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<title>Macrolibrarsi, sottocategoria  libri di Globalizzazione</title>
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<description>Macrolibrarsi, feed rss della sottocategoria  libri di Globalizzazione</description>
<language>it</language>
<category> libri di Globalizzazione</category>
<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 15:09:00 +0100</lastBuildDate>
    <item>
    <title><![CDATA[Il Mondo in Cifre 2012]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-mondo-in-cifre-2012_48719.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">"Il mondo in cifre" presenta tutti i dati per capire il mondo di oggi. Geografia, popolazioni, affari, economia, mercato immobiliare, commercio, trasporti, università, turismo, internet, consumi, ambiente, società, cultura.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Migrazione Globale - Libro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/migrazione-globale-libro_46109.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Perché milioni di persone ogni giorno</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>abbandonano il proprio paese nativo?</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Da chi vengono aiutate?</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>Quali sono gli interessi politici ed economici</strong></span></em><br /><em><span style="color: #008000; font-size: medium;"><strong>che stanno dietro a questi fenomeni migratori?</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Migrazione Globale, nato dall'esperienza che l'autore, il famoso giornalista Jeffrey Kaye, ha maturato direttamente sul campo</strong> (confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.) è un accurato<br />reportage, che ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: la viva voce dei migranti stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso le loro parole entriamo in contatto con il lato umano della migrazione: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, inoltre, fornisce un'accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un linguaggio molto chiaro, e uno stile avvincente, il famoso giornalista <strong>Jeffrey Kaye</strong> ci guida all’interno del mondo della migrazione, mostrandoci quegli aspetti del fenomeno, che normalmente vengono tenuti nell’ombra. <strong>Migrazione Globale fornisce un’analisi dei fenomeni migratori</strong>, non partendo da analisi “teoriche”, bensì lavorando “sul campo”, andando nelle zone calde: confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo accurato reportage, ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: <strong>la viva voce dei migranti stessi</strong>. Attraverso le loro parole entriamo in contatto con <strong>il “lato umano” della migrazione</strong>: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, però, non si limita a un mero rendiconto delle riflessioni dei migranti. Fornisce un’accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questi presupposti, Kaye indica anche la strada su cui ci si dovrà muovere, se si vorrà seriamente “gestire” il fenomeno della migrazione globale – impossibile da fermare completamente, in quanto presente da sempre nel genere umano.</p>
<h3>Anteprima Migrazione Globale LIBRO di Jeffrey Kaye</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando cammino per andare al supermercato, la mia attenzione si posa spesso su un particolare insignificante, nel panorama urbano: <strong>un comunissimo tombino</strong>. Ad attirarmi non sono il suo aspetto ordinario e la sua copertura in ghisa, tipici di un oggetto che serve solo a coprire le fogne, bensì le due scritte poste su di esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato vi è un semicerchio di lettere maiuscole che compongono la scritta "CITTÀ DI LOS ANGELES"; dall'altro vi sono tre parole, <strong>"PRODOTTO IN MESSICO"</strong>, che completano il cerchio, formando una faccia sorridente e dando vita a un effetto ottico probabilmente non previsto da chi ha disegnato o realizzato una banale copertura delle fogne.</p>
<p style="text-align: justify;">L'adoro. Non solo per la scelta estetica, voluta o no, di questo oggetto banale e di mera utilità pubblica, ma soprattutto per la palese dichiarazione di collegamento tra due Paesi in una città nella quale il 40% dei residenti (compreso me) è nato all'estero, in un momento in cui l'attenzione e il dibattito pubblico riguardano le questioni<strong>"da dove veniamo"</strong> e <strong>"quali confini abbiamo attraversato"</strong>. Nel corso della mia vita l'immigrazione è sempre stata un interesse costante, a livello sia professionale che personale.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-migrazione-globale-libro-di-jeffrey-kaye.php" target="_blank">Anteprima Migrazione Globale LIBRO di Jeffrey Kaye</a></p>
<h3 style="text-align: left;">Indice del libro</h3>
<ul>
<li>Ringraziamenti</li>
<li>Introduzione</li>
<li>Capitolo I – Esche e paraocchi</li>
<li>Capitolo II – Crescere le persone per l'esportazione</li>
<li>Capitolo III – I migranti nel mercato globale</li>
<li>Capitolo IV – Cambio di rotta: la fortuna gira</li>
<li>Capitolo V – Le agenzie di reclutamento e il mercato degli esseri umani</li>
<li>Capitolo VI – I trafficanti come fornitori di servizi per la migrazione</li>
<li>Capitolo VII – «Dipendiamo pesantemente dai lavoratori immigrati»</li>
<li>Capitolo VIII – Schiavitù e flussi di denaro</li>
<li>Capitolo IX – «Cercasi lavoratori» o «Non oltrepassare il confine»</li>
<li>Capitolo X – Scelte politiche, influenze e alleanze</li>
<li>Capitolo XI – Resa dei conti sud-occidentale</li>
<li>Capitolo XII – Sangue fresco e selezione nazionale</li>
<li>Capitolo XIII – «Divisi per la necessità di sopravvivere»</li>
<li>Indice analitico</li>
<li>Note</li>
</ul>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'imperatore OGM è senza Vestiti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-imperatore-ogm-e-senza-vestiti_47320.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Questo libro, presentato da Vandana Shiva,  raccoglie la sintesi del Rapporto Globale di Cittadini sullo stato degli OGM. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le testimonianze di questo rapporto provenienti da tutto il mondo sembra che la tecnologia dell' ingegneria genetica sia un progresso ben strano: produce meno, aumenta il consumo di sostanze chimiche in agricoltura, fa nascere super infestanti e super insetti resistenti agli OGM, aumenta in modo enorme i costi degli agricoltori per i semi e i pesticidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò è però propagandato e diffuso con tutti i mezzi, leciti e illeciti, in ogni Paese, come una specie di penetrazione militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché? Il Rapporto globale di cittadini sullo stato degli OGM aiuta a rispondere a questa domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo libro rappresenta il <strong>collegamento fra tutti i gruppi propositivi che si battono nel mondo per la libertà e la salute alimentare.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Oltre il Crollo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/oltre-il-crollo_46192.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Gordon Brown</strong>, ex primo ministro ed ex ministro del Tesoro inglese, è stato uno dei protagonisti della politica economica globale per più di 15 anni e allo scoppio della crisi, nel 2008, era tra i leader mondiali chiamati ad affrontarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa posizione privilegiata - ma anche scomoda - è stato testimone del crash finanziario e offre in questo libro la prima riflessione direttamente dalla "<em>stanza dei bottoni"</em>, con la spiegazione di ciò che è accaduto, ma anche una precisa indicazione su come venirne fuori e prevenire futuri disastri.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un'analisi di "prima mano" ad ampio raggio che, partendo dai molti precedenti - dalla Grande Depressione, al più recente crash del mercato immobiliare asiatico -, sostiene che quella attuale è da considerarsi la <em>"prima crisi della globalizzazione</em>" e, come tale, va affrontata insieme da tutti i leader mondiali, con soluzioni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, alla luce di quella che definisce la <em>"scioccante sconsideratezza e irresponsabilità delle banche"</em>, e nella convinzione che la crisi è stata indotta non solo da errori tecnici, ma anche (e soprattutto) da mancanze etiche, propone di varare una "costituzione" bancaria mondiale e un piano di crescita globale per il lavoro e la giustizia sociale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Evitare la Trappola Nucleare - Fermiamo Mr Burns]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-evitare-la-trappola-nucleare_41754.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #008000;">1987:</span> con un referendum abrogativo gli italiani dicono NO al nucleare</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #008000;">2009:</span> nonostante la decisione del popolo sovrano,</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> il ritorno al nucleare diventa legge</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #008000;">2011:</span> un'imprevista catastrofe nucleare colpisce il Giappone, </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>con gravissimi rischi per decine di milioni di persone</strong></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Un libro che dimostra come l'ombra del nucleare sia ancora presente in Italia nonostante una nuova tragedia, forse superiore al disastro di Chernobyl, sta colpendo il Giappone.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Potrebbe essere questo l'inizio dell'abbandono di questa tecnologia relativamente giovane ma non ancora del tutto convincente?</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia, quella del nucleare mondiale, ancora costellata da censure, omissioni, carenze nei controlli e manipolazione dell'informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché la "<em>corsa al nucleare"</em>? A cosa serve più energia, quando i consumi sono in forte calo?</p>
<p style="text-align: justify;">In diminuzione a causa della crisi economica, dei miglioramenti tecnologici e della possibilità di risparmiare il 30% d'energia riducendo e, gradualmente, eliminando gli sprechi!</p>
<p style="text-align: justify;">L'Italia utilizzerà nuovamente l'energia nucleare nonostante la tragedia che ha colpito il Giappone? Oppure questa tecnologia, relativamente giovane<br />ma non ancora del tutto convincente, sarà abbandonata per sempre?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Una storia, quella del nucleare, ancora costellata da censure, omissioni, carenze nei controlli e manipolazione dell'informazione.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori <strong>Roberto Bosio e Alberto Zoratti</strong>, in questa edizione aggiornata di Come evitare la trappola nucleare presentano i limiti di questa energia, la gestione tutta italiana della rincorsa all'atomo, le alternative reali ad un futuro apparentemente già scritto, alla luce del disastro che ha colpito il Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualità e puntualità scientifica, case history e ricchi approfondimenti, rendono quest'opera un ottimo strumento per avvicinarsi al tema dell'incubo nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Una lettura che non si limita a rendere pubblica l'antieconomicità di questa energia o l'incapacità dell'industria di smaltire eventuali scorie radioattive, ma che traccia il percorso verso un sistema basato sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili, anziché su quelle fossili:<strong> l'unica alternativa possibile e realmente percorribile per combattere il mutamento climatico</strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">Nuova edizione aggiornata e ampliata del Libro</span> <span style="color: #0000ff;"> </span></strong><span style="font-size: medium;"><a href="libri/__fermiamo_mr_burns.php?pn=7" target="_blank"><strong> </strong></a></span><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__fermiamo_mr_burns.php" target="_blank">Fermiamo Mr. Burns</a></li>
</ul>
<h3>Anteprima Come Evitare la Trappola Nucleare LIBRO di Roberto Bosio e Alberto Zoratti</h3>
<p><em>«Sono profondamente preoccupato per la situazione nucleare, perché è imprevedibile. Prego che, grazie allo sforzo degli addetti, le cose possano non peggiorare ulteriormente».</em> È il 16 marzo 2011. In uno dei momenti più tragici della storia del <strong>Giappone </strong>dopo il genocidio di Hiroshima e Nagasaki, sua maestà imperiale Akihito si rivolge alla nazione. Il suo tono di voce è misurato, lo sguardo intenso: gli occhi dell’anziano imperatore incrociano virtualmente quelli di 80 milioni di persone, ferite, dopo il devastante terremoto, dalla<strong> tragedia biblica di un enorme tsunami</strong>, alla quale si è immediatamente sommato il terrore per una possibile <strong>tragedia nucleare</strong>.</p>
<p>Proviamo, solo per un attimo, a non considerare l’apocalisse che ha colpito il Giappone. Non per ridimensionarla, o dimenticarla, ma per cercare di dare spazio a una riflessione più attenta e pacata. Il discorso di Akihito non è stato soltanto un lampo di umanità nel buio del caos, ma anche il primo accenno di verità sulla terza piaga biblica, che rischia di abbattersi sul Sol Levante: <strong>il rilascio di radioattività dai reattori di Fukushima...</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span class="boxTxt"><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_giardino.gif" alt="" />Continua a leggere - <a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/anteprima-come-evitare-la-trappola-nucleare-libro-di-roberto-bosio-e-alberto-zoratti.php" target="_blank">Anteprima Come Evitare la Trappola Nucleare LIBRO di Roberto Bosio e Alberto Zoratti</a></span></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'età dell'inganno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-eta-dell-inganno_42008.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Nei  due decenni passati<strong> Mohamed El Baradei</strong> ha ricoperto un ruolo chiave nei  conflitti più delicati del nostro tempo, mantenendo la propria  credibilità di interlocutore sia nel mondo arabo sia in Occidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Egiziano e strenuo oppositore del regime di Hosni Mubarak, nel 1997  viene nominato direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia  Atomica, rendendosi protagonista di battaglie diplomatiche in cui  denuncia l'ipocrisia del regime di non proliferazione nucleare,  l'assoluta non cooperazione dei servizi segreti, il continuo raggiro  delle regole a discapito dei concordati, della diplomazia e della  collaborazione dei Paesi in possesso di armamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando necessario,  nella sua veste di diplomatico, non ha esitato ad ammonire l'operato  degli inglesi, degli israeliani e soprattutto degli americani: nel 2003  smentì clamorosamente la presenza di un piano bellico nucleare di Saddam  Hussein.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i suoi sforzi nel controllo della  prolificazione delle armi nucleari, El Baradei e la sua agenzia hanno  ricevuto nel 2005 il Premio Nobel per la Pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per la prima volta in  un libro, racconta dei suoi dodici anni passati alla guida dell'AIEA: le  discussioni avvenute prima dell'invasione americana in Iraq, tra gli  ispettori Onu e Dick Cheney, Condoleeza Rice e Colin Powel.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste  di Mubarak, di Gheddafi, i difficili rapporti con Ahmadinejad, la  ricerca di diplomazia con Siria, India e lo scontro lacerante con  Israele. In questi giorni, mentre il suo libro è pronto per andare in  stampa, El Baradei ha infiammato, con i suoi interventi, Piazza Tahrir e  a lui si guarda come uno dei probabili candidati alle prossime elezioni  presidenziali egiziane.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Julian Assange: l'Uomo che fa Tremare il Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/j/julian-assange-l-uomo-che-fa-tremare-il-mondo_40143.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Storia e controstoria dell'uomo</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> che ha messo in crisi le diplomazie internazionali </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>e contro il quale l'intero Sistema mondiale </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>(governi, banche, giustizia...) si è coalizzato.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Julian Assange, deluso dall'esperienza universitaria appena conclusa  e, soprattutto, dall'ambiente accademico, arriva alla conclusione che la vera lotta insita nel genere umano non è tra destra e sinistra o tra fede e scienza ma, invece, tra l'individuo e le istituzioni (...) Praticamente non mangia e dorme ancora meno: è completamente assorbito dal progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta creata la struttura sulla carta, Julian si assicura un  provider Internet sufficientemente sicuro e in grado di resistere sia ad  attacchi informatici che a pressioni di ordine legale: è lo svedese  PRQ.se. Le informazioni passano quindi prima attraverso PRQ per poi  essere filtrate a un altro server sicuro in Belgio e, infine, arrivano  in altri server di segreta collocazione per essere archiviate. (...)</p>
<p style="text-align: justify;">L'idea, in pratica, è quella di creare una "versione  irrintracciabile" di Wikipedia, sulla quale i cittadini di ogni parte  del mondo possono pubblicare informazioni e documenti "segreti" atti a mettere in luce "comportamenti non etici di governi, aziende e istituzioni varie" e rimanere protetti dall'anonimato. (...)</p>
<p style="text-align: justify;">WikiLeaks si dimostra ben presto una realtà ramificata, di respiro  internazionale e, soprattutto, sempre più "presa sul serio" dai potenti  della terra che, non potendo più schernirla o sottovalutarla, devono  imparare a convivere con essa o, meglio, per citare Assange, devono  imparare "l'arte della trasparenza".</p>
<p style="text-align: justify;">Saggio introduttivo di <strong>Gianluca Barbera.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Se tutti i Cinesi Saltano Assieme]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/se-tutti-i-cinesi-saltano-assieme_41917.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Un problema che tocca da vicino tanto la Cina quanto l'Occidente nel suo  insieme; un racconto di viaggio toccante, che parla con la voce degli  abitanti di un paese che di solito percepiamo solo attraverso  stereotipi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutti i cinesi saltano insieme <strong>racconta la storia della più  importante crisi mai vissuta dalla Cina, e dal mondo.</strong> Acque contaminate,  emissioni inquinanti e un insaziabile appetito per le risorse  energetiche: il rapido sviluppo della Cina sta spingendo oltre il limite  lo sfruttamento del nostro pianeta, ponendo il paese di fronte a una  scelta che ci riguarderà tutti: accettare la catastrofe o tentare un  radicale cambiamento di rotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per provare a dare una risposta a questo dilemma, Jonathan Watts  ha viaggiato tra paradisi montani e aridi deserti, attraverso città  ecologiche, miniere di carbone e desolati scenari industriali, per  svelare le sfide che attendono le alte sfere del paese e i problemi e le  speranze di chi dovrà subire le loro decisioni.</p>
<p style="text-align: justify;">fl suo diario di viaggio è una lettura fondamentale per chiunque  si interessi di sviluppo economico, sicurezza energetica,  globalizzazione o sostenibilità. Non lancia un grido di terrore, ma  esprime la speranza che  al di là delle politiche messe in atto dai  governi, le scelte individuali possano davvero fare la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre attento all'aspetto umano delle vicende che racconta, Watts  traccia un ritratto vivido e affascinante di una terra troppo spesso  percepita come un'anonima macchina produttrice.<br /> <br /> <strong>Nessun lettore di questo libro, nessun consumatore al mondo   potrà rimanere indifferente di fronte allo scenario che queste pagine  tratteggiano.</strong><br /> <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jonathan Watts</strong>, come corrispondente per l'Asia del Guardian in  materia ambientale, si è recentemente occupato della Conferenza sul  clima di Copenaghen.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalista al premio per il miglior corrispondente  estero ai<strong> British Press Awards del 2006</strong>, l'anno seguente si è  aggiudicato il One World Media Award, assieme al suo assistente alla  ricerca. Nel 2009 è stato tra i vincitori del One World Media Award per  l'ambiente grazie a una serie di inchieste sulla crisi alimentare  globale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[India Spezzata]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__india_spezzata.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/india-spezzata_17478.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Nel paese di Buddha e Gandhi i contadini si suicidano. E le donne non trovano acqua da dare ai figli. Ma in Occidente si continua ad alimentare l'illusione del miracolo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il volto dell'India è spezzato in due: quello fasullo dell'India "<em>splendente"</em>, nuova piattaforma tecnologica, futura superpotenza, e quello reale: l'India dei più poveri che pagano il prezzo dell'agricoltura industriale, dove acqua e cibo diventano mercé, più che diritto.</p>
<p style="text-align: justify;">In India le corporation brevettano le sementi costringendo i contadini a indebitarsi, privatizzano le risorse naturali, sfruttano le differenze culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Una speranza esiste: si chiama democrazia economica e il popolo indiano la conosce bene. Biodiversità come ricchezza, multiculturalità come risorsa, tradizione come futuro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Sviluppo e Stabilità]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sviluppo-e-stabilita.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sviluppo-e-stabilita_41333.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Giampiero Cantoni dedica questo libro ai giovani. Si rivolge sia agli addetti ai lavori sia a chi voglia avere informazioni di prima mano sulle questioni economiche, finanziarie, politiche che ci toccano da vicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un'analisi dell'Italia, in occasione del 150° anniversario dell'unificazione: le sue debolezze storiche, l'attuale crisi in corso e gli spunti per uscirne.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come scrive l'autore, "inutile gettare il sasso e ritrarre la mano, dando la colpa al 'sistema', alla 'società'.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cammino della 'ricostruzione' comincia solo nel momento in cui abbiamo la forza e la capacità di prenderci ciascuno le nostre piccole grandi responsabilità".</p>
<p style="text-align: justify;">I temi: ripensare il rapporto fra stato e mercato, oltre l'assistenzialismo, affrontando temi come la centralità costituzionale e lo statuto dell'impresa; la liberalizzazione dei servizi locali; il federalismo fiscale tra centralità della famiglia ed equità; nuove regole e nuova etica per la finanza; un'azione politica fondata sui tre pilastri delle riforme: istituzionali, fiscali e della giustizia; la riforma dell'istruzione universitaria.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Via del Denaro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-via-del-denaro_33437.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Nato dall’esigenza di comprendere gli aspetti economici della Banca d’Italia, del sistema bancario in generale e delle principali istituzioni del libero commercio,</strong> questo documentatissimo volume espone tutte le anomalie e i veri e propri <em>“conflitti di interesse”</em> che ruotano intorno a queste istituzioni, con particolare riguardo alle maggiori banche italiane che, partecipando all’azionariato della Banca d’Italia, ne snaturano il ruolo istituzionale di ente “<em>controllante</em>” per delegarlo a quello di <em>“controllata</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tale conflitto d’interesse caratterizza anche numerose altre banche centrali di paesi esteri, fra cui la Federal Reserve statunitense, ma ben più grave è il problema del cosiddetto “signoraggio”, del quale in questa sede si illustrano le origini, i beneficiari e gli svantaggiati dell’attuale sistema economico, soffermandosi sulla perdita della sovranità monetaria, sul concetto di valore indotto della moneta e sul metodo della riserva frazionaria utilizzato dalle banche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una élite globale sta esercitando il suo immenso potere finanziario per manipolare le politiche dei singoli stati allo scopo di realizzare un’economia globale,</strong> sotto una specie di dittatura globale, con un unico esercito e un’unica moneta.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scenario preconizzato da Orwell in “1984” è più vicino e reale di quanto si pensi…</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Prendi i tuoi Soldi e... Scappa?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/prendi-i-tuoi-soldi-e-scappa_37192.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;">Se tutti andassimo a ritirare  i nostri soldi in banca,</p>
<p style="text-align: center;">scopriremmo che non ci sono più!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abbiamo un futuro?</strong></p>
<p style="text-align: center;">Quello che è utile sapere sui  tuoi <strong>risparmi</strong>,</p>
<p style="text-align: center;">sulle <strong>banche </strong>e sull’<strong>attuale regime monetario</strong>.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Occidente Estremo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/occidente-estremo_36729.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">«Fu nel 2009 che lasciai Pechino per New York. Per me era un ritorno negli Stati Uniti. Avevo già vissuto sull'altra costa, a San Francisco, fino al 2004. In mezzo, quei cinque anni in Cina sono stati lunghi quasi quanto un secolo. Non per me: per i rapporti di forza tra Asia e Occidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciai la California quando ancora la Cina era un'allieva, impegnata a emulare il maestro americano. Ho ritrovato un'America stremata dalla più grave crisi economica dopo la Grande Depressione. Una crisi che la Cina ha evitato, in modo magistrale, usando le leve del suo capitalismo di Stato.<strong> Così la storia ha avuto un'accelerazione improvvisa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Era chiaro che il XXI secolo sarebbe stato asiatico, ma in poco tempo lo scatto dell'Oriente ha dato la sensazione che i giochi siano già fatti. La Cina sembra padrona del proprio futuro, lanciata in una modernizzazione che brucia le tappe, l'America si trascina faticosamente fuori dal tunnel.»</p>
<p style="text-align: justify;">Che gli Stati Uniti siano in declino è un dato di fatto. <strong>La parabola dell'impero americano non è diversa da quella di altri imperi per i quali la crescita eccessiva dell'estensione territoriale e l'ambizione egemonica si sono trasformati in un drammatico fattore di debolezza verso l'esterno e di fragilità al proprio interno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L'America che Federico Rampini ritrova dopo cinque anni trascorsi nel cuore della tumultuosa crescita cinese è un paese in cui il debito pubblico e i tagli feroci hanno reso ogni infrastruttura fatiscente, in cui strade, metropolitane e ospedali non sono paragonabili a quelli realizzati nelle grandi capitali asiatiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Cina, invece, spinge ormai la sua influenza fino a luoghi insospettabili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <em>«fabbrica del mondo»</em> si sta rapidamente convertendo in «<em>fabbrica di idee</em>», in un'economia sempre più avanzata e ambiziosa, capace di essere competitiva anche in ambiti creativi, progettuali e persino culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, insospettabilmente, l'America, forse proprio perché attraversata da una fase di decadenza, è diventata anche il laboratorio in cui si elaborano nuovi stili di vita, nuovi modi di rapportarsi all'ambiente, nuove forme di produzione e di consumo sostenibile. Occidente estremo è un mosaico di esperienze vissute, di luoghi e di personaggi incontrati nei due imperi incompetizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È il racconto, tra Est e Ovest, del futuro che si sta spalancando davanti a noi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un futuro fatto di grandi scenari politici ed economici, ma anche di città che si trasformano in giardini, di idee rivoluzionarie che giovani ricercatori, spesso asiatici, sanno far germinare in università americane, di uomini che hanno riscoperto il valore di riparare i propri oggetti quotidiani da sé.</p>
<p style="text-align: justify;">«A New York ho la sensazione di essere al centro del mondo. Per un giornalista italiano è evidente: tutto ciò che accade negli Stati Uniti fa notizia, acquista immediatamente una grande visibilità, "fa tendenza". A torto o a ragione, una foglia d'acero che cade a Central Park provoca un'onda d'aria che si trasmette attraverso gli oceani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se l'America è in declino, la sua è una magnifica decadenza. Potrebbe perfino farci bene, a tutti.»</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Valore delle Cose]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-valore-delle-cose_32041.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Ogni volta che comperiamo una banana il 45 per cento di ciò che paghiamo va al rivenditore, il 18 per cento all'importatore, il 19 per cento viene assorbito dai costi di trasporto, mentre alla compagnia che controlla la piantagione spetta circa il 15 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contadino, a colui che ha lavorato la terra e si è impegnato concretamente per far crescere il frutto, resta meno del 3 per cento: una miseria. Evidentemente c'è qualcosa che non va in un modello così iniquo di distribuzione, che non riguarda peraltro solo i beni alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo da noi pagato per ogni cosa, dal cibo ai beni di consumo, è sistematicamente distorto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il mercato non riesce a valutare con equità il valore del lavoro, </strong>i bisogni delle persone, le necessità delle generazioni future. E quando i prezzi sono ancorati al nulla anziché ai valori reali siamo di fronte a un baratro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi che il liberismo è saltato fragorosamente per aria anche a causa dei prezzi gonfiati delle case, è più che mai necessario tornare alla radice dei problemi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">È l'obiettivo ambizioso del nuovo libro di Raj Patel: un'indagine stringente che rovescia i dogmi dell'economia liberista e fornisce gli strumenti per riflettere in modo nuovo sul mondo, sul valore delle cose, sul senso di ciò che facciamo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Civiltà dell'Empatia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-era-dell-empatia_27953.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong>Alle soglie di una nuova era</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">E' oggi universalmente riconosciuta la necessità di "pensare globalmente e agire localmente", ma lo si ritiene un compito di quasi insormontabile difficoltà. La spiegazione va cercata nello stato attuale della coscienza umana.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri modi di sentire e di pensare sono legati ad un epoca che sta per finire. l'Umanità sta per affrontare una mutazione senza precedenti, la terza grande mutazione della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo grande libro di Jeremy Rifkin, alle soglie di una nuova era --- E' oggi universalmente riconosciuta la necessità di “pensare globalmente e agire localmente”, ma lo si ritiene un compito di quasi insormontabile difficoltà. Perché? Secondo Jeremy Rifkin la spiegazione va cercata nello stato attuale della coscienza umana: la struttura profonda dei nostri cervelli non è più adeguata all’ambiente da noi stessi creato. I nostri modi di sentire, pensare, agire sono legati a un’epoca che sta per finire.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L’umanità sta per affrontare una mutazione senza precedenti,</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> la terza grande mutazione della storia.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> Nel mondo agricolo, la coscienza umana era governata dalla fede;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> in quello industriale, dalla ragione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con la globalizzazione della vita economica, sociale, culturale, con la transizione all’era dell’informazione, la nostra coscienza si fonderà sull’empatia, ossia sulla capacità di immedesimarsi nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova coscienza globale sarà un amalgama di fede, ragione ed empatia. Rifkin esplora le implicazioni profonde di questa radicale ristrutturazione della coscienza e delle nuove forme di organizzazione personale e sociale che ne deriveranno</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[State of The World 2010]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/state-of-the-world-2010_32171.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">I problemi sociali ed ecologici con i quali ci stiamo confrontando dimostrano il fallimento della cultura del consumismo. Basata sull’individualismo, sulla massimizzazione dei profitti nel breve termine, e sulla convinzione per cui la realizzazione personale sta in ciò che si ha, questa cultura ha generato una quantità di problemi apparentemente insolubili: la crisi climatica, le ineguaglianze tra gli individui e gli stati e un’insopportabile infelicità legata al nostro stile di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">È quindi urgente un’inversione di rotta che conduca a una cultura basata sulla sostenibilità. I cambiamenti culturali avvengono però solo quando si sommano le spinte provenienti da una molteplicità di attori sociali: gli individui prima di tutto, ma anche la scuola e le varie forme di comunità, i media, l’arte, il mondo degli affari e la politica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il rapporto State of The World 2010 esplora i confini di questa nuova cultura</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> e ci presenta i suoi protagonisti, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>nella convinzione che un mondo più sostenibile è un mondo più sano,</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> più giusto e, soprattutto, più felice.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Dal consumismo alla sostenibilità</em>”. È il sottotitolo dell’ultimo rapporto annuale sulla salute del Pianeta a cura del Worldwatch Institute, centro di ricerca fondato nel 1984 da Lester Brown. Il rapporto, State of the world 2010, è stato da poco pubblicato negli Stati Uniti e sarà disponibile nelle librerie italiane a partire dal 17 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione di quest’anno è dedicata principalmente ai consumi. Per dare un futuro alla Terra, sostengono gli esperti, è necessario abbandonare gli stili di vita attuali basati sul consumo eccessivo, che stanno velocemente esaurendo le risorse del Pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Impegnati nella ricerca più di 60 noti ricercatori e professionisti provenienti dalle più importanti istituzioni globali, dal settore dell’istruzione a quello dei media, dalle imprese private agli enti pubblici, dalle espressioni di tradizioni locali ai movimenti sociali, che hanno lo scopo di avvicinare le diverse culture del pianeta alla sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non poche le notizie allarmanti. Nel 2006 sono stati consumati circa 30mila miliardi di dollari in beni e servizi, più del 28 per cento rispetto ai dieci anni precedenti. La crescita dei consumi si è espressa anche attraverso un incremento delle materie prime estratte. Basti pensare che il genere umano quotidianamente trae dalle “viscere della terra” l’equivalente di ben 112 Empire State Building.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, se al top della classifica si posizionano gli occidentali, con gli americani che in media consumano 88 chilogrammi (kg) di risorse al giorno e gli europei che ne fanno fuori ben 43 kg, a divorare una parte delle risorse si aggiungono, oggi, anche Paesi come Cina, India e Messico. Ammonta, inoltre, a 1,2 miliardi la popolazione proveniente da una ventina Paesi di nuova industrializzazione e in via di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">È chiaro che i nostri ritmi vanno ben al di sopra della capacità portante dell’ambiente. Circa i due terzi dei servizi offerti “gratuitamente” dagli ecosistemi, quali la regolazione climatica, la fornitura di acqua dolce, lo smaltimento dei rifiuti, le risorse ittiche, si sta riducendo o sta comunque subendo danni importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto il mondo si adeguasse agli standard d’oltreoceano, la Terra potrebbe sostenere solo 1,4 miliardi di persone, vale a dire un quinto dell’attuale popolazione mondiale</p>
