hanno cominciato a fare. Contro il Golpe Bianco che ci sta
svuotando.<br />In appendice, le <a href="http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/post/2190825.html" target="_blank">Resistenze ai Nuovi Mostri</a>.<br /><br />Giornalista
di carta stampata, radio e tv, Oliviero Beha è autore teatrale e poeta,
e ha firmato trasmissioni di successo (Radio Zorro, Radio a colori, Va’
pensiero). Oggi collabora con il Tg3 come commentatore.<br />Tra i suoi
libri ricordiamo: Crescete e prostituitevi (Bur 2005), Indagine sul
calcio (con Andrea Di Caro, Bur), Italiopoli (Chiarelettere) e Il
paziente italiano (Avagliano).</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vaticano S.p.a.]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vaticano-s-p-a.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vaticano-s-p-a.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vaticano-spa-nuzzi.jpg" alt="" /> <p>Si ha la sensazione netta che ci si trovi di fronte, tutti, a un potenziale esplosivo inaudito, che deve essere doverosamente portato a conoscenza delle più alte autorità.”Lettera riservata di Angelo Caloia, presidente del Consiglio di sovrintendenza dello Ior, al segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano.<br /><br />Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata.<br /><br />Tutto grazie all’archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L’artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. <br /><br />I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie.<br /><br />Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Le Avventure di Questa Favolosa Vagina]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/le-avventure-di-questa-favolosa-vagina_27394.jpg" alt="" /> <p><em>"Spero che il libro Le avventure di questa favolosa vagina possa servire da appello [...] Che possa incoraggiarvi a riconoscere la violenza che vi circonda, ogni giorno, in casa, nelle strade, nel teatro del mondo. Che questo risveglio vi stimoli a battervi con tutte le forze per porre fine alle violenze, per restituire alle donne sicurezza e libertà . Così come il riscaldamento del pianeta, il femminicidio è un progetto globale che rischia di distruggere l'umanità. Siamo ancora in tempo per trasformarlo, per sviluppare una volontà e un coraggio collettivi, per essere abbastanza audaci da voler amare, e non uccidere".</em></p>
<p><strong> Eve Ensle</strong></p>
<p>Era il 1996 quando in una piccola sala di Manhattan Eve Ensler presentò una pièce teatrale fuori dai canoni e incentrata su un argomento tabù, "I monologhi della vagina", con l'intenzione di dare voce, per la prima volta senza filtri culturali e moralistici, alle donne, alla loro più intima femminilità, ai misteri della loro sessualità. Ogni rappresentazione parla di piacere e di violenza, unisce spregiudicatezza e ironia, e ha raccolto in tutto il mondo risate e commozione.</p>
<p>Da quella data, infatti, I monologhi sono stati tradotti in 45 lingue e hanno conquistato più di 120 paesi. Due anni dopo, Eve Ensler creò il movimento V-Day, per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo alle molteplici forme che assume la violenza contro le donne.</p>
<p>Il punto di partenza sono sempre I monologhi: l'autrice invita dilettanti e professionisti a metterli in scena per raggiungere un pubblico sempre più vasto e raccogliere fondi destinati ad associazioni e attivisti. Grazie all'entusiasmo di volontari e influenti personalità del mondo dello spettacolo, in questi anni le campagne del V-Day hanno messo insieme oltre cinquanta milioni di dollari, impiegati nella lotta contro gli abusi domestici, lo stupro, le mutilazioni genitali e i crimini d'onore.</p>
<p>Dall'incontro con Eve Ensler nasce l'idea di Moïra Sauvage, che partendo dall'esperienza personale della drammaturga americana, ha ripercorso la storia del movimento.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Montanelli e il Cavaliere]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/montanellicavaliere.jpg" alt="" /> <p>8 gennaio 1994: Silvio Berlusconi, che da
qualche mese ha deciso di invadere l'arena politica, irrompe
nell'assemblea dei redattori del "Giornale".</p>
<p>È il culmine del durissimo
scontro con Indro Montanelli, che a quel punto è costretto ad
abbandonare il quotidiano che egli stesso ha fondato vent'anni prima.</p>
<p>Partendo da questo episodio, dai suoi retroscena, dai suoi risvolti e
dalle sue conseguenze, Marco Travaglio ricostruisce il tormentato
rapporto tra il grande giornalista e quello che fu per diversi anni il
suo editore, attraversando così un periodo chiave della recente storia
italiana cruciale soprattutto per i rapporti tra l'informazione e il
potere politico-economico.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Rapaci]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__rapaci.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/rapaci-rizzoli.jpg" alt="" /> <p><strong>È normale che una compagnia aerea pubblica fallita come l’Alitalia venga salvata con i soldi dei contribuenti?</strong><br /></p>
<p>È normale che un’azienda statale faccia causa a un’altra azienda
statale e metta in conto agli italiani seicentomila euro di parcelle?<br /></p>
<p><strong>È normale che nelle imprese comunali ci siano ventitremila consiglieri di amministrazione e una poltrona ogni 5,6 dipendenti?</strong><br /></p>
<p>È normale che la società di un politico in carica sia in affari con la Regione di cui quel politico è stato  presidente?<br /></p>
<p><strong>È normale che l’ex direttore della tivù di Stato, multato da un’Authority, venga nominato in un’altra Authority?</strong></p>
<p><br /> SE CREDETE CHE TUTTO CIÒ SIA NORMALE, NON LEGGETE QUESTO LIBRO.<br /><br /> Un fantasma si aggira per l’Europa: quello del nuovo statalismo. Spinto
dal vento della crisi che soffia dagli Stati Uniti, ha investito la
Gran Bretagna, la Francia, l’Olanda, la Germania. E l’Italia? Nel
nostro Paese quel fantasma è sempre stato di casa.</p>
<p>Trasformandosi,
negli ultimi anni, in una manomorta pubblica che ammorba l’economia. A
cominciare dalle migliaia di imprese locali, controllate dai Comuni,
dalle Regioni e dalle sempre più inutili Province. Società per fare
autodromi di Formula uno, per amministrare le eredità lasciate ai
ciechi, perfino per comprare agenzie di pompe funebri dai privati.
Imprese locali dai bilanci traballanti che sponsorizzano profumatamente
squadre di basket. Aziende comunali per gestire casinò e gioco
d’azzardo. Per non parlare dello Stato centrale.</p>
<p>Dove in vent’anni si
sono sperperati più di 5 miliardi dei nostri euro nell’Alitalia. Dove
si resuscitano società morte e sepolte soltanto per piazzare amici e
famiglie. E ne nascono di nuove a ritmo continuo: per distribuire soldi
pubblici allo spettacolo, per fare la carta d’identità elettronica, per
realizzare centri benessere, perfino per affidare consulenze senza
gare.</p>
<p>Il tutto con la presenza, incombente e oppressiva, della politica
nelle imprese pubbliche: migliaia di posti da occupare nei consigli di
amministrazione, manager scelti in base alle parentele partitiche e
stipendi d’oro indipendenti dai risultati e dal merito. Dimenticatevi
le liberalizzazioni e le privatizzazioni che avrebbero dovuto spazzar
via la politica dal mercato e offrire servizi migliori e più economici
ai cittadini. Sulla ricca carcassa del nostro Paese volteggiano avidi i
Rapaci delle vecchie e nuove famiglie del potere.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Nomi, Cose, Città]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__nomi-cose-citta.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nomi-cose-citta-greco.jpg" alt="" /> <p><strong>Dopo i crack della borsa mondiale, la crisi petrolifera e l’inflazione,  un reportage su come è cambiata la vita in Italia.</strong></p>
<p>Italia 2009. Nonostante la crisi l’italiano medio è ancora un consumatore da primato. Compra e vende, spesso, senza avere i soldi per farlo.</p>
<p>Attraverso otto reportage dallo sguardo lieve e ironico Greco racconta questo aspetto del paese impazzito.Un incredibile centro commerciale del napoletano, Vulcano Buono, che si pone di far concorrenza al Vulcano cattivo, le boutique dell’alta cucina e i mercati di quartiere del milanese, cosa comprano gli italiani appena superato il confine di Austria e Slovenia, i mercati di una cittadina di provincia dopo l’arrivo delle badanti, quali prodotti scegliamo per i neonati e come, appena nato, un neonato diventi un consumatore, la spesa su internet, la corsa isterica al cibo “<em>che fa bene</em>”, l’Italia del tempo libero e i suoi mille Festival.</p>
<p>Tra un bordello sloveno, una bancarella di frutta sudamericana nel centro di Milano, un felice reparto di neonatologia e la casa di una vecchietta che vive con la sua ucraina, storie dall’Italia di oggi che compra e non si arrende.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Costruire una Cattedrale]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__costruire-una-cattedrale.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__costruire-una-cattedrale.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/costruire-cattedrale-mondad.jpg" alt="" /> <p>Due operai stanno ammucchiando mattoni lungo una strada. Passa un
viandante che s'informa sulla natura del loro lavoro. Uno modestamente
risponde: "Sto ammucchiando mattoni".</p>
<p>L'altro esclama: "Innalzo una
cattedrale!". Il primo degli operai descritti da Pietro Nenni in
Parlamento, nel 1959, impila pietre: per sé e per guadagnarsi da vivere
oggi. Il secondo fa esattamente lo stesso, ma sa di costruire qualcosa
di grande per il futuro. Proprio il futuro è l'orizzonte di riferimento
di chi contribuisce alla costruzione di una cattedrale.</p>
<p>Un lavoro che
costa fatica, non produce vantaggi personali immediati, ma rimarrà nei
secoli. E la cattedrale si rivelerà tanto più solida e splendente
quanto maggiore sarà la partecipazione della comunità alla sua
realizzazione. Il nostro Paese ne è disseminato: opere dell'ingegno e
dell'arte fatte in nome di un progetto alto e condiviso.</p>
<p>Oggi è
difficile anche solo immaginare qualcosa di simile. Che ne è stato di
quell'ansia di futuro? Enrico Letta non ha dubbi: anche la crisi
economica e sociale che stiamo vivendo è figlia del "presentismo".
Della tendenza a sacrificare all'utilità del momento ogni investimento
nel futuro che richieda tempo, capacità, pazienza. L'Italia è ammalata
di "presentismo" come e forse più degli altri Paesi avanzati. La
politica riflette e amplifica questa malattia. Eppure, è questo il
momento di ritrovare l'ambizione di realizzare progetti solidi e
duraturi. La cattedrale può essere una risposta alla crisi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'anticasta + DVD]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-anticasta-dvd.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-anticasta-dvd.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/anticasta-italia-che-funzio.jpg" alt="" /> <p>La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva suscitato in
molte persone grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare
invece, alla lunga, un diffuso senso d’impotenza, una profonda
disillusione e un conseguente distacco dalla politica ed e' proprio
questo, paradossalmente, che consente alla Casta di conservare
indisturbata e addirittura di aumentare i propri privilegi e gli
sprechi!<br /><br /> Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se'
stessa la Casta ha seguito, con grande astuzia, una strategia
comunicativa che per ora pare premiarla: quella di dipingere
mediaticamente l’intera Italia come un Paese malato che condivide a
tutti i livelli i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici,
i quali sono cosi' apparsi essenzialmente “rappresentativi” del popolo
(“abbiamo quello che ci meritiamo”).<br /> Passa cioe' l’idea che “fanno tutti cosi'” e che la corruzione e la
furbizia siano il sistema dominante a tutti i livelli; in questo modo
il degrado dai vertici discende a pioggia e si diffonde anche alla
base, abbattendo il livello di moralita' della societa' italiana e
creando cinismo e disperazione.<br /><br /> Tuttavia, riprendendo una riflessione del sociologo Carlo Carboni, se
e' vero che esiste indubbiamente questa “Italia che concepisce lo
spazio pubblico in funzione di un vantaggio personale, in cerca di
scorciatoie, quella delle protezioni clientelari e che non rispetta le
regole, qualunquista e indolente”, dall’altra parte “c’e' anche un
Paese diverso, che preme per il cambiamento: li' e' il vero motore, il
centro da cui si puo' irradiare una concreta riforma del sistema”.<br /><br /> Ma questa Italia – che sta gia' dimostrando con i fatti che le
alternative concrete esistono – troppo spesso e' invisibile e non trova
spazio nei mass media.<br /> Mostrare come tante persone oneste – non solo nella societa' civile, ma
anche all’interno delle istituzioni locali – si stanno battendo ogni
giorno per un’Italia migliore, nonostante tutto, puo' invece
incoraggiare quanti non hanno ceduto alla rassegnazione e sognano
ancora di “cambiare il Paese” piuttosto che di “cambiare Paese”.<br /><br /> Presentare sempre e solo “l’albero che cade” ha portato molti a pensare
che in questo momento non si possa fare altro che i “taglialegna”. Noi
invece vogliamo raccontare “la foresta che cresce” e pensiamo che
questo possa stimolare tanti a fare i “guardiaboschi” se non
addirittura ad “aprire dei nuovi vivai”.<br /><br /> Raccontare in maniera diffusa, dettagliata e quindi replicabile
“l’Italia che funziona”, a tutti i livelli, e' inoltre il modo piu'
efficace per delegittimare realmente alle fondamenta la Casta,
mostrando nitidamente quanto essa sia autoreferenziale e non
rappresenti affatto la nazione, ne' il suo livello di moralita', ma
solo e semplicemente i propri interessi personali.<br /> Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non puo' che partire dal basso.<br /> E per fortuna questo sta gia' accadendo!</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vent'anni con Berlusconi (1993-2013)]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vent-anni-con-berlusconi-1993-2013.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/ventanni-con-berlusconi.jpg" alt="" /> <div>Quello che stiamo vivendo passerà alla storia d'Italia come il ventennio berlusconiano.</div>
<div><br /> Dopo la rivoluzione di Mani pulite e il crollo della Prima repubblica, centrata sul predominio della Democrazia cristiana, è stato infatti Silvio Bertusconi a dominare la scena politica. Abile e spregiudicato, non ha solo saputo creare un partito in pochi mesi e vincere per tre volte le elezioni - dopo due sconfitte che parevano irrimediabili. Ha soprattutto logorato e svuotato i suoi avversari politici, che non sono stati in grado di contrapporre un modello alternativo al suo. <br /><br />In "<em>Vent'anni con Berlusconi</em>" Nicola Tranfaglia ricostruisce, con la precisione documentaria dello storico e un'accesa passione civica, una fase cruciale della vita politica del nostro paese. Oltre alle strategie vincenti del Cavaliere, discute l'azione dei suoi avversari, primo fra tutti la sinistra, sempre sospesa tra due aspirazioni che alla fine si sono rivelate inconciliabili: sostituire i vecchi partiti della Prima repubblica, superandone i vizi e gli errori, e insieme mantenere aperto il dialogo con il centro-destra.<br /><br /> Oggi è ormai opportuno tracciare anche un bilancio: partendo dai problemi e dalle emergenze che l'Italia doveva affrontare fin dal 1993; esaminando il ruolo del nostro paese nello scacchiere internazionale e in un'economia prima forzatamente globalizzata e ora affossata dal Grande Crac; e infine valutando lo stato della nostra democrazia, ieri e oggi.</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Fine Del Cibo]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fine-del-cibo.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fine-del-cibo-roberts.jpg" alt="" /> <p>Osservando gli scaffali dei supermercati è naturale supporre che la macchina che muove il sistema alimentare contemporaneo funzioni benissimo. Come mai, però, siamo sempre più esposti a possibili infezioni e intossicazioni? E come mai questa sovrabbondanza, che in Occidente ha portato obesità e diabete a livelli preoccupanti, non ha risolto il problema della fame nel mondo? <br /><br />Roberts ha analizzato il “problema cibo” – una delle emergenze del prossimo futuro – per anni, visitando stabilimenti di multinazionali, fiere agricole in Cina, impianti di confezionamento della carne e catene di supermercati. <br /><br />Il quadro che emerge, con il progressivo impoverimento delle risorse naturali, i cambiamenti climatici in atto e previsioni fosche sull’aumento della popolazione mondiale, è quanto mai preoccupante: «Ci troviamo forse alla fine di quella che un giorno sarà definita l’“età aurea” del cibo: quel breve, quasi prodigioso periodo durante il quale ciò che mangiavamo sembrava semplicemente divenire di anno in anno più abbondante, più sicuro, più nutriente. In una parola, migliore».</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Bassa Italia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/bassa-italia-demarco.jpg" alt="" /> Di che pasta sono fatti i meridionali? Come hanno potuto convivere con la "putrefazione cosmica"? E perché non hanno reagito al "più osceno degli assedi"? Dopo l'emergenza rifiuti è tornato il dubbio sulla loro diversità antropologica, avvalorata da chi, proprio nel Sud, chiude con un fallimento la propria esperienza di governo. Dal razzismo antimeridionale dei socialisti lombrosiani alla politica elitaria dei giorni nostri: lungo questo percorso si incrociano sia le colpe esterne, sia quelle interne al Mezzogiorno. Convinto dell'utilità di un'autocritica meridionale, è però proprio su queste ultime che l'autore si sofferma. Tra l'orgoglio "sudista" e il comodo pregiudizio "nordista" si fa strada il meridionalismo antiretorico e antiapocatittico di chi non crede che il destino del Sud sia già scritto.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Italia Anno Zero]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/italia-anno-zero-travaglio.jpg" alt="" /> “Gli italiani si dividono in due categorie: quelli che lavorano per Berlusconi e quelli che lo faranno.”
The New York Times

Dal 2006 al 2009, la storia in presa diretta di quello che siamo stati, e siamo, attraverso gli interventi di Marco Travaglio, le vignette di Vauro e le testimonianze dei giovani intervistati da Beatrice Borromeo nel programma Annozero di Michele Santoro. Dalla stagione del governo Prodi al nuovo governo Berlusconi, con crisi economica (e non solo). Una finestra aperta e libera, che questo libro propone a futura memoria.

“Stasera parliamo di mafia, o meglio: di lotta alla lotta alla mafia.”

“Viene un’inguaribile nostalgia per la mitica Tribuna politica: domanda, risposta, replica, risposta. Oggi sarebbe eversivo.”

“Barbara Berlusconi: ‘Sono contraria al falso in bilancio’. Tutta suo padre, anche lui contrarissimo al falso in bilancio, al punto che l’ha abolito per legge.”

