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Elias Lonnrot

Elias Lonnrot

Elias Lönnrot nacque il 9 aprile del 1802 a Paikkari, presso Sammatti, nella provincia di Uusimaa [Nyland], da una famiglia poverissima. Quarto di sette figli, pare che da bambino il futuro compilatore del Kalevala sia stato costretto a mendicare per le strade. Il ragazzo fu messo dapprima a imparare il mestiere paterno di sarto e, soltanto nel 1814, grazie ai pochi soldi messi insieme dal fratello maggiore, poté frequentare per un anno la scuola del vicino villaggio di Tammisaari [Ekenäs], dove imparò lo svedese, lingua in cui veniva impartito l'insegnamento scolastico.

Attese poi per tre anni alla scuola superiore di Turku, dove perfezionò la lingua ufficiale e apprese i rudimenti del latino. Quando le economie familiari si esaurirono, il ragazzo dovette tornare a casa e riprendere in mano ago e filo. Trovò però un aiuto inaspettato nel curato di Sammati, il quale gli impartì lezioni private e lo esortò a iscriversi al liceo. Il giovane raccolse il denaro necessario bussando alle porte delle fattorie, cantando e recitando, così come a quel tempo facevano molti studenti poveri.

Quando entrò nel ginnasio di Porvoo, Lönnrot aveva ormai diciassette anni. I soldi che aveva messo insieme durarono soltanto poche settimane e nel 1820 il giovane dovette spostarsi ad Hämeenlinna [Tavastehus], dove si mantenne lavorando come allievo farmacista.

Ottenuto il diploma, nel 1822, Lönnrot poté finalmente iscriversi alla facoltà di medicina della prestigiosa università di Turku. Per permettersi i corsi universitari, accettò un impiego come precettore presso un'agiata famiglia. In questo periodo egli incontrò Reinhold von Becker, professore associato di storia alla stessa università. Fu questi a incoraggiare il giovane Lönnrot a coltivare il suo interesse per la poesia popolare finnica, passione che egli aveva manifestato già da alcuni anni. Lönnrot studiò gli scritti di Porthan, dai quali apprese il metodo storico per la ricerca sui runot e i rudimenti dello studio comparato sulle loro varianti, e lesse i frammenti di ballate epiche raccolte da Topelius il «vecchio».

Il giovane studente di medicina profuse tanta passione in tali studi, che la sua prima tesi, pubblicata nel 1827, non riguardava affatto la professione medica ma s'incentrava sulla figura del mitico cantore delle ballate popolari finniche: Väinämöinen, dio degli antichi finni [De Väinämöine priscorum fennorum numine]. Nella compilazione di questo lavoro aveva consultato le ballate raccolte da Porthan, Ganander, Topelius e altri, tra cui lo stesso Von Becker, il quale aveva registrato diversi runot su Väinämöinen in Ostrobotnia e aveva dato loro un certo ordine in un articolo uscito nella sua gazzetta. Si trattava del primo tentativo di articolare il materiale epico in modo non casuale. Lönnrot si chiese se non fosse possibile organizzare tutte le narrazioni intorno a Väinämöinen in un unico ciclo. Si chiese anche perché gli autori precedenti non si fossero cimentati in tale impresa, e stabilì che non avevano avuto a disposizione il materiale necessario

Lönnrot riteneva che i canti trascritti dalla voce del popolo fossero autentiche testimonianze storiche in grado di gettare luce sulla vita, la cultura, i costumi e le credenze degli antichi finni. Non è chiaro a quali conclusioni sia poi giunto, perché le pagine finali del lavoro andarono perdute nel devastante incendio che, in quello stesso anno, distrusse l'ateneo, insieme a buona parte della città.

L'incendio, unitamente allo spostamento dell'università ad Helsinki [Helsingfors], pose fine al secolare splendore di Turku, fino ad allora centro culturale e letterario del paese. Lönnrot approfittò della chiusura forzata dell'ateneo per dedicarsi agli studi folkloristici. Ma se fino ad allora aveva approfittato del materiale raccolto da altri, questa volta decise di dedicarsi egli stesso alla ricerca sul campo. Nel 1828, vestito da semplice contadino, il giovane studente in medicina percorse a piedi la Carelia, e in quattro mesi raccolse circa trecento runot e altri canti popolari lirici e magici, che tra il 1829 e il 1831 diede alle stampe in quattro quaderni, intitolati Kantele, ossia poesie e canti vecchi e nuovi del popolo finnico [Kantele, taikka Suomen kansan sekä vanhoja että nykyisempiä runoja ja lauluj]. Già in queste raccolte l'autore usò il metodo che più tardi avrebbe applicato alla composizione del Kalevala: non trascrisse cioè i canti come li aveva sentiti declamare dai cantori, ma fece confluire in ogni composizione diverse varianti dello stesso tema, selezionando i passaggi più tipici e i versi da lui giudicati migliori.

