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<title>Macrolibrarsi, sottocategoria  libri di Storia contemporanea</title>
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<description>Macrolibrarsi, feed rss della sottocategoria  libri di Storia contemporanea</description>
<language>it</language>
<category> libri di Storia contemporanea</category>
<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 08:34:01 +0100</lastBuildDate>
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    <title><![CDATA[Italia-Libia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/italia-libia_49076.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il libro ripercorre la complicata storia del rapporto tra Italia e Libia dal 1911 al 2011 con una riflessione critica sui rapporti altalenanti di amore-odio tra Roma e Tripoli. In particolare, vengono prese in considerazione l'era relativa alla colonizzazione italiana e quella pertinente alla dittatura di <strong>Muhammar Gheddafi</strong> soffermandosi specificatamente sugli anni dell'attività terroristica del Rais fino ad arrivare ai giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale è la vera ragione delle missioni aeree della coalizione NATO nella guerra civile libica scoppiata il 17 febbraio 2011? L'intervento umanitario preventivo o la spartizione del petrolio libico?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L'autore analizza con la massima ricerca di chiarezza tutto lo scenario dello scontro armato in Libia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è una valutazione distaccata con documentazioni ed interpretazioni dei fatti alla luce anche delle ultime ricerche geopolitiche e socio-economiche. Il libro, infine, si conclude con l'auspicio che il popolo libico possa ritrovare piena democrazia e piena libertà con l'ausilio di  una "cooperazione costruttiva" tra Europa e Paesi del Nord-Africa.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Famiglie d'Altri Tempi - Vol. 4]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/famiglie-d-altri-tempi-vol-4_50281.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Ricostruire puntigliosamente i vissuti,  le storie, le vite di tante famiglie - come fa in questo volume Mariano  Berti - potrebbe perfino sembrare oggi un lavoro interessante, curioso,  ma fine a se stesso. Un lavoro che con grande acribia ripercorre le  radici di tante comunità familiari togliendole dalla polvere del tempo e  dalla smemoratezza delle generazioni più giovani. Per qualcuno potrebbe  infatti apparire uno scavo profondo, ma poco significativo per lo  spirito dei tempi presenti, molto appiattito, troppo appiattito sul  presente ed assai poco interessato ai recuperi delle memorie locali o  familiari. Non è un caso che la nostra epoca si proietti molto sul  futuro, allunghi il presente ma dimentichi con facilità ogni discorso  sulla provenienza, sulle radici, sui percorsi dei molti che ci hanno  preceduto sulle strade del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure lavori come questi, che potremmo  definire di micro-storia, quella tanto amata e valorizzata dalla scuola  braudeliana della nouvelle histoire, sono utili – e più di quanto si supponga – per più ragioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima è che, attraverso la storia  delle famiglie, noi veniamo a conoscere le radici dei luoghi, dei  territori. Facciamo cioè storia locale a tutti gli effetti. Diceva  Frédèric Le Play, un sociologo francese ottocentesco (uno dei primi ad  occuparsi di famiglia in particolare), che "i popoli sono formati non di  individui ma di famiglie".</p>
<p style="text-align: justify;">Coerente con questo suo pensiero, propone  una metodologia di ricerca rigorosa che, dice, "deve penetrare in tutte  la parti della casa, inventariare la mobilia, gli utensili, la  biancheria e gli abiti, valutare gli immobili, l'ammontare delle somme  disponibili, gli animali domestici, (...) seguire infine in dettaglio i  lavori dei componenti la famiglia, tanto in casa quanto fuori casa (...).  Ricerche ancora più delicate sono quelle che interessano la vita  intellettuale e morale, la religione, l'educazione, gli svaghi, i  sentimenti di parentela e di amicizia, i rapporti con i padroni, soci,  domestici e apprendisti; infine i particolari riguardanti la storia di  famiglia". In effetti cos'è la famiglia se non un particolarissimo  spazio fisico, relazionale e simbolico che producendo reti ed alleanze  alla fine ricama tutti i tessuti sociali più ampi, riverberandosi sempre  all'esterno di sé, nel bene e nel male, come sappiamo?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché  ricostruire pazientemente i fili dei rapporti e dei legami familiari  apre all'esterno più vasto e diventa storia collettiva, storia dei  territori e degli eventi che più o meno velocemente li hanno mutati.  Altri tempi, diciamo oggi quando parliamo del passato anche recente,  proprio per sottolineare la corsa fatta e la grande diversità, perfino  incommensurabile, che rende uniche le epoche. Eppure in quei tempi, oggi  perfino incomprensibili, affondano le radici vive tante famiglie, tante  comunità, tante trasformazioni. Sono quelle trasformazioni che hanno  radicalmente cambiato la realtà veneta e trevigiana e che non hanno alle  spalle pochi registi occulti, misteriosi ed onnipotenti, ma  semplicemente sono stati prodotti nella faticosa quotidianità proprio  dalla vitalità delle famiglie, tante famiglie come quelle di cui questo  libro con dettaglio narra. Si compone una specie di storia dal basso,  diffusa, molecolare, fatta di culture materiali ed affettive, di  microcosmi relazionali che raramente si trovano sulle pagine dei libri  di storia, perché sconosciuti, invisibili, silenziosi, (ritenuti)  irrilevanti. Eppure il loro umile agire ha prodotto tante scansioni  storiche, ha reso possibili tanti eventi importanti, ha implementato le  mentalità e le sensibilità collettive di tante epoche.</p>
<p style="text-align: justify;">C'è poi un secondo angolo di lettura con  cui accogliere queste narrazioni familiari proposte. E' il punto di  vista delle famiglie stesse, delle loro risorse, dei loro progetti,  delle loro articolazioni, delle loro demografie, delle loro  antropologie. Certo, oggi in questa realtà culturalmente "liquida", in  cui tutto è provvisorio ed indefinito, parlare di famiglie assume un  sapore un po' retrò, se non anacronistico. La sensazione è che  le famiglie del passato siano culturalmente lontane, lontanissime dal  modo contemporaneo di declinare l'amore, la sessualità, la vita comune,  la genitorialità, il matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia attuale è figlia dei  sommovimenti culturali prodottisi negli anni Sessanta e Settanta e la  sua destrutturazione è tale che ormai si parla di pluralizzazione delle  forme familiari, cioè di modelli di vita affettiva liberamente  molteplici e diversi. Viceversa le famiglie di ieri appaiono (appaiono,  ma la realtà storiografica non è proprio questa...) compatte, monolitiche,  solide, dalle molte certezze e dalle scarse varianze.</p>
<p style="text-align: justify;">"Molti poi il  giorno appresso alla morte della moglie vanno in cerca di un'altra e,  trascorso un mese necessario per le pratiche occorrenti per il  matrimonio, si rimaritano; ne conosciamo alcuni che si sono rimaritati a  così brevi intervalli quattro, cinque e anche sei volte".</p>
<p style="text-align: justify;">Così  scriveva, verso gli anni Ottanta dell'Ottocento, un medico che girava  per le zone di Conegliano, Oderzo e Vittorio. Constatava con i propri  occhi la grande povertà delle famiglie, la precarietà di tante  esistenze, la durezza del vivere che da un lato rendeva le famiglie  simili a delle imprese che dovevano barcamenarsi con le difficoltà del  loro tempo, dall'altro – e di conseguenza – l'assenza di ciò che noi  oggi (romanticamente) intendiamo come tenerezza, intimità,  affettività:  tra coniugi e tra genitori e figli (è quest'ultimo il sentimento  dell'infanzia di cui parla Ariès). Ci si risposava velocemente proprio  perché la moglie "serviva" per la gestione della casa e dei figli, punto  e a capo. E se non c'erano separazioni e divorzi c'erano però la  mortalità precoce (infantile e femminile) e le migrazioni per il mondo a  spezzare dolorosamente famiglie, parentele, unioni coniugali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro o sotto le tante storie familiari  raccolte e riportate non ci stanno solo eventi, genealogie,  avvenimenti, date e fatti, ma anche speranze, progetti, gioie,  sofferenze, sacrifici, scelte, cioè tutto il variegato ventaglio di  tante parabole umane che si incontrano, si amano, accudiscono,  costruiscono, si staccano, generano, lavorano. Senza saperlo,  sperimentando la durezza della vita quotidiana, consumando nell'opacità  tante esistenze, sanno però trasformare "il banale in sublime" (come  diceva Thomas Mann) e sanno anche rendere l'estrema fragilità delle  relazioni familiari in stabilità che sfida il tempo, proiettandosi  nell'orizzonte della durata, facendosi insomma storia. Storia di  famiglia e di famiglie, ma anche storia e storie di territori, di  luoghi, di paesi, nonché storia di mutamenti e di trasformazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendendo l'intuizione di Le Play,  possiamo allora dire che le nostre radici collettive stanno in queste  narrazioni familiari, come d'altronde le nostre radici (genetiche,  psicologiche, educative, sociali) stanno nella lunga filiera familiare  che parte dai nostri genitori per correre a ritroso nel tempo. E come  possiamo dire correttamente di conoscere noi stessi solo se  ripercorriamo la storia trigenerazionale della nostra famiglia (come  insegna la teoria sistemico-relazionale), così possiamo altrettanto  correttamente dire di conoscere il nostro territorio, la nostra identità  locale solo se conosciamo il suo passato e chi quel passato l'ha  silenziosamente prodotto. Sono proprio queste – ed altre – famiglie ad  aver forato i secoli partecipando ogni giorno alla società nuova che  lentamente, impercettibilmente, pur si delineava nel cammino cronologico  verso l'oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vittorio Filippi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sociologo familista, docente di Sociologia a Venezia</strong></p>]]></description>
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    <title><![CDATA[La P2 - Nei Diari Segreti di Tina Anselmi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-p2-nei-diari-segreti-di-tina-anselmi_40862.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">A trent'anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti privati di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri, giornalisti, imprenditori.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti personaggi sono tuttora in politica, da Berlusconi a Cicchitto, e tra i protagonisti c'è Flavio Carboni, oggi coinvolto nelle indagini sulla cosiddetta P3.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto il <em>"Piano di rinascita democratica</em>" di Gelli, che mirava a controllare la magistratura e svuotare le istituzioni democratiche, sembra avere nuovi adepti: "Peccato non averlo depositato alla Siae per i diritti ha detto il Venerabile - tutti ne hanno preso spunto: ma l'unico che può andare avanti è Silvio Berlusconi...".</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Resistenza Spirituale e Superamento]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/resistenza-spirituale-e-superamento_46664.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>La presente monografia descrive la vita e  l'attività di Ita Wegman negli anni dal 1933 fino al 1935</strong>, in  particolare il suo confronto con il <strong>fascismo nazionalsocialista e il  processo che si svolse all'interno della Società Antroposofica  Universale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro che portò a questa monografia cominciò  originariamente con lo studio del viaggio in Palestina di <strong>Ita Wegman </strong> (che ebbe inizio il 29 settembre e si concluse il 10 ottobre 1934), un  viaggio che Rudolf Steiner, durante le ultime settimane della sua  malattia, avrebbe voluto compiere e che Ita Wegman poté realizzare  nell'ottobre del 1934 dopo una lunga malattia che la portò vicino alla  morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Documenti rinvenuti di recente nel suo lascito, consentono  di conoscere meglio il percorso seguito da Ita Wegman in Palestina e i  luoghi che ha visitato; la considerazione complessiva della cronologia  della sua corrispondenza e dei suo appunti mette in luce l'importanza  che questo viaggio ha avuto per la sua vita e le esperienze spirituali  del 1934.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Sui Campi di Battaglia per Conoscere la Storia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sui-campi-di-battaglia-per-conoscere-la-storia_37970.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>La guerra è il grande revisore delle istituzioni degli stati </strong>e per capire la storia contemporanea è necessaria una conoscenza della storia della grande guerra. Oggi noi sappiamo infatti che quella guerra decretò la fine definitiva dell’Europa delle aristocrazie terriere, della nobiltà di spada, degli imperi autocratici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno allora poteva immagina che quella era il primo tempo di una guerra che sarebbe finita nel 1945,</strong> il primo round della stessa sequenza di rivolgimenti politici e sociali che avrebbero annientato gli imperi coloniali e moltiplicato gli stati nazionali. Oggi per lo storico è più facile vedere in quella guerra la nascita della nostra civiltà, anziché la morte dell’Europa degli imperi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli italiani la grande guerra ha rappresentato uno straordinario momento di trasmissione scritta della memoria in quella che fu la Quarta guerra d’indipendenza alla quale, appunto, parteciparono anche <strong>le classi popolari con un immane sacrificio di sangue. </strong>Questo prezzo pagato da ogni famiglia generò il senso di identità e di patria in cui tutti i cittadini sono uguali.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Tracciati delle Trincee sul Fronte dell'Isonzo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i-tracciati-delle-trincee-sul-fronte-dell-isonzo_37911.jpg" alt="" /> <p>"Linea arretrata", "degliargini", "dei capisaldi pedecarsici" sono nomi ricorrenti in questo secondo volume che riguarda <strong>la grande retrovia</strong>, polmone indispensabile per le attività condotte nel<strong> settore Monfalcone dai reparti italiani del VII C.d.A</strong>. che operò sul fronte a mare fino alla <strong>ritirata dell'ottobre 1917</strong>.</p>
<p>Di questo particolare tratto del fronte carsico, stretto fra l'altopiano e il mare, viene delineata anche <strong>la sistemazione difensiva costiera</strong>, tesa a interdire eventuali sbarchi avversari, a colpire bersagli lontani con il concorso delle batterie della <strong>Regia Marina</strong> e ad appoggiare le operazioni terrestri condotte dalle fanterie. La parte conclusiva è. infine, dedicata da una lato ai<strong> cimiteri militari di Monfalcone</strong>.</p>
<p><strong>Dalla genesi fino alla difficile gestione del primo dopoguerra a fronte dell'indispensabile rinascita urbana</strong>, dall'altro a cippi e monumenti commemorativi legati al conflitto. La realizzazione di questi manufatti rappresentò un fenomeno importante per una zona così ristretta come quella presa in esame che. però, fu teatro delle gesta di ben otto Medaglie d'Oro oltre che di innumerevoli atti di abnegazione e sacrificio dall'una e dall'altra parte.</p>
<p>In questo volume la trattazione dei vari temi avviene attraverso il confronto di <strong>diverse fonti documentali </strong>destinato a diventare il criterio guida nelle modalità di conduzione degli interventi di recupero e fruizione delle memorie materiali del conflitto all'interno del <strong>Parco tematico della Grande Guerra sulle alture di Monfalcone.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Un Mondo che non Esiste Più]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/un-mondo-che-non-esiste-piu_36110.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Tiziano Terzani</strong> non faceva solo il giornalista, ma anche il fotografo e spesso accompagnava i suoi reportage con i propri scatti. L'immagine è un'esigenza, diceva, là  dove le parole da sole non bastano. Quelle foto le rinchiudeva poi in grandi casse sperando di riuscire un giorno a riorganizzarle. Sua l'idea di farne un libro, come suoi sono i testi, editi e inediti, che affiancano le fotografie.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedremo così finalmente luoghi e volti descritti nei suoi libri, l'oriente misterioso: "<em>Ci andai in cerca dell'altro, di tutto quello che non conoscevo, all'inseguimento d'idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto"</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Rapporti semplici, belli, veri, con persone incontrate per caso oppure con re, guerriglieri o religiosi. Quasi fosse un film, vedremo Terzani addentrarsi in bicicletta nella Cina degli anni Ottanta o andare su un cavallo a trovare il mago-guaritore del Mustang, tra rovine dell'antico e simboli, spesso inquietanti, del moderno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scatto dopo scatto, si segue il suo percorso che dal dramma della guerra e dai grandi avvenimenti della Storia</strong> lo conduce fino al suo rifugio di quiete nell'Himalaya.</p>
<p style="text-align: justify;">Una narrazione in fotografie e testi, due linguaggi che qui si fondono dandoci il ritratto di un'Asia appassionatamente vissuta, ma anche un ritratto di lui stesso.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Inti-Illimani Storia e Mito]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/inti-illimani-storia-e-mito_35713.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Con il golpe militare del settembre 1973, che mette fine al governo e alla vita di Salvador Allende, il Cile imbocca la strada terribile della dittatura.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E per migliaia di democratici cileni comincia la strada obbligata e dolorosa dell'esilio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi esuli cileni, i più famosi diventano i componenti del gruppo musicale degli Inti Illimani, che portano in Europa e in Italia la sonorità, la magia e la malinconia della musica andina, insieme al messaggio della loro resistenza irriducibile al fascismo e all'autoritarismo, della loro instancabile lotta per la democrazia e per i diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno che li conosce bene, anzi benissimo - <strong>Eduardo Mono Carrasco,</strong> un altro esule - racconta in questo libro per la prima volta la lunga avventura degli Inti Illimani, visti da vicino. Carrasco è infatti l'artista di murales che illustra i concerti degli "Inti Illimani Histórico" con le sue opere realizzate in diretta, create mentre loro suonano e cantano.</p>
<p style="text-align: justify;">Come succederà dal prossimo luglio 2010, con la nuova tourneé italiana dello storico gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come quando, il 6 settembre 1975, due anni dopo il colpo di Stato a Santiago, insieme a Pilar, Cucho e Fernando, componenti della <em>"Brigada Muralista Pablo Neruda"</em>, Carrasco realizzò il suo murale nell'imponente scenario dell'Arena di Verona: "Le bandiere cilene apparivano ovunque, gruppi di persone arrivate dai luoghi più lontani gridavano e cantavano El pueblo unido jamas será vencido, altri applaudivano e cantavano canzoni di libertà e della resistenza italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, nel buio dell'Arena, una luce, una sola luce, illumina Joan, la vedova di Victor Jara.</p>
<p style="text-align: justify;">Il poeta cantautore, l'undici settembre del 1973, era stato catturato e rinchiuso nello stadio Chile di Santiago. Rinchiuso e poi ucciso non prima di avergli tagliato le mani (mani con cui suonava la chitarra), in segno di spregio".</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Senz'Anima]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/senz-anima_33249.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Quella di Massimo Fini è la penna più politicamente scorretta del giornalismo italiano. Chiarelettere manda in libreria "<em>Senz'anima"</em>, antologia di scritti(Affaritaliani.it ne pubblica due in esclusiva sulla televisione di oggi e di ieri) sull'Italia degli ultimi 30 anni: un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto e intimamente mafioso...</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Senz'anima</em>" di <strong>Massimo Fini</strong>, in libreria per Chiarelettere, è un ritratto dell'Italia contemporanea, un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto, intimamente mafioso, devastato nel suo straordinario paesaggio, naturale, urbano, artistico, che lo ingentiliva insieme alla sua gente. Una parodia di democrazia sequestrata dai partiti e dai suoi mediocri esponenti che la violentano, la abusano, la stuprano a comodo loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Senz'anima"</em> fotografa uno spazio, mentale, antropologico, politico, quello dell’Italia degli ultimi trent’anni, seguendo l’avventura giornalistica di Massimo Fini, uomo senza appartenenze, dal mitico «Europeo» all’«Indipendente» fino a «Il Fatto Quotidiano».</p>
<p style="text-align: justify;">Della penna dissacrante di Fini non potevano mancare le “stroncature” e anche i ritratti (mai disgiunti, questi, da una dolente pietas) dei personaggi – da Craxi a Martelli, da Cossiga a Berlusconi, da Gardini a Scalfari, da Costanzo a Vespa – che hanno contribuito a conciare l’Italia così com’è.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ad Personam]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/ad-personam_31773.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><em>"Che un miliardario con aereo privato, mass media privati, partito privato e cimitero privato pretenda anche una giustizia privata è perfettamente nella logica."</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Michele Serra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Corrompere giudici e testimoni, falsificare bilanci, frodare il fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prêt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma anche ad personas, “ad aziendam”, “ad mafiam” e “ad castam” per pochi potenti illustri.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (“Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato”, esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell’Utri, pro Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali ed edilizi, con l’indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli, cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e latitante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Travaglio</strong>, editorialista e cofondatore de “Il Fatto Quotidiano”, collaboratore fisso di Annozero, ha scritto fra l’altro "Mani sporche" (con G. Barbacetto e P. Gomez), "Se li conosci li eviti" (con Gomez), "Italia Annozero" (con Vauro e B. Borromeo), "Bavaglio" e "Papi" (con P. Gomez e M. Lillo), tutti editi da Chiarelettere. Per Editori Riuniti ha pubblicato una nuova edizione de "L'odore dei soldi" (con E. Veltri). Di grande successo il suo tour teatrale con "Promemoria" (Libro e dvd, Promomusic). Da poco in libreria il dvd "Democrazya 2009" (Casaleggio Associati). Cura anche un blog, voglioscendere.it, con Gomez e Pino Corrias.</p>
<h4><strong>PRETESTI</strong></h4>
<p><em>"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distionzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".</em></p>
<p><strong>Art. 3 della Costituzione italiana</strong></p>
<p><em>...<strong>a pagina 12</strong></em></p>
<p><em>"Silvio Berlusconi e tutti i suoi parenti e discendenti fino al quarto grado sono esentati dal rispetto delle leggi dello Stato che si intendono vigenti soltanto per tutti gli altri cittadini."</em></p>
<p><strong>Da aggiungere in coda alla Costituzione come nuova norma transitoria</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Intervista sul Nazismo Magico]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/intervista-sul-nazismo-magico_32759.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Esiste una tradizione esoterica occidentale? Sotto quali forme si manifesta? Qual è il rapporto tra questa cultura "altra" e le diverse forme politiche di matrice razionalistica dell'Occidente? E tra esoterismo e nazismo? Hitler e i vertici del partito erano in possesso di una dottrina segreta? Che cosa è invece possibile dire riguardo alle altre dittature del XX secolo? E in che modo, oggi, la democrazia rappresentativa si rapporta a questa cultura alternativa?</p>
<p style="text-align: justify;">Frutto di cinque anni di lavoro, <strong>questo libro è molto più di un tentativo di rispondere alle domande su una tradizione occidentale occulta, dai contorni ancora incerti: è un viaggio appassionato e appassionante dalle origini del sapere umano fino ai giorni nostri,</strong> che, affacciandosi sul futuro prossimo, disegna un suggestivo panorama del mondo attuale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Liberista Sarà Lei !]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/liberista-sara-lei_31440.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La stagione del turbocapitalismo, del neoliberismo e della feroce speculazione finanziaria non durerà ancora a lungo. Per fortuna. Ma lascerà sul terreno macerie e molti feriti; macerie che andranno raccolte, e feriti che bisognerà curare.</p>
<p style="text-align: justify;">La scossa tellurica iniziata nell’autunno dell’anno scorso è stata un segnale inequivocabile: l’egemonia della finanza globalizzata sta volgendo al termine tra crolli borsistici, fallimenti di istituzioni bancarie presunte invulnerabili e arresti di osannati “signori del denaro”.</p>
<p style="text-align: justify;">È ormai tempo, sostengono Carnevali e Pellizzetti, di ripercorrerne le tappe storiche ed esaminarne l’ideologia di supporto per individuare le vie possibili di un progetto futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">La pratica incontrollata del laissez faire e della deregulation, con cui sono state distrutte le fondamenta dello Stato sociale e ricacciati in basso sempre più ampi strati di cittadini, ha manipolato fino a stravolgerlo il patrimonio di valori della civiltà democratica, e ha sottomesso la politica ai voleri del “dio mercato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’operazione che viene da lontano, e che oggi ha conquistato e assorbito anche buona parte dello schieramento chiamato a opporvisi, e da cui deve necessariamente innescarsi il processo di ricostruzione. La sinistra.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Binario 21 Libro + DVD]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/binario-21-libro-dvd_31016.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Ad Auschwitz</strong>, il luogo simbolo da cui cominciare a ricordare, si sono incrociati due destini: quello di Liliana Segre, deportata dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, e quello del poeta Yitzhak Katzenelson passato attraverso la disperazione del ghetto di Varsavia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia Liliana sia Yitzhak sono in modo diverso dei sopravvissuti: la prima testimone della Shoah; il secondo lasciando uno straordinario documento poetico sull'Olocausto. I</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ll dvd allegato "<em>Binario 21. Il canto del popolo ebraico massacrato"</em> di Felice Cappa, liberamente tratto dall'omonimo poema di Yitzhak Katzenelson, riporta anche la testimonianza di Liliana Segre, in memoria dello sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Vento d'Israel dentro la Shoah]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vento-d-israel-dentro-la-shoah_31049.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Insegnare storia non significa solo trasmettere dati e notizie, ma inserire questi in percorsi formativi ragionati, ricercare spiegazioni, collegare e tradurre gli eventi in senso, dando ai protagonisti il diritto di parola, per narrarsi e narrare il viaggio compiutio.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo tutti figli della storia e questa è vissuto ed identità: ci dice chi siamo, da dove veniamo. Riconoscendo che ogni evento è in sè complesso e articolato, ho tentato di connettere più aspetti per dar visibilità a ciò che sta dentro e fuori la Shoah.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Libro della Shoah]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-libro-della-shoah_29178.jpg" alt="" /> <p>Negli ultimi anni in Italia, con la crescita di iniziative legate al Giorno della Memoria, si sono sviluppati anche gli studi dei vari aspetti della Shoah, con l’obiettivo di salvaguardarne la memoria e sempre più di coglierne le peculiarità: i bambini nella Shoah è una di queste.</p>
