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Fausta Leoni

Fausta Leoni

Fausta Leoni, nata a Roma, a poco più di sedici anni ha esordito nel giornalismo occupandosi con successo sulla stampa argentina in lingua italiana, di emigrazione (il giornale “Corriere degli italiani”) che usciva una volta la settimana potè diventare quotidiano grazie al successo della sua rubrica intitolata "l’America l’è lunga e l’è larga" sui problemi degli emigranti che non erano contadini, di cui l’Argentina avrebbe avuto bisogno, ma intellettuali sfiniti dalla guerra e delusi da questo nuovo Paese. Dopo il suo ritorno in Italia, ha scritto molte favole sul "Corriere dei piccoli" e varie corrispondenze sul "Tempo illustrato" "l'Europeo" "Corriere Lombardo", "Momento Sera", "Paese Sera" e "Corriere dei Piccoli". A seguito di numerosi viaggi in Brasile, Uruguay, Cile, Venezuela ha pubblicato il suo primo romanzo (sull’esperienza sudamericana) intitolato “Noi siamo fatti degli altri” (Rizzoli Editore), seguito da un lungo racconto nell’antologia “Quando l’Italia tollerava”, ed. Canesi, unica donna accanto ai maggiori scrittori italiani. Ha tradotto, per Feltrinelli, il lungo romanzo dell’argentino Ernesto Sabato “Sopra eroi e tombe” e pubblicato un volume di poesie “Vigliacca solitudo” (ed. Rebellato). Nel 1969 esce “Karma” che da allora si ristampa ininterrottamente entrando anche nella Bur, essendo ritenuto un classico sia in Italia che all’estero, anticipando di decenni argomenti riflessioni e parole (come, appunto, karma o reincarnazione) che poi, purtroppo, sarebbero diventati di moda con la New Age ecc. Per la grande farmaceutica "Kaloderma" che aveva fatto una importante linea di cosmetici chiamata "Karma" ha creato una brochure che spiegava il significato della parola sanscrita e come tirar fuori la bellezza interiore e farla diventare sguardo, lineamento. Nel 2002 ha pubblicato “Oltre il karma” (ed.Gremese) che tratta degli incontri che contano, con l’amore e l’amicizia, col mistero e la trascendenza, con la solitudine e la morte.

Ma se nei libri si è occupata di cose serie come il senso dell’esistenza e il mistero della morte, per la radio il teatro e la televisione ha tirato fuori una rara vena umoristica: per la radio ha redatto, per anni, una rubrica intitolata “senza titolo”, con altri umoristi italiani; per il cabaret di Maurizio Costanzo “7X8” ha scritto un monologo (gli altri due monologhi erano di Pier Paolo Pasolini e Dacia Maraini) che raccontava la prima volta che la prima coppia del mondo, Adamo ed Eva, dovettero capire come fare l'amore, i vari tentativi per trovare il punto giusto (Adamo crede di essere allergico a Eva perché ogni volta che lei le si avvicina sente uno strano “turgore”: tu me lo fai venire tu me lo devi far passare. Eva si mostra disponibile e i vari tentativi in tutte le parti del corpo, prima di trovare quella giusta, risultano esilaranti. Alla fine Eva riflette “forse è per questo che Dio ha inventato la donna: per sgonfiare l’uomo, altrimenti tutto gonfio come un pallone potrebbe arrivare in cielo a rompere le scatole a lui”. I critici scrissero che il gioiello della serata era proprio "l'allergia".

Per i ragazzi del “Male” ha scritto e diretto un lungo pezzo televisivo confrontando il vecchio umorismo ( Bertoldo, Marc’Aurelio) al nuovo che era esploso con il titolo clamoroso “E’ rimorto il papa”.