La pubblicazione dei quaderni del Kantele passò quasi del tutto inosservata, e Lönnrot finì col pagare di tasca propria le spese di stampa. Per nulla scoraggiato, nel 1831 decise di riprendere la ricerca sul campo e partì, avendo come mèta la Carelia russa, oltre la frontiera finlandese, provincia che Topelius – il quale moriva quello stesso anno – aveva segnalato come la più ricca di poesie popolari. Ma prima che arrivasse a varcare il confine, un'epidemia di colera lo richiamò a Helsinki, dove prestò i suoi servigi come medico. Intanto, non dimentico della sua passione letteraria e filologica, Lönnrot partecipò alla nascita della Società Letteraria Finlandese.

L'anno successivo, 1832, Lönnrot si laureò in medicina. Nella sua tesi riuscì a conciliare la pratica medica con il folklore: Studio sulla medicina magica dei Finni [Afhandling om Finnarnes magiska medicin]. Preso il proverbiale pezzo di carta, Lönnrot accettò una nomina di medico condotto a Kajaani, uno sperduto villaggio nel nord-est del paese, dove si trovò subito a combattere un'epidemia di tifo della quale, per poco, non rimase vittima egli stesso. Questo luogo si trovava però vicino alle regioni dove meglio si era conservato il materiale tradizionale e Lönnrot poté presto riprendere i suoi viaggi di ricerca. Nel 1833 si spinse fino a Repola, in territorio russo, e negli anni successivi, nel corso di una serie di viaggi, si mosse attraverso la Carelia russa.

Lönnrot descrisse fedelmente i suoi viaggi e le sue difficoltà in un documento pubblicato in svedese a Helsinki nel 1834. Egli procedeva a cavallo, su slitte trainate da renne, in canoa, spesso a piedi, attraversando foreste e pianure gelate, acquitrini e paludi. Indossava abiti semplici per non distinguersi dagli abitanti dei villaggi, e se incontrava diffidenza, traeva di tasca una raccolta di canti e cominciava a declamare per primo. Tanto bastava perché i cantori locali facessero a gara per sciorinargli i loro bagagli di runot. Alcuni producevano brani di pochi versi, altri ne cantavano di più lunghi e complessi. I più abili laulajat giungevano con l'ordinare i canti in lunghe, complesse sequenze, fino a formare piccoli cicli epici, sviluppando gli episodi secondo il proprio talento, senza curarsi delle eventuali incoerenze del racconto. Nel 1833, Lönnrot incontrò, in un villaggio del governo russo di Arcangelo, due talentuosi cantori: Ontrei Malinen e Vaassila Kieleväinen. Il primo dettò a Lönnrot un lungo poema in cui intrecciava, creando brevi raccordi, le imprese di eroi diversi come Väinämöinen e Lemminkäinen. L'altro aveva raggruppato in un unico canto gli episodi che riguardavano il viaggio a Pohjola dei pretendenti alla mano della figlia di Louhi, e lo collegava con il motivo del sampo, ricordando come il mitico strumento d'abbondanza fosse stato forgiato proprio per ottenere in sposa la bella fanciulla lappone.

Influenzato dalle idee ottocentesche sulle origini e la natura dell'epica, Lönnrot si era convinto da tempo che le ballate mitiche fossero frammenti di un'antica epopea finnica. I piccoli cicli imbastiti da questi due cantori gliene fornirono la conferma. Già in precedenza Lönnrot aveva tentato di congiungere vari frammenti in canti più ampi, incentrati sui diversi eroi mitici: Väinämöinen, Lemminkäinen, Kullervo, e via dicendo. Ora però si trattava di riordinare il vasto materiale da lui raccolto mettendo a punto il metodo che aveva utilizzato per la stesura del Kantele. Si proponeva, cioè, di agire sulla falsariga dei maggiori cantori e di creare, da un insieme di canti minori, un'unica epopea in cui confluisse il meglio della poesia popolare.