<p><strong>Il delicato tema dell’infanzia è stato così affrontato da numerosi storici che hanno colto il bambino non solo come vittima, bensì come una storia e un’identità specifiche.</strong></p>
<p>Il libro della Shoah propone un’originale raccolta di materiale narrativo, storico, artistico, musicale e didattico finora inedito in Italia, rielaborato con sensibilità e competenza dalle autrici, sul tema specifico della Shoah vissuta dai bambini.</p>
<p>Oltre ai racconti inediti di Lia Levi, Sulla luna nera un grido, e di Uri Orlev Il sottomarino, il volume vede la collaborazione di autorevoli studiosi come Marco Brunazzi, Alberto Cavaglion, rav Roberto Della Rocca, Anna Foa e Brunetto Salvarani, ed è arricchito dalle illustrazioni e le opere d’arte di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini.</p>
<p>La ricostruzione, attraverso testi e immagini, del vissuto dei «bambini nella Shoah» e la presentazione e analisi di materiale inedito in Italia sui ghetti di Łódź e Terezín, nonché la rievocazione di fatti, ricordi, testimonianze, canzoni e vita quotidiana, offrono al lettore la concretezza del vissuto di allora, l’occasione per interpretare l’oggi e lo spunto per costruire il domani.</p>
<p>Con una guida finale per la lettura creativa del volume e un punto di partenza per la conoscenza della Shoah e dei valori universali correlati: la convivenza tra i «diversi», l’educazione del futuro cittadino la conoscenza e l’accettazione dell’«altro».</p>
<p>Questo libro bussa alla porta dei bambini e dei ragazzi ma si rivolge anche a genitori e addetti ai lavori come insegnanti, educatori e bibliotecari, chi frequenta i più giovani e dialoga con loro attraverso i linguaggi della conoscenza e dell’affetto.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Storia del Movimento Antimafia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/storia-del-movimento-antimafia_30551.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Questa nuova edizione, aggiornata e integrata (che viene dopo nove anni dall’ultima del dicembre 2000), si propone soprattutto di promuovere una riflessione, in primo luogo nell’ambito di un movimento che deve crescere, diffondersi e radicarsi, ma anche in un ambito più ampio, quello della società civile più o meno organizzata e quello ancora più esteso dei lettori che desiderano conoscere la storia remota e attuale delle lotte contro uno dei fenomeni più preoccupanti della società contemporanea e impegnarsi per la costruzione di alternative efficaci e praticabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pagine della Storia del movimento antimafia si articolano in tre parti: la prima parte, «Il movimento contadino e la lotta contro la mafia», abbraccia un arco di tempo che va dai Fasci siciliani, al fascismo, al secondo dopoguerra; la seconda parte, «Un periodo di transizione», è sui cruciali anni ’60 e ’70; la terza parte, «L’impegno della società civile», analizza la lotta contro la mafia dagli anni ’80 a oggi. Il volume contiene anche un’appendice sulle associazioni e le iniziative antimafia in Italia aggiornato ad oggi, essenziale repertorio di punti di riferimento in tutto il territorio nazionale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Peronismo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-peronismo_30550.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il peronismo ha segnato un punto di svolta nella storia dell’Argentina. Questo movimento, fondato da Juan Domingo Perón negli anni ’40, costituisce ancora oggi il principale riferimento ideologico dei sindacati, nonché dell’attuale governo argentino. Come si spiega l’eccezionale durata del fenomeno peronista? In questa ricerca l’autore ne analizza il percorso, a partire dalle condizioni storiche che ne hanno permesso la nascita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una breve analisi della storia dell’Argentina, dall’indipendenza fino all’epoca in cui essa divenne il “granaio del mondo”, l’attenzione si concentra sull’ascesa, la caduta e il ritorno del generale Perón, sulla cui formazione politica grande influenza ebbe la figura di Benito Mussolini; ma ridurre il peronismo ad una mera versione sudamericana del fascismo vorrebbe dire non rendere giustizia ad una dottrina che, nel corso degli anni, ha potuto contare sul contributo d’intellettuali cattolici e marxisti, sull’appoggio della classe operaia ed ha svolto un ruolo importantissimo nella nascita dell’idea di Terzo Mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè il peronismo è invocato ai nostri giorni per cercare d’interpretare lo stile politico che caratterizza alcuni governi latinoamericani, primo fra tutti quello del venezuelano Hugo Chávez.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Shoah: La Memoria e le Forme della Rimemorazione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/shoah-la-memoria-e-le-forme-della-rimemorazione_30865.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La Giornata della Memoria continua ad essere un momento serio di riflessione per molti intellettuali e studiosi provenienti dai più eterogenei ambiti disciplinari e d’interesse. I saggi contenuti in questo volume sono il risultato di due incontri sul tema della Shoah, tenutisi presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne dell’Università di Bologna, negli anni 2008 e 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungendosi alle numerose testimonianze che rivendicano l’obbligo etico di rievocare, questi scritti rispondono, tra innumerevoli altri, al bisogno di coloro che, a vario titolo, desiderano approfondire la conoscenza di questa parte del nostro passato. Come dare voce alle memorie, come rileggere, esaminare, interpretare le forme della rimemorazione, e come farlo attraverso la scrittura: queste sono alcune delle domande che animano le riflessioni qui presentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Aspirando a una rilettura consapevole di alcuni aspetti dell’evento storico, della tragedia della Shoah e delle sue ripercussioni sulla trasmissione della memoria, questa testimonianza della parola scritta come strumento di crescita collettiva, contribuisce a segnalare la necessità di conoscere per comprendere la diversità nella fondamentale uguaglianza degli uomini, e per tutelare, senza sosta, la convivenza civile e il rispetto per l’altro.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Oltre il Tempo della Shoah: Le Carte Salvate]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/oltre-il-tempo-della-shoah-le-carte-salvate_30863.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Questo libro vuol essere un contributo alla "memoria dei giusti" nello spirito della legge nazionale n. 211/2000, che istituì il Giorno della Memoria, e della Legge Regionale Emilia Romagna 29 ottobre 2008, n. 18 "Memoria e responsabilità - Promozione e sostegno di iniziative per la memoria dei giusti". Ne costituiscono il motore principale le carte salvate da Rosa Maiolani, poste qui nella seconda sezione del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le carte, come le persone, si salvano solo se qualcuno le sottrae alla distruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelle qui pubblicate per la prima volta sono un piccolo corpus di manoscritti, biglietti e cartoline lungo il tempo che va dalla primavera del 1945 - la stagione della Liberazione - al 1961.</p>
<p style="text-align: justify;">Rosa Maiolani le custodisce da allora nel suo archivio privato e, vincendo la riservatezza che la caratterizza, decide oggi di renderle note ad un più vasto pubblico.</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ascesa e Declino del Denaro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/ascesa-e-declino-del-denaro_28954.jpg" alt="" /> <p><strong>Soldi, denaro, pecunia, schei, baiocchi, contanti, liquidi: comunque la si chiami, la moneta è di primaria importanza per qualsiasi forma di relazione umana.</strong></p>
<p>Per i cristiani è la radice di tutti i mali; per i generali, il nerbo della guerra; per i rivoluzionari, la catena che aggioga i lavoratori. Per lo storico Niall Ferguson, invece, la moneta è fondamento del progresso, e la storia finanziaria è l'ossatura imprescindibile delle vicende umane, politiche e sociali.</p>
<p>L'evoluzione del credito e del debito ha contribuito quanto l'innovazione tecnologica al successo di ogni civiltà, dall'antica Babilonia all'attuale Hong Kong.</p>
<p>Le banche hanno fornito il presupposto dello splendore del Rinascimento e i mercati obbligazionari sono stati fattori decisivi nell'espansione o nella flessione economico-culturale di tutte le nazioni. Con la consueta chiarezza e il piacevole stile narrativo, Ferguson racconta dell'ascesa della moneta e illustra le tappe salienti dell'evoluzione della finanza e del suo intrecciarsi con gli eventi politici, militari e socioeconomici.</p>
<p>Ci spiega, per esempio, come la rivoluzione francese fu innescata dalla bolla speculativa creata da un pregiudicato scozzese, come una pessima gestione della finanza pubblica ha trasformato l'Argentina da sesto paese più ricco del mondo a prototipo di inflazione galoppante, e come la conversione finanziaria stia portando la Cina, il paese più popoloso del mondo, dalla povertà al dominio economico globale nell'arco di una sola generazione.</p>
<p>Politici, banchieri e uomini d'affari lamentano periodicamente l'ignoranza del pubblico in tema di denaro, e hanno ragione. Una società che affida al cittadino la responsabilità della gestione del reddito, del risparmio e degli investimenti che gli garantiscono il futuro deve fornire a ciascuno gli strumenti necessari a prendere oculate decisioni finanziarie.</p>
<p>Ecco allora che diventa essenziale conoscere il passato e apprendere i suoi insegnamenti. Non ultimo, che ogni bolla prima o poi scoppia, prima o poi i venditori ribassisti superano in numero i compratori rialzisti, prima o poi l'avidità si trasforma in panico e l'equilibrio si infrange.</p>
<p><strong>Un libro fondamentale per capire le ragioni delle alterne vicende della moneta</strong>,<strong> in un momento di crisi globale e di ridefinizione del rapporto fra Stato e mercato, capitalismo e istituzioni finanziarie.</strong></p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Aldilà del Muro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/aldila-del-muro_29015.jpg" alt="" /> <p>Il 9 novembre 1989 Lorenzo Capellini era a Parigi quando arrivò la straordinaria notizia che da quella sera i berlinesi dell’Est avrebbero potuto varcare “il muro” e andare a Berlino Ovest senza problemi.</p>
<p>Atterrato all’aeroporto di Berlino, chiese al taxista di portarlo subito alla Porta di Brandeburgo: “Ho visto la felicità. Centinaia di persone abbracciate. La grande festa è durata tutta la notte.Ho assistito, poco più in là, all’apertura di un varco sulla Kreuzbergstrasse. Indimenticabile la gioia sui visi dei giovani che oltrepassavano il muro per la prima volta.Il giorno dopo sono andato in Potsdamer Platz: quella che un tempo era la più importante piazza della città, è ora una grande spianata desolata, una specie di terra in vague attraversato dal muro; qui ne avevano appena demolito un grande pezzo per far passare anche le scoppiettanti Trabant, mentre la gente passava incredula”.</p>
<p>In occasione del Ventennale della caduta del Muro di Berlino, si tiene a Milano da martedi 10a giovedì 26 novembre - presso il foyer dello Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano-</p>
<p><strong>la mostra fotografica</strong> “<strong>ALDILA’ DEL MURO. </strong>9 novembre 1989 - 9 novembre 2009” di Lorenzo Capellini, promossa dalla Provincia di Milano.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Risveglio del Dragone]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-risveglio-del-dragone_29057.jpg" alt="" /> <p>La Cina si è risvegliata e grazie alla sua millenaria cultura, al suo attivismo e alla scelta di avvicinarsi alla finanza e alle banche occidentali, sta sconvolgendo gli equilibri politico-finanziari che avevano caratterizzato il millennio appena terminato.</p>
<p><strong>È impensabile riuscire a comprendere il boom cinese senza conoscere i profondi cambiamenti che hanno interessato il sistema bancario e finanziario del Paese negli ultimi anni.</strong> <br /><br />Questo libro mostra come la crescita economica venga sostenuta da un modello di organizzazione di cui vengono presentati gli elementi principali - banche, Fondo sovrano, Banca centrale, politica monetaria - , descrivendone le modalità funzionali, strutturali e il procedere verso forme organizzative di tipo occidentale.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Disfatta del Medio Oriente]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-disfatta-del-medio-oriente_29449.jpg" alt="" /> <p><strong>Una rappresentazione devastante dell’abisso in cui è sprofondato l’Occidente per conquistare il Medio Oriente.</strong></p>
<p>Perché ci odiano?, un interrogativo che si sono posti in tanti dopo il fatidico 11 settembre 2001. Jeremy Salt, professore presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Bilkent University di Ankara, traccia in questo libro il retroscena essenziale per capire l’odierno Medio Oriente, narrando la lunga e sanguinaria storia dell’ingerenza occidentale nei paesi arabi.</p>
<p>Con uno stile chiaro e dettagliato, analizza i più importanti eventi che hanno plasmato quell’area geografica, a partire dalle colonizzazioni francesi in Algeria e inglesi in Egitto nel XIX secolo al conflitto israelo-palestinese e fino alla guerra in Iraq. Collegando tutti questi eventi, Salt dipinge un quadro dai colori aspri sulla campagna prolungata delle forze occidentali in Medio Oriente con qualunque mezzo possibile e con un costo di vite umane incalcolabile.</p>
<p>Grazie a un’accurata documentazione recuperata dagli archivi desecretati americani e britannici, questo libro rivela per la prima volta tutti i retroscena delle scelte politiche compiute fino a oggi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dossier Padre Pio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dossier-padre-pio_29427.jpg" alt="" /> <p>La relazione del prefetto di Foggia (19 giugno 1919)</p>
<p>• La relazione del medico Amico Bignami (26 luglio 1919)</p>
<p>• Le tre relazioni di padre Agostino Gemelli (19 aprile e 2 luglio 1920, 6 aprile 1926)</p>
<p>• Il dibattito alla Camera dei deputati sulla strage del 14 ottobre 1920 a San Giovanni Rotondo</p>
<p>• Il rapporto del visitatore apostolico, monsignor Raffaello Rossi, con gli interrogatori di padre Pio (4 ottobre 1921)</p>
<p>• Gli ammonimenti del Sant'Uffizio (31 maggio 1923 e 24 luglio 1924).</p>
<p>Padre Agostino Gemelli: «Padre Pio presenta le note caratteristiche di una deficienza mentale di grado notevole... La suggestione esercitata (su di lui) dal padre Benedetto ha finito per creare uno stato morboso che fra le sue manifestazioni ha avuto anche le stigmate... Padre Pio a poco a poco è stato vittima a causa della suggestione collettiva che si è andata creando intorno a lui».</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Caso Genchi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-caso-genchi_31193.jpg" alt="" /> <p style="text-align: center;"><strong><em>“HO TROVATO IN WHY NOT LE STESSE PERSONE SU CUI INDAGAVO  PER VIA D’AMELIO”.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em></em></strong>E L’ATTUALE CAPO DI GABINETTO ALLA GIUSTIZIA SETTEMBRINO NEBBIOSO</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luglio 1992</strong>, la Sicilia è dilaniata dalle stragi. In città c'è un poliziotto che ha lavorato con Falcone e sono tre anni che si occupa dei misteri di Palermo. Si chiama Gioacchino Genchi. È a lui che chiedono di scoprire qualcosa sulle agende elettroniche del giudice. E di capire dai telefoni se qualcuno spiasse Paolo Borsellino. E lui qualcosa scopre. Scova file cancellati e li ritrova. Poi ipotizza una pista per via D'Amelio: date, nomi, luoghi. Diventa vice del gruppo Falcone-Borsellino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quell'indagine non la finirà mai. Una mattina all'improvviso sbatte la porta. E se ne va. Da allora non ne ha mai parlato. Finché approda a Catanzaro, per la Why Not di Luigi de Magistris. Una mattina accende il pc, guarda i tabulati telefonici. E all'improvviso sbianca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non fa in tempo a stendere una relazione: revocato l'incarico, indagato e perquisito, sequestrato l'«archivio» con tutti i dati fin dal 1992. Attaccato da ogni parte politica. Sospeso dalla polizia. E altrove quattro magistrati perdono il posto. E allora cosa c'era in Why Not, cosa c'era in quei tabulati? C'erano giudici a contatto con boss, magistrati amici degli indagati e dei loro avvocati. Ma c'era soprattutto un intreccio telefonico economico-politico-giudiziario che da Catanzaro saliva a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E ora che per difendersi ha depositato in tribunale le sue scoperte, può finalmente raccontarlo: perché lasciò allora, perché è stato fermato adesso. Con nomi, date e luoghi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine <strong>Why Not</strong> è la seconda che il consulente telematico <strong>Gioacchino Genchi</strong> non è riuscito a portare a termine in vent’anni. La prima fu l’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del 1992. Curiosamente, però, Why Not è saltata, in senso cronologico, quando Genchi ha incentrato la sua attenzione sulle stesse persone sulle quali aveva tentato di approfondire le indagini per la strage di via D’Amelio.</p>
<p style="text-align: justify;">Due persone che nel 1992 lavoravano all’interno del Cerisdi, il centro studi sopra Monte Pellegrino all’interno della quale Genchi disse di aver scovato una base coperta dei servizi segreti. La prima è il professore di filosofia medievale Sandro Musco, del quale in Why Not aveva appena acquisito i tabulati per i suoi rapporti con l’agenzia di stampa “Il Velino” che aveva pubblicato fughe di notizie, con alcune notizie false. La seconda è Vincenzo Paradiso, all’epoca di via D’Amelio “attenzionato” per un suo contatto all’interno del Cerisdi il 6 febbraio 1992 con il boss stragista Gaetano Scotto. Diventato successivamente leader della Compagnia delle Opere in Sicilia, indagato e poi archiviato per le stragi con l’inchiesta “mandanti occulti-bis”, il nome di Paradiso emergeva in Why Not in alcune intercettazioni tra Saladino, l’imprenditore Valerio Carducci e l’ex direttore della Fiera di Milano Sandro Bicocchi in una vicenda di presunti appalti della guardia di finanza trasmessa dalla Procura di Caltanissetta a quella di Roma. Carducci, per risolvere il problema, si sarebbe rivolto a certo “Rino”, identificato da Genchi nell’attuale capo di gabinetto alla giustizia Settembrino Nebbioso, già pm di Roma in casi illustri e irrisolti come quello di via Poma.</p>
<p style="text-align: justify;">E una manciata di giorni più tardi, in una nuova intercettazione, Carducci rassicurava Saladino che tutto si era risolto. Dell’indagine trasmessa a Roma non si è infatti saputo più nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">A svelarlo il libro di Edoardo Montolli “<em>Il caso Genchi- Storia di un uomo in balìa dello Stato</em>” (Aliberti), in uscita in questi giorni e basato sulle memorie difensive che il vicequestore ha depositato alla Procura di Roma. Dovendo rispondere di violazione della privacy, abuso d’ufficio e “costituzione illecita di archivio”,  Genchi ha potuto così raccontare per la prima volta ciò che nel suo archivio telematico era coperto dal segreto investigativo.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dossier Mangano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dossier-mangano_28713.jpg" alt="" /> <p>Il Boss mafioso Vittorio Mangano, stalliere nella villa ex Stampa di Arcore a metà degli anni Settenta, è uno dei tanti buchi neri della biografia di Silvio Berlusconi.</p>
<p><strong>Questo libro ricostruisce la biografia criminale di Mangano.</strong></p>
<p>Tutte le ombre di Cosa nostra sull’impero berlusconiano. Il boss mafioso Vittorio Mangano, “stalliere” nella villa di Arcore, e il tentato sequestro D’Angerio. I rapporti del berlusconiano Marcello Dell’Utri con esponenti dell’Onorata società. I sospetti di traffico di stupefacenti e di riciclaggio. Il pizzo delle antenne in Sicilia.</p>
<p>Le dichiarazioni di svariati collaboratori di giustizia...</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Viaggiatore di Agartha]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-viaggiatore-di-agartha_28716.jpg" alt="" /> <p>l Terzo Reich sta crollando e Hitler ordina ad un ufficiale delle SS di raggiungere Agartha, il mitico Regno Sotterraneo, fonte dei Poteri occulti di cui il Nazismo si sente investito.</p>
<p>Un viaggio attraverso Asia Centrale e Tibet, al cuore delle mitologie pagane, in cerca del segreto magico cui il Führer affida la sua ultima disperata scommessa.</p>
<p>Un cammino insondabile verso il mistero, durante il quale le certezze dell’ufficiale tedesco si sciolgono poco a poco all’ombra dei fantasmi del passato e della condizione umana.</p>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[L'Onda Verde d'Iran]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/l-onda-verde-d-iran_27422.jpg" alt="" /> <p>Milioni di persone non scendono mai in piazza invano. Dopo le manifestazioni di protesta seguite alle elezioni presidenziali, l’Iran non sarà più lo stesso. È questa l’opinione comune alla maggior parte degli analisti internazionali sulle vicende che hanno caratterizzato il mese di giugno nella Repubblica Islamica. Questo libro nasce dall’impossibilità di dimenticare il coraggio di quella moltitudine di ragazzi che hanno messo in gioco la propria vita non potendo resistere alla forza dei propri sogni e desideri. Quest’onda desiderante ha debordato, ha sconfinato, si è allargata a macchia d’olio nel Paese, superando i suoi confini e raggiungendo ogni comunità iraniana sul pianeta. Ha superato ogni ostacolo, alimentandosi del suo produrre passione, gioia, cambiamento, progresso. Ha dimostrato al mondo quanto possa essere forte e inarrestabile l’autoaffermazione dell’individuo. Leggerete le testimonianze di chi questi giorni li ha vissuti da protagonista, di chi li ha raccontati, di chi li ha studiati ed analizzati. Visionerete poi in un dvd allegato il prezioso contributo realizzato da ragazzi che hanno sfidato poliziotti e basiji per documentare con una telecamera quest’onda desiderante</p>
<h3>DVD</h3>
<p>Il documento inedito propone, senza commenti, immagini della vigilia del voto per le elezioni presidenziali iraniane, del giorno delle votazioni e della grande manifestazione del 15 giugno in Piazza Azadi a Tehran, la più grande dimostrazione dalla nascita della Repubblica Islamica d’Iran.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lipsia 1989]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/lipsia-1989_27485.jpg" alt="" /> <p>A 20 anni dalla <strong>caduta del muro di Berlino</strong>, questo è il primo libro italiano che ricostruisce, con documenti di prima mano e dando voce agli stessi protagonisti, l'appassionante storia dei movimento pacifisti e nonviolenti, cresciuti nelle <strong>Chiese evangeliche</strong> della<strong> Germania comunista</strong>, e il cui centro era <strong>Lipsia</strong>, che furono determinanti con le loro manifestazioni, diventate poi imponenti, nella caduta del Muro senza spargimento di sangue.</p>
<p>Tra repressione e conformismo, ambiguità e solitari atti di coraggio, questo libro accompagna il germogliare e il crescere della rivoluzione anti-regime sin dai primi volantini di protesta contro i sovietici negli anni Cinquanta e lungo una miriade di piccoli grandi gesti che costellano i quarant'anni di esistenza della Germania comunista.</p>
<p>Con una postfazione di <strong>Gian Enrico Rusconi</strong>.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Verso un Mondo Nuovo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/verso-un-mondo-nuovo_27375.jpg" alt="" /> <p>Verso un mondo nuovo di Mary Ann Glendon è il racconto avvincente di come, dalle macerie della Seconda guerra mondiale, un manipolo di autorevoli storici, filosofi, diplomatici, giuristi provenienti da culture lontane – cattolica, protestante, islamica, ebraica, confuciana, atea, induista – grazie alla guida intelligente, appassionata e tenace di Eleanor Roosevelt, riuscì a distillare i valori comuni fondanti di un Pacifico consorzio umano, raccogliendoli in quel documento che può definirsi il primo Bill of Rights dell’intera umanità: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dall’ONU il 10 dicembre 1948.</p>
<p><em>«Che cosa permise di raggiungere accordi così delicati e decisivi, rapidamente, spesso in pochi mesi, tra persone che da un punto di vista culturale, ideologico e politico, avrebbero dovuto trovarsi in posizione avversaria? [...] L’Autrice prende per mano il lettore e lo conduce dietro il sipario, perché possa assistere a tutta la dinamica che diede luogo a un inatteso consenso [...], porta il lettore a conoscere i protagonisti, gli attori, gli uomini e le donne che le vicende della storia fecero incontrare. [...] Il libro è anzitutto una storia di persone vive.»</em></p>
<p><strong>(Dall’Introduzione di Paolo G. Carozza, Marta Cartabia, Andrea Simoncini)</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Alla Corte Di Re Artù]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/alla-corte-di-re-arta_27413.jpg" alt="" /> <p><strong>John F. Kennedy</strong>: il "presidente buono", il volto umano della politica estera americana... Questo libro è un'approfondita analisi di questa leggenda contemporanea, una decostruzione-ricostruzione del ruolo di Kennedy nella guerra del Vietnam e, più in generale, nella conduzione della Guerra Fredda. <strong>Chomsky </strong>demolisce in modo sistematico il mito dell'"era Kennedy" come di una fase magica della storia americana. Un'era in cui, come scrivevano taluni giornali dell'epoca, una Tavola Rotonda di luminosi cavalieri, assieme al loro <strong>John-Re-Artù</strong>, volevano la pace e il benessere e la giustizia nell'universo mondo. Poi i "cattivi" uccisero il Re. Ma, dice e documenta Chomsky, sono le istituzioni politiche e la cultura politica istituzionale, non i singoli presidenti, le chiavi di lettura per capire tutta la politica estera nord-americana. Re Artù, del resto, non è mai esistito. O, se è esistito, era tutt'altro da quello che si racconta di lui. Come J. F. Kennedy.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;"><em>... il raffinato revival di JFK è pericoloso perché riguarda il cuore della politica-spettacolo. Oggi la sfiducia nelle istituzioni è altissima, solo le leggende hanno la forza di catturare gli elettori.</em></p>