“Bernard Madoff, ex bagnino ed ex presidente del Nasdaq: ‘Ringrazio la Corte perché mi dà la possibilità di raccontare i crimini che ho commesso e di cui mi vergogno’. Rischia fino a 150 anni di prigione. Il pm Francesco Greco ha spiegato che in Italia non sarebbe finito in galera.”]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Mondo Secondo Monsanto]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mondo-secondo-monsanto.jpg" alt="" /> <p>Monsanto è leader mondiale nella produzione degli Organismi Geneticamete Modificati (OGM) ed è una delle aziende più controverse della storia industriale.</p>
<p>Dalla sua fondazione nel 1901, la multinazionale di Saint Louis ha accumulato diversi processi a proprio carico, a causa della tossicità dei prodotti che impone al mercato.</p>
<p>Negli anni è stata accusata di negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario e utilizzo di false prove.</p>
<p>Eppure, questo pericoloso gigante della biotecnologia si pubblicizza come azienda della "scienza della vita", apparentemente convertita al verbo dello sviluppo sostenibile.</p>
<p><span style="font-size: small;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Cosa sappiamo veramente<br />degli effetti degli OGM sulla nostra salute?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Perchè l'agricoltura transgenica<br />è così pericolosa?</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Quali interessi si nascondono<br />dietro la commercializzazione di sementi<br />geneticamente modificate?</span></strong></span></p>
<p>Questo bestseller internazionale, risultato di tre anni di importanti ricerche, parla della poco nota storia dell’azienda Monsanto e risponde a molte domande che ci toccano da vicino.</p>
<p>Avvalendosi di documenti inediti e delle preziose testimonianze di scienziati e di uomini politici, il libro ricostruisce la genesi di un impero industriale che è diventato la prima azienda al mondo produttrice di semi grazie all'appoggio dei vertici politici e amministrativi USA, a una comunicazione falsa e aggressiva, a pesanti pressioni e a innumerevoli tentativi di corruzione.</p>
<p>Oggi, mentre in Europa sta finalmente nascendo un dibattito serio sulle conseguenze sociali, sanitarie e ambientali degli organismi geneticamente modificati, arriva in Italia con un tempismo perfetto la più aggiornata edizione de Il mondo secondo Monsanto, un libro inchiesta che negli altri paesi ha già venduto centinaia di migliaia di copie.</p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Una lettura fondamentale<br />per la (ri)costruzione di un mondo<br />a misura d’uomo,<br />e non di multinazionale.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Pubblicato in Francia dalla casa editrice<em> La Découverte</em>, <strong><em>Il Mondo secondo Monsanto</em></strong> ha già venduto <strong>80.000 copie</strong>. <br />L’omonimo documentario è stato trasmesso dal canale televisivo franco-tedesco ARTE. <br />Già disponibile in Spagna e America Latina, nei prossimi mesi il libro verrà pubblicato in diversi paesi quali Germania, Olanda, USA, Brasile, Corea, Grecia, Giappone, Ungheria e Polonia.</span></p>
<p><em>Oggi, mentre Francia ed Europa sono scosse da un vero e proprio dibattito scientifico, economico e sociale sulle conseguenze sanitarie e ambientali degli OGM, oltre che sulla condizione contadina e sui test sugli esseri viventi, il libro della Robin arriva con un tempismo perfetto. È infatti a pieno titolo un’opera per la salute pubblica, ed è come tale che dovrebbe essere letta e considerata. <br /></em><strong>Dalla prefazione di Nicholas Hulot, giornalista ed ecologista francese</strong></p>
<p><em>È almeno dagli anni ‘30 che la società monopolistica del Missouri Monsanto miete vittime. Stranamente, i responsabili politici, per quanto perfettamente informati, non reagiscono. Oggi, questo mostro della “biotecnologia” detiene il 90% degli OGM coltivati nel pianeta. Un’indagine che la giornalista Marie-Monique Robin ha condotto per diversi anni.</em> <br /><strong>Bakchich</strong></p>
<p><em>In piena crisi economica e alimentare, dovuta alla crescita dei prezzi dei beni primari, c’è chi naviga nell’oro. È la Monsanto, industria biotech, che esporta felicemente in tutto il mondo il modello di agricoltura transgenica. La multinazionale delle sementi, invisa agli ambientalisti e ai contadini di mezzo mondo, ha dichiarato vendite per 2,6 miliardi di dollari con un incremento del 29% rispetto al 2008.</em> <strong>Gabriele Bindi, Slowfood.it</strong></p>
<p><em>Un’indagine serrata, che ci porta a riflettere sulle basi etiche della nostra società dei consumi: business, business! <br /></em><strong>Entreprise et Carrières</strong></p>
<p><em>Un libro accattivante, trasparente, perfettamente documentato. Appassionante e scritto come un romanzo poliziesco scientifico.</em> <br /><strong>La Recherche</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Giovani e Belli]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/giovani-belli-vecchio.jpg" alt="" /> <p>Un viaggio lungo un anno attraverso l'Italia, durante il definitivo
trionfo di Silvio Berlusconi. Da Verona a Milano, da Roma a Catania,
Concetto Vecchio percorre il Paese sfiduciato delle nuove leve che non
diventeranno mai classe dirigente.</p>
<p>I praticanti avvocati sfruttati
negli studi legali, le donne single per sempre, i "maniaci" delle chat,
la grande bolla della comunicazione, il Sud dei concorsi pubblici
"monstre", il talento fatto a pezzi, le fughe all'estero.</p>
<p><strong>Solo in
Italia a trent'anni si torna a vivere con i genitori.</strong></p>
<p>Perché i giovani
non riescono a compiere il ricambio generazionale indispensabile per
uscire dalla crisi? Da dove nasce questa incapacità? Vecchio mette
piede a Montecitorio e scopre gli altri trentenni, quelli che ce la
fanno: le nuove stelle del berlusconismo come Elvira Savino, deputata
del Pdl, trentuno anni, che in poche settimane passa da illustre
sconosciuta a miss Montecitorio, complice il presidente del consiglio
che le farà da testimone di nozze.</p>
<p><strong>Un reportage amaro, vivido, pieno di
voci e storie, che fotografa il Paese reale. Volete sapere perché è
stato scelto Gianni Chiodi come candidato leader alla Regione Abruzzo?
Risposta del premier: "Perché è giovane e bello".</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Con gli Occhi Sbarrati]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/con-gli-occhi-sbarrati_23660.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Cosa accade nella mente e nella vita di un uomo che un giorno, al suo risveglio, scopre di non poter più muovere nessun muscolo del suo corpo e nemmeno parlare? Quali emozioni e quali pensieri lo tormentano?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo libro racconta in esclusiva la terribile esperienza vissuta per oltre un anno e mezzo da Salvatore Crisafulli, il quarantunenne siciliano che, dopo un incidente stradale, si è ritrovato completamente paralizzato e incapace di comunicare con il mondo esterno, se non con gli occhi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ritenuto dai medici ormai in stato vegetativo permanente, Salvatore ha in realtà sempre mantenuto un labile contatto con il mondo esterno: «Dicevano che non ero cosciente e che sarei morto, lo capivo tutto e piangevo...».</p>
<p style="text-align: justify;">Solo dopo un anno, osservandone gli occhi, la madre ha capito che Salvatore era cosciente. Ora, con gli occhi Salvatore comunica con il mondo, selezionando le lettere da uno schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">È nato, così, con la sua diretta testimonianza, uno straordinario documento che racconta questa drammatica odissea, un caso che ha fatto molto discutere e che continua ad essere seguito con trepidazio-ne dai media e dall'opinione pubblica.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lo Stato Canaglia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/stato-canaglia.jpg" alt="" /> <p>La dittatura della burocrazia e l’assedio al libero mercato.<br /> Il saccheggio della cosa pubblica e il controllo della morale privata.<br /> È la fine della libertà in Italia?</p>
<p>Viviamo, si dice, in un Paese libero. Nulla di più falso: oggi in Italia tutto è vietato tranne ciò che è esplicitamente consentito. Da Nord a Sud, i cittadini si trovano ostaggio di uno Stato potentissimo, a cui un’infinità di regolamenti e decreti, imposte e balzelli permette di infiltrarsi in ogni recesso della vita quotidiana: dalle leggi sulla procreazione a quelle sulla prostituzione, dai meandri della giustizia all’autovelox. Un’Entità che governa, senza averne delega, la nostra esistenza ma che è nel contempo abbastanza debole da trovarsi nelle mani di una oligarchia incolta e becera, seppure voracissima.<br /><br /> Intanto, nell’economia gravata dalla crisi, dilagano le distorsioni del mercato, dal canone televisivo alla vicenda Alitalia, passando per “liberalizzazioni” che sono solo una cortina di fumo di dirigismo e demagogia. A fare le spese di provvedimenti di salvataggio che a stento nascondono le eterne logiche di interesse, al solito, è il cittadino tassato e vessato, inibito nelle sue libere iniziative. E costretto a guardarsi continuamente le spalle, perché inseguito da un potere occhiuto quanto incapace di gestire le risorse e di produrre efficienza e innovazione.<br /><br /> In questa spietata analisi del declino culturale, politico ed economico italiano, Piero Ostellino presenta una preoccupante carrellata di nomi, fatti e dati. Denuncia la latitanza del pensiero liberale, asfissiato da collettivismo e corporativismo. Torneranno mai in Italia le idee, e le prassi, dell’autonomia, della responsabilità individuale, della certezza della pena? La risposta non è consolante, anzi è un durissimo j’accuse rivolto alla pessima politica cui permettiamo di governarci. Ma prendere atto del disastro in corso è un’occasione per riflettere e provare a salvare quel che resta della nostra democrazia.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lotta Civile]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lotta-civile-mafie-illegalita.jpg" alt="" /> <p><strong>Dal dolore privato all’impegno nelle scuole, nelle carceri, nella
pubblica amministrazione. Giorno per giorno. E’ ciò che
contraddistingue questo libro.</strong><br />Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società. Con il sostegno di <a style="color: #a52a2a;" href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1">Libera</a> e delle Fondazioni dedicate a chi ha combattuto per ciò in cui credeva, fino a morirci.<br /><br />È essenziale ricordarli:
Giuseppe Fava, Rocco Chinnici, Beppe Montana, Roberto Antiochia,
Marcello Torre, Silvia Ruotolo, Libero Grassi, Vincenzo Grasso, Barbara
Asta e i figli Giuseppe e Salvatore, Mauro Rostagno, Francesco Marcone,
Renata Fonte... Le loro battaglie sono diventate le battaglie di figli,
fratelli, mogli e mariti. <br /><br />Nando dalla Chiesa, nell’intervista
che chiude il libro, afferma: “<em>Bisogna cominciare a dire le cose che
provocano reazioni ma che sono vere</em>”. Lo sta facendo chi ha subìto
perdite irrimediabili e oggi, in prima persona, diventa artefice di una
vera e propria resistenza civile.<br /><br /><em>“In
questo libro non troverete parole rabbiose né anatemi indiscriminati...
Sono descritte le traiettorie umane di persone che hanno compiuto il
faticoso percorso che muove dal dolore e approda all'impegno.” </em><br />Dalla prefazione di don Luigi Ciotti</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[American Vendetta]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__american-vendetta-edizione-economica.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/american-vendetta.jpg" alt="" /> <p>In un lussuoso chalet di caccia sui Monti Adirondack ha sede il Custer Hill Club, un circolo esclusivo che annovera fra i suoi membri alcuni tra gli individui più potenti del gotha finanziario, militare e politico statunitense. In apparenza un ritrovo dove rilassarsi fra vecchi amici, in realtà teatro di oscure trame terroristiche, orchestrate dalle ali più estreme della destra americana.<br /><br /> In un weekend d'autunno il direttivo dei soci si riunisce per mettere a punto gli ultimi dettagli di un piano segreto, avente come obiettivo quello di spingere il governo alla risoluzione "Wild Fire", massiccia operazione militare predisposta in caso di attacco nucleare sul suolo americano.<br /><br /> In quegli stessi giorni, un poliziotto in forza all'Anti-Terrorist Task Force fa perdere le proprie tracce nei dintorni dello chalet. Toccherà al detective John Corey e a sua moglie, l'agente dell'FBI Kate Mayfield, dipanare lo spaventoso intrigo che prende le mosse dal Custer Hill Club e vede due città degli Stati Uniti designate come obiettivi di un attacco terroristico senza precedenti. John e Kate sono gli unici a poter impedire che il terribile piano si realizzi, scatenando una catastrofe di proporzioni globali.<br /><br /> <strong>In American Vendetta, Nelson DeMille si confronta con una materia incandescente, indagando gli effetti dell'11 settembre e del terrorismo di matrice islamica non solo sulla politica, ma anche sulla psicologia profonda del popolo americano. Il risultato è un thriller in cui i confini tra realtà e fantasia sono estremamente labili, inquietante e avvincente sino all'ultima pagina. </strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Faraoni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/faraoni-piemme.jpg" alt="" /> <p><strong>Un viaggio nel grande apparato obeso e ingordo del sistema Italia.</strong></p>
<p>Un’analisi a tutto tondo sulla democrazia zavorrata di un Paese che non può decollare.</p>
<p>Un
saggio che si avvale di dati aggiornati e in gran parte inediti e non
si limita alla denuncia degli sprechi e degli insensati privilegi della
politica, ma fa luce sui costi abnormi degli apparati pubblici e sulle
molte altre “caste” che fino a ora non erano state adeguatamente
investigate.<br /><br />Un’orgia di lobbies, privilegi, corporazioni, consulenze, portaborse, parassitismo, sprechi, inutili premifici.<br /><br /><strong>Un’analisi puntuale e impietosa del dissanguamento pubblico, e la ricerca di un’amara medicina da trangugiare al più presto.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Birmania - Oltre la Repressione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/birmania-oltre-repressione.jpg" alt="" /> <p>La Birmania è una realtà appassionante che ingloba dentro il suo mistero realtà economiche, culturali, religiose di antica tradizione e forte impatto umano.</p>
<p>Questo percorso fotografico – realizzato durante le prime proteste dell’agosto 2007 – vuole raccontare, attraverso le immagini di vita quotidiana, un Paese ricco di etnie, colori, paesaggi, storia, offrendo nuove prospettive di conoscenza a quanti, sgomenti e indignati di fronte alla violenza cieca usata dai generali per fermare le manifestazioni democratiche, hanno seguito con ansia e speranza le marce pacifiche dei monaci e della gente birmana.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Caldo, Piatto e Affollato]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/caldo-piatto-affollato.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Il surriscaldamento del clima, lo stupefacente livellamento - favorito dalla globalizzazione - degli stili di vita di un numero crescente di persone e la brusca impennata demografica degli ultimi decenni hanno trasformato la Terra in un pianeta «caldo, piatto e affollato», alterando pericolosamente gli attuali equilibri naturali, sociali ed economici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra pochi anni, gli effetti del dissennato sfruttamento delle risorse e della produzione di quantità sempre maggiori di gas serra e altre sostanze inquinanti si mostreranno in tutta la loro drammaticità. Ma è ancora possibile fare qualcosa per scongiurare la catastrofe? E se sì, che cosa?</p>
<p style="text-align: justify;">È a questa domanda che Thomas L. Friedman, giornalista da sempre impegnato nella battaglia ecologista, si propone di rispondere, accantonando le argomentazioni della retorica ambientalista e affondando impietosamente lo sguardo nelle molte negligenze - volontarie o involontarie - che hanno portato alla situazione attuale.<br /><br /> Il primo passo da compiere per evitare la massiccia estinzione di specie vegetali e animali - con enormi ripercussioni anche sulla vita dell'uomo - è, a suo avviso, l'elaborazione e la rigorosa applicazione di una strategia sistemica in cui l'interazione delle scelte operative indispensabili (ricavare energia pulita da fonti rinnovabili, migliorare l'efficienza energetica e adottare un'etica della conservazione delle risorse) crei i presupposti di una rivoluzione «verde» globale del modo di produrre e di vivere, che può costituire il volano per una crescita economica impetuosa.<br /><br /> Realizzare questo ambizioso progetto, però, sarà possibile solo se gli Stati Uniti riusciranno a superare il trauma dell'11 settembre e a riconquistare la leadership mondiale anche in questo settore - uno degli obiettivi prioritari dell'agenda del nuovo presidente Barack Obama -, ovvero diventeranno il paese in cui l'impiego di tecnologie avanzate per rendere più economici, vantaggiosi e affidabili i sistemi eolici e solari già esistenti sia associato a severi provvedimenti legislativi sulla riduzione delle emissioni inquinanti, a incentivi fiscali per promuovere il risparmio sui consumi e a interventi di mercato per rendere durevole la domanda di energia pulita.<br /><br /> Lo sforzo richiesto per vincere questa sfida è immane, poiché comporta l'affrancamento dalle lobby del petrolio, l'adozione di politiche che potrebbero rivelarsi, nel breve periodo, impopolari e il definitivo abbandono di stili di vita improntati esclusivamente a logiche di profitto e individualistiche, nella più totale indifferenza per i problemi del pianeta e per le generazioni future.</p>
<p style="text-align: justify;">E d'altro canto il tentativo non può essere rinviato, non solo perché non ci sarà un'altra occasione, ma perché la posta in gioco è il benessere, la salute e, in ultima istanza, la sopravvivenza stessa del genere umano.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Roba Nostra]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__roba-nostra.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__roba-nostra.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/roba-nostra-vulpio.jpg" alt="" /> <div class="column_nine floatleft"><em>«Bisogna far sistema»</em>. Questa ricetta, con cui in genere le economie
decollano e i paesi si sviluppano, trova da noi un’applicazione
tipicamente all’italiana.</div>
<div class="column_nine floatleft"><br /> Consiste nella capacità inesauribile di
stabilire reti di complicità e connivenze tra politici, esponenti
professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico
scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche. Anche grazie alle
rivelazioni emerse dalle inchieste del pm Luigi de Magistris e alle
vicende del giudice Clementina Forleo, Carlo Vulpio punta l’attenzione
sul sistema meridionale del malaffare, dove i partiti- famiglia –
formula di grande successo in Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania,
Puglia, Molise – sono macchine oleatissime con cui si smistano i fondi
nazionali ed europei, si assegnano gli appalti, si decide la fortuna o
la sfortuna nelle carriere pubbliche, a cominciare dalla magistratura.
E mette in primo piano le vere forze che «fanno girare» il paese,
condannandolo all’inefficienza dei servizi, agli scempi ambientali e al
declino inarrestabile della sua economia.<br /><br />Di queste forze, dopo le
scoperte pionieristiche del pool di Milano, Roba Nostra offre la
radiografia più aggiornata.<br /><br /> Nuovi capibastone politici, tangentisti
della prima e della seconda Repubblica, massoni riuniti in fantasiose
logge, affaristi devoti della Compagnia delle Opere, clan familiari che
sperimentano le tecniche più spietate per garantirsi il controllo di
tutto ciò che è pubblico in intere regioni: dalla sanità
all’istruzione, ai cosiddetti incentivi per lo sviluppo.<br /><br /> La saga
italiana delle «mani sporche» tocca con questo libro uno dei suoi
culmini.</div>
<div style="clear: both; line-height: 1px; font-size: 1px; height: 1px;"></div>
<div></div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Banca Rotta]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__banca-rotta.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__banca-rotta.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/banca-rotta-sperling.jpg" alt="" /> <p>Fino a ora abbiamo lasciato i nostri risparmi in mano ad altri,
convinti che fossero più competenti di noi. Peccato che oggi, grazie
all'aiuto degli "esperti", ci ritroviamo tutti sempre più poveri e
confusi.</p>
<p>Basta: è arrivato il momento di riprendere in mano i nostri
soldi! Dalla scelta della banca al risparmio alternativo, dai titoli di
stato ai mutui: l'indispensabile manuale di fai da te economico per non
essere travolti dalla valanga della crisi.</p>
<p>Finalmente il libro che dice
tutta la verità!</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Coraggio il Meglio è Passato]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__coraggio-il-meglio-e-passato.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/coraggio-meglio-passato.jpg" alt="" /> <p>In
pochi decenni è stata spazzata via una tradizione ultramillenaria che
regolava il nostro modo di essere in famiglia, a scuola, sul lavoro,
nel tempo libero.<br /><br /> Tutto è stato stravolto con l'idea che tutto sarebbe
migliorato. E noi sembriamo colpiti da una singolare malattia: la
convinzione di essere la generazione più intelligente nella storia
dell'umanità.<br /><br /> Ci crediamo più evoluti in ogni campo, non solo nelle
scienze e nella tecnica, ma anche nella cultura, nella convivenza
civile, perfino nel comune senso della morale. Ma è davvero così?