<p style="text-align: justify;">La via d’uscita, l’unica possibile secondo il Worldwatch Institute, è una rivoluzione culturale che porti a una vita più <em>“sobria”</em>. Il che si traduce nella nota regola delle 3 R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano i primi segnali positivi, rileva il dossier, ma essi vengono soprattutto dalla società civile. Più sensibili di ieri, i consumatori odierni stanno sviluppando atteggiamenti e comportamenti sempre più critici e responsabili.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Che fine ha fatto il petrolio?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/che-fine-ha-fatto-il-petrolio_30898.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Nell’economia globale, le distanze sono calcolate in dollari. Se il petrolio costa poco, non importa quanto disti la fabbrica dallo showroom o il terreno agricolo dal supermercato. Un’azienda può spostare le sue industrie in Cina, dove è fortemente avvantaggiata dai bassi costi della manodopera, e poi ricevere in cambio il prodotto finito, trasportato su una nave mercantile alimentata da carburanti a buon mercato. Il salmone pescato al largo delle coste norvegesi, un microprocessore, i vestiti che indossiamo, così come i chicchi di caffè del nostro cappuccino, prima di arrivare nei negozi viaggiano da una parte all’altra del pianeta ridistribuendo ricchezza e gonfiando i profitti delle aziende. In altre parole, l’intera struttura dell’economia mondiale dipende dal prezzo e dalla disponibilità del petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma cosa accade se il greggio raggiunge i 200 dollari al barile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Semplice. Tutto si ferma. In un mondo con i prezzi del petrolio a tre cifre la circolazione delle merci e la produzione petrolchimica entrano in crisi con effetti collaterali drammatici sulla nostra economia. Abbiamo già assistito a recessioni causate dagli elevati prezzi del petrolio e, ogni volta, la medicina per curare un’economia malata era a portata di mano: un nuovo approvvigionamento di petrolio a basso costo. A patto di avere riserve petrolifere a disposizione. In caso contrario, l’idea stessa di ripresa economica dovrà essere ridefinita. Che fine ha fatto il petrolio? documenta con chiarezza come la crescita della domanda di greggio a fronte di un’offerta stagnante renderà insostenibili i costi dell’economia globale.</p>
<p style="text-align: justify;">E in mancanza di una fonte energetica sostitutiva, saremo costretti a cambiare radicalmente il nostro stile di vita. Dovremo passare da un’economia di tipo globale a una di tipo locale. I motivi non sono di ordine ideologico, ma semplicemente non potremo più permettercelo. E questa non è necessariamente una cattiva notizia se si agisce in tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine della recessione economica che stiamo vivendo, assisteremo aimpotenti all'aumento del prezzo del petrolio dino ai 200 dollari al barile. Quali saranno le conseguenze sull'economia mondiale?</strong></p>
<p style="text-align: right;">«<em>Le tesi di Rubin aggiungono al dibattito in corso una prospettiva originale, provocatoria e persuasiva. Che fine ha fatto il petrolio? è un libro che accogliamo con favore e ne consigliamo a tutti un’attenta lettura</em>»<br />Financial Times</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Condizione dell'Infanzia nel Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-condizione-dell-infanzia-nel-mondo_29547.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Si usa spesso dire che "tutti nasciamo eguali", ma per certi versi questa affermazione si rivela errata. Nascere (e partorire) a Roma o a New York non è affatto la stessa cosa che venire al mondo a Kabul o in un villaggio della Sierra Leone.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bambino che nasce in un Paese in via di sviluppo ha quasi 14 volte più probabilità di morire entro il primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese industrializzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mondo in via di sviluppo, il rischio di mortalità materna nel corso della vita mille volte superiore a quello che corrono le donne nei Paesi industrializzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 99% della mortalità materna globale è concentrato nei Paesi poveri, principalmente dell'Africa Subsahariana e dell'Asia meridionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell'edizione 2009 del rapporto annuale dell'UNICEF "La condizione dell'infanzia nel mondo", dedicato quest'anno alla salute materna e neonatale, emerge con nettezza la connessione tra la salute e la vita delle mamme e dei loro neonati, tra povertà e mortalità, tra rispetto dei diritti della donna e tassi di sopravvivenza di madre e bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo in grave ritardo sul percorso verso il raggiungimento dell'Obiettivo di Sviluppo del Millennio n. 5, che prevede entro il 2015 la riduzione di tre quarti della mortalità materna rispetto al 1990.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, numerosi Paesi in via di sviluppo hanno compiuto in questi anni progressi notevoli nell'aumentare il tasso di sopravvivenza dell'infanzia, in direzione dell'Obiettivo di Sviluppo del Millennio n. 4.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo rapporto dell'UNICEF non si limita ad analizzare le cause dei due fenomeni, ma delinea anche le misure necessarie a contrastarli e le "buone pratiche" sperimentate in diverse parti del mondo, che dovrebbero essere adattate e replicate ovunque possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo speciale proponiamo alcuni dei contenuti più interessanti del rapporto, che puoi anche scaricare in versione integrale</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Governo dell'Ambiente]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-governo-dell-ambiente_27997.jpg" alt="" /> <p><strong>Il tema fondamentale del nostro secolo diventa, ogni giorno di più, il rapporto tra l'uomo e il pianeta in cui vive, tra speranze di benessere e ansie per i crescenti effetti dell'inquinamento e dei limiti delle risorse naturali.</strong></p>
<p>La questione è da tempo al centro delle politiche nazionali e delle relazioni internazionali. Non sorprende dunque che negli ultimi anni la politica e il diritto dell'ambiente si siano arricchiti di nuovi argomenti, nuove problematiche, nuove norme. Chi si occupa di ambiente, oggi, deve occuparsi anche di povertà, di commercio internazionale, di politica sanitaria... Su molte materie si accumulano leggi su leggi, altre restano scarsamente regolate, mentre di alcuni temi chiave, per esempio l'acqua, non si parla quasi.</p>
<p><strong><em>"Il governo dell'ambiente"</em></strong> offre una panoramica ampia, dei problemi con cui si deve confrontare chiunque abbia a cuore le tematiche dello sviluppo e della sostenibilità globale. Presenta i principi e le leggi che regolano il diritto ambientale, con particolare attenzione alla stratificazione storica che ha portato alle attuali normative.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Slow Money]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/slow-money_27969.jpg" alt="" /> <p> </p>
<p><strong>Quanti potranno essere i capitalisti disposti ad investire nell'economia del cibo, se sapessero di dover ottenere un minor guadagno e, soprattutto, in un maggior arco di tempo? La risposta non è scontata. </strong></p>
<p>La scorsa settimana più di 400 persone provenienti da 34 stati si sono incontrate a Santa Fé, in California, per partecipare alla prima convention statunitense che ha riunito investitori e produttori agricoli. A rivelarlo a Bra, nell'ambito di Cheese 2009, Woody Tasch l'autore del libro manifesto “Slow Money”, proposto nella sua edizione italiana da Slow Food editore, nell'ambito di un incontro che ha coinvolto anche l'autore de “La leggenda del buon cibo italiano”, Paolo C. Conti.</p>
<p>La tesi sostenuta è che i ritmi della finanza si coniugano raramente con quelli della produzione agricola, che sono poi quelli della natura.</p>
<p><strong>L'unica soluzione è rallentare, con l'obiettivo di creare una rete di investitori e filantropi che possano finanziare le fattorie e i piccoli produttori di cibo.</strong></p>
<p><em>“E' assurdo che su ogni dollaro speso per l'alimentazione negli Stati Uniti, in media, solo nove centesimi vadano al produttore. Così come dei 500 miliardi di dollari spesi dalle fondazioni americane, al cibo sia destinato solo lo 0,01 per cento” </em>- ha detto <strong>Woody Tasch</strong>.</p>
<p><em>“Tutte le grandi crisi legate al cibo degli ultimi trent'anni, dalla Bse al vino al metanolo, hanno come presupposto ragioni di natura economica. Questo perché la catena di distribuzione è talmente complessa e competitiva da presentare qualche anello debole che, quando si spezza, provoca conseguenze ai consumatori”</em> - gli ha fatto eco <strong>Paolo C. Conti. </strong></p>
<p><em>“Negli Usa ci sono meno di due milioni di addetti nel settore agricolo, ma 163.000 fattorie dove si produce il 70% del cibo immesso sul mercato per i 300 milioni di consumatori americani”</em> - ha aggiunto infine l'autore di “Slow Money”, citando queste cifre per dimostrare l'inefficienza di mercati e sistemi di distribuzione, sottolineando la necessità di ricreare le condizioni per una relazione diretta tra il produttore e il consumatore.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Geopolitica dell'Acqua]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/geopolitica-dell-acqua_26698.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>L'acqua è alla base della vita del pianeta</strong>. È, dunque, un bene comune o un bene economico? L'acqua è la risorsa più abbondante sul nostro pianeta, eppure è sempre più scarsa. Perché? Qual è la relazione fra scarsità e sistema produttivo e stili di vita? Esiste una connessione fra la mancanza di accesso all'acqua potabile di circa un quarto della popolazione mondiale e il controllo delle fonti e dei servizi idrici da parte delle multinazionali? Quali sono le ragioni e gli effetti della privatizzazione? Quali le responsabilità dei governi?</p>
<p style="text-align: justify;">È un caso che i conflitti idrici aumentino in maniera esponenziale e che il nuovo millennio si sia aperto con la guerra dell'acqua di Cochabamba?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rispondere a queste domande,<strong> il libro si propone di fornire spunti di riflessione, esplorando anche i luoghi della resistenza alla mercificazione dell'acqua.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Mondo alla Rovescia]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-mondo-alla-rovescia.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-mondo-alla-rovescia_27653.jpg" alt="" /> <p><strong>Michele Buono </strong>e <strong>Piero Riccardi</strong> ci accompagnano in un viaggio paradossale sul nostro pianeta attraverso due inchieste parallele e convergenti.</p>
<p><strong>Quali sono le conseguenze di una crescita incontrollata su un pianeta dalle risorse non infinite?</strong> I consumi di energia fossile crescono anno dopo anno insieme a gas serra e polveri sottili. Ha senso un modello di sviluppo basato sulla crescita illimitata, in cui anche traffico, rifiuti e malattie fanno crescere il pil? È possibile ri-orientare l’economia e pensare a un nuovo modello di sviluppo che impieghi meno risorse e produca piú benessere? Se si rovescia la piramide i consumatori potrebbero diventare anche produttori e l’energia si consumerebbe e si scambierebbe. Come con l’informazione in internet. Risultato? Le fonti di energia rinnovabile diventerebbero protagoniste e marginali le fossili.</p>
<p><strong>Chi produce piú gas serra, responsabili dei cambiamenti climatici, trasporti o agricoltura?</strong> Se avete pensato trasporti siete in errore l’agricoltura e le attività connesse al cibo contribuiscono per il 30% ai gas serra totali prodotti da attività umane, i trasporti per il 13,1%. La ragione potremmo forse trovarla tra i banchi dei supermercati e ipermercati che non si svuotano mai, dove l’enorme quotidiana montagna di cibo ha finito per somigliare sempre piú e solo a una merce. Attorno al cibo infatti si gioca una partita decisiva, anche per la nostra salute e quella del pianeta. L’obesità, la malnutrizione, i pesticidi nel piatto o nei fiumi, quanto incidono in termini di costi sociali e ambientali? Un modello di agricoltura che inverta questa rotta, un cibo pulito e di qualità per tutti è possibile ma vuol dire ripensare il senso del cibo e questo chiama in causa anche noi che ogni giorno lo acquistiamo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'economia Italiana del Nuovo Millennio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/economia-italiana-nuovo.jpg" alt="" /> <div id="descrizione">
<div>Il consolidarsi della globalizzazione dei mercati, l’irruzione
sulla scena internazionale dei giganti asiatici, la flessibilità del
mercato del lavoro, l’adozione dell’euro hanno profondamente cambiato
l’economia italiana negli ultimi vent’anni.</div>
<div><br /></div>
<div>Il libro descrive questi
mutamenti e i tratti più caratteristici della nostra economia,
guardando alla struttura produttiva, al mercato del lavoro, al settore
pubblico e al sistema finanziario.</div>
<div>Fornisce inoltre un’interpretazione e
una valutazione di questa recente evoluzione, esaminando sia le
potenzialità di crescita della nostra economia sia la crisi finanziaria
attuale.</div>
</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guida al Consumo Solidale]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guida-consumo-solidale.jpg" alt="" /> <p>I G.a.s. sono una filosofia di vita! Chi sono, come si creano, quali sono i produttori e come si cercano.</p>
<p>Questo libro traccia una linea invisibile tra consumatori e produttori, rivalutando il legame con la terra ed il diritto dell’uomo di conoscere e decidere i cibi dei quali intende nutrirsi e le sostanze che desidera adoperare.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Che cos'è la Globalizzazione]]></title>
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    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__che-cos-a-la-globalizzazione.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/che-cosa-e-globalizzazione.jpg" alt="" /> <p>Nel lessico di fine millennio si
è fatta strada una parola nuova, una parola che negli usi e abusi quotidiani
rischia di risuonare senza un preciso significato: globalizzazione. Ma che
cos'è effettivamente la globalizzazione? Come se ne coglie la reale
complessità? E come ci si misura con le sue sfide?</p>
<p align="justify">Ulrich
Beck, uno dei più
originali e acuti interpreti della società contemporanea, cerca in
questo libro
di individuare delle risposte e di indicare nuovi terreni di
riflessione.
Muovendo da un'ampia rassegna critica delle principali teorie della
globalizzazione, da quella dell'economia mondo di Wallerstein alla tesi
della
mcdonaldizzazione di Ritzer, Beck evidenzia gli errori di un globalismo
semplificato e di una "metafisica" del mercato mondiale. Ma rivendica
anche la necessità di una "politica della globalizzazione" capace di
rispondere ad emergenze sociali, culturali e ambientali non più
governabili a
livello nazionale.</p>
<p></p>
<p align="justify">I rischi che minacciano la
società mondiale, sottolinea Beck, possono oggi mobilitare nuove energie
sociali e politiche, promuovendo nel lungo periodo uno sviluppo razionale della
condizione umana e favorendo la nascita di una "seconda modernità".</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[153 Ragioni per Essere Ottimisti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/1/153-ragioni-per-essere-ottimisti_31335.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong>Lo spettro del terrorismo ti angoscia? La questione della sicurezza non ti fa dormire? </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il buco nell’ozono ti risucchia? Fermati un attimo. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qui ci sono 153 ragioni per essere ottimisti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Crisi finanziarie, riscaldamento globale, razzismo, criminalità e terrorismo. Guerre</strong>. Come si può essere ottimisti oggi? Eppure ci sono almeno centocinquantatré buone ragioni per esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>John Brockman</strong>, l’editore dell’influente forum scientifico The Edge, ha chiesto a illustri fisici e biologi, scrittori, filosofi e artisti di rispondere a una domanda semplice e immediata: «Su cosa sei ottimista e perché?». Soffermandosi sui temi più svariati – l’educazione, la medicina, la psicologia, l’astronomia e persino la fine del mondo – 153 ragioni per essere ottimisti è un caleidoscopio di riflessioni sulla natura umana e sulla sua capacità di cambiare e migliorarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Brian Greene, Jared Diamond, Richard Dawkins, Gino Segrè, Lisa Randall e tanti altri rispondono alla provocatoria domanda di Brockman e illustrano la loro visione ottimistica del mondo. Idee illuminanti scuotono il nichilismo che soffoca i nostri giorni e offrono nuove prospettive alla percezione del futuro dell’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Next]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__next.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__next.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/next-feltrinelli.jpg" alt="" /> <p>Un piccolo libro. Un grande tema. Esiste davvero la globalizzazione? O,
in altri termini, esiste davvero un nemico radicale chiamato
globalizzazione? Alessandro Baricco prende le mosse da un assunto molto
preciso: non dare nulla per scontato.</p>
<p>Ecco perché, posto il
primo quesito, lo scrittore procede attraverso una serie di ulteriori
quesiti e di esemplificazioni alla ricerca di una nitida percezione del
fenomeno che abbiamo imparato a chiamare globalizzazione. Prima
conclusione: quel che sta accadendo ha certamente un fondamento reale,
ma quanta parte del pianeta coinvolge? Ciò che viene avvertito come
globale non è piuttosto una direzione, un correre indistinto seguendo
le "indicazioni"? Sì, però, come la ferrovie nel West hanno cambiato il
mondo, anche ciò che ora punta verso il futuro cambierà il mondo. E
allora i no-global? Da che parte vanno? Resistono a un processo sentito
come irrimediabilmente "cattivo", sapendo contemporaneamente che in
esso sono veicolati degli elementi positivi.</p>
<p>Ma in realtà, dice
Baricco, "la globalizzazione buona è fatta con gli stessi mattoni della
globalizzazione cattiva". E allora? La risposta è molto articolata, ma
sostanzialmente fa perno intorno alla capacità di immaginare e anche di
sognare. "Così come ce la stanno vendendo la globalizzazione non è un
sogno sbagliato: è un sogno piccolo. Arrestato. Bloccato.
Ostaggio dell’immaginario di manager e banchieri. Sognare quel sogno al
posto loro: questo, e nulla meno di questo, sarebbe il nostro compito".</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Quattrini]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quattrini.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quattrini.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/q/quattrini-romanzo-microcredito.jpg" alt="" /> <p>Il 2006 ha segnato una svolta per il microcredito: Muhammad Yunus, il
suo ideatore, «il banchiere dei poveri», è stato insignito del premio
Nobel per la Pace, in virtù del fondamentale ruolo giocato
nell’emancipazione economica delle popolazioni dei Paesi in via di
sviluppo.</p>
<p>Sul modello della Grameen Bank, da lui fondata nel 1976,
negli anni sono nate più di millecinquecento organizzazioni che erogano
prestiti a centocinquanta milioni di persone in condizioni di indigenza
ed emarginazione sociale. A chi è dovuto il successo di questo
strumento finanziario innovativo ed eticamente sostenibile? Chi sono i
protagonisti di questa rivoluzione nella lotta alla povertà globale?
Andrea Berrini ci racconta le aspirazioni, le vicissitudini, i
successi, le sconfitte di alcuni di loro.</p>
<p>Persone di una normalità
straordinaria, dotate di una intraprendenza e una determinazione
sorprendenti, accomunate dalla volontà di investire in cooperative e
piccole aziende agricole anziché di accontentarsi di una beneficenza
ricattatoria e incapace di portare sviluppo. Da questo insolito viaggio
ai quattro angoli del pianeta (dalla foresta amazzonica alla
cordigliera andina, dalle township
africane alle isole della Polinesia) è nato un saggio appassionato che,
evitando di fornire soluzioni semplicistiche, mette in luce le
opportunità concrete offerte dalla microfinanza per ridurre le distanze
tra Nord e Sud del mondo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Quale Cotone per il Terzo Millennio]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quale-cotone-per-il-terzo-millennio.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/q/quale-cotone-terzo-millennio.jpg" alt="" /> <p><strong>Il cotone e le sue origini, la sua importanza,</strong> l’impatto economico e
sociale, le procedure e le fasi di trasformazione da materia prima in
uno dei prodotti industriali tra i più diffusi al mondo. Un lavoro
necessario per comprendere come sia mutato l’intreccio tra cooperazione
internazionale, educazione, formazione e informazione sul territorio.
<br /><br />Un quadro attuale del contesto mondiale e in particolare delle
relazioni tra Nord e Sud del pianeta, diviso da drammatiche situazioni
di miseria, malattie, emarginazione e fame, violenza e sfruttamento.
<br /><br />Come tradurre cooperazione internazionale in azione sul territorio
attraverso la promozione del consumo di cotone biologico?<br /><br /> <strong>Questo libro
rappresenta un tassello di una più ampia strategia che cerca di
affrontare la funzione della cooperazione internazionale davanti a
sfide avanzate e non consuete e sul terreno non solo del supporto in
loco, ma anche della formazione e dell’informazione, a partire dal
contesto italiano.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Tre Imperi]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-tre-imperi.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-tre-imperi.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/tre-imperi-khanna.jpg" alt="" /> <p>Nessuna teoria è riuscita a spiegare finora le complesse dinamiche che
stanno regolando la politica internazionale in questo inizio di XXI
secolo. Ma Parag Khanna - giovane esperto di geopolitica, incluso dalla
rivista americana "Esquire" tra le settantacinque persone più influenti
dellaTerra - avanza un'ipotesi originale per spiegare i nuovi equilibri
globali.</p>
<p>Finita ormai la fase di massima espansione dell'impero
americano, Cina, USA e Unione Europea sono da tempo impegnati in una
lotta senza quartiere per imporre il proprio modello di sviluppo e il
proprio stile di vita nel cosiddetto "Secondo Mondo": regioni
strategiche nell'Europa dell'Est, in Asia centrale. America Latina,
Medio ed Estremo Oriente.</p>
<p>È proprio in questi Stati, perennemente in
bilico fra il tentativo di emergere e la paura di sprofondare
nuovamente in una realtà da Terzo Mondo, che si consuma la sfida tra le
tre superpotenze. Controllare le risorse energetiche e naturali e i
governi locali di tali nazioni, infatti, si rivelerà sempre più
decisivo nel corso dei prossimi anni.</p>
<p>Un obiettivo ben chiaro
soprattutto agli Stati Uniti, che corrono il rischio non solo di
perdere la propria supremazia a livello globale, ma di diventare, nel
giro di qualche decennio, essi stessi un paese del Secondo Mondo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guida al Consumo Critico]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida_al_consumo_critico.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida_al_consumo_critico.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guida-consumo-critico-new.jpg" alt="" /> <p>Cosa c'è di più semplice e addirittura banale che andare al mercato? Lo si fa per necessità o addirittura per piacere quasi ogni giorno, non solo per rifornirsi del necessario ma anche per stare al passo con i tempi, per vedere le tendenze della moda.</p>
<p>Dal 1985 il Centro Nuovo Modello di Sviluppo lavora per mostrare che in realtà vendere e comprare non sono atti banali e innocui quanto può sembrare. Hanno un fortissimo impatto, non solo economico. Dietro a questo semplice gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria, di natura sociale, politica ed ambientale.</p>
<p>Chi sono i gruppi italiani ed esteri che forniscono le nostre botteghe? Cosa fanno? Chi rappresentano? Quali le loro priorità? Hanno responsabilità nei confronti dell'ambiente? Quali rapporti hanno con i paesi poveri? Con il mondo delle armi? Con i paradisi fiscali? Quale il grado di trasparenza delle informazioni che diffondono? Quale l'affidabilità?</p>
<p>La nuova Guida al consumo crìtico cataloga, incrocia informazioni e offre dati aggiornati per conoscere i movimenti di centinaia di strutture produttive con le quali abbiamo rapporti frequenti. Lo scopo non è la denuncia ma dare al consumatore le informazioni necessarie perché possa fare scelte coscienti e responsabili, evitando di essere ingannato o di diventare un puro ingranaggio di un sistema senza scrupoli che in nome del guadagno distrugge la vita, penalizza i poveri e mette a rischio il pianeta.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Capitalismo di Rapina]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__capitalismo_di_rapina_30102008151358.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__capitalismo_di_rapina_30102008151358.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/capitalismo-rapina-1.jpg" alt="" /> <p><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: x-small;">Le manovre intorno a <strong>Telecom Italia</strong>, il crack della<br /><strong>Parmalat di Tanzi</strong>, la resistibile ascesa dei <strong>furbetti Fiorani, Ricucci e Coppola</strong> e non solo: il libro racconta la storia sotterranea del capitalismo di rapina.<br /><br />I percorsi occulti del denaro, un sottobosco mai illuminato dagli articoli dei giornali, che troppo spesso non vanno oltre i semplici verbali d’interrogatorio o le intercettazioni telefoniche. <strong>Gli autori seguono le tracce dei soldi</strong>, entità resa ormai sempre più astratta, tra conti bancari e giochi di sponda in Borsa, fino ad alzare il velo sulle complicità ad altissimo livello nelle grandi banche, nelle istituzioni, nel mondo politico, nelle autorità di controllo.<br /><br />Un’affollatissima galleria di personaggi accomunati da due caratteristiche: <strong>il disprezzo assoluto delle regole e un’avidità senza fine</strong>. Personaggi illustri come Fazio, Fiorani, Ricucci, Coppola, Gnutti, tutti finiti sotto i riflettori dei media per effetto delle inchieste giudiziarie, alle cui spalle vive e lavora una folla di anonimi banchieri, avvocati, fiduciari. Sono loro i gran sacerdoti del capitalismo di rapina. Si muovono dietro le quinte dei mercati. Se ne infischiano della trasparenza. Anzi, questi eroi negativi, quasi sempre sconosciuti al grande pubblico dei cittadini-investitori, vivono e lavorano al solo scopo di custodire i segreti incoffessabili dell’alta finanza.<br /><br />Lugano, Montecarlo, i paradisi offshore dei Caraibi: il racconto, sulla base di <strong>documentazione inedita</strong>, in parte frutto delle indagini della magistratura, approda fino ai templi della finanza internazionale, nelle stanze dove fiduciari e banchieri manovrano l'enorme bottino accumulato dai protagonisti della finanza più spregiudicata. Affari sporchi e affari puliti appaiono quindi intrecciati in un’unica rete. Capitalisti rispettabili e capitalisti di ventura collaborano insieme per uno stesso scopo: truffare il mercato e ingannare il pubblico dei risparmiatori, come hanno drammaticamente dimostrato le vicende di questi ultimi anni.<br /><br />Insomma, <strong>il mercato è libero, ma si gioca con le carte truccate</strong>. Alla fine vincono sempre gli stessi. Questo libro vuole raccontare chi sono. E perché sono diventati tanto potenti.<br /><br />Un libro dalla parte dei cittadini e dei risparmiatori che farà discutere.</span></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lontano ma Vicino]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__lontano-ma-vicino.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lontano-ma-vicino.jpg" alt="" /> <p>Cioccolata, banane, caffè...<br />Ci siamo mai chiesti da dove vengono?</p>
<p>Dietro i prodotti che consumiamo ogni giorno c'è una storia lunghissima. Una storia fatta di uomini, di lavoro, di viaggi, di culture diverse. È il momento di scoprirla insieme: perché anche le cose lontane, a volte, ci riguardano molto da vicino.</p>