La sua fatica produsse, nel marzo 1833, la Raccolta di canti su Väinämöinen [Runokokous Väinämöisestä] un poema di 5052 versi, divisi in sedici runot, che Lönnrot mandò alla Società Letteraria Finlandese, suggerendo nel contempo di rinviarne la pubblicazione finché non avesse meglio battuto il territorio del governo di Arcangelo. A suo stesso giudizio, la Raccolta era insoddisfacente, mentre egli ambiva a offrire alle generazioni future un'opera di grande respiro, sul modello dei poemi di Omero. In una lettera del 1834, scriveva: «Non so se l'impresa di ordinare i runot mitologici in un insieme unico, dovrebbe essere affidata a una sola persona o parecchie, perché i nostri posteri giudicheranno, forse, una simile raccolta alla stregua dell'Edda presso le nazioni gotiche, o di Esiodo, se non di Omero, presso i Greci e i Romani» (Gummerus 1969).

Nel 1834, Lönnrot partì per un altro viaggio nella Carelia orientale. Poté così conoscere il più celebre di tutti i laulajat, l'ottantenne Arhippa Perttunen, che per due o tre giorni gli recitò bellissimi canti epici, per un totale di circa quattromila versi. Scrisse Lönnrot: «Cantava i runot in un ordine eccellente, senza lasciare lacune. Molti canti mi giungevano del tutto nuovi, e dubito che avrei potuto reperirli altrove. Se non avessi mai incontrato questo vecchio, se fosse morto prima della mia venuta, un patrimonio considerevole dei nostri canti tradizionali sarebbe sceso con lui nella tomba» (Lönnrot 1849).

Ritornato a casa, Lönnrot si dedicò, nel corso dell'estate e dell'autunno, a riordinare questo materiale. Completò i brani, assemblò gli episodi, intercalò canti lirici e formule magiche, fino ad ottenere una versione più che raddoppiata dell'opera originaria: 12.078 versi in trentadue runot. Dopo molte esitazioni, Lönnrot diede alla raccolta il lungo titolo di Kalevala, ossia i vecchi poemi della Carelia dei tempi antichi del popolo finnico [Kalevala, taikka vanhoja Karjalan runoja Suomen kansan muinosista ajoista]. Nella prefazione al testo, egli espose gli intenti e i limiti del suo lavoro, senza cercare di giustificare l'arbitrio nella disposizione data al materiale. «Se fossi certo che tutti concordassero nell'ordine in cui ho disposto i vari canti, mi fermerei qui e non aggiungerei parola, ma il fatto è che quel che una persona considera giusto, un'altra ritiene inadeguato. I canti sono ben combinati, secondo il mio parere, nell'ordine che ho loro dato, ma forse si potrebbero combinare anche meglio in un altro ordine. Nell'organizzarli, ho tenuto conto di due circostanze: innanzitutto nella disposizione che avevo osservato presso i migliori cantori: secondo, là dove nessun soccorso mi veniva da loro, ho cercato di trarre l'ordine dai canti stessi, e li ho concatenati di conseguenza» (Lönnrot 1835).

La prefazione reca la data del 28 febbraio 1835. Questo giorno, a partire dal 1920, viene festeggiato dalla nazione finlandese come «giorno del Kalevala» [Kalevalan päivä].

L'esempio di Lönnrot fu presto seguito da molti suoi entusiasti connazionali, tra cui Matthias Alexander Castrén, Arne Äyräpää [Europæus], Fredrik Polén, H.A. Reinholm, Eero Salmelainen e J.V. Murman, i quali si misero in viaggio per recuperare altri frammenti di poesia popolare. Lo stesso Lönnrot non considerava conclusa la sua fatica e non appena gli fu possibile si mise nuovamente in viaggio. Tra gli ultimi mesi del 1836 e l'autunno del 1837, approfittando di un anno di permesso nella sua professione di medico e di una borsa di studio fornitagli dalla Società Letteraria, egli percorse nuovamente il nord del paese, e soprattutto la parte finlandese della Carelia, dove era abbondante la produzione a carattere lirico. Lavorando al nuovo materiale secondo il metodo da lui già collaudato, nel 1840 diede alle stampe tre raccolte contenenti circa seicento tra poesie liriche e ballate, per un totale di 21.007 versi, a cui diede il titolo di Kanteletar, ossia i vecchi canti e le canzoni del popolo finnico [Kanteletar, taikka Suomen kansan vanhoja lauluja ja virsiä] L'anno seguente, Lönnrot presentava alla Società Letteraria i Proverbi del popolo finnico [Suomen kansan sanalaskuja], raccolta di 7077 proverbi, in versi, ordinati alfabeticamente. Nel 1844 pubblicava, infine, il suo quarto lavoro a carattere folkloristico: Enigmi del popolo finnico [Suomen kansan arvoituksia], con 1679 indovinelli finlandesi e 135 estoni.