Michele Brambilla ha compiuto un viaggio, da cronista, nel "come siamo"
del paese reale, trovando un'Italia molto diversa rispetto anche solo a
qualche anno fa: "Ho fatto un giro a zigzag per cercare che cosa è
rimasto degli usi e costumi della mia infanzia e giovinezza. Ho trovato
ben poco, qualcosina dimenticata qua e là, in qualche angolino. Il
mondo attuale si sente più forte, più intelligente e più colto. Ho
cercato di metterlo un po' a nudo, alla berlina; e di mostrarne le
incongruenze, le ipocrisie, i nuovi conformismi".<br /><br /> Un tempo, ad esempio,
la famiglia era il fulcro di tutto, si preferiva essere separati in
casa piuttosto che romperla; oggi se non è "allargata" non merita
neppure una fiction tv. I figli avevano sempre torto; oggi se vengono
bocciati si ricorre al Tar. Il Natale era sacro anche per i non
credenti; oggi pure i credenti evitano di festeggiarlo per non
offendere i fedeli di altre religioni.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Eluana Englaro - La Contesa Sulla Fine della Vita]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__eluana-englaro-la-contesa-sulla-fine-della-vita.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/contesa-fine-vita.jpg" alt="" /> <p>Sono circa tremila le persone che in Italia vivono in uno stato
vegetativo persistente. Per diciassette anni Eluana Englaro è stata una
di queste. La sua drammatica vicenda, il dolore della famiglia e le
battaglie legali e civili del padre per il rispetto della volontà di
Eluana si sono consumati, in tutto questo tempo, sotto i riflettori dei
media che, complici il silenzio della politica e i tempi lunghi della
magistratura, hanno contribuito a ridurre il dibattito a uno scontro.<br /> <br /> Francesco Galofaro ha seguito negli anni la storia di Eluana ed
esaminato i commenti che ne ha proposto la stampa; ha di-scusso con
medici che assistono persone in “stato vegetativo persistente” e ha
osservato analogie e differenze tra i vari casi; ha studiato la
legislazione italiana e quella europea in materia e ne ha confrontato
efficacia e coerenza. <br /><br /> In questo volume ci propone una sintesi del suo lavoro, a partire da alcune convinzioni basilari: <br /><br /> - ogni decisione irreversibile sulla conclusione della nostra vita 	riguarda prima di tutto la nostra coscienza;<br /> - è necessario che la medicina, la legge e l’etica ci sostengano, e che
la politica crei le condizioni per consentirci una decisione
consapevole, senza sostituirsi alla nostra libertà di giudizio;<br /> - tra le opposte posizioni di laici e cattolici un accordo è pos-
sibile, a partire dal riconoscimento di uno spessore etico autonomo
della medicina;<br /> - riflettere sulla storia di Eluana Englaro può aiutarci a maturare 	scelte che riguardano la vita di tutti.<br /> <br /> L’autore si augura che il libro possa essere utile ad avviare un
confronto concreto tra quanti, pur da posizioni oggi molto distanti,
hanno a cuore l’individuazione di risposte convincenti e condivise
sulla definizione stessa di vita umana.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Conversazioni sull' Economia Contemporanea]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__conversazioni-sull-economia-contemporanea.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/conversazioni-economia.jpg" alt="" /> <p>«<em>Durante tutto il decennio (1919-1929) .... salari, stipendi e
prezzi erano rimasti tutti relativamente stabili,  in ogni caso non
avevano subito un apprezzabile aumento. Di conseguenza ... i profitti
erano aumentati. Tali profitti sostenevano le spese dei ricchi e
inoltre alimentavano, almeno in parte, le speranze che erano dietro al
boom del mercato azionario. Soprattutto essi incoraggiavano un livello
molto elevato di investimenti in beni capitali. ... Quindi tutto ciò
che interrompeva il flusso degli investimenti poteva causare dei guai
... perché non ci si sarebbe potuto aspettare automaticamente una
compensazione mediante un incremento delle spese di consumo».</em></p>
<div>John Kenneth Galbraith<br /></div>
<p><em>«La
grande depressione del 1929 fu preceduta e in un certo senso causata da
un periodo in cui aveva avuto luogo un’eccessiva espansione dei
profitti ... dovuta alle straordinarie variazioni nella distribuzione
del reddito».</em></p>
<div>Paolo Sylos Labini<br /></div>
<p><strong>Un
manuale per capire la crisi attuale e i suoi possibili sviluppi</strong>. In
questo libro l’autore espone in modo semplice e gradevole, e con la
forma della conversazione, i concetti più importanti di economia per
poter capire la realtà contemporanea. Oggi le vicende nazionali ed
internazionali rischiano di essere incomprensibili se non si possiedono
alcuni concetti base di economia.</p>
<p>Il libro, con il caratteristico stile
divulgativo ed appassionato dell’autore, adatto alla lettura dei non
specialisti, espone appunto tali concetti, che riguardano
essenzialmente: la globalizzazione, le connessioni tra le teorie sul
valore e quelle sulla distribuzione del reddito, la politica monetaria,
l’inflazione, la deflazione, la stagflazione e la disoccupazione, le
forme di organizzazione economica e di mercato, la teoria dell’impresa,
per concludere con lo sviluppo economico sia in chiave teorica che
storica. In appendice è nserito un saggio che prende specificatamente
in esame le cause dell’attuale crisi mondiale.</p>
<p></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Diritto di non Uccidere]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-diritto-di-non-uccidere.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-diritto-di-non-uccidere.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/diritto-non-uccidere.jpg" alt="" /> <p><em>«La guerra è il delitto perfetto. Anzi, di più. L'autore del delitto
perfetto resta non scoperto e perciò impunito. L'autore della guerra è
invece scopertissimo, anche perché si esibisce e si gloria del suo
delitto. Resta impunito perché la guerra si fa legge sopra ogni legge,
e perché non manca mai chi teorizzando identifica il fatto col valore,
l'imposizione violenta con il diritto, e convince le vittime (uccisori
e uccisi) alla rassegnazione».</em></p>
<p><em> </em>È uno dei pensieri che formano questo
libro di Enrico Peyretti, studioso di Gandhi e della nonviolenza, tra i
fondatori del mensile torinese</p>
<p>"Il foglio", collaboratore di
"Servitium" e di "Rocca". Si tratta appunto di una raccolta di
fulminanti, profondi pensieri contro la guerra e la violenza, ma
soprattutto che scavano con ostinazione dentro la possibilità, la
necessità, l'urgenza di costruire una cultura della nonviolenza, che
parta dalla persona e arrivi alla politica.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Mondo quasi Perfetto]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__un-mondo-quasi-perfetto.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__un-mondo-quasi-perfetto.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mondo-quasi-perfetto.jpg" alt="" /> <p>In questo libro d’inchieste, Luigi Pelazza traccia il percorso
accidentato dei mali universali di questo Mondo quasi perfetto.</p>
<p>Diamanti insanguinati, Clandestini, Zingari, Racket delle Bare e
Pedofilia sono solo alcuni temi che ricompongono l’eterna tensione tra
il bene e il male che l’autore propone attraverso l’esperienza del suo
lavoro in prima linea.</p>
<p>Dietro ogni indagine ci sono vite in pericolo, c’è un disagio atavico o
solo un modo di affrontare la quotidianità che continua
irrimediabilmente a gravitare intorno al denaro.
Come si può raccontare la storia di quei bambini del Congo ripudiati e
troppo spesso uccisi dai genitori perché una superstizione locale o uno
stregone corrotto ha visto in loro il demonio?</p>
<p>L’autore non si ferma alla fotografia del male, il suo istinto e la sua
coscienza gli impongono di scavare nella vita e nelle motivazioni di
ogni stato del mondo o di ogni regione italiana. Certo, quando ci si
spinge troppo alla ricerca di un racconto obiettivo, a volte si rischia
la vita.</p>
<p>E capita anche che il cronista possa entrare nel mirino della camorra
che lo ha già condannato.
In questo Mondo quasi perfetto si segue però l’esempio del coraggio e,
a volte, dell’incoscienza.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Privacy è Morta, Viva la Privacy]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-privacy-e-morta-viva-la-privacy.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-privacy-e-morta-viva-la-privacy.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/privacy-morta-viva-privacy.jpg" alt="" /> <p><em>"Conoscere la privacy, capire la società, difendere i diritti: il libro
di Mauro Paiissan fornisce le giuste istruzioni per l'uso."</em><br />Stefano Rodotà</p>
<p>Mauro Paissan racconta, in forma piana
e divulgativa, che<strong> cosa è la privacy,
da che cosa è minacciata e come
difenderla. Esaminando i vari aspetti
della vita quotidiana, mette in guardia
dai rischi di un pervasivo controllo
sociale: guardiamoci dai politici
che strumentalizzano il bisogno
di sicurezza e dal mondo del business
che clandestinamente ci profila come
consumatori. </strong></p>
<p>Rispetto alle nuove
tecnologie, nessuna demonizzazione.
Non sapremmo più fare a meno
del computer, di Internet, della nuova
telefonia. Ma attenzione, da lì possono
venire attacchi alla libertà e alla dignità
personale. Svelandoci i tanti pericoli
che la nostra privacy corre ogni giorno –
molti più di quanti immaginiamo –,
questo libro richiama alla necessità
che lo Stato la tuteli, ma soprattutto
ci dà un’avvertenza: dobbiamo imparare
anche a difenderci in prima persona,
perché siamo noi i migliori antivirus
di noi stessi.</p>
<p><strong>UN BRANO</strong></p>
<p><em>"La privacy non è la fissazione di alcuni patiti. E' la nostra vita: di
noi utilizzatori del computer, noi clienti del supermercato, noi che
facciamo tutt’uno con il cellulare, noi intercettati al telefono, noi
spiati dalle telecamere per strada, noi nella rete dei motori di
ricerca, noi e il nostro corpo, noi e la nostra salute, noi e i nostri
gusti sessuali, noi pagatori non puntuali delle rate del frigorifero,
noi e il nostro DNA, noi lavoratori controllati, noi schedati e
profilati, noi disturbati all’ora di cena dalla telefonate
pubblicitarie, noi denudati dai media, noi che amiamo svelarci nella
grande piazza di Facebook.<br /> Stiamo parlando di una sorta di diritto all’autodeterminazione: della
persona, del suo stare nella società, dei suoi rapporti con gli altri.
Il diritto di scegliere se, quando e come mostrarsi."</em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Eva era Africana]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__eva-era-africana.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__eva-era-africana.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/eva-era-africana.jpg" alt="" /> <p>Veniamo tutti dall'Africa. Lo hanno scoperto gli scienziati percorrendo
a ritroso la storia genetica dell'umanità, trasmessa solo per via
femminile.</p>
<p>Oggi in quel continente le ragazze subiscono più che altrove
le conseguenze della miseria e dell'ignoranza. Con la scuola, Internet
e il loro entusiasmo il futuro sarà migliore.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Capitalista Egoista]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-capitalista-egoista.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-capitalista-egoista.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-capitalista-egoista_29649.jpg" alt="" /> <p>Circa trent’anni fa l’Occidente ha adottato in maniera diffusa un credo politico-economico – noto come thatcherismo o neoconservatorismo reaganiano – che oggi sta rivelando i propri potenti limiti. Lo psicologo inglese Oliver James non esita infatti a definirlo senza mezzi termini «capitalismo egoista», in virtù delle sue conseguenze: i ricchi sono diventati infinitamente più ricchi, e i poveri sempre più poveri, mentre il salario del cittadino medio è rimasto lo stesso, a fronte di condizioni lavorative più dure e meno tutelate.</p>
<p>In Affluenza Oliver James ha descritto la malattia dell’uomo occidentale contemporaneo, stritolato da un sistema che lo spinge ad avere sempre di più (macchine, telefonini, vestiti, soldi) e ad essere per questo sempre più scontento.</p>
<p>Ne Il capitalista egoista l’analisi risale alle origini di questa malattia, che James definisce come una vera e propria «epidemia di stress emotivo», e ne individua i responsabili, le cause e gli effetti. Prendendo spunto dalla preoccupante condizione dell’individuo, le pagine di questo libro smontano una ad una le sciagurate illusioni, le iniquità e i mostri generati dal capitalismo a cavallo fra il XX e il XXI secolo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ritorno al Passato]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ritorno-al-passato.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ritorno-al-passato.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/ritorno-passato.jpg" alt="" /> <p>I giacimenti di petrolio si stanno rapidamente esaurendo. Quali saranno
le conseguenze di questo accadimento sulle nostre vite? Perché la
nostra economia crollerà e che ne sarà della grande distribuzione, dei
supermercati, dei viaggi aerei, delle vacanze e dei trasporti? Come
saranno l’istruzione e la sanità, che importanza rivestirà la
religione? Come saranno le città in cui ci troveremo a vivere?
Torneremo a lavorare nei campi? Quali saranno i nostri rapporti con
l’Islam? Perché le energie alternative non ci salveranno? E
soprattutto, quale impatto avranno il riscaldamento globale e i danni
ambientali in genere provocati dall'uomo?</p>
<p>L’autore, nel corso di una
conversazione con il saggista e romanziere statunitense James Howard
Kunstler, dà risposta a tutti questi quesiti e ad altri ancora,
descrivendoci così il futuro che ci attende e che nessuno si aspetta.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Io Sono il Mercato]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__io-sono-il-mercato.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__io-sono-il-mercato.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/io-sono-il-mercato.jpg" alt="" /> <p>"LA SITUAZIONE E PARADOSSALE.SI PROMULGANO LEGGI SEMPRE PIÙ SEVERE CONTRO IL RICICLAGGIO NELLE BANCHE LEGALI MA AL TEMPO STESSO L'INFILTRAZIONE DEL CAPITALE CRIMINALE NELL'ECONOMIA LEGALE ASSUME PROPORZIONI SEMPRE PIÙ INQUIETANTI."</p>
<p style="text-align: right;"><em>Jean Ziegler</em></p>
<p>Questa è la storia di uomini normali, insospettabili padri di famiglia saliti al vertice del narcotraffico internazionale. Una storia "criminale", raccontata da uno dei protagonisti, che svela le astuzie del sistema cocaina, ma anche la vita e le abitudini dei grandi trafficanti. I pesci grossi, quelli che non ingoiano gli ovuli né trasportano la droga nei doppi fondi delle valigie, ma nei cargo, nei container, a tonnellate alla volta.<br />Uno sguardo dall'interno. Un nuovo punto di osservazione per capire come l'economia illegale riesce a infiltrarsi nell'economia legale e a condizionarla. Perché la coca, oltre i cliché hollywoodiani e le notizie diffuse da tv e giornale un affare straordinariamente redditizio che finanzia guerre, conferisce potere e ridisegna i rapporti internazionali.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Obama Presidente]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__obama-presidente.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__obama-presidente.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/obama-presidente-time.jpg" alt="" /> <p>II 4 novembre
2008 gli americani hanno elet­to il 44° presidente degli Stati Uniti: un uomo
che solo quattro anni prima era un perfetto sconosciuto per molti di loro. Obama
Presiden­te. Il cammino verso la Casa Bianca è la cronaca del viaggio
compiuto da Barack Obama: un percorso entusiasmante e incredibile, dall'in­fanzia
modesta alle Hawaii fino alla festa di Chicago organizzata la notte delle
elezioni, dopo avere sconfitto il repubblicano John McCain in una delle sfide
politiche più seguite nella storia americana.</p>
<p>La vicenda di
Obama ci viene raccontata nelle pagine seguenti da Joe Klein, Karen Tumulty e
dagli altri giornalisti del team politico del magazine "Time". La sua
storia è comple­tamente diversa da quella dei presidenti ame­ricani che l'hanno
preceduto. Il libro traccia la straordinaria parabola della sua vita: dalla
nascita alle Hawaii, figlio di una donna bianca del Kansas e di un nero
originario del Kenya, all'infanzia in Indonesia, dove la madre lo sve­gliava
ogni mattina alle 4 per dargli lezione di inglese, fino al ritorno alle Hawaii,
dove fu cresciuto dai nonni.</p>
<p>Obama
Presidente descrive la
sua ascesa po­litica con inediti particolari affascinanti. Dopo la laurea
presso la Harvard Law School, in cui fu il primo afroamericano a curare la presti­giosa
Harward Law Review, si trasferì a Chica­go, dove dopo il college divenne
community organiser e si candidò per il Congresso, senza fortuna. La
sconfitta lo indusse ad affinare il proprio messaggio così da aumentarne il con­senso,
e infatti appena quattro anni dopo fu eletto senatore.</p>
<p>La
consacrazione a livello nazionale avven­ne in occasione della convention
democratica del 2004. I compagni di partito ne avevano notato subito la
capacità di entusiasmare la folla e così l'avevano scelto per il discorso
chiave della convention, che per lui divenne il discorso della vita. «Non
esiste un'America liberale e un'America conservatrice», disse. «Esistono gli
Stati Uniti d'America.» E pro­prio cori questo suo messaggio di speranza Obama
ha sedotto un numero illimitato di nuovi sostenitori.</p>
<p>All'epoca
tuttavia, quando decise di impe­gnarsi nella corsa per diventare il candidato
democratico numero 208, ben pochi avrebbe­ro scommesso su di lui. Ma quando
sconfisse Hillary Clinton, che molti davano con certez­za assoluta come la
scelta del partito, Obama si rivelò un cavaliere indomito, pronto a sfida­re
McCain per la presidenza. E così, sospinto dal grande consenso di voti
ottenuto, ha vinto con ampio margine le elezioni e ora si accin­ge a insediarsi
alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio 2009.</p>
<p>Oltre agli
esclusivi reportage dietro le quin­te, Obama Presidente è corredato
anche dalle illuminanti fotografie di Callie Shell, che ha iniziato a seguire
Obama per conto del "Time" dagli inizi del 2006, quando lo staff
dell'allora candidato era limitato ad appena tre persone su un furgone: il
conducente, Obama e Shell. Le foto di Callie, che durante la campagna è
diventata "parte della famiglia", come ha af­fermato un collaboratore
dello staff, rivelano il lato privato, intimo, rilassato di Barack Oba­ma e al
contempo colgono perfettamente l'en­tusiasmo e il rispetto che la sua campagna
ha saputo ispirare.</p>
<p>Con il suo ricco
corredo di articoli, analisi e fotografie, Obama Presidente ci fornisce
un ritratto suggestivo di una campagna, e di un candidato, che hanno
affascinato l'America.</p>
<p></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Trucco della Bellezza]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-trucco-della-bellezza.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-trucco-della-bellezza.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/trucco-della-bellezza.jpg" alt="" /> <p align="justify">Incalzati dalla pubblicità, siamo facilmente preda
di dubbi e sensi di colpa. Stiamo assumendo abbastanza vitamine? Stiamo
prendendo abbastanza minerali? Siamo stanchi, stressati, nervosi e la
vita sembra così difficile... non sarà una carenza di magnesio? Stiamo
incrementando a sufficienza le difese naturali dei nostri figli con un
probiotico ogni mattina?</p>
<p align="justify">I
"venditori di bellezza" ce ne promettono di tutti i colori: di farci
dimagrire dormendo, di toglierci le rughe, di far sparire per sempre la
cellulite, di ridarci i capelli. Ci vendono pillole per far crescere il
seno e pasticche per appiattire l'addome. Tutti inganni o, per dirla
con il gergo della pubblicità, tutte "iperboli pubblicitarie". A colpi
di poster, opuscoli, spot televisivi e messaggi sui giornali,
l'industria della bellezza ci convince che non siamo abbastanza belli,
e poi ci tranquillizza con la promessa di soluzioni semplici e veloci.