<p style="text-align: right;">La Repubblica</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dalla Shoà all'Alba di un Nuovo Giorno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dalla-shoa-all-alba-di-un-nuovo-giorno_34482.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Cos’è la storia di un popolo? È la somma complessiva di milioni di biografie personali. Si può capire la storia del popolo attraverso la sorte personale dei suoi figli. Tale è il racconto della vita di David Shachar, che si può riassumere con l’espressione, un po’ inflazionata, “<em>dalla Shoà alla resurrezione</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’autobiografia rappresenta il tragitto percorso dal popolo ebraico durante gli ultimi sessant’anni del ventesimo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">I terrori della Shoà e il duro cammino per la sopravvivenza dei superstiti, l’immigrazione illegale in Terra di Israele, la partecipazione alla Guerra di Indipendenza, la costruzione delle città in via di sviluppo, lo sfruttamento della genialità ebraica ai fini dello sviluppo di tecnologia militare: queste sono le tappe della vita di David Shachar e queste sono anche le grandi imprese di un’intera generazione, del popolo e dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>David Shachar</strong> ha scritto con sobrietà uno stupendo racconto di un uomo dallo spirito intraprendente, pionieristico e filantropico. La pubblicazione di questo libro è importante, così come che venga letto dai giovani, affinché sappiano su quale sofferenza questo Stato è stato fondato e quanto sia stato difficile conseguirlo nei primi anni. È grazie a persone come David Shachar che esiste fino ad oggi. (19 giugno 2006, Efraim Sane)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note sull'autore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">... Sono spesso invitato a tenere conferenze nelle scuole, nelle case di riposo ed altri ambiti, soprattutto sui temi della memoria e della commemorazione. Mi piace molto farlo, e mi gratifica vedere l’interesse del pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto scrivo: riflessioni per la rivista del Rotary, un servizio riguardo al massacro di Krasnosielc per la rivista Yalkut Moreshet di Givat Chaviva ed altro<strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Faccio parte di molte associazioni: l’Associazione della generazione del Palmach, il Comitato mondiale del Machal, che rappresento in qualità di socio nel Museo dei combattenti ebrei nella Seconda Guerra mondiale; il Consiglio dello Yad VaShem; l’Associazione dei veterani polacchi della Seconda Guerra mondiale; l’Associazione della Marina; l’Associazione dell’Arma delle Trasmissioni; l’Organizzazione degli ex-residenti di Krasnosielc; il Comitato di coordinamento delle diciassette città del nord della Mazowia (in Polonia); l’Unione degli accademici delle Scienze umane e di Sociologia; l’Organizzazione dei pensionati dell’industria aeronautica e l’Associazione per la ricerca sulle Forze Armate di Israele. Fino ad oggi partecipo a varie attività di queste associazioni. Mi adopero per mantenere i rapporti con gli amici che in passato hanno gestito le varie istituzioni di Kiryat Shmona, coi quali ci incontriamo una volta al mese per discutere di vari argomenti.</p>
<p style="text-align: justify;">... Cerco di mantenere stretti rapporti, per quanto possibile, anche con i miei fratelli, dispersi in varie parti del mondo. Tengo molto alla famiglia e, malgrado la distanza fisica che ci separa e gli stili di vita diversi che abbiamo scelto, restiamo uniti, sforzandoci di conservare il retaggio trasmessoci dai nostri genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">(Estratto dal capitolo tredicesimo del libro)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Indice:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prefazione di Arie Loba Eliav</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Primo: L’infanzia nella cittadina polacca di Krasnosielc</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Secondo: Scoppio della guerra. Primo eccidio di massa di ebrei in Polonia,in cui fu trucidato anche mio padre Chaim</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Terzo: L’espulsione, le peregrinazioni, la sopravvivenza e l’arruolamento volontario nell’Armata popolare polacca</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Quarto: Ritorno nella Polonia liberata e inizio del viaggio verso la Terra di Israele via Parigi</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Quinto: In Israele col Machal, nella Divisione “Negev” del Palmach</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Sesto: Il radicamento nel Paese e la formazione di una famiglia</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Settimo: “Dalla città alla frontiera”: sette anni a Kiryat Shmona</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Ottavo: Inserimento nell’Industria della Difesa</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Nono: Prima misssione italiana nel quadro del progettto del “Gabriel”</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Decimo: Rientro nell’industria aeronautica</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Undicesimo: Esperienze varie negli affari in Israele e all’estero. Seconda missione in Italia, per conto della Tahal</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Dodicesimo: Per le future generazioni. La chiusura del cerchio: accertamento della verità e commemorazione</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo Tredicesimo: Il punto della situazione, conclusione provvisoria</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Le Grandi Menzogne della Storia Contemporanea]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/le-grandi-menzogne-della-storia-contemporanea_26074.jpg" alt="" /> <p>La narrazione degli avvenimenti storici si configura di frequente come vera e propria falsificazione del passato, intesa ad accreditare determinate visioni del mondo e della società o anche a legittimare partiti e movimenti emersi vincitori nella lotta per la conquista del potere. Una inclinazione della storiografia, questa, che pur rintracciabile nell’antichità, s’è venuta accentuando nel corso dell’età moderna e contemporanea, in ordine soprattutto agli accadimenti del ventesimo secolo segnati dal protagonismo delle masse. <br /><br /><strong>In queste pagine Sandro Fontana ripercorre alcuni episodi della storia del Novecento, intenzionalmente distorti da una certa storiografia «militante» per immediate finalità ideologico-politiche</strong>. Si fa così luce sul mito della vittoria mutilata nel 1918 e sulla favola di Aldo Moro alleato dei comunisti; viene erosa se non demolita l’epopea della Rivoluzione d’Ottobre al pari della Resistenza tradita; dalle forze moderate; si ridimensiona la segreteria Berlinguer e si mostra l’assoluta banalità della sua cosiddetta «<em>terza via</em>»; si denuncia la congenita doppiezza del pacifismo e viene ricostruita nella sua realtà la strage di Marzabotto senza indulgere a strumentalizzazioni. Questo un compendio dei principali argomenti che intessono il libro. <br /><br />Ma, al di là di letture del passato parziali o non pienamente conformi a criteri di scientificità, nelle pagine di Fontana si sottolinea la responsabilità morale dello storico nei confronti della società in cui opera, contribuendo la storiografia in modo eminente a formare il senso comune di un Paese, a definire l’antropologia di un popoli orientandolo alle scelte per l’avvenire.<br /><br /> Ne consegue che, come la moneta falsa progressivamente dissolve ogni ordine economico, allo stesso modo una storiografia intrisa di menzogne corrode i fondamenti etici della società consegnandola irrimediabilmente al conflitto e alla disunione. <strong>È infine da segnalare che, in appendice a ciascun capitolo, figura una bibliografia essenziale, utile a ulteriori approfondimenti dei temi trattati.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Cia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cia_32278.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il premio Pulitzer Tim Weiner ha recuperato per primo dagli archivi migliaia di documenti, spesso appena declassificati, e intervistato centinaia di protagonisti. Oggi demolisce il mito dei servizi segreti americani mettendone a nudo corruzione, brutalità e inefficienza, in una ricostruzione ricca di particolari inquietanti, che getta nuova luce sul nostro recente passato, e sul lato oscuro della politica estera degli Stati Uniti.</p>
<p><em>"Una necessità sgradevole ma vitale</em>": così nel 1960, in piena Guerra fredda, il presidente Eisenhower definì l'attività di spionaggio.</p>
<p>In quell'epoca, la sigla già aveva già i contorni del mito. Eroi intrepidi che sventavano complotti internazionali, ma anche sicari senza scrupoli responsabili di rapimenti, torture e massacri.</p>
<p>L'agenzia di spionaggio americana esisteva già dal 1947 e il suo primo successo era stato proprio in Italia: aver "<em>salvato"</em> il Paese dal comunismo alle elezioni del 1948.</p>
<p>Ma molti furono in seguito gli insuccessi: dall'impiego di ex gerarchi nazisti come "combattenti per la libertà" al disastroso tentativo di assassinare Fidel Castro, dalle fallimentari infiltrazioni in Manciuria durante la guerra di Corea alle operazioni in Iraq.</p>
<p>A caccia delle verità nascoste nei sessant'anni di storia della CIA, il premio Pulitzer Tim Weiner ha recuperato dagli archivi migliaia di documenti, spesso appena declassificati, e intervistato centinaia di protagonisti.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Neri e i Rossi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i_neri_e_i_rossi.jpg" alt="" /> <p>Il terrorismo e i suoi legami perversi con i media.<br /><br />Un&#39;opera che raccoglie i contributi sul terrorismo di diversi autori, sia di destra che di sinistra, nell&#39;Italia degli anni Settanta.<br /><br />Filo conduttore dei vari saggi &egrave; una riflessione sul rapporto dei mass media con terrorismo e antiterrorismo e in generale sul ruolo da questi svolto all&#39;interno del fenomeno. Nel dettaglio vengono presi in esame vari esempi italiani come la strage di Bologna, il caso di Peteano, quello di Moro.</p><p> Per completare il quadro generale e per costruire un termine di confronto e una visione d&#39;insieme, viene inserito un interessante capitolo che analizza il terrorismo tedesco, caratterizzato da elementi specifici sia dal punto di vista delle azioni terroristiche che per la reazione dei mezzi di informazione, che viene puntualmente percorsa con riferimento attento alle fonti.<br /><br />Il testo traccia uno spaccato sul tema attualissimo del rapporto fra terrorismo e mezzi di comunicazione di massa e ne sottolinea i legami perversi.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Cuba Senza Castro]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/cuba-senza-castro.jpg" alt="" /> Da oltre un anno Fidel Castro &egrave; un uomo malato. Il potere assoluto con cui ha governato Cuba per 50 anni &egrave; nelle mani di suo fratello Paul. Ma che cosa accadr&agrave; nell&#39;isola caraibica quando il Lider m&agrave;ximo abbandoner&agrave; definitivamente la scena dopo mezzo secolo di dittatura di ispirazione marxista-leninista? Un&#39;insurrezione, oppure una transizione morbida verso libere elezioni e un regime democratico? E quale sar&agrave; l&#39;atteggiamento del potente vicino americano che per decenni ha stretto Cuba nella morsa dell&#39;embargo? Questa inchiesta, condotta sul campo fra L&#39;Avana, Trinidad, Camag&ugrave;ey, Guantanamo e Miami con l&#39;apporto di decine di testimonianze di prima mano, ci porta dentro il multiforme labirinto cubano, dove utopia e disperazione convivono insieme a povert&agrave; e ingegno, in attesa che il futuro riveli come sar&agrave; il dopo-Castro.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Una Storia del Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/una-storia-del-mondo_39451.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Chris Brazier ha scritto questa "breve storia del mondo"</strong> dando spazio e rilievo alla presenza e alla memoria collettiva delle donne, dei bambini, dei popoli del Sud del mondo, in altri termini della <strong>"gente comune"</strong>, delle loro esperienze quotidiane nel corso dei secoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un testo che rappresenta una forte provocazione a ripensare la storia del pianeta in senso interculturale e dalla parte degli ultimi</strong>, per restituire un volto più autentico, perché più mondiale, alla storia universale dell'umanità. Questo manuale si rivolge al mondo della scuola, offrendogli suggerimenti didattici, schede e percorsi di lettura utili per gli insegnanti di storia e di lettere.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Hitler, i Dischi Volanti e le altre Super-Armi del Terzo Reich]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/h/hitler-dischi-volanti.gif" alt="" /> La Germania di Hitler stava riuscendo a produrre la bomba all'idrogeno, mentre altri scienziati avevano fabbricato i prototipi di molte armi terribili...]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Figli di Hitler]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/figli-hitler.gif" alt="" /> Fra i crimini commessi dal regime
nazista uno dei più gravi
fu quello compiuto in nome
della ‘purezza della razza’, che
comportò lo sterminio di ebrei,
rom, omosessuali e altri ancora
appartenenti alle ‘razze inferiori’.<br><br>
In questo progetto rientrò anche il tentativo
di ‘costruire’ ex novo una razza
superiore, la fantomatica razza ariana,
facendo accoppiare soldati delle SS con
donne tedesche e di vari Paesi nordici,
ritenute ‘di buon sangue’. Nacquero così
all’interno del progetto razziale Lebensborn
(fonte di vita) i cosiddetti
‘bambini di guerra’, divenuti dopo la
sconfitta tedesca soggetti scomodi, avvolti
dal silenzio di tutti, sui quali pesarono
per anni la vergogna e i sensi di
colpa delle famiglie e di nazioni intere.<br><br>
In questo libro, attraverso una serie di
saggi di diversi autori, vengono analizzati
l’atteggiamento della pubblica
opinione dei vari Paesi, la questione
della nazionalità e del mantenimento,
le soluzioni proposte a livello istituzionale
ai vari problemi dopo la fine
del conflitto, dove alla generosità e ai
principi umanitari si alternavano
espressioni di cinismo impensabili.<br><br>
Da ultimo vengono presentati alcuni
casi personali. È infatti nella vita dei
singoli ‘bambini di guerra’ e delle loro
madri che si catalizzano e si sommano
le conseguenze degli eventi
storici: l’odio e la vendetta dell’opinione
pubblica, i silenzi e il rifiuto
delle autorità governative.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Fuoco]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/k/kaos.gif" alt="" /> ]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Stare con Putin ?]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/stare-con-putin_29756.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">L’eurocrazia di Bruxelles, la stessa che vuole la Turchia ed Israele in Europa, vuole tenerne la Russia fuori. È una prova in più della sudditanza della burocrazia oligarchica europea ai poteri forti “americani”.</p>
<p style="text-align: justify;">È infatti Zbigniew Brzezinsky, ossia il Council on Foreign Relations, ad aver elaborato il progetto di separare fisicamente la Russia dall’Europa, circondandola di “democrazie colorate” (Ucraina, Georgia, etc.) filo-americane appositamente create e finanziate.</p>
<p style="text-align: justify;">La colpa di Putin è di aver ridato alla Russia le materie prime che i poteri finanziari occidentali avevano comprato a un centesimo del loro valore durante le cosiddette “privatizzazioni” di Eltsin.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso Yukos è esemplare: un mafioso di nome Khodorkovsky comprò di fatto l’intero patrimonio energetico ex-sovietico (valore di Borsa, 19 miliardi di dollari) con 250 milioni anticipatigli dai Rothshild di Londra.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando Putin ha messo in galera Khodorkovsy e costretto alla latitanza altri “oligarchi” suoi pari, il capo del Cremlino ha smesso di piacere: non è democratico, disprezza i diritti umani, massacra i ceceni, fa uccidere la Politkovskaya, fa avvelenare Litvinenko e così via. E va tenuto lontano dall’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra tesi è ovviamente il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Se c’è un destino manifesto per l’Europa dopo il crollo sovietico e dopo l’11 settembre, è che deve integrare la Russia. E precisamente la Russia di Putin, il solo leader, apparso dopo tanti anni, che difenda l’interesse nazionale invece di quello delle lobby globali.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Famiglie d'Altri Tempi - Vol. 3]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/famiglie-d-altri-tempi-vol-3_50280.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Mariano Berti, ama molto il territorio  trevigiano e quindi cerca di ricostruirne la storia. Lo fa dal punto di  vista del ripercorrere le vicende delle famiglie residenti sul  territorio, spingendosi quanto più possibile in là nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">La fonte per eccellenza in questo tipo  di ricerche è data dagli archivi parrocchiali, dal momento che per lungo  tempo le parrocchie svolsero anche funzioni di stato civile e di  anagrafe. Non a caso i primi dati documentali rilevati da Berti sono  successivi al Concilio di Trento, concilio che impose ai parroci gli  obblighi di residenza e di tenuta dei registri parrocchiali. A partire  dal XVII secolo è dunque possibile allo studioso ricostruire le tappe  fondamentali - la nascita, il battesimo, il matrimonio, la morte - della  vita dei parrocchiani. Dati indubbiamente scarni, ma preziosi, specie  se, come qualche volta capita, la solerzia del parroco abbia aggiunto  qualche altra notizia, come per esempio la causa del decesso, molto  importante per la definizione dello stato sociale del defunto e della  sua famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre il fatto meramente burocratico, il  secolo XVII conosce anche il lento declino della proprietà nobiliare a  favore della proprietà borghese. Ciò determina non pochi squilibri  dell'assetto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca del Berti copre quindi un  arco di secoli dal quale emergono, anche se esclusivamente dal punto di  vista della composizione delle famiglie, alcuni dati strutturali utili a  fungere da fondamento per altre, future ricerche storiche. Sono dati  noti agli studiosi, ma la documentazione addotta dal Berti fornisce  supporto alle tesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è un dato attinente alla  demografìa quale risulta dal processo di incremento del numero dei figli  accompagnato peraltro da un'elevata mortalità infantile. È però  significativo e va dunque sottolineato, il numero delle morti prematuro  delle madri di famiglia, spesso per parto, sicché le seconde nozze sono  di gran lunga più frequenti per gli uomini che non per le donne. Il  concetto di famiglia patriarcale trova, nel lavoro del Berti, la sua  ragion d'essere piuttosto nelle ristrettezze economiche che non in  particolari vincoli affettivi, com'è ormai convinzione della  storiografia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo dato strutturale è il  riconoscimento dell'estrema miseria nella quale vivevano i contadini del  luogo. Ciò era parzialmente dovuto a forme poco ortodosse di conduzione  dei fondi o all'inerzia dei proprietari, ma essenzialmente erano dovute  allo squilibrio tra il numero degli abitanti e la quantità di terra  disponibile. È questo squilibrio a rendere pressoché obbligatorio  l'estendersi di diverse pandemie, varie ma tutte collegate alle carenze  igieniche e alla denutrizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo dato è la compatta presenza  della struttura agricola, l'unica esistente in paese. Ciò spiega sia la  presenza di malattie tipiche come la pellagra, sia la mancanza di  alternative al lavoro agricolo. E' ovvio che questo dato di tipo sociale  si collega direttamente all'aspetto demografico e giustifica ampiamente  l'impossibilità di abbandonare il podere comunque lavorato e la  famiglia d'origine, per quanto cattive fossero le condizioni e dell'uno e  dell'altra.</p>
<p style="text-align: justify;">L'alternativa, e questo è il quarto nodo  strutturale, appare nel XIX secolo e si presenta con l'aspetto di una  massiccia emigrazione verso l'estero, emigrazione alla quale accede un  qualche membro di pressoché tutte le famiglie prese in esame. La cosa è  nota; meno noto è - e qui il lavoro del Berti è veramente prezioso - che  il fenomeno proseguì fino agli anni '60 del XX secolo avendo,  nell'ultimo periodo, come mete privilegiate il Canada e l'Australia.  L'emigrazione è sempre un fatto doloroso, certamente essendo stato  maggiore in numero di quanti anche all'estero non fecero fortuna. Il  loro sacrificio permise però una forte diminuzione della pressione  demografica e costituì dunque il necessario prerequisito per l'avvio del  processo di industrializzazione che ha trasformato l'economia e il  volto medesimo di Paese.</p>
<p><strong>Ernesto Brunetta</strong></p>
<p><strong>Storico</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Gli Errori dell'Impero Americano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/errori-impero-americano.gif" alt="" /> Un saggio pungente e autorevole sulle relazioni internazionali degli Stati Uniti negli ultimi anni, a partire dalla fine della Guerra Fredda ad oggi. Nel 1989 gli USA risultarono vincitori della Guerra Fredda: ma si ponevano vari e inquietanti interrogativi: gli Stati Uniti avrebbero potuto resistere di fronte a poteri commerciali più influenti? Erano forse dei finanziamenti stranieri quelli che consentivano la loro indiscussa superiorità militare? <br><br>I riflettori della critica mondiale da quel momento sono puntati su questo nuovo “impero” e su chi lo governa. Al di là degli staff di esperti più o meno carismatici che ruotano intorno al presidente, è solo all’interno della stanza ovale che vengono prese le decisioni finali e che si impartiscono gli ordini: l’invasione di Panama e la prima guerra del Golfo di Bush senior; il mancato intervento di Clinton in Somalia, in Ruanda, in Bosnia, nel Kosovo; la guerra in Iraq di Bush junior.<br><br>
 Su tutto, le difficoltà diplomatiche con Cuba, la Cina, il Vietnam, il Giappone, la nuclearizzazione dell’Asia meridionale, la situazione palestinese. In più, l’attacco dell’11 settembre 2001 al World Trade Center ha contribuito a dare agli USA un nuovo e spiacevole senso di vulnerabilità, mentre le reazioni-azioni della Casa Bianca provocano profondo nervosismo e inquietudine in diverse parti del mondo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mosca-Grozny: Neanche un Bianco su Questo Treno]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mosca-grozny.gif" alt="" /> “Non c’è neanche un bianco su questo treno”, ha sibilato a mezza bocca un passeggero russo mentre saliva sul Mosca-Grozny, unico collegamento ancora attivo tra le due capitali. “Musi neri, culi neri”, così i russi chiamano i ceceni e tutti i caucasici. <br><br>Non c’è pace né conciliazione nella Cecenia normalizzata di Vladimir Putin, dove la guerra ha preso forme diverse dallo scontro tra eserciti, ma non si è fatta per questo meno dolorosa: i ragazzi scompaiono – sottratti nottetempo con la forza da uomini col volto coperto – le donne combattono ogni giorno con la mancanza di acqua, di cibo, di protezione, e gli uomini sembrano in grado di pensare e agire solo in termini di offesa o di vendetta.<br><br> Il biennio 2005/2006 sarà ricordato nel Caucaso come l’anno della “ceceniz-zazione” del conflitto, in cui i ceceni sono stati mandati l’uno contro l’altro segnando così il trionfo della politica del divide et impera di Putin. Un viaggio intenso, che attraverso incontri e testimonianze raccolte in presa diretta, cerca di andare alle radici del conflitto tra Russia e Cecenia, e della dialettica perversa che le tiene unite.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Ultimo Sangue]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/ultimo-sangue.gif" alt="" /> Stefano Renna ha fotografato per 20 anni i morti di camorra per le strade di Napoli, quella CAMORRA che HA PERSO QUALSIASI CONNOTATO DI UMANITÀ e dalle pistole è passata alle mitragliette dei killer imbottiti di eroina o cocaina. 
Marco Salvia, questa stessa Napoli di attonita partecipazione al massacro e alla follia, la esprime attraverso i suoi racconti in una lingua ibrida tra dialetto e italiano: quella di chi vorrebbe ‘uscire’ dal vicolo, ma quasi sempre nel vicolo ci resta.<br><br>
Mentre della camorra parlano – o straparlano – tutti i media e tanti libri, L’ultimo sangue ha il coraggio di mostrare la semplice verità che nessuno dice fino in fondo: Napoli oggi è una città morta. Parlarci addosso non le restituirà la vita, anzi, solo riconoscendo che il cadavere puzza, possiamo dargli finalmente sepoltura.
Lasciamo dunque parlare il silenzio: delle vittime e dei carnefici.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Uomo che Inventò Fidel]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/u/uomo-invento-fidel.jpg" alt="" /> Nel 1957, ponendo fine alla censura totale voluta dal dittatore Batista, uno dei pi&ugrave; stimati giornalisti del <em>New York Times</em> incontr&ograve; Fidel Castro sulla Sierra Maestra. Il giovane ribelle aveva architettato un&rsquo;intelligente sceneggiatura in grado di far apparire un gruppuscolo di rivoluzionari un vero e proprio esercito di guerriglieri. Funzion&ograve;. <br />                       <br /> Herbert L. Matthews torn&ograve; da Cuba con quello che riteneva essere lo scoop del secolo: nel paese caraibico era in corso una rivolta che aveva enormi possibilit&agrave; di successo. Nel mondo si affacci&ograve; con forza un nuovo personaggio. Il ritratto eroico del carismatico guerrigliero cambi&ograve; la storia. Migliaia di copie del giornale statunitense arrivarono anche a Cuba, sortendo un incredibile risultato: moltissimi uomini trassero da quell&rsquo;articolo la sensazione di potercela fare e si unirono al gruppo di Castro. <br />                       <br />                       Quando la posizione americana nei confronti del <em>l&igrave;der</em> cambi&ograve;, Matthews divenne un paria, venne accusato di essere un traditore della patria, perfino il <em>New                        York Times</em> cominci&ograve; a ritenerlo una presenza ingombrante e scomoda, tanto da far naufragare la sua carriera. In un libro affascinante, avvincente, ironico, a tratti tragico, &egrave; raccontata la storia dell&rsquo;uomo che invent&ograve; Fidel ma non solo. In queste pagine vi &egrave; tutta un&rsquo;epoca e tutta l&rsquo;atmosfera di Cuba e della Guerra Fredda. E vi sono le dinamiche della creazione del mito, del consenso, del dissenso, del mostro.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ask Not]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/ask-not.gif" alt="" /> «Infine, che voi siate cittadini dell’America o del mondo, chiedete a noi, qui, le stesse alte prove di forza e di sacrificio che noi chiediamo a voi. Con una serena coscienza come solo sicuro compenso e la storia come ultimo giudice delle nostre azioni, accingiamoci dunque a guidare il paese che amiamo, invocando la Sua benedizione e il Suo aiuto, ma sapendo che qui sulla terra siamo noi a dover compiere la volontà di Dio.» <br>
John F. Kennedy<br><br>

