Fabrizio De André ha lasciato un grande vuoto. Musicista raffinato, poeta capace di svelare i fili più sottili dell’amore, il cantautore genovese non ha mai smesso di denunciare la scandalosa violenza delle armi e, soprattutto, di chi le usa. Lo sguardo dell’autore, ingenuo e penetrante come quello di un bambino, si rifiuta di abbracciare l’epica degli eserciti e resta fisso sull’uomo, sia esso vittima o esecutore. Il suo è un pacifismo umanista, etico, ma allo stesso tempo anche estremamente concreto e disincantato.