E noi continuiamo a comprare promesse di bellezza pronta in scatola, in
pasticche, in tubetto.</p>
<p align="justify">Perché
ci vogliamo credere, perché la pubblicità si ammanta di scientificità e
fa riferimento a test clinici e percentuali di efficacia, ci rassicura
mostrando medici in camice bianco e persone soddisfatte dei risultati.
Ci crediamo perché sempre più spesso i prodotti dei miracoli sono
venduti in farmacia, e spesso li confondiamo con i farmaci. Ma
soprattutto, ci crediamo perché nessuno ci avverte che sono illusioni.
Ogni anno sono moltissime le pubblicità di prodotti di bellezza
giudicate ingannevoli ma nessun giornale o programma televisivo ci
informa; perché quello della pubblicità ingannevole è un grande segreto
che nessuno ha interesse a divulgare.</p>
<p align="justify">Così, nel silenzio generale,
l'industria della bellezza continua ad attirarci con false promesse e
noi continuiamo a comprare anticellulite che non combattono la
cellulite, creme antirughe che in realtà sono semplici creme idratanti,
pasticche per dimagrire che nel migliore dei casi non danno risultati e
talvolta possono persino risultare nocive.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Islam e Bioetica]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__islam-e-bioetica.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__islam-e-bioetica.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/islam-bioetica.jpg" alt="" /> <p>Questo volume, rivisto e corretto in una nuova edizione, raccoglie la prima ampia analisi disponibile in Italia sul vivace dibattito nel mondo islamico sui problemi religiosi, sociali e politici che accompagnano le nuove tecnologie biomediche. I temi trattati spaziano dalle problematiche inerenti l'inizio della vita (aborto, clonazione, cellule staminali, fecondazione artificiale, contraccezione), alla fine della vita (assistenza al morente, eutanasia, testamento biologico, cure palliative, ecc), passando per l'etica medica, il rapporto tra medici e pazienti di sesso diverso, la condanna della mutilazione, la lotta all'AIDS, i trapianti di organi, l'informazione e consenso del paziente musulmano, la mutilazione genitale femminile.</p>
<p>Su questi argomenti vengono messe a confronto - con un linguaggio chiaro ed un taglio problematico - le differenti posizioni delle autorità religiose con le legislazioni degli Stati musulmani, le mentalità e i comportamenti concreti dei fedeli, la pratica medica dominante, fino ad uno sguardo sulle tematiche legate all'immigrazione. Ciò che ne emerge è un ricco mosaico di posizioni spesso contraddittorie, oscillanti tra tradizione e modernità, ma tutte alla ricerca di una legittimazione nel Corano e nella Sharia.</p>
<p>Il libro fornisce indicazioni indispensabili per chi si interessa all'<strong>Islam </strong>e alla <strong>bioetica</strong>; inoltre offre informazioni utili agli operatori sanitari per assistere il paziente musulmano (l'Islam è la seconda religione in Italia), ma anche a chi si occupa di immigrazione, alle autorità politiche ed amministrative.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Italia Mia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/italia-mia.jpg" alt="" /> <p>Oggi l’Italia, nel consesso internazionale, è una nazione di serie B, che «conserva ancora qualche affinità col Marocco o con la Tunisia», dichiara malinconicamente Piero Ottone. Ma chi siamo, oggi, noi italiani? E come siamo cambiati quasi cinquant’anni dopo il libro di Luigi Barzini – Gli italiani, appunto – al quale questo idealmente si richiama?<br /><br />A tali domande, che ne sottendono molte altre, Ottone risponde anche attingendo a una lunga esperienza di vita, di cui affiorano ricordi professionali, incontri e amicizie, dalla giovinezza vissuta durante il fascismo – del quale dà un giudizio equanime, quasi provocatorio – fino a oggi. <br /><br />L’autore traccia un profilo per quanto possibile oggettivo, ma non per questo meno partecipe, del pianeta Italia. Dove non mancano le persone di valore, ma non c’è a livello nazionale – non c’è mai stata – una classe dirigente paragonabile a quella dei grandi paesi occidentali. <br /><br />Il livello, da noi, è quello che è. Esistono alcune enclaves di buona tradizione, di prestigio, ma un paese, per crescere, deve imparare la serietà, la prudenza, il rigore etico. Questo non è disfattismo o autodenigrazione, ma sano realismo, utile a evitare errori e illusioni.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Per chi Suona la Banana]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/per-chi-suona-banana.jpg" alt="" /> <p>«<em>Si parte dal marzo del 2007: governava, traballando, Romano Prodi.
Si arriva al settembre del 2008: sgoverna, anzi risgoverna Silvio
Berlusconi. Qualcuno mi rimprovera di ricorrere troppo spesso a
soprannomi, ma è una questione igienico-sanitaria: non ce la faccio più
a chiamarlo col suo nome. Però ritengo che sia ancora utile
occuparsene, descriverlo per quello che è… <br /> Questa è soprattutto la storia tragicomica del suicidio politico,
culturale, esistenziale, forse generazionale di una classe dirigente,
quella che ora si fa chiamare Partito democratico e Sinistra
Arcobaleno, o qualcosa del genere, e che ha riconsegnato per la terza
volta il paese a una barzelletta ambulante. Una classe dirigente al cui
confronto Fantozzi e Tafazzi sono due vincenti… ma che ha deciso –
bontà sua – di autoconfermarsi al vertice dei rispettivi partiti, in
vista di nuove, appassionanti disfatte.»
<br /> (Dalla Premessa di Marco Travaglio) </em> <br /> <br /> <strong><em>Per chi suona la banana</em></strong> racconta con graffiante puntiglio e
feroce amore per la verità i dodici mesi finali dell’Unione Brancaleone
e i primi sei del Berlusconi III. Con cadenza pressoché quotidiana,
Travaglio registra fatti e dichiarazioni del teatrino
politico-mediatico, richiama i suoi protagonisti alle loro
dichiarazioni (dove troppo spesso latitano coerenza e logica), denuncia
storture e stupidaggini. È la pratica di un giornalismo che ha come
linee guida la libertà e l’indipendenza – e infatti gli strali
colpiscono imparzialmente a destra e a sinistra. Si tratta in primo
luogo di informare, dando spazio anche alle notizie che un’informazione
addomesticata cerca di far sparire, riportando alla memoria il passato
e creando nessi illuminanti tra fatti e frasi in apparenza distanti.</p>
<p>Un
giornalismo di questo genere assume così un compito di controllo e
verifica nei confronti dei Palazzi, un ruolo fondamentale per il buon
funzionamento di ogni democrazia.
<br /> <strong><em>Per chi suona la banana</em></strong>, come gli altri libri di Marco
Travaglio, finisce dunque per portare alla luce alcune delle dinamiche
profonde – e a volte desolanti – della recente storia patria. Solo da
qui, tuttavia, solo acquisendo consapevolezza di difetti e storture, è
possibile iniziare a cambiare, immaginare un paese e una politica
diversi. Chi preferisce il pessimismo all’utopia può invece provare a
ipotizzare, partendo da queste pagine, la prossima tappa del degrado.
<br /><br />Ma intanto questo paese e questa politica, così come li racconta
Travaglio, sono spesso (purtroppo!) più divertenti delle gag di molti
cabarettisti.
<br /></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Guastafeste]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guastafeste.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">«Questo libro racconta la mia verità. Più che un libro è una “confessione sotto giuramento” resa a Gianni Barbacetto: con le sue domande senza filtro, Barbacetto si è messo nei panni di un cittadino-giudice-lettore che voglia valutare il “fenomeno Di Pietro” in modo informato. Alla fine del dialogo ci siamo domandati: che titolo diamo a questo lavoro?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci è sempre tornato in mente il primo a cui avevamo pensato: Il guastafeste.</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo è vero: sono stato e sono un guastafeste, in senso letterale, e ne sono orgoglioso. Svolgendo il mio lavoro ho “guastato la festa” a politici maneggioni e imprenditori senza scrupoli, ho scoperchiato le pentole della Casta, ho ridicolizzato le mille ipocrisie di cui si circonda il Palazzo. Per carità, niente di eccezionale, ho fatto solo il mio dovere: ma di questi tempi, fare il proprio dovere sembra sia diventata un’anomalia.»</p>
<p style="text-align: justify;">Impegnato da una parte in un’opposizione netta a Silvio Berlusconi e al suo governo, dall’altra in una competizione dura con Walter Veltroni e il Partito democratico, Antonio Di Pietro occupa la scena politica e mediatica, continua ad aumentare i suoi consensi nel Paese e a provocare polemiche infuocate.<br /><br /> In questo libro, per la prima volta, sollecitato, pungolato, persino provocato da Gianni Barbacetto, Di Pietro parla di sé e delle sue battaglie. Racconta con particolari inediti il suo passato di magistrato, l’inchiesta Mani pulite, le dispute mai sopite nel Paese sulla giustizia e sui rapporti tra politica e magistratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripercorre gli anni degli attacchi subìti, dei dossieraggi, delle accuse, dei processi e delle assoluzioni. Risponde alle accuse e alle critiche che i suoi avversari gli rivolgono da anni. Ma racconta anche il suo presente di politico, la costruzione di un partito nuovo, post-ideologico, che sia – dice – un «partito del fare».</p>
<p style="text-align: justify;">Ha il culto delle manette? È un uomo di destra? Ha tramato per distruggere i partiti della prima Repubblica? Ha salvato gli eredi del Pci? Ha l’ossessione di Berlusconi? Ha costruito, come quest’ultimo, un partito personale e monocratico? Come vede l’Italia del presente e del futuro? In queste pagine, Di Pietro ricorda, ricostruisce, risponde.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Perchè Sono Uscito dalla Casta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/perche-uscito-casta.jpg" alt="" /> <p>Il 16 gennaio 2008, giorno
del suo compleanno, Willer Bordon
dice di essersi «fatto un regalo»: come
aveva annunciato da un paio di mesi,
si è dimesso dal Senato in un inedito
atto di protesta contro il declino
e la corruzione della nostra classe
dirigente, incapace di farsi portatrice
delle reali esigenze dei cittadini, e contro
la grave degenerazione della funzione
legislativa del Parlamento.<br /></p>
<p>I privilegi
economici di cui godono i parlamentari sono tuttavia la punta
dell’iceberg, sotto la quale la crisi
della politica ha assunto proporzioni
disastrose.</p>
<p>Di fatto, il Parlamento
assomiglia sempre più allo sterile
megafono del governo di turno,
e i partiti sono macchine mangiasoldi
governate da ristrettissime oligarchie:
non solo per la disgraziata legge
elettorale, che lascia a pochi uomini
la potestà di decidere chi siederà
nelle Aule, ma per una complessa storia
più che ventennale.</p>
<p>Una storia
il cui sviluppo Bordon ricorda
e acutamente analizza, indicando
praticabili vie di fuga da una condizione
che è di serio pericolo per le istituzioni
democratiche.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L' Italia sul Filo del Rasoio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/italia-fiore-rasoio.jpg" alt="" /> <p>Quando Silvio Berlusconi è sceso in campo nel 1994, dopo il colpo di spugna di Mani Pulite, ha promesso che avrebbe rivoluzionato la politica italiana. E in parte ci è riuscito: a lui si deve la spinta verso il presidenzia-lismo, l'enfasi retorica e populista dei toni, l'esasperata personalizzazione, persine il ritorno del doppio petto.</p>
<p>Ma, si chiede <strong>Mare Lazar</strong>, siamo sicuri che questi cambiamenti non siano ritocchi superficiali a un sistema politico che dal dopoguerra a oggi è rimasto immutato nella sostanza? Il tanto celebrato bipartitismo all'americana, per esempio, ripropone in chiave contemporanea la contrapposizione tra comunisti e anticomunisti che ci accompagna dal 1948. I valori della propaganda rimangono quelli: famiglia, Stato e religione da un lato, eguaglianza sociale, pensioni e tutela dall'altro. Lo sa bene l'elettorato che, pur nelle ultime oscillazioni, manifesta un'inveterata allergia alla sinistra e si spinge a votarla solo quando abbraccia le posizioni del centro.</p>
<p>Con sguardo acuto e distaccato, <strong>Marc Lazar </strong>analizza la recente evoluzione politica italiana, tra le manie di protagonismo della destra e la mancanza di identità della sinistra, e ci spiega perché l'affluenza alle urne continua a diminuire e gli italiani sono diventati il popolo più pessimista d'Europa.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Paese di Baroni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/paese-baroni-truffe.jpg" alt="" /> <p>Bisogna fare così nell'università dei baroni: presentarsi al colloquio con il prof muniti di un registratore portatile e memorizzare su nastro "le regole del gioco". Negli ultimi anni numerosi casi di intercettazioni fai da te hanno portato a più di un'inchiesta in tutta Italia. Contro prepotenze e abusi.</p>
<p>Questo libro racconta l'università dei privilegi e anche l'università di chi lavora seriamente tutti i giorni e per pochi soldi. Le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati rivelano un sistema fortissimo, basato molto sull'obbedienza e molto meno sul merito: esistono delle vere e proprie gerarchle nazionali per ogni disciplina, chi occupa il vertice comanda su tutti. Un sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione, ma che fino a oggi tutti hanno accettato. Importante era non fare i nomi. Funziona così l'università. Stipendi d'oro assegnati con un criterio gerontocratico (basta qualche anno di anzianità per guadagnare più del 90 per cento dei professori americani). L'impegno spesso è risibile (il "tempo pieno" di un professore ordinario è 3 ore e 39 minuti al giorno, mentre i ricercatori spesso si dedicano totalmente alla didattica),! più furbi arrotondano bene con le consulenze. E poi le lobby:"bianche","rosse" e "nere" (senza dimenticare Comunione e liberazione e l'Opus Dei). Chi non sta alle regole, è fuori.</p>
<p>Studenti, dottorandi e ricercatori, magari dopo una vita di studio, esperienze all'estero e pubblicazioni in riviste autorevoli, aspettano il loro turno. Ma non è detto che ce la facciano. Anzi. Nascono blog e siti internet che danno voce alla loro frustrazione: per difendere l'università pubblica e la voglia di un futuro più onesto e più giusto.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Terrorismo Globale]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/terrorismo-globale.jpg" alt="" /> <p>Il testo affronta uno dei più grandi drammi reali che si svolgono sulle
scene del pianeta terra e per la sua grande attualità e per la
molteplicità di riflessioni, si rivolge a un vasto pubblico: il volume
difatti si basa su aspetti non solo politici ma anche economici,
sociali, culturali e religiosi che forniscono uno spaccato
significativo della crisi del sistema mondo.</p>
<p>Il terrorismo non viene
esaminato con analisi settoriali, che rischiano di fornire visioni
particolari come insulae avulse le une dalle altre, ma con analisi
interdipendenti, legate da un focus unificante, per spiegare
opportunamente processi di estrema complessità.</p>
<p>Lo sguardo
retrospettivo sul passato si coniuga con “l’ascolto” del presente e con
il disegno degli scenari futuribili con l’individuazione di possibili
soluzioni di un problema fondamentale per il futuro dell’umanità.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Casta]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_casta.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/casta-economico.jpg" alt="" /> <p>L’inchiesta che ha messo a nudo la nostra classe dirigente<br /> <br /> Così i politici italiani sono diventati intoccabili e continuano ad esserlo<br /> <br /> Nuova edizione aggiornata<br /> Oltre 1.200.000 copie vendute<br /> <br /> Che futuro ha un Paese dove un consigliere regionale abruzzese guadagna più del governatore della California? Dove il Quirinale costa il quadruplo di Buckingham Palace ma taglia il 3 per mille? Dove le spese dei Palazzi del potere continuano a crescere, il presidente della Camera fa il sub in acque proibite e il premier raggiunge la beauty farm preferita con un elicottero della Protezione civile? <br /> Dove tutto cambia perché niente cambi? <br /> Non ci avevano promesso una politica più sobria?</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lo Statista]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__lo-statista.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__lo-statista.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/statista.jpg" alt="" /> <p>Queste ultime cinque legislature saranno ricordate come il Ventennio
berlusconiano: Silvio Berlusconi è infatti riuscito, sia da capo del
governo che da leader dell’opposizione, a dettare la propria agenda di
priorità, lasciando che fossero gli altri a rispondere alle sue mosse e
a impedire che accadesse il contrario. A questo atteggiamento la
sinistra non ha saputo far altro che opporre delle risposte ondivaghe:
a volte attraverso un antiberlusconismo intransigente, gridando al
«regime», e giudicando Berlusconi un «politicante» inadeguato a guidare
il Paese; altre volte offrendo un’ambigua disponibilità a creare
insieme regole condivise ma uscendone sempre sconfitta. Entrambi questi
comportamenti si sono rivelati inadeguati dopo la travolgente vittoria
elettorale del Popolo della libertà alle elezioni del 13 aprile 2008.
Da quel momento si è aperta una nuova stagione: Berlusconi non è più il
«parvenu» della politica che vinse le elezioni del ’94 e neppure il
presidente tuttofare del 2001. Oggi attorno a sé ha costruito un blocco
elettorale solidissimo, che seppur frutto della commistione di
interessi economici e sociali assai diversi, non può più essere ridotto
alla semplice formula del «partito di plastica» ed è decisamente
radicato nella società. Insomma, non può più essere liquidato con delle
formule di circostanza. <br /><br /> In questo saggio <strong>Massimo Giannini</strong>, partendo proprio da queste premesse,
analizza il fenomeno Berlusconi secondo una metodologia nuova: rileva i
tratti di originalità rispetto al passato del nuovo governo
berlusconiano e, partendo dall’impostazione storiografica di Renzo De
Felice, dimostra come l’idea di una comunanza di modi tra il regime
fascista e quello berlusconiano non sia per nulla peregrina, ma abbia
delle solide basi. Inserisce poi il fenomeno in un’ottica non solo
italiana, attraverso un serrato confronto con le declinazioni del
populismo europeo. Infine si rivolge anche alla sinistra, e in
particolare al Partito democratico, invitandolo a riflettere seriamente
sulla sconfitta elettorale e a ricominciare da capo, perché Berlusconi
si può battere solo se lo si comprende davvero, senza banalizzare lui e
l’elettorato che rappresenta e allo stesso tempo sapendo rinnovare se
stessi. Un saggio quindi che non si ferma alla cronaca, e lascia da
parte la polemica quotidiana per abbracciare una prospettiva più ampia,
necessaria a capire un fenomeno che da televisivo si è fatto Stato, e
ha prodotto, appunto, uno Statista. <br /><br /> «Berlusconi non è più un uomo di spettacolo. È diventato un uomo di
Stato. Di una specie che non ci piace e addirittura ci preoccupa. Ma
questo è. Si poteva ironizzare su di lui tra il ’94 e il ’96, quando il
“parvenu” aveva costruito in tre mesi il famoso “partito di plastica”,
si era affacciato su un mondo che gli era oscuro e nemico e ne aveva
subito la traumatica crisi di rigetto dopo neanche un anno di governo.