<p>Età di lettura: 8-14 anni</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Gioco Vecchio Come il Mondo]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__un_gioco_vecchio_come_il_mondo.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/gioco-vecchio.jpg" alt="" /> <strong>Introduzione di John Perkins autore di</strong><em><strong>                        &quot;Confessioni di un sicario dell&#39;economia&quot;                        </strong></em>                                      <p align="justify">In inglese sono gli Economic Hit Man, in italiano i Sicari dell&rsquo;Economia, secondo la definizione coniata da John Perkins. Si tratta di consulenti lautamente retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo in un processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle grandi corporation internazionali.<br /><br /> Nella pratica, i sicari vengono inviati nei paesi del Terzo Mondo per convincere il governante di turno a servirsi di prestiti e fondi di istituzioni come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale. Fondi che vengono garantiti grazie a straordinarie (quanto false) previsioni di crescita economica stilate dagli stessi sicari. <br /><br /> I fondi verranno poi utilizzati per pagare servizi e infrastrutture per la maggior parte commissionati (e questo fa parte del contratto) a imprese americane. Il governo di quel paese non sa o non si cura dell&rsquo;impossibilit&agrave; di ripagare, quindi diventer&agrave; un eterno debitore degli Usa. In parole povere, una colonia dell&#39;Impero.<br /><br /> I metodi con cui operano sono tra i pi&ugrave; diversi e comprendono il falso in bilancio, il riciclaggio di denaro sporco, il pagamento di tangenti, le estorsioni. Qualora la &ldquo;strategia economica&rdquo; non risultasse sufficientemente persuasiva o il governante di turno si dimostrasse pi&ugrave; ostico del previsto (come accaduto con Allende o Torrijos o Roldos), ecco entrare in scena un altro tipo di sicari: gli sciacalli della CIA.</p> <p align="justify">Nel suo bestseller Perkins rivelava solo la punta dell&rsquo;iceberg del mondo degli &ldquo;agenti oscuri&rdquo; dell&rsquo;economia. Rispetto alla sua testimonianza diretta, la rete di corruzione &egrave; assai pi&ugrave; profonda, fosca e ramificata. Si tratta di un network spietato che viene riassunto nella sua tragica interezza in <em><strong>Un gioco vecchio come il mondo</strong></em> dove ogni capitolo fornisce esempi concreti dell&rsquo;azione dei sicari dell&rsquo;economia: funzionari di banche offshore che nascondono centinaia di milioni di dollari di denaro rubato, consiglieri del FMI che operano per distruggere i programmi scolastici e sanitari in Ghana, mercenari che difendono le compagnie petrolifere europee in Nigeria, consulenti americani che riscrivono la legge irachena sulle esportazioni petrolifere, manager che finanziano i signori della guerra congolesi affinch&eacute; assicurino loro la gestione del coltan necessario per i nostri computer, cellulari e playstation...</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Economia è Semplice]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l_economia-semplice.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/economia-semplice.jpg" alt="" /> Oggi l&#39;economia tende a dominare su tutto: sulla societ&agrave;, sulla cultura, sulla stessa politica. Imparare a conoscerla vuol dire allargare la partecipazione alle scelte economiche, facendo crescere la giustizia.<br /><br />L&#39;economia &egrave; semplice: basta spiegarla con parole non tecniche e diventa comprensibile a chiunque.<br /><br />Massimiliano Lepratti scompone l&#39;economia nelle sue parti elementari e di ciascuna presenta il funzionamento, il collegamento con gli altri aspetti della vita, la dimensione globale che coinvolge i paesi del Sud e le fasce povere della popolazione mondiale. <br /><br />&Egrave; la conoscenza dell&rsquo;economia internazionale a farci comprendere pi&ugrave; a fondo la realt&agrave; di oggi e a motivare al cambiamento degli stili di vita e delle scelte di consumo.<br /><br />Il testo &egrave; accompagnato da disegni di Christiano Lepratti.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Sementi e Diritti]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sementi-diritti.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sementi-diritti.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sementi-diritti.jpg" alt="" /> <p>Ogni linguaggio ha la sua grammatica e il libro considera l'agricoltura industriale e quella tradizionale come due modi diversi di esprimersi e occuparsi di produzione, natura, mercato, ricerca. L'agricoltura industriale utilizza prevalentemente i modi singolari, risultato di una impostazione riduzionista che tenta di forzare il mondo in poche regole e pochi standard.</p>
<p>L'agricoltura tradizionale invece, predilige i modi plurali e la multifunzionalità, la diversificazione.</p>
<p>Il principale spartiacque tra i due linguaggi è il modo in cui si rapportano alle sementi, elemento indispensabile per entrambi, ma oggi regolato secondo la visione industriale, che mal si adatta alle esigenze dell'agricoltura tradizionale. Si rendono necessarie nuove soluzioni giuridiche, che mettano in discussione innanzitutto lo strumento del brevetto sul vivente e della proprietà intellettuale su scoperte e invenzioni.</p>
<p>Prendendo a modello la rivoluzione avvenuta in ambito informatico con l'avvento del software open source e in ambito creativo con le nuove tecnologie che hanno consentito la condivisione delle creazioni in modalità wiki, gli autori suggeriscono di ripensare l'impianto giuridico relativo alle sementi sulla base di queste acquisizioni culturali.<span class="testo_normale"> </span></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Supercapitalismo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/supercapitalismo.jpg" alt="" /> <p>A partire dagli anni Novanta l&#39;economia mondiale ha avuto un nuovo comandamento: globalizzare. Produrre in ogni angolo della terra al minor costo possibile e utilizzare i vantaggi offerti dalla rete per estendere al massimo il proprio mercato. </p><p>Oggi, per&ograve;, anche questo modello di business si sta evolvendo in una forma ulteriore: il supercapitalismo. Ancora pi&ugrave; potente, ancora pi&ugrave; pervasivo di quanto non fosse la globalizzazione. Intanto la democrazia - dovendo tutelare ciascun cittadino - si sta indebolendo progressivamente proprio a causa delle pressioni esercitate dal nuovo sistema economico. </p><p>E il crescente dislivello fra reddito e ricchezza, la precariet&agrave; lavorativa in aumento e gli effetti ad ampio raggio del surriscaldamento del pianeta sono le naturali conseguenze di questo processo. &quot;La scomoda verit&agrave;&quot;, sostiene l&#39;autore, &quot;&egrave; che la maggior parte di noi ha due menti. Come consumatori e investitori puntiamo a fare grandi affari.</p><p>Come cittadini disapproviamo le molte conseguenze sociali che ne derivano&quot;. Reich, economista di stampo liberal e segretario del lavoro durante la presidenza Clinton, propone in alternativa un capitalismo forte ed energico, che per&ograve; non interferisca con l&#39;esercizio dei diritti primari.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Globalizzazione e la Fine del Sociale]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/globalizzazione-fine-social.jpg" alt="" /> <p>C&rsquo;&egrave; stato un tempo, nei primi secoli della nostra modernit&agrave;, in cui ragionavamo in termini politici: pensavamo e descrivevamo il mondo in base alle categorie di ordine e disordine, potere e Stato, Repubblica e popolo. Dopo la rivoluzione industriale abbiamo sostituito le categorie politiche con quelle sociali ed economiche di classe e ricchezza, borghesia e proletariato, sindacati e scioperi, disuguaglianza e ridistribuzione. Ma oggi? </p><p>Decenni di globalizzazione hanno imposto criteri di valutazione quasi esclusivamente economici, che hanno portato al trionfo di un individualismo disgregatore. I sintomi si leggono ovunque: nella guerra, che ha perso il suo significato politico o sociale, nelle ondate di irrazionalismo, nella crisi degli individui, pieni di problemi e impossibilitati ad affidarsi, per risolverli, alle istituzioni civili e giuridiche tradizionali. Aleggia la sensazione che il vecchio mondo sia andato in frantumi e che niente possa sostituirlo.<br /><br />Per sfuggire all&rsquo;immagine di un mondo come prigione e alla sensazione angosciante della totale perdita di significato, si avverte il bisogno di nuove categorie, categorie non pi&ugrave; sociali ma culturali, perch&eacute; &egrave; in questi termini che i cittadini di oggi costruiscono le proprie identit&agrave;: sulle particolarit&agrave; sessuali, etniche, religiose, laiche o ecologiste. Ci poniamo domande che un tempo sembravano incongrue: sono felice? Faccio davvero ci&ograve; che mi piace? Sono certo di sapere se in questo momento si stanno verificando eventi intollerabili o se viene perpetrata un&rsquo;ingiustizia?<br /><br />Alain Touraine analizza il processo di disgregazione che ha spezzato i cardini su cui poggiavano le nostre identit&agrave; e le nostre lotte e si immerge nelle tematiche e nelle domande quotidiane dell&rsquo;esistenza contemporanea. Fino a disegnare un nuovo paradigma, fondato sul soggetto e sui &laquo;diritti culturali&raquo;, dove le donne e le minoranze schiacciate possano finalmente ricoprire il ruolo sociale che spetta loro. </p><p>In queste pagine, ci viene fornito uno strumento utile per la costruzione di argini e difese, per l&rsquo;elaborazione di un pensiero critico pertinente e soprattutto per la nascita di nuovi movimenti di liberazione nel mondo globalizzato dove, che lo vogliamo o no, ci troviamo a vivere.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[La Fine della Preistoria]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fine-preistoria.jpg" alt="" /> <strong><font color="#000000">                       PREFAZIONE DI EVO MORALES, PRESIDENTE DELLA BOLIVIA</font></strong>                     <p align="left"><strong> </strong></p>                                                                                                                               <p align="justify"><em>&ldquo;Che lo sappiamo o no, il nostro destino dipende dal destino del sistema di cui facciamo parte e non il contrario. &Egrave; come se fossimo a bordo di un treno diretto verso un precipizio; non &egrave; spostando i sedili all&rsquo;interno dei vagoni che eviteremo l&rsquo;incidente. Per questo dobbiamo arrestare il convoglio o cambiare la sua direzione di marcia&rdquo;.</em><br />                       <br /> In questo libro, Tom&aacute;s Hirsch esamina un pianeta la cui situazione non consente pi&ugrave; di pensare in termini isolazionisti o campanilisti. &Egrave; una situazione caotica, pericolosa e profondamente iniqua che sta conducendo l&rsquo;umanit&agrave; verso guerre, crisi energetiche e impoverimento generalizzato. L&rsquo;autore definisce la situazione mondiale come la crisi terminale legata alla fine dell&rsquo;attuale civilt&agrave; materialista, mette in guardia sulla minaccia costituita dal suo crollo ed elabora proposte per evitare un collasso che potrebbe assumere caratteristiche traumatiche, soprattutto per i gruppi sociali pi&ugrave; svantaggiati. <br />                       <br /> La sfida dei popoli &egrave; prendere atto della direzione presa dalla globalizzazione e dal modello neoliberista, riprendersi il potere che troppo a lungo &egrave; stato delegato a &ldquo;capi&rdquo; e &ldquo;leader&rdquo; che non rappresentavano la base, operando un cambiamento a partire dal basso, dalle comunit&agrave; locali.<br />                       <br /> Sin dall&rsquo;inizio del saggio Hirsh indaga sulle radici della violenza che permea tutto il sistema sociale. &ldquo;La violenza fisica, razziale, religiosa, psicologica, sessuale e soprattutto economica, derivata dall&rsquo;ingiustizia sociale e dalla disuguaglianza di diritti e opportunit&agrave;, &egrave; arrivata fino al presente come un sinistro lascito. &Egrave; possibile sradicare una volta per tutte la maledizione della violenza dalle societ&agrave; umane?&rdquo;. S&igrave;, &egrave; possibile, nonostante finora i movimenti politici e le minoranze arroccate al potere si siano mossi per sfruttare tale violenza anzich&eacute; debellarla. Con un occhio di riguardo alla situazione latinoamericana, Hirsch denuncia situazioni di dittatura politica ma soprattutto economica, all&rsquo;interno delle quali i popoli vengono ridotti in uno stato di schiavit&ugrave;. Da qui &ndash; dal basso, dal micro, dall&rsquo;individuo - deve nascere e svilupparsi il cambiamento, la rinascita che porr&agrave; al centro l&rsquo;uomo, i suoi diritti e le sue esigenze primarie e getter&agrave; le basi di un nuovo rapporto tra capitale e lavoro, rivalutando l&rsquo;importanza e la dignit&agrave; produttiva dei lavoratori.<br />                       <br /> L&rsquo;inversione di rotta non potr&agrave; venire dalle destre, ma nemmeno dalle sinistre totalitarie. Quando &ldquo;Mao lanci&ograve; la rivoluzione culturale, disse: &lsquo;Che mille fiori fioriscano&rsquo;. Lo slogan suonava bene, per&ograve; poi si affrettarono a precisare che tutti i fiori dovevano essere uguali&rdquo;. Questo appiattimento annulla l&rsquo;umanit&agrave;, che non &egrave; fatta di assoluti, ma di sfumature e diversit&agrave;. Il riscatto dei popoli non &egrave; utopico poich&eacute; la rivolta alla subordinazione &egrave; profondamente insita nell&rsquo;essere umano. L&rsquo;uomo anela alla libert&agrave; e ad imprigionarlo ora non sono soltanto i limiti naturali, verso i quali da sempre si ribella, ma anche i giganteschi ingranaggi bellici e di potere. <br />                       <br /> Sta apparendo all&rsquo;orizzonte un&rsquo;ondata nuova, destinata a riscrivere la storia; appaiono le prime avvisaglie di un cambiamento epocale nel segno della nonviolenza, che unit&agrave; elementi sociali e spirituali e segner&agrave; la fine della preistoria violenta.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Dalla Parte Sbagliata del Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/parte-sbagliata.jpg" alt="" /> <p>&quot;Francuccio&quot; Gesualdi, iniziatore del &quot;consumo critico&quot; italiano, ripercorre qui le tappe del suo impegno, dalla scuola di don Lorenzo Milani fino all&#39;espatrio in Bangladesh e al ritorno in Italia, &quot;dalla parte sbagliata del mondo&quot;. </p><p>In questa lunga intervista ricostruisce la nascita del &quot;Centro nuovo modello di sviluppo&quot; e i retroscena delle campagne di pressione condotte in questi anni su Del Monte, Nike, Chiquita. </p><p>Gesualdi analizza anche le premesse teoriche, i progetti e le sperimentazioni che potrebbero condurre a un&#39;economia della sobriet&agrave;, in cui gli interessi pubblici prevalgono su quelli privati. </p><p>Non una biografia, ma il contributo di un militante che continua a battersi per la giustizia sociale.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Il Coraggio di Amare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/coraggio-amare.jpg" alt="" /> Il libro &egrave; la raccolta di esperienze, riflessioni e considerazioni maturate nel corso di 10 anni di vita in Africa Occidentale. <br /><br />Gianni Martinetto ci parla dell&rsquo;Africa, delle sue condizioni, della sua gente, dei loro costumi, delle malattie, dei paesaggi e lo fa senza nessuna pretesa di catechizzare il lettore n&eacute; di approfondire le cause socio economiche e politiche di tali situazioni. L&rsquo;autore affianca a questa testimonianza racconti di vita personale ed episodi di vita quotidiana. <br /><br />&Egrave; un prezioso strumento di conoscenza degli abitanti dei paesi dell&rsquo;Africa Occidentale, quali Benin, Togo e Costa d&rsquo;Avorio, ma &egrave; anche un valido sussidio per apprezzare la ricchezza umana e spirituale di quanti ormai vivono come immigrati accanto a noi.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Economia Canaglia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/economia-canaglia.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><em>“Loretta Napoleoni offre un visione incisiva ed originale dei problemi politici del presente e del futuro. I suoi libri contengono una rassegna completa delle organizzazioni politiche ed economiche che mirano a cambiare l’ordine politico del Medio Oriente, del mondo musulmano e degli Stati Uniti.”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noam Chomsky</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />Economia canaglia</strong> ci offre un viaggio sconvolgente nel nuovo ordine mondiale, governato da forze economiche oscure che, attraverso incredibili capitali e vaste influenze politiche, stanno cambiando la nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le connessioni generate da questo fenomeno, nel mercato globale, sono paradossali: le carte di credito triplicano l'indebitamento dei consumatori; grazie all'entrata in vigore dell'Euro, il Patriot Act americano, che dovrebbe ridurre il riciclaggio del denaro sporco, in realtà lo facilita; il gioco d'azzardo, illegale in molti stati, trova una fantastica zona franca in internet; i farmaci falsi uccidono mezzo milione di persone all'anno nell'indifferenza generale. <br /><br />Perfino la democrazia, che siamo abituati a considerare come valore assoluto, si è trasformata in un moltiplicatore di schiavitù: dal mercato del sesso europeo ai lavoratori delle piantagioni africane, dall'industria della pirateria in Cina alla pesca di frodo nel Baltico, gli schiavi hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'economia mondiale.<br /><br /> <strong>L'economia canaglia è un fenomeno ricorrente nella storia e scatena le sue forze occulte ogni volta che grandi sconvolgimenti indeboliscono i vincoli posti dalla politica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È successo con la Grande depressione del '29, con la Rivoluzione industriale, e oggi, con la fine del comunismo e l'ascesa della globalizzazione, il rischio è quello di spazzare via secoli di conquiste sociali e di trasformare il ceto medio occidentale nel proletariato mondiale.<br /><br /> Lo stato-mercato non ha né gli strumenti né la volontà per arginare questo processo, solo il consumatore possiede la forza necessaria. Ma per usarla deve essere consapevole del pericolo che corre. Come nel celebre film Matrix, viviamo oggi in un mondo virtuale creato dai media: intrappolati in una fitta ragnatela di illusioni economiche e politiche, i cittadini alimentano il meccanismo subdolo che li danneggia.<br /><br /> Attraverso storie vere, prove, analisi e testimonianze dirette, Loretta Napoleoni si infiltra nelle maglie di questo sistema perverso e segue la pista del denaro fino agli angoli più remoti del pianeta. <br /><br />Dai «<em>ruggenti anni novanta»</em> all'attacco alle Torri Gemelle, dalla costruzione dell'impero economico cinese all'ascesa della finanza islamica fino al disastro dei mutui americani,  offre al lettore una chiave originale per capire i mutamenti sotterranei del mondo contemporaneo.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Oltre la Globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/oltre-globalizzazione.jpg" alt="" /> <p>Partendo da una visione solidaristica del concetto di societ&agrave; e del rapporto fra i suoi componenti, questo agile saggio ripercorre la breve ma travagliata storia del capitalismo, cercando di dimostrare le contraddizioni insite nel concetto classico di &ldquo;laissez-faire&rdquo; e le mistificazioni che su di esso sono state edificate dal potere economico e dall&rsquo;ingegneria finanziara, sua ultima manifestazione. </p><p>Propone poi un approccio alternativo al problema sociale evidenziandone gli aspetti decisivi che i vari governi hanno volutamente ignorato, mistificandone i contenuti ad uso e consumo delle masse.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[8 Obiettivi 0 Povertà]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/8/8-obiettivi-0-poverta.jpg" alt="" /> <p>Gli obiettivi di sviluppo del Millennio rappresentano un evento di portata storica, soprattutto per l&#39;alto grado di consenso politico raggiunto.</p><p>Gli obiettivi di sviluppo del Millennio costituiscono un riferimento fondamentale dell&#39;Educazione allo sviluppo.</p><p>I temi che trattano sono da sempre tra quelli che lo onge gli operatori EaS affrontano nella loro azione quotidiana.</p><p>Oggi &egrave; indispensabile lavorare, dal punto di vista culturale, sugli Obiettivi del Millennio per farli entrare nel patrimonio della scuola italiana, sempre pi&ugrave; orientata all&#39;educazione alla cittadinanza planetaria.&nbsp;</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vacche sacre e mucche pazze]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vacche-sacre-mucche-pazze.jpg" alt="" /> <p>Il diritto all’autoproduzione, a consumare in base alle priorità culturali e a criteri di sicurezza, é stato reso illegale dalle nuove regole del commercio globale. <br /><br />Al contrario, il diritto delle multinazionali a imporre cibi nocivi é stato generalizzato. Il diritto al cibo, alla sicurezza alimentare e alla difesa della propria cultura é considerato una limitazione al commercio estero. Un totalitarismo alimentare che può essere bloccato solo da una democratizzazione dei sistemi dei sistemi di produzione e di consumo dei beni alimentari. <br /><br />Dobbiamo riprenderci il diritto alla conservazione dei semi e della biodiversità. Il diritto di proteggere la terra e le sue diverse specie.<br /><br /> Occorre fermare il furto delle multinazionali a danno dei poveri e della natura, poiché la democrazia alimentare è al centro dell’agenda politica del nostro immediato futuro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Vangelo della Ricchezza]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vangelo-ricchezza.jpg" alt="" /> <p>Trionfano l&#39;economia e la finanza globalizzante, ma crescono le disuguaglianze tra i pochi che accumulano fortune enormi e le masse dei diseredati. E, con la crisi dello stato sociale, diventa sempre pi&ugrave; difficile garantire il rispetto della dignit&agrave; degli umili, e di conseguenza anche di quella dei ricchi e dei potenti. Come realizzare la giustizia sociale evitando le &quot;turbolenze&quot; dei pi&ugrave; poveri? </p><p>Una risposta giunge da un&#39;epoca curiosamente simile a quella contemporanea, quando alcuni grandi miliardari americani d&#39;inizio Novecento si fecero portatori di una vera e propria &quot;buona novella&quot;, simile a quella praticata oggi dalle grandi star dell&#39;economia e dello spettacolo: la filantropia. Una sorta di correttivo delle inevitabili disuguaglianze del capitalismo selvaggio e dell&#39;accumulazione di enormi capitali nelle mani di un singolo o di una multinazionale. </p><p>Un apostolo della filantropia &egrave; Andrew Carnegie, il magnate delle ferrovie americane che dopo una vita da capitano d&#39;industria inizi&ograve; all&#39;inizio del secolo scorso una intensa attivit&agrave; filantropica. Questa edizione del suo &quot;vangelo&quot; illustra i presupposti storici e filosofici della sua filantropia e soprattutto ne mette a confronto i principi ispiratori con le versioni attuali.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Capitalismo di Rapina]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/capitalismo-rapina.jpg" alt="" /> <font face="verdana,geneva" size="2">Le manovre intorno a <strong>Telecom Italia</strong>, il crack della<br /><strong>Parmalat di Tanzi</strong>, la resistibile ascesa dei <strong>furbetti Fiorani, Ricucci e Coppola</strong> e non solo: il libro racconta la storia sotterranea del capitalismo di rapina.<br /><br />I percorsi occulti del denaro, un sottobosco mai illuminato dagli articoli dei giornali, che troppo spesso non vanno oltre i semplici verbali d&rsquo;interrogatorio o le intercettazioni telefoniche. <strong>Gli autori seguono le tracce dei soldi</strong>, entit&agrave; resa ormai sempre pi&ugrave; astratta, tra conti bancari e giochi di sponda in Borsa, fino ad alzare il velo sulle complicit&agrave; ad altissimo livello nelle grandi banche, nelle istituzioni, nel mondo politico, nelle autorit&agrave; di controllo.<br /><br />Un&rsquo;affollatissima galleria di personaggi accomunati da due caratteristiche: <strong>il disprezzo assoluto delle regole e un&rsquo;avidit&agrave; senza fine</strong>. Personaggi illustri come Fazio, Fiorani, Ricucci, Coppola, Gnutti, tutti finiti sotto i riflettori dei media per effetto delle inchieste giudiziarie, alle cui spalle vive e lavora una folla di anonimi banchieri, avvocati, fiduciari. Sono loro i gran sacerdoti del capitalismo di rapina. Si muovono dietro le quinte dei mercati. Se ne infischiano della trasparenza.&nbsp;Anzi, questi eroi negativi, quasi sempre sconosciuti al grande pubblico dei cittadini-investitori, vivono e lavorano al solo scopo di custodire i segreti incoffessabili dell&rsquo;alta finanza.<br /><br />Lugano, Montecarlo, i paradisi offshore dei Caraibi: il racconto, sulla base di <strong>documentazione inedita</strong>, in parte frutto delle indagini della magistratura, approda fino ai templi della finanza internazionale, nelle stanze dove fiduciari e banchieri manovrano l&#39;enorme bottino accumulato dai protagonisti della finanza pi&ugrave; spregiudicata. Affari sporchi e affari puliti appaiono quindi intrecciati in un&rsquo;unica rete. Capitalisti rispettabili e capitalisti di ventura collaborano insieme per uno stesso scopo: truffare il mercato e ingannare il pubblico dei risparmiatori, come hanno drammaticamente dimostrato le vicende di questi ultimi anni.<br /><br />Insomma, <strong>il mercato &egrave; libero, ma si gioca con le carte truccate</strong>. Alla fine vincono sempre gli stessi. Questo libro vuole raccontare chi sono. E perch&eacute; sono diventati tanto potenti.<br /><br />Un libro dalla parte dei cittadini e dei risparmiatori che far&agrave; discutere.</font>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Blister Il Consapevole 10 + Processo alla Globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/consapevole10+processo.gif" alt="" /> ]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Caos Prossimo Venturo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/caos-prossimo-venturo.jpg" alt="" /> <p><font face="verdana,geneva" size="2">Sintesi innovativa di teoria politica ed economica, <em>Il caos prossimo venturo</em> mette in discussione molti dei preconcetti abituali sull&rsquo;impatto della globalizzazione e getta una nuova luce sulle conseguenze mondiali del processo di industrializzazione. </font></p><p><font face="verdana,geneva" size="2">Prem Shankar Jha, <strong>uno dei</strong> <strong>massimi economisti indiani</strong>, racconta l&rsquo;evoluzione del capitalismo secondo una scansione in quattro fasi, a partire dalla sua nascita nei comuni italiani fino all&rsquo;attuale dimensione planetaria, evidenziando come alla fine di ogni periodo il capitalismo distrugga i propri &ldquo;contenitori&rdquo; per estendere lo scenario della proprie attivit&agrave;, dando vita a situazioni di instabilit&agrave; e di violenza. Oggi il capitalismo globale considera limitante qualunque tipo di istituzione, dal <em>welfare state</em> agli stati nazionali, mentre le istituzioni non hanno ancora avviato un profondo processo di revisione dei propri ruoli e del proprio funzionamento. Quella che si prospetta &egrave; una lunga stagione di disordine sociale e disequilibrio economico, assieme a nuove e pericolose forme di unilateralismo e a uno scenario di guerra permanente popolato da eserciti, di soldati o terroristi, in costante attivit&agrave;.</font></p><p><font face="verdana,geneva" size="2">Un&rsquo;opera innovatrice e pionieristica, una storia globale del capitalismo scritta da un grande studioso indiano, una riflessione sul mondo contemporaneo che nasce nel cuore del conflitto tra progresso e caos. <br /><br />Dalla <em>Premessa</em> di Eric Hobsbawm<br />&laquo;Il valore di un libro sulla situazione attuale del pianeta non si misura nel suo essere speranzoso o disincantato, ma nell&rsquo;aiutarci a capirla, ovvero nel fornire una comprensione storica della crisipresente. Il libro straordinariamente intelligente, lucido e problematico di Prem Shankar Jha supera questa prova a pieni voti. &Egrave; una lettura fondamentale per la prima decade di questo terzo millennio.[&hellip;] Diversamente dalla gran parte delle opere sulla globalizzazione, in genere scritte in Europa o nel Nord America, la voce di Jha ci arriva dall&rsquo;India, la regione che probabilmente sar&agrave; il fulcro del mondo del xxi secolo, ma il cui spettacolare sviluppo coincide con il &ldquo;caos sistemico&rdquo; in cui l&rsquo;economia globale si trova immersa [&hellip;]. &Egrave; per questo che l&rsquo;autore &egrave; pi&uacute; acutamente consapevole dei problemi creati dall&rsquo;attuale fase della globalizzazione capitalistica, rispetto agli economisti di scuola neoliberista che esaltano le virt&uacute; del mercato, per non parlare dell&rsquo;enclave degli esperti di questioni economiche&raquo;.</font></p><p><font face="verdana,geneva" size="2">&laquo;Un saggio profondo, documentato e passionale. Dovrebbe essere letto da chiunque abbia a cuore il destino delle societ&agrave; del mondo&raquo;. <br /></font><font face="verdana,geneva" size="2"><strong>Giovanni Arrighi, Johns Hopkins University</strong></font></p><p><font face="verdana,geneva" size="2">&laquo;Prem Jha &egrave; tra i pochi esperti di globalizzazione a venire da un paese in via di sviluppo. Il suo lavoro descrive le grandi possibilit&agrave; di un mondo globale e mette in guardia dalle trappole pericolose che vi si nascondono&raquo;. <br /></font><font face="verdana,geneva" size="2"><strong>Shashi Tharoor, sottosegretario generale degli Affari pubblici delle Nazioni Unite</strong> </font></p><p><font face="verdana,geneva" size="2">&laquo;Una delle poche analisi radicalmente nuove che viene da uno studioso non occidentale, capace di sfidare molti degli assunti ideologici che i critici della globalizzazione danno per scontati&raquo;. <br /></font><font face="verdana,geneva" size="2"><strong>Business Today</strong></font></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Clima e Globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/clima-globalizzazione.jpg" alt="" /> &ldquo;<em>L&#39;influenza aviaria sar&agrave; di ritorno nel prossimo autunno. E con essa la paura che il virus H5N1 possa mutare, compiere in maniera definitiva il &lsquo;salto di specie&#39;, diventare molto aggressivo e provocare una pandemia che, nello scenario peggiore, potrebbe vedere centinaia di milioni di persone infettate e decine di milioni di morti in tutto il mondo. Sono giustificati questi scenari? Il libro di Cristiana Pulcinelli ci pu&ograve; aiutare. <br /> In primo luogo a capire perch&eacute; nel XXI secolo, dopo aver salutato gli straordinari successi della medicina scientifica e aver pi&ugrave; volte annunciato di essere in procinto di debellare per sempre le malattie infettive, ci ritroviamo a temere una pandemia di influenza che, come la &lsquo;spagnola&#39; all&#39;inizio del secolo scorso, potrebbe mietere vittime a milioni. <br /> La causa prossima di questo scenario improbabile, ma non impossibile, &egrave; da ricercarsi certamente nel virus H5N1, nella sua capacit&agrave; di contagiare gli uccelli, di mutare, di compiere &lsquo;salti di specie&#39;. Ma c&#39;&egrave; anche una causa remota, pi&ugrave; profonda, che favorisce il &lsquo;ritorno&#39; delle malattie infettive e lavora per l&#39;ipotesi della pandemia. Questa causa si chiama, semplicemente, evoluzione. <br /> Evolvono infatti i virus, i batteri e tutti gli altri agenti infettivi. Evolve l&#39;ambiente in cui noi e gli agenti infettivi viviamo. Evolve l&#39;uomo stesso, nei suoi stili di vita molto pi&ugrave; velocemente che nella sua biologia. &Egrave; questa triplice evoluzione, anzi &egrave; questa co-evoluzione, che ci ha precipitato in pochi anni in una nuova fase, la quarta, dell&#39;antico e mutevole rapporto con gli agenti infettivi.</em>&rdquo; <br />Pietro Greco]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Il Potere è Nudo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/potere-nudo.gif" alt="" /> La storia degli Yes Men comincia nel 1999, poco prima del vertice di Seattle, in occasione della cui apertura Andy e Mike mettono in rete un falso sito della Wto. Il malinteso nasce nel momento in cui alcuni imprenditori e uomini d’affari scambiano il sito degli Yes Men per quello vero e li invitano a partecipare, in veste di relatori, a conferenze e dibattiti sul mercato mondiale. Gli Yes Men non si lasciano sfuggire questa occasione per presentarsi sulla ribalta del palcoscenico dell’economia mondiale ed esporre le loro tesi contro le degenerazioni del libero mercato, nascondendosi dietro la maschera di “autorevoli studiosi”. Il paradosso di questa performance sta nella generale approvazione che i due riscuotono. Le loro tesi sono applaudite non solo dal pubblico, ma anche da politici ed esperti di finanza.<br><br>
Il libro, corredato da una efficace documentazione fotografica, racconta solo alcune delle straordinarie imprese degli Yes Men; come quella di Salisburgo, in cui hanno illustrato un sistema per vendere il voto elettorale al migliore offerente, allo scopo di affinare le “sinergie” tra capitalismo e democrazia. O quando a Plattsburg hanno proposto di riciclare le feci di chi ha mangiato hamburger McDonald’s, come soluzione per combattere la fame nel mondo. Alla riunione degli industriali tessili a Tampere, in Finlandia, di fronte a una platea internazionale di avvocati, dirigenti e ricercatori, uno degli Yes Men si è spogliato mostrando una tuta dorata munita di un particolare dispositivo, l'AVI, «Appendice di Visualizzazione Impiegatizia», somigliante a un enorme fallo che, attraverso un mini schermo, permette di controllare a distanza gli operai dei paesi del Terzo mondo inviandogli impulsi elettrici. A Sidney invece, hanno annunciato al pubblico che la WTO, riconosciuto il proprio totale fallimento nella soluzione dei problemi del pianeta, ha deciso di sciogliersi per rinascere ispirandosi alla Carta dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, tra gli applausi della platea che ha commentato la notizia con «Finalmente!».]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mondializzazione: come fanno per competere?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mondializzazione.gif" alt="" /> 500 imprese leader nel mondo nell’inchiesta condotta dal MIT: come vincere nell’economia globalizzata<br><br>
«Impressionante... Un’indagine sul campo che racconta la realtà della globalizzazione partendo dal basso. È più articolato, più sottile e più sostanzioso della maggior parte dei libri sull’argomento.»<br>
«Financial Times»<br><br>