«Ask Not è un’eccellente ricostruzione di quel gelido, innevato giorno di gennaio del 1961. Clarke esplora territori mai battuti riuscendo a scrivere un libro che non può mancare accanto a quelli dedicati a Kennedy.»<br>
Publishers Weekly<br><br>

«Un libro che invita a considerare la grande retorica politica ormai perduta.»<br>
Kirkus Reviews<br><br>

«Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma che cosa voi potete fare per il vostro paese.» <br>La mattina del 20 gennaio 1961, quando John F. Kennedy pronuncia queste parole e diventa presidente degli Stati Uniti, Washington è ricoperta di neve. <br>Politici e celebrità, compresi Frank Sinatra e una parte rappresentativa dello star system americano – il connubio tra i Kennedy e Hollywood che di lì in avanti avrebbe segnato la scena politica – trasformano l’evento in un momento magico, indimenticabile. Sorridente, abbronzato, in abiti chiari e leggeri in spregio al freddo, John F. Kennedy si staglia sui presenti come immagine di sobrietà, giovinezza, vigore. Davanti alla nazione e al mondo intero diviene l’icona del nuovo che avanza.<br> È l’inizio di un’era. Gli americani vengono chiamati a «sostenere l’onere di una lunga e oscura lotta... contro i nemici dell’uomo: la tirannide, la miseria, le malattie e la guerra». <br>Le parole del presidente non si limitano a rinfrancare gli animi: cambiano il corso di molte esistenze, restituendo alla nazione ottimismo e fiducia. Frutto di studi e letture, ispirato a modelli di retorica come quella di Churchill e di Lincoln a
Gettysburg, architettato nel dettaglio per entrare a pieno titolo nel sogno americano e nella storia, quello di Kennedy è uno dei discorsi politici più memorabili del XX secolo. <br>Attraverso l’analisi delle diverse stesure e delle circostanze che le hanno ispirate, Thurston Clarke ricostruisce il clima di un delicato periodo storico e ci svela i retroscena intimi di un uomo: il rapporto con la moglie Jackie, la passione per le donne, la filosofia di vita, la lotta interiore del futuro presidente per trovare le parole che avrebbero ispirato una generazione. <br><b>Ask Not</b> è il ritratto di JFK durante i giorni più felici della sua esistenza: un racconto dettagliato che ci restituisce il carisma di un grande uomo politico.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Visita a Cuba]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/visita-cuba.gif" alt="" /> Nel 1960 Sartre e Simone de Beauvoir trascorsero un lungo periodo a Cuba. Memorabile è l'incontro con Fidel Castro e con Che Guevara nel racconto che ne ha fatto Sartre.<br>
Contiene tutti gli appassionanti reportage su Cuba oltre a un saggio su "Ideologia e rivoluzione", il resoconto di un dibattito con gli scrittori cubani e alcune valutazioni su Che Guevara.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Per Ragioni di Stato]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/per-ragioni-stato.gif" alt="" /> Le guerre moderne sono avvolte nel mistero. All’opinione pubblica gli addetti alla propaganda danno in pasto versioni ufficiali quasi sempre contrastanti con lo svolgimento dei fatti. Persino le cause, spesso, restano occulte. Le rare occasioni in cui trapelano documenti che rivelano come 
e perché una guerra è stata combattuta sono preziose per squarciare il velo dell’ideologia. È il caso dei cosiddetti Pentagon Papers, che permettono di capire come sia stata progettata e realizzata la guerra in Indocina. Noam Chomsky ne svolge un’analisi impietosa, mettendo in luce la spregiudicatezza dei vertici militari americani ma anche la loro ignoranza della realtà della guerra, in Vietnam come nel Laos. Affiancano questo macabro case studyriflessioni generali sull’uso della forza nelle controversie internazionali e sulle strategie più efficaci per contrastarlo, come la disobbedienza civile, e un celebre saggio sull’anarchismo in cui Chomsky rivela le radici libertarie del suo pensiero politico. <br><br>