Forse lo si poteva ancora fare tra il 2001 e il 2006, quando il
“parvenu” era già diventato un leader, Forza Italia si era trasformata
in un «partito di latta», ma aveva dovuto patire il logorio di una
legislatura rissosa e inconcludente. Oggi non si può più scherzare, il
Cavaliere fa sul serio. Quindi va preso sul serio per le cose che dice
e le cose che fa.»</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Oltre la Riforma Gelmini]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre-la-riforma-gelmini.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre-la-riforma-gelmini.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/oltre-riforma-gelmini.jpg" alt="" /> <p>La “riforma” firmata dal ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, riporta la scuola al centro del dibattito politico, facendo scendere in piazza studenti, insegnanti, genitori, associazioni, difensori e critici del governo. Un'altra scuola oggi in Italia è non solo possibile, ma auspicabile e necessaria. Non c'è consenso sul come costruirla. <br /> In questo libro <strong>Aluisi Tosolini</strong> raccoglie reazioni e riflessioni di alcuni professionisti dell'educazione che fanno riferimento al CEM mondialità e che chiedono di andare oltre la riforma per ascoltare pensieri, esperienze e proposte di una scuola che veramente s'interroga sul suo ruolo e sulle sue responsabilità. <br /> Non ne nascono risposte definitive, ma si riapre il dialogo per mantenere vigile l'attenzione su ciò che ci accade intorno e per non rinunciare al tentativo di interpretarlo e tradurlo in consapevoli e responsabili scelte educative.</p>
<p>Hanno contribuito alla scrittura del libro:</p>
<p><strong>Giuseppe Biassoni</strong>, Docente di scuola media, formatore e redattore della rivista CEM Mondialità; <br /> <strong>Roberto Morselli</strong>, Formatore e consulente, opera come docente (area comunicazione e competenze manageriali) in diverse tipologie di corsi di formazione (operatori sociali, manager, insegnanti). Scrive per CEM Mondialità. Ha collaborato nello sviluppo di sistemi di formazione a distanza;<br /> <strong>Antonio Nanni</strong>, Condirettore di CEM Mondialità. Docente di filosofia e scienze dell’educazione, insegna comunicazione ed educazione interculturale al Simi. È coordinatore dell’Ufficio studi delle Acli; <br /> <strong>Lucrezia Pedrali</strong>, Insegnante e formatrice è condirettrice della rivista CEM Mondialità; <br /> <strong>Brunetto Salvarani</strong>, Direttore di CEM Mondialità, docente di Teologia della missione e del dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, Bologna; <br /> <strong>Nadia Savoldelli</strong>, Docente e formatrice di discipline artistiche ed espressive. Sviluppa la propria attività sociale attorno a tematiche delle donne, producendo spettacoli teatrali e animazioni per congressi e convegni. Opera in CEM come formatrice, componente della redazione della rivista e del gruppo CEM di Alzano Lombardo (Bg);</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Macchina delle Bugie]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-macchina-delle-bugie.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-macchina-delle-bugie.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/macchina-delle-bugie.jpg" alt="" /> <p>Il Giornale radio trasmette soltanto notizie di fatti realmente
accaduti, imparzialmente scelti tra quelli di importanza nazionale o
internazionale, obiettivamente riferiti nei loro esatti particolari,
disposti nell’ordine che meglio corrisponde all’interesse del pubblico.<br /> – <em>Il Giornale radio</em>, Guida pratica, RAI 1948<br /> <br /> Se di un evento non si parla in tv è come se non esistesse. Ma quando
se ne parla, spesso viene usato e distorto. In altre parole bruciato.<br /> Il mondo dell’informazione non conosce mezze misure, e macina la realtà
senza risparmiare niente e nessuno. Loris Mazzetti, che quel mondo lo
conosce dall’interno, ci conduce tra i fatti e i misfatti dell’Italia
di oggi attraverso il filtro della comunicazione, delle voci dei suoi
protagonisti, da Enzo Biagi ad Angelo Guglielmi a Roberto Saviano, e di
chi ci insegna a resistere, come il magistrato Raffaele Cantone.<br /><br /> Dopo <em>Il libro nero della Rai</em>,
un’inchiesta ad ampio raggio che è anche una bussola per orientarsi in
un mondo dove il potere economico detta legge e si maschera da editore.
Un’incitazione, per chi ci lavora, a tenere la schiena dritta. E a
ricordarsi che l’unico vero padrone è il pubblico. <br /> Di fronte al rumore dei media, alla costruzione artificiosa degli
scandali, a processi fatti in tv, chi vuole informarsi deve continuare
a cercare le notizie. Che, nonostante tutto, non si possono nascondere.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Difendersi dal Mutuo]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__come-difendersi-dal-mutuo.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__come-difendersi-dal-mutuo.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-difendersi-mutuo.jpg" alt="" /> <p>Sei strozzato dalle rate di un mutuo capestro?<br /> Mangiare una pizza con tua moglie e i bambini per te è
diventato un problema di ordine finanziario?<br /><br /> Ecco la guida fondamentale per migliorare la vita
di tutti i giorni.<br /><br /> L’obiettivo di questo manuale operativo sui mutui fondiari è
estremamente importante poiché rientra nell’esigenza improrogabile di
promuovere una “alfabetizzazione finanziaria” dei cittadini. Il libro
vuole infatti offrire al lettore quelle cognizioni pratiche di finanza
per una corretta gestione del debito, indicando un possibile percorso
informativo che “aiuti ad aiutarsi” e che responsabilizzi chi si trova
ad affrontare questo tipo di scelte. Per facilitare la comprensione, il
testo è arricchito da grafici, esempi e da un glossario dei termini più
utilizzati, ma di cui spesso non si conosce il reale significato.<br /><br /> La prima parte introduce alla nozione di mutuo per come oggi si
presenta in termini giuridici ed economici. La seconda parte si
addentra nelle caratteristiche tecniche del credito fondiario e in
particolare dei contratti di mutuo ipotecario sulla prima casa, per
rappresentare al lettore come operativamente si configura questa
materia nei rapporti tra banca e cliente. La terza parte indica come
utilizzare i concetti, le informazioni e la metodica di analisi sul
piano pratico nella scelta del mutuo, cercando anche di indicare gli
elementi importanti dei ruoli che si instaurano durante la negoziazione
di un contratto di mutuo. In appendice: regimi di capitalizzazione
semplice e composta, risposte al test, bibliografia.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Colletti Sporchi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/colletti-sporchi.jpg" alt="" /> <p>Il 'white collar crime' è un reato inafferrabile, eppure molto pericoloso per la democrazia perché corrompe il tessuto dei nostri rapporti sociali, dell'economia, del lavoro. Per smontarne i meccanismi, Pinotti e Tescaroli attraversano la storia più oscura del nostro Paese, raccontandone le vicende e interrogando la memoria dei protagonisti. <br /><br />In questa intensa ricostruzione, le voci di grandi magistrati, tra cui Caselli, Ingroia, Di Matteo, Petralia, Gratteri, si intrecciano alle parole dei collaboratori di giustizia, da Buscetta a Brusca a Cancemi. Alle riflessioni dell'economista Loretta Napoleoni fanno da contrappunto il pensiero del banchiere Giovanni Bazoli e del direttore di "Foreign Policy" Moisés Naim. Il quadro che ne emerge è inquietante: è nella zona grigia il vero terreno della lotta per la legalità.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Finanziaria Siamo Noi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/finanziaria-siamo-noi.jpg" alt="" /> <p>Che fine fanno i soldi che pagano i cittadini? Spesso è impossibile saperlo, gli stessi tecnici addetti alla contabilità dello Stato non lo sanno. Manca uno strumento che consenta di vedere che fine fanno le somme erogate per un investimento particolare. Per vedere a che punto è un'opera pubblica è meglio recarsi sul posto. Intanto però i soldi escono. E molti. A batter cassa dopo le elezioni sono sempre gli stessi. Questo libro racconta dall'interno come funziona la Legge finanziaria: un documento che rappresenta il vero specchio del Paese, in cui, a leggerlo bene, si distinguono in trasparenza tutte le lobby che contano, le clientele e i gruppi d'interesse, grandi e piccoli. Dagli autotrasportatori (100 milioni di euro nella Finanziaria 2009) ai gestori di sale da gioco, dai forestali (160 milioni di euro è il loro costo nella sola Calabria) ai commercianti (Tremonti ha cancellato l'obbligo di comunicare l'elenco di clienti e fornitori, decisivo per fronteggiare l'evasione fiscale) ai tassisti, notai e farmacisti.</p>
<p>Intanto le spese risultano sempre più irrazionali (e incontrollate). La vera zavorra del Paese. Il IO per cento delle tasse è rivolto alla sanità, gestita dalle Regioni, ma l'AsI di Napoli paga le siringhe il 60 per cento in più dell'AsI di Salerno. Perché? E perché il servizio pasto di un agente di polizia costa all'amministrazione 6,3 euro e quello di un carabiniere 3,9? La manovra finanziaria è il simbolo di una profonda degenerazione civile, dove l'interesse generale, vera base di ogni democrazia, non conta più nulla. Se non come puro espediente.</p>
<p>All'interesse generale si è richiamato Giulio Tremonti per giustificare i tagli alle spese, anche per la scuola, contenuti nella sua manovra triennale.<br /></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Caso Eluana Englaro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/caso-eluana-englaro.jpg" alt="" /> <p>"Questo libro propone una riflessione filosofica di ampio respiro sui problemi sollevati dal 'caso Eluana'. Ma oltre a questo contiene la storia di Eluana ripercorsa nelle sue principali tappe, una cronaca precisa degli eventi noti e meno noti che si sono succeduti in questi ultimi mesi di continuo travaglio e logorio. Al trionfo dello stato di diritto, rappresentato dai pronunciamenti della Corte di Cassazione prima e della Corte d'Appello dopo, è succeduto un orrore. Non mi è nota, al momento, altra fonte in cui la narrazione dei fatti, la ripresa del dibattito, la ricostruzione degli avvenimenti si sia così fedelmente attenuta ai nostri effettivi trascorsi. Il lettore rimarrà certamente colpito dalla presentazione lineare e puntuale degli eventi, e forse, in qualche caso, ne resterà anche perplesso..."</p>
<p style="text-align: right;">(dalla Prefazione di <em>Beppino Englaro</em>)</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Difendersi per non Pagare le Multe]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-difendersi-pagare-multe.jpg" alt="" /> <p>Nell'ultimo decennio, a causa del vertiginoso aumento della circolazione stradale, il legislatore è stato costretto ad adeguare la normativa alle nuove esigenze del traffico.</p>
<p>La complessità della materia ha incoraggiato le pubbliche amministrazioni all'installazione e all'uso di congegni "infernali"(autovelox, telecamere, telered, fotocamere ed altro) disseminandoli su tutto il territorio per la repressione delle violazioni alle norme del Codice della strada. Il presente volume è utile all'utente della strada per difendersi dall'eccessivo rigore nonché dagli errori che, anche involontariamente, possono essere commessi nelle varie fasi: dalla rilevazione dell'infrazione fino alla notifica dell'atto. Si tratta di uno strumento di semplice e rapida consultazione.</p>
<p>È un manuale per il cittadino, perché possa difendere i propri diritti senza dover ricorrere a studi legali o ad altre strutture onerose. A questo scopo, sono stati individuati molti casi che spesso possono determinare l'annullabilità delle infrazioni già verbalizzate e notificate al presunto "colpevole".</p>
<p>II volume vuole essere anche una guida pratica: contiene appositi moduli da compilare per il corretto ricorso difronte alle autorità competenti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Nuovi Carburanti con Struttura Magnecolare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nuovi-carburanti-struttura.jpg" alt="" /> <div>Le grandi necessità del nostro pianeta per contenere<br />eventi climatici sempre più disastrosi causati<br />dal riscaldamento globale sono:<br />1<br />Scoprire fonti energetiche fondamentalmente nuove senza<br />il rilascio nell'atmosfera di sostanze inquinanti e senza<br />la produzione di residui tossici o radioattivi<br />2<br />Sviluppare carburanti con costi competitivi<br />con una combustione completa e quindi senza il rilascio<br />nell'atmosfera di sostanze tossiche<br />3<br />Rimuovere il biossido di carbonio CO2 dalla nostra atmosfera<br />e riciclarlo in carbonio C utile per usi industriali e ossigeno O2 da rilasciare nell'atmosfera<br /></div>
<p><br />Questo
volume è stato scritto durante il mese di settembre 2005 all'Institute
for Basic Research in Florida con porte e finestre protette da pannelli
metallici perché la regione meridionale degli Stati Uniti era stata
esposta e devastata da ben diciotto uragani, incluso gli uragani
catastrofici noti con i nomi di Kathrina e Rita.<br />Eventi climatici sempre più disastrasi si prevedono per gli anni a venire.<br /><br />La zona meridionale degli Stati Uniti diverrà presto inabitabile.<br />Anche l'Italia sarà colpita dai cambiamenti climatici dalle conseguenze sociali e finanziarie disastrose.<br />È necessario contenere radicalmente il riscaldamento globale del pianeta.<br /><br />Questo
volume propone uno studio serio e approfondito sui nuovi carburanti con
struttura «magnecolare santilliana» con costi competitivi e combustione<br />completa, quindi senza il rilascio nell'atmosfera di sostanze tossiche.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Non Chiamarmi Zingaro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/non-chiamarmi-zingaro.jpg" alt="" /> <p>Campioni dell'illegalità, noi italiani. Ma i
lavavetri no, per loro scatta la tolleranza zero. Tutti a correre come
pazzi sull'autostrada, ma se un rom ubriaco provoca un incidente ecco
che parte l'emergenza zingari, tutti colpevoli. Allora può essere utile
saperne di più: leggere queste storie di rom e di sinti fa uno strano
effetto.</p>
<p>La zingara medico che sorveglia sulla nostra salute, lo
zingaro responsabile degli antifurti di una banca (sic!), l'insegnante,
i bambini che vanno a scuola (migliaia di zingari fanno gli infermieri
e i fornai), il prete: realtà che sembrano straordinarie ma che
appartengono alla vita quotidiana. E che Petruzzelli riporta dando la
parola a loro, andandoli a trovare nelle periferie delle nostre città
ma anche in Romania, Bulgaria, in Francia. Racconti di vita dura e
sofferta, di miseria e di intolleranza, di forti tradizioni, diverse
dalle nostre. E quindi da nascondere.</p>
<p>L'autore ricorda anche le
persecuzioni e le torture che gli zingari hanno subito in Germania e in
Svizzera. Storie scomode, che nessuno vuole riconoscere, per evitare
possibili risarcimenti. Chi difende gli zingari? Nessuno.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Clementina Forleo. Un Giudice Contro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/clementina-forleo.jpg" alt="" /> <p>«Chi, in futuro, vorrà capire e ricostruire le
tappe fondamentali dell’annus horribilis per la Giustizia italiana, il
2008, l’anno in cui il Csm, sospinto a viva forza dai poteri forti,
condannò due giudici giusti perchè nessun altro provasse mai più a
toccare certi santuari, non avrà che da sfogliare questo libro. Se, Dio
non voglia, nei prossimi anni i poteri forti coroneranno il sogno
piduista di mettere il guinzaglio alla magistratura indipendente e il
bavaglio alla libera stampa, troverà in questo libro l’inizio della
fine, il primo atto, la premessa, il punto di partenza della soluzione
finale. Perchè i cosiddetti “casi” De Magistris e Forleo hanno
costituito il banco di prova, il laboratorio di sperimentazione per un
regime nuovo e inedito: la democrazia autoritaria, la dittatura
democratica, la “democratura” fondata sulla fine della divisione dei
poteri, sul conflitto d’interessi istituzionalizzato, sull’assenza di
controlli della politica e l’economia, sulla definitiva sottomissione
dei controllori ai controllati».<br /> <em>Dalla Prefazione di Marco Travaglio</em><br /><br /> Italia. Ottobre 2007. Mentre imperversa il “caso” Luigi De Magistris –
il pubblico ministero che, indagando sugli intrecci tra politica e
malaffare, ha inquisito diversi magistrati ed è stato poi trasferito
dal Csm – Clementina Forleo decide di difenderlo pubblicamente.
Dinanzi a milioni di italiani parla di “poteri forti” e “solitudine del
giudice”. Punta il dito contro il potere giudiziario.
Pochi mesi prima aveva indicato nei vertici dei Ds – Massimo D’Alema,
Piero Fassino, Nicola Latorre – i “complici” della scalata Unipol alla
Banca Nazionale del Lavoro: a luglio la Forleo chiede al Parlamento di
poter utilizzare le loro intercettazioni, che saranno poi pubblicate
dai giornali, e creeranno parecchi problemi al nascente Partito
Democratico. Alla fine del 2007, suo malgrado, Clementina Forleo è
diventata il gip più famoso d’Italia.<br /> Clementina è un “giudice contro” e non è iscritta a nessuna corrente
giudiziaria. Dal giorno in cui appare per la prima volta in televisione
– il 4 ottobre 2007, ospite della trasmissione Annozero condotta da
Michele Santoro – la sua situazione inevitabilmente precipita, fino al
trasferimento, da Milano a Cremona, “per incompatibilità ambientale
incolpevole”.<br /><br /> In questo libro, il primo a ricostruire una vicenda che finora abbiamo
letto solamente sui quotidiani, Antonio Massari prova a comprendere chi
sia il giudice Clementina Forleo e a inquadrare un periodo controverso
nella storia recente: il biennio 2005-2007 rivela un’importante
trasformazione, sia nell’universo politico del centrosinistra, sia
nell’organismo giudiziario che, con l’arrivo del governo Prodi e della
“pax mastelliana”, è molto meno reattivo, rispetto al governo
Berlusconi.
Massari segue la Forleo nelle sue vicissitudini, legge i verbali, gli
atti e le sentenze che la riguardano, ricostruisce la sua vicenda umana
e giudiziaria.
E la intervista a lungo, sui punti cruciali della sua storia. Da
quando, passeggiando per strada, in via Durini a Milano, protesta
contro i poliziotti che con modalità brutali hanno fermato un immigrato
che viaggiava sull’autobus senza biglietto; a quando riceve terribili
lettere di minaccia che le anticipano la morte dei suoi genitori,
insieme a buste che contengono proiettili, inviate a lei nello stesso
identico giorno in cui arrivano a De Magistris. Da quando – dopo gli
attentati terroristici di Londra, nel pieno della crisi internazionale
– distinguendo tra “guerriglia” e “terrorismo”, assolve l’indagato
Mohammed Daki, sospettato di essere vicino ad Al Qaeda e a Osama Bin
Laden; a quando, negli ultimi due anni, trasmette al Parlamento le
trascrizioni delle intercettazioni sulle scalate di Antonveneta, Bnl e
Rcs, scontrandosi irrimediabilmente con tutti i “poteri forti”.