«Una analisi persuasiva e illuminante.»<br>
«The New York Review of Books»<br><br>

L’economia globale ha messo in crisi le nostre certezze, i nostri posti di lavoro, il nostro futuro. La produzione sembra trasferirsi inevitabilmente in paesi dove il costo del lavoro è bassissimo, i nostri mercati sono invasi da merci a prezzi stracciati, le economie dei paesi sviluppati ristagnano, mentre esplodono Cina e India (e non solo). Ma qual è il vero signifi cato di queste trasformazioni? Che cosa sta davvero cambiando? Soprattutto come è possibile affrontare questa nuova realtà?<br><br>
Mondializzazione: come fanno per competere? è il frutto del lavoro di cinque anni di un team di docenti e ricercatori dell’Industrial Performance Center del MIT. L’équipe diretta da Suzanne Berger ha intervistato i manager di più di 500 imprese del mondo intero. Hanno chiesto quali fasi dei processi produttivi sono rimaste in impianti di loro proprietà e quali sono state terziarizzate, quali tecniche di distribuzione, quali strategie di marketing hanno adottato, quali sono i loro maggiori concorrenti e come hanno sviluppato (e pensano di sviluppare) le loro imprese.<br><br>

 Hanno esaminato settori dove il progresso tecnologico è rapidissimo (elettronica e software), ma anche industrie più tradizionali (automobilistico e tessile).
Lo scenario che emerge da questa inchiesta è sorprendente e assai più variegato di quanto non si possa supporre. In ogni caso molto diverso da quanto vogliono farci credere sia i fautori sia gli oppositori della globalizzazione. In estrema sintesi, non esiste un’unica regola per competere in un’economia globale: le ricette sono molto più numerose di quanto non immaginiamo – e questo libro ricchissimo di esperienze e indicazioni riesce a dare più di un suggerimento.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Fame Zero]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fame-zero.gif" alt="" /> Un’economia centrata sull’uomo, che non dimentica la sua ragion d’essere. Euclides Mance la chiama, il bem-viver, il ben-vivere di tutta la popolazione. Un’economia da prendere sempre più in considerazione ovunque, anche in Italia. <br><br>


Il Programma “Fame Zero” del governo brasiliano risponde con creatività e urgenza al problema della fame, che è il risultato, in questo e in altri paesi del Sud del mondo, di modelli insostenibili di sviluppo. “Fame Zero” consiste in un insieme di azioni concepite strategicamente nella prospettiva dell’economia solidale.<br>
<br>


È questa una realtà che crea reti nelle quali unità di produzione e consumo generano occupazione e reddito, rafforzano l’economia locale e diffondono nella società una visione solidale del mondo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Terra Anima Società - Vol. 2]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/terra-anima-societa1.jpg" alt="" /> &nbsp;Questo libro raccoglie una serie di straordinari articoli, raccolti in due volumi, della prestigiosa rivista internazionale <strong>Resurgence</strong> che celebra la pubblicazione del 200&deg; numero. <br /><br />Cos&rsquo;&egrave; <strong>Resurgence</strong>? &Egrave; una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un&rsquo;era che unir&agrave; la terra, il s&eacute; e la societ&agrave;. Resurgence ci parla della fondamentale distruttivit&agrave; della globalizzazione economica; il bisogno di &ldquo;un&rsquo;economia come se la gente contasse qualcosa&rdquo;, l&rsquo;importanza del rapporto umano, la spiritualit&agrave;, la ruralit&agrave;, la nonviolenza e il Terzo Mondo. <br /><br />Una visione in cui natura, societ&agrave;, spiritualit&agrave; sono parti integranti l&rsquo;uno dell&rsquo;altra. Nel corso della vita possiamo imparare a riconoscere i problemi del mondo e possiamo imparare ad affrontare anche i quesiti pi&ugrave; profondi della nostra esistenza, ma dovremmo anche imparare a riconoscere il legame imprescindibile tra noi e il mondo. Chiaramente dobbiamo riconoscere che c&rsquo;&egrave; un mondo dentro di noi - e cio&egrave; che il mondo ci appartiene - ed allo stesso tempo che c&rsquo;&egrave; un mondo che ci contiene &ndash; cio&egrave; apparteniamo al mondo. Non siamo ancora, forse, cielo che piange, sole che ride, battito della terra o stelle brillanti? <br /><br /><strong>Resurgence</strong> riconosce la saggezza della bellezza, il valore dell&rsquo;esempio pratico e l&rsquo;importanza dell&rsquo;interezza, una visione olistica della vita. Fra gli autori citiamo: Wendell Berry, Lester Brown, Fritjof Capra, Noam Chomsky, Herman Daly, Larry Dossey, Matthew Fox, Vaclav Havel, Paul Hawken, James Hillman, Ted Hughes, Wes Jackson, David Korten, James Lovelock, Wangari Maathai, Gita Mehta, Neil Postman, Theodore Roszak, Vandana Shiva, Sting . <br /><br /><br />&quot;Resurgence ha sempre perseguito una visione del mondo integrata e olistica. Perfino un evento cos&igrave; storicamente importante come la Rivoluzione Francese offr&igrave; soltanto un punto di vista unidimensionale: il suo motto &ldquo;Libert&eacute;, Egalit&eacute;, Fraternit&eacute;&rdquo; fu una triade sociale, dato che vennero lasciati fuori il mondo naturale e la dimensione spirituale. <br /><br />Gli Americani crearono una triade di vita, libert&agrave; e ricerca della felicit&agrave;; ma anche in quel caso mancarono le dimensioni ecologiche e spirituali. In tempi recenti, il movimento New Age ha sviluppato una triade personale, costituita da Mente, Corpo, Spirito. Ma ci&ograve; rimpiazza una visione parziale con un&rsquo;altra: si tratta di una triade personale che ignora il pi&ugrave; ampio contesto sociale e di nuovo lascia fuori il mondo naturale. <br /><br />Negli anni Resurgence ha esplorato, esaminato ed esposto una triade olistica: Suolo, Anima, Societ&agrave;. Il termine Suolo rappresenta il mondo naturale: veniamo dalla terra e ritorniamo alla terra. La Natura &egrave; la sorgente di ogni tipo di vita. Abbiamo bisogno di prenderci cura del suolo e di reintegrarlo costantemente. Mentre rispettiamo il territorio, ci occupiamo anche dell&rsquo;anima, che &egrave; il veicolo per la mente, il corpo e lo spirito. Il mondo individuale &egrave; parte integrante dell&rsquo;anima del mondo, l&rsquo;anima mundi; perci&ograve; abbiamo anche bisogno di prenderci cura della societ&agrave;. <br /><br />Per Resurgence la giustizia sociale, il consumo misurato, l&rsquo;economia sostenibile, il senso della comunit&agrave; e della diversit&agrave; delle culture sono tutti elementi fondamentali della visione olistica. Questa triade di Suolo, Anima, Societ&agrave; &egrave; una singola realt&agrave;, poich&eacute; ciascuna componente &egrave; sempre implicita nell&rsquo;altra. &quot; <br /><br /><em>Satish Kumar e June Mitchell</em>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Petrolio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/petrolio.gif" alt="" /> Un noto giornalista del Finacial Times, esperto di problemi energetici, fornisce informazioni indispensabili per dipanare la matassa del fabbisogno energetico mondiale: dove sono i giacimenti, chi produce che cosa, i flussi commerciali, le tendenze del consumo e dei costi. Si entra nel vivo dei nessi politici e sociali che ruotano intorno al problema delle fonti energetiche: le sperequazioni, i conflitti interni e la diffusa povertà che la dipendenza dalle esportazioni dell’oro nero genera nei paesi in via di sviluppo, nonché le strategie dei paesi importatori per controllare le aree a forte produzione petrolifera. La crescita dei consumi è in costante aumento. Il danno ambientale causato dai combustibili fossili è ormai una realtà assodata. <br><br>Quali le possibili conseguenze sulle generazioni future? Nuove epidemie, alluvioni catastrofiche, flussi migratori di dimensioni bibliche? E quali soluzioni per i paesi industrializzati, in cui la spinta al consumo aumenta la domanda senza soluzione di continuità, o per i paesi in via di sviluppo, intenti a far crescere le proprie economie? Le fonti di energia alternativa sono una panacea? Ripiegare sul tanto decantato idrogeno porrebbe fine alla dipendenza dalle fonti di energia non rinnovabili (petrolio, carbone, gas naturale)? Ecco un’opera che coglie con immediatezza il problema cruciale che l’umanità si trova ad affrontare.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Chi Sono i Padroni del Mondo?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/chi-sono-padroni-mondo.gif" alt="" /> <font style="font-family: times new roman,times,serif;" face="Arial" size="3">Come dimostra l’accurata indagine di Millet
e Toussaint, il debito che strangola gran parte del mondo è soprattutto
una finzione ideologica al servizio della ricchezza e del potere, priva
di alcuna legittimazione o valore morale.<br> Con competenza e
precisione, gli autori esplorano gli strati di falsità e mistificazione
che occultano l’abietta realtà, offrendoci un importante strumento di
indagine per liberare le masse sofferenti dalle catene che li
soffocano.<br>
<br>
Le 50 domande spiegano come si è formato il debito.
Chiariscono il ruolo delle forze in gioco. Svelano la rete che
intrappola i Paesi in via di sviluppo e le possibili vie per
liberarsene. Forniscono una chiara e articolata disquisizione sulle
argomentazioni morali, politiche, economiche, legali ed ecologiche su
cui poggia la causa per la cancellazione del debito dei Paesi poveri e
offrono una nutrita serie di repliche circostanziate alle obiezioni
mosse da chi vi si oppone.</font>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Impero della Vergogna]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/impero-vergogna.gif" alt="" /> «Nelle favelas del Nord del Brasile, la sera le madri hanno l’abitudine di mettere sul fuoco una pentola in cui fanno bollire dei sassi. Ai bambini che piangono per la fame dicono: “Presto la cena sarà pronta...” nella speranza che intanto si addormentino. Riusciamo a immaginare la vergogna di una madre davanti ai figli che non può nutrire?» <br><br>