Sommario: <br>- Prefazione di Arundhati Roy <br>- Introduzione <br>- L’anonima 
esperti <br>- La guerra si estende <br>- La legge della forza negli affari 
internazionali <br>- Indocina: la prossima fase <br>- Sui limiti della disobbedienza civile <br>- La funzione dell’università in un periodo di crisi <br>- Psicologia e ideologia <br>- Note sull’anarchismo <br>- Linguaggio e libertà. <br><br>

“Quando il sole tramonterà sull’impero americano, come accadrà, come dovrà accadere, le opere di Noam Chomsky continueranno a vivere.” <br>Dalla prefazione di Arundhati Roy]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Famiglie d'altri Tempi - Vol. 2]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/famiglie-d-altri-tempi-vol-2_50279.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">La dedizione alla  propria comunità si traduce, per uno storico o un ricercatore delle  tradizioni locali, in una continuità di impegno, capace di superare  l'episodicità di un pur apprezzabile interesse personale per qualche  aspetto della storia degli antenati, trasformandosi in un impegnativo  lavoro finalizzato a trasmettere a chi ci seguirà nei decenni e forse –  Dio volente – dei secoli notizie, documenti, testimonianze, immagini,  suggestioni e atmosfere che altrimenti andrebbero disperse.</p>
<p style="text-align: justify;">E' con tale  obbiettivo che si è mosso anche l'autore di questo volume, il secondo  contributo storico che racconta genealogie e vicende delle più insigni e  longeve famiglie del territorio di Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di Mariano Berti rappresenta, dunque, un segno di continuità con il primo suo volume, Famiglie d'altri tempi. Viaggio nel passato con le famiglie di Paese, editato nel 2003, un'opera accolta con favore da chi si occupa di storia locale e gratificata da successo di lettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Le finalità e i  propositi che inducono a scrivere un'opera con questa impostazione  corrispondono a quanto già ampiamente illustrato nel primo volume: in  sintesi, vi è la volontà di garantire un futuro alle preziose memorie  collettive di una comunità, la quale anche attraverso la storia delle  sue famiglie riconosce se stessa, le proprie vicende, i valori radicati  nella sua autopercezione collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavori di questo tipo dovrebbero essere prescritti come obbligatori in tutti i paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">La doverosità di un  lavoro come quello che si è accinto a elaborare Mariano Berti assume  oggi i contorni dell'urgenza: la società delle comunicazioni ha finito  con il privilegiare solo le informazioni fulminee, banalmente centrate  sull'utilità dell'immediato, trasportate su supporti effimeri che non  sapranno superare i decenni, destinate alla rapida distruzione. La  patologia di massa rappresentata dalla perdita della memoria delle  comunità ci costerà gravi rimproveri da parte delle future generazioni,  che addebiteranno al nostro tempo una colpevole sbadatezza nei confronti  del diritto alla memoria del loro passato, un diritto ad esse  pertinente e che non ci appartiene esclusivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quei moderni  amanuensi che sono i rari storici delle comunità locali hanno un compito  straordinario: avere senso di responsabilità verso i cittadini del  futuro, anche in vece di chi, pur istituzionalmente preposto, non se ne  cura affatto, dimostrando caparbietà nel comprendere il proprio ruolo  anche con il coraggio di aprire un fronte di ostilità verso quegli  ignavi che scambiano questo compito socialmente elevatissimo per follia o  per vacuità. E' loro compito l'agire supportati da intima motivazione,  dimostrando attraverso i loro studi di essere professionalmente  aggiornati e di essere animati da una dedizione che trascenda il  concetto di professione e tale che il loro ruolo venga percepito come  socialmente utile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo di  memoria storica che ho l'onore di presentare si inquadra in questo  contesto e risponde a questi requisiti. Con la serietà del ricercatore  che consuma molte scarpe per portare la propria intelligenza dove si  possono rintracciare le informazioni utili al proprio lavoro e con uno  stile letterario sobrio e piacevole Mariano Berti dona ora alla comunità  nella quale è operosamente inserito questo nuovo contributo, che potrà  tornare utile, già oggi ma ancor più in futuro, alla storia del  territorio comunale di Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">L'oggetto  dell'indagine ha una sua valenza intrinseca. Se nella cultura dei Veneti  l'entità familiare costituisce un valore in sé, allora è importante che  la famiglia venga percepita anche sotto il profilo storico e non solo –  come in genere si usa fare – nell'esclusiva dimensione sociologica. La  sociologia dei gruppi familiari è giustamente indagata con una  molteplicità di competenze e studi; molto meno si è fatto sotto il  profilo storico. Abbonda sì la storia delle famiglie nobiliari, ma la  prosopografia degli umili non è molto sviluppata e la stessa storia  sociale è stata attenta indagatrice – quando ciò è avvenuto – dei  movimenti collettivi come partiti, sindacati, associazionismo,  cooperazione e così via, ma ha quasi sempre omesso di ricostruire la  storia dei gruppi familiari, che a ragione costituiscono la primaria e  naturale struttura comunitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché, allora, non vedere nell'opera di Mariano Berti una proposta di metodologia storiografica per le nostre comunità locali?</p>
<p style="text-align: justify;">E' questo il congedo  che ci sentiamo di rivolgere a questo lavoro serio, impegnativo, utile e  perfino divertente per chi lo accosterà con curiosità intellettuale.</p>
<p><strong>Ivano Sartor</strong></p>
<p><strong>Storico</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Immaginazione al Podere]]></title>
    <link>http://www.macrolibrarsi.it/libri/__limmaginazione_al_podere.php?utm_source=rss&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=subcatrss</link>
    <guid isPermaLink="false">http://www.macrolibrarsi.it/libri/__limmaginazione_al_podere.php</guid>
    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/immaginazione-podere.gif" alt="" /> Che fine ha fatto la generazione che ha vissuto la rivoluzione psichedelica? Che ne è stato del rock, della coscienza espansa, dalla ribellione? La sola cosa certa è che parte di quella generazione si è da tempo trasferita
in campagna a metter su nuove osterie molto costose, agriturismi salutisti e/o spiritualisti. <br>
E l’immaginazione che si è auto-relegata “al podere” induce a riflettere sulla radiosa epoca che la voleva “al potere”.<br>
A qualche decennio da quel tempo alcuni osservatori analizzano il fenomeno psichedelico da punti di vista anticonformisti e provocatori, per evidenziarne significati, logoramenti e inattese proiezioni culturali: saggi che indagano oltre gli aspetti consolatori di una epopea che, lungi dall’essersi esaurita, impregna ancora l’immaginario.]]></description>
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    <title><![CDATA[Prigionieri di Guantanamo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/prigionieri-guantanamo.gif" alt="" /> Una delle più documentate e sconvolgenti esposizioni d'inchiesta sul campo di detenzione per terroristi o sospettati tali: Guantanamo Bay, in territorio cubano. Una prigione senza legge per prigioniori senza diritti, l'icona, nel mondo islamico,  di un occidente barbaro, odioso e ingiusto.
Un lager pieno di uomini senza nome, interrogati all'infinito, con ogni mezzo, a discrezione arbitraria dei loro carcerieri.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Guarire le Ferite]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guarire-ferite.gif" alt="" /> Un libro sofferto, eppure un inno di amore alla vita. Che affronta la più scomoda delle domande: dopo Auschwitz, è possibile guarire le ferite della storia, che lasciano tracce di odio in vittime e carnefici? La vita stessa di Manuela Sadun Paggi – ebrea fiorentina segnata dalle leggi razziali, oggi fortemente impegnata per la pace e il dialogo tra le religioni – dice che non solo è possibile, ma che questo è un dovere di ogni persona, in particolare dei credenti. <br><br>

Rifacendosi alle comuni radici religiose di ebrei e cristiani, e alla propria vasta esperienza, l’Autrice tratteggia il volto di una spiritualità capace di riscoprire la bellezza della quotidianità e del rapporto con se stessi e gli altri. Quasi a smentire il luogo comune che vede i giovani distratti su questi temi, conclude il libro il racconto commuovente di Daniele Bellesi di un pellegrinaggio interreligioso ad Auschwitz-Birkenau, che è diventato sorgente di rinnovato impegno per la pace. <br><br>

La prefazione al volume è di Lea Sestieri.]]></description>
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    <title><![CDATA[Il Mio Fascismo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mio-fascismo.gif" alt="" /> In questo libro, Zelmira Marazio rievoca un periodo storico che risuona tuttora come un'opera lirica drammatica, in cui lei, tra i personaggi scelti dalla vita a dispiegare il suo disegno, segue il sentiero del destino con il cuore acceso dall'idealismo e dal coraggio di chi sa di combattere per la propria verità, e che da qualunque parte decida di schierarsi non si spegne nel momento del pericolo e della sconfitta, ma continua ad amare quella luce che a atorto o a ragione crede la migliore.]]></description>
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    <title><![CDATA[La Politica Estera Americana]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/p/politica-estera-americana.gif" alt="" /> Il corso e l'evoluzione degli eventi che hanno condotto gli USA a diventare la prima - e probabilmente ultima - iperpotenza della storia, evidenziando il fatto che essi non possiedono i mezzi per trasformarsi in un vero impero e che, se vorranno dare legittimità alla loro politica dovranno abbandonare il presente unilateralismo.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Il Sogno europeo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sogno-europeo.gif" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Il Sogno americano, figlio del mito della frontiera e modello di vita per molte generazioni di diversi paesi, è in netto declino. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prometteva il benessere materiale in cambio del sacrificio, del duro lavoro e della disponibilità a rischiare, mentre oggi negli Stati Uniti si lavora sempre di più ma si è pagati sempre di meno, il tempo non basta mai e le speranze in un futuro migliore sembrano dissolversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, secondo Jeremy Rifkin, in tutto il mondo si sta affermando un nuovo sogno, radicalmente diverso:<strong> il Sogno europeo</strong>. Con 25 nazioni, 455 milioni di abitanti e un PIL di 10.500 miliardi di dollari, gli "<em>Stati Uniti d'Europa"</em> hanno ormai superato quelli d'America e sono diventati la più importante economia del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rispetto agli americani, gran parte dei cittadini europei gode di maggiori protezioni sociali, una più lunga aspettativa di vita, una migliore istruzione, più tempo libero, e povertà, criminalità, degrado sono meno diffusi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, in alcuni paesi dell'Unione europea si vive meglio. Inoltre l'Europa è diventata un gigantesco laboratorio dove ripensare il futuro dell'umanità: se il Sogno americano promuoveva una crescita economica illimitata, la ricchezza individuale e la difesa degli interessi privati, quello europeo privilegia lo sviluppo sostenibile, l'integrazione sociale, la responsabilità collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Rifkin indaga nella storia culturale, scientifica e artistica del Vecchio continente per scoprire le radici di questo Sogno europeo, e le rintraccia nel lungo processo di riflessione critica su alcuni concetti costitutivi dell'era moderna (individualismo, libero mercato, Stato-nazione, 'sfruttamento' scientifico della natura) che in America sono stati invece ereditati ed eletti a valori assoluti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, la nuova Unione europea non è esente da difficoltà e debolezze, né i suoi nobili principi sono sempre immuni da ipocrisie. Ma l'importante, secondo Rifkin, è che oggi essa offre all'umanità una nuova e ardita visione del futuro, all'altezza delle sfide poste dalla società globale, forse un'alternativa vincente alla vecchia e appannata utopia americana.</p>]]></description>
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    <title><![CDATA[Tecniche di Spionaggio]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/tecniche-spionaggio.gif" alt="" /> Gli stratagemmi usati per stabilire, insospettati, nuovi contatti, passare inosservati, dirigere in modo clandestino, cifrare messaggi...Non tanto un manuale della perfetta spia, ma un modo per capire le astuzie di chi manipola attraverso il controllo.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Il Vicolo Cieco dell'Economia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/v/vicolo-cieco-economia.gif" alt="" /> Una rottura radicale con l'immaginario intellettuale della sinistra che, a partire dal xix secolo si è nutrito di «razionalità» economica. Ritrovare le radici originarie del socialismo (che, secondo Orwell, corrispondono anche al buon senso popolare di giustizia sociale) serve a comprendere e a esplorare l'ultima possibilità che forse ci resta per uscire dal vicolo cieco dell'economia in cui si è cacciata l'umanità.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Occidente Contro Se Stesso]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/occidente-contro-se-stesso.gif" alt="" /> <p>Dopo gli ultimi avvenimenti bellici in "nome dell'occidente" si sta avviando un processo di grave delegittimazione dei suoi principi di libertà e, innanzitutto, dell'idea di diritto. Potremmo trovarci alla fine con un Occidente brutalmente vincente, ma estraneo al meglio della sua tradizione, incoerente e ingiusto.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Ragioni senza forza, forze senza ragione]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/ragioni-senza-forza.gif" alt="" /> “Il libro di Stefano Allievi è efficace e mordente, ma allo stesso tempo saggiamente moderato nei toni. Non è facile, infatti, inserirsi nel rovente dibattito sullo scontro di civiltà. Le argomentazioni di Oriana Fallaci, che hanno provocato reazioni tra intellettuali, giornalisti, politici e gente comune, fanno riflettere: qual è oggi il nocciolo della cultura occidentale? Dov’è oggi quella religione civile che ha mobilitato culture e modelli politici attorno ai valori di libertà, diritti umani, uguaglianza, laicità…? <br><br>