Per la prima volta possiamo ascoltare la voce di tutti i protagonisti
del “caso Forleo”, grazie a una dettagliata disanima delle posizioni
opposte: accusa da una parte, difesa dall’altra. Ogni lettore, alla
fine di questa storia, potrà farsi un’idea di quanto è accaduto, a
partire dall’ottobre del 2007, non solo alla Forleo ma al nostro Paese.<br /> Perchè, in fondo, tutto ruota intorno a un concetto complesso e intrigante: il dire la verità. <br /> «Quando il re è nudo, quando si ha il coraggio di denudarlo...» ha
detto la Forleo in televisione. Ma ha trovato inorno a lei troppi re –
o aspiranti reganti – e troppi regni potenti: la politica, la finanza,
l’amministrazione della giustizia. La verità della Forleo li ha toccati
tutti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[O la Banca o la Vita]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/o-banca-o-vita.jpg" alt="" /> <p><strong>Qual è la vera natura del sistema bancario e finanziario mondiale?<br />Cosa sono e come agiscono su scala globale i cosiddetti "poteri forti"?</strong></p>
<p><strong>Il sistema bancario e finanziario internazionale</strong> domina le società e impoverisce le economie grazie al monopolio della <strong>creazione del denaro pubblico</strong>, imponendo un <strong>perverso sistema di debiti</strong> che non possono essere ripagati e sottraendoci ogni ricchezza personale e solidarietà comunitaria.</p>
<p>Gli <strong>enormi flussi di denaro</strong> prodotti o riciclati da attività illecite <strong>alimentano interessi criminali su scala globale</strong>, sino a fomentare guerre e terrorismo pur di rafforzare questo perverso meccanismo di potere, qui ricostruito sia nella sua genesi storica che nella sua drammatica attualità.</p>
<p>Dopo il bestseller <em><strong>Bankenstein</strong></em>, Marco Saba ci offre un'accurata e appassionante ricostruzione della manipolazione economico-finanziaria a cui tutti gli Stati - e noi in prima persona - siamo sottoposti.</p>
<p>Dai retroscena della Banca Mondiale fino ai segreti della recente crisi di mutui, un vero e proprio trattato di criminologia per comprendere <strong>speculazioni borsistiche, collusioni politiche, torbide organizzazioni occulte</strong> come il gruppo Bilderberg o la Trilateral, ovvero tutti i protagonisti di questo inquietante <strong>sistema criminale di cui siamo prigionieri e spesso involontari complici</strong>. Queste <em>élite</em> oligarchiche, libere da qualsiasi potere e controllo democratico, influenzano e dirigono gli eventi e le decisioni politiche ed economiche nazionali e internazionali, con l'obiettivo sempre più palese di realizzare il <strong>dominio assoluto di un ristretto numero di soggetti su tutto il Pianeta</strong>.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Non è Vero che Tutto va Peggio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/tutto-va-peggio-new.jpg" alt="" /> <p>Siamo di fronte a un libro planetario e, con sorpresa, constatiamo che "diminuisce la povertà; cala l'analfabetismo; si riduce il lavoro minorile; diminuisce la fame; diminuiscono le guerre; si allargano le foreste; l'aria è sempre più pulita...".</p>
<p>Riconoscere che il mondo non è messo bene, come lo documentano i rapporti delle Nazioni Unite, è ben diverso dal dire che sta peggiorando, come si sente ripetere ogni giorno da chi vuole gettarci nel pessimismo e nel disimpegno.</p>
<p>In molti settori il mondo sta migliorando! Come e perché, ce lo dimostrano gli Autori, con un'analisi attenta e ben documentata, capace di ravvivare la fiducia nel cammino e di invitarci - con un pizzico di ironia - a scoprire come possiamo, insieme, migliorarlo ancora di più.</p>
<p><strong><em>"Fa più rumore un albero che cade... ma noi abbiamo scelto di raccontarvi la foresta che cresce!"</em></strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Microtrend]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/microtrend.jpg" alt="" /> <p>L'epoca dei "megatrend" è tramontata. Questo è quanto afferma Mark
Penn, considerato uno degli analisti più influenti degli USA. Oggi il
motore del cambiamento globale non sono più i grandi fenomeni
planetari, bensì gli schemi di comportamento di gruppi relativamente
piccoli ma sempre più influenti in ogni ambito della società:
dall'economia alla politica, dalla religione alle abitudini quotidiane.</p>
<p>Basandosi su dati aggiornati e sulla sua decennale esperienza,
l'analista illustra in questo libro una sessantina di "microtrend":
tendenze spesso sorprendenti e controintuitive, a volte contraddittorie
e perfino buffe, che stanno trasformando sensibilmente la maniera in
cui viviamo il lavoro, la fede, il tempo libero, i rapporti
interpersonali, il ruolo di elettori e consumatori.</p>
<p>Il libro propone
inoltre un metodo, quello del "microtrending", applicabile con
efficacia in diversi ambiti, dal marketing alla comunicazione
d'impresa, dalla politica all'indagine sulla società.</p>
<p>Uno strumento
indispensabile per chi è a caccia di nuove idee e vuole stare sempre un
passo avanti agli altri.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Centomila Punture di Spillo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/centomila-punture.jpg" alt="" /> <p style="clear: both; text-align: justify;">Visto dal nostro paese, il mondo in cui ci troviamo a vivere è immenso, e a guardarlo tutto insieme fa paura. È un mondo che sta cambiando a velocità inaudita, nel quale irrompono nuovi protagonisti ben più grandi di noi, dove antichi equilibri vengono rotti, gerarchie di potere stravolte all'improvviso, in cui nuovi pericoli incombono, mentre sfide e problemi mai incontrati prima chiedono una soluzione. Se l'Italia non sarà pronta a intuire gli scenari del futuro, se non saprà valutare la direzione del cambiamento, le tendenze di lungo periodo, rischierà di prendere una volta di più le decisioni sbagliate. È già accaduto altre volte: per il provincialismo o la miopia dei suoi dirigenti l'Italia è arrivata impreparata di fronte a grandi svolte, ha perso tempo prezioso rispetto ad altri paesi.<br /><em><br />"Invasione"</em> è la parola più usata di questi tempi dai predicatori dell'Apocalisse prossima ventura. Invasione di immigrati clandestini, di prodotti cinesi, di capitali stranieri che ci "colonizzano". Di fronte a ogni cambiamento la paura è legittima. Le grandi novità spaventano, possono nascondere delle incognite. Il riflesso più spontaneo è difendersi. Ma qual è esattamente la natura dei pericoli che ci minacciano? E qual è il modo per "difendersi attaccando", per segnare dei punti, per vincere le sfide, senza accontentarsi semplicemente di limitare i danni?<br /><br /><strong>Un grande imprenditore europeo e il nostro più importante inviato nell'Impero di Cindia rispondono a queste domande offrendoci un punto di vista nuovo e a suo modo rivoluzionario:</strong> le scelte da fare non riguardano solo i governi e le classi dirigenti. Riguardano prima di tutto la vita quotidiana di ciascuno di noi, delle famiglie, delle imprese, grandi o piccole che siano.<br /><br />Siamo noi, uomini e donne di un paese in cerca del proprio futuro, che come tante "punture di spillo" possiamo agire per scuotere un sistema politico e produttivo a volte un po' indolente. Oggi i ragazzi che devono decidere a quale facoltà universitaria iscriversi, o quale lingua straniera studiare, stanno facendo importanti investimenti sul loro futuro: è cruciale che siano bene informati sul mondo che li aspetta, per fare le scommesse giuste. Lo stesso vale nel nostro lavoro, nel nostro impegno civile, nei nostri consumi. Dall'insieme di decisioni decentrate, individuali, che ciascuno di noi compie ogni giorno, possono nascere le centomila punture di spillo capaci di risvegliare il nostro paese e spingerlo a cambiare rotta, mettendolo in grado, ancora una volta, di tornare grande.</p>
<p><!--table id="bol"> 
<tr>
<td>Editore: <b>Mondadori</b></td>
<td>Prezzo: <span class="prezzo">17.00 &euro;</span></td>
</tr>
<tr>
<td>Anno: <b>2008</b></td>
<td>ISBN: <b>978880458366</b></td>
</tr>
<tr>
<td>Collana: <b>Strade blu</b></td>
<td>Stato: <b>In listino </b></td>
</tr>
<tr>
<td>Pagine: <b>324</b></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Formato: <b>15,0 x 21,0</b></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Legatura:<b>brossura con alette</b></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<h4><a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880458366?referrer=paritlim0001" mce_href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880458366?referrer=paritlim0001" target="_blank"><img src="/Mondadori/images/mondadori/bullett.gif" mce_src="http://www.macrolibrarsi.it/Mondadori/images/mondadori/bullett.gif" alt=" " />Acquista su <img src="/Mondadori/images/mondadori/bol.gif" mce_src="http://www.macrolibrarsi.it/Mondadori/images/mondadori/bol.gif" alt="BOL.IT" class="bol" /></a></h4>
</td>
</tr>
</table>
--></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mediocri]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mediocri.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mediocri.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mediocri.jpg" alt="" /> <p>A scuola mediocre è chi galleggia tra il sufficiente e lo scarso, ultimo o quasi. In Italia i mediocri sono i primi della classe. In Italia comandano loro. <br />Il potere si celebra nei privé, gli appalti si vincono nei salotti, le università radunano famiglie (padre, madre, figlio, figlia) e il Parlamento accoglie anche le «favorite». Le more e pure le bionde. <br /><br />Il mediocre per andare in alto ha solo bisogno di buone mani da tenere strette a una corda. Sei della cordata? Allora è fatta. Stanze chiuse, lucchetto alle porte. Chi è dentro non apre. Chi è fuori si arrangi. <br />C’è un Paese che vince. è immobile però. Appalti senza gara, cantieri senza fine, treni senza bagni, traghetti con la ruggine. <br /><br />Di fronte sono ormeggiati gli yacht, splendore di mogano e brillanti. Questa Italia grassa e billionaire, dove la vita è sempre segnata da una griffe, dove i giovani senza talento sognano di diventare tronista e i talenti veri sono costretti a fuggire. E poi c’è l’Italia che perde, più veloce ma molto più debole. Costretta a pagare il prezzo di questo egoismo, a fare i conti con una realtà che la tiene in coda e la induce all’esilio. <br />Il rapporto fra queste due Italie sembra ubbidire a una equivalenza matematica: il potere dei mediocri misura esattamente la distanza che separa il talento dal successo. <br /><br />Partendo da questa intuizione, Antonello Caporale, insieme con sette ragazzi che in tasca hanno solo un centodieci e lode, poco meno che talenti di carta, ha girato la Penisola per scoprire i volti e i luoghi dei mediocri, il meglio e il peggio dei due estremi della formula. Dal Trentino, con le mele d’oro e le scuole eccellenti, alle Marche, nell’azienda dove gli operai diventano imprenditori, a Montella, in Irpinia, dove si insegna in latino: raffinata scuola dei migliori. In mezzo, i boiardi dei vettori nazionali, i fallimenti di Alitalia, la rete di Comunione e Liberazione, il Parlamento dei nominati e le Regioni sull’orlo della bancarotta. <br /><br />Chi comanda e chi patisce. Chi è fermo e s’ingrassa e chi corre e non si sfama. Due Italie, una sola storia. Un’inchiesta, forse un saliscendi: il diritto e il rovescio di un Paese che non si rassegna al suo declino.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Nuovo Contratto per Tutti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nuovo-contratto-tutti.jpg" alt="" /> <p>La disoccupazione è calata negli ultimi dieci anni, ma gli italiani sono insoddisfatti: i loro salari sono più bassi della media europea ed è sempre più difficile entrare nel mercato del lavoro dalla porta principale.</p>
<p>Soltanto uno su dieci
riesce a trasformare il contratto a tempo definito in un’assunzione a
tempo indeterminato. Se poi perdi il lavoro e non appartieni a una
grande impresa nessuno ti aiuta. E allora, cosa fare contro la precarietà?</p>
<p>I rimedi ci sono: contratto unico senza scadenza per tutti i lavoratori e con tutele gradualmente crescenti.
Occorre anche un salario minimo e riformare gli ammortizzatori sociali.
Sarà così possibile rilanciare il lavoro e aiutare i giovani, le donne
e i disoccupati di tutte le età, smettendo di sostenere solo chi è
dentro il mercato. A costo zero per il contribuente. Ma perché nessun governo finora lo ha fatto?</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Capitalismo di Rapina]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/capitalismo-rapina-1.jpg" alt="" /> <p><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: x-small;">Le manovre intorno a <strong>Telecom Italia</strong>, il crack della<br /><strong>Parmalat di Tanzi</strong>, la resistibile ascesa dei <strong>furbetti Fiorani, Ricucci e Coppola</strong> e non solo: il libro racconta la storia sotterranea del capitalismo di rapina.<br /><br />I percorsi occulti del denaro, un sottobosco mai illuminato dagli articoli dei giornali, che troppo spesso non vanno oltre i semplici verbali d’interrogatorio o le intercettazioni telefoniche. <strong>Gli autori seguono le tracce dei soldi</strong>, entità resa ormai sempre più astratta, tra conti bancari e giochi di sponda in Borsa, fino ad alzare il velo sulle complicità ad altissimo livello nelle grandi banche, nelle istituzioni, nel mondo politico, nelle autorità di controllo.<br /><br />Un’affollatissima galleria di personaggi accomunati da due caratteristiche: <strong>il disprezzo assoluto delle regole e un’avidità senza fine</strong>. Personaggi illustri come Fazio, Fiorani, Ricucci, Coppola, Gnutti, tutti finiti sotto i riflettori dei media per effetto delle inchieste giudiziarie, alle cui spalle vive e lavora una folla di anonimi banchieri, avvocati, fiduciari. Sono loro i gran sacerdoti del capitalismo di rapina. Si muovono dietro le quinte dei mercati. Se ne infischiano della trasparenza. Anzi, questi eroi negativi, quasi sempre sconosciuti al grande pubblico dei cittadini-investitori, vivono e lavorano al solo scopo di custodire i segreti incoffessabili dell’alta finanza.<br /><br />Lugano, Montecarlo, i paradisi offshore dei Caraibi: il racconto, sulla base di <strong>documentazione inedita</strong>, in parte frutto delle indagini della magistratura, approda fino ai templi della finanza internazionale, nelle stanze dove fiduciari e banchieri manovrano l'enorme bottino accumulato dai protagonisti della finanza più spregiudicata. Affari sporchi e affari puliti appaiono quindi intrecciati in un’unica rete. Capitalisti rispettabili e capitalisti di ventura collaborano insieme per uno stesso scopo: truffare il mercato e ingannare il pubblico dei risparmiatori, come hanno drammaticamente dimostrato le vicende di questi ultimi anni.<br /><br />Insomma, <strong>il mercato è libero, ma si gioca con le carte truccate</strong>. Alla fine vincono sempre gli stessi. Questo libro vuole raccontare chi sono. E perché sono diventati tanto potenti.<br /><br />Un libro dalla parte dei cittadini e dei risparmiatori che farà discutere.</span></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Toghe che Sbagliano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/toghe-che-sbagliano.jpg" alt="" /> <p>Da Enzo Tortora a Daniele Barillà fino a Domenico Morrone, quindici anni in galera da innocente. <br /> E una causa allo Stato lunga e ingarbugliata per essere finalmente e degnamente risarcito.<br /> Ingiuste detenzioni mostruose per le quali l’Italia è il Paese più condannato in Europa, ed errori giudiziari grotteschi.<br /> Questo è un libro che narra devastanti abbagli, vite stroncate e mai riparate.</p>
<p>Ma è anche un libro che racconta gli ingranaggi rotti della macchina
giudiziaria, contro cui gli autori, tra i pochi avvocati esperti in
processi di revisione, si sono scontrati per anni: «I giudici possono
rigettare, de plano, senza alcun contradditorio, le richieste di
revisione, pertanto il sistema impedisce, come oggi prevede la legge,
il diritto pieno alla prova». Se sei innocente e finalmente, dopo anni,
hai le prove, resti dentro. Grottesco, ma tutto dannatamente vero.</p>
<p>La sintesi dei mali della giustizia italiana è tutta qui. In questi casi.<br /> Casi per i quali nessun pubblico ministero ha mai pagato.<br /> Casi per i quali nessun giudice ha mai pagato.<br /> Casi sui quali, dopo, segue spesso il silenzio delle istituzioni.<br /> Casi che rasentano l’assurdo giuridico.</p>
<p>E casi sconvolgenti, per i quali gli autori pongono una domanda
retorica: «Quale risarcimeno lo Stato dovrebbe concedere al cittadino
vittima di un errore giudiziario e sottoposto al 41 bis, ossia il
carcere duro?»</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Indignati Speciali Contro la Casta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/indignati-speciali.jpg" alt="" /> <p><em>Beppe Grillo, Indro Montanelli, Gianfranco Funari, Michele Santoro,
Don Andrea Gallo, Marco Travaglio, Stella &amp; Rizzo, Gianni Vattimo,
Henry John Woodcock, Gino Strada, Renato Brunetta, Andrea Camilleri,
Adriano Celentano, Francesco Cossiga, Luigi De Magistris, Antonio Di
Pietro, Clementina Forleo, Gabibbo</em></p>
<p>L’intreccio tra comunicazione e politica entra in cortocircuito.
Attori, anchorman e giornalisti diventano politici a pieno titolo e
trasformano le piazze e le reti tv in un parlamento open air dal quale
mettono in onda lo show dell’opposizione indignata. Al principio fu
Adriano celentano, il re degli ignoranti. Seguì Gianfranco Funari,
l’apostolo della “ggente”. Ma ormai la denuncia è diventata una
professione ben consolidata che ha eletto le sue star: Beppe Grillo,
Marco Travaglio, Michele Santoro, il Gabibbo, la coppia Stella &amp;
Rizzo.<br /></p>
<p><strong>Crecchi </strong>e<strong> Rinaldi</strong> raccontano eroismi, debolezze e tradimenti dei protagonisti di una protesta sempre più mediatica.</p>
<p>Il carnevale dell’indignazione vede in prima fila anche imprevedibili
presidenti della Repubblica, anziani romanzieri come Andrea Camilleri,
filosofi illustri come Gianni Vattimo e magistrati di periferia, Luigi
De Magistris, Henry John Woodcock e Clementina Forleo. Ma ridà anche
fiato e fede al campione dell’intolleranza Magdi Allam o al narcisista
Giuliano Ferrara. Il ritorno al potere del centrodestra taglia spazio e
voce a quotidiani di battaglia, da «Libero» al «Giornale», ma lancia un
ministro, Renato Brunetta, capace di sviare il furore popolare che si
abbatteva su una riconoscibilissima casta di politici, amministratori e
manager pubblici verso una nebulosa di fannulloni e di raccomandati.<br /></p>
<p>E le ultime intercettazioni non parlano più di tangenti o scalate
bancarie ma di aspiranti attrici e veline da collocare nei letti o nei
ministeri giusti.<br /><br /> <em>Paolo Crecchi, Giorgio Rinaldi</em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Futuro dell'Europa]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/futuro-europa.jpg" alt="" /> <p>Non v’è dubbio che, in questi ultimi anni, il progetto europeo
talvolta è apparso difficilmente realizzabile, stanco e in difficoltà.
