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Avvento 2016
Idee Regalo

Nicolò Giuseppe Bellia

Nicolò Giuseppe Bellia

Sono nato a Menfi in provincia di Agrigento il 20 Luglio del 1931 da una famiglia di Imprenditori edili. Ho avuto la fortuna di avere due genitori eccezionali. Mia madre, Maria Piazza era una donna che univa ad una immensa bontà e semplicità d’animo una fermezza di fede che non le è mai venuta meno in tutta la sua vita. Mio padre, Calogero Bellia era un uomo creativo e proiettato nel futuro. Nel campo dell’edilizia ha, fin dalla sua gioventù, mostrato un grande talento di cui sono testimonianza le importanti opere da lui realizzate. Mio nonno materno, Cristofano Piazza era dotato di una grande dolcezza oltre che di notevoli capacità imprenditoriali, coronate da successo. Anche gli altri parenti mi amavano ed erano da me riamati. Molti ricordano una mia precoce impresa industriale (avevo circa 11 anni) consistente nel costruire a domicilio, con quel che trovavo in casa, dei piccoli apparecchi elettrolitici che avevano due piastrine che strofinate con un pennello di fili di rame avvolto di cotone e intinto nella benzina, generavano delle scintille producendo una fiamma. Allora scarseggiavano, per la guerra, gli zolfanelli e la gente mi pagava con delle uova che portavo trionfante alla mia cara mamma che era orgogliosa, nella sua ingenuità, di questo figlio "inventore" e ciò la ripagava in parte delle apprensioni che la mia vivacità le provocavano. Mio padre, - che era socio de "LA Misuratina", una società edilizia in Tripolitania, dove tra l’altro aveva costruito la grande cantina sociale del Conte Volpi di Misurata - , rientrato a causa degli eventi bellici ed impegnato nella costruzione della scuola paracadutisti di Tarquinia, in una sua visita a Menfi, mi ha proposto di andare con lui, anche perché mia madre e mio nonno, con tutto il loro affetto, non riuscivano più a tenermi a freno. Io accettai con un entusiasmo superiore agli importantissimi affetti da cui mi accingevo ad allontanarmi. Era l’autunno del 1943 ed io avevo 12 anni. La corriera della ditta Gallo di Sciacca dava inizio al mio viaggio verso il futuro. Dopo varie peripezie, per lo stato delle ferrovie a causa della guerra, arrivammo a Tarquinia dove completai la terza media e poi frequentai il primo ed il secondo anno del liceo scientifico, tenuto dai frati francescani. Strappato agli affetti della mia Menfi ho iniziato a formarmi nuove amicizie e tra tutte, particolarmente cara mi è quella dell’ottimo Marcello Catarcini. Ricordo le mie discussioni con Marcello in cui entrambi affermavamo la nostra concezione idealistica della vita e in cui la donna assumeva il simbolo della Bellezza e della Virtù. Insomma, eravamo dei stilnoviani e disprezzavamo quelli che chiamavamo, con un nostro termine, "carnitanghi". Noi privilegiavamo le gioie dello Spirito che cercavamo anche nelle sue manifestazioni materali. Dall’architetto Luigi Borin, socio di mio padre a Tripoli e a Tarquinia ho avuto in dono il libro di Giuseppe Mazzini "I DOVERI DELL’UOMO" da cui ho appreso il caldo amore verso la Patria. Nel 1949 ho conseguito la maturità scientifica e non ho potuto iscrivermi all’università per malintesi con mio padre. Dopo ho capito che anche a questo proposito, il Destino lavorava per il mio bene. Dopo due anni mi sono iscritto a Ingegneria, ma prima della fine del biennio mi sono ritirato in quanto non riuscivo a ricavare da tale tipo di studi quell’appagamento interiore cui il mio essere anelava, in ciò aiutato da una esperienza affettiva che mi aveva maturato. Da questo momento inizia il mio confronto personale con la Vita svolto su due piani. Da un lato il lavoro, per assicurarmi i mezzi di sopravvivenza e dall’altro gli approfondimenti culturali, per rispondere ai bisogni di conoscenza della mia Anima. Ho cercato e avuto grandi Maestri, vivi e defunti, e li ho studiati e venerati. Dal 1952 al 1959 mi sono impegnato in tre direzioni. Da un lato ho cercato di ampliare la mia cultura frequentando la Biblioteca Nazionale di Roma, che allora era in Via del Collegio Romano. Il mio interesse andava dalla filosofia alla antropologia e alla scienza, trovando in quella biblioteca tutti i libri capaci di venirmi incontro. È di quel periodo il mio incontro con Massimo Scaligero, maestro di saggezza, con il quale mi incontravo a Porta San Pancrazio in una atmosfera seria e gioiosa allo stesso tempo. Contemporaneamente portavo avanti un mio progetto di una calcolatrice tascabile , da me brevettata e realizzata in forma di prototipo, basata sui bastoni di Nepero, da me riscoperti e successivamente prodotta e messa in commercio con il nome di Eulog. È anche di tale periodo un mio viaggio a Milano chiamato da Emilio Lagomarsino cui avevo sottoposto una mia idea per una calcolatrice che sostituisse alle trasmissioni meccaniche quelle elettriche. Si trattava dell’idea dei personal computers che ancora non erano nati. Ho inviato la mia idea anche alla Olivetti che mi ha risposto invitandomi a depositare il brevetto In tale periodo ho lavorato come disegnatore alla CTIP, con l’Ing. Cannata e con il Sig. Giubilei, nel reparto Strutture, dove si progettavano raffinerie. Usavamo degli "standards" della Esso ed io ho aggiunto un mio "standard" che facilitava il controllo dei fori di base delle scale delle passerelle. Credo che questo standard sia ancora in uso.