Fallaci ipotizza che oggi questa cultura si debba esprimere per contrapposizione: è occidentale tutto quello che si oppone all’islam. Noi siamo convinti che debba esprimersi, invece, nell’interazione, ovvero nella logica del dialogo, dell’incontro, della negoziazione di valori condivisi. <br><br>

L’Autore ricorre alla metafora del fiume e dello stagno. L’Occidente delle torture nella prigione di Abu Ghraib è un fiume o uno stagno? E l’Islam europeo è acqua stagnante o acqua corrente? È giusto provare a comprendere gli eventi sulla base di altri dati e di altre opinioni, per rendere meno unilaterale il nostro giudizio. Insomma, discutiamone.<br><br>
 

Mi auguro che ne siano convinti, come me, tutti coloro che avendo letto La Forza della Ragione di Oriana Fallaci non hanno condiviso il suo punto di vista” (PAOLO NASO).]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Famiglie d'altri Tempi - Vol. 1]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/famiglie-d-altri-tempi-vol-1_50275.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Le future  generazioni, che ancora non ci sono, stanno correndo un rischio molto  elevato di rimanere private di gran parte della loro memoria storica, a  iniziare dalle notizie del proprio passato più recente. E' la stessa  evoluzione della società, pur ricca di connotati positivi, a indurre  questa possibilità: la rapidità delle relazioni personali ed  interpersonali ed il bombardamento incessante di informazioni ricevute  possono condurre, alla fine, ad un indifferentismo globale nei riguardi  dell'informazione stessa, spiegabile con la difficoltà di stabilire una  gerarchia di valori tra le innumerevoli notizie che la persona riceve in  ogni momento della sua vita, attraverso molteplici strumenti. Insomma,  la testa della gente, raggiunta da migliaia di notizie ogni giorno,  entra in confusione. La stessa attività intellettiva, coltivata dalle  persone maggiormente attrezzate culturalmente per affrontare la  complessità della società delle comunicazioni, viene messa a dura prova e  non sempre anche le menti più preparate e smaliziate hanno facilità a  discernere ciò che va colto nella sua immediatezza e poi subito  dimenticato da ciò che deve costituire sedimento della memoria  personale, familiare o sociale, degno di essere trasmesso alla memoria  collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto  evolutivo di rapidi cambiamenti vengono messe a repentaglio le identità.  Se non si attuano iniziative metodiche ed organiche di elaborazione  culturale della propria storia, si perverrà, progressivamente e sempre  più accentuatamente, al risultato di una perdita di specificità  identitaria anche nei singoli paesi che caratterizzano il territorio,  correndo il rischio di non saperne cogliere le peculiarità e le  diversità rispetto alle comunità contermini.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singola  comunità locale ha elaborato nel tempo una propria storia particolare,  fatta di mentalità che cambiano da luogo a luogo, di personalità tipiche  che hanno influenzato la dinamica interpersonale, di forme cultuali e  devozionali specifiche, di impegni sociali più o meno accentuati, di  capacità di volontariato differenti da zona a zona, di tradizioni e  costumi che pur inquadrati entro una comune dimensione veneta o  provinciale rivelano significative varianti locali: questo insieme di  combinazioni percettibili ed impercettibili costituiscono la ricchezza  della diversità di una comunità rispetto alle altre. In questa società  sottoposta a permanenti pressioni di livellamento del pensiero e dei  comportamenti attraverso la massificazione delle comunicazioni e  caratterizzata per una straordinaria mobilità consentita dai mezzi di  trasporto a forte dimensione individualistica la vera sfida del futuro  riguarda la capacità di conservare la ricchezza della propria identità,  sia essa personale, familiare o comunitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza nostalgie per  un passato da non far più rivivere, che spesso era caratterizzato da  sofferenze indicibili provocate dalla povertà e dall'ingiustizia  sociale, lo sguardo rivolto al futuro può e deve trovare arricchimento  dalla conoscenza della storia, senza pensare di ripeterla o di fermare  l'evoluzione del progresso, ma per farne elemento di consapevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, hanno ed  avranno sempre più significato gli approfondimenti storici, le ricerche,  la costituzione e le consultazioni degli archivi, la sistematica  attività scolastica per la conoscenza del proprio passato, i convegni di  studio, le conferenze divulgative, le pubblicazioni scientifiche a  monte e la divulgazione a stampa a valle di essa. Negli anni  Settanta-Ottanta il Veneto è stato caratterizzato dalla pubblicazione di  numerose monografie di storia locale che, pur con diversa serietà e  validità, costituivano un messaggio diretto di quella volontà di  conservare la propria identità che le comunità locali allora esprimevano  non solo attraverso le numerose pubblicazioni ma anche mediante altre  iniziative, quali furono – ad esempio – le esposizioni sulla civiltà  materiale contadina che si può dire animassero quasi ogni sagra paesana;  nel momento in cui si trapassava da una società rurale tipicamente  d'identità veneta verso una società dei consumi e dei costumi livellata  su scala nazionale si assistette a quella presa di posizione  interessante, con la quale le iniziative poggiate sul culto del passato  significavano una volontà di tutela di alcuni valori caratterizzanti la  società locale, anche se molto spesso questo messaggio non veniva  esplicitamente elaborato.</p>
<p style="text-align: justify;">Stranamente, dopo un  decennio circa di forte impegno per la salvaguardia dell'identità  locale si è assistito ad un affievolimento di queste azioni. Un vero  paradosso: su questo fronte c'è stata una specie di resa ed è avvenuta  proprio nel momento in cui il bisogno di una risposta culturale era più  alto, quando cioè grazie ai nuovi sistemi di comunicazione ed alle  dinamiche dell'economia la società veneta si è vieppiù integrata nella  dimensione globalizzante. E' pur vero che la qualità e la quantità della  ricerca scientifica in campo storico si sono significativamente  elevate, ma allo stesso tempo è subentrato un certo silenzio verso la  società: le scuole hanno abbassato l'impegno verso la storia locale, le  biblioteche hanno ridimensionato la quantità di conferenze in questo  settore, molte persone giovani hanno abbandonato l'uso corrente del  bilinguismo veneto-italiano per un uso della lingua nazionale molto  spesso di una povertà lessicale accentuata e talora con effetti di vera  ridicolaggine. E potremmo continuare...</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che è peggio,  si è assistito alla rimozione della propria identità anche all'interno  delle famiglie. Morti i vecchi, i successori non conoscono la propria  genealogia oltre il limite dei nonni, non sanno da dove provenga la loro  famiglia, da quanti anni, decenni o secoli abbia posto le radici nel  paese dove vivono, hanno vaghi ricordi su episodi di vita significativi  per i loro antenati avendone sentito il racconto durante qualche  circostanza familiare ma senza la volontà di farlo proprio,  assimilandolo per tramandarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Mariano Berti  avverte – e non da oggi – l'esigenza di fissare su carta la raccolta  delle storie familiari del suo Comune è perché ha avvertito l'esigenza  sociale e non solo sua personale per un'opera di questa dimensione. Egli  si propone di rimediare a quell'affezione che ha colpito l'anima dei  nostri contemporanei, quell'amnesia di massa verso la nostra storia che  ci rende più poveri, che non ci permette di essere più noi stessi in  forma piena e consapevole, che ci omologa e ci appiattisce su bassi  livelli comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo lavoro ha il  merito di inserirsi in un contesto di studi storici trevigiani ancora  largamente carente nel settore prosopografico, caratterizzato solo per  poche ricerche sulla storia delle famiglie (quelle più importanti e  corrispondenti a criteri di una storia "aulica" che è pur sempre una  porzione, pur importante, della storia). Mariano Berti dà un taglio  nuovo: la sua indagine è una storia delle famiglie popolari. Può stare  accanto, dignitosamente e con un proprio significato, alla storia delle  grandi famiglie della nobiltà del trevigiano e del suo territorio,  integrandola.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume edita in  veste organica una serie di contributi in parte già apparsi, nel corso  degli ultimi anni, nella pubblicazione della Pro Loco di Paese. Si  tratta di testi piacevolissimi, accattivanti nel loro stile, elaborati  con partecipazione simpatica dell'autore verso le singole famiglie. Ma,  al di là dello stile apprezzabile, queste storie di famiglie popolari  rivestiranno grande importanza nel futuro delle comunità di Paese perché  garantiscono la trasmissione di un sapere altrimenti destinato a cadere  nell'oblio. Valga per tutte l'informazione dei cosiddetti "blasoni  popolari" che Berti riporta accanto ai cognomi ufficiali (ad esempio,  Barbisan detti "Bineti" o Zanoni detti "Brigata"): chi se li ricorda  più? Eppure un tempo un po' tutte le famiglie portavano il "soprannome",  per distinguere dei rami familiari che continuavano ad abitare nello  stesso paese ma che ormai con passare delle generazioni avevano  affievolito la loro parentela ed a tale scopo venivano dati degli  epiteti che derivavano o da caratteristiche fisiche tipiche di quella  famiglia oppure il cognome di chi aveva abitato in precedenza la casa  dove il ramo familiare si era andato costruendo la sua autonoma  esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa narrazione  della storia delle famiglie popolari del Comune di Paese può ben  rappresentare un esempio ed uno stimolo per tante altre comunità venete.  I nuclei delle famiglie "storiche", o semplicemente più vecchie, hanno  contribuito alla costruzione della storia e dell'identità dei loro  rispettivi paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">La narrazione delle  vicende familiari è stata elaborata dall'autore con la capacità,  dimostrata a più riprese nel corso del testo, di inserirle nel quadro  degli eventi nazionali e internazionali, richiamando il collegamento con  vicende di portata generale come, ad esempio, la guerra o l'emigrazione  transoceanica di fine Ottocento; in definitiva si può affermare con  serenità ed autenticità che leggere le singolari vicende di ciascuna  delle famiglie elaborate da Mariano Berti è un po' come leggere,  indirettamente, la storia delle comunità di appartenenza, una storia  locale non meno nobile né utile di tante storiografie generali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ivano Sartor</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Storico, scrittore</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Impero Americano e la Crisi della Democrazia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/imperoamericano.jpg" alt="" /> È credibile che l’attentato dell’11 settembre fosse previsto dai servizi segreti e il non averlo sventato abbia dato la possibilità di perseguire fini politici di rilievo? È possibile che gli obiettivi finali siano quelli di installare governi filo-occidentali nei “Paesi canaglia” ritenuti sostenitori del terrorismo?]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Destra Sionista]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/destrasionista.jpg" alt="" /> La ricerca dell'autore su un personaggio chiave del movimento sionista colma una lacuna nel nostro approccio non soltanto alla vicenda storica che portò alla nascita delle Stato d'Israele, ma più in generale alla trasformazione radicale vissuta dall'ebraismo lungo il ventesimo secolo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[L'Anima della Storia]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/a/anima-storia.gif" alt="" /> <b>Il punto di vista della Scienza dello Spirito sulla storia</b><br><br>


Come la Gerarchia Spirituale ha cercato di applicare il Piano Evolutivo dalla Rivoluzione Industriale a Lenin; dalla nascita della Società Teosofica a Krishnamurti, Alice Bailey, Helena e Nicholas Roerich, Mabel Collins e Francia La Due; dalla Prima Guerra Mondiale alla Rivoluzione Russa.<br><br>


Come la storia umana viene condizionata dalla lotta fra le Forze Evoultive (Gerarchia Spirituale) e quelle Involutive (Loggia Oscura).<br><br>



- Un Maestro in Italia: Giuseppe Mazzini.<br><br>



- Marx, Lenin e le chiavi esoteriche del comunismo.<br><br>



- Imprenditori illuminati.<br><br>



- Il grande esperimento della Teosofia.<br><br>



Le cause occulte della Prima Guerra Mondiale.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Extraterrestri]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/e/extraterrestri.gif" alt="" /> E se discendessimo da esseri mitici e divini venuti da un altro mondo, in uno scenario di guerra planetaria?]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Homo Consumans]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/h/homo-consumatum.gif" alt="" /> <p>A quale potente definizione di uomo obbedisce la modernità? Quella dell'individuo destinato incessantemente alla categoria della necessità, supponendo che i beni di consumo siano illimitati. Questo saggio propone un vero e proprio rivolgimento di quei valori e codici, che oggi sembrano dominanti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guardando il mondo con occhi di donna]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guardando-mondo-occhi-donna.gif" alt="" /> Ci sono voluti secoli prima che i diritti umani delle donne fossero riconosciuti, almeno teoricamente, come diritti umani universali. <br>
Di fatto ancora oggi, in molti Paesi, la donna è discriminata, sfruttata e vittima di violenza. 
<br><br>
Partendo dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, attraverso l`analisi dei percorsi ideologico-giuridici delle Conferenze Mondiali su Ambiente e Sviluppo (Rio de Janeiro), sui Diritti Umani (Vienna), su Popolazione e Sviluppo (Il Cairo) e delle tre Conferenze mondiali delle donne (Città del Messico, Copenaghen, Nairobi), lo studio seleziona precisi contenuti di storia del diritto, fino a comprendere la IV Conferenza di Pechino, con particolare riferimento al Forum Parallelo delle ONG. <br><br>