In questi anni l’interrogativo “cos’è l’Europa” è stato il titolo
preferito di convegni, conferenze, articoli e cose simili: un
interrogativo che è indice dell’incertezza diffusa.</p>
<p>Per cercare di
comprendere quello che potrà essere il futuro dell’Europa questo volume
propone diverse visuali, introducendo nuovi concetti per interpretare
l’esperienza dell’Unione europea. Innanzitutto il suo carattere
antagonista rispetto alle tendenze mondiali nell’economia e nella
politica internazionale; quindi la sua capacità solida e eccezionale di
produrre elementi innovatori nei sistemi istituzionali e nella
politica.</p>
<p>Infine, l’analisi dell’evoluzione del rapporto tra tutti i
soggetti che concorrono alla strada che l’Europa sta percorrendo, in
particolar modo quello tra la macchina amministrativa e la
rappresentanza politica.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come resistere nella palude di Italiopoli]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-resistere-palude.jpg" alt="" /> <p>Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori. Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra Destra e Sinistra. Un potere barricato in un residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva.</p>
<p>L’Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti. Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di «nuove resistenze» nella stagione peggiore degli ultimi cinquant’anni.</p>
<p>Un libro duro e spiazzante, un manuale di sopravvivenza per chi crede ancora nella possibilità di reagire e invertire la marcia della nostra italica degenerazione.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Democrazia dei Cittadini]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/democrazia-cittadini.jpg" alt="" /> <p>Un viaggio tra gli esempi di democrazia diretta e partecipativa che si sono sviluppati e che funzionano con successo ne mondo: la democrazia diretta in Svizzera, la democrazia diretta in California e in 23 stati degli USA, lo strumento della revoca degli eletti in Svizzera, USA, Venezuela e Colombia, le assemblee cittadine (Town Meeting) delle piccole città della costa est degl USA, l'introduzione della democrazia diretta in Baviera nel 1995 ad opera dei cittadini, l'introduzione della democrazia diretta ad Amburgo, l'acquisizione da parte dei cittadini delle reti elettriche tramite referendum nella città di Schoenau, la scrittura ex-novo di uno statuto comunale da parte dei cittadini a Chelsea (USA), la lunga marcia di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano per realizzare una legge sulla democrazia diretta efficace, il referendum autogestito della Val Pusteria, i referendum per abolire il quorum dai referendum a Rovereto e a Vicenza, la storia e il funzionamento del Bilancio Partecipativo, come realizzare un PRG con la partecipazione dei cittadini, la legge sulla partecipazione della Regione Toscana, il Debat Public sulle grandi opere in Francia, il Dialogo con la Città di Perth, le caratteristiche innovative del voto postale e del voto elettronico, i sistemi per coinvolgere i cittadini nelle scelte con metodi deliberativi, l'assemblea dei cittadini per la riforma elettorale del British Columbia (Canada), le innovazioni nelle consultazioni, le giurie dei cittadini, i sondaggi informati, le consensus conferences, le barriere alla partecipazione effettiva, i difetti della democrazia rappresentativa.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Nati per Comprare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nati-per-comprare-apogeo.jpg" alt="" /> ]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Palude]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/palude.jpg" alt="" /> <div class="product_text">Dovrebbero essere il Tempio della Giustizia.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Invece i Tribunali assomigliano sempre di più a luoghi in cui è facile
rimanere infangati e affondare nelle sabbie mobili della burocrazia e
dell'immobilismo.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Luoghi dove il sabato non si fa udienza e dove il
ministro Guardasigilli non è libero di promuovere un segretario perché
la legge prevede il concorso pubblico anche per sostituire un
cancelliere.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Dove le intercettazioni telefoniche costano quanto il
bilancio di un piccolo Stato e ci vogliono circa 1400 giorni per
recuperare un credito. Eppure tra eccessi, paradossi ed esagerazioni ci
sono tantissimi rimedi che potrebbero regalare una boccata di ossigeno
alle aule dei tribunali, senza bisogno di leggi, dibattiti e
contrapposizioni: le notifiche via e-mail, il personale flessibile, gli
atti dei processi in CD-ROM, L'abolizione delle fotocopie, gli archivi
consumabili via internet, gli ufficiali giudiziari "privati".</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Rimedi
semplici, già a portata di mano, che nessuno però vuole applicare.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Per
fortuna in mezzo al guado c'è qualcuno che decide di nuotare per conto
proprio: un pugno di magistrati sono già riusciti a dare esempi di
eccellenza con pochi mezzi e senza soldi (emblematico il caso
dell'informatizzazione del Tribunale di Cremona).</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Dimostrando che
nonostante tutto la Giustizia potrebbe funzionare.</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Ritorno della Storia e la Fine dei Sogni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/ritorno-storia.jpg" alt="" /> <p>«Il mondo è tornato a essere normale.
Gli anni seguiti alla fine della guerra
fredda avevano generato l'impressione
che fosse sorto un nuovo tipo di ordine
internazionale caratterizzato dalla
scomparsa degli stati-nazione o dalla
loro crescita comune, dalla soluzione
dei contrasti ideologici, dalla mescolanza
delle culture e da commerci e comunicazioni
sempre più liberi. Semplici
cittadini e classi dirigenti sognavano
"un mondo trasformato". Ma era solo
un miraggio.»</p>
<p>Lo stato-nazione è forte come in passato,
le vecchie ed esplosive ambizioni del
nazionalismo rimangono vive e così le
antiche passioni e rivalità fra i popoli.
Gli Stati Uniti mantengono il primato di
superpotenza mondiale, ma sono comparsi
altri agguerriti protagonisti: Europa,
Russia, Cina, Giappone, India e Iran
sono decisi a trovare una collocazione
più autonoma e incisiva nel panorama
internazionale, aspirazione certo legittima,
che innesca però insidiose minacce
di conflitti regionali.<br /> Inoltre, la pericolosa frattura apertasi
fra il liberalismo occidentale e le nuove
autocrazie di Mosca e Pechino rende
instabile l'intero scacchiere asiatico
e mediorientale, e scuote il tradizionale
legame fra Europa e America.</p>
<p>La scena mondiale è resa poi ancor più
complicata dalla violenta offensiva lanciata
dai fondamentalisti islamici contro
le culture e i poteri laici moderni, accusati
di aver corrotto il mondo musulmano.<strong> Robert Kagan</strong>, autore di brillanti saggi
fra cui Paradiso e potere, definito il
«manifesto del neoconservatorismo»</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Era Post-Americana]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-era-post-americana.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/era-post-americana.jpg" alt="" /> <p>Il più grande casinò del mondo si trova a Macao, non a Las Vegas. La
maggiore industria cinematografica è l’indiana Bollywood e non più
Hollywood, icona americana per eccellenza. L’uomo più ricco del mondo
non è Bill Gates ma Carlos Slim, un messicano. Il mondo occidentale sta
per essere travolto dall’ascesa politica, culturale ed economica
dell’Oriente? In un certo senso, sì. È in atto il “terzo spostamento di
potere della storia moderna”, dopo le precedenti ere in cui l’Europa
prima, e poi gli Stati Uniti hanno dominato il pianeta, governando i
flussi di denaro e influenzando gli stili e i ritmi di vita, le usanze
e le culture. Negli ultimi decenni la globalizzazione ha portato con sé
l’“ascesa degli altri”: Cina e India, ma anche Messico e Sudafrica, con
le loro economie in potente sviluppo e l’inarrestabile crescita
demografica, stanno imponendo un nuovo ordine mondiale. La conquista
del predominio nel settore produttivo crea nuovo orgoglio nazionale e
audacia politica in parti del mondo finora subalterne. E un Occidente
inquieto, in preda alla recessione economica, alle tensioni interne
causate dai flussi migratori e alle incertezze del panorama globale, si
chiede: cosa ci riserva il mondo dopo gli Usa?</p>
<p>È un futuro a cui non siamo preparati, risponde <strong>Fareed Zakaria</strong> analizzando il nostro tempo — e quello che verrà — con lucidità, acume
e indubbia preveggenza. In alcuni settori come quello politico
l’egemonia sarà presto solo un ricordo per l’Occidente, che potrà
sopravvivere e prosperare solo se saprà riconquistare settori come la
ricerca, l’innovazione, la creatività. La sfida è esaltante: liberarsi
dalle vecchie logiche diplomatiche, creare alleanze inedite, definire
una nuova agenda globale. E forse l’alba che sorge sul nostro millennio
porta con sé la possibilità di costruire finalmente un mondo alla
misura di tutti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Malabruzzo]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__malabruzzo.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/malabruzzo.jpg" alt="" /> <p>Ottaviano Del Turco, ultimo segretario del
Partito socialista italiano, uscito indenne da Mani Pulite, finisce in
carcere il 14 luglio 2008. L'accusa è pesantissima: da governatore
dell'Abruzzo ha gestito un sistema di corruzione e tangenti fondato su
un intreccio perverso tra politica, cliniche private e banche.</p>
<p>Milioni
e milioni di euro in cambio di rimborsi gonfiati e leggi vantaggiose.
Ma il caso abruzzese non è una storia a sé. Nel grande business della
sanità italiana nessuno vuole rinunciare alla sua fetta di torta:
politici, dirigenti Asl, cliniche private, banche.</p>
<p>La sanità
rappresenta il capitolo di spesa più consistente nel bilancio di ogni
Regione, un pozzo senza fondo a cui tutti vogliono attingere. Gli
esempi, negli ultimi anni, sono tanti: dalla rete di lady Asl nel Lazio
di Storace ai rimborsi truccati della casa di cura Santa Rita di
Milano. Senza dimenticare l'ex-governatore siciliano Totò Cuffaro,
condannato per favoreggiamento del re delle cliniche isolane in odore
di mafia, Michele Aiello.</p>
<p>Questa inchiesta ricostruisce passo dopo
passo la storia della dissennata politica sanitaria abruzzese, dai
tempi del "gasparismo" all'era Del Turco. E racconta un sistema malato,
forse paradigmatico, che affonda le radici lontano nel tempo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'America al Bivio della Democrazia]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-america-al-bivio-della-democrazia.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-america-al-bivio-della-democrazia.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/america-bivio.jpg" alt="" /> <p>Le elezioni del 4 novembre 2008 rappresentano un evento decisivo per
la vita democratica degli Stati Uniti. In esse culminano speranze e
timori, fatti e atteggiamenti maturati nel lungo periodo, spesso
squisitamente americani e, come tali, difficili da seguire e afferrare
per un europeo. Eppure, solo a partire da una piena consapevolezza di
questo sfondo è possibile comprendere l’enormità della posta in gioco.</p>
<p><em><strong>L’America al bivio della democrazia</strong> </em>ricostruisce
dal settembre 2005, all’indomani della tragedia di New Orleans, fino
alle convention di democratici e repubblicani del settembre 2008, il
senso che la competizione elettorale in corso è venuta assumendo.
Racconta i suoi protagonisti e il contesto che li condiziona: Barack
Obama e John McCain, Joe Biden e Sarah Palin, Hillary Clinton e George
W. Bush, la crisi economica, la guerra, gli scandali, i media, le
lobby, le chiese dell’abbondanza, gli evangelici, la working class, il
sacro terrore delle tasse, l’etica della ricchezza, la diffidenza verso
lo Stato. Per farlo, Alessandro Carrera muove dal Sud del Paese, dove
vive e insegna.</p>
<p>L’America lontana, e per noi bizzarra, dei grandi
petrolieri, degli ultraconservatori, dei SUV, dei predicatori di una
neo-religione della ricchezza. L’America profonda da cui provengono la
base e gli elementi ideologici della politica statunitense del dopo 11
settembre. Dall’epoca della Depressione, mai i  problemi degli Stati
Uniti sono stati così gravi, e mai nel mondo si è avuto un simile
timore che gli americani non siano più in grado di risolverli.</p>
<p>Ora
l’America si trova ad un bivio: riprendere la strada della democrazia e
del dialogo con il resto del pianeta, oppure avviarsi verso un declino
che coinvolgerà l’intero Occidente.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Cretini al Potere]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cretini-potere.jpg" alt="" /> <p>Cretini al potere non è solo una divertente sfilata di personaggi grotteschi: è anche, e soprattutto, uno studio sociologico sul potere e sull’effetto che ha sulle persone, sia quelle che lo gestiscono senza spesso essere all’altezza della situazione, sia quelle che lo subiscono. <br /><br />Basta guardarsi intorno per capire che i «tontos» di potere che ricoprono incarichi di responsabilità sono ovunque: nei partiti politici, nelle aziende, nelle redazioni dei giornali, negli enti pubblici. Ma come fare per riconoscerli? E come difendersi? Diego Armario compie una disamina delle tante forme in cui si manifesta questo paradossale cortocircuito socio-culturale. <br /><br />Mettendo in rassegna tic e nevrosi degli stupidi che hanno avuto accesso alle varie stanze dei bottoni, elabora strategie per neutralizzarli. Fin dove possibile, perché un dato emerge in maniera inequivocabile: per gli equilibri interni del potere, un cretino qua e là è sempre necessario.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Fatti a Pezzi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fatti-pezzi-adv.jpg" alt="" /> <p>Di quale virtù sia provvisto Marco Travaglio lo sappiamo tutti: la memoria, difesa da un archivio che probabilmente disegna l'autoritratto della storia contemporanea italiana meglio di quanto facciano i ritratti canonici degli storici, degli storiografi e dei giornalisti di cronaca.</p>
<p>Quello che fa la differenza in Travaglio è tuttavia che tale archivio è diventato metodo. Uno stile giornalistico che contrappone alla fuggevolezza della notizia, dell'opinione e della dichiarazione, la sedimentazione dei fatti. E, come spesso accade, svelando la contraddittorietà di opinioni e dichiarazioni nell'attimo stesso del loro fittizio trionfalismo. L'archivio non è un vezzo catalogatorio o una mania di raccogliere cronaca nei fascicoli di cui è composta. È l'unico strumento - se usato con sapienza -per contrapporre al tempo adultero dell'informazione quello fedele della storicizzazione. In fondo è un modo di dare la parola alla storia, non ai suoi sedicenti corifei.</p>
<p>Se Berlusconi afferma al mattino ciò che nega alla sera, l'archivio espone, senza tema di smentita, la contraddizione. Non serve allora essere bolscevichi per scorgere le pudenda del Re messosi a nudo, suo malgrado, attraverso l'impietosa trama dell'archivio. Lo squademamento dei fatti non consente repliche. Quando è la realtà stessa a sbugiardarsi non c'è rettifica che tenga.<br />Questo Travaglio ha restituito alla storia italiana, la sua evidenza. Poi la si mistifichi come si vuole: il sofismo dovrà comunque misurarsi con gli eventi, Gorgia con Erodoto.<br />Travaglio riconsegna dunque il giornalismo alla sua funzione di contropotere, fa parlare l'Italia per come l'Italia non ama parlare e, se ancora servisse sottolinearlo - ma in Italia proprio l'evidenza serve sottolineare - non fa sconti né a destra né a sinistra: il "bufalismo", da una parte come dall'altra, ha ancora un unico nome universale, "bufalismo". Si può dire che il giornalismo deve operare in questo senso da sempre? Certo, ma l'eredità di un approccio controcorrente che Travaglio ha raccolto da Montanelli viene spinta, in lui, alle estreme conseguenze, poiché estreme sono diventate le risorse della disinformazione. E l'archivio deve riappropriarsi esattamente di quell'eticità che, meno urgente in passato, è oggi divenuta una risorsa fondamentale per un Paese civile. Travaglio ha inoltre indovinato che, oltre all'archivio, è indispensabile contrapporre alla mistificazione - così agilmente veicolata dalla televisione - il più desueto strumento di persuasione: il libro, da lui riconsegnato agli onori della censura, dell'aggressione, dell'ostracismo (come non accadeva dai bei tempi in cui la parola faceva ancora paura e qualcuno impugnava i volumi della rivoluzione) e all'attenzione della massa.</p>
<p>È una conquista dell'informazione. Ma anche un favore alla letteratura. Con Travaglio torniamo a credere che non solo la storia non è finita ma la si può ancora fare, e quindi chiarire e depurare - riconsegnare, intonsa, alla sua attualità - attraverso quel grande lavacro che sono i libri. Uno di questi (piccolo e schietto) è il presente. Raccoglierà la benedizione dell'ingiuria, dell'ira, dell'insulto? Forse. Certamente ci piace credere che sia una breve summa del grande 7'accuse che Travaglio ha riversato sull'Italia a cui egli non piace e la quale, fortunatamente, non piace a noi.<br /></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Shock Economy]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/shock-economy-eco.jpg" alt="" /> <p>“È possibile che la filosofia del libero mercato metta a rischio l’idea e il futuro stesso di una società libera?  Sì. Per usare le parole di Condoleezza Rice, il mondo è veramente un posto incasinato” ha detto Umberto Eco dopo aver letto le bozze di questo libro. <br /><br /> “Siamo finalmente riusciti a ripulire il sistema delle case popolari a New Orleans” ha dichiarato un parlamentare repubblicano dopo l’uragano Katrina.<br /> “Non sapevamo come fare, ma Dio l’ha fatto per noi.”<br /><br /> Ottobre 2006, 3709 civili iracheni uccisi in un mese: “L’Iraq è stato meglio del previsto” scrive un analista finanziario nel suo rapporto trimestrale sui risultati dell’industria energetica Halliburton.<br /><br /> Che cosa hanno in comune l’Iraq dopo l’invasione americana, lo Sri Lanka posttsunami, New Orleans dopo l’uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla Cia negli anni Cinquanta? L’idea che sia utile fare tabula rasa per costruire da zero una mente, un tessuto sociale, un’utopia: quella del fondamentalismo capitalista del libero mercato.<br /><br /> Il nuovo, attesissimo libro di Naomi Klein – l’autrice di No logo, che il “New York Times” ha definito “la bibbia di un movimento” e si è dimostrato uno dei testi più influenti degli ultimi anni – smonta il mito del trionfo pacifico e democratico dell’economia di mercato.<br /><br /> Solo uno shock provocato da un cataclisma naturale o dalla violenza intenzionale della guerra, del terrorismo, della tortura – può trasformare il “politicamente impossibile” in “politicamente inevitabile”. Sono parole del guru dell’ultraliberismo, Milton Friedman, che i suoi zelanti discepoli hanno messo in pratica con sconcertante abilità. <br /><br />Così, il trauma dell’11 settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e la guerra all’estero; la ricostruzione dopo l’uragano ha cancellato in un attimo le case popolari e le scuole pubbliche di New Orleans; l’onda dello tsunami ha allontanato dalle coste centinaia di migliaia di pescatori, liberando le spiagge per nuovi villaggi turistici. <br /><br /> <strong>Shock Economy</strong> è un agghiacciante e argomentato atto d’accusa contro un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri (a vantaggio di pochi) e ne produce in proprio di ancora peggiori. Come dimostra la tragedia irachena.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Razza Padana]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/razza-padana.jpg" alt="" /> <div class="product_text">Liquidato come un fenomeno passeggero,
considerato pericoloso per il riemergere di pulsioni xenofobe, o
folcloristico per il richiamo ai riti celtici e alle ampolle, il
partito di Bossi ha resistito alla grave malattia del suo leader,
uscendo vincitore dalle ultime elezioni.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Ormai fuori dal ghetto
pedemontano delle valli bergamasche, il Carroccio è avanzato nelle
grandi città, nelle fabbriche, nell'Emilia rossa, nel centro del Paese.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Di fronte alla disgregazione dei rapporti di forza tradizionali e alla
secolarizzazione dei partiti, diventa decisivo interrogarsi sull'enigma
di un movimento che non si considera né di destra né di sinistra, e che
è l'unico, dopo la scomparsa del Pci, a restare ancorato al territorio.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Raccontare la Lega significa provare a spiegare senza tesi
preconfezionate, senza pregiudizi ma anche senza fare sconti alle sue
derive populiste, l'evoluzione di un partito che ha segnato gli ultimi
vent'anni della politica nazionale.</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Paradosso dell'Euro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/paradosso-euro.jpg" alt="" /> <div>
<p><em>Per un americano un dollaro vale un dollaro. E per un europeo quanto vale un euro?</em></p>
</div>
<div>
<p>Un’analisi lucida e di grande attualità di un protagonista italiano in Europa. Per comprendere a fondo vantaggi e svantaggi dell’euro. E convincere gli euroscettici.</p>
</div>
<div>
<p>Modelle e attori vogliono farsi pagare solo in
euro. Sulla 5th avenue è la moneta più gradita dai commercianti. Ed è
anche la valuta preferita sui mercati finanziari internazionali, ma i
circa 320 milioni di cittadini europei che la usano abitualmente per
comprare il pane o affittare casa non sembrano altrettanto soddisfatti.