Per Benigni ha scritto e interpretato (da spalla) un racconto surreale: una giornalista che va a intervistare il comico pensa “ma questo è troppo geniale, altro che intervistarlo, questo me lo sposo” Va al paese di lui, Vergaio, per chiedere informazioni al parroco, alla polizia, al mago con cui Benigni aveva lavorato per anni. Solo che i personaggi erano sempre lo stesso Benigni che, travestito, dava informazioni apocalittiche su se stesso (il prete diceva cose così atee che la critica parlò della teologia di Benigni per diversi giorni e il pezzo risultò così fuori dagli schemi che nel programma “Schegge” viene replicato spesso, dal 1978).

Con il critico cinematografico Maurizio Liverani ha scritto la commedia “Innamorarsi al tramonto”, incontro di due intellettuali anziani ma affascinanti che vorrebbero tanto avere una storia ma sono così pieni di psicofarmaci e esperienze dolorose, che non ce la fanno, anche se tutta la commedia, struggente ma scoppiettante di battute, si svolge quasi tutta a letto, tra un tentativo fisico e uno psicologico. Per le riviste della Rizzoli ha pubblicato diversi racconti e poi, su insistenze di Giorgio Scerbanernco, due romanzi a puntate: il primo, intitolato “una ragazza da farci un film” raccontava di una ragazza che dalla provincia viene a Roma nella speranza di conoscere e magari lavorare col suo regista-mito. Ma quando riesce a frequentarlo si accorge quanto sia frivolo e puttaniere mentre tutti i valori che l’avevano fatta innamorare appartengono al suo sceneggiatore: silenzioso, introverso, solitario, profondo: Così scatta un rapporto a tre, divertente perché descrive l’ambiente cinematografaro di Roma, ma anche drammatico tanto che porterà uno dei tre alla morte, dopo aver vinto il leone d’oro a Venezia.

Con Gillo Pontecorvo ha scritto e codiretto un documentario su cani e canili e una lunga inchiesta televisiva “Alla ricerca dell’aldilà”. Ha viaggiato molto in Sudamerica e in India, in Tibet, in Cachemir, in Nepal, nelle Filippine, facendo documentari per il TG2, dove è stata redattrice ai programmi culturali, tra i quali, famosissimi, quelli su Sai Baba, Auroville, Benigni, Borges, Alfonsin ecc. Ha vinto diversi premi per la letteratura, la poesia e il giornalismo, tra cui il prestigioso Saint Vincent.

Del Karma Alberto Bevilacqua ha scritto, tra l’altro: “Pagine scritte con l’atroce lucidità dell’insonnia, come da un essere invisibile, immobile al di là della lampada che illumina le mani dello scrittore” E Federico Fellini: “E’ un bel racconto. Ti viene voglia di proporlo come un nuovo stimolante gioco fra amici. Coraggio prova anche tu a ricordare: chi eri l’altra volta e ancora prima? “E Giancarlo Vigorelli : “Tutti abbiamo avuto un giorno, di colpo, la sensazione fulminante di sentirci riportare indietro in un’altra vita già vissuta, rifare quel gesto, trovarci in quello stesso luogo, vivere l’identico momento. Da queste esperienze è nato “Karma”. I diritti cinematografici furono acquistati per due volte dalla “Titanus”.

E’ stata sposata con l’umorista Gilberto Loverso (grande firma del “Bertoldo” con Mosca, Guareschi, Manzoni, Zavattini, Steinberg, ecc.) prima di inventare la televisione italiana con Sergio Pugliese che gli affidò il varietà e la prosa, naturalmente tutto in diretta. Così nacquero programmi mitici come “lascia o raddoppia” “un due tre” ecc. Alla sua morte Enzo Biagi ha scritto, tra l’altro, su Panorama “era assai bravo e molto perbene”.