Lasciato il gruppo assicurativo Minerva - 1963 - , ho iniziato l’attività di Costruttore .

Verso la fine degli anni ’70, stanco di combattere con la burocrazia comunale, tramite una mia trasmissione in una radio privata di cui ero comproprietario, conobbi il Prof. Dragoni e rilevai la sua società Drag-on che produceva saldatrici elettrolitiche e vitreotomi per operazioni agli occhi sperimentati dal celebre prof. Strampelli. Mi sono reso conto che il rendimento energetico delle saldatrici era di appena il 25% ed ho iniziato a progettare un mio modello di cella elettrolitica con rendimento superiore al 90%. Nel 1979 ho voluto darmi una pausa di riflessione per prendere posizione nei confronti della vita sociale che diveniva sempre più complicata. Ne è risultato un mio saggio intitolato LA VIA D’USCITA pubblicato con lo pseudonimo di Nicola Benigi. Per anni ho prodotto e venduto le mie saldatrici, molte delle quali sono ancora in funzione. Ma la mia innata ricerca della perfezione mi ha portato a realizzare decine di versioni di tale saldatrice, che è stata anche prodotta e venduta oltre che dalla Drag-on Srl di mia proprietà, dalla VISCOBELL Spa di Bari di cui ero socio. Realizzata l’interpretazione scientifica del motivo per cui tale batteria manteneva nel temppo integri i suoi elementi, lancio tale prodotto, nel frattempo brevettato, col nome da me creato di LITOBATTERIA. Ho dato e do tanta importanza a questo prodotto in quanto lo ritengo idoneo a consentire il passaggio alla trazione elettrica e anche ad un enorme risparmio elettrico a seguito dell’impiego di pacchi di batterie con inveters negli appartamenti, per ripartire il prelievo nell’arco delle 24 ore e non nelle sole ore di punta. Tornai a Roma (1989) e creai un mio studio-laboratorio in Ladispoli, in un fabbricato in passato da me costruito. Contemporaneamente mi resi conto che in Italia non era più possibile avviare qualsivoglia impresa economica e rivolsi la mia attenzione agli aspetti teorici della questione sociale e alla matematica. In questo secondo settore ho ottenuto l’insperato risultato di trovare la soluzione delle equazioni di grado "n". Nel 1973 ho trovato le formule di progetto dei pilastri pressoinflessi. Sono programmatore di computers fin dall’uscita del primo PC Olivetti, (primo al mondo), e con uno di tali PC, alla fine degli anni ’70 ho realizzato un programma per la progettazione delle strutture in cemento armato che partendo dall’introduzione dei dati dello schema geometrico di esse, in 20 minuti forniva i progetti esecutivi dei suoi elementi , pronti per i ferraioli e i carpentieri. La mia lunga esperienza di software mi ha permesso di realizzare il programma derivato dal mio Algoritmo, per la soluzione istantanea delle equazioni di grado "n". Ho scelto di fornire gratuitamente programmi e formule. A seguito del lancio della ADNKRONOS, relativo alla mia fortunata scoperta del suddetto Algoritmo, si è avviato un notevole interesse dei media per tale scoperta e conseguentemente per la mia persona. Oggi sono pienamente appagato e voglio ricambiare la benevolenza della Vita dedicandomi sempre più ad aiutare il progresso della Cultura nei vari campi dello scibile in cui mi sono cimentato, spesso con successo. Tutti gli eventi e i personaggi della mia Vita vanno visti alla luce di questo mio cammino di Conoscenza e di Servizio.

Il mio lavoro è reso pubblico sulla mia Home Page in Internet: http://www.bellia.com

 

 
 
 
 

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