La Conferenza di Pechino si pone come una tappa importante di un lungo percorso che ha visto le donne passare dal silenzio e dalla passiva accettazione dell`oppressione all`assunzione di forme di denuncia e di lotta, di progettualità e di organizzazione, di solidarietà Sud/Nord e Nord/Sud.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Gli Italiani - Virtù e Vizi di un Popolo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/gli-italiani-virtu-e-vizi-di-un-popolo_44936.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Nel 1964 <strong>Luigi Barzini</strong>, su commissione di un editore americano, tentò di intercettare la nostra identità in un saggio, "Gli italiani", descrivendo l'Italia della civiltà immortale e quella delle sciagure nazionali, senza dimenticare l'Italia piena di fascino amata dai turisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Erano gli anni del boom, la nostra democrazia si andava consolidando, il nostro design dettava legge, così come la nostra cinematografia, la letteratura, il teatro e persino le automobili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Capire chi eravamo diventava quindi un'esigenza diffusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, a oltre quarant'anni dalla sua pubblicazione, il saggio di Barzini rivela ancora una forza dirompente.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché nel leggere questa avvincente riflessione sulla nostra storia e sul nostro costume la domanda che ci si pone è insieme semplice e complessa: che libro avrebbe scritto Barzini se avesse dovuto scriverlo oggi? In che cosa ci siamo evoluti e che cosa, invece, è rimasto immobile e mineralizzato?</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Rigoberta i Maya e il Mondo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/r/rigoberta-i-maya-e-il-mondo_4898.jpg" alt="" /> <p>La storia cruda di un paese, il Guatemala, raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona.  Come contadina maya prima e quale premio Nobel dopo.</p>
<p>Dieci anni dopo l'uscita di Mi chiamo Rigoberta Menchú, Rigoberta presenta la seconda tappa della sua straordinaria autobiografia: riprende il racconto a partire dal presente.</p>
<p>L'impegno per la pacificazione del Guatemala, il commosso ritorno alle terre degli antenati, la riunificazione con i familiari sopravvissuti alle stragi, la riscoperta del profondo legame con la madre, la lotta per portare in tribunale i responsabili del massacro di un villaggio indigeno, la rivelazione dei segreti della tradizione maya.</p>
<p>Intrecciate all'emozionante racconto di questi anni stanno le riflessioni di Rigoberta, che medita sulla civiltà umana alle soglie del Duemila e avanza proposte politiche in relazione al contributo delle ''<em>nazioni indigene''</em>, ben consapevole del fondamentale apporto della propria millenaria cultura maya alle sorti del nostro mondo.</p>
<p><strong>Rigoberta si conferma quindi erede di un popolo millenario e insieme interprete carismatica della nostra epoca. Il volume è uscito in Italia in anteprima mondiale. Rigoberta Menchú ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1992.</strong></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Trame Atlantiche]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/t/trame-atlantiche_28750.jpg" alt="" /> <p>I. LA LOGGIA SCOPERCHIATA: Nel cuore del potere occulto  - Terremoto nel Palazzo</p>
<p>II. MASSONI E GOLPISTI: Fratelli all'orecchio - Operazione Tota Tora -  Piduisti, spie e neo-fascisti</p>
<p>III. LA P2 NELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE: La Rosa dei venti - La Fenice di Ordine nuovo - La trama piduista</p>
<p>IV. TRAME E RICATTI ALL'OMBRA DEL GRANDE ORIENTE: Protezione per gli occulti - I tentacoli eversivi - Maestro venerabile</p>
<p>V. IL PIANO DI RINASCITA: Lo Schema R - Corruzione e infiltrazione - La dura regola del silenzio</p>
<p>VI. IL FINANZIERE VENUTO DAL NULLA: Finanza, politica, Chiesa e mafia: Michele Sindona - Fratelli d'Italia e compari d'America - Onorata società Sindona-Andreotti</p>
<p>VII. L'ASSALTO AI MASS MEDIA: La Rizzoli della P2 - Piduisti in via Solferino - Tessera P2 1816, codice E.19.78</p>
<p>VIII. LA TRAMA PIDUISTA DA MORO A PECORELLI: Il Viminale della P2 - Chi tocca, muore - La trama atlantica</p>
<p>IX. I MERCANTI DI SAN PIETRO: La banca dei preti: il Banco ambrosiano di Roberto Calvi - La Loggia di San Pietro - Sotto il ponte dei Frati neri</p>
<p>X. FIAMME GIALLE, PETROLIO E TANGENTI: Il primo scandalo dei petroli - Lo scandalo Eni-Petromin</p>
<p>XI. LA PIRAMIDE SUPERIORE: Massomafia, Montecarlo-Palermo - La piramide superiore</p>
<p>XII. UNO STATO NELLO STATO: L''emergenza morale</p>
<p>APPENDICE: Il testo del Piano di rinascita, e l'elenco dei 962 affiliati alla P2.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Fanatici dell'Apocalisse]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/i-fanatici-dell-apocalisse_29668.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">In un momento particolarmente drammatico dell'interminabile conflitto arabo-israeliano, questo provocatorio libro, giunto alla 3ª edizione ampliata e aggiornata, parte dall'attentato dell'11 settembre 2001 per ricostruire, con accuratezza e ricchezza di documentazione, i retroscena di un situazione apparentemente senza sbocco.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Via Segreta dei Nazisti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-vita-segreta-dei-nazisti_32812.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Il direttore d'albergo lettone Otto Pape, il sudtirolese Richard Klement, il meccanico Helmut Gregor: apparentemente, semplici cittadini emigrati in Argentina dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questi nomi ne celano altri ben più noti: Erich Priebke, Adolf Eichmann e Josef Mengele. Sono solo tre delle migliaia di nazisti che dopo la sconfitta, attraverso il Sudtirolo e il porto di Genova, riuscirono a raggiungere terre più sicure come Spagna, Sudamerica, Medio Oriente, Egitto, Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è stato possibile? E con l'aiuto di chi? Un ruolo di primo piano lo ebbero istituti vaticani che tra il 1946 e il 1951 diedero rifugio a centinaia di nazisti nei propri conventi e fornirono loro una nuova identità. Poi la Croce Rossa, che dalla fine della guerra al 1951 stampò oltre 120.000 titoli di viaggio, i documenti preferiti dai criminali di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine i servizi segreti occidentali che per contrastare il comunismo si unirono all'impresa e arruolarono ex SS per operazioni di spionaggio. La grande maggioranza dei carnefici del Reich e dei collaborazionisti che riuscirono a fuggire passò per l'Italia: mai fino a ora la macchina clandestina che permise questo era stata ricostruita in tutti i dettagli.</p>
<p style="text-align: justify;">Conciliando una visione più completa del quadro storico con un'attenzione al dettaglio e alle vicende personali, Gerald Steinacher ripercorre le segrete vie di fuga dei nazisti.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Libro Che la Mafia non ti Farebbe mai Leggere]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/il-libro-che-la-mafia-non-ti-farebbe-mai-leggere_28663.jpg" alt="" /> <p>La classe dirigente del nostro Paese non è immune dal fenomeno mafioso. Perché la mafia non è criminalità comune e non è la manifestazione di un popolo arretrato e barbaro.</p>
<p>Questo libro esplora i luoghi in cui si è formato il sistema di idee che ha cementato l’Onorata società: tribunali, redazioni di giornali, aule parlamentari, sagrestie e salotti della borghesia. Qui hanno preso corpo le diverse narrazioni del fenomeno mafioso.</p>
<p>Qui è nato il livello politico-culturale della “terribile setta”. Organizzazione di assassini che fa della segretezza uno dei suoi principi basilari, Cosa nostra tuttavia ha saputo costruire e imporre la propria idea di sé al mondo. Certo, non esistono centri studi che si occupino della formazione degli affiliati, ma esiste e si è consolidata nel tempo un’organica ideologia mafiosa, che costituisce uno dei tratti distintivi della mafia siciliana rispetto alle altre  organizzazioni criminali.</p>
<p>Questa ideologia si è avvalsa del contributo di avvocati, intellettuali, uomini politici, professionisti e religiosi, oltre, ovviamente, a quello degli stessi uomini d’onore. È servita a garantire la compattezza della consorteria al proprio interno e a guadagnare una forma di consenso presso le più diverse fasce della popolazione italiana.</p>
<p>Il libro che la mafia non ti farebbe mai leggere intende smascherare gli inganni della “seduzione mafiosa” e offrire strumenti efficaci per sradicare luoghi comuni e falsi miti, per iniziare a diffondere una cultura dell’antimafia radicalmente nuova.</p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: medium;">Un libro potente e coraggioso, un atto d’accusa contro la corruzione della politica e della società civile</span></p>
<p> </p>
<p><strong>Hanno scritto di Vincenzo Ceruso:</strong></p>
<p><em>«È un libro durissimo quello di Ceruso. Capace di ricostruire le troppe ambiguità a cavallo tra la mafia e una religiosità distorta e oscena.»</em></p>
<p><strong>Gian Antonio Stella</strong>, Corriere della Sera</p>
<p><em>«Un lungo reportage nel “tenebroso sodalizio” tra preti e mafiosi, attraverso palazzi arcivescovili e chiese di campagna, feste popolari e processioni in onore dei santi patroni.»</em></p>
<p><strong>Attilio Bolzoni</strong>, la Repubblica</p>
<p><em>«Un pugno nello stomaco. Questo è il libro di Vincenzo Ceruso.»</em></p>
<p><strong>Dario Oliviero</strong>, Repubblica.it</p>
<p>«<em>In quel genere di attitudine del tutto personale rappresentato dalla lettura è raro che io mi sbilanci, ma una volta tanto mi sentirei di prescrivere la lettura di un libro: si intitola Le sagrestie di Cosa nostra, di Vincenzo Ceruso.»</em></p>
<p><strong>Massimo Maugeri</strong>, Letteratitudine</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Diamanti, Oro e Guerra]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/diamanti-oro-guerra.jpg" alt="" /> <p>Fino alla metà dell’Ottocento, il Sudafrica era considerato
soltanto un miscuglio conflittuale di colonie inglesi, repubbliche
boere e regni africani, senza alcun valore per il resto del mondo. Ma
nel 1871 le prospettive cambiarono radicalmente: una serie di indagini
minerarie portò alla scoperta di uno dei più grandi giacimenti di
diamanti dell’intero pianeta, cui seguì, quindici anni dopo, la notizia
della presenza sul territorio di ricchissime miniere d’oro.</p>
<p>Improvvisamente il Sudafrica assunse un’importanza fondamentale sulla
scacchiera degli interessi economici mondiali e, di conseguenza,
l’intera regione fu sconvolta dalla guerra combattuta dai Boeri per
difendere le loro ricchezze e la loro indipendenza dalle mire
espansionistiche dell’Impero britannico. Quello che inizialmente
sembrava un piccolo conflitto risolvibile nel giro di pochi mesi si
trasformò in una sanguinosa guerra che, trascinandosi per due anni e
mezzo, richiese l’impiego di mezzo milione di soldati, provocò
centinaia di migliaia di morti e devastò completamente il territorio
delle repubbliche boere.</p>
<p>Tra gli effetti collaterali delle numerose
battaglie, Meredith mette in evidenza la formazione di un gigantesco
bacino d’odio: una rabbia repressa che, nel corso del ventesimo secolo, ha dato luogo a un’impressionante serie di
aberrazioni giuridiche e lutti che hanno caratterizzato la storia
contemporanea della Repubblica Sudafricana.</p>
<p><br /> «Vivido e appassionante... un libro che ho letto ma che rileggerò ancora molte volte negli anni che verranno»</p>
<p style="text-align: right; margin:-15px 0px 20px 0px;"><em>Wilbur Smith</em></p>
<p>«Non è possibile capire la politica dell’Africa contemporanea senza aver letto questo libro straordinario.»</p>
<p style="text-align: right; margin:-15px 0px 20px 0px;"><em>Bob Geldof</em></p>
<p>«Il miglior testo divulgativo sull’argomento.»</p>
<p style="text-align: right; margin:-15px 0px 20px 0px;"><em>Sunday Telegraph</em></p>
<p>«Un lavoro di importanza capitale per tutti coloro che desiderano comprendere veramente l’Africa e il suo popolo sotto assedio.»</p>
<p style="text-align: right; margin:-15px 0px 20px 0px;"><em>Booklist</em></p>
<p>«Un libro insuperabile per il modo in cui racconta il percorso politico dell’Africa dall’indipendenza.»</p>
<p style="text-align: right; margin:-15px 0px 20px 0px;"><em> Financial Times</em></p>
<p>«Meredith fornisce una visione estremamente chiara della giungla politica africana.»</p>
<p style="text-align: right; margin:-15px 0px 20px 0px;"><em>Spectator</em></p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Storia degli Stati Uniti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/storia-stati-uniti.jpg" alt="" /> <p>Conoscere gli Stati Uniti, unica superpotenza del pianeta, &egrave; oggi pi&ugrave; che mai indispensabile. Questo volume consente di affrontare in maniera semplice ma rigorosa la storia e il sistema politico ed elettorale degli USA, attraverso analisi, interpretazioni e documentazioni aggiornate fino alle presidenziali 2008. </p><p>Nella prima parte Massimo Teodori, con la competenza dello storico e la lucidit&agrave; del saggista politico, ripercorre l&rsquo;intera storia nordamericana dall&rsquo;Indipendenza e dalla Costituzione fino al tramonto di George W. Bush causato dalla guerra in Iraq. </p><p>Nella seconda parte viene analizzato il sistema politico americano, considerato il modello democratico di uno Stato funzionante e di una societ&agrave; libera che rappresenta un punto di riferimento per tutto il mondo.</p><p> La terza parte chiarisce i meccanismi dell&rsquo;elezione presidenziale che portano a scegliere l&rsquo;uomo pi&ugrave; potente della terra e comprende una nuova sezione sulle elezioni del 2008 con tutto quello che si deve sapere per capire la sfida tra il democratico Obama e il repubblicano McCain.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[I Soldati Ebrei di Hitler]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/soldati-ebrei-hitler.jpg" alt="" /> <p>l crescente bisogno di uomini da parte della Wehrmacht, divenne quasi impossibile per questi soldati scampare al destino di milioni di altre vittime del Terzo Reich. </p><p>Basato su vaste e approfondite ricerche negli archivi e sulle fonti secondarie, e su oltre quattrocento interviste dell&rsquo;autore a Mischlinge e a loro familiari, questo libro apre un nuovo capitolo di un argomento che pure &egrave; stato molto studiato nel corso degli ultimi anni, indagando un ulteriore aspetto di quella realt&agrave; umiliante, folle, disonesta e tragica che fu la Germania di Hitler. </p><p>Le migliaia di pagine di documenti e le testimonianze orali (8mm e video vhs) che l&rsquo;autore ha raccolto per questo libro sono conservati a Friburgo, in Germania, presso il Bundesarchiv-Milit&auml;rarchiv.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Fidel Castro, Cuba, gli Stati Uniti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/f/fidel-castro-cuba.gif" alt="" /> Tra i Paesi latinoamericani Cuba primeggia sulla carta stampata, ma in modo problematico: i giornalisti occidentali, troppo attenti a non urtare i poteri forti, ripropongono logore immagini dell'isola costruite prevalentemente dalle amministrazioni statunitensi: l'ultima dittatura del continente americano; un Paese mantenuto, per oltre quarant'anni, nella povertà e nell'isolamento in nome di un'ideologia sconfitta dalla storia; una società priva delle libertà fondamentali; una pericolosa fabbrica di sovversione. <br><br>Non stupisce quindi che la realtà di Cuba e le idee di chi la governa siano sconosciute alla maggior parte dei cittadini occidentali: contro il silenzio e la censura decretati dai media internazionali, la voce dei testimoni e dei giornalisti non assoggettati dal potere politico può ben poco.<br><br> Con questo libro Salim Lamrani vuole rispondere a questo paradosso dando la parola a uno dei personaggi più interessanti della Revoluciòn: Ricardo Alarcón de Quesada, presidente del parlamento cubano, fine diplomatico, grande conoscitore degli Stati Uniti.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Martin Luther King]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/martin-luther-king.gif" alt="" /> Dall'infazia ad Atlanta ai primi coinvolgimenti nella battaglia per i diritti civili, dal premio Nobel per la pace alle discussioni con J. F. Kennedy, dalla relazione con Coretta King al balcone del Lorraine Motel a Memphis dove fu ucciso nel 1968.
Una biografia che non solo ripercorre gli eventi più importanti della vita pubblica di Martin Luther King, ma che racconta anche i difficili compromessi politici, le strategie e i dubbi di un uomo - padre, marito, politico, negoziatore, idealista.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Dittature - La Storia Occulta]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/d/dittature.gif" alt="" /> Questo libro fa luce su insospettabili responsabili, che hanno potere di vita o di morte. Si tratta di un gruppo di persone, capaci di nascondersi dietro a dei Mostri da loro stessi creati, che agiscono in maniera disumana, provocando sofferenza e morte a milioni di persone. <br><br>
Nonostante questo, non pagano per i loro crimini, e non appaiono nemmeno come criminali, perché si nascondono dietro un potere mediatico, che permette loro di propagandare un'immagine positiva o sdrammatizzare i loro crimini. 
La Storia deve far luce sui fatti, sfidando paure e illusioni. <br><br>Le nostre conoscenze sugli eventi storici aumentano col passare del tempo, e oggi sono emerse così tante contraddizioni con le vecchie interpretazioni della realtà storica che abbiamo soltanto due possibilità di scelta: o far finta di niente e cercare di non capire né pensare ai crimini che avvengono in molte parti del mondo, oppure chiederci il perché ci troviamo in un mondo in cui vengono commessi così tanti crimini.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Israele, Usa, il Terrorismo Islamico]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/israele-usa-il-terrorismo-islamico_29754.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;">Questo volume è il coerente seguito di “11 settembre colpo di Stato in USA”, “Chi comanda in America” e “Osama Bin Mossad”; in esso Blondet arricchisce le sue indagini con nuove rivelazioni e approfondimenti sull’attentato alle Torri (clamorose le azioni di depistaggio da parte del potere e le sei esercitazioni aeree programmate proprio per l’11 settembre); l’azione poi si sposta in Iraq, dove campeggiano la figura ambigua di Al-Zarkhawi e il ruolo del Mossad nella “pulizia etnica” di un intera classe dirigente irachena; e dall’Iraq lo scenario si allarga sugli attentati a Bali, a Madrid, a Beslan, a Taba (Mar Rosso), in Palestina.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo piano, come sempre, lo stupido - e a volte cinico - gigante americano e, nell’ombra, l’ebraismo internazionale, con Israele spietato braccio militare, sempre più vicino alla conquista del mondo e all’instaurazione  del regno dell’Anticristo grazie anche alla superficialità, all’ignoranza, alla vigliaccheria e alla bramosia di denaro e di potere (illusorio) del resto dell’umanità.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lo Stato Falsario]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/stato-falsario.gif" alt="" /> <p>La distruzione del "sistema aureo" e la progressiva appropriazione della politica monetaria da parte degli Stati hanno condotto all'inflazione ed erosione continua del potere d'acquisto delle valute, con gravi ripercussioni sulla vita economica di tutti i giorni. L'ingerenza governativa sulla moneta sta già dimostrando, con l'euro, i suoi effetti peggiori.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Hollywood il Pentagono e Washington]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/h/hollywood-pentagono.gif" alt="" /> «Valantin dimostra che, per quanto preoccupata dalla propria indipendenza, Hollywood è stata sempre e rimane oggi ossessionata dal problema della sicurezza nazionale». Le monde des livres<br><br>

«Dopo aver letto questo libro non guarderete più i film americani nello stesso modo». Nouvel Economiste <br><br>

La prima storia di una relazione molto pericolosa: quella fra Hollywood e il potere politico-militare americano. 
In questo libro Jean-Michel Valantin racconta la storia degli stretti legami fra l'industria cinematografica e i centri del potere politico-militare americani dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri. <br>
Documenti alla mano, l'autore mostra come il Pentagono e Washington siano a più riprese intervenuti direttamente per finanziare i film e orientare le scelte delle major e dei network televisivi, allo scopo di accrescere il consenso del pubblico verso le scelte dei governi in fatto di politica interna e, soprattutto, estera; e come in molti altri casi le major, creando spontaneamente un "cinema di sicurezza nazionale", abbiano contribuito a formare nel pubblico occidentale il bisogno di demonizzare il nemico di turno e di far fronte comune. <br>
Da quando Roosevelt convocò Capra e Ford per commissionare loro film che mobilitassero psicologicamente la nazione, passando per pellicole ideologiche come Il giorno più lungo, Terminator, Top Gun, Independence Day, la storia si snoda fino alla guerra irachena e alla nota montatura del salvataggio di Jessica Lynch, la donna-soldato "presa in ostaggio" in Iraq e liberata in diretta con una spettacolare irruzione sceneggiata dal Pentagono. 
Un saggio lucido, agile e attualissimo.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Le Guerre Dimenticate]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerre-dimenticate.gif" alt="" /> <p>Sono oltre 250 i conflitti sanguinosi di cui nessuno parla. I paesi coinvolti sono circa un centinaio. Ignorate dai mass media, snobbate dalle telecamere, le guerre dimenticate sono il vero grande scandalo del nuovo millennio. In questo libro i numeri delle vittime e le ragioni.</p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[La Strage dei Genetisti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/la-strage-dei-genetisti_29755.jpg" alt="" /> <p style="text-align: justify;"><strong>Il mestiere dello scienziato oggi è diventato pericoloso, spesso mortale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come nella trama di un “giallo” Blondet investiga su casi di omicidio / “suicidio” irrisolti che, dopo l’11 settembre 2001, si sono verificati nell'ambiente scientifico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La morte di David Kelly, avvenuta il 17/7/2003, è stata attribuita ufficialmente a suicidio; agente segreto, esperto di fama mondiale in armi batteriologiche, era diventato famoso per aver rivelato alla BBC che il governo di Blair aveva ordinato ai servizi di intelligence di “esagerare” la pericolosità delle armi di “distruzione di massa” di Saddam Hussein, così da offrire un pretesto per la guerra all’Iraq; uno strano suicida che, come riportato dall’ispettore ONU in Iraq Terence Taylor,  “non vedeva l’ora delle nozze di sua figlia,  fissate per l’ottobre 2003”.</p>
<p style="text-align: justify;">Kelly era anche l’uomo che, nel 1984, aveva indotto a disertare Vladimir Pasechnik, il capo delle più segrete ricerche batteriologiche militari sovietiche.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche Pasechnik, stabilitosi in Inghilterra, dove continuava le sue ricerche, è morto in circostanze inspiegabili nel novembre 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">E non basta: da 16 a 21 virologi, genetisti, biologi di livello mondiale, esperti in ricerche utilizzabili nella guerra batteriologica, risultano morti in situazioni sospette: tutti in pochi mesi, e tutti dopo il tragico 11 settembre 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo libro ci sono le loro storie e i frammenti della guerra più segreta: quella per accaparrarsi i rari scienziati competenti (o ucciderli, per sottrarli al nemico) in grado di creare l’arma assoluta: l’arma “etnica”, capace di infettare, per esempio, solo i negri e non i bianchi, o gli arabi e non gli ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sullo sfondo, scenari di apocalisse.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove il vero nemico può essere il tuo alleato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Senza Pace]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/senza-pace.gif" alt="" /> "Una storia epica... una straordinaria e incalzante narrazione... un serio resoconto del costo del sionismo e una sobria analisi del nuovo ruolo di Israele come conquistatore e occupante" - Christopher Hitchens<br>

"Lascia ben pochi scheletri inviolati nell'armadio di Israele. Essendo documentatissimo, questo libro non sara' una piacevole lettura per molti di coloro che faranno tutto il possibile per screditarlo. Troveranno difficile sfidare l'ineludibile realta' degli interrogativi che pone e la sua caustica analisi" - Financial Times<br><br>