Dopo il divorzio da Gilberto Loverso, molti incontri di lavoro e sentimenti (dei quali racconta in “oltre il karma” con alcuni tra i maggiori scrittori e registi del mondo dedicando anni a studiare i misteri e le energie (dentro e attorno a noi) che determinano la vita, la salute, le malattie, i “miracoli”, la morte e facendo battaglie sociali contro le ingiustizie, come nel caso del magistrato che aveva messo in prigione un innocentissimo Lelio Luttazzi (per averlo definito “in malafede” si beccò 8 mesi) e contro il direttore dell’istituto di cultura italiano di New York, che avendo definito “fascista” si prese rumorosa querela. Rimessa anche questa con la rimozione del personaggio da quella sede, avendo lei perfettamente ragione. Da tempo ha scelto una solitudine rigorosa ma piena di sollievi soffrendo d’insofferenze verso esseri umani e luoghi comuni.

Tra le persone che le fanno venire l’orticaria: Belpietro, Giurato, G.W.Bush, Storace, Mughini, Baudo, Alfano, Calderoli, Mariotto, Chavez, Signorini, Zechila, Fede, Tarantini, Corona, Berlusconi? Non riesce a prenderlo sul serio sembrandole un cartone animato tra Paperon dei Paperoni e Mac Rooney il prestigiatore a cui non riuscivano i giochi, ma alla fine, al contrario di Berlusconi, se ne rendeva conto e si strappava la medaglia.

Tra le donne chi si crede intelligente senza esserlo come Asia Argento (che parla come un’intellettuale rivoluzionaria e poi fa la regia di film imbarazzanti per le banalità), Rita Rusic (senza un briciolo di stile che si permette dare voti offensivi a ragazze con più classe di lei) Flavia Vento (che va spifferando la sua notte con Totti per poi dire che qualcuno l’ha consigliata male; e Vespa la invita come opinionista); la Santanchè (che va raccontando che Veronica Lario ha un amante e chi è), l'orribile Vanna Marchi e l'infame figlia tanto per far capire il genere di umanità.

Le possono venire i sudori freddi con parole o espressioni tipo “attimino”, “è una chicca” “assolutamente sì” “il percorso” “il fidanzato” “solare” “emozionato” “la coltre bianca” “ non voglio vendetta ma giustizia” "Il tempo è tiranno", "di tutto di più" e domande di certi colleghi che davanti a una strage chiedono “Cosa prova? Che sente?” "Può perdonare?"

Però, ovviamente ci sono anche quelli che ama e che stima come: Umberto Veronesi, Gino Strada, Uto Ughi, De Bartoli, Fabio Fazio, Tiziano Terzani, i fratelli Guzzanti, Saviano, Garrone, Procacci, Fellini, Bergman, Woodie Allen, De Sica, Sordi, Santoro, Totò, Gerry Scotti (più intelligente e più bravo di Mike Bongiorno il cui umorismo derivava solo dal fatto che non capisse l’umorismo e quindi aveva reazioni perplesse e surreali); Fiorello, Iannacci; Anna Magnani, Licia Colò, Emma Bonino, Milena Gabanelli, Grazia Scuccimarra, più tutti i cani e tutti i gatti del mondo.

Le trasmissioni preferite? "Che tempo che fa" “Anno zero” “Alle falde del Kilimangiaro” “Zelig” “Chi l’ha visto”, tutte quelle di Chiambretti e Bonolis. I films del cuore? Tutto De Sica (tranne il “Viaggio”)¸ tutto Fellini (tranne Satyricon e Casanova) tutto Bergmann, tutto Woody Allen, tutto Cassavettes. Libri dell’anima? Krishnamurti, Aurobindo, Yogananda, Saptrem, Pirandello. Paesi più speciali? Tibet, Nepal, Cachemir, Brasile.

Si nominano suoi lavori in diversi libri tra cui “Memorie estorte a uno smemorato” (vita di Gillo Pontecorvo) di Irene Bignardi; “Prima che l’amore finisca” di Raniero la Valle; “Buscados Vivos” di Hugo Pratt e Juan Sasturian; “I contromedici” di Lucia Alberti e Enzo Campanelli.

 

 

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