È questo il paradosso dell’euro, moneta forte all’estero e debole in
patria. Ma è proprio vero che l’euro ci ha impoveriti?</p>
</div>
<div>
<p>Alla vigilia del decimo anniversario dell’euro,
l’economista Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della
Banca centrale europea, spiega le ragioni di questo atteggiamento
schizofrenico. Secondo l’autore uno dei problemi legati alla valuta è
rappresentato dalla “percezione” dell’inflazione piuttosto che da
aumenti reali. Sono molti gli esempi che dimostrano che non tutto è
raddoppiato con l’euro. In dieci anni i quotidiani hanno avuto un
aumento medio annuo inferiore al 3 per cento. Alcuni prezzi sono
aumentati fortemente, ma la causa va cercata in tutte quelle situazioni
contingenti all’avvento dell’euro come la globalizzazione, la scarsità
di materie prime, la crescita economica mondiale comuni anche ad altri
Paesi che non hanno l’Euro.</p>
</div>
<div>
<p>Da quando è entrato in vigore, il 1° gennaio 1999,
l’euro ci ha permesso di superare il frenetico alternarsi dei governi e
l’emergenza dell’11 settembre, la guerra in Iraq e lo shock
petrolifero, la bolla virtuale e la recente crisi dei mutui subprime,
tenendo testa alle principali crisi politico-economiche di quest’ultimo
decennio.</p>
</div>
<div>
<p>Un intervento di grande competenza e puntualità che
aiuta a fare chiarezza in una difficile situazione per l’economia
internazionale e quella italiana.</p>
</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[SpyChips]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/spychips.jpg" alt="" /> <p align="justify">Cosa si nasconde dietro la tessera sanitaria elettronica che ha da poco fatto capolino nel portafoglio di tutti gli italiani? Oltre al nobile intento di salvaguardare la salute nazionale attraverso un capillare monitoraggio, non potrebbe celarsi l&rsquo;ennesima incursione del sistema nella privacy dei cittadini?</p><div align="center"><strong>E, scavando pi&ugrave; a fondo,</strong><br /><strong>quanto &egrave; fitta la rete che controlla le nostre vite?</strong><br /></div><p>Secondo l&rsquo;inquietante scenario descritto dalle due autrici, il Grande Fratello &egrave; ovunque: carte di credito, tessere di fedelt&agrave;, telepass, confezioni dei prodotti e simili, altro non sono che minuscole spie tecnologiche che hanno il compito di tracciare e registrare i nostri spostamenti, i nostri acquisti, le nostre tendenze sociali, alimentari e culturali. Quest&rsquo;occhio indiscreto agisce per conto dell&rsquo;insaziabile societ&agrave; di mercato, che per sopravvivere ha bisogno di sempre pi&ugrave; dettagliate informazioni sulle nostre abitudini di consumatori. Il risultato &egrave; che siamo continuamente osservati attraverso particolari microchip chiamati RFID (Radio Frequency IDentification), una tecnologia semplice e di basso costo, della quale per&ograve; non sono stati ancora sufficientemente indagati i pericoli per la salute umana.</p><div align="justify"><br /><div align="center"><strong>Come salvarsi dal perverso intreccio tra marketing e tecnologia?</strong></div> </div><div align="justify"><div align="center">Un&rsquo;informazione completa, aggiornata e oggettiva come quella offerta dalle due<br />autrici di questo saggio rappresenta uno strumento potente a tua disposizione.<br /><strong><br />Non lasciartelo sfuggire.</strong><br /></div><br />Il volume &egrave; arricchito da un&rsquo;esauriente appendice che inquadra il problema nel contesto della societ&agrave; italiana ed europea e delle relative legislazioni in materia.</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Cinesi non Muoiono Mai]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cinesi-non-muoiono-mai.jpg" alt="" /> <div align="justify">I cinesi in Italia: la pi&ugrave; numerosa comunit&agrave; d&rsquo;Europa. Ma quanti sono? Cosa fanno? Come arrivano? Molto &egrave; cambiato dagli anni Ottanta. Erano 2000. Oggi sono 150mila. Rappresentano il 5 per cento del totale degli immigrati regolari. Poca cosa. Eppure li vediamo ovunque nelle nostre citt&agrave;. Aprono negozi, bar, ristoranti, interi quartieri sono diventati piccole Chinatown. Un&rsquo;impresa straniera su sette &egrave; cinese.<br /><br />La prima generazione di immigrati oggi ha i figli che frequentano l&rsquo;universit&agrave;. Ma allora li guardavamo con curiosit&agrave;, ora con paura. L&rsquo;Italia &egrave; cambiata. Sono accusati di tutto: prostituzione, riciclaggio di denaro sporco, traffico di rifiuti, sfruttamento di bambini. Ma siamo sicuri che sia veramente cos&igrave;?<br /><br />Vale la pena conoscerli da vicino e raccontarli. Dietro una quantit&agrave; industriale di luoghi comuni (&ldquo;i cinesi non muoiono mai&rdquo;, &ldquo;nei ristoranti servono carne di cane&rdquo; eccetera), le storie e le testimonianze raccolte in questo libro rivelano un popolo ottimista, che vede un futuro davanti a s&eacute; e ha voglia di costruirselo.<br /><br />Un reportage nell&rsquo;Italia di oggi, da Torino a Matera, passando per la provincia italiana (a Bagnolo Piemonte gli scalpellini cinesi sono leader nella lavorazione della storica pietra di Luserna, quella dei sampietrini che pavimentano le nostre strade), Milano, il ricco Nordest, Prato (dove troviamo il fondatore della Giupel, il primo cinese ammesso in Confindustria), Roma, Napoli (qui le donne partenopee fanno da babysitter ai bimbi con gli occhi a mandorla)...<br /><br />Vedendo all&rsquo;opera i cinesi capiamo anche cosa siamo diventati noi. Un Paese stanco, rassegnato e spaventato. Che guarda con sospetto chi, come loro, scommette sulle proprie capacit&agrave; e investe nel lavoro e nelle nuove generazioni. Se la mafia gialla fa paura &egrave; perch&eacute; i malati siamo noi.</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lettera dall'Inferno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lettera-dall-inferno.jpg" alt="" /> <p>Questo testo &egrave; stato scritto il 24 ottobre 2007 da Ingrid Betancourt, che il 22 febbraio 2002 &egrave; stata sequestrata dalle FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia che tengono in ostaggio da anni diverse altre centinaia di persone. E&#39; indirizzato alla madre, Yolanda Pulecio, ai suoi ligli M&eacute;lanie e Lorenzo, e alla sua famiglia.</p><p> Il manoscritto, dodici pagine vergate con una calligrafia regolare e densa, accompagnato da un video e da alcune foto, &egrave; stato sequestrato in occasione dell&#39;arresto di alcuni guerriglieri a Bogot&agrave;. </p><p>Una copia &egrave; stata trasmessa dal governo colombiano alla famiglia di Ingrid nel dicembre 2007. Questa &egrave; la prima traduzione integrale e autorizzata del documento. La lettera di Ingrid Betancourt &egrave; accompagnata dalla risposta dei suoi figli, M&eacute;lanie e Lorenzo, che si stanno battendo per la liberazione della madre.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Biutiful Cauntri - Libro + DVD]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/biutiful-cauntri.jpg" alt="" /> <strong>UNA CAMORRA DAI COLLETTI BIANCHI, IMPRENDITORIA DEVIATA E ISTITUZIONI COLLUSE. 1.200 DISCARICHE ABUSIVE, UN GIRO D&#39;AFFARI&nbsp;DI CIRCA 600 MILIONI DI EURO L&#39;ANNO.</strong><br /><br />&quot;Possiamo incassare miliardi con l&#39;immondizia. Basta che mettiamo a disposizione le cave che abbiamo per gli appalti della superstrada. Quelli le riempiono di rifiuti e noi ci riempiamo di soldi.&quot;<br /><em>Da un&#39;intercettazione telefonica</em><br /><br />Il <strong>DVD</strong><br />Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Contadini che coltivano terre inquinate dalle vicine discariche. Voci e immagini da una terra violata, consumata dall&#39;alleanza fra un Nord operoso e senza scrupoli e le nuove forme della criminalit&agrave; organizzata, raccontata con immagini inedite del traffico illecito dei rifiuti.<br /><br />Il <strong>LIBRO</strong><br />Svela i metodi della cosiddetta Rifiuti S.p.A., emersi dalle inchieste e da intercettazione telefoniche che mostrano l&#39;arroganza, la violenza e il cinismo degli ecocriminali. E punta il dito contro vent&#39;anni di malgoverno, disattenzione delle istituzioni e false promesse. Con una prefazione di Luigi Ciotti.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Bavaglio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/bavaglio.jpg" alt="" /> <p>Passeranno dalla cronaca alla storia questi giorni di giugno e luglio 2008. Li chiameranno: <strong>i giorni del bavaglio</strong>. Quando il Senato votava per interrompere il proesso del premier accusato dal Tribunale di Milano per la <strong>corruzione del testimone Mills </strong>e per farlo minacciava di fermarne altri centomila. In via d'urgenza. E in nome della sicurezza.<br /><br />Quando la destra italiana, con nessuno scandalo della sinistra, anzi d'accordo, approvava il nuovo<strong> lodo Maccanico-Schifani-Alfano </strong>per garantire l'immunità alle più alte cariche dello stato. Quella del premier in particolare. In via d'urgenza. E in nome della sicurezza.<br /><br />Quando la destra italiana, senza troppo scandalo della sinistra, anzi d'accordo, preparava le nuove leggi per <strong>vietare ai magistrati e agli investigatori l'uso delle intercettazioni telefoniche </strong>per un'allarmante sequenza di reati. Proibire in perpetuo la loro pubblicazione e quella di ogni altro atto giudiziario, anche per riassunto. Deliberare il carcere per i giornalisti e ingenti multe per gli editori. E in nome della sicurezza sospendere la libertà di stampa.<br /><br />Ecco allora <strong><em>Il bavaglio</em></strong>, un libro contro le nuove leggi-vergogna e <strong>per far conoscere tutte le carte che la CASTA vuole nascondere ai cittadini</strong>. Prima che sia troppo tardi.<br />di Peter Gomez</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Cercasi Casa Disperatamente]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cercasi-casa-disperatamente.jpg" alt="" /> <div class="product_text">Mi sposerei, ma non troviamo casa. Fare un
figlio? La casa è troppo piccola. L'affitto, il mutuo, lo sfratto.
Nessuno se n'era accorto fino a pochi mesi fa, ma la questione casa è
diventata un'emergenza nazionale.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Economia globale e fattori locali si
incontrano in una miscela esplosiva e la crisi creditizia mondiale si
abbatte sui muri delle nostre case. Dopo una frenesia che ha fatto
aumentare i prezzi degli immobili per dieci anni di fila, in una delle
più grandi bolle speculative della storia recente, milioni di italiani
sono indebitati fino al collo per una casa che sulla carta è loro, ma
di fatto appartiene a una banca.</div>
<div class="product_text"><br /></div>
<div class="product_text">Nonostante ciò, il mercato immobiliare
continua a macinare utili impressionanti. Le gru tornano a riempire il
panorama delle grandi città e interi quartieri cambiano volto: ma le
amministrazioni si preoccupano di assicurare case a prezzi accessibili?
Quasi mai. Hanno promesso abolizione dell'Ici e migliaia di case
popolari. Ma chi le costruirà, dove, con quali soldi? E dove andranno
ad abitare milioni di immigrati, di anziani soli, di giovani single che
costituiranno la società del futuro?</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Pianeta in Riserva]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/pianeta-risverva.jpg" alt="" /> <p>Con un linguaggio semplice, accessibile anche ai non addetti ai lavori,
ma estremamente preciso e documentato, e con l’aiuto di grafici e
tabelle <strong>Luigi Castagna</strong> traccia il quadro della crisi energetica che sta
investendo la Terra.</p>
<p>Lo sfruttamento intensivo delle riserve geologiche
del pianeta ha reso disponibile una quantità senza precedenti di beni e
servizi. Oggi ci stiamo rapidamente avvicinando al momento in cui
toccheremo il massimo possibile nella produzione di energia da fonti
fossili (prima il petrolio, poi il gas e il carbone); dopo tale momento
all’economia globale verrà a mancare una quota sempre crescente
dell’energia oggi utilizzata per il suo funzionamento.</p>
<p>Saremo quindi
costretti a ridurre i consumi, a produrre più energia da fonti
rinnovabili, a cambiare l’organizzazione economica e gli stili di vita;
ma anche a controllare l’istinto umano a forzare i limiti della natura.
Non abbiamo altra strada da percorrere se vogliamo preservare,
trasformandola, la nostra civiltà.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Repubblica delle Banche]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/repubblica-banche.jpg" alt="" /> <div align="center"><font size="2"><strong>Dalla parte dei cittadini:</strong><br /><strong>come difendersi dal quotidiano inganno</strong><br /><strong>del sistema bancario</strong></font><br /></div><p><br />Da anni Elio Lannutti combatte le truffe e gli abusi compiuti dalle banche ai danni degli italiani. Fondatore dell&rsquo;Adusbef, una delle pi&ugrave; autorevoli associazioni di tutela dei consumatori specializzata nel settore bancario, finanziario e assicurativo, &egrave; ormai pubblicamente riconosciuto come il paladino dei risparmiatori.</p><p> Da un&rsquo;esperienza profonda, vissuta sempre in prima linea, nasce un saggio di incredibile attualit&agrave;, nel quale l&rsquo;autore osserva e giudica la realt&agrave; dal punto di vista di noi cittadini.<br /><br />Con una graffiante prefazione di Beppe Grillo, <em><strong>La Repubblica delle banche</strong></em> denuncia fatti e misfatti del pi&ugrave; potente e corrotto dei sistemi di potere occulti, l&rsquo;unico che quotidianamente compie illeciti legalizzati, ordina leggi a proprio vantaggio ed esercita un rigido controllo sui mass media italiani e di tutto il mondo.<br /><br />Con il concorso della Banca d&rsquo;Italia, vera e propria societ&agrave; per azioni posseduta e diretta dalle stesse banche su cui dovrebbe vigilare, o&rsquo; sistema bancarioagisce indisturbato sulla pelle di milioni di cittadini, casalinghe, pensionati, utenti e piccoli imprenditori, ricattati da soprusi a volte lampanti, a volte sottili e difficilmente perseguibili.<br /><br /><font size="2"><strong>Come difendersi da scippi, rapine e quotidiane estorsioni? Come proteggersi dalla &ldquo;casta degli intoccabili&rdquo;?</strong></font><br /><br />Informazione e consapevolezza sono i mezzi per conoscere e comprendere. Coraggio e denuncia sono gli strumenti per opporsi. In queste pagine ricche di inchieste, dati e testimonianze troverete tutto ci&ograve; che serve per reagire.</p><p><em>&ldquo;Non fidatevi mai delle banche. Mai.&rdquo;</em><br /><em>Beppe Grillo</em></p>]]></description>
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    <title><![CDATA[Micromotivazioni della Vita Quotidiana]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/micromotivazioni-vita-quoti.jpg" alt="" /> &ldquo;Con un linguaggio estremamente chiaro e curato, il professor Thomas C. Schelling va oltre tutti gli scritti pubblicati su questo argomento fino a ora. &Egrave; il migliore, il pi&ugrave; incisivo, il pi&ugrave; stimolante libro sull&rsquo;argomento.&rdquo;<br /> <em>Annals of The American Academy</em><br /> <br /> &ldquo;A rendere il libro di Schelling cos&igrave; piacevole, oltre al suo stile chiaro, pulito, quasi quotidiano, &egrave; la perspicacia, la comprensione, tutta umana, con cui riesce a scomporre e analizzare problemi e fenomeni cos&igrave; complessi, consentendo una comprensione completa e sistematica.&rdquo;<br /> <em>The New Republic</em><br /> <br /> Come si dispone il pubblico in una sala, se i posti non sono numerati? Come avviene che in certi quartieri siano tutti neri e in altri tutti bianchi? Piccole domande per grandi problemi che rimandano alle leggi statistiche che governano le infinite scelte dei singoli. Ecco il vero punto della questione: le nostre decisioni sono davvero libere come ci sembrano? Perch&eacute; allora la scienza statistica riesce a prevederne le tendenze, la razionalit&agrave; nascosta che ci sfugge mentre le mettiamo in atto? Prendendo spunto da questo apparente paradosso, Thomas C. Schelling, Premio Nobel 2005 per l&rsquo;economia, chiarisce, anche con l&rsquo;ausilio di esempi tratti dai campi pi&ugrave; disparati, come le scelte individuali subiscano l&rsquo;influenza del sistema sociale, e come d&rsquo;altro canto contribuiscano a formarlo.<br /> <br /> &ldquo;Che cosa cerca di fare, dunque, la teoria dei giochi? Cerca soprattutto di comprendere se per alcuni particolari giochi sono individuabili strategie che uno dei due giocatori pu&ograve; seguire in modo da ottimizzare il proprio comportamento, ma si estende anche a qualunque situazione in cui ci sia un rapporto fra persone che in qualche modo provoca o presuppone dei conflitti. (...) Nelle pagine che leggerete, Thomas C. Schelling cerca di raccontare quali sono stati i progressi che soprattutto lui, in prima persona, ha compiuto in questo ambito di ricerca e per cui ha ricevuto il Premio Nobel. (...) Credo quindi che il libro susciter&agrave; l&rsquo;interesse di tutti coloro che cercano di capire che cosa sia realmente la cosiddetta teoria dei giochi e soprattutto quali siano stati i contributi che hanno permesso a Schelling e ad Aumann di conseguire il Premio Nobel.&rdquo;<br /> <em>Piergiorgio Odifreddi</em>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Ecoballe]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ecoballe.ph