«I libri che ci spiegano i problemi del mondo da una prospettiva new global sono parecchi, ma Jean Ziegler è un inviato davvero speciale. A quei problemi – la fame, le guerre, la devastazione ambientale – Ziegler dà nomi, volti, storie, luoghi precisi.» <br><br>
Diario<br><br> 

«Jean Ziegler ha deciso di dichiarare guerra a tutti i trafficanti occulti di denaro e di potere. E lo fa a modo suo, scrivendo libri, sempre documentatissimi e rigorosi, in cui la denuncia è inesorabile.» <br>
il Manifesto <br><br>

«Attenzione: nessun allarmismo in questo libro, ma cifre e descrizioni precise dei meccanismi capitalistici che, per il profitto di pochi, determinano lo sfruttamento di oltre metà del pianeta.» 
L’Humanité 

Assistiamo oggi a un movimento di rifeudalizzazione del mondo, che permette alle grandi multinazionali del Nord di sfruttare sistematicamente il resto del pianeta. Per poter imporre questo inedito regime in grado di sottomettere i popoli agli interessi delle compagnie private, i nuovi signori dell’impero della vergogna si servono di due straordinarie armi di distruzione di massa: il debito e la fame. Debito 
che obbliga gli stati alla rinuncia dell’autonomia, fame che costringe i popoli alla perdita della libertà. Le tradizionali limitazioni stabilite dal diritto internazionale nei rapporti tra stato e individuo non bastano più a opporsi al regime di violenza strutturale e permanente che oggi governa il globo. Chi sono allora questi «cosmocrati» mossi solo dalla 
massimizzazione del profitto, dall’avidità e dalla sete di un potere illimitato, liberi di privatizzare perfino l’acqua che i popoli sono poi costretti a comprare? <br><br>Cinquecento compagnie private controllano il 
cinquantadue per cento del prodotto lordo planetario; Ziegler ne mette a nudo con chiarezza, passione e rigore i metodi più subdoli: qui si brevetta il vivente, là si spezza la resistenza sindacale e si impone 
la cultura degli OGM con la forza. Questo è l’impero della vergogna. <br><br>
Ma la vergogna può e deve trasformarsi in forza di cambiamento, perché la coscienza collettiva è la vera molla delle spinte sovversive, come le rivoluzioni del XVIII secolo ci hanno insegnato. Solo così si può davvero rifondare il diritto alla ricerca della felicità e resuscitare quel Liberté, Egalité, Fraternité oggi ridotto a una vecchia filastrocca e rimosso chirurgicamente dalla storia.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Processo alla Globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/processo-globalizzazione-ne.gif" alt="" /> <p>La fede nel progresso ci possiede a tal punto da sembrarci inconcepibile non andare avanti. Siamo saliti su un bolide che sembra non aver più né marcia indietro, né freno, né conducente. Il suo motore? La mondializzazione liberale. Il suo obiettivo? La mercificazione del mondo. I suoi effetti? La crisi di mucca pazza, gli orrori degli organismi geneticamente modificati, l'instabilità economica, il surriscaldamento della terra, i terribili attentati all'ambiente. Quest'opera, di eccezionale varietà e ricchezza, riunisce alcuni tra i più grandi specialisti mondiali delle materie trattate. Studia i differenti processi della mondializzazione e il suo impatto su vari aspetti della vita: aggravamento della povertà e dell'esclusione, smantellamento delle economie locali, omogeneizzazione culturale, minacce agli ambienti naturali, alla salute, alla diversità biologica, ai processi democratici, nonché all'indipendenza dei paesi, a causa del neocolonialismo veicolato al contempo dalle multinazionali e da istituzioni come il FMI, la Banca mondiale o il WTO.<br /><br /> Un libro fondamentale che ha il valore di una presa  di coscienza; infatti è urgente, se non vogliamo rischiare la grande implosione, rimettere l'economia là dove  sarebbe sempre dovuta restare: al servizio dell'uomo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Malattia Tropicale]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/malattia-tropicale.gif" alt="" /> Addis Abeba, inizio degli anni ’90. <br>
L’epidemia, la carestia e la guerra impazzano: fame, denutrizione dei bambini, malaria, tubercolosi, morbillo, lebbra. Arriva la cooperazione italiana 
con dieci milioni di dollari da spendere. A pochi chilometri da Addis Abeba 
c’è un ospedale costruito negli anni ’50, perfettamente funzionante.<br> La cooperazione sceglie di raderlo al suolo e di costruire al suo posto una mostruosità tecnologica che gli etiopici non saranno mai in grado di gestire.<br>
In più alle prime piogge i muri si spaccano. Spesi così tutti i soldi, non ne rimangono altri per comprare i vaccini. Intorno al nuovo ospedale i bambini, quattro su dieci, muoiono prima di cinque anni.<br> Tutto è raccontato 
in questo romanzo-verità / libro-denuncia, ricco di avventure e di humour, 
dove serpeggia inaspettata una vena sotterranea di felicità.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Sopravvivere allo Sviluppo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-sopravvivere.gif" alt="" /> Sociale, umano, locale, durevole ... Lo sviluppo ha di recente rivestito abiti nuovi che soddisfano i criteri di organizzazioni internazionali quali la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale. Ma la logica economica è rimasta la stessa e il modello di sviluppo e sempre conforme all’ortodossia neoliberale. <br>
Lo sviluppismo si fonda sulla convinzione che sia possibile ottenere la prosperità materiale per tutti, cosa che sappiamo essere dannosa e insostenibile per il pianeta.<br>
Secondo Latouche, bisogna mettere in discussione i concetti di crescita, poverta, bisogni fondamentali, tenore di vita e decostruire il nostro immaginario economico, che è ciò che affligge l’occidentalizzazione e la mondializzazione.<br>
Non si tratta ovviamente di proporre un impossibile ritorno al passato, ma di pensare a forme di un’alternativa allo sviluppo: in particolare la decrescita condivisa e il localismo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Diamanti di Sangue]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/diamanti-sangue.gif" alt="" /> In questo coraggioso libro-inchiesta, il reporter americano Greg Campbell ricostruisce per la prima volta il percorso delle preziosissime gemme dall´estrazione nelle miniere della Sierra Leone fino all´arrivo nelle vetrine delle gioiellerie più esclusive di New York, Parigi o Milano. Ci svela così tutti i retroscena di un commercio che ogni anno lascia dietro di s una lunga catena di morti. Vendute sui mercati di Londra, Anversa e New York, spesso con la complicità dell´industria diamantifera internazionale, queste pietre hanno infatti finanziato una delle più violente e crudeli guerre civili della storia moderna e il network terroristico di al Qaeda, consentendo il riciclaggio di immense somme di denaro sporco. Diamanti di sangue è il racconto sconvolgente delle conseguenze di questa ennesima tragedia africana, delle politiche senza scrupoli delle multinazionali, dei legami fra il traffico internazionale di diamanti e il finanziamento di gruppi terroristici.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Nord Sud - Predatori Predati e Opportunisti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nord-sud-emi.gif" alt="" /> La storia di questo libro è cominciata nella primavera 1992 in occasione di un corso estivo per "economisti scalzi". L'idea era di preparare delle persone che, pur non avendo in tasca la laurea in economia, conoscessero bene i meccanismi che generano impoverimento e sapessero illustrarli ad altri. L'economia, non deve essere una materia da specialisti. Il sistema l'ha resa tale solo perché vuole togliere potere alla gente e perché non vede più l'economia come l'arte di organizzare il benessere collettivo, ma come un insieme di strategie per garantire guadagni ai mercanti. E' urgente restituire l'economia alla gestione popolare, non solo per un fatto di democrazia, ma anche di giustizia, perché il cambiamento può venire solo dal basso.<br><br>

Questo libro che ha formato generazioni di persone impegnate a costruire un mondo di solidarietà e di giustizia, ora viene ripresentato completamente aggiornato. L’interno è tutto a due colori.<br><br>

Possiamo definire questo libro come il manuale dei manuali sull’economia nel mondo di oggi. Strategico e vincente è il fatto che nelle due pagine a fronte la prima presenta un grafico o disegno e la seconda la spiegazione riflessione. ben documentata.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Tutto in Vendita]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/tutto-in-vendita.jpg" alt="" /> <p align="justify"> Nei luoghi e nel tempo della &ldquo;globalizzazione&rdquo;, qualcosa accomuna e assimila le foreste del Sud America e la politica mondiale, i mari tropicali e i nuovi farmaci, l&rsquo;informazione e le sementi, il petrolio e il clima, la satira e la guerra. Una gigantesca anomalia storica che non ammette eccezioni in nessun angolo, seppur recondito, del pianeta: ogni cosa ha un prezzo. E ogni cosa &egrave; in vendita, disponibile al miglior offerente. </p>                     <p align="justify">Non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; nulla di &ldquo;reale&rdquo;, l&rsquo;oggettivit&agrave; &egrave; divenuta mero frutto del business soggiacente. Le malattie possono essere pura invenzione delle industrie farmaceutiche. Le guerre si rivelano strumenti coloniali al servizio non pi&ugrave; degli Stati, ma di aziende e multinazionali. Nel mondo non ci sono mai stati tanti schiavi quanti ora. La nostra &egrave; diventata un&rsquo;epoca in cui &egrave; oggetto di vanto esportare una democrazia che ormai non esiste pi&ugrave;. &Egrave; stata venduta. Ceduta a politici bramosi di potere, a finanzieri senza scrupoli, a multinazionali avide. </p>                     <p align="justify">L&rsquo;informazione ha cessato da tempo di rivestire il ruolo di Quarto Potere a disposizione e a tutela delle masse e si &egrave; trasformata in un medium che vende una percezione distorta della realt&agrave;, celando gli interessi degli acquirenti, abbassando il prezzo per gli usurpati. La ricerca scientifica non ha pi&ugrave; la sola finalit&agrave; di occuparsi dei problemi dell&rsquo;uomo o della Terra, preservando il presente e garantendo il futuro. </p>                     <p align="justify">Ora il suo interesse principale &egrave; sviluppare idee commerciabili. Siano esse malattie assassine, nuovi ritrovati tecnologici, armi devastanti o strumenti per l&rsquo;annientamento delle risorse. Il sistema economico mondiale si &egrave; tramutato nel regno di pochissimi, un&rsquo;oligarchia ereditaria che non ammette intrusioni. Questa economia deviata &egrave; sfuggita a ogni tipo di controllo, tanto che sta distruggendo se stessa insieme al mondo di cui si nutre. Ha brevettato ogni cosa: dalle opere dell&rsquo;intelletto ai frutti della natura, dalle sementi prodotte in millenni di storia dal lavoro dei contadini agli esseri umani. Interi paesi non esistono pi&ugrave;, anche se il loro nome &egrave; presente sulle mappe. Sono &ldquo;beni&rdquo; privati di multinazionali del petrolio, del gas, del legname, persino dell&rsquo;abbigliamento. Oggetti di sfruttamento dei minerali, degli spazi e del lavoro a buon mercato. </p>                     <p align="justify">Gli esseri umani sono le cavie per medicamenti ed esperimenti chimici. Sono la forza lavoro, sono spendibili come lettori, acquistabili come consumatori. Fanno capolino, mercificati, sui cartelloni pubblicitari, sono assoldabili come killer per le guerre coloniali. Vengono ceduti insieme al terreno sul quale da sempre vivono, vengono strumentalizzati attraverso il tubo catodico. La satira un tempo era grido di sdegno che additava i comportamenti negativi, invettiva sociale e politica. Ora &egrave; poco pi&ugrave; che un sorriso compiaciuto o rassegnato sulle miserie dell&rsquo;umanit&agrave;. E basta guardarsi intorno per accorgersi che ogni cosa, qualunque cosa, &egrave; in vendita. Gli autori di questo libro denunciano situazioni a volte al limite del paradosso, ma tremendamente reali, nel tentativo di evitare che almeno la coscienza di un mondo all&rsquo;asta non venga del tutto alienata. </p>                     &ldquo;<em>La privatizzazione e la restrizione della biodiversit&agrave;, dell&rsquo;acqua, dell&rsquo;aria e il commercio di persone e organi umani sono indicatori che testimoniano la fine del nostro essere umani. Lettura essenziale per tutti coloro che credono che &lsquo;Il mondo non &egrave; in vendita&rsquo;</em>&rdquo; &ndash; <strong>Vandana                        Shiva</strong>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Commercio Iniquo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/commercio-iniquo.gif" alt="" /> Ci sono regioni che dipendono completamente da una particolare coltura (come la Costa d'Avorio dal cacao, per esempio): controllare quella coltura significa controllare un'intera nazione. <br><br>

E non è tutto bianco e nero come vorrebbe la mitologia che attribuisce ogni responsabilità ai paesi sviluppati, alle loro grandi imprese e agli enti finanziari internazionali.<br><br>

Certo, la deregolamentazione dei mercati pone problemi enormi alle economie più deboli e alle amministrazioni meno preparate, ma incompetenza, prevaricazione, corruzione dei dirigenti, assenza di coesione nazionale o regionale provocano altrettanto spesso danni irreparabili.<br><br>

Tutto questo emerge dalle pagine di Jean-Pierre Boris, come morale di un racconto che ha l'impatto di un romanzo “nero” - un romanzo per la vivacità della scrittura, ma “noir” per la durezza delle vicende che racconta (a riprova che la realtà supera spesso la fantasia) - fondato su una documentazione ricca e aggiornata.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[La Religione dei Consumi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/religione-consumi.jpg" alt="" /> <p>Lo scenario delle nostre pratiche di consumo è straordinariamente mutato negli ultimi anni. Una vera e propria rivoluzione ha popolato le nostre città e le nostre vite di enormi centri commerciali, giganteschi parchi di divertimenti, cinema multisala, impianti sportivi che all'occorrenza si trasformano in palcoscenici di megaconcerti, spettacoli non stop e altri «eventi».</p>
<p>Anche la sfera privata ne è travolta: le nostre case sono invase da pubblicità televisiva, posta-spazzatura, cataloghi, televendite e, da ultimo, il grande moloch di internet.</p>
<p>Come agisce tutto ciò sulle esistenze individuali e sulla vita sociale? Con quali conseguenze? Un’aura incantatrice, magica, semireligiosa circonda questi fenomeni, e le nostre visite ai templi del consumismo assumono ora le movenze del pellegrinaggio, ora quelle della processione, ora perfino quelle della via crucis. Nelle cattedrali del consumo si celebra forse l'ultimo culto del nostro tempo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Nuoce Gravemente ai Luoghi Comuni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nuoce-gravemente-luoghi.gif" alt="" /> “Stiamo vivendo tutti dentro un sogno. Solo in un sogno Bill Clinton potrebbe essere un progressista, Hillary Clinton una femminista e Al Gore un ambientalista. Solo in un sogno la metà degli esseri umani sul pianeta potrebbe avere il cellulare e la restante metà non aver mai fatto una telefonata. In un sogno, anziché nella realtà, ci potrebbero essere 80 milioni di possessori di armi che causano 1.500 incidenti mortali e 700.000 medici che causano 120.000 morti, ottenendo il risultato che statisticamente i dottori siano 9.000 volte più pericolosi degli uomini armati.Solo in un sogno potremmo avere MTV, la CNN, Madonna, Michael Jackson, Michael Jordan, il forno a microonde, la tv via cavo, il computer, la sperimentazione su animali, gli antibiotici, il Prozac, il Viagra, il Ritalin, e le guerre che son buone e fan bene”.<br>
Ma quando si sta dormendo non ci si rende conto dell’assurdità di quel che si sogna.<br><br>


Un libro che è uno “Svegliatevi”, nella tradizione di Zinn e Galeano, da parte di un incomparabile dissacratore.
La guerra, la fame, il mondo, le razze umane, la medicina, l’alimentazione, la politica, la scienza, la globalizzazione... articoli saggi e pensieri in un libro di paradossi, audace e irriverente.<br>
Non c’è luogo comune che possa salvarsi dal brillante sarcasmo di Michael Zezima.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Cina Spa]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cina-spa.gif" alt="" /> L’ultimo libro del giornalista e scrittore Ted C. Fishman. Un volume interamente dedicato alla Cina, il paese che sta cambiando più velocemente al mondo e che sta cambiando più velocemente il mondo. <br><br>

Sta cominciando il secolo cinese? Fishman ci dice di sì. E spiega come questa trasformazione nell'ordine economico globale sia avvenuta e come, ormai, interessi tutti. Una trasformazione che smentisce l’etnocentrismo occidentale secondo cui una serie di determinismi culturali avrebbero per sempre impedito all’ “Oriente” di accedere a una modernità concepita, a partire dalla rivoluzione industriale europea, come una peculiarità occidentale.<br><br>



Ma, se da un lato la Cina sembra destinata a diventare la superpotenza del domani, oggi rappresenta un enigma che non possiamo più ignorare. Come è successo che un paese in passato incredibilmente povero, e tuttora comunista, sia oggi il centro del capitalismo globale? Perchè la Cina si sviluppa almeno tre volte più rapidamente di quanto dichiara? Per i lavoratori del resto del mondo, cosa cambierà con l’avvento dell’era cinese? E cosa potrà accadere quando la Cina sarà in grado di produrre quasi tutto? Come sta cambiando e come cambierà la vita di ognuno di noi?<br><br>

Fishman si interroga su questi quesiti, e lo fa visitando le fabbriche, le città, i mercati, le vie, e analizzando la storia del capitalismo cinese. Il risultato è un’analisi brillante, un reportage vivace e attraente. Un libro che dimostra come la Cina forzerà tutti noi a cambiamenti ben più grandi di quanto possiamo anche solo immaginare e che modificherà per sempre il modo in cui i suoi lettori pensano il futuro.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Alternative al Capitalismo Globale]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/alternative-capitalismo-gl.gif" alt="" /> La povertà e il degrado ambientale causati dal capitalismo neo-liberista stanno aumentando in tutto il mondo. Ulrich Duchrow cerca nella Bibbia una nuova ispirazione per l'azione e le strategie politiche, con risultati affascinanti. Le strutture dell'attuale ordine economico mondiale, per quanto forti e distruttive, sono costruzioni umane: possono e devono essere cambiate, secondo i principi di una giustizia che protegga e promuova la vita di tutti gli esseri umani e l'integrità del creato. 
<br>
Duchrow analizza a fondo il mercato globale con i suoi effetti perversi; legge la storia della salvezza come sviluppo creativo di strategie di resistenza alle potenze di questo mondo, e di modelli economici alternativi che mettono al centro la vita umana ("economia per la vita"); infine, presenta un insieme di alternative economiche e finanziarie su piccola scala, mediante le quali è possibile promuovere la democratizzazione dell'economia a tutti i livelli, a favore della società e dell'ambiente.
<br>
Un libro in cui ricerca e approfondimenti sono costantemente collegati alle scelte concrete di responsabilità e nuovi stili di vita.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Alleanza Contro Babilonia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/alleanza-contro-babilonia.gif" alt="" /> Le rovine dell'antica Babilonia sono ancora lì a ricordarci che il conflitto attuale è uno dei tanti che hanno travolto l'Iraq e più in generale il Medio Oriente. E alla storia vecchia e recente si ricollega Cooley, con magistrale tocco di narratore e giornalista. per spiegare l'invasione e l'occupazione dell'Iraq. Questa guerra segna un punto di svolta nelle relazioni tra l'Occidente e il mondo arabo e altera l'equilibrio di potere in Medio Oriente. L'elemento cruciale di questa svolta è la relazione tra Israele e gli Stati Uniti. Nell'analizzare le drammatiche vicende attuali da questa prospettiva specifica, Cooley apre un'ampia prospettiva storica che per l'appunto parte dalla Babilonia biblica e arriva e si dispiega pienamente ai nostri giorni, mostrandoci come gli interessi di usa e Israele fossero dapprima contraddittori ma come si sia gradualmente creata un'alleanza tra i due. Un'alleanza contro Babilonia. Le tesi di Cooley si basano su fonti inedite oltre che sulla sua personale conoscenza di personaggi centrali delle vicende medio-orientali, come l'israeliano Ben Gurion, l'ex scià di Persia, l'egiziano Sadat, re Hussein di Giordania e lo stesso Saddam Hussein.<br>
"La guerra in Iraq è incomprensibi le senza quello che ci dice questo nuovo coraggioso libro di John Cooley", ha detto Brady Kiesling, ex diplomatico usa in varie capitali arabe, che ha dato le dimissioni per protesta contro la politica medio-orientale di Bush. <br>
"In questo libro John Cooley rompe il silenzio sul ruolo cruciale che ha avuto Israele nell'avventura imperiale in Iraq. Per dirla tutta: la coda a Tel Aviv ha spesso fatto dimenare il cane a Washington. Questo libro è essenziale e brillante. Bisogna leggerlo." John Pilger]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guerradipendenti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerradipendenti.gif" alt="" /> “Sono arrivato alla conclusione che se non passiamo da un sistema di valori basati sull’amore per il denaro e il potere a uno basato sull’amore per la compassione e la generosità, ci estingueremo in questo secolo. Abbiamo bisogno di un terremoto che apra gli occhi all’umanità. Guerradipendente è quel terremoto” - Patch Adams <br><br>
“Guerradipendente non è solo un brillante e divertente ritratto della nostra economia, vincolata all’esercito e alla guerra, ma un’analisi estremamente attuale e introvabile sui media ufficiali, qualcosa che i nostri figli dovrebbero sapere prima di scegliere se diventare foraggio della macchina bellica” - Susan Sarandon<br><br>

I padri fondatori degli Stati Uniti, dopo aver conquistato il diritto di decidere da soli il proprio destino, pensarono di poter decidere anche quello degli altri. E da quel momento, gli Usa si credono investiti di un ruolo messianico. Una missione religiosa in cui il militarismo diviene un semplice rituale.<br><br>