"Un libro di prim'ordine, ottimamente scritto" - The Nation<br><br>

"Una brillante mente analitica" - Robert Fisk<br><br>

"Un classico" - Edward Said<br><br>

Con "Senza Pace" il giornalista inglese David Hirst infrange tutti i miti sul conflitto israelo-palestinese. <br><br>

Hirst, ex corrispondente del prestigioso quotidiano inglese The Guardian per il Medioriente, percorre gli avvenimenti occorsi dal 1880 ad oggi, per dimostrare come la violenza araba, sebbene spesso crudele e fanatica, sia una risposta alla continua provocazione di una reiterata aggressione.
<br><br>
Descritto dal New Statesman come uno dei "piu' grandi corrispondenti di lingua inglese dei nostri tempi", "l'impareggiabile analisi di Hirst gli e' valsa anatemi, espulsioni e rispetto in ogni paese della regione" (The Guardian). Bandito da 6 paesi arabi, rapito due volte, David Hirst e' il cronista perfetto di questo terribile e apparentemente irrisolvibile conflitto. La nuova edizione di questo "studio definitivo" (The Irish Times) attualizza la storia. <br><br>

Tra i tanti temi sottoposti alla profonda analisi di Hirst vi sono: il processo di Pace di Oslo, l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, l'effetto destabilizzante degli insediamenti ebraici nei territori, la seconda Intifada e l'aumento spaventoso di attacchi sucidi, il crescente potere della lobby di Israele - fondamentalisti ebraici e cristiani - negli Stati Uniti, l'aumento del dissenso interno a Israele e tra la popolazione israelo-americana, la partita tra Sharon e Arafat e lo spettro della catastrofe nucleare che minaccia di distruggere l'intera regione.<br><br>

"David Hirst, da sempre partecipe alla tragedia palestinese, e' un giornalista di primissimo livello che ha dedicato la sua esistenza a vivere all'interno del mondo arabo e a scrivere di esso" - Edward Said]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Mercenari]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/m/mercenari.gif" alt="" /> Vittime o carnefici? Spesso utilizzati in quelle operazioni belliche che il diritto internazionale vieterebbe. Un'analisi accurata del ruolo dei nuovi mercenari nelle guerre moderne, vedi l'attuale in Iraq. Ci sono, da dove vengono, che cosa fanno? Documenti e risposte su una questione ignorata e censurata dai maggiori mass media nazionali.]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Balle!]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/b/balle.gif" alt="" /> "Tagli alle tasse? Ma sarà vero ch ne beneficeranno i più poveri come il presidente Bush (e Berlusconi) vuol farci credere? Da un vero genio della comicità una durissima requisitoria contro il governo americano, un esilarante attacco a tutti quegli stupidi ""uomini bianchi"" che si ostinano a racconatre balle a tutto il mondo sperando di farla franca.
Un'opera buffa di bugie che diventano verità indiscusse".]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Censura 2003]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/censura.gif" alt="" /> Le notizie che non hanno fatto notizia nel 2003.<br>
Il piano di Rumsfeld per provocare attacchi terroristici. Le 8mila pagine rimosse dal rapporto Iraq all'Onu. La nuova minaccia coloniale all'Africa. Il progetto statunitense di dominio globale. Lo smantellamento dei sindacati. Lo scontro euro/dollaro fra le ragioni della guerra all'Iraq. Le responsabilità Usa nel colpo di stato in Venezuela. L'attacco alle libertà civili in nome della guerra al terrorismo. Le violazioni degli accordi internazionali da parte di Washington. Il peggioramento dei diritti umani in Afghanistan... e molto altro. "Censura" è il risultato di un lavoro annuale di selezione tra migliaia di notizie condotto, nella Sonoma State University, da oltre 200 fra studenti, giornalisti e studiosi di prestigio, tra cui Noam Chomsky, Norman Solomon e Howard Zinn. In tempi di concentrazione inedita dei media nelle mani di pochi ricchi e potenti, uno straordinario contributo per la libertà e la democrazia nell'informazione. <br>]]></description>
    </item>
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    <title><![CDATA[Il Caso Battisti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/c/caso-battisti.gif" alt="" /> Tante informazioni poco conosciute e tanti protagonisti: la politica come strumento impensato di violenza, la giustizia umana come strumento inpensato di vendetta. Merita di essere letto per conoscere meglio il teatro politico e culturale dello Stato che abbiamo creato.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Storie di un Siciliano Mezzo Russo e un pò Cinese]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/storie-siciliano-mezzo-russ.gif" alt="" /> Avvincente resoconto memoriale in cui l’Autore ripercorre con prosa fluente – a tratti ironica e venata di citazioni colte – i successi, gli incontri, le peregrinazioni tra Cina e Russia di un imprenditore italiano intraprendente. Autobiografia di largo respiro, in cui la meticolosità cronachistica trascende in afflato universale e l’esperienza individuale si stempera nella Storia d’Oriente degli ultimi cinquant’anni, di cui l’Autore, in veste di testimone sensibile ed originale, rende uno spaccato “intimista” nella galleria di ritratti di grandi uomini del nostro tempo: da Mao Tse Tung a Gorbaciov, da Gagarin a Pu-Yi, da Kruscev a Shevardnaze. Ne deriva una sorta di mirabile mitologia della storia russa e cinese, se non fossero i protagonisti tutti reali, umanizzati dallo sguardo acuto dell’Autore, che con abilità affabulatoria ci cattura e ci consegna vivida e struggente un’altra immagine d’Oltrecortina.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Globalizzazione e No Global]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/globalizzazione-no-global.gif" alt="" /> Una spiegazione chiara e comprensibile del fenomeno globalizzazione, quale tendenza all'unificazione del mondo attorno all'unico grande soggetto politico sopravvissuto, gli USA. Un'analisi delle istanze e delle varianti che connota il movimento no global che vi si oppone.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Il Libro Nero degli Stati Uniti]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/libro-nero-stati-uniti.gif" alt="" /> Il repertorio definitivo delle marachelle statunitensi, l'Opus Magnum di un maestro del giornalismo di denuncia, frutto di trent'anni di ricerche. La forza vera è nei documenti, sempre di prima mano.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Spie in Vaticano]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/spie-in-vaticano_28081.jpg" alt="" /> <p style="line-height: 125%;">l papa venerato da milioni di fedeli è il capo di uno Stato che è da secoli una potenza internazionale, non c'è dunque da meravigliarsi se molti paesi l'hanno guardato con sospetto e non pochi l'hanno spiato.L'affascinante analisi di David Alvarez spazia attraverso due secoli di storia mondiale, aprendo per noi le porte del Vaticano e facendoci conoscere il mondo dello spionaggio, tanto sorprendente quanto poco conosciuto, visto da uno dei luoghi più sacri.</p>
<p style="line-height: 125%;"><strong>Alvarez analizza i pontificati di dieci papi - da Pio VII, la nemesi di Napoleone, a Pio XII, malignamente definito il "papa di Hitler" - offrendoci una descrizione inedita della storia delle operazioni di spionaggio e delle attività clandestine che coinvolsero le più alte cariche del Vaticano. </strong></p>
<p style="line-height: 125%;">In queste pagine incontriamo leader mondiali, più o meno conosciuti, e professionisti dello spionaggio, preti di dubbia reputazione e informatori al soldo di potenti signori. Il volume getta luce sugli aspetti più oscuri della storia pontificia e della diplomazia internazionale, una luce che spesso si accende di critiche argute sulle debolezze del mondo spionistico. Di tanto in tanto, racconta l'autore, il Vaticano si avvicinò a questo mondo clandestino con imprese ardite, come le reti di informatori intese a spiare i cattolici liberali o la missione segreta per istituire una chiesa parallela - e clandestina - all'interno dell'Unione Sovietica. Più spesso, dimostra come il Vaticano fosse oggetto delle attività spionistiche di molte potenze nemiche che intendevano smascherare i segreti del Papato.</p>
<p style="line-height: 125%;">Ad esempio, durante la prima guerra mondiale, l'assistente privato di Benedetto XV risultò essere un agente segreto, mentre durante il secondo conflitto mondiale, alcune spie americane si infiltrarono in Vaticano per conoscere le reali intenzioni del papa. I nazisti furono particolarmente intraprendenti assicurandosi i servigi di alcuni preti apostati, come Herbert Keller, lo spregiudicato monaco che smascherò il coinvolgimento di Pio XII in un complotto contro Hitler, oppure escogitando un piano per istituire un "seminario" romano composto da agenti segreti travestiti da studenti-sa-cerdoti.</p>
<p style="line-height: 125%;">Alvarez ci svela questi segreti, compresi gli strumenti utilizzati dal Vaticano per conoscere la verità sull'Olocausto. Basato sui documenti diplomatici e sulla documentazione dei servizi segreti inglesi, francesi, italiani, spagnoli, americani e vaticani - fra cui alcune carte che il Vaticano si è affrettato a sigillare dopo che l'autore le aveva consultate - Spie in Vaticano ci rivela come il Papato fosse spesso ostacolato dalla sua inadeguatezza nel raccogliere informazioni importanti al momento opportuno e che, dopo il 1870, fece ben poco per migliorare le sue capacità di spionaggio.</p>
<p style="line-height: 125%;">In un certo senso, <strong>Alvarez va contro la nozione a lungo accreditata secondo cui il papa sarebbe il leader più informato del mondo, facendo luce non solo sulle attività interne del Vaticano, ma anche sugli eventi mondiali che, inevitabilmente, coinvolsero il Papato.</strong></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p><em>«Si è a lungo sostenuto che il Vaticano disponesse della miglior rete di servizi segreti del mondo. Ma sarà proprio vero? Lo storico David Alvarez indaga su questo mito mostrando una preparazione impeccabile, una straordinaria capacità di analisi e grande vigore letterario. Un’opera eccellente.»</em></p>
<p><strong>David Kahn</strong>, autore di La guerra dei codici: la storia dei codici segreti e Hitler’s Spies</p>
<p><em>«Un brillante resoconto sugli intrighi della Città Eterna. Ricco di personaggi interessanti – spie, agenti segreti, informatori e cospiratori – alcuni incompetenti, altri molto abili, ma tutti degni di memoria.»</em></p>
<p><strong>Susan Zuccotti,</strong> autrice di Il Vaticano e l’Olocausto in Italia</p>
<p>«<em>In uno straordinario viaggio all’interno e all’esterno del Vaticano, David Alvarez fa ricredere i suoi lettori sul concetto che la leadership pontificia e la gerarchia cattolica siano concentrate esclusivamente sul mondo spirituale.»</em></p>
<p><strong>Warren F. Kimball,</strong> autore di Forged in War: Roosevelt, Churchill and the Second World War</p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Scena e retroscena]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/scena_retroscena.gif" alt="" /> Sulla scena di questo mondo, in nome della libertà gli uomini si uccidono e si sfruttano a vicenda. Dietro alle lotte fra cristianesimo, islamismo ed ebraismo, dietro alla cultura materialistica di un occidente che non conosce più la realtà dello spirito, dietro alla globalizzazione dell'economia che sottomette intere popolazioni, agiscono Esseri spirituali invisibili. Ci sono Spiriti che amano la libera evoluzione dell'uomo, e la favoriscono, ma ci sono anche Dèmoni potenti e inesorabili che ostacolano il suo cammino, e vogliono far di lui un automa.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Guerre e Battaglie del Medioriente nel XX Secolo]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/g/guerre-e-battaglie-del-medioriente-nel-xx-secolo-50_29085.jpg" alt="" /> <p><strong>Una rassegna dei conflitti, degli scontri, dei personaggi e dei temi che hanno caratterizzato il Medioriente nel corso del secolo appena trascorso, dalla nascita della leggenda di Lawrence d'Arabia alla caduta di Saddam Hussein. </strong></p>
<p>Una narrazione densa di eventi e priva di pause, introdotta dal crollo del secolare impero ottomano, e dalle gesta del suo vero artefice, il generale Allenby, autore di offensive e piani tattici mirabili e ben più decisivo dello stesso Lawrence; una narrazione che prosegue poi con un fitto susseguirsi di guerre, d'indipendenza, d'invasione, civili, che si intersecano e si sovrappongo tra loro, nel perenne quanto finora vano tentativo di conseguire uno stabile assetto geopolitico, tra jihad, petrolio, panarabismo, nazionalismo, sionismo, decolonizzazione.</p>
<p>Il volume racconta dunque della dirompente irruzione dello stato d'Israele nello scacchiere mediorientale e delle sue ripetute lotte per la sopravvivenza attraverso cinque guerre, ma anche del suo più fiero avversario, l'Egitto di Nasser prima e di Sadat poi; descrive la terribile realtà delle guerre civili, in Libano e in Afghanistan, rese ancor più drammatiche dalle invasioni, rispettivamente, di siriani e israeliani, di sovietici e americani; illustra l'ascesa e il declino di Saddam Hussein, la sua lunga lotta con l'Iran di Khomeini e i conflitti senza speranza con il colosso statunitense, fino a quello appena concluso</p>
<p>Il Medio Oriente rappresenta, nel XX secolo più che mai, il terreno di scontro tra entità geopolitiche la cui composizione si modifica, di volta in volta, a seconda delle motivazioni alla base del loro coinvolgimento nel conflitto.</p>
<p>A parte le due guerre mondiali e pochi altri conflitti, è nell'area mediorientale che si concentra la maggior parte delle guerre e delle battaglie del XX secolo; il loro racconto è pertanto, in un certo senso, una storia della guerra del secolo appena trascorso, in un settore dove i motivi di belligeranza si sovrappongono e si sommano gli uni agli altri senza soluzione di continuità.</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Spazio. I Segreti e gli Inganni]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/spazio-segreti-inganni.gif" alt="" /> Un dossier verità in campo astronautico, con il taglio di un romanzo giallo. L'autore non concede sconti a nessuno, smascherando, con il sostegno di tetimonianze, le miriadi di bugie sulle tanto eclatanti missioni nello spazio.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Sudditi]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/sudditi.gif" alt="" /> Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", un valore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suo attacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né di destra che la bolla come governo dei mediocri. La "democrazia reale" è un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimo dal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro legittimante. <br><br>Un attacco al vissuto politico della democrazia non da uno dei due poli, ma dall'interno. Infatti quella sperimentata non corrispone a nessuno dei presupposti su cui dice di basarsi. Costituita soprattutto da oligarchie economiche e criminali asservisce ambiguamente l'individuo reso anonimo dal suo manipolante meccanismo. Un addio a tante scontate certezze.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Istruzioni per un genocidio - Rwanda: cronache di un massacro evitabile]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/i/istruzioni-genocidio.gif" alt="" /> Sarebbero bastati 5000 militari per fermare il massacro rwandese, ma la comunità internazionale decise di non inviarli: perché? <br><br>

A partire da un puntuale cronaca dei massacri che hanno insanguinato il paese, Daniele Scaglione, per quattro anni presidente di Amnesty International, affronta alcune delle contraddizioni più evidenti del conflitto: dall'ignorare le richieste di rinforzi del capo dei caschi blu Dallaire, al negare l'esistenza del genocidio; dalla gestione degli enormi accampamenti dei rifugiati, alla guerra con la Repubblica Democratica del Congo; dalle sentenze del tribunale penale internazionale che avrebbe dovuto punire i responsabili del genocidio, ai tentativi falliti di dare vita a un processo di riconciliazione. <br><br>

Un'analisi rigorosa che indaga da un punto di vista critico le responsabilità della comunità internazionale, un dietro le quinte del genocidio rwandese che analizza come sia stato possibile che pur essendosi create le premesse per fermare il massacro, la Comunità Internazionale abbia deciso di non intervenire e, successivamente, non abbia voluto aiutare il Rwanda a superare il trauma del genocidio.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Lettera Aperta ai Guru dell’Economia che ci Prendono per Imbecilli]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/l/letteraapertagurueconomia.jpg" alt="" /> Il compito principale degli esperti dell’economia è quello di giustificare istantaneamente tutto ciò che si fa. Sicuramente domani giustificheranno la lotta all’inquinamento, così come oggi difendono maniacalmente la superproduzione e il diritto ad inquinare…]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Storia degli Indiani d'America]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/storia-indiani-america.gif" alt="" /> La ricostruzione dettagliata delle drammatiche vicende di un popolo che ha difeso fino all'ultimo i propri diritti e la propria terra.]]></description>
    </item>
        <item>
    <title><![CDATA[Storia del Tibet]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/s/storia-tibet.gif" alt="" /> <p>Alla ribalta nell'attualità, la sua storia è poco nota. I molteplici volti di un popolo e di una terra, ""il tetto del mondo"", che tuttora è depositaria di una saggezza trasmessa nei suoi molteplici templi. La recente perdità d'identità geografica e l'esilio.</p>]]></description>
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    <title><![CDATA[J'accuse per il Rwanda]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/j/jaccuse-per-rwanda.gif" alt="" /> Rwanda, 6 aprile 1994.<br>
Il presidente della repubblica, Juvénal Habyarimana, viene assassinato. <br>
Comincia allora - sotto gli occhi impassibili della comunità internazionale - uno dei più feroci genocidi della storia africana.<br>
Come spiegare, a partire dalla storia del Rwanda, una tale esplosione di odio? Come arrivare a comprendere che dehli uomini e delle donne siano potuti giungere a commettere tali atrocità? Quale ruolo ha avuto la Chiesa?<br><br>

A più di dieci anni dalla strage del Rwanda la nuova edizione di uno sconvolgente libro-denuncia.<br><br>

L'ultima intervista ad André Sibomana, prete e giornalista rwandese recentemente scomparso, vincitore nel 1994 del premio Reporter senza frontiere - Fondation de France per la sua attività professionale e il suo impegno in difesa della libertà di stampa e dei diritti umani.]]></description>
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    <title><![CDATA[Operazione Epsilon]]></title>
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    <description><![CDATA[<img src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/th/o/operazione-epsilon_28027.jpg" alt="" /> <p>Luglio 1945: dieci tra i più importanti scienziati tedeschi, collegati alla ricerca sull'energia nucleare, vengono catturati dagli Alleati e tenuti prigionieri a Farm Hall, in Gran Bretagna, fino a dicembre 1945. 6 agosto 1945: gli Stati Uniti sganciano la prima bomba atomica su Hiroshima. 9 agosto 1945: gli Stati Uniti sganciano la seconda bomba atomica su Nagasaki.</p>
<p>Poche ore dopo il lancio della bomba, il presidente degli Stati Uniti Truman dichiarò: "Abbiamo speso due miliardi di dollari nel più grande azzardo scientifico della storia e abbiamo vinto".</p>
<p>2006: dopo sessant'anni da Farm Hall e da Hiroshima, dopo vent'anni da Chernobyl, e con la costante e attuale corsa agli armamenti nucleari, è legittimo chiedersi cosa abbiamo vinto?</p>]]></description>
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