Nel frattempo si era esaurita la prima edizione del Kalevala – poco più di cinquecento copie – e Lönnrot già lavorava a una seconda edizione riveduta e ampliata, preceduta da una nuova prefazione, datata 17 aprile 1849. L'edizione definitiva del Kalevala era composta da 22.795 versi divisi in cinquanta runot.

Scrisse Lönnrot nella prefazione: «Quest'opera, che tratta della vita e delle antiche condizioni dei nostri antenati, appare ora in una forma molto più completa di quella dell'edizione precedente, ed è assai probabile che rimanga nella sua forma attuale; non è infatti più possibile raccogliere runot di questo tipo che rivestano una certa importanza, dal momento che tutte le località in cui vi era una benché minima speranza che questi canti venissero ancora cantati sono state ormai ripetutamente esplorate e battute». E, ancora una volta: «La combinazione è stata fatta quanto meglio si poteva tenendo conto del carattere del Kalevala; ma c'è sempre dell'arbitrario […]. È stato perciò necessario basarsi spesso sui contenuti intrinseci del materiale e distaccarsi dall'ordine adottato nella precedente edizione del Kalevala. È probabile che dalla combinazione or l'uno or l'altro può non sentirsi soddisfatto, e lasci adito a più di una critica». (Lönnrot 1849) [BIBLIOTECA].

L'imponente Kalevala non segnò la fine dei lavori di Lönnrot, che continuò per tutta la vita a occuparsi dei suoi amati studi folkloristici. Diresse per alcuni anni un'importante rivista letteraria, il Litteraturblad för ällman medborgelig bildining «Giornale di letteratura per la cultura civica generale», tradusse in finlandese le poesie di Runeberg e alcuni canti dell'Odissea. Scrisse saggi di poesia e metrica. I suoi lavori contribuirono a creare un lessico finlandese in materia di medicina, botanica e giurisprudenza.

Nel 1850, venne creata la prima cattedra di lingua finlandese all'università di Helsinki. Fu naturale offrirla a Lönnrot il quale, modestamente, rifiutò l'incarico. La cattedra passò all'etnografo e viaggiatore Matthias Alexander Castrén ma, dopo la morte di questi, nel 1853. Lönnrot non poté più evitare l'assegnazione. Per rendersi più specificatamente idoneo al titolo, pubblicò un saggio sulla lingua dei Vepsi o Čudi, una popolazione finnica del nord, sui quali aveva raccolto degli appunti nel corso dei suoi viaggi. Ormai divenuto professore universitario, Lönnrot tenne corsi sulla mitologia finnica e sul Kalevala, ma anche sull'ortografia e la grammatica finlandese, insegnando ai ragazzi a scrivere in lingua nazionale, cosa a quei tempi poco comune. Nonostante gli impegni accademici, Lönnrot trovò anche il tempo di continuare i suoi studi filologici, firmando varie pubblicazioni. Nel 1860 venne nominato dottore honoris causa, e due anni dopo lasciò l'università.

Trasferitosi nella sua casa di campagna, a Lammi, non lontano dalla regione in cui era nato, Lönnrot si dedicò esclusivamente allo studio della lingua nativa e delle sue produzioni popolari. Nel 1880 uscì il quinto e ultimo dei suoi lavori sulla poesia fokloristica: gli Antichi canti magici del popolo finnico [Suomen kansan muinaisia loitsurunoja] opera che contiene 21.024 versi ordinati secondo il sistema già utilizzato per il Kalevala.

Nello stesso anno Lönnrot pubblicò anche un dizionario finno-svedese [Finskt-Svenskt lexicon], il cui materiale era stato da lui raccolto a partire dal 1835. Con duecentomila lemmi e innumerevoli locuzioni, i due tomi che compongono l'opera si presentano come un lavoro a dir poco gigantesco per mole e completezza, tanto più se si pensa che sono il risultato della fatica di una sola persona, Elias Lönnrot.

Il 9 aprile del 1882, giorno del suo ottantesimo compleanno, Lönnrot venne festeggiato dalla Finlandia intera come eroe nazionale e padre della patria. Due anni dopo, il 19 marzo 1884, il compilatore del Kalevala si spegneva serenamente nella sua casa, a Lammi.

 

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