Guerradipendenti è un libro a fumetti molto duro, ben documentato, con iluustrazioni originali, che spiega con chiarezza e semplicità perchè gli Usa, negli ultimi anni, sono stati coinvolti in più guerre di qualunque altro paese al mondo]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Quando la Povertà Diventa Miseria]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/q/quando-poverta-diventa.gif" alt="" /> «Cos'è, in realtà, la povertà? Una costruzione dello spirito, un concetto, un vocabolo? Uno stile di vita, la manifestazione di una mancanza, una forma di sofferenza? Si contrappone alla miseria o ne è un sinonimo? Rappresenta un limite arbitrario stabilito dagli esperti per distinguere i poveri dai non poveri o, ancora, è una delle frontiere che separano i comuni mortali dai santi?»<br><br>
	 	
Sono gli interrogativi ai quali Rahnema tenta di dare una risposta, raccontando diversi casi esemplari, dagli Amerindi del Canada ai «domiciliati sui marciapiedi» di Calcutta. E lo fa in prima persona, con le riflessioni di chi ha «toccato con mano» i risultati, spesso ambigui, dei molti programmi di sviluppo per il Terzo Mondo. Non offre facili ricette, ma invita il lettore a riconsiderare gli attuali stili di vita alla ricerca del vero significato del termine «povertà», profondamente diverso dalla parola «miseria» fabbricata dalla scintillante, quanto feroce, macchina del consumismo globale.<br><br>

«La diffusione generalizzata della miseria e dell'indigenza è uno scandalo sociale ovviamente inammissibile, soprattutto all'interno di società che sarebbero perfettamente in grado di evitarla. E la viscerale ribellione che essa suscita in ciascuno di noi è del tutto giustificata. Ma non è aumentando la potenza dei processi di produzione di beni e di prodotti materiali che si potrà porre fine all'infamia, poiché questi processi sono in realtà i medesimi che producono sistematicamente la miseria. Oggi bisogna sforzarsi di comprendere le molteplici e profonde ragioni dello scandalo. Non ha senso parlare della povertà e dei poveri in generale. Le diverse forme di povertà, difficilmente paragonabili tra loro, mi hanno spinto a riconsiderare molti interrogativi cui non riuscivo a dare una risposta: sulle nozioni stesse di povertà e di ricchezza, sui significati molteplici e spesso opposti attribuiti a questi termini, sui comportamenti delle società umane di fronte alle sofferenze e alle privazioni nate dalla miseria e dall'indigenza, sulla frattura, infine, creata dall'economia moderna nella percezione delle povertà e delle ricchezze».]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Egemonia o sopravvivenza. I rischi del dominio globale americano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/egemonia-sopravvivenza.gif" alt="" /> La guerra di Bush dopo l’11 settembre 2001 è stata chiamata in più modi: lotta del Bene contro il Male, difesa della libertà, battaglia per la democrazia nel mondo, ma dietro i proclami solenni si nasconde un progetto di dominio planetario. È questa la tesi di fondo che Noam Chomsky espone in Egemonia o sopravvivenza, frutto di una riflessione decennale che in queste pagine trova una sintesi articolata. Chi come il 
grande intellettuale ha esaminato tutte le guerre americane degli ultimi quarant’anni sa che l’attuale orientamento dei neocon non è la risposta 
a un attacco inatteso, ma la prosecuzione della strategia inaugurata da Reagan e perfezionata in questi anni dai falchi della Casa Bianca capeggiati da Donald Rumsfeld e Paul Wolfowitz. I nobili principi sciorinati per giustificare l’opzione militare, divenuta sempre più normale in un quadro politico dominato dai rapporti di forza, sono in realtà la “fabbrica del consenso” della superpotenza che distrugge il mostro Saddam Hussein dopo averlo creato in funzione anti-iraniana, che trasforma il dittatore foraggiato fino al giorno prima nel Nemico Pubblico. La guerra per la democrazia è rivolta solo contro i cosiddetti rogue states – quegli stati canaglia che non accettano l’imperialismo statunitense – ignorando completamente altri paesi alleati dell’America come Arabia Saudita e Turchia, in cui pure la violazione dei diritti umani è sistematica. L’arbitraria selettività negli obiettivi da colpire toglie ogni credibilità all’esportazione 
del modello democratico e addita la politica degli Stati Uniti come principale fattore d’instabilità internazionale. Il loro progetto di egemonia 
mondiale, infatti, mette a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta e, anziché liberarlo dalla minaccia del terrorismo, mira a tenerlo in uno stato di perenne terrore, per poterlo piegare sempre più ai propri interessi. 
Lucida e appassionata allo stesso tempo, rigorosa e ben documentata, l’analisi di Chomsky solleva questioni taciute dal conformismo dei media 
e offre elementi essenziali per aprire un dibattito necessario sugli scenari dell’odierno scontro globale.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Comprare con Giustizia - Libro e DVD]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/comprare-giustizia-dvd.gif" alt="" /> IL VOLUME - ACQUISTI TRASPARENTI<br>
di Francesco Gesualdi<br><br>

Il maglione che indossiamo potrebbe essere stato confezionato dall’altra parte del mondo, e così pure il computer e i giocattoli che possediamo potrebbero essere stati costruiti da donne, uomini e bambini costretti a vivere in condizioni di schiavitù lesive della dignità umana. Se l’avessimo saputo, probabilmente non li avremmo comprati e avremmo boicottato i prodotti con quel marchio. Ma oggi questo non è possibile: non esiste una legge che obblighi le aziende a dichiarare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti e fornitori e gli effetti sull’ambiente dei processi produttivi. <br>L’Autore rilancia in questo testo il diritto di ogni cittadino e cittadina alla trasparenza sui propri acquisti, attraverso l’istituzione di un marchio di qualità del lavoro che certifichi le aziende che rispettano i diritti dei lavoratori e dell’ambiente.<br><br>
VHS - I NUOVI PADRONI DEL MONDO<br>
(di John Pilger)<br><br>Chi sono oggi i nuovi padroni del mondo? Come esercitano il loro potere? Per scoprirlo, il telereporter John Pigler ha compiuto numerosi viaggi nel “pianeta” delle multinazionali, nelle fabbriche in cui vengono cuciti i vestiti alla moda, dietro le quinte dei più famosi marchi di calzature. 

In questo reportage di grande interesse rivela le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operai dell’Indonesia, analizza le cause e denuncia le conseguenze della “delocalizzazione” della produzione in paesi che non rispettano i diritti dei lavoratori e dell’ambiente.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Maledetta Globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/maledetta-globalizzazione.gif" alt="" /> Nella caserma Raniero di Napoli dopo il Global Forum, a Genova in piazza Alimonda dopo la morte di Carlo Giuliani, nei picchetti anti-sfratto, nella Ramallah sotto il coprifuoco, nelle campagne brasiliane, nelle favelas di Porto Alegre, nella 167 di Secondigliano a Napoli, esistono sempre due strade: una in discesa una in salita.<br>
Scendere è facile, basta chiudere gli occhi, far finta di niente. In questo libro, invece, sono raccontate alcune delle "salite" che più hanno caratterizzato il percorso del Movimento dei movimenti negli ultimi anni. Sono vicende vissute in prima persona e narrate da uno dei protagonisti di tali lotte, ma potrebbero essere le stesse di chiunque si impegni nei centri sociali, nel movimento ambientalista o nell'associazionismo di base.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Quale Sviluppo Dopo l'11 Settembre?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/q/quale-sviluppo-dopo.gif" alt="" /> Nell'ora della globalizzazione, i paesi industrializzati dettano la propria politica economica a una maggioranza di paesi in «via di sviluppo». Con risultati negativi per questi ultimi. Esistono delle alternative realistiche a questa politica? Quali sono le poste in gioco per gli stati e le organizzazioni di cooperazione internazionale? Se il bilancio globale non è del tutto negativo, è grazie a paesi come India, Cina o Corea del Sud che non si sono allineati agli ordini di Washington. A partire dall’analisi di Peter Niggli, la Comunità di lavoro delle associazioni di cooperazione svizzere ha elaborato sedici obiettivi politici. Sono alternative concrete e realistiche alle scelte politiche dominanti e rappresentano una guida utile per tutte le cittadine e i cittadini che si impegnano per un mondo più giusto.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Impegni di Giustizia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/impegni-giustizia.gif" alt="" /> Il debito si è trasformato negli ultimi decenni in un'autentica forma di moderna schiavitù. I governi dei paesi indebitati si sono trovati infatti a dover fronteggiare servizi del debito onerosissimi, che hanno sottratto risorse preziose al finanziamento dello sviluppo e dei servizi più preziosi per la tutela e la promozione della vita, come la sanità e l'istruzione. 
<br><br>
A questa mancanza di giustizia si è cercato di provvedere attraverso lo studio e la denuncia, la proposta di nuove regole e l'impegno a realizzare operazioni di conversione di debito, trasformando cioè il servizio del debito in finanziamento della lotta alla povertà e ricostruendo relazioni fra persone e comunità. 

<br><br>Nel testo di questo "Rapporto sul debito 2000-2005", condotto dalla Fondazione Giustizia e Solidarietà, si trova un'analisi di quanto è avvenuto a livello internazionale e italiano sulla cancellazione del debito estero dei paesi poveri, insieme alla presentazione dei risultati del primo anno di attività del Fondo di conversione del debito realizzato in Guinea Conakry e alla descrizione della situazione del negoziato in Zambia.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Tela del Ragno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/tela-ragno.gif" alt="" /> L'educazione allo sviluppo, presentata attraverso un percorso teorico-pratico, è un insieme di principi per la scelta di metodologie operative, di finalità e di contenuti della didattica scolastica. La scuola è un ambito privilegiato in cui instaurare dinamiche partecipative di analisi e riflessione su tematiche quali il consumismo, la democrazia, il debito estero, la fame, il sistema di informazione di massa, lo sviluppo. <br><br>

Questo testo, frutto dell'esperienza sul campo degli animatori del CRES Mani Tese, analizza gli stereotipi più diffusi riguardo alla povertà mondiale per decostruirli attraverso una lettura diversa della realtà, operata mediante il ricorso a metodologie partecipative e di coinvolgimento attivo. <br><br>

Il brainstorming, la tela del ragno, il dibattito animato e i giochi di ruolo sono strumenti che, associati a supporti audiovisivi e finestre didattiche di riflessione sulle diverse problematiche, accompagnano ragazzi e ragazze verso una nuova visione della realtà, più consapevole, più critica, più partecipata. Un sussidio pratico, quasi una guida operativa, di educazione partecipata allo sviluppo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come Superare il Sistema Capitalista]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-superare-sistema.gif" alt="" /> <p>Tutte le rivoluzioni hanno sempre portato a distruzioni, lacrime e sangue.Se si vuole superare il sistema capitalista non possiamo né dobbiamo incorrere in questi precedenti errori.Un’ Evoluzione pacifica, può porre “L’UOMO”al centro del sistema.Questo testo si è posto l’obiettivo di sviluppare i processi per risolvere questa evoluzione, dando le basi per la logica soluzione.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Comuni Virtuosi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/comuni-virtuosi.gif" alt="" /> Decine di amministrazioni comunali sparse in tutta Italia sono impegnate a dare vita a un coordinamento nazionale, allo scopo di mettere in comune esperienze, progetti e idee riguardanti pratiche di politica energetica e ambientale che dovrebbero essere diffuse su tutto il territorio italiano. <br><br>

Questo libro è un invito a estendere le prassi eco-compatibili e a fare pressione sulle forze politiche e sulla società civile affinché si rendano consapevoli della reale necessità di:<br>

- intervenire in difesa dell’ambiente<br>
- migliorare la qualità della vita della cittadinanza<br>
- contrastare le cause dei conflitti internazionali e l’iniqua ripartizione delle risorse tra i popoli del Nord e del Sud del mondo.<br>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Inganno a Tavola]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/inganno-tavola.gif" alt="" /> IL NOSTRO CIBO E' SICURO?<br><br>

"I giganti del biotech stanno usando l'ingegneria genetica per arrivare a controllare le nostre vite e i nostri sistemi alimentari attraverso la menzogna e la paura. Non manipolano solo la vita, ma anche i fatti. Finalmente qui abbiamo le prove di come le colture e i cibi transgenici siano stati imposti al mondo con la forza, di come la propaganda abbia preso il posto della scienza, di come si siano fatti sparire i rischi mettendo a tacere gli scienziati che lavoravano sui rischi". <br>
Vandana Shiva <br><br>
"Questo libro unisce un'acuta analisi della vera natura dell'ingegneria genetica, una critica devastante sui rischi per la salute e per l'ambiente delle colture GM, ed esempi gravissimi sulla manipolazione della scienza e dei mezzi d'informazione da parte dell'industria biotecnolgica".<br>
Michael Meacher, ex ministro inglese dell'ambiente
<br><br>

In netto contrasto con le rassicurazioni della propaganda ufficiale, il libro mette a nudo le macchinazioni delle industrie biotech, dei governi e dei media, per nascondere all'opinione pubblica i pericoli degli OGM.<br><br>
Con uno stile avvincente e un grande talento nel trattare temi scientifici con precisione e chiarezza, l'autore riesce a fondere il miglior giornalismo d'inchiesta con l'arte del racconto. 

 

Jeffrey M. Smith è direttore e fondatore dell'Institute for Responsible Technology. Da oltre dieci anni è impegnato per diffondere informazioni sulla sicurezza degli alimenti geneticamente modificati.
<br><br>Introduce Vandana Shiva]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Privatizzazione del Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/privatizzazione-mondo-net.gif" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Ogni giorno decine di migliaia di persone muoiono di fame.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi sempre  sono vittime dell'unico imperativo che i nuovi padroni del mondo -  banchieri, speculatori di borsa, dirigenti di multinazionali -  conoscono: il profitto senza regole.</p>
<p style="text-align: justify;">È una strage silenziosa che si  consuma in un pianeta che potrebbe sostenere il doppio dell'attuale  popolazione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jean Ziegler</strong> mette a nudo i peccati della  globalizzazione: le crisi economiche in Sudamerica, la devastazione  della Nigeria, le banche delle Bahamas dove si mescolano capitali legali  e denaro sporco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il mondo non è ancora del tutto privatizzato e il  sociologo tedesco dà voce a una larga parte della società civile che si  oppone alle nuove oligarchie in nome della dignità umana.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ultima Generazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/ultima-generazione.gif" alt="" /> A colpo d'occhio verrebbe da dire: o per il 2020 o mai più! Quindi è ora di svegliarsi, di partecipare, in quanto un cambiamento etico-solidale è già in atto, è una realtà concreta, con manifestazioni tecnico-pratiche sperimentate. Se cominciassimo a eseguire da subito semplici gesti quotidiani… potremmo ottenere già importanti benefici.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Foglie di Fico]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fogli_e_fico.gif" alt="" /> La politica verde non è negoziabile in cambio di contributi finanziari nè può basarsi soltanto sulla riduzione del danno, sui compromessi di potere. Un bilancio sull'odierna realtà ecologista, sulle sue contraddizioni e vocazioni al compromesso. E' il verde che deve contaminare il grigio e non viceversa.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ogm]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/ogm_verita_sconosciute.gif" alt="" /> La situazione aggiornata al 2003 sulle colture geneticamente modificate. Il calo delle rese, l'aumento dell'inquinamento, le menzogne e le illegalità dell'industria biotecnologica, la privatizzazione del vivente. Con un capitolo finale sulle soluzioni da adottare in materia.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Bush in Babilonia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/bush-babilonia.gif" alt="" /> <p>Perché tante persone che si sono opposte attivamente , con le manifestioni del 2003, alla guerra, hanno assunto un atteggiamento passivo di fronte all'occupazione? Questo libro racconta l'anima orgogliosa e lacerata di un paese inventato a tavolino dai politici occidentali, diviso da conflitti apparentemente insanabili.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Software Libero, Pensiero Libero - vol. 2]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/software-libero-2.gif" alt="" /> La condensazione di oltre 20 anni di testi e interventi pubblici che hanno modificato la nostra stessa concezione dell'informatica e della tecnologia. Non solo la storia del movimento del softwer libero, visto che tale è diventato, ma anche l'evidenza di dinamiche tra etica e legge, business e softwer, libertà individuale e società trasparente.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La vita in vendita]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vita-in-vendita.gif" alt="" /> Mentre la medicina attuale tende a fare dei viventi degli assistiti, il mercato della medicina di domani sembra proprio quello della "fabbricazione", in provetta, dell'uomo senza qualità. Riflessioni e confessioni sulla biologia e la medicina moderne, e la bioetica, ovvero il discorso etico da esse sollevato.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vivere nella speranza]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vivere-speranza.gif" alt="" /> Già adesso abbiamo modo di vedere ciò che gli occhi non vedono <br>
(CARD. ERSILIO TONINI)<br>
<br>
Parlano di Speranza nella società globale del rischio<br>

- Luigi Accattoli (vaticanista Corriere della Sera)<br>
- Filippo Andreatta (Università di Parma)<br>
- Luigi Bobba (presidente nazionale ACLI)<br>
<br>- Roger Briesch (presidente CESE)<br>
- Massimo Cacciari (Università S. Raffaele di Milano)
<br>- Sandro Calvani (Ufficio per la lotta alla droga e al crimine ONU)
<br>- Pier Ferdinando Casini (presidente Camera dei deputati)<br>
- Francesco D’Agostino (presidente Comitato nazionale di bioetica)
<br>- Giuseppe De Rita (segretario generale CENSIS)<br>
- Khaled Fouad Allam (editorialista La Repubblica)<br>
- Gad Lerner (giornalista LA7 TV)
<br>- Renato Martino cardinale (presidente Pont. Consiglio Giustizia e Pace)<br>
- Enrico Mentana (direttore TG 5)<br>
- Antonio Nanni (responsabile Ufficio Studi ACLI)<br>
- Riccardo Petrella (Università Cattolica di Lovanio)<br>
- Jeremy Rifkin (presidente Foundation on Economic Trends)
<br>- Paolo Ruffini (direttore RAI 3)<br>
- Natalino Stringhini (vicepresidente ACLI nazionali)<br>
- Ersilio Tonini cardinale (arcivescovo emerito di Ravenna)<br>
- Ishlemon Warduni (amministratore Patriarcato Chiesa caldea)<br><br>

Il libro è stato curato da Antonio Nanni, pedagogista e responsabile del Centro Studi delle ACLI.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Oltre l'immagine]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/oltre-immagine.gif" alt="" /> È possibile sviluppare un pensiero critico di fronte allo strapotere dell'industria del marketing e della cultura del logo? È possibile sensibilizzare sui guasti prodotti dalle campagne dei colossi multinazionali su ogni genere di media? <br>
<br>
Non solo è possibile, ma è un compito che ogni agenzia educativa deve porre in primo piano per formare cittadini e cittadine responsabili delle loro azioni, empatici difensori e propugnatori della dignità umana e della giustizia planetaria. 

<br><br>È necessario saper leggere, decodificare, decostruire e interpretare le parole, gli slogan e le immagini che ci bombardano quotidianamente per scoprire quali realtà nascondono e imparare a utilizzarne di nuovi, per una comunicazione improntata ai valori della solidarietà e della condivisione. 
<br><br>
Questo testo presenta un percorso educativo per analizzare i rapporti fra multinazionali, economia, globalizzazione, relazioni nord-sud e vita quotidiana. È rivolto a tutti coloro che si oppongono al tentativo di inscatolare i cervelli e le coscienze e che rivendicano il diritto ad essere protagonisti della propria vita in una società più equa, capace di progettare coralmente il futuro dell'umanità.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Caro sindaco new global]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/caro-sindaco-new-global.gif" alt="" /> Caro sindaco new global ha lo scopo di diffondere su tutto il territorio nazionale pratiche amministrative etiche orientate alla pace e all’economia solidale e di dimostrare che progetti concreti, imitabili ed esportabili, sono già in atto presso amministrazioni, enti, associazioni che ogni giorno costruiscono un mondo diverso.<br><br>

Attraverso le parole-chiave dell’Alfabeto dei Sogni, da A come ascoltare, C come coraggio, D come diritti, F come fare… si passano in rassegna 21 pratiche di nuovi stili di vita: - Assicurazione etica - Impresa pulita - Banca del tempo - La rete del nuovo municipio - Che c’è nel menù? – Migranti - Denominazione comunale - Non ci vado senza il bus d’origine - Olio di colza - Lotta alle inefficienze – Partecipazione energetiche - Quando il software è libero - Finanza etica - Risparmio energetico - Gruppi di acquisto solidali - Street TV, un’altra informazione - Hai mai sentito parlare - Territorio bambino di Curitiba? - Un altro modo di costruire - Vedi alla voce Monsano - Zapping in rete.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vicine di casa Africa Europa]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vivine-di-casa.gif" alt="" /> L’Africa e l’Europa sono vicine di casa da millenni. Il bacino del Mediterraneo ha sempre conosciuto una grande ricchezza di scambi culturali e commerciali. <br>
<br>
Questa vicinanza assume un nuovo significato nell'epoca delle società multietniche e della globalizzazione. Oggi molti africani vivono in Europa, offrendo il loro lavoro e interagendo con le culture locali. E nel futuro la loro presenza diverrà sempre più significativa. Anche in Italia, come in altri paesi europei, sono già in corso esperienze e progetti di collaborazione culturale e commerciale. <br><br>

Questa pubblicazione ha lo scopo di farli conoscere, per rafforzare ed ampliare quelle relazioni di "buon vicinato" che contribuiscono a reintrodurre nell'economia la centralità della persona e dei suoi valori. Una nuova prospettiva, in cui lo scambio da verticale diventa circolare, per costruire un mondo in cui non vi siano più paesi creditori e paesi debitori ma paesi che si scambiano le loro ricchezze umane, culturali ed economiche.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mondo Rotondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mondo_rotondo.gif" alt="" /> Cosa fare con i bambini che vengono da molto lontano. Quali programmi preparare, quali esperienze didattiche attivare. Quale potrà essere l'approccio educativo per vivere la diversità come ricchezza, opportunità e stimolo.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Ripensare la Globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/ripensare_globalizzazione.gif" alt="" /> Il luogo comune che il mondo ricco sta affamando il mondo povero, oltre ad essere eccessivamente sentimentale, non risolve. Questo libro avanza delle proposte concrete su ciò che i governi del terzo mondo e gli organismi affiancati  possono fare per forgiare una globalizzazione sostenibile per le varie realtà. Una semplice esposizione accessibile a tutti, dai responsabili delle politiche economiche, agli studenti e ai cittadini che ricercano un'informazione autentica.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Bilancio Terra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/bilancioterra.gif" alt="" /> In tutto il mondo è in atto il processo di desertificazione. La sicurezza alimentare non è garantita. La popolazione aumenta. L'acqua si riduce. La temperatura aumenta..]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Breve storia dell'impero del petrolio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/brevestoriaimperopetrolio.gif" alt="" /> Breve storia della medianità, alcune testimonianze e il primo periodo dell'attività di Evolvenza, contrassegnato da numerose materializzazioni.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Scontro tra Culture?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/scontro_tra_culture.gif" alt="" /> Questo libro si compone d'interviste a fisici, storici, insegnanti, direttori di reti televisive ...che hanno in comune l'attivismo pacifico e l'amore per la "Scienza dello spirito" o antroposofia. Ogni intervento, caratterizzato dalla vivacità del botta e risposta, è un modo per ripensare tutta la storia europea  degli ultimi decenni e l'attuale politica degli USA, manifestando la convinzione che non dobbiamo renderci impotenti di fronte a tali catastrofi. Cambiare si può.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Recinti e finestre]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/recintiefinestre.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>No Logo</strong> ha articolato e messo in pagina i pensieri e gli interrogativi di una generazione in movimento, ne ha fotografato la presa di coscienza e le prime uscite pubbliche, accompagnandone il cammino e focalizzandone le proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa formula il primo saggio di Naomi Klein è diventato <strong>un best seller internazionale ed è stato tradotto in 23 lingue</strong>.Ma l'impegno della Klein a favore del Movimento non è terminato né si è esaurito con quella pubblicazione, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento la giornalista canadese ha contribuito instancabilmente al dibattito sulla globalizzazione, sul suo impatto sulle economie minori e sul suo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Recinti e finestre riunisce due anni di interventi e commenti scritti in occasione di manifestazioni e convegni in tutto il mondo, testimonianze oculari e prese di posizione dal fronte della battaglia sulla globalizzazione; un quadro preciso di proteste e possibilità, di speranze per il cambiamento e barriere erette contro le stesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio raccoglie i migliori lavori della Klein, molti dei quali ancora inediti, su argomenti come Nafta, ogm e fondamentalismi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il libro riflette anche e soprattutto <strong>sulla natura della resistenza: sulla protesta di strada che ha sconvolto ed elettrizzato milioni di persone, sui propositi di sovversione colorata, «<em>carnevalizia»</em> e pacifica, e sull'apparente disorganizzazione che del movimento è in realtà una grande forza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Provocatorio, intelligente e appassionato</strong>, Recinti e finestre è una guida di sopravvivenza al mondo delle grandi economie, un diario della globalizzazione e delle sue conseguenze, un documento su un periodo storico unico e irripetibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«...le forze di polizia possono dichiarare guerra a una protesta, possono imparare a contenerla, possono costruire recinzioni sempre più alte. Ma non c'è nessun recinto, alto quanto si voglia, capace di contenere un vero movimento sociale, perché è dappertutto.<br /></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Da anni noi impegnati in questo movimento ci nutriamo dei simboli dei nostri avversari: i loro marchi, i loro quartier generali, i loro summit.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Li abbiamo usati come slogan di protesta, come punti focali, come strumenti per l'educazione popolare. Ma questi simboli non sono mai stati i veri obiettivi: erano le leve, gli appigli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> I simboli erano solo le finestre. è ora di attraversarle.»</em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Costruire Economie Solidali]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/costruire-economie-solidali.gif" alt="" /> Le istruzioni per partecipare al grande impegno del nostro tempo: costruire un'economia dal volto umano e rispettosa della natura, pensata e praticata per il benessere di tutti. Un percorso d'azione su quattro livelli: dai singoli al gruppo, fino al collegamento in rete dei gruppi e delle comunità locali.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dizionario del cittadino del mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dizionario-cittadino-mondo.gif" alt="" /> Immigrazione, degrado ambientale e disoccupazione attanagliano le società industriali. Mentre al Nord crescono i "nuovi poveri", alcuni paesi del Sud si presentano sul mercato internazionale con una agguerrita competitività economica. Insomma, le categorie di Nord e Sud sono ormai superate da una situazione in continuo mutamento, così l'idea che esistano paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo. Si tratta di problemi molto complessi che per essere analizzati seriamente, senza risurli a slogan semplicistici, richiedono studi, letture e un aggiornamento continuo. 
<br><br>
Questo volume è indirizzato a tutte quelle persone che desiderano vivere nel mondo di oggi in modo consapevole. Il volume è diviso in due parti: "Problemi comuni" (alimentazione, ambiente, armi, diritti umani, ecc.) e "Cittadinanza attiva" (commercio equo, consumo critico, turismo responsabile, ecc.). <br><br>

Condensate in schede sintetiche, di facile lettura, vengono presentate le informazioni fondamentali, con dati aggiornati, per capire i meccanismi dell'economia e della politica internazionale e alcune proposte per coloro che vogliono incidere su di essi. Per ogni scheda viene presentato un caso di studio, una breve bibliografia per l'approfondimento e indirizzi utili a cui rivolgersi.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Glob glob]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/glob-glob.gif" alt="" /> "Io globalizzo positivo" - diceva un ragazzo che aveva imparato che la globalizzazione se non è gestita da persone libere che mettono l'altro prima dei profitti, per molti in questo nostro pianeta non ci sarà più speranza di vita e di futuro.
<br><br>
96 pagine a 4 colori colme di esercizi, di domande, di notizie, di riflessioni e di proposte che coinvolge il ragazzo facendo lavorare la sua intelligenza, sentimenti e fantasia, aiutandolo ad assumersi le proprie responsabilità come persona e come gruppo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Pelle di Terra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/pelle-terra.gif" alt="" /> <!--StartFragment -->&nbsp;<TD class=testogrigio valign="top" bgcolor="#d3d3c9">Se in questa parte dell’Africa a qualcuno si domanda “Come stai?”, immancabilmente la risposta sarà “Yeke Ape”, che nella nostra lingua significa “Va tutto bene”, ma anche “Non c’è niente”. &lt;br&gt;&lt;br&gt;<BR>Non c’è una foresta, non un grande lago, nessuna grande montagna, non ci sono autobus o ferrovie, non ci sono nemmeno parole sufficienti a raccontare qualcosa. <BR>Non c’è niente di niente, ma tutto va bene. &lt;br&gt;&lt;br&gt;<BR>Pelle di terra è la testimonianza di un infermiere volontario nella Repubblica del Centrafrica, in una delle tante missioni che lì operano. &lt;br&gt;<BR>Un racconto che affronta senza indulgenza le contraddizioni dell’operato dei missionari, aprendo ampi squarci su un mondo mai sufficientemente indagato. </TD><TD valign="top" background="img/eventi_sfondopixelsx.gif"><IMG height=29 src="http://www.stampalternativa.it/img/spacer.gif" width=19></TD>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[No-Global tra Rivolta e Retorica]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/noglobal.jpg" alt="" /> “A parte la vergogna e la rabbia per le azioni stupide e criminali di polizia e carabinieri, e per la condotta indecente del governo, a Genova non è successo niente…”. Perchè, in poco più di due anni, la carica liberatoria ed eversiva del movimento spontaneo nato nelle strade e nelle piazze di Seattle si è trasformata nella triste debacle di Genova?]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Dalla Parte del Torto]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dallapartedeltorto.jpg" alt="" /> Di fronte ai pesanti abusi delle istituzioni durante il G8, gli avvocati scesero in piazza per salvaguardare i diritti dei malcapitati, le esperienze che fecero furono mortificanti e deprimenti. Lo spiegamento di mezzi e risorse non era impiegato a contrastare la criminalità ma a impedire di manifestare ed esprimere le proprie opinioni e il proprio dissenso.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Un mondo migliore è possibile]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mondomiglioreepossibile.jpg" alt="" /> Porto Alegre, in Brasile, da due anni è il punto d’incontro per tutti coloro che vogliono sanare le profonde ferite sociali inferte ai Paesi più deboli dalla nuova economia occidentale globalizzata. L’autore, intervistando 13 prestigiosi rappresentanti schierati in prima linea per la difesa dei diritti di tutti, fa il punto sulle questioni più urgenti e gravi che affliggono il Pianeta.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[I crimini della globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/criminiglobalizzazione.gif" alt="" /> L'inabissamento della politica, criminalità transnazionale, legame profondo tra guerra ed economia criminale. Vecchie e nuove organizzazioni, vecchie e nuove attività, i migranti globali, nuove forme di schiavismo. un approfondimento su alcuni concetti chiave.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[No Global]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/no-global_29819.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>In un contesto nel quale, funebre cippo epocale, si staglierà  a lungo la pira delle Torri gemelle di Manhattan, l'«antagonismo» globale risulta il fenomeno di gran lunga più minaccioso. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Blondet spiega come e perché siano sorte, contemporanee e complici, la nuova burocrazia interplanetaria e il nuovo indomabile Quinto Stato: due caste contrapposte negli scopi ma apparentate dallo sprezzo per la civiltà  democratica e dalla capacità  di agire dappertutto.</p>
<p style="text-align: justify;">L'una vuole il Controllo globale; l'altra, propriamente, non vuole perché non è capace di intendere e di volere (ed è per questo che il supercapitalismo l'apprezza come il migliore degli antagonisti) (pp. 248).</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Globalizzato Sarà Lei!]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/globalizzatosaralei.jpg" alt="" /> Una denuncia seria e allarmante sulla globalizzazione che considera il mondo come un unico mercato all’interno del quale, però, le regole sono imposte da pochi soggetti. Sono questi pochi Potenti della Terra che decidono dove, come e quando si può inquinare, cosa è dannoso per la salute, quali paesi possono svilupparsi, quali sono le guerre giuste…]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Nuovi Schiavi del Lavoro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/nuovischiavidelavoro.jpg" alt="" /> Nel processo di globalizzazione, la schiavizzazione dell’essere umano da parte dell’uomo sembra inevitabile. Secondo la logica del mercato e del profitto, questi casi di nuova schiavitù si stanno verificando in molti paesi del mondo compresa l’Italia.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lettera ad un consumatore del Nord]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lettera-consumatore-nord.gif" alt="" /> Scritto con stile semplice, ma preciso, alla maniera della Scuola di Barbiana, questo libro non intende dare informazioni fine a se stesse sulle ingiustizie a le miserie sofferte dai poveri del Sud del Mondo.
I soprusi, le ingiustizie, lo sfruttamento, sono fatti troppo gravi a dolorosi per farli oggetto di puro approfondimento culturale, di spettacolo televisivo o di discussioni accademiche. <br><br>

L'ingiustizia va affrontata per risolverla. Perciò questo libro parte da te, dagli ingiusti meccanismi economici che ti coinvolgono, dalle complicità che tuo malgrado hai con gli speculatori, dalle responsabilità che puoi e devi assumerti a fianco degli oppressi. 
<br><br>
Di scena sono i consumi. Ormai il caffè, il cacao, le banane, gli ananas sono generi alimentari abituali, che tu compri distrattamente nei supermercati. Ma dietro a questi prodotti si celano degrado ambientale, deficit alimentare, speculazione, che condannano milioni di famiglie alla miseria. Che fare? <br><br>

Questo libro ti dice come puoi dare al tuo consumo uno sbocco diverso da quello presente, uno sbocco che è finalmente di solidarietà a di liberazione per i dannati della terra.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Sulla Nostra Pelle]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sulla-nostra-pelle_31777.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Il neoliberismo è il sistema economico-politico oggi imperante in tutto il mondo</strong>. L’autore concentra la propria attenzione sulle contraddizioni e le conseguenze spesso negative di questo modello economico.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il neoliberismo  è il paradigma economico-politico che definisce il nostro tempo: indica l’insieme delle politiche e dei processi che consentono a un gruppo relativamente ristretto di controllare il più possibile la vita sociale allo scopo di massimizzare i propri profitti”. Questo è un passo tratto dal libro “Sulla pelle viva. Mercato globale o movimento globale?” di Noam Chomsky.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel volume Noam Chomsky analizza il neoliberismo, pone in luce le distorsioni dell’interpretazione della stessa dottrina liberale classica che caratterizzano teoria e prassi degli alfieri postmoderni della deregulation, denuncia lo storico dominio americano (spesso reso possibile da generosi contributi pubblici alle industrie nazionali) e il disegno della Organizzazione Mondiale del commercio come longa manus di questo grande imperialismo globale che crea nuove povertà in termini di vita umana e di ambiente naturale tanto al Sud quanto al Nord del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai, dice <strong>Noam Chomsky</strong>, tutto diventa globale ed il “<em>pensiero unico</em>” occidentale si materializza come intreccio di poteri e forme di dominio, di nuove forme di povertà, sfruttamento ed omologazione</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema, secondo Noam Chomsky, è che anche le cosiddette forze della sinistra di governo sembrano rassegnarsi all’ineluttibilità della ricetta liberista; inizialmente associato a Reagan e alla Tatcher, negli ultimi due decenni il neoliberismo è stato il credo economico-politico dominante a livello globale, adottato non solo dai partiti politici di centro e di destra, ma anche da buona parte della sinistra tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi partiti e le politiche adottate rappresentano gli interessi diretti di investitori estremamente ricchi e di meno di un migliaio di grandi imprese. Al centro dell’analisi di Noam Chomsky ci sono il ruolo storico degli Stati Uniti nell’informare secondo un modello funzionale ai propri interessi politici ed economici l’intero equilibrio dei rapporti mondiali. Uno dei messaggi centrali del pensiero di Noam Chomsky è che la manipolazione delle coscienze, il gioco della distorsione dell’informazione, determina le condizioni ideali per il dominio sulla società da sfruttare. Noam Chomsky sostiene che stati e governi - tanto vituperati dai fautori del libero mercato - sono sostegni fondamentali per il sistema capitalistico al quale servono per la difesa degli interessi delle grandi imprese (sotto forma di sovvenzioni, fisco, ecc.) e sempre meno per tutelare i singoli cittadini, soprattutto i più deboli.</p>
<p style="text-align: justify;">“I principi fondamentali del liberalismo classico trovano la loro naturale espressione moderna non nel dogma neoliberista, ma nei movimenti indipendenti dei lavoratori, nonché nelle idee e nell’azione di quel socialismo libertario espresso talvolta anche da grandi esponenti del pensiero del Novecento, come Bertrand Russel e John Dewey”, scrive Noam Chomsky invitandoci a guardare oltre il confine che qualcuno vuole imporre al nostro immaginario.</p>
<p style="text-align: justify;">Noam Chomsky è un noto linguista statunitense di origine russa e polemista politico.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Pianeta Unico]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/pianetaunico.jpg" alt="" /> La globalizzazione è un processo conflittuale ancora in corso, per nulla compiuto e soprattutto assolutamente non irreversibile, la posta in gioco non è se e come sopravvivere alla globalizzazione, ma se e come ritagliare ampi spazi alla globalizzazione per dar vita a nuove forme di socialità e solidarietà nelle diverse sfere dell’esistenza.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guida alla Finanza Etica]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guida-finanza-etica.gif" alt="" /> Il tuo conto corrente, il tuo fondo pensione, il tuo pacchetto di azioni quanto rendono, ma soprattutto in che modo? Conoscere i meccanismi dell'attuale sistema finanziario, l'influenza della globalizzazione sull'economia, è il passo necessario per contrapporre alla logica dell'impoverimento quella della solidarietà planetaria.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Archeologia arborea]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/archeologiaarborea.gif" alt="" /> Storia pionieristica e scientifica del salvataggio e riproduzione di decine di varietà di mele, pere, fichi, ciliegie, pesche, uve ecc. spodestate dalla globalizzazione e uniformazione dei consumi e in via di estinzione. Un libro per riflettere sulla ricchezza e saggezza di Madre Terra e per assaporare i suoi gusti perduti.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I padroni del vapore]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/padroni-vapore.gif" alt="" /> In questo volume il tema della globalizzazione dell`economia viene affrontato a partire da un`analisi, da documenti, da una rilettura della realtà, da statistiche e dalle campagne promosse dagli organismi mondiali. <br><br>

Negli anni `80 le multinazionali hanno conosciuto un`espansione ininterrotta grazie alla quale esercitano un dominio sull`economia mondiale senza precedenti nella storia del capitalismo moderno. <br><br>

Gli accordi internazionali recentemente favoriscono un modello di sviluppo che limita l`autonomia degli Stati e delle comunità locali sottomettendoli agli interessi delle grandi società multinazionali. 
<br><br>
Le vignette che accompagnano il testo scritto facilitano la lettura.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ascolta i Campi di Grano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/ascolta-campi-grano.jpg" alt="" /> Grande parte del cibo che consumiamo fa un lungo percorso, per venire dal grembo della terra alle nostre tavole imbandite. Chi lo guida non &egrave; sempre la necessit&agrave; di unire le risorse naturali ai bisogni elementari delle persone ma, troppo spesso il business agro-alimentare che abilmente manovra prodotti, gusti e interessi a scapito dei bisogni di molti, della vita del pianeta e della qualit&agrave; di quello che si acquista. <br /><br />L&rsquo;Autore offre in maniera brillante un saggio sull&#39;alimentazione, mostrando le distorsioni e anche l&rsquo;assurdit&agrave; dell&rsquo;attuale modello di sviluppo. Indicando che &egrave; possibile percorrere un&#39;altra strada, traccia un manuale pratico per chi vuole sviluppare nuovi stili di vita, in armonia con l&rsquo;ambiente e con la qualit&agrave; alimentare che l&rsquo;industria agroalimentare ha sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; di garantire.<br /><br />Il volume &egrave; arricchito da preziose esperienze di tanti testimoni, sconosciuti e non, del nostro tempo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Allerta che Cammina ...]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/allerta-che-cammina_28220.jpg" alt="" /> <p>Da tempo contro la globalizzazione neoliberista, e più in generale in alternativa al capitalismo, si sta sviluppando la concezione dello sviluppo locale autodeterminato, come elemento fondamentale per le aspirazioni dei movimenti di classe contro la povertà e per accedere più rapidamente al progresso sociale.</p>
<p>Al contrario dello sviluppismo capitalista, basato sulla crescita quantitativa, l'economia locale a compatibilità socio-ambientale cerca di potenziare le risorse proprie di ciascuna località, attivando le forze produttive, lo sviluppo qualitativo economico, quello sociale e naturale.</p>
<p>Tutto ciò sarà possibile grazie all'adozione di nuovi metodi di pianificazione e sviluppo, che assumono come centrale l'ordinamento socio-naturale del territorio, la creazione di strutture e reti socio-ecologiche, con il proposito di favorire il funzionamento e la sostenibilità dei sistemi ambientali, migliorando al contempo l'impatto sociale.</p>
<p>In tali processi fondamentale è il ruolo e la partecipazione dei popoli originari e delle loro proposte, perchè non si può più parlare di una America Latina che contemporaneamente non sia anche Amerindia, meglio ancora Abya Yala.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Globality]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/globality-etas.jpg" alt="" /> <div>I brand in rapida crescita? Goodbaby,
Embraer, Tata, BID, Cemex, Bharat Porge. I leader più celebrati? Wang
Chuangfu, Lorenzo Zambrano, Anand Mahindra. La miglior scuola? La
Skolkovo Business School, appena fuori Mosca. Sembra impossibile? Un
futuro lontano? No, una realtà che è già qui. Come un enorme tsunami,
Globality si sta abbattendo sui mercati di tutto il mondo,
intensificandosi con incredibile potenza e velocità. Riguarda tutti e
ogni cosa e sarà visibile in ogni luogo.</div>
<div><br /> È l'onda anomala delle
economie in rapido sviluppo, che competono ormai con noi testa a testa
e stanno spostando l'equilibrio economico mondiale. In questo libro
rivoluzionario - basato sullo studio di più di 3.000 imprese dei
mercati emergenti di Cina, India, Brasile, Messico, Russia ed Est
Europa - tre dei massimi esperti dell'argomento, partner di The Boston
Consulting Group, rivelano come negli ultimi vent'anni i paesi, le
aziende e i leader delle nazioni in via di sviluppo non solo hanno
imparato le lezioni della globalizzazione molto bene, ma hanno
sviluppato competenze proprie e messo in pratica un notevole talento
imprenditoriale per sfidare il mondo sviluppato.<br /><br /> Una per affrontare una
generazione di challenger diversa da tutte le precedenti e conoscere le
imprese, oggi oscure, che potrebbero essere le General Electric, le
Apple, le Microsoft di domani.</div>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Niente]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__niente.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/niente-come-vive-quando.jpg" alt="" /> <p>Come si fa a capire la povertà del mondo di oggi? Basta pensare al
sifone del gabinetto (quello all'occidentale, non il semplice buco nel
terreno che va per la maggiore nel resto del pianeta): chi sta in alto
respira aria pulita e guarda verso il cielo. Chi sta nella strettoia
centrale si industria a galleggiare sulla schiuma. Ma chi sta sotto la
curva del sifone, per quanti sforzi faccia, non ha modo di risalire.</p>
<p>In
altre parole: i poveri sono sempre più poveri. E ciò accade tanto nei
Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, quanto nelle nostre città. Dalla
giungla al giardino di casa nostra, il mondo è disseminato di trappole
che si chiamano assenza: di cibo, acqua, casa, patria, diritti,
istruzione, salute.</p>
<p>Alberto Salza, antropologo irriverente e, in
qualità di viaggiatore, grande narratore di storie, per quarant'anni ha
vissuto pericolosamente a contatto con la miseria estrema, dalle
periferie delle nostre città agli slum delle megalopoli di Africa e
Asia. Ne ha ricavato un pugno di teorie e molti taccuini di aneddoti e
incontri con personaggi impossibili da dimenticare.</p>
<p>Il risultato è
questo volume: fra scienza e racconto, humour nero e tragedia, un libro
di antropologia che si legge come un reportage e si chiude con una
domanda tanto paradossale quanto inquietante. Ci prepariamo ad
assistere alla nascita di una nuova specie? L'homo nihil, il povero più
povero, sarà il prossimo anello dell'evoluzione umana?</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Africa in Guerra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/africa-guerra.jpg" alt="" /> <p>Perch&eacute; l&rsquo;Africa &egrave; il teatro di una serie apparentemente infinita di guerre? Se le loro conseguenze &ndash; le vittime civili, la fame, lo sfruttamento di donne e bambini, la depredazione delle materie prime, i profughi &ndash; sono sotto gli occhi di tutti, non si pu&ograve; dire altrettanto delle loro cause. Dietro i conflitti troppo superficialmente definiti &laquo;etnici&raquo; (spesso combattuti con le pi&ugrave; moderne armi) in realt&agrave; si celano una serie di interessi politici ed economici. Questa parte di mondo &egrave; diventata infatti il terreno dove &laquo;signori della guerra&raquo; e leader locali, compagnie e Stati stranieri si scontrano e si alleano, alternano una brutale violenza a machiavellici calcoli diplomatici per conquistare il potere e sfruttare le risorse naturali. In questo quadro, l&rsquo;appartenenza a un popolo, le differenze linguistiche, culturali e religiose non sono altro che mezzi per mobilitare i propri sostenitori e legittimare le peggiori atrocit&agrave; contro le popolazioni. </p><p>L&rsquo;attenta ed esauriente analisi delle guerre che hanno insanguinato e insanguinano il continente &ndash; frutto della conoscenza diretta della realt&agrave; africana dell&rsquo;autore &ndash; finisce cos&igrave; per descrivere un&rsquo;economia fondata sul saccheggio delle sue enormi ricchezze (petrolio, diamanti, minerali, legname) da parte di alcune &eacute;lite; un sistema predatorio che rappresenta una delle pi&ugrave; pesanti eredit&agrave; del colonialismo, ma che nel contempo &egrave; il prodotto delle spietate logiche della globalizzazione.</p><span><p>&nbsp;</p><p>&laquo;<em>Le guerre africane non sono retaggio di culture ancestrali votate alla violenza selvaggia: sono parte dei processi attuali di produzione e circolazione di numerose materie prime e delle dinamiche che si creano tra i soggetti politici, economici e militari che sfruttano queste risorse.</em>&raquo;</p></span>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Onda del Sushi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/onda-sushi.jpg" alt="" /> <p>Oggi la carne grassa del tonno &egrave; tra i cibi pi&ugrave; ambiti e raffinati del pianeta. Ma trent&#39;anni fa il sushi era cos&igrave; poco diffuso che gli appassionati di pesca sportiva lo vendevano per pochi spiccioli. </p><p>Questo libro vi accompagner&agrave; lunga la storia di questo piatto, combinando curiosit&agrave; sul &quot;dietro le quinte&quot; della ristorazione e analisi delle dinamiche della globalizzazione. Vi far&agrave; conoscere le botteghe dell&#39;immenso mercato di Tsukiji a Tokyo, dove i battitori d&#39;asta vendono ogni giorno pesci per milioni di dollari, e il luogo dove &egrave; nato il sushi moderno: il Canada, vi porter&agrave; tra i cowboy del tonno lungo la costa meridionale dell&#39;Australia e tra i pirati contrabbandieri di tonno. Un viaggio affascinante intorno a un piatto prelibato.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Rapporto 2007]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/rapporto-2007.gif" alt="" /> La politica della paura ha dominato il 2006. <br>
Leader senza scrupoli si sono volutamente serviti della paura per creare divisioni, reprimere il dissenso ed eludere la giustizia. <br>
I governi hanno incoraggiato un clima di intolleranza che ha alimentato conflitti e violazioni dei diritti umani, creando un vuoto di diritti di cui hanno approfittato gruppi armati e interessi di parte per perseguire i loro scopi. <br><br>

Il Rapporto Annuale di Amnesty International, che documenta la situazione dei diritti umani in 153 Paesi e Territori nel corso del 2006, mette in luce un mondo devastato da conflitti armati, repressione e discriminazione, dove le donne sono costantemente esposte al rischio di violenza e in cui intere comunità sono attanagliate da povertà ed esclusione sociale. <br><br>

Questo volume riflette anche gli importantissimi successi ottenuti dagli attivisti dei diritti umani a livello mondiale nel contrastare queste violazioni e nella lotta all’impunità.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Viaggio nei Paesi del Cotone]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/viaggio-paesi-cotone.gif" alt="" /> C’è un modo per raccontare in modo avvincente l’economia. L’economia del cotone, per esempio: di un prodotto la cui storia inizia nella notte dei tempi, quando per la prima volta un uomo nota e poi accarezza i fiocchi bianchi che ornano le cime di un arbusto... Orsenna fa di più: inventa un modo nuovo per spiegare come funziona il mondo. Dà all’economia, alla politica, alla riflessione sull’attualità il ritmo e le emozioni di un viaggio. E lo compie davvero, questo viaggio: sulle strade del cotone – dai campi sino all’industria tessile passando per la biochimica, in Paesi che vanno dal Mali alla Cina, dagli Stati Uniti all’Egitto.<br><br>
Dimostra che seguendo il filo del cotone si può capire meglio ciò che sta accadendo nel nostro Pianeta. Racconta come funzionano le lobby, le multinazionali, a cosa serve la Banca Mondiale e perché è importante il commercio equo. Spiega la lotta fratricida tra Paesi poveri, l’emergere della Cina, la resistenza dell’Europa.
Per comprendere la globalizzazione, quella di ieri come quella di oggi, cominciamo allora a guardare attentamente un pezzo di tessuto.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Capitalismo a Mano Armata]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/capitalismo-mano-armata.gif" alt="" /> In genere quando si parla di criminalità organizzata e si ambienta l'analisi negli Stati Uniti d'America, l'immagine che ricorre con più frequenza è quella di brillanti malavitosi italiani in completi griffati e dal grilletto facile. In realtà la più grande organizzazione criminale degli Stati Uniti è costituita da scialbi individui in abiti austeri, i grandi racket sono organizzati da persone all'apparenza rispettabili, che svolgono ruoli importanti e ricoprono posizioni di rilievo nella società. Non si tratta di boss mafiosi o di efferati gangster, ma di avvocati, contabili, manager e politici che, pur truffando, corrompendo e, più o meno direttamente, uccidendo, possono contare su un enorme margine di impunità. <br><br>
Nella sua avvincente ricostruzione, Michael Woodiwiss, ripercorrendo l'evoluzione della classe dirigente americana e il suo coinvolgimento in frodi, imbrogli e furti, mostra come i complotti criminali abbiano trovato terreno fertile nell'ambito delle istituzioni e siano diventati, nello Stato americano, un problema strutturale, un fatto interno al sistema stesso. Dal vitto destinato ai neonati negli ospedali alle spese per la cura dei cimiteri, passando per la fornitura di merci destinate alle carceri e alle scuole, non c'è settore della vita pubblica americana che non sia stato macchiato da scandali. La cosa peggiore però è che, nell'epoca della globalizzazione, anche il crimine organizzato segue le logiche di allargamento illimitato che caratterizzano il mercato mondiale e, aggredendo i paesi sui quali è più forte l'influenza americana, ha già innescato un processo che minaccia la libertà e la democrazia a livello mondiale.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Euroschiavi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/euroschiavi-eco.gif" alt="" /> <p>L’Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un’elevata pressione fiscale.<br />Il  debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al  fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana  e europea.<br /><br />In passato, le banche che emettevano denaro lo  garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le  banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete  non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro  costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le  emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale.<br />Quando  lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore  nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito  pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini  e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale  Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente  da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano,  posto al disopra delle parti.<br /><br />Euroschiavi svela i segreti e i  meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul  fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai  risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a  questo saccheggio.<br /><br />Il libro è di facile comprensione sia per chi  si interessa di politica e finanza sia per il lettore non specialista.  Euroschiavi offre un’impressionante documentazione delle modalità con  cui il moderno “Signore” (le Banche Centrali) ha costruito un sistema  di potere e di leggi che pone al suo servizio lo Stato, il fisco, la  Pubblica Amministrazione e tutti noi.<br />La Costituzione italiana,  quella europea, i trattati, le leggi, sono manipolati o disattesi per  occultare i traffici e gli interessi dei grandi banchieri proprietari  delle Banche Centrali che si arrichiscono sulla pelle dei popoli.</p>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_animata.gif" alt="" /><a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/moneta.php"><strong><span style="color: #3333ff;">Vedi un passo tratto dal libro Euroschiavi</span></strong></a></p>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.it/banner/freccia_animata.gif" alt="" /><a href="http://video.google.com/videoplay?docid=8208628600166597158&amp;q" target="_blank"><strong><span style="color: #3333ff;">Vedi intervista ad Antonio Miclavez, coautore di Euroschiavi</span></strong></a><a href="http://www.macrolibrarsi.it/speciali/moneta.php"><strong><span style="color: #3333ff;"><br /> </span></strong></a></p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Garduno, in Tempo di Pace]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/garduno.gif" alt="" /> <P><!--StartFragment --><FONT face="Times New Roman, Times, serif" color=#000000>“Itinerario di un ribelle”, questo potrebbe essere il titolo di Garduno, en temps de paix. <BR>Si tratta infatti di un percorso politico ai tempi della mondializzazione. Il percorso di tutta una generazione di giovani, che alla fine degli anni ’90 – periodo di grande frustrazione politica e regno del “pensiero unico” – si sono trovati divisi tra un forte desiderio di resistenza e l’impossibilità di sapere come tradurlo in pratica. </FONT></P>
<P><FONT face="Times New Roman, Times, serif" color=#000000><STRONG>Garduno</STRONG> è anche, se vogliamo, un giallo sulla globalizzazione raccontato da Philippe Squarzoni. La storia appassionante di un detective dilettante che segue le tracce del più grande criminale dei nostri tempi, quello che ogni anno uccide 30 milioni di persone. <BR>Arrivando alla conclusione che l’assassino in questione non è altri che la mondializzazione liberista.</FONT></P>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[GEvsG8]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/gevsg8.gif" alt="" /> I migliori fumettisti dell'underground italiano in buona compagnia di artisti del calibro di Filippo Scozzari ed Erri De Luca partecipano a quest'iniziativa di supportolegale.org, progetto collettivo nato nel 2004 per sostenere il Genoa Legal Forum.
Sul G8 di Genova è stato detto e prodotto tanto, ma a cinque anni da quei giorni che hanno scritto un pezzetto della storia di questo paese c'è chi accetta la sfida di farlo ancora e in maniera nuova. GEvsG8, ovvero Genova a fumetti contro il G8. 18 matite che, in tempi diversi, negli ultimi cinque anni hanno ripensato, rielaborato Genova. <br><br>
Senza retorica e con la loro creatività hanno donato le loro tavole per questa pubblicazione a firma "Supportolegale", progetto che da due anni sta sostenendo economicamente e comunicativamente i processi ancora in corso legati ai fatti del luglio 2001. Ma la Genova e tutte le persone che ancora oggi sono contro il G8 parlano anche attraverso le firme dello scrittore Erri De Luca e del giornalista Alessandro Mantovani, mentre gli attivisti di Supporto Legale presentano il loro lavoro e le loro idee con un testo dal provocatorio titolo "Supporto Legale: una scelta di campo" e aggiornano, con altri contributi, sullo stato dell'arte dei processi genovesi.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Guerra Perpetua]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerra-perpetua.gif" alt="" /> Fino a ieri solo la sinistra più radicale parlava di «imperialismo USA». Poi qualcosa è cambiato: a un tratto sul Wall Street Journal si è cominciato a leggere che «una buona dose di imperialismo» avrebbe potuto essere «la migliore risposta al terrorismo», mentre il New York Times registrava «Impero Americano: bisognerà farci l’abitudine». Certo, c’era stato l’11 settembre, ma il capovolgimento di prospettiva era ugualmente incongruo. Qual è il senso minaccioso di questo rovesciamento? La leadership globale statunitense ha cambiato natura, passando da un’egemonia fondata sul consenso alla coercizione? Ed è un segno di forza o di debolezza? Se gli Stati Uniti vedono sfuggire il primato economico, come faranno a garantire i livelli di consumo interni? Quali saranno le conseguenze per il resto del mondo?<br><br>
Richiamati meriti e limiti delle teorie classiche sull’imperialismo, David Harvey indaga in profondità anche il nuovo fenomeno, proponendo la sua idea di «accumulazione per espropriazione»: lo sviluppo del capitalismo, che non ha mai rinunciato alle brutalità dell’accumulazione primitiva, deve rinnovarle ogni volta che il meccanismo della riproduzione allargata tende a incepparsi. È una necessità vitale, dunque, quella che avrebbe spinto gli Stati Uniti a diffondere il verbo neoliberista e, tra le altre cose, a portare la guerra in Iraq. La prospettiva è assai inquietante, perché solo la «costante possibilità di una guerra» garantirebbe la necessaria continuità. Ma ci sono alternative alla leadership americana? A conclusione della sua esposizione tesa e illuminante, Harvey avanza concrete proposte di riforma, «un nuovo New Deal», per contrastare le tendenze autodistruttive del capitalismo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Libro Nero delle Multinazionali Americane]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/multinazionali-americane.jpg" alt="" /> <table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="sintesi" align="justify">Prefazione di José Bové</td>
</tr>
<tr>
<td height="10"></td>
</tr>
<tr>
<td class="sintesi" align="justify">Questo libro vuole essere un granello di sabbia nell’ingranaggio della macchina capitalista. L’autore, Steve Proulx, racconta l’evoluzione di 23 multinazionali americane, dai loro timidi inizi fino alle attuali dimensioni smisurate. Che si tratti del successo eccezionale della Wal-Mart o del comportamento ipocrita della Exxon Mobil, queste pagine narrano le vicende e gli eccessi di questi giganti industriali nel momento in cui lo spettro di una mondializzazione senza regole minaccia l’equilibrio dei popoli. Un secolo di “progressi economici” comincia a pesare notevolmente sul nostro avvenire e sull’ambiente in cui viviamo. Fino a che punto ci spingeremo per mantenere questi livelli di crescita insensati? Giungeremo davvero a ipotecare il nostro ecosistema per ottenere raccolti sempre più abbondanti? A sfruttare uomini, donne e bambini per ridurre ulteriormente i costi di produzione? A fare la guerra per il petrolio? Domande tardive: lo stiamo già facendo...<br /> <br /> «Un’opera accessibile a tutti e divulgativa, che presenta diverse aziende operanti in una grande varietà di campi. Questo saggio espone i motivi che spingono gli attivisti a militare contro il mondo corporativo americano e, di riflesso, mira a sensibilizzare le persone su una “falsa globalizzazione” e sulle mancanze lampanti delle compagnie.»<br /> <em>Journal L’Étoile</em> <br /> <br /> «Entrando in gioco, Steve Proulx rivela le più recenti cifre d’affari di ciascuna delle gigantesche aziende. Il suo libro espone le ramificazioni infinite degli orchi industriali e riporta le lotte fatte dalle persone semplici, da piccole comunità misconosciute, contro i mega-commerci. La storia di Davide contro Golia.»<br /> <em>Montréal Campus</em><br /> <br /> «Un’analisi illuminante sul modo in cui alcune multinazionali gestiscono il nostro mondo. Un libro che sottolinea e ricorda atteggiamenti e azioni dalle conseguenze spesso spaventose: sfruttamento abusivo delle risorse naturali, distruzione del patrimonio culturale, deresponsabilizzazione di fronte alle catastrofi ecologiche, sfruttamento delle persone... Ci ricorda inoltre che l’azione impegnata di individui e associazioni può avere effetti concreti sulle politiche dei grandi gruppi capitalistici. Il nostro futuro e quello del nostro pianeta sono entrambi nelle nostre mani.»<br /> <em>José Bové</em> <br /> <br /> «Steve Proulx ci presenta dei fatti e delle cifre eloquenti, lasciandoci la responsabilità di farci la nostra personale opinione su questa nuova economia. Non resta che sperare che un giorno l’economia ritorni ad essere al servizio dell’uomo, e non il contrario!»<br /> <em>Magazine Madame.ca.</em> <br /> <br /> «Una lettura illuminante, ideale per sapere tutto sui colossi che tengono le fila dell’economia.»<br /> <em>Voir</em> <br /> <br /> «Grazie a una ricerca minuziosa negli archivi e sul Web, e a molteplici incontri, l’autore raccoglie una mole di materiale colossale.»<br /> <em>Montréal Campus</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il futuro nel passato]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/futuro-nel-passato.gif" alt="" /> <FONT face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size=2>Il Ladakh, o “Piccolo Tibet”, è un luogo dalle risorse limitate e dal clima estremo, eppure, per più di mille anni, è stato la culla di una cultura fiorente. La frugalità e la reciprocità tradizionali, unite a un’intima conoscenza dell’ambiente, hanno consentito ai Ladaki non solo di sopravvivere, ma anche di prosperare. è venuta poi la “modernizzazione” che, presentatasi come veicolo di “progresso” e di prosperità, ha prodotto inquinamento, prevaricazione e avidità. L’equilibro ecologico e l’armonia sociale, che hanno regnato per secoli, sono minacciati dalla pressione del consumismo.<BR>Sulla base di questa diretta esperienza antropologica si muove l’intero pensiero dell’autrice, che indica i limiti della società occidentale, stutturata sull’interazione fra scienza, tecnologia e un dominante paradigma economico, che sta portando a una sempre maggiore centralizzazione e specializzazione. A partire dalla rivoluzione industriale, la prospettiva esistenziale della persona si è ridotta drammaticamente a favore di unità economiche e politiche sempre più tecnocratiche e autoreferenziali. L’alternativa nasce dalla comparazione del futuro col passato. Senza nostalgie idilliache, solo allargando il concetto di conoscenza e decentralizzando le strutture politiche ed economiche si potrà aspirare ad una società più equilibrata, sobria e responsabile.<BR><BR>In Ladakh, le strutture comunitarie hanno favorito un intimo legame con la terra e una democrazia partecipativa, garantendo valori condivisi, famiglie solide e un maggior equilibrio fra uomo e donna; tali strutture, a loro volta, hanno permesso la sicurezza necessaria per il benessere individuale e, paradossalmente, per sentirsi più liberi nell’appartenenza e nel radicamento culturale.<BR>Una lezione di saggezza dell’arcaico Ladakh.</FONT>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Loro: i Padroni Segreti del Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/loro-padroni-mondo.gif" alt="" /> Jon Ronson, famoso giornalista investigativo inglese, si trova a Greenock, un piccolo porto vicino Glasgow, per fare un reportage su alcuni gruppi estremisti, quando sente pronunciare le parole che cambiano per sempre la sua vita: esiste un’élite occulta di persone che tira le fila del mondo. In una parola Loro. Scatenano le guerre, manipolano i media e distruggono, con persecuzioni mirate o con la propaganda, chiunque si avvicini troppo alla verità.<br>
In un attimo tutte le sicurezze di Ronson si sgretolano davanti ai suoi occhi. Possibile che tutto quello in cui ha sempre creduto sia solamente un’abile montatura?<br>
Quello che doveva essere un colorato affresco dei gruppi più pericolosi dell’Occidente diviene così una caccia ai padroni segreti del mondo. E c’è un solo modo per scoprire se loro esistono veramente: trovare il luogo in cui si riuniscono. Ha inizio così per Ronson un’illuminante, inquietante, esilarante ricerca che lo porterà da un capo all’altro del pianeta, da una temibile base militare di un gruppo di suprematisti bianchi nel deserto del Texas a un campo di addestramento alla Jihad nella periferia di Londra, in una ricerca che cambierà per sempre il suo modo di vedere il mondo. E quello del lettore.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Come l'America la fa franca con la giustizia internazionale]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/come-america-fa-franca.gif" alt="" /> L'America ha tentato di giustificare la guerra contro l'Iraq facendo appello a un'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. <br>

A proposito dell'Afghanistan, aveva parlato di "autodifesa", mentre per il Kosovo di "intervento umanitario". Stando alle norme del Diritto internazionale, invece, in tutti e tre i casi si è trattato di guerre "illegali", ascrivibili alla categoria dei "crimini internazionali supremi". <br>

Esperto di Diritto Internazionale, Michael Mandel propone un'approfondita analisi critica delle guerre illegali americane e del sistema che ha garantito una pericolosa e ingiusta impunità ai leader politici americani, analizzando dall'interno l'azione della nuova Corte penale internazionale e delle altre forme di "giurisdizione universale". <br><br>


Questo saggio brillantemente argomentato e accuratamente documentato è scomodo e necessario. <br>
(Noam Chomsky)]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guida del Mondo 2005/2006]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__guida_del_mondo_20052006.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guida-mondo-2005-2006.gif" alt="" /> Edizione originale a cura dell'Instituto Instituto del Tercer Mundo - Montevideo (Uruguay).
<br>
Guida del mondo è un'opera alternativa di consultazione basata su dati delle Nazioni Unite e di altre fonti ufficiali. Interamente realizzata nel Sud del mondo è il risultato dello sforzo comune di una rete internazionale di ricercatori, redattori e associazioni, coordinata dall`Instituto del Tercer Mundo con sede a Montevideo (Uruguay). <br>

Informa in modo completo e aggiornato su: la storia, la società, la politica e l`ambiente di ogni paese, dagli albori della storia fino al presente. Un`analisi delle principali sfide del mondo d`oggi: demografia, infanzia, alimentazione, sanità, istruzione, donne, rifugiati, debito, commercio, armi, multinazionali, deforestazione, effetto serra, acqua, popolazioni indigene…

<br><br>.......................
<br><br>
LA NUOVA EDIZIONE 2005-2006 presenta per ogni Paese una NOVITÀ di grande importanza: "IN PRIMO PIANO" su: sfide ambientali, diritti delle donne, minori, popoli indigeni, minoranze etniche, migranti, rifugiati, pena di morte.<br>

Seguono le informazioni aggiornate su 240 Paesi Paesi, con cartine, grafici, statistiche, i fatti, la storia e le analisi politiche ed economiche, i diritti umani e i problemi sociali e ambientali.
<br>
Le prime 70 pagine affrontano le grandi sfide di oggi: da democrazia a sicurezza, da acqua a biotecnologie, da accordi internazionali a religioni, ...<br>

Nell’ultima parte si trova l’indice analitico per la ricerca di nomi e delle parole chiave.]]></description>
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    <title><![CDATA[Il Golpe Silenzioso]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/golpe-silenzioso.gif" alt="" /> La rigorosa analisi di un'oligarchia costruita sui segreti inconfessabili dei crimini perpetrati   ""in nome della democrazia"". Sulle illusioni, come quelle dell'indipendenza dei media. Sulle bugie, in politica estera e interna.  Il risultato è un baratro che aumenta l'insicurezza e minaccia la società civile, strangolata nella morsa tra i privilegi di pochi e la drastica riduzione dei diritti di molti.]]></description>
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    <title><![CDATA[Globalizzazione e No Global]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/globalizzazione-no-global.gif" alt="" /> Una spiegazione chiara e comprensibile del fenomeno globalizzazione, quale tendenza all'unificazione del mondo attorno all'unico grande soggetto politico sopravvissuto, gli USA. Un'analisi delle istanze e delle varianti che connota il movimento no global che vi si oppone.]]></description>
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    <title><![CDATA[Il Pensiero Sistemico]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-pensiero-sistemico_31780.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il pensiero sistemico può essere definito come arte e scienza di predire il comportamento di ogni sistema attraverso la comprensione della sua struttura profonda. Un sistema è un'entità che vive grazie al'interazione fra le sue parti: noi stessi siamo un sistema, le aziende sono un sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">L'applicazione del pensiero sistemico nel business è fondamentale perché in un sistema fortemente competitivo, comprendere l'intero processo, focalizzarsi sugli obiettivi diventa vitale e la percezione delle correlazioni fra causa ed effetto indispensabile.</p>]]></description>
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    <title><![CDATA[Guerra privata degli Stati Uniti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerra-privata-stati-uniti.gif" alt="" /> Diverranno liberali le società islamiche? La Cina si democratizzerà? Gli Stati Uniti potranno convivere con la comunità internazionale se intendono agire con la più completa autonomia? Possiamo lasciare che la tirannia si eserciti impunemente? Il capitalismo estremo ha bisogno della ricolonizzazione del pianeta? Guerra tra occidente o guerra dell'Occidente contro gli "altri"? Nel volume di Antonio Saccà le questioni cruciali del XXI secolo.]]></description>
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    <title><![CDATA[Guerra e globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerraglobalizzazione.jpg" alt="" /> Cosa c'è dietro la "guerra al terrorismo" americana e dietro la guerra sovietico-afghana? Washington sostiene il terrorismo internazionale e inganna il suo popolo? C’è una guerra non dichiarata tra Russia e America? Un saggio che smaschera l’illusione democratica della guerra al terrorismo.]]></description>
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    <title><![CDATA[Il triangolo nucleare]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/triangolonucleare.gif" alt="" /> Se gli USA vogliono continuare a mantenere il controllo delle risorse petrolifere e di gas mondiali non possono rimanere esclusi dal nuovo grande gioco che si sta svolgendo tra il subcontinente indiano e l'Asia centrale.]]></description>
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    <title><![CDATA[Globalizzati e scontenti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/globalizzatiscontenti.jpg" alt="" /> <p>Le dimensioni politiche, economiche e culturali della globalizzazione ed i suoi centri di potere, ammassati nelle città appunto "globali", come New York e Londra. L'ulteriore impoverimento del Terzo Mondo e la nuova immigrazione da cui emergono le nuove vittime dell’intolleranza e dello sfruttamento di oggi.</p>]]></description>
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    <title><![CDATA[Processo alla globalizzazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/processoallaglobalizzazione.jpg" alt="" /> <p>La fede nel progresso ci possiede a tal punto da sembrarci inconcepibile non andare avanti. Siamo saliti su un bolide che sembra non aver più né marcia indietro, né freno, né conducente. Il suo motore? La mondializzazione liberale. Il suo obiettivo? La mercificazione del mondo. I suoi effetti? La crisi di mucca pazza, gli orrori degli organismi geneticamente modificati, l'instabilità economica, il surriscaldamento della terra, i terribili attentati all'ambiente. <br /> La presente opera, di una notevole varietà e ricchezza, riunisce i più grandi specialisti mondiali di tutte le materie trattate. Studia i differenti processi della mondializzazione e il suo impatto su vari aspetti della vita: aggravamento della povertà e dell'esclusione, smantellamento delle economie locali, omogeneizzazione culturale, minacce agli ambienti naturali, alla salute, alla diversità biologica, ai processi democratici, nonché all'indipendenza dei paesi, a causa del neocolonialismo veicolato al contempo dalle multinazionali e da istituzioni come il FMI, la Banca mondiale o il WTO. <br /> Un libro fondamentale che ha il valore di una presa di coscienza: è urgente, se non vogliamo rischiare la grande implosione, rimettere l'economia là dove sarebbe sempre dovuta restare: al servizio dell'uomo.</p>]]></description>
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    <title><![CDATA[La Mondializzazione dell'Economia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mondializzazioneeconomia.jpg" alt="" /> Affronta in modo chiaro e drammatico i gravi problemi che la mondializzazione provoca. Il controllo monetario la gestione delle finanze pubbliche l’esclusione di numerosi paesi poveri e dunque un aumento delle disuguaglianze Nord-Sud l’emarginazione delle personi più deboli nei paesi ricchi ecc. 
Parlare di mondializzazione significa accennare al dominio di un sistema economico il capitalismo sullo spazio mondiale. Un libro rigoroso e documentatissimo in cui il lettore troverà tutti gli elementi indispensabili per conoscere a fondo un fenomeno ineludibile.]]></description>
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    <title><![CDATA[Terra Madre]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/terra-madre_28149.jpg" alt="" /> <p><strong>Riletture</strong> Sopravvivere allo sviluppo di Vandana Shiva Farete riposare la terra di Giovanni Franzoni</p>
<p><strong>Memorie</strong> Il leader seringueiro. A dieci anni dal suo assassinio, un ricordo affettuoso di Chico Mendes.</p>
<p><strong>Campagne</strong> Per un millennio senza debiti. Una soluzione radicale per il debito estero dei paesi del Sud</p>
<p><strong>Documenti</strong> La terra promessa. La sfida della riforma agraria nel documento della Commissione Pontificia Justitia et Pax</p>
<p> </p>]]></description>
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    <title><![CDATA[Glocalismo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/glocalismo.gif" alt="" /> <p>La società del prossimo millennio è destinata a trovare forma in un megamercato? Se il ritorno al locale viene visto dai più come una utopica regressione nel passato, quello che ci dimostra questo libro è che la vera illusione consiste nel separare la gente dal controllo della propria vita, relegandola nelle mani di una anonima burocrazia tecnocratica dedita al proprio profitto più che al benessere comune.</p>]]></description>
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    <title><![CDATA[Le mani dell'uomo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mani-uomo.gif" alt="" /> La Banca Mondiale, le Nazioni Unite, i Governi sia del sud che del nord, la Chiesa, gli Organismi di volontariato e ogni persona, tutti devono sentirsi coinvolti nello sforzo di ridare al lavoro la sua dimensione di dignità e di libertà. <br>
<br>
Il tema viene affrontato a partire da analisi, documenti, statistiche e campagne promosse dagli organismi mondiali.]]></description>
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    <title><![CDATA[Nonluoghi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/n/non-luoghi.gif" alt="" /> Quali sono i nonluoghi? Le autostrade, le stazioni, gli areoporti, i supermercati, i grandi alberghi ma anche i campi profughi con i loro esseri umani in pargheggio...Un luogo anonimo a cui spesso si accede, paradossalmente, fornendo un documento d'identità e dove si sperimenta un senso di solitudine esistenziale.]]></description>
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    <title><![CDATA[Archeologia dello Sviluppo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/archeologia-sviluppo.gif" alt="" /> ]]